C’era una volta in America

26 Ott

Fat Moe chiede al vecchio ritrovato Noodles cosa ha fatto in tutti quegli anni. Noodles sta appendendo il suo cappotto, si blocca, prende una pausa e gli fa: “Sono andato a letto presto”. E il pubblico, durante la pausa-cappotto, ha già scandito sottovoce la risposta di Noodles. Ognuno in quella sala l’ha fatto con quel sorriso sornione di chi la sa lunga, di chi della vita ha assaggiato tanto la merda che l’ambrosia ed è caduto mille volte ma una volta in più s’è rialzato. Ognuno in quella sala, se solo non si fosse fatto così tardi, avrebbe pagine su pagine da raccontare. In quell’attimo siamo tutti un po’ come Noodles. Mi correggo: sono tutti un po’ come Noodles.
C’era una volta in America è un film per certi versi straordinario. Soprattutto nell’essere la perfetta radiografia della modestia umana, emozionale ed emotiva del suo autore. Una lastra talmente nitida da provocare un senso di colpa nello spettatore per il proprio indotto voyeurismo. Il grande, immenso Sergio Leone è in realtà un omarino ingenuo, d’uno sprezzo del ridicolo commovente, degno davvero della commedia dell’imbarazzo. Sergio Leone come l’Ispettore Clouseau, ma molto più afferrabile, molto meno complesso e interessante. Il suo cinema è maestoso e sicuramente epico nei suoi interni in rovere scuro, ma la scintilla che c’è dietro è solo lo sguardo piccolo piccolo d’un puttaniere della domenica che sta cercando di scroccare un pompino ad una tossica. Uno di quelli che il massimo dell’erezione lo raggiungono mentre contrattano sul prezzo. Ci sono stronzi nella vita di cui ho il massimo rispetto, conosco pedofili di straziante bellezza, ma Leone in questo film riesce solo a farmi sentire in imbarazzo per lui.
Dove prendi, prendi bene. Ormai adulto, ricco e spietato come il Conte di Montecristo, Noodles salta addosso a Deborah, il suo etereo amore dell’infanzia, violentandola sul retro d’una Rolls Royce. Lo stupro più revisionista della storia del cinema, girato programmaticamente come un’aggressiva pubblicità d’autore per la Calzedonia o per un profumo con un nome tipo Orgasmo d’alcantara. Ciò di cui Sergio Leone vorrebbe convincersi e convincerti è che in quella violenza si nasconda – e nemmeno tanto – un atto d’amore d’una bellezza toccante e adamantina. E’ da notare come la cinepresa resti poi attaccata a Noodles, che scende dalla macchina, se la prende con calma, s’accende una sigaretta e volge malinconico lo sguardo all’infinito, come Ryu alla fine di Street Fighter II. Noodles è un perdente, certo, dirà in automatico la Difesa. Ma è esattamente il perdente che Sergio Leone e i suoi leonini darebbero via i polmoni della madre per poter essere, quelli che possono inculare senza sputo le donne dei tizi senza cappotto né sigaretta all’infinito. La pochezza emozionale di Leone la vedi nei dettagli. Come un fregnone che ha rotto il vetro della credenza, il regista di Tor Pignattara ha l’ansia di farti sapere che la donna sodomizzata in banca in fin dei conti se l’era cercata e le piaceva pure. E’ solo una puttana, come tutte le donne del resto, madri escluse. Tutte felici di occuparsi delle loro stronzate, tutte che ci tengono a dare il culo tanto da farne una questione di principio. Prezzolate, ridicole ed eccitate dall’esserlo. E non è quello il problema, visto che non conta mai cosa si racconta ma come lo racconti. Ben venga un personaggio caratterizzato così! Ma è diverso se tu autore te le inventi di tutte per farmi sapere, ad ogni singola inquadratura, che la pensi esattamente come lui. E, come la medicina cattiva sciolta nella minestra ai vecchi, pensi di ammansirmi coi glissando di Morricone per sdoganare le tue verità facendole, piano piano, diventare le mie. L’imbonitore Leone non si risparmia sulle strizzate d’occhio goliardiche attira-consensi. La prostituta con cui Max ha appena fatto scopare Noodles uscito dal carcere ne è un esempio. Se ne va e Max la invita ad entrare con loro nel bar. Le fa: “Prendi qualcosa?”. E lei: “No grazie… ho già preso tutto!”. E il pubblico sigaretta all’infinito se la ride garrulo insieme a Max, Noodles e Leone. Ed è sempre la risata a mezza bocca di chi nella vista ne ha viste tante, una volta addirittura una mongolfiera. L’unico modo che ha Noodles per conquistare Deborah è prenotare tutti i tavoli di un ristorante di lusso, farli apparecchiare per due e dirle di scegliere dove vuole sedersi. Il problema arriva quando si percepisce che anche per il povero Leone quello è l’unico modo.
Insomma, tanto è monumentale la messa in scena, quanto è risibile il peso specifico delle emozioni. Leone, inconsciamente al corrente dei suoi limiti, cerca disperatamente d’infiammare l’empatia dello spettatore col più stordente e vuoto lirismo, quasi temendo che possano esistere al mondo gente con tasti diversi dai suoi. “Blublublublublublu non voglio sentire blublublublublu”C’era una volta in America è un’accattivante storiaccia raccontata da un pappone, un ruffiano che vuol piacere a tutti e che ci prova con tutti i suoi poveri, patetici mezzi. E con una messa in scena bellissima e sontuosa, che però è la stessa cosa che potrei dire dei mercatini di Hemmaus o di un gioco da tavolo dalle meccaniche deludenti come Twilight Imperium. Non bastano due tavoli per farcelo stare tutto e ogni partita dura minimo sei ore, ma alla fine della fiera t’accorgi che si meritava giusto il tempo per capire che era tutta scena, tutte tessere colorate e perline di plastica.
Ce lo vedo Sergio Leone. L’immancabile panzone barbuto di quei gruppi di amici che la domenica vanno a caccia, ma il venerdì hanno preso la buona abitudine di scoparsene una tutti insieme. La verità è che ciò che li eccita non è la tipa di turno, ma la visione della chiappe sudate e contratte dell’amico vicino. Loro vorrebbero solo raccogliergli dolcemente quella goccia salata con la lingua e tenerne lo scroto in bocca ma, pulcini, hanno vergogna a dirlo.

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149 Risposte to “C’era una volta in America”

  1. Selena ottobre 26, 2012 a 4:16 am #

    Gori mi rode ma c’hai ragione

    • Facili Entusiasmi ottobre 26, 2012 a 7:09 am #

      Acid, bravo! Sei l’unico che abbia dato una spiegazione schietta dello stupro in macchina!
      Dove dici ‘Insomma, tanto è monumentale la messa in scena, quanto è risibile il peso specifico delle emozioni’ superi te stesso. Vale per tanti registi.

      • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:10 pm #

        Io l’abuso sessuale purtroppo l’ho vissuto e so cosa significa.

        Ma ho pagato il mio debito alla giustizia e adesso mi ritengo un uomo libero.

        • Facili Entusiasmi ottobre 26, 2012 a 6:58 pm #

          Ma il peso specifico delle emozioni è superiore alla messa in scena, almeno nel tuo caso. Oppure a pari merito.

  2. Pinxor ottobre 26, 2012 a 9:14 am #

    Stronzate. La scena dello stupro non vuole essere empaticamente coinvolgente con Noodles. Quanti spettatori conosci che sono rimasti contenti della scena e commentavano dandosi pacche sulla spalla “bene, se l’è cercata la troia?”
    Io perlomeno non sono mai stato tra quelli e ho sempre trovato la scena piuttosto fastidiosa. E lì non credo che si cerchi il lirismo, Morricone lascia spazio solo alle urla disperate di lei. Perfino l’autista tratta come persona indegna Noodles, rifiutando i suoi soldi e sgommando via. Che questa sia una visione compiaciuta e da shampo Badedas lo dici te (sì d’accordo, hai scritto Calzedonia ma io traslo).
    Per le altre scene, per il modo di sdoganare la donna vista spesso come una puttana la tua lettura (ridimensionata, un po’ edulcorata e tolti cazzi e sputi dal culo) ci può stare. Ma a quel punto mi chiedo come tu debba “inorridire” di fronte a queste scene mentre ti compiaci d’un cretino come Eli Roth. Lui deve avere una visione rispettosa delle donne, certo…
    Va bene voler fare incazzare il Donati, ma insomma…

    E qui a sorpresa:…puntini…altri puntini……..m’è presa bene coi puntini………

    • Selena ottobre 26, 2012 a 12:38 pm #

      Sinceramente io ho pensato “Bene, se l’è meritato la troia”.
      Grazie alla pungente analisi di Sgarghy devo dire però che ho riconosciuto in Deborah l’unica figura di rottura all’interno del film: forse si tratta di una manifestazione inconscia di Leone, espressa in scelta registica, di una figura materna e severa, lucida e pungente quindi non consolatoria e per niente conciliante con il mondo fallocentripeto del gangster. Non a caso egli la farà essere vittima di uno stupro, con seguente drammatico senso di colpa, esattamente come il bambino che prova eccitazione di fronte a sua madre e, dopo essersi masturbato, se ne vergogna.

      • caramelleamare ottobre 26, 2012 a 4:09 pm #

        Meno raffinatissimi arrampicamenti sugli specchi, please.

      • Pinxor ottobre 26, 2012 a 4:27 pm #

        Ma questo posto è infestato da psicologhi!
        Ah, malnata genìa!

        • caramelleamare ottobre 26, 2012 a 4:42 pm #

          Perche non venite mai qua a giocare con me ai giochi da tavolo del mio amico?

          • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:43 pm #

            Inizia a prepararti su:

            Twilight Struggle
            Cuba
            Mister X
            Dungeon!

      • Facili Entusiasmi ottobre 26, 2012 a 5:07 pm #

        Concordo con Selena! La figura positiva di Deborah deve essere ‘punita’ per l’economia del film.

    • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:55 pm #

      Non ho scritto che ci sia del lirismo in quella scena, che oltretutto ricordavo peggio di come l’ho vista l’ultima volta. Ho detto che pare un’aggressiva pubblicità d’autore per Calzedonia o Orgasmo Noir. Quella scena è su misura per Noodles, il suo perfetto espositore, la tizia non c’entra niente. Stessa cosa per il gesto dell’autista, che serve solo per dar risalto al presunto spessore drammatico di Noodles, se non addirittura spacciarlo per una figura tragica. Sergio Leone è in ginocchio come uno di Casa Pound davanti a Mussolini.

      Eli Roth è, appunto, un cretino totalmente innocuo che fa film di genere e non cerca di svenderti Verità. E’ un altro campionato proprio.

      • La Settima Bibitara novembre 3, 2012 a 8:37 pm #

        Sgarga invece del personaggio di lei cosa ne pensi? Non ricordo bene il film, solo quello che ti dissi

  3. icittadiniprimaditutto ottobre 26, 2012 a 10:32 am #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. circobazooko ottobre 26, 2012 a 10:41 am #

    “Ognuno in quella sala, se solo non si fosse fatto così tardi, avrebbe pagine su pagine da raccontare.”
    “Ed è sempre la risata a mezza bocca di chi nella vista ne ha viste tante, una volta addirittura una mongolfiera.”
    Quanto condivido l’odio per questa tipologia di stronzi. Sul serio, al di là che scrivi come nessun altro, la realtà è che sei anche una bellissima persona.

    • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:27 pm #

      Grazie carissima. Corre anche voce che io sappia leccarla molto molto bene, la francobollanza.

  5. A.S. Pirina ottobre 26, 2012 a 2:16 pm #

    Il pezzo meglio meglio è lo sguardo di Noodles paragonato a quello di Ryu in Street Fighter II

    • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:29 pm #

      Che poi pure lui aveva brutalizzato Chun-Li.
      Va’ che roba:

  6. lamerikano ottobre 26, 2012 a 2:22 pm #

    Forse bastava l’ultimo paragrafo, perfetto.

  7. CCC ottobre 26, 2012 a 2:26 pm #

    Ti sei superato stavolta. Uno dei tuoi migliori pezzi!

  8. PikkioMania ottobre 26, 2012 a 3:09 pm #

    per me è uno dei film più sopravvalutati di sempre, mi piace molto leone finché rimane nel suo territorio “popolare”, quando poi sconfina che vuole fare grande cinema iperenorme il risultato è esattamente quello che ha scritto Gori. Applausi.

    • sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 8:37 pm #

      Ma infatti per me Giù La Testa e C’Era Una Volta Il West in particolare sono due GRANDI film!

  9. lozissou ottobre 26, 2012 a 3:20 pm #

    Farò l’effetto del palloso ma a parole sarebbe un semplice dibattito:

    Quando scrivi così, mi fai l’effetto di Saviano che scrive su Messi. Fuori tema, fuori tono, poco interessante, meno ancora divertente, retorico tuo malgrado. Molto meglio quando scherzi di bambini col cancro. Parli di C’era una volta in America, ma C’era una volta in America di Sergio Leone non ce l’hai quasi per niente in mente. Già lo hai fatto diventare altro e scrivi per te e per i tuoi accoliti. Questa è prosa per iniziati, i tuoi iniziati, ma per nessun altro. Niente di grave sia chiaro, visto che è su un blog, sul tuo blog, e che ti potrebbe andare bene così. Però non la fare diventare la verità universale, perché sarebbe una falsa verità. Qui parli non del film di Leone, ma del TUO C’era una volta in America. Ti fissi su un aspetto, una scena o quel che è e da quelli ricami tutta una teoria rigida e dogmatica, sul film e sul suo autore, che non prevede variabili, eccezioni, sconfinamenti e che in due parole spiega il mondo poetico e però anche privato di un regista e fa diventare un film e il suo significato il TUO film e il TUO significato. Usando peraltro strumenti e mezzi che col film non hanno niente a che fare. Dirai tu: non è una recensione, è la MIA recensione al massimo. Bene, però resta il fatto che sia completamente fuori tema e poco divertente, e non perché mi colpisce nel vivo (del resto hai letto che io stesso riesco a criticare C’era una volta in America) ma perché è poco applicabile al film. Lo stupro di cui parli, nel film, è sgradevole (rumori e non musica, per esempio), meccanico, impersonale, volutamente prolungato. Non ha niente del romanticismo che, fino ad allora, Leone ha voluto infondere nel personaggio. E’ il suo momento basso di cupio dissolvi in cui prende consapevolezza della propria bassezza e miseria, o quantomeno la prende il regista sul personaggio: forte dei tuoi discorsi in merito, me la sono proprio riguardata attentamente stavolta e, né di testa né di pancia, trovo che sia così come dici tu, però per ragioni oggettive mi sembra come l’assenza di musica, di empatia, di tutto. E’ una scena svuotata di qualsiasi lirismo, per come risulta a me (e, grazie al cielo, non solo a me).

    • caramelleamare ottobre 26, 2012 a 4:06 pm #

      “Farò l’effetto del palloso ma…”

      … ma come ti vuoi bene!

    • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:29 pm #

      Sai che ti dico Roby? Per una volta m’hai convinto!

      • lozissou ottobre 26, 2012 a 6:37 pm #

        Ti sbagli, successe già per I Tenenbaum.

        • sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 4:10 am #

          Comunque su una cosa hai centrato il bersaglio: te hai attorno gente che ti stima sinceramente, io accoliti che ipnotizzo. Speriamo non si sveglino mai, se no passano tutti dalla tua parte.

          • lozissou ottobre 27, 2012 a 2:21 pm #

            Ero sicuro che non avrei dovuto commentare. Non succederà più, la prossima volta ti dico a voce quel che penso e tutto andrà bene.

            • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 2:33 pm #

              Poretto eri sicuro che saresti stato deluso e tonfa, preciso. Mai che il mondo t’aiuti! Non è che forse il tuo è un commento del cazzo, nei toni?!
              E’ inutile che fai finta di prenderti una colpa che in realtà pensi di non avere, sottointendendo che è dell’altro. Son trucchetti scorretti e in questi lidi facilmente sputtanabili.

              • lozissou ottobre 27, 2012 a 2:40 pm #

                Sputtanabili in un post del genere non è il massimo della coerenza. Sputtanato!

            • sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 3:33 pm #

              Ma infatti, caro Roby, non potevi rompere il tuo storico silenzio su questo blog in una maniera più pelosa e meno onesta.
              Però ti riconosco una certa coerenza visto che il copione è rimasto lo stesso: dici quello ti pare, vedi ad esempio la solita storia che avrei zombificato degli accoliti, e qualsiasi risposta t’arriva, anche una battutina minima e dovuta come nel mio caso, ti da l’occasione di diventare la vittima del secolo. Un po’ di rispetto per Calipari, grazie.

    • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 1:57 pm #

      Lozissou che ne pensi del post prima di questo? Quello della canzone di Baglioni rivisitata.

      • lozissou ottobre 27, 2012 a 2:29 pm #

        Non letto. Non leggerò.

        • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 2:34 pm #

          😦

  10. Maria Teresa Canini ottobre 26, 2012 a 3:41 pm #

    Non ho letto tante cazzate così tutte insieme! Non ti piace il cinema di Leone? Ok, ognuno ha i suoi gusti. Dì semplicemente “a me non piace” ma non buttare della merda addosso ad un grande cineasta come lui! Hai detto un sacco di stronzate che neanche esistono. Leggi, impara, cresci. Vatti a vedere un po’ di film e ripassa tra una decina d’anni. Allora parleremo di Sergio Leone e del suo cinema.

    • caramelleamare ottobre 26, 2012 a 4:40 pm #

      Secondo me sei una persona servizievole e ossequiosa e anche se non lo ammetterai mai nella tua scala dei valori nessuno di quelli che scrive in questo blog è degno del rispetto e della stima di cui gode Sergio leone, e solo perche lui è un grande cineasta e quindi per miracolo pure una grande persona. Come è ingiusta la vita! Difenderai sempre lui di fronte ad un altro estraneo nella recondita speranza che assecondando il potere si innamori di te e ti doni tutto il suo amore fatto di inculate sudaticce. Secondo me sei anche una credente cattolica.
      Comunque benvenuta su questo blog 🙂

    • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:34 pm #

      Potrei dire la stessa cosa. Non è che perché ci tieni a prenderlo da dietro dai Noodles di Forza Nuova devi sentirti in qualche modo messa in discussione o criticata. Anche a me piace prenderlo, che c’entra? Io, se per permetti Maria, facevo un discorso un attimino più complesso.

      • Falsa in bilancio ottobre 26, 2012 a 9:24 pm #

        Sarebbe appropriato farle notare che tra una decina d’anni sarai all’apice della tua carriera di vicario e non avrai più tempo per queste amene dissertazioni.

        • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 9:26 pm #

          Fra 10 anni? La sopravvivenza alla Còera di Hungtinton è al massimo di 8.

  11. caramelleamare ottobre 26, 2012 a 4:01 pm #

    Negli anni il ricordo del film mi si è sbiadito, ma la sensazione era di aver visto un gran bel cinema senza una vera partecipazione emotiva. Tutto trama, immagini e suggestioni. Voglio dire, parlando di filmoni non ha niente della raffinatezza umana di un “Magnolia”, per esempio, che diventa epico senza ricorrere al rovere scuro.
    Ho guardato le foto del Sergio che non me lo ricordavo di muso: barbone, ciccione, sigaro. E’ un puttaniere per forza, è tipo un Tinto Brass che ha studiato all’accademia.
    Mo riguardo il film e vi faccio sapere in via definitiva come stanno le cose, questione di qualche ora.

    • caramelleamare ottobre 26, 2012 a 4:04 pm #

      Ah, e comunque il pezzo è un grande pezzo.

    • Wen Jiabao ottobre 26, 2012 a 5:56 pm #

      questione di parecchie ore, un trattamento ludovico quasi.

      comunque

      il film è una maglia importante della catena del rovere, che parte dallo slittino di quarto potere. gli interni in particolare sono stati portati all’apice della loro valenza semantica solo in twin peaks 2, dove i comodini erano animati dall’anima della cinese morta di paura.

      poi se vi piacciono Gli Uomini Che Hanno Visto Le Mongolfiere non perdetevi On the Road che la sala pare piena di gente che pensa di aver girato chissà quale mondo e invece ha letto solo il libro di Keouac al liceo.

      ❤ ❤ ❤

      • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:37 pm #

        Gli interni di Twin Peaks sono in rovere chiaro, abete e ciliegio. Il rovere scuro me lo ricordo giusto a casa del croupier Jacques Renault.
        Le mie braccia si piegano all’indietro.
        E i gufi non sono quello che sembrano.

        Comunque apprezzo che hai posto l’accento sulla seconda stagione di Twin Peaks. Per me la storyline di Windom Earle era anche più bella di quella di Laura Palmer.

