Il peso dei ricordi

7 Dic

polaroid_painting_by_lloydhughes

A costo di risultare immodesto, amo definirmi un untuoso vigliacco militante e credo non mi leverò mai, di mia sponte, dal numero dei vivi. Se mai dovesse succedere, vi autorizzo a dire agli inquirenti “non sopportava il peso dei ricordi”. Fatelo dire a Ivo Brocchi nei talk show di Teletruria, “non sopportava il peso dei ricordi”, mentre mastica il tappo di una biro rossa presa in tabaccheria. Se il mio amico Francesco Faralli dovesse farci un film dei suoi, fatelo finire sulle note di Raindrops Keep Falling on My Head di Bacharach e la frase “non sopportava il peso dei ricordi”. Perché questa è una delle cose più sfacciatamente chiare che ho in assoluto. Che tanto ciò che rende la vita ogni giorno più faticosa è solo e unicamente quella questione là. Non la depressione, che conosco poco, né la noia, che conosco pure meno, né la compulsione per un vecchio gioco da tavolo di Reiner Knizia che non riesco a trovare (Winner’s Circle in perfetto stato). Il peso dei ricordi, specie quelli belli e quei pochi brutti che tanto ormai lo so che, per un problema di defrag, il tempo mi rinomina come “belli” e per sicurezza anche tutti gli altri. E più inutili sembravano e meno lo erano. Panchine, discount, pensioni, autogrill, intercity, gelaterie, cabine telefoniche, scottex, divani letto, pedalò, binari, post-it, scontrini, polaroid, pinete, sexy shop, autoscontri, caffè solubili, detersivi liquidi, sandali sotto il letto, biro mai restituite, luci accese di finestre lontanissime viste da un terrazzino. Il peso dei ricordi. La mia vita è scandita, con la precisione d’un orologio, dai volti che non rivedrò più e di cui posso solo evocare il fantasma, consumando in solitudine gli stessi cappuccini negli stessi bar ai confini dell’universo in ricordo di tempi in cui tutto questo era insospettabile, pazzesco, roba da riderci proprio. Che tanto certi fantasmi fanno più compagnia delle entusiasmanti e vitali prospettive di merda.
Ho un pugno di pensieri in croce, numerati come chiavi in un mazzo. Li ripasso in padella e paiono appena di più di quelli che in realtà sono. Pensieri noiosissimi da ascoltare. Sempre gli stessi. Ho cento tasti da schiacciare e se ne schiacci novantasette t’accorgi che non attivano niente. Poi c’è il peso dei ricordi. E più vado avanti e più m’è insostenibile. La calda e poetica malinconia diventata piano piano quel sentimento terribile, sepolcrale e chiuso al mondo che è la nostalgia. E non riesci a capire quando è iniziato.

Annunci

14 Risposte to “Il peso dei ricordi”

  1. Giacomguido dicembre 7, 2013 a 12:12 pm #

    Lascia stare Stefano Cucchi, bastardo, carogna, sciacallo.

  2. nemmenounnick dicembre 7, 2013 a 3:53 pm #

    mi piace l’inizio ma poi sei un po’ crollato, forse sotto il peso dei ricordi, sei sempre un grande però

    • sgargabonzi dicembre 7, 2013 a 4:06 pm #

      Eh va beh ma non vi va mai bene un cazzo! Pure la sofferenza altrui volete accattivante, branco di falliti!

      • nemmenounnick dicembre 7, 2013 a 4:30 pm #

        è perchè ci hai viziato: siamo come germogli di mandorlo che assaporano una goccia d’acqua e da allora ne vogliono sempre di più 😉

        • sgargabonzi dicembre 7, 2013 a 4:37 pm #

          E allora datevi un limite di soddisfazione, signori miei, che qua siamo tutti stanchi. E iniziate a cacciare due soldi, piuttosto.

          • nemmenounnick dicembre 7, 2013 a 4:51 pm #

            Io, a chiacchiere, rinuncerei volentieri a parte del mio benessere economico per non vederti così

  3. caramelleamare dicembre 8, 2013 a 2:40 am #

    Da “Chat Roulette”:

  4. circobazooko dicembre 8, 2013 a 1:27 pm #

    il ricordo di me che son venuta a Lucca doveva pesare talmente tanto che te ne sei subito liberato eh! 😉 ma lo capisco, diventava anche un problema di spazio nell’hard-disk. C’era da salvare il ricordo dei clamorosi scontrini, e dello scottex, signori! lo scottex! i fantasmagorici sandali sotto al letto, con un neurone dedicato solo a loro tutto il giorno! 😀 ahahha!! scherzo. Scusa. “Aò io so’ fatto così, a battuta me piasce”. Come direbbe il Luchi: perdonami.

    Post molto bello Ale, molto molto bello.
    L’unica consolazione è che alla fine si muore. Tutto questo ricordume verrà spazzato via, e anche noi saremo dimenticati. Subito se si ha la fortuna di essere sconosciuti, dopo 2 giorni per le celebrities, con quei 2 giorni peraltro interamente occupati dall’esilarante carrellata su Facebook delle immagini photoscioppate con falsa citazione spiritosa del morto e gli spassosi tweet di giochi di parole, che so che a te piacciono tanto.

    E in prospettiva niente, ma niente, di ciò che pensiamo, diciamo, o viviamo, niente di ciò che ricordiamo, avrà mai per nessuno la minima importanza.

  5. Nino L'Angelo dicembre 9, 2013 a 5:57 pm #

    Per quanto possa contare…complimenti davvero…pezzo davvero bello! Se riesco a trovare Winner’s Circle in perfetto stato te lo regalo 😉

    • sgargabonzi dicembre 12, 2013 a 9:18 am #

      E’ l’uomo che ha scritto e cantato Fight From The Inside, il pezzo in assoluto più brutto dei Queen.

  6. Straf marzo 17, 2014 a 8:24 pm #

    L’è proprio bello codesto post.

  7. Myrna giugno 18, 2014 a 5:16 pm #

    Bellissimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: