Il titolo non mi viene

10 Dic

Vespa_ad

Fin da ragazzo ho sempre avuto le idee chiare sulla vita. Superato l’esame di maturità mi trovai davanti alla fatidica scelta su cosa fare della mia esistenza: l’università o sistemare la vespa. Io volevo occuparmi del mezzo, ma a causa di alcuni sciroppi avariati mi iscrissi a psicologia.
Oggi mi fregio d’essere un affermato psicologo, ho un mio studio ben avviato e con i risparmi di una vita ho potuto finalmente realizzare il sogno di sistemare la vespa. La vespa, va da sé, la si può accomodare solamente col sistema “fai da te”, altrimenti tanto vale che ti prendevi uno scooter. Internet è la Mecca per ogni meccanico improvvisato ed è lì che mi sono rifugiato per settimane documentandomi su tutto il repertorio. Dopo notti insonni di ricerche e domande ai più esperti del settore, stilai un appunto col necessario: 250 euro per i pezzi di ricambio, 180 euro per la verniciatura, due settimane di lavoro circa (quelli bravi fanno in due giorni). Dopo due mesi e mezzo di lavoro il più è stato fatto, il motore è pronto, la vespa è verniciata e mancano solo pochi particolari. Quello in questione è il collettore che collega il cilindro al carburatore. E’ un’operazione molto facile da eseguire, probabilmente uno dei pezzi che danno meno problemi in assoluto e stando a quello che dicono nel forum un lavoretto da venti minuti.
Sveglia alle 9, un quarto d’ora per ritrovare il collettore che ho smontato due mesi prima e non so dov’è. E stop. Lavoro interrotto perché sono spariti i bulloni che lo inchiodano alla testa. Vai in ferramenta, prendi i due bulloni nuovi e torni su. In alternativa puoi andare al centro Piaggio più vicino e pagarli cinque volte tanto. I giorni prima da bravo neofita ti sei documentato nel forum di riferimento e “…a questo punto montate il collettore con le sue viti, sono solo due”. Perfetto, lo sa fare chiunque. Però ho un dubbio, è meglio metterlo prima o dopo aver montato il motore sulla vespa? Aspetto una giornata perché qualcuno ti risponda nel forum? No, provi a ragionarci sopra e speri sulla somma della qualità del tuo ragionamento più il 50% di possibilità. Ingenuo! Quando si lavora alla vespa la possibilità che una cosa vada per il verso giusto è del 50% nel caso in cui nei forum ti dicano che sta al 98%. E’ un concetto matematicamente difficile da spiegare, ma nei fatti è così, fidatevi. Comunque ci provi e pensi: “allora se lo metto prima ho il vantaggio di lavorare comodo, ma se poi desse noia per mettere il motore in posizione!?” I due mesi di lavoro precedente ti hanno insegnato che la soluzione più semplice è sempre quella sbagliata, quindi mi preparo a lavorare scomodo e montare il collettore dopo aver fissato il motore alla vespa. Ah dimenticavo, sul collettore ci va il cipollotto di gomma di protezione. Niente di più semplice, basta infilarlo nel cono del collettore e farlo scorrere fino alla posizione giusta. Ma da che verso si mette? Se è la prima vola non lo sai, guardi i labbri del cipollotto e cerchi di capire quale dei due dovrebbe incastrarsi col telaio, fai la tua scelta. Lo infili …no, ci provi, il cipollotto non scorre, lo devi togliere, ingrassare, ungere o sputarci su e rimetterlo. Calza alla perfezione. Sono passati circa 50 minuti. Ora fisso il motore al telaio. Aspetta: con la vespa in piedi o sdraiata? Sdraiata si lavora meglio, ma se poi esce olio dallo sfiato o dal paraolio del tamburo che ancora devo montare? Ah, andava montato prima, ma io credevo che… è la prima volta. Fai la solita scelta, lavorare scomodo sarà sicuramente la soluzione migliore. Dopotutto basta tenere la vespa sollevata dietro. Ma con cosa? Qualsiasi cosa mettiate sotto alla scocca nel posteriore la renderà instabile, e l’avete appena verniciata. Allora lo spingo più dentro. Anzi no, perché poi non c’è spazio per fare entrare il motore. Boh, in qualche modo farò. Montare il motore è semplicissimo perché c’è un solo bullone che lo attraversa tutto e lo fissa al telaio: è un attimo! C’è solo da tenere a mente il fatto che il motore della vespa è stato progettato da Escher e comunque tu lo appoggi lui si sposta, non ha una sola posizione in cui stia fermo, è una specie di moto perpetuo e non c’è nessun oggetto fra quelli di un normale hobbista che sia in grado di fare da piedistallo. Allora con una mano lo tieni in posizione, pesa circa trenta chilogrammi, con l’altra cerchi di farlo entrare nel vano motore. Niente, il sostegno della vespa è troppo all’interno, va spostato. Allora togli il motore da quel poco che eri riuscito ad inserirlo, il panno che copre il foro per la candela si impiglia nel nottolino di gomma che tiene lo sportellino della poccia, la vespa oscilla e cerchi di fermarla. A questo punto ti trovi a tenere il motore con una sola mano, che ovviamente non sarà nel punto giusto per fermarlo e il motore rotola dal banco. Non puoi lasciarlo cadere rischi di fare dei danni enormi. Fai quello che puoi per salvare vespa e motore: con la gamba e una mano proteggi la caduta del motore, con l’altra mano quella della vespa. Il motore scivola fra gamba e banco di lavoro e prima di farlo cadere decidi di sacrificare il piede, e lo sacrifichi. Intanto la vespa non è caduta ma ha inevitabilmente battuto contro uno degli oggetti che avevi sul banco di lavoro, l’unico appuntito è chiaro, che fa saltare un pezzettino di verniciatura piccolo piccolo. Fa niente. Raccogli il motore, esulti dentro perché è sano e attendi il dolore al piede. Dopo tre minuti arriva. A questo punto è quasi ora di cena, entri in casa e stai mezz’ora sdraiato con del ghiaccio sul piede che si sta gonfiando. Telefoni al medico, ti fai fare la richiesta per i raggi, paghi 38 euro di ticket e fai la lastra. Di solito del piede ti dicono che “non è rotto, si è scheggiato un ossicino piccolo piccolo qua, come è successo?” “No niente, sono intervenuto per salvare una bambina da un gruppo di babbi natale che volevano violentarla fuori dall’Esselunga, erano armati con catene e coltelli e l’ultimo che ho steso nel cadere a terra mi ha schiacciato il piede col campanaccio che aveva al collo.” Con l’ossicino stegliato vai a letto e pensi che sia stata una pessima idea quella di impegnarti in questo restauro. Eh ma vuoi mettere la soddisfazione del fai da te?! Si, la voglio mettere nel cesso. Se la portavo al meccanico dopo quattro giorni me la riconsegnava nuova.
La mattina dopo torni al lavoro. Finalmente il motore va al suo posto e te la cavi con un paio di graffi alle mani. Ci puoi stare. A questo punto monti finalmente il collettore, ma ti accorgi che avevi fatto la scelta sbagliata perché quelle due viti sono davvero difficili da inserire a motore su, ma va beh, con un pò di pazienza ce la fai. Sì, ma quali rondelle ci vanno sotto i bulloni, le grower o quelle tagliate? Ragioni, scegli, avviti. Ops, il cipollotto è molto distante dal telaio, perché mai? Ah, perché il motore è ancora giù, quando metti la ruota sale e lo porta in posizione. Metti la ruota, alzi la vespa e… per un pelo, mancano un paio di centimetri! Soluzione? Dopo aver provato inutilmente a fare scorrere il cipollotto in sede, togli nuovamente il collettore svitando i complicati ma simpatici bulloni. Aggiungi un taglietto alla mano per spostare il cipollotto di que due centimetri in avanti e ci sei. Eh ma adesso il cono di gomma monta sopra al bicchierre attorno al quale va la fascetta di ferro che tiene il carburatore fermo sul collettore. Suggerimento del forum: lo devi tagliare col cutter. Ma come?! Fanno dei pezzi nuovi direttamente sbagliati nelle misure!?! Non potevano farlo preciso!? Il mondo delle vespe è così. Averlo saputo lo tagliavo prima, ma è la prima volta… pausa pranzo. Nella tarda serata del giorno seguente riesci in quello che ti eri ripromesso di fare tre giorni prima e ancora in salute. Il collettore è montato!
Dopo altre settimane nelle quali gli inconvenienti si moltiplicano porti a termine quelle operazioni per le quali si prevedono un paio di ore di lavoro non di più. Vai in strada e provi a metterla in moto. Il primo calcio va male perché per il dolore al dito del piede non fai la giusta pressione e la scarpa scivola. La pedivella di avviamento ti incide nella zona tallone-polpaccio un graffito tremendo. Fai finta di niente ma in quel momento la soddisfazione di prendere la tua vespa nuova a mazzolate fin che hai forza è seconda solo a quella di vedere l’effetto che farebbe in un tritarifiuti industriale. Poi al primo calcio ben assestato va in moto …“cazzo che spettacolo la mia vespina!! altro che quei falliti con lo scooter!”