        • Wen Jiabao ottobre 26, 2012 a 7:02 pm #

          è vero diventa più bello quando la storyline inizia a sfasciarsi e diventa altre cose

          secondo me erano civette e non gufi, l’inglese purtroppo non fa differenza

        • circobazooko ottobre 26, 2012 a 7:02 pm #

          Vero, e un minuto di Loggia Nera fa sì che tutto il precedente delirio di Leland Palmer assomigli a niente più che un po’ di stress da licenziamento. Mi sono rivista tutto Twin Peaks l’estate scorsa, ed è un telefilm che invecchia proprio bene. Comunque a quella serie devo buona parte di ciò che sono ora, nel bene e nel male: fa parte del mio sangue e non posso che amarla. Non so se hai letto il diario di Laura Palmer. Tra noi ragazzine di prima media girava clandestinamente come una partita di droga, è stata la nostra unica educazione sentimentale. Ma ancora più bella l’autobiografia dell’agente Cooper, a firma di Scott Frost. Non gli si darebbe due lire, e invece è un gran libro.

          • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 7:07 pm #

            Ho sia il Diario di Laura Palmer (in duplice copia), scritto dalla figlia di Lynch che l’introvabile diario dell’agente Cooper. Alle medie era pure da noi il libro da leggere di nascosto.
            Twin Peaks sarebbe la miglior cosa che abbia mai fatto Lynch (uno per cui non spasimo), ma mi fa male vederlo per il fatto che è una serie tronca, cancellata nel pieno del suo divenire. E’ come guardare il primo tempo d’un bellissimo film.
            Ah, Leland Palmer m’ha sempre commosso alle lacrime. Lui sì una figura tragica e controversa d’una statura pazzesca.

            • circobazooko ottobre 26, 2012 a 7:15 pm #

              anch’io spero di incontrarlo per il mio brindisi nel Valhalla.

            • Wen Jiabao ottobre 26, 2012 a 7:16 pm #

              che palle che quando facevo le medie twin peaks era finito da 10 anni. colpa mia!

              • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 7:39 pm #

                Ah ma allora sei un bambino eh? O meglio ancora una bambina…
                Senti, hai un contatto privato, amore?

    • Daniele Ferrante ottobre 27, 2012 a 10:52 pm #

      Per me Magnolia e C’era una volta in america stanno molto vicini, sono come un disco dei Dream Theater: tecnicamente, melodicamente e concettualmente ineccepibile, ma profondità zero. Se non hai un culto nascosto per gli strumenti musicali e le gare di ginnastica a corpo libero non puoi provare alcun interesse per i Dream Theater, così come se non hai una videoteca o non hai studiato al dams non puoi fregartene di meno del primissimo piano sulla tazzina di caffé o il montaggio vorticosamente incrociato e i sogni di oppio. Perché semplicemente sono per buona parte immagini fini a sé stesse volte a mostrare la capacità del regista di ottenere il massimo da tutti i suoi attori, fino allo sfinimento.
      Riguardo l’articolo del Gori, ho qualche dubbio che la pensi realmente così, ma ha praticamente dato le parole al mio sistema nervoso centrale.

    • budino ottobre 29, 2012 a 4:56 pm #

      Semmai è Tinto Brass che ha studiato all’accademia, mentre Leone si ingozzava di cotiche. Per Brass il sesso ha il gusto di una bestemmia in chiesa, per Leone quello di un porcoddue urlato da un lato all’altro della tiburtina.

  12. caramelleamare ottobre 26, 2012 a 4:27 pm #

    Visto che ancora BitTorrent non ha finito di scaricarlo aggiungo un’altra cosa prima di guardarmelo.
    Se lo stupro lirico è il punto basso di tale Noodle, è sicuramente quel punto basso che serve per far finta di metterlo in cattiva luce mentre invece è solo un trucchetto per farlo amare senza ritorno al pubblichino, che se lo coccolerà perdonandolo per quella marachella perche tanto è chiaro che tutti a pisello ritto se la vorrebbero perdonare a se stessi e avrebbero voluto sbattersi la troietta in barba all’etereo amore che fu.
    Se poi a qualcuno la scena gli da noia tanto meglio, ma il messaggio è quello.
    E pensate, ancora devo vedere il film!!
    No è che intanto svolgo un po del lavoro sporco per acid…

    • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 6:42 pm #

      Esatto. Le anime graffiate nascono quasi sempre in quella maniera, hanno bisogno di un autoconclusivo senso di colpa da raccontare al bancone del bar. E diventare un’anima graffiata è il passo successivo del cinico. Quel passaggio che diventa auspicabile quando s’accorge che è ora di rinnovarsi l’immagine. Perché i vip vanno a Medjugore? Solo per poi raccontare quante ne hanno combinate prima della conversione.

  13. sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 7:11 pm #

    ACCORRUOMO!!! A Dicembre esce l’album solista di Ian Skelly, chitarrista dei Coral e fratello del frontman James Skelly!

    Ecco il primo singolo:

  14. Lore ottobre 26, 2012 a 7:21 pm #

    non amo De Niro. Perché VAMPIRIZZA i suoi personaggi 😀

    • sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 7:38 pm #

      Ecco, l’ho sempre detto di Al Pacino. Usando proprio lo stesso verbo!

  15. sgargabonzi ottobre 26, 2012 a 7:38 pm #

    Ed ecco una preview cicciuta del romanzo a fumetti di Serra/Bacilieri in uscita il 30 ottobre. M’aspetto un capolavoro.

    http://www.ubcfumetti.com/preview/?26250

    • La Settima Bibitara ottobre 27, 2012 a 1:12 pm #

      sgarga prenderò questo quando esce che “Il Boia di Parigi” lo hanno finito nelle edicole dove ho chiesto così almeno sarai contento che ascolto i tuoi consigli per tempo.

    • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 2:04 pm #

      Da quelle tavole stavolta i disegni di Bacilieri non mi garbano per niente. Che sono tutti quei pieni monocolore? Pare un giornalino che deve essere colorato. Magari su carta fa un altro effetto o quelle sono tavole particolari, ma così mi sembra lontano dal Baciieri di Napoleone. Per ora queste tavole m’abbassano la voglia di leggerlo fin quasi a pensare che non potrà mai piacermi più di tanto.

    • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 2:05 pm #

      E i riquadri separati da tanto bianco faranno parte della stampa definitiva?

      • sgargabonzi ottobre 31, 2012 a 7:35 am #

        Quelli sono roba sua, limitato nei fumetti Bonelli ma proprio stilemi del Bacilieri-style. Comunque io l’ho letto e graficamente è bellissimo. Senza quegli sfondi non avrebbe funzionato minimente, per il tipo di storia. Ah, la storia è praticamente un tributo a Miyazaki, magari non è al livello dei due romanzi di Simeoni, ma si becca la medaglia di bronzo per i Romanzi A Fumetti usciti fin’ora.

  16. solounoscoglio ottobre 26, 2012 a 11:10 pm #

    ed io che fino ad oggi non avevo mai avuto il coraggio di ammettere che non l’ho mai visto sto film e che non me ne frega niente di vederlo….

    • sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 3:16 am #

      Ha la durata di due/tre film belli o di sei puntate di Nip/Tuck. Io non me ne farei un problema.

    • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 10:57 am #

      Per quel che ti lascia post-visione è senza dubbio trascurabile.

  17. db ottobre 26, 2012 a 11:54 pm #

    andrea giordana

  18. kreisky ottobre 27, 2012 a 2:31 am #

    Io ho segnato Orgasmo d’alcantara come uno dei prossimi saponi della NdG.

    • sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 3:14 am #

      Pensaci: potrebbe essere il nome adatto per un tagliere che all’occorrenza è anche un sapone. Uniresti l’edile al suppellettile.

  19. sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 5:06 am #

    Questa unn’è da perdere, specie per chi odia la serie televisiva che c’hanno tratto.
    In edicola dopo Lucca a 2.90 euro:

    http://www.zombiekb.com/2012/10/the-walking-dead-le-uscite-italiane-in.html

  20. sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 7:50 am #

    Altro singolo di Ian Skelly!

  21. dado ottobre 27, 2012 a 10:08 am #

    Ti ammiro, ma, al momento, non ti stiro.
    spero che non ti dispiaccia, ma sara’ per la prossima volta, quando la mia tastiera vedra’ di nuovo le vocali accentate come un unico font.

    • sgargabonzi novembre 10, 2012 a 10:27 pm #

      Mi ammiri ma non stiri, ok, diciamo che se ti pulisci da solo come lo Sfornatutto Delonghi è andata!

  22. Hoisthatrag ottobre 27, 2012 a 12:42 pm #

    Tu sei una bellissima persona e stasera dirò il resto, perchè ora devo andare a lavorare gratis. Che non è amore ma si avvicina.

  23. La Settima Bibitara ottobre 27, 2012 a 1:09 pm #

    sgarga critica molto bella. Per continuare il discorso che iniziammo, hai colto nel segno sulla questione della violenza sessuale, “non è quello il problema”, e neanche il voyeurismo di questa violenza sessuale e neanche la bassezza del personaggio ma il modo in cui tutto ciò ci viene raccontato: giustificatorio, addirittura di esaltazione sentimentale, che vuole addirittura rendere l’intero pubblico complice assecondante dello stupro.

    Tu sei riuscito a descriverlo in maniera acuta, con un acume che coglie del contesto e dei mezzi visivi la mancata “grandiosità” che si rivela invece essere “imbarazzante”, dei personaggio la loro “modestia umana” e soprattutto della visione del regista la gretta bassezza.

    Ti ringrazio sgarga non solo per aver scritto una critica così bella, ma anche e soprattutto per non esserti associato a quell’imbarazzante “sorriso sornione” di tutto il resto del pubblico, che ne riflette la stessa “modestia umana, emozionale ed emotiva” dell’autore, come già dicevi.

    La parte più bella della critica è appunto: “Mi correggo: sono tutti un po’ come Noodles.” Sono perché tu non lo sei, perché tu sei riuscito a mantenere una visione limpida e una tua autonomia sia di pensiero che emotiva.

    Grazie Sgarga,

    La Settima Bibitara

  24. caramelleamare ottobre 27, 2012 a 1:46 pm #

    Ed eccoci dunque alla verità assoluta su C’era Una Volta L’america: il post dello sgarga che credevo bello in realtà è brutto perché si spertica in complimenti esagerati sulla cinematograficità di questo film che non li merita. Tutto quanto detto in negativo invece va bene.
    I migliori film di Scorsese sulllo stesso tema sono due categorie sopra a questo che davvero è poca cosa. E’ superficiale, didascalico, patetico e le musiche non le ho sopportate dall’inizio alla fine. I ragazzini l’avrei soppressi, soprattutto il piccolo e l’occhio cispo.
    Il concetto di amicizia veicolato è quanto di più scenografico e distante dalla realtà ci possa essere, e menomale perchè sarebbe un’amicizia del cazzo.
    Ogni scena in cui compare il genere femminile è si imbarazzante, a me da piu noia tutta la prima ora di film in quel senso che non la scena dello stupro che però è più simbolica e ci sta che venga presa come esempio.
    Non consiglierei a qualcuno di vederlo perché mi sentirei in colpa del tempo che gli faccio perdere. Non so com’è che c’abbia tutto questo seguito, secondo me se lo facevano durare due ore meno e il musicista si chiamava Zigrinato Pasquale, questo film non se lo cacava nessuno.
    Un altro filmone al quale non lega nemmeno le scarpe è il “Cacciatore”.
    E’ il film perfetto per darsi un tono e stare tranquilli che non ti si può dire niente, il perchè poi è un mistero.

    • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 1:55 pm #

      Nota positiva: l’infinita chiavabilità della Connelly bambina, veramente una fica da perderci la testa. Quando si spoglia è clamorosa. Faccia di merda invece l’attrice che la fa da grande.

      • lozissou ottobre 27, 2012 a 2:21 pm #

        Ecco, qui hai centrato il punto del film.

      • Falsa in bilancio ottobre 27, 2012 a 3:23 pm #

        Se guardi una foto di questa Elizabeth McGovern oggi (fa la mamma in Dowton Abbey che io, modestamente, seguo con una passione da casalinga di Voghera) pare un’altra.Pare meglio.

        • sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 3:42 pm #

          Sono d’accordo. E infatti m’ha sorpreso:

          Comunque la donna che preferisco nel film è la masochista bionda che Noodles sodomizza nella rapina. Asso Rodstin, il protagonista di Casinò, si sarebbe innamorato all’istante d’una donna di tale complessità segreto dolore e contraddizioni (e in questo ricorda da vicino Ginger). Leone un personaggio del genere non solo non lo racconta (e quello va bene), ma per lui non è proprio umanamente concepibile né tantomeno – dai Sergio dillo – auspicabile.

          • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 3:44 pm #

            Quoto

          • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 3:45 pm #

            Anche io ho pensato a Ginger vedendola.

            • sgargabonzi ottobre 27, 2012 a 4:22 pm #

              Ginger che, fino alla fine, rimane innamorata del suo pappone, un individuo tra l’altro del tutto patetico e squallido agli occhi dello spettatore. Asso è un uomo potente e dal grande fascino, nessuno si spiega come possa aver a che fare con questa puttana tossica, eppure la insegue, se la riprende ogni volta anche se incazzato nero, non la tratta una sola volta come una puttana neanche quando è fuori di sì, ma tanto ogni volta lei torna dal sorcio James Woods.
              Una dinamica da brividi. Bellissimi personaggi. E vabbè, ma lì c’è Scorsese.

        • caramelleamare ottobre 27, 2012 a 3:47 pm #

          Si, è meglio ora.

    • La Settima Bibitara novembre 3, 2012 a 8:41 pm #

      Bellissimo commento

  25. Marco Tului ottobre 27, 2012 a 4:08 pm #

    AMAZING. 🙂

  26. Hoisthatrag ottobre 27, 2012 a 11:36 pm #

    Avevo promesso che avrei scritto ancora qualcosa, stasera. E per quello che ricordo, per quello che ho sentito, c’è un’estetica del pensiero che chiede, chiede verifiche continue. Ognuno di noi vede quello che può e vuole vedere, sente quello che ha sperimentato e sperimenta quello che ha sentito, o anche solo temuto e presagito. Con questo, Leone non ha fatto male a far vedere quello strazio, se ha fatto pensare che si può fare di meglio, nell’arte e quindi anche nella vita.

  27. EsodatoNinja ottobre 28, 2012 a 2:58 pm #

    “volge malinconico lo sguardo all’infinito, come Ryu alla fine di Street Fighter II. ”
    Una delle più belle frasi mai scritte, di un poetico quasi insostenibile. Son serio.

  28. La Settima Bibitara ottobre 28, 2012 a 5:36 pm #

    Sgarga sai che io del film ricordo solo mia madre arrabbiata con mio padre per aver detto che il film era bello e io in una situazione di grande imbarazzo dato che l’avevo visto dopo Il Buono, il Brutto ed il Cattivo che mi era piaciuto?

    Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Facili Entusiasmi di questo film.

    • sgargabonzi ottobre 29, 2012 a 4:26 am #

      Settima, cosa ti faccio se rifai casino su questo blog? Rispondi solo con la frase giusta, senza aggiungere altro.

      • La Settima Bibitara novembre 3, 2012 a 8:42 pm #

        Si sgarga ci siamo capiti, non faccio casino, non ti preoccupare

    • Facili Entusiasmi ottobre 29, 2012 a 11:02 pm #

      Quale film? ‘C’era una volta in America’? Di Leone ho visto solo qusto e ‘Per un pugno di dollari’. Questo mi è piaciuto, ma non è certo uno dei miei film preferiti. Una battuta, però, esprime, con estrema e definitiva sintesi, il rapporto eterno tra uomo e donna: “Corri Noodles, ché mamma ti chiama…”.

      La mia scena preferita è quella della danza nella farina.

      • La Settima Bibitara novembre 3, 2012 a 9:13 pm #

        Facili Entusiasmi, ho visto adesso la scena che hai messo nel link, quella della danza nella farina. Mi ha ricordato Fellini, tuttavia a differenza di Fellini manca di poesia, è artificiosa, ma non sofisticata. Vuole essere elaborata ma proprio per questo rimane vuota. Direi cercata ma non ricercata, e questo non funziona nella scena, come nel film perché vorrebbe esserlo, vuole essere ricercata, e non riesco ad esserlo.

        A differenza di Fellini, che mi è venuto in mente guardando questa scena (per l’abbinamento musicale al tema della memoria, per il tema della giovinezza dell’uomo e per la visione quasi onirica del protagonista su stesso e su ciò chi ha intorno, soprattutto sulla donna/protagonista femminile) che è poetico proprio perché riesce a ritornare ad una spontaneità data dalla estrema ricerca e allo sguardo di giovane dato dall’esperienza e anche alla (ricordo Amarcord) estrema naturalezza e apparente irriverenza nel dipingere il percorso di crescita di giovani uomini, irriverenza resa romantica proprio per lo sguardo adulto del regista che,è paradossalmente ancora più limpida e pura di quella dei giovani protagonisti maschili di Amarcord.

        Direi che la differenza tra i due film è che Fellini, nell’abbracciare i suoi protagonisti e nel suo sguardo reso innocente dall’esperienza riesce a creare un capolavoro, mentre Leone fallisce proprio perché non costruisce personaggi ma vuole solo cercare di trovare consensi.

        Grazie Facili, sarebbe interessante approfondire il tema uomo-donna nel cinema. Dovrei rivedere il film per esprimermi meglio a riguardo.

        Rimango della mia idea iniziale e ricordo a sgarga che la sua critica è un capolavoro.

        • La Settima Bibitara novembre 3, 2012 a 11:13 pm #

          Il mio commento sopra era riferito alla scena isolata scelta da Facili Entusiasmi.

  29. Alessandra ottobre 29, 2012 a 2:37 pm #

    Ale ma da cosa ti viene sta fissa per i culi senza sputo? Spiegami un po’.

    • sgargabonzi novembre 8, 2012 a 3:17 am #

      E’ successo in un campeggio della Polfer con Ermete Realacci e figli. Poi ti racconto.

  30. Falsa in bilancio ottobre 29, 2012 a 5:34 pm #

    Ma il nuovo film di Haneke?l’hai visto?me lo consigli?o ne avete già parlato e mi sono persa la discussione?

    • sgargabonzi ottobre 29, 2012 a 9:20 pm #

      Macché, qua non è arrivato. M’aspetto il film della stagione. Anzi, direi che è l’unico film che aspetto con impazienza insieme a Master di Paul Th. Anderson.

      Ho visto invece Io E Te, di Bertolucci. Leccato come li fa lui, ma m’è piaciuto parecchio.

      • Falsa in bilancio ottobre 30, 2012 a 7:37 pm #

        Me l’hanno detto che è bello, conto di andarci questa settimana.Haneke al sud è già arrivato ma credo che dovrò attendere qualche giorno per poterlo vedere, purtroppo ho difficoltà a reclutare gente quando si tratta di film che vale la pena.

        • caramelleamare ottobre 30, 2012 a 7:54 pm #

          😦

          • Falsa in bilancio ottobre 30, 2012 a 9:18 pm #

            Eh lo so Caravella, lo so. Dobbiamo pregare per gli stolti che ci circondano.Digiunare e pregare. Apprezzo la solidarietà, comunque.

        • sgargabonzi ottobre 30, 2012 a 9:18 pm #

          E’ uscito in una cinquantina di copie. Una penuria, ci credono pochissimo. Viva L’Italia è uscito in seicento copie. Quello più vicino qua è a Firenze, in un cinema in cui lo danno solo di pomeriggio, in lingua originale coi sottotitoli (buona cosa).

          • Falsa in bilancio ottobre 30, 2012 a 9:24 pm #

            Qua, invece, ho appena letto che lo danno all’Abc.Dovrò prendere l’autobus per arrivarci.
            In pratica lo scaricherò (ovviamente in tutta legalità) tra qualche mese.

          • Falsa in bilancio novembre 7, 2012 a 7:09 pm #

            Un interessante articolo su Amour di Haneke (potrebbe contenere spoiler).

            http://www.sentieriselvaggi.it/344/48726/SANS_AMOUR_%E2%80%93_L-insofferenza.htm

            • sgargabonzi novembre 7, 2012 a 8:40 pm #

              Non ho mica capito se gli è piaciuto o no. Sarei curioso di sapere cosa ne pensa di questo, molto simile per il cosa e molto diverso per il come.

              • Falsa in bilancio novembre 8, 2012 a 2:00 am #

                Ho visto il trailer in italiano e, se corrisponde al resto del film, mi sembra quantomeno retorico e patetico. Cosa mai dovrebbe pensarne?Mica è un cretino.

                • sgargabonzi novembre 8, 2012 a 3:04 am #

                  E invece è meglio di quanto sembra. La regista è Sarah Polley, protagonista occhiaie-dotata de L’Alba Dei Morti Viventi. Un esordio apprezzabile che nessuno ha visto. E sì concordo, il trailer è agghiacciante.

            • Pinxor novembre 7, 2012 a 11:25 pm #

              Più che interessante definirei questo articolo “penoso”. Scambiare la sofferenza per insofferenza mi pare di una miopia rara.

              • Falsa in bilancio novembre 8, 2012 a 1:54 am #

                Ciao Pinxor!A dirla tutta “Interessante” l’ha aggiunto Acid, che da sempre pilota i miei messaggi per mettermi in ridicolo.
                Però posso dirti anche che ho appena visto il film, e non mi sento tanto di prendere le distanze da quello che ha scritto Sergio. Starei qui ad esplicitare meglio, ma finchè il proprietario di questo blog non si degna di visionare la pellicola ho le mani legate.(ehm ehm Acid muoviti!)
                Nel complesso comunque il film l’ho trovato finto, costruito, forzatissimo e , per quel che mi riguarda, anche inutile.Una delusione totale.

                • sgargabonzi novembre 8, 2012 a 3:15 am #

                  Eh ma Acid l’ha visto! Il film m’è piaciuto moltissimo e, come sempre quando esco da un film di Haneke, avrei voglia di rivedermelo subito e centellinarlo scena per scena. Tuttavia non nascondo che, essendo Hanake una delle mie certezze assolute, mi aspettavo qualcosa di più, non so cosa, forse più piani di lettura di quelli che comunque ci sono (ma probabilmente è cecità mia). In ogni caso il podio hanekiano rimane intatto.

                  1) La Pianista
                  2) Funny Games (1997)
                  3) Il Settimo Continente

                  Amour lo metto subito dopo.

                  Ah, inutile dire che vado matto per i film sulla malattia e la morte. Da piccolo il film che più mi spaventava dopo La Casa era Quando Morire (Right To Die) con Rachel Welch.

                  • Falsa in bilancio novembre 8, 2012 a 12:28 pm #

                    A me la Pianista è piaciuto tantissimo, questo, se non si fosse capito, per nulla.
                    Ma scusa, non hai avuto anche tu l’impressione che una buona parte del film, a partire dai dialoghi, ma più in generale considerando i rapporti umani raccontati, suonasse in maniera assolutamente farzesca ed irreale?
                    Non so se l’intento fosse quello di rappresentare una coppia amorevole ma a me il tutto, invece , è risultato stucchevole (senza esclusione del finale).
                    Il finale poi, è proprio la parte peggio, con quel gesto che “te lo metto all’improvviso perchè così ti sorprendo e, dopo averti ammorbato con due ore di cure premurose e sollecite attenzioni, ti schiaffeggio per ricordarti che la vita è ben altra cosa e che l’amore non è mica quello che vi fanno vedere su Don Matteo”.
                    L’unica scena che ho apprezzato è quella in cui l’infermiera viene licenziata.
                    E dicendo questo vi ho svelato anche il finale del film.

                    • sgargabonzi novembre 9, 2012 a 12:36 am #

                      Io l’ho trovato tutto meno che stucchevole. Se devo trovare un aggettivo direi “implacabile”. Però mi sembra un po’ impietoso trattare Haneke così. E’ come se lui non avesse mai dovuto toccare questo argomento, per non prestarsi alle critiche. Ma questo argomento. Ma ha parlato di vecchiaia, malattia ed eutanasia in una maniera inedita per il cinema e coerentissima col suo mondo (anche interiore ed emotivo) e per me impeccabile. Voglio vedere chi sarebbe riuscito a ricavare un film così poco melenso da un plot simile, che mi rendo conto essere una patata bollente non da poco.

                      Certo, Lars Von Trier avrebbe fatto il solito film suo, la sua provocazioncella totalmente innocua magari costringendo a cagare la protagonista davanti alla macchina da presa. Ma vabbè, si sta parlando di un registucolo del cazzo in quel caso.

                      Una sola cosa contesto ad Haneke: invece che l’ictus, avrei scelto l’alzheimer. Molto più cinematografica e dalla decadenza parecchio più goduriosa e sugosa, nel bene e nel male, per lo spettatore. Lì un po’ m’ha deluso! 😦

                    • caramelleamare novembre 9, 2012 a 6:14 pm #

                      Cioè allora se sei venuta qui per depistare le persone io non lo so! Ma guarda te che gente che c’è in giro. A farsa, a ripiglieteee!!

                    • Falsa in bilancio novembre 12, 2012 a 3:25 pm #

                      No bellezza, io sono approdata sullo Sgargabonzi solo con l’intento di dedicare, per conto terzi, una piccola carezza musicale ad un tale che si firmerebbe “Caramelle a mare” .Dopo mesi sul blog ancora non m’è riuscito di rintracciarlo, se qualcuno l’avesse individuato me lo segnali, per cortesia.Ad ogni modo il brano in questione sarebbe il seguente: http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=aC9NHzt7s-c

                    • sgargabonzi novembre 13, 2012 a 1:10 am #

                      Boccherini lo conosco perché citato in questo capolavoro (la voce non è di Cerruti ma dell’aretino Gianni Boncompagni!):

                    • caramelleamare novembre 12, 2012 a 5:25 pm #

                      Chi è che gli vuole così male da dedicargli una nenia del genere?
                      Comunque penso di essere io perche se ci fai caso il nick è come il mio ma scritto staccato. Può essere che non hai capito quando t’hanno fatto lo spelling.

                    • Falsa in bilancio novembre 12, 2012 a 6:23 pm #

                      No, non credo.Oddio non sarebbe proprio da escludere, ma mi pare improbabile.
                      Ti chiedi chi voglia dedicargli una nenia del genere?Un indizio: di solito siede alla destra del padre.Di quello di Acid, intendo. Vabbè te lo dico: è Noel!

                    • Falsa in bilancio novembre 13, 2012 a 5:09 pm #

                      Pensa te Acid!Tra le altre cose non ho mai capito perchè Boccherini venga ricordato sempre per quel dannato minuetto quando secondo me ha scritto anche di meglio, ad esempio il già citato Fandango, oppure la Musica notturna delle strade di Madrid.Vai a capire. http://www.youtube.com/watch?v=8dmWAve3Pvk

                    • sgargabonzi novembre 13, 2012 a 6:56 pm #

                      Bellissima! Sembra i Gryphon, gruppo prog inglese, però Boccherini molto meno bravo, però lo stesso bellissima canzone. I Gryphon non mi piacciono

                    • Falsa in bilancio novembre 13, 2012 a 7:27 pm #

                      Non ho parole.

                    • caramelleamare novembre 13, 2012 a 8:54 pm #

                      Gryphon è gruppo che consiglierei al cartonato del Serboli.

                    • sgargabonzi novembre 14, 2012 a 6:57 am #

                      L’album nuovo dei Baustelle esce il 29 gennaio e s’intitola Fantasma.
                      Quattordici giorni prima esce quello di Christopher Owens, Lysandre. Mai avrei detto che ci sarebbe stato un disco che avrei aspettato più di quello nuovo dei Baustelle. Nononostante Owns venga da un mezzo flop e i Baustelle dal un gran bell’album.

                • Pinxor novembre 9, 2012 a 1:07 am #

                  Il succitato articolo di Sergio (anche se in fondo è firmato Antonio, perchè?) si lamenta perchè il cinema di Haneke è “un’arma appuntita”, un film per vomitare e star male, un cinema che soffoca. Invece a Sergio piace respirare e avere pensieri positivi da raccontare ai nipoti.
                  Tu ti lamenti che il film di Haneke è stucchevole, che mi pare esattamente l’opposto di quello che dice l’articolo.
                  Non capisco che film tu abbia visto esattamente, ne parli come se fosse tutto rosa e fiori ad eccezione del finale. A me sinceramente non sembra. Ci sta che non piaccia un film così, ma mi sembra strano che venga tacciato per un film piagnone e forzatissimo, neanche ci fosse una trama contorta o personaggi assurdi e pittoreschi

                  • Falsa in bilancio novembre 12, 2012 a 2:02 pm #

                    Si firma Antonio perchè ha scritto questo articolo come se a farlo non fosse stato lui, ma il nonno Antonio per l’appunto(l’arzillo contadino della foto).Suona ridicolo, lo so, ma non saprei come definirlo se non “espediente letterario”.
                    Forse il tutto sembrerebbe più comprensibile se vi dicessi che il signor Antonio ha assistito per vent’anni la moglie malata di Parkinson.
                    Detto questo, il motivo per cui mi trovo d’accordo con l’autore in effetti è solo il fatto di non averne trovato d’ amore in questo film, anche se per ragioni differenti da quelle di Sergio.
                    Probabilmente non sbagliate nel dire che il mio giudizio è impietoso, ma lo è soltanto in relazione alle aspettative.Se guardo un film di Haneke, tutto m’attendo di trovarci, fuorchè dei dialoghi finti e scontati.
                    E invece poi i due protagonisti tornano a casa dopo un concerto e lui dalla porta del bagno le dice qualcosa del tipo: “Non ti ho detto che stasera sei bellissima.” A settanta e rotti anni.Ma per piacere!
                    Non so, che vi devo dire, ma per me l’amore è lontano anni luce da una frase del genere.
                    .

                    • Pinxor novembre 12, 2012 a 11:18 pm #

                      Capisco. Dici che Haneke è melenso perchè dice alla moglie che è bellissima. Probabilmente mio nonno avrebbe scatarrato sul fazzoletto e se lo sarebbe rimesso in tasca invece che dire una ruffianata così. Ma c’è da dire anche che mio nonno non sarebbe andato a teatro o a sentire il concerto di musica classica.
                      E comunque non mi pare che l’articolo di Antonio parli di scontatezza riguardo le scelte lessicali. Piuttosto dice che è il fim è troppo amaro, non conciliante. Sia lui che te avete il sacrosanto diritto di dissentire sul film, ma è quantomeno strano che il vostro punto di vista sia diametralmente opposto.

                    • caramelleamare novembre 13, 2012 a 12:00 am #

                      Pinxor ti chiedo scusa per lei. E’ una mia amica e ormai gli ho dato l’indirizzo del blog… averlo saputo che finiva così!
                      Però è simpatica.

                    • Falsa in bilancio novembre 13, 2012 a 3:54 pm #

                      Ed ecco Caramelle che, non riuscendo ad accettare di sentirsi escluso da una qualsiasi discussione sul blog, tenta comunque di richiamare l’attenzione su di sè. Eppure ti si vuol bene.

                    • caramelleamare novembre 13, 2012 a 8:49 pm #

                      Non mi sembrava il caso di andarci così pesante. Proprio perché sai che è vero potevi pure essere un pò più delicata. No?!
                      Alla faccia dell’amicizia.

        • Daniele Ferrante ottobre 31, 2012 a 3:43 pm #

          Diamoci tutti appuntamento in una città d’italia tipo Poggibonsi e vediamocelo.

  31. larosaviola ottobre 30, 2012 a 1:48 am #

    De Niro VAMPIRIZZA troppo i suoi personaggi

    • caramelleamare ottobre 30, 2012 a 8:01 pm #

      Dopo anni e ani ho capito solo ora il senso del tuo nickname.
      Detto questo …cioè Roby non è che li vampirizza i personaggi, ma addirittura li vampirizza TROPPO! Questo De Niro sarebbe da dirgliene quattro.

      • sgargabonzi ottobre 30, 2012 a 9:19 pm #

        Da vampirizza a vampirizza troppo. Alla prossima è vampirizza troppo poco. Quella dopo vampirizza troppo poco mediamente.

      • larosaviola ottobre 30, 2012 a 10:13 pm #

        e quale sarebbe il senso del mio nick?

      • larosaviola novembre 8, 2012 a 11:32 pm #

        quale sarebbe il senso del mio nick?

        • caramelleamare novembre 9, 2012 a 12:17 am #

          Non il senso, ma come si legge: la rosa viola.
          Per me sei sempre stata Laro Saviola, nome e cognome.

          • larosaviola novembre 9, 2012 a 8:49 am #

            ahuuahuauhahaauhhua

  32. sgargabonzi ottobre 30, 2012 a 9:21 pm #

    E questo è il trailer del remake/seguito de La Casa, il mio film horror preferito. Ovviamente sarà niente rispetto all’originale, però il trailer è parecchio efficace.

    http://www.youtube.com/verify_age?next_url=/watch%3Fv%3DceBXUyuv4Q0

  33. sgargabonzi ottobre 30, 2012 a 9:29 pm #

    Anteprima di Metamorphosis, nuova miniserie Aurea in tre numeri di Bevilacqua, l’autore di A Panda Piace (che a me fa schifo).

    http://www.comicus.it/news/item/53939-metamorphosis-di-bevilacqua-anteprima-esclusiva

  34. sgargabonzi ottobre 31, 2012 a 8:16 am #

    3 canzoni dell’album di Christopher Owens (Girls) in uscita il 15 gennaio. FANTASTICHE!!!

  35. kreisky ottobre 31, 2012 a 2:35 pm #

    Sembra che Arezzo resti provincia.
    Ollellé Ollallà…

  36. kreisky ottobre 31, 2012 a 11:22 pm #

    ragazzi, io domenica vado al cinema con la discendente della sorella di Napoleone, con tanto di pedigree, mica seghe !

  37. fred novembre 5, 2012 a 12:29 am #

    Oh Cristo! La goccetta no!

  38. Omar novembre 6, 2012 a 6:20 pm #

    scusate, è qui che ci si prenota per conversare con un amico?

  39. sgargabonzi novembre 9, 2012 a 1:51 am #

    Ed ecco l’ottimo Kreisky:

  40. icittadiniprimaditutto novembre 20, 2012 a 5:36 am #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
    Add your thoughts here… (optional)

  41. christian maggio 13, 2013 a 12:09 pm #

    bel servizio da provare, complimenti per il blog 😉 Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!

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