Anna Frank 2015

10 Mar

nataliePortman

All’alba sono venuti i nazisti.
Hanno bussato e io ho aperto loro. Erano già venuti in passato, limitandosi a servirsi della nostra dispensa. Ero pronta ad accompagnarli in cantina, quando mi hanno chiesto di svegliare tutta la mia famiglia. Così ho fatto. E mentre i miei cari erano in piedi, in cucina, confusi, infreddoliti e terrorizzati, i nazisti mi hanno fatto capire che questa volta non interessava loro la nostra dispensa, né i pochi denari che ci erano rimasti e neppure un posto dove nascondersi. Mi hanno invece chiesto qualcosa che proprio non mi aspettavo e a cui non volevo credere: un familiare. Da caricare sul treno dell’indomani per i campi di lavoro. Avrei dovuto indicargli io chi, dei miei cari, li avrebbe seguiti verso un destino forse già scritto.
Gli attimi successivi sono durati in eterno. A testa bassa, fissando le fughe delle piastrelle, le lacrime più amare solcavano le mie guance pallide fino a morire sul colletto della camicetta. Quindi ho alzato la testa, l’ho guardato come non facevo da tanto tempo e ho trovato il coraggio incosciente per sorridergli dolcemente e tendergli la mano. E l’ho chiamato, semplicemente, “papà…”.
Niente di personale, è solo che l’ho visto stanco di questa esperienza familiare. Oltretutto molto debilitato, nonché massacrato dall’anedonìa, dalle pulci dei materassi e pure da una bomba, purtroppo, tempo fa. Lo vedo un po’ a fine corsa insomma. Ultimamente si è anche chiuso in se stesso rispetto al resto del famiglia e spero che questa mia scelta serva a smuoverlo in qualche modo. Ci tengo a dire che non ha niente a che fare con gli screzi avuti in settimana perché ci siamo chiariti. Solo che ormai siamo rimasti in pochi e io chiaramente adesso devo andare per esclusione, tanto che volevo nominarmi io ma mi hanno detto che non è possibile. Quindi alla fine mi sono chiesta: con chi voglio arrivare alla fine di questa maledetta guerra? Beh, è stato chiaro fin da subito: con mio cognato Alfio e col nuovo compagno di mia mamma, il feldmaresciallo Kellerman, che hanno davvero vissuto con me quest’esperienza straordinaria della cattività, dell’olio di ricino e del brodo di corda. E poi papà è un guerriero nato e per affrontare Dachau alla grandissima ci vuole un peso massimo come lui.
Ciao papà, ti voglio un bene dell’anima.

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3 Risposte to “Anna Frank 2015”

  1. sgargabonzi marzo 17, 2015 a 4:01 pm #

    Noel stronca Fazio.
    La Nancy che cita è Irie Nancy, ovvero Sara McDonald, ovvero sua moglie.

    http://www.rockol.it/news-642653/noel-gallagher-resoconto-tragicomico-di-che-tempo-che-fa-a-milano#article?refresh_ce

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