Resoconto finale:

Ricambi effettivi perché quando ci sei dentro …ormai che l’hai aperto …850 euro.
Verniciatura: 350 euro.
Di attrezzi per fortuna non ne servono, per la vespa bastano appena un paio di chiavi che tutti abbiamo. Più l’estrattore volano, estrattore frizione, attrezzo compressione frizione, chiave a cricchetto, dadi e rondelle che perdi, molle, grasso, saldatrice per togliere i cuscinetti, scalpellino, cacciaspine, trapano, martello di gomma, anelli seeger, pinze per anelli a stringere, pinze per anelli ad allargare, una crociera vecchia, smerigliatrice, morsetti, morsa da banco, chiave dinamometrica perché mica vorrai fare le cose a casaccio eh, svitol, bloccafiletti, pasta rossa.
Tempo: più di tre mesi.

Caramelleamare

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61 Risposte to “Il titolo non mi viene”

  1. Eva H. dicembre 10, 2012 a 2:40 am #

    Credo che Schicchi sia morto dopo averlo letto.

    • LukiSkyWalker88 dicembre 10, 2012 a 7:27 pm #

      No, a quanto risulta dalla scatola nera Schicchi è morto una manciata di secondi prima che il post fosse pubblicato.

      • caramelleamare dicembre 11, 2012 a 1:11 am #

        Ho aspettato che morisse per essere sicuro che non lo leggesse. Eva aggiornava la pagina di continuo, ma io non gli ho voluto regalare nemmeno un ultimo minuto di esistenza felice, perché anche se rideva sempre era una persona di merda.

        • LukiSkyWalker88 dicembre 12, 2012 a 7:29 pm #

          Ben gli sta!

  2. ndoeindoei dicembre 10, 2012 a 10:39 am #

    Molto istruttivo.

  3. A.S. Pirina dicembre 10, 2012 a 1:06 pm #

    Io vado dal meccanico

  4. Falsa in bilancio dicembre 10, 2012 a 4:45 pm #

    Nel mio ultimo film “Vespisti terracinesi”, il fai da te delle Vespe appariva come una realtà più scanzonata.Sei tu che non ci sai fare.

    • caramelleamare dicembre 11, 2012 a 1:07 am #

      Sai solo distruggere sempre tutto.

      • Falsa in bilancio dicembre 11, 2012 a 6:29 pm #

        Me l’ha insegnato Nietzsche.

        • caramelleamare dicembre 11, 2012 a 8:59 pm #

          Ti scoccia se dico pubblicamente che secondo me sei una persona interessante?

          • Falsa in bilancio dicembre 11, 2012 a 11:28 pm #

            Pochino sì, dai.

          • sgargabonzi dicembre 12, 2012 a 11:32 am #

            CHE IL MONDO SI FERMI! NON POTEVO DESIDERARE NOTIZIA MIGLIORE!

            http://www.comicus.it/news/item/54302-ritorna-magico-vento-e-arriva-adam-wild

            • caramelleamare dicembre 12, 2012 a 3:37 pm #

              M’hai fatto credere che ripartisse MV!
              Invece è solo la ristampa a colori dei miei coglioncini. I fumetti a colori non li capisco. Quelli che ho visto per me sono stati sempre peggiori dell’originale.
              Forse quelli nel formato grande hanno più senso, ma poca roba.

              • sgargabonzi dicembre 13, 2012 a 1:05 pm #

                A me ha entusiasmato anche solo per l’attenzione rivolta a MV invece che ai soliti noti. Una serie che ha sempre avuto problemi di vendite, ma che ha lasciato un vuoto per chi l’ha letta e un rimpianto per chi non l’ha letta (vedi Circobazooko). E non succede mai. Avevo proprio voglia di rileggermela e questa è l’occasione giusta!

                • circobazooko dicembre 13, 2012 a 7:50 pm #

                  l’unico mio rimpianto è non averti conosciuto ai tempi di Cioè, quante cose avremmo potuto raccontarci nei cessi della scuola tra Uniposca, dediche sulla Smemo e 2 dita in gola.

                • caramelleamare dicembre 13, 2012 a 9:13 pm #

                  Anche io la voglio rileggere, quella che ho.
                  Tra l’laltro devo leggere le ultime due/tre di Saguaro e se non mi gasano mi sa che smetto di farlo.
                  Dampyr, Lilyth, Ratman, Le Storie, le miniserie che escono via via più altre robe sono sufficienti. Poi c’è Julia…

                  • Falsa in bilancio dicembre 13, 2012 a 10:21 pm #

                    Caspiterina!

                  • sgargabonzi dicembre 14, 2012 a 12:14 am #

                    Saguaro mi piace un sacco, l’ultima è splendida. Mi rimane troppo bene questa serie così fuori moda, genuina, che pare una serie anni ’70 fra il genere e l’impegno civile. Quanto ad appetibilità dovrebbe vendere due copie. E invece…

  5. LukiSkyWalker88 dicembre 10, 2012 a 7:25 pm #

    Ganzo ‘sto post! (Tra l’altro è il primo che leggo tra quelli di Caramelleamare…) Non so, ci leggo, al di là dello humour un po’ bigio tendente al nero, una sorta di nichilistica allegoria di tutte le domande che la vita ti lascia in sospeso o di cui, col senno di poi, avresti preferito non sapere la risposta.

    (Mi sento anche di proporre, scherzosamente, un titolo: “Lo Zen e l’arte della manutenzione della vespa”… così fai anche il verso al libro – che onestamente non ho letto – di Robert M. Pirsig!)

    • caramelleamare dicembre 11, 2012 a 1:19 am #

      Io speravo che il titolo ce lo mettesse acid, invece ha preso per buono come gliel’ho passato in mail.

    • circobazooko dicembre 11, 2012 a 2:39 pm #

      il Luki ha queste uscite, di una profondità letale, che me lo fanno rimanere sempre meglio.

      • sgargabonzi dicembre 12, 2012 a 5:59 am #

        E io?

      • LukiSkyWalker88 dicembre 12, 2012 a 7:32 pm #

        Mi fa piacere ricevere ogni volta nuove prove del tuo apprezzamento nei mie confronti (soddisfazione che il Gori non mi regala più da un pezzo 😦 …).

        • sgargabonzi dicembre 13, 2012 a 1:00 pm #

          Ma aggiornami su Brad Barron. Ti sta garbando? Io ho letto il finale-finale ed è molto, molto meglio del famoso finale di cui s’è ragionato nudi in mansarda mentre fuori scoppiava la rivoluzione.

          • LukiSkyWalker dicembre 17, 2012 a 1:46 am #

            Ti stavo per scrivere di “Brad Barron” in questo momento nel post che tu hai fatto sull’argomento qualche tempo fa: notevolmente migliore questo finale-finale che l’altro! Almeno il duello col “super-cattivo” è più probabile (sai bene che per me lo scontro con l’Unico, considerando la superiorità di quest’ultimo rispetto all’eroe, sarebbe dovuto essere molto più sofferto: ti dirò, non mi sarebbe disgarbato neppure il sacrificio estremo di Brad per la salvezza del mondo e dell’umanità…).
            Ciò nonostante vi ho trovato quello che, a mio modesto parere, è il difetto principale di Faraci come sceneggiatore: i finali telefonati e piuttosto riconcilianti! Diobono, non si può mica risolvere tutto in due pagine! Avrei voluto sapere anche l’opinione dei morb ribelli, e invece… (vabbeh, non faccio spoiler per chi non l’avesse ancora letto). Poi la riunione di famiglia in due sole vignette mi ha lasciato un po’ basito.
            Insomma così su due piedi darei un 7- a quest’ultimo speciale e un 4 al finale della serie ordinaria.

            • sgargabonzi dicembre 17, 2012 a 9:42 am #

              Per me il difetto di questo finale sono i disegni di Avogadro, uno che non reggo dai tempi di Lazarus Ledd. Uno che, insieme a Cossu e Vercelli, è capace di rendermi illeggibile qualsiasi storia. E questa è pure buona. Certo, Tito Faraci è uno sceneggiatore molto classico, quindi non puoi.aspettarti chissà quali sorprese. Brutto invece lo speciale che chiude Demian: un bignami di tutti i più fastidiosi difetti della serie. E il terzo de Le Storie l’hai preso?

              • LukiSkyWalker88 dicembre 19, 2012 a 1:04 am #

                L’ho preso, l’ho letto e l’ho molto apprezzato: in primo luogo Brindisi è uno dei miei disegnatori preferiti (anche se, col tempo, mi pare che abbia mutato il suo stile e sia divenuto più “sporco”…); in secondo luogo ho trovato la sceneggiatura, sebbene classica nello sviluppo, piuttosto solita e molto mimetica: nel senso che, da profano, mi è parsa in grado di rievocare bene il colonialismo inglese. Mi ha ricordato, nel complesso, certi episodi di quella collana intitolata “Un uomo, un’avventura”.

                Al momento, la mia personale classifica degli albi finora usciti de “Le storie” è la seguente:
                1) “Il boia di Parigi”;
                2) “La rivolta dei Sepoy”;
                3) “La redenzione del samurai”.
                In ogni caso è una serie che sembra promettere bene: soprattutto mi aspetto buone cose dal numero di marzo, quello di Simeoni dal titolo “Amore nero”.

  6. L'angelo sterminatore dicembre 10, 2012 a 11:25 pm #

    Ma non c’era un pratico corso De Agostini?

    • caramelleamare dicembre 11, 2012 a 1:16 am #

      Esaurito, tutte le copie esistenti le ha acquistate il 18/09/1988 Giuseppe Saragat, un giorno prima del suo stesso decesso. Sono ancora inscatolate, sto stronzo!

  7. Lavaspurgo dicembre 11, 2012 a 12:35 am #

    Le mirabolanti avventure di Caramelleamare! (Bello!)

  8. circobazooko dicembre 11, 2012 a 2:43 pm #

    mi è piaciuto! manca però una degna chiusura.

    • caramelleamare dicembre 11, 2012 a 6:56 pm #

      A volte questi browser non visualizzano bene le pagine. Immagino tu non abbia potuto leggere fino in fondo. Ti copio la chiusura del pezzo:

      “…fai finta di niente ma in quel momento la soddisfazione di prendere la tua vespa nuova a mazzolate fin che hai forza è seconda solo a quella di vedere l’effetto che farebbe in un tritarifiuti industriale. Poi al primo calcio ben assestato va in moto …“cazzo che spettacolo la mia vespina!! altro che quei falliti con lo scooter!”

      • kreisky dicembre 12, 2012 a 3:20 pm #

        Condivido le gioie e le pene del Caramelle, nel mio piccolo ho avuto a che fare con uno Ciao da rimettere a posto. Alla prima accensione mi ero dimenticato di stringere il bullone della campana, il motorino va in moto poi sento un rumore, la campana rotola al suolo e non trovo più il coperchio… Sono le 8 di sera, fa un freddo cane e faccio il lavoro sul marciapiede di una strada piena di famigliette infreddolite che rientrano a casa per la cena. Mi guardano come qualcosa di strano. Passo 15 minuti a testa bassa a cercare il coperchio senza il quale non posso rimontare la campana. Poi ci rinuncio e mi dico che ci proverò all’alba con la luce. Torno alla postazione dove avevo lasciato gli attrezzi, a circa 10 metri da dove stavo cercando il coperchio. E provo una strana sensazione di vuoto. Manca qualcosa. Ah già, la borsa con gli arnesi… tutti. E sogni di poter andar da un concessionario e dire: prendo quel Liberty lì, quanto costa? 3000 euro. Me lo incarti pure, lo prendo.
        180 euro di attrezzi fregati da qualche mamma che li avrà messi nel passeggino insieme alla bambina, per fare un regalo papà.

  9. kreisky dicembre 13, 2012 a 12:38 am #

    La Non dire Gatto proud presenta allo Sgargabonzi Blog l’ultimo aggiornamento
    dell’atelier NdG: Rs2001 Odissea

    http://nondiregattosaponi.wordpress.com/

    Mastro
    NdG

    • circobazooko dicembre 13, 2012 a 7:55 pm #

      complimenti, sul serio! sembra quel programma su Dmax su come si fanno le cose.

    • caramelleamare dicembre 13, 2012 a 9:16 pm #

      Qui siamo a livelli di artigianato e ingegneria massimi, un pezzo d’altissima fattura. Sorprendenti, comode da spostare nei traslochi e belle

    • Falsa in bilancio dicembre 13, 2012 a 10:16 pm #

      Caspiterina!

    • kreisky dicembre 14, 2012 a 4:05 pm #

      Grassie grassie 🙂 Chi le vuole ? così ne faccio un paio nuove…

      • caramelleamare dicembre 14, 2012 a 7:14 pm #

        Eh ma vai a capire quanto costano, per un paio di casse così ci sta anche ti partano 4 o 500 euro!

  10. caramelleamare dicembre 13, 2012 a 9:40 pm #

    Quando ho finito con la vespa me la metti nel tuo sito, come ambiente ideale per utilizzare le Odissea 2001?

  11. Pinxor dicembre 18, 2012 a 11:25 am #

    Scusa Caramelle se commento con tanto ritardo ma ero in Congo. Ottimo post fin dal titolo. Riesci a rendermi interessanti anche la meccanica o il tennis. Secondo me il finale va bene così, checchè ne dica la Circobazooko.

    • caramelleamare dicembre 18, 2012 a 1:31 pm #

      Guarda io non lo so cosa gli ho fatto a quella ragazza, ma è evidente che ce l’ha con me.
      Apprezzo l’apprezzamento, ma non so se hai notato il lavoro di Kreisky…

      • circobazooko dicembre 18, 2012 a 4:23 pm #

        confermo che “cazzo che spettacolo la mia vespina!!” con due punti esclamativi per me è un finale degno di Arriverci amore ciao. Ti aspetti la battuta, ti aspetti che dopo le virgolette ci sia qualcosa, ti aspetti il colpo di teatro, e invece il gran cazzo. Anche il resoconto finale mi è sembrato abortito lì con poca voglia. A parer mio sulla conclusione potevi impegnarti un po’ di più perché sei capace di ben altro, e se non è stima questa cos’è? cos’è?!

        • caramelleamare dicembre 18, 2012 a 5:28 pm #

          Degno di arrivederci amore ciao, quindi di uno dei finali più belli del cinema italiano. Circo, in tutto il pezzo non c’è nessun colpo di scena, nessuna trovata sgargabonziana e si respira un’atmosfera diversa dal solito. Quel finale è una degna chiusura del cerchio e l’exploit, si fa per dire, più in stile caramelle, sta semmai nell’antifinale, nel tritarifiuti insomma. Rilanciare ancora secondo me sarebbe stato fuori schema e della serie scusate se non vi ho fatto ridere fin’ora adesso ci provo. Va preso così, è un pezzo leggerino.

          • circobazooko dicembre 18, 2012 a 6:30 pm #

            chi l’ha detto che fino quel momento non aveva fatto ridere? io invece mi sono divertita molto durante il pezzo, più di altre volte in cui invece avvertivo la tensione della ricerca precisa della risata. Proprio per questo il finale mi ha lasciata un po’ così, può non piacermi o devo darti ragione per forza? 😉 Ecco, in Arrivederci amore ciao invece, il finale non mi ha affatto deluso: si inseriva come un perfetto continuum di ridicolo in un mare di imbarazzo, perciò era coerente e ci stava tutto.

            • sgargabonzi dicembre 18, 2012 a 6:38 pm #

              No no, approfondisci. Abbi il coraggio di spiegare a Caramelle (altra pasta rispetto a me) la tua opinione su Arrivederci Amore Ciao.
              START!

              • circobazooko dicembre 18, 2012 a 7:17 pm #

                ma finiscila, che mi hai dato anche ragione.

                • sgargabonzi dicembre 18, 2012 a 7:34 pm #

                  No, io t’ho dato ragione solo su due questioni:

                  1) Le amiche
                  2) Il frigo nuovo

                  E per onestà ho aggiunto anche una critica all’uscita “ero con una di quelle”. Poi per il resto il film è meraviglioso. E vogliamo parlare di che tocco di genio è quella linea di testo: “checcazzo di nome è Ausonia? Ausonia…”

                  • circobazooko dicembre 18, 2012 a 7:46 pm #

                    Figuriamoci, tu mi hai dato ragione sulle amiche e il frigo nuovo perché sono LE UNICHE 2 scene che ho citato. Potrei citartene ulteriori cento, altrettanto indifendibili. Non lo faccio perché TVTTTB. “Checcazzo di nome è Ausonia?”, Dio, me le levi dalle mani, le ricariche postepay.

                    • sgargabonzi dicembre 18, 2012 a 7:55 pm #

                      Non ci crederai, ma hai azzeccato esattamente i due momenti che ritengo il nadir d’un film altrimenti straordinario. Se tu m’avessi citato altro oltre a quelli (e l’hai fatto, vedi la scena della rapina) t’avrei riso in faccia insieme a tutta la dirigenza!

                      Ah Caramelle, ho trasferito in chiavetta il Nella Società Degli Uomini della Bazooko. Non lo trovavo su Emule perché lei c’ha addosso l’Adunanza.

                    • sgargabonzi dicembre 18, 2012 a 7:55 pm #

                      Non ci crederai, ma hai azzeccato esattamente i due momenti che ritengo il nadir d’un film altrimenti straordinario. Se tu m’avessi citato altro oltre a quelli (e l’hai fatto, vedi la scena della rapina) t’avrei riso in faccia insieme a tutta la dirigenza!

                      Ah Caramelle, ho trasferito in chiavetta il Nella Società Degli Uomini della Bazooko. Non lo trovavo su Emule perché lei c’ha addosso l’Adunanza.

                    • caramelleamare dicembre 18, 2012 a 11:08 pm #

                      La differenza è tutta qui: io per dire di scene indifendibili ne ho trovate solo 47, meno della metà!

                  • caramelleamare dicembre 18, 2012 a 11:14 pm #

                    Cosa è questa faccenda dell’Ausonia?
                    Non ricordo nemmeno le scene sopra citate, con le amiche ricordo giusto una cena al ristorante, mi pare.
                    Company Men lentamente lo sto scaricando con emule anche senza Adunanza.

            • caramelleamare dicembre 18, 2012 a 11:04 pm #

              No ma infatti non capivo l’ambiguità del commento, ora mi si svela l’arcano. T’ha fatto schifo il film. No aspetta, non capisco, non mi torna il commento: del pezzo non ti piace il finale, del film il finale non ti ha affatto deluso, il finale del pezzo è degno del finale del film …cioè, in che senso(questa la capirai la citazione si?!)?!

              • circobazooko dicembre 19, 2012 a 2:38 pm #

                Caramelle, i tuoi rimandi non li capisco mai. Facevi il verso a Verdone? pora stella, il Gori a casa mia si è dovuto sorbire 3 giorni di citazioni da Compagni di scuola, e manco si è accorto che per giocare ai giochi da tavolo ho indossato in suo onore addirittura la famosa vestagliaccia (“ti giuro che se quando sto sotto casa ti trovo alla finestra con quella vestagliaccia…”)

  12. sgargabonzi dicembre 18, 2012 a 2:55 pm #

    Ridendo e scherzando m’ero scordato di commentare il post del mio bro.
    Bravo Caramelle, mi hai ricordato da vicino un racconto stupendo che lessi di Ammaniti. Anzi no, glielo sentii recitare ad Arezzo, si intitolava “Un uccello molto serio” e aveva lo stesso ritmo incontenibile e panicogeno del tuo. Mi è piaciuta parecchio questa scansione da commedia slapstick, non ti ci favevo! Inutile dire che ne voglio altri, anche sulla Vespa. La scelta dei colori, ne sono indiretto testimone, è stata una tragicommedia che nemmeno Blake Edwards.

  13. Straf febbraio 25, 2015 a 6:06 pm #

    Uno dei suoi ultimi post.
    Chissà se leggeremo ancora delle sue gesta.

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