Burt Bacharach – Firenze 27/10/08

1 Nov

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Questa non è una mica una recensione. Che poi io sono una nota mezzasega, nessuno per recensire Burt Bacharach, il più geniale chansonnier vivente. O anche “il grande colosso” come un po’ goffamente l’ha definito Mario Biondi in apertura concerto, che ha poi aggiunto: “le sue canzoni ci faranno innamorare per molti anni ancora”. Salvo poi suonargli stìnfio e salvarsi in corner: “forse per sempre”. Salvarsi una sega, visto che poi l’ha annunciato nella maniera peggiore possibile: “Ecco a voi… Enzo!”  Roba da matti.
Per l’opinione di chi scrive, nessuno come Burt Bacharach – eccezion fatta per Noel Gallagher, Francesco Bianconi, Daniele Silvestri, Howard Kaylan e Mark Volman – ha saputo creare canzoni pop di facile presa eppure dal potenziale inesauribile (minimo comune denominatore di tutto quello che mi impressiona in musica), che si fermano appena prima di una rotondità perfetta. Canzoni sempre piene di sfumature, che mutano pelle ad ogni ascolto, rivelando inedite tonalità a seconda dello stato d’animo dell’ascoltatore. Canzoni che non riesci a contenere in testa e canticchiartele da te sotto la doccia: devi tornare su quelle tracce ogni volta per “sentirle” davvero. Eppure il concerto dell’altra sera non m’ha fatto sognare come avrei voluto. Una bel concerto in senso assoluto, tecnico delle luci pettinato bene, ma che per delle scelte di fondo mi ha dato molto meno di quanto sperassi e un po’ meno di quanto mi aspettassi. Il fatto è che, gira che ti rigira, quello che amo del Bacharach autore sono i suoi piccoli e personali album e non, invece, quando le sue canzoni vengono affidate a cantanti con le loro produzioni e supervisioni. Come peschi una sua compilation, troverai eterogenee interpretazioni dei suoi evergreen da parte dei più svariati artisti, da Dusty Springfield a Christopher Cross, da Dionne Warwick a Peter Sellers. Tracce estratte dei loro album e quasi sempre sovraprodotte, con arrangiamenti pacchiani e ingombranti, ma soprattutto con la voce di un cantante a togliere mistero e semplificare tutto. L’autore, esecutore e regista Bacharach ha invece un tocco unico, una leggerezza e insieme una capacità di descrivere una canzone con mille piccoli colpi di pennello. I suoi album sono prettamente strumentali, con l’uso di cori a fare da contrappunto alla voce del pianoforte, quasi mai c’è un cantante a vampirizzare il tutto, a meno che non ce ne sia davvero bisogno. La musica di Bacharach non può prescindere da una forte complicità interiore e un ascolto attivo. Saremo noi a dare voce a quei pezzi: mentre Bacharach ci dipinge la malinconia di un amore finito, per chiunque lo ascolti sarà impossibile non pensare al proprio.
Il concerto dell’altra sera è stato della tipologia “come si deve”, detta anche “come usa oggi”. L’inizio è stato programmatico. Se ci sono tre canzoni di Bacharach che proprio non riesco ad ascoltare, se non nella versione dei suoi album, sono What The World Needs Now Is Love, Don’t Make Me Over e Walk On By. Tre canzoni rischiosissime, perfette nelle stilizzate e sobrie versioni degli album del nostro, ma basta che vengano date in pasto ad un qualsiasi cantante perché questo le trasformi in ballatone melense. Esattamente questi tre pezzi, neanche a farlo apposta, hanno aperto il concerto, uno via l’altro. Con la voce di tre vocalist neri (un uomo e due donne), che se la cantavano… non so se bene o male, ma di certo si vedeva che non vivevano per Bacharach, quindi non c’entravano un cazzo lì sopra, accando a Burt. Poi si è preseguito con un medley dei maggiori successi. Complice la velocità con cui si passava da una hit all’altra, l’attenzione si è un po’ distolta da quelle voci. Di certo Bacharach al pianoforte forte appariva in secondo piano, difficile cogliere le sue pennellate con questo vociare negro a rompere i coglioni e a caramellare tutto quanto. Io li avrei tenuti i tre nerini sì, ma a intonare le canzoni del Bacharach prima maniera, quelle meno complesse e che, loro sì, non disdegnano di una voce, come Magic Moments o The Story Of My Life. E così è stato il secondo medley. Quindi è arrivato il momento delle guest-star: prima Traincha a tranciare in coglioni, poi un trombettista gay. Il momento più intimo e toccante della serata è quando Bacharach stesso ha cantato due delle sue canzoni più belle: Alfie e Raindrop Keep Fallin’ On My Head. Bacharach è un non cantante per eccellenza, con poco fiato e dalla voce flebilissima, in equilibrio precario su ogni nota. Proprio per questo è un cantante “emozionale” allo stato puro, la miglior voce possibile per i suoi pezzi. Quello è stato l’unico momento che ha gettato un ponte verso di me e davvero mi ha regalato un’emozione. Il concerto è durato più di due ore. Nel finale, immediatamente dopo l’esecuzione di Arthur’s Theme, è entrato in sala un robot, il cosidetto Parmigianizer, che ha preso a sparare parmigiano sul pubblico. No, quest’ultima cosa del robot non è vera. Sono veramente un fallito.

QUI
Bacharach alle prese con Alfie, in un altro tempo e in un altro luogo. Come si fa a non emozionarsi? Io, preciso matematico, devo trattenere le lacrime ogni volta al secondo “what’s it all about”.

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51 Risposte to “Burt Bacharach – Firenze 27/10/08”

  1. caramelleamare novembre 2, 2008 a 12:01 am #

    mi ha dato molto meno di quanto sperassi e un po’ meno di quanto mi aspettassi.questa è la stessa cosa che succede a me da un paio d’anni a questa parte quando guardo le partite di federer. pero insisto speranzoso.ma non son cose belle

  2. acidshampoo novembre 2, 2008 a 2:06 am #

    QUI il trailer di Slumdog Millionaire, il nuovo film di Danny Boyle (Trainspotting, 20 Giorni Dopo).

  3. frank novembre 2, 2008 a 9:17 am #

    C’ero anch’io a quel concerto. Confermo l’operazione “baraccone”, ma diversamente da Acid me lo aspettavo, perché com’è come non è ogni volta che una star storica si muove, si sentono in dovere di allestirgli questo circo intorno. E il circo non lo fa la quantità degli elementi, ma la regia più “celebrativa” che comunicativa. Bacharach non sarebbein grado di cantarsi da sé tutte le canzoni necessarie, ma come giustamente ha detto Acid bisognava imettere le voci sullo stesso piano di importanza degli altri strumenti, come nelle versioni originali. Nota: l’arrangiamento infatti non era di Bacharach, ma del primo tastierista alle sue spalle.Per fortuna, trattandosi di Bacharach, lo puoi anche coprire di orpelli, ma certe cose immancabilmente emozionano al primo accordo. E dopo puoi dire “io c’ero”.>Con la voce di tre vocalist neri (un uomo e due donne), che se la cantavano…A tutt’ora non sono riuscita a trovare informazioni sulla “line-up” dell’orchestra, ma direi che dei 3 vocalist l’uomo era un bianco (latino?) che faceva qualcosa di peggio che negreggiare su quelle canzoni di porcellana: belcantava, con quel fare tanto apprezzato oggi che ha devastato prima Broadway poi il buon gusto mondiale. Per carità, baritono dal timbro caldo, elegante e tecnicamente ineccepibile: ma che palle! Quanto non gliele fregava niente di quelle canzoni!

  4. Daiana novembre 2, 2008 a 10:04 am #

    mi ha dato molto meno di quanto sperassi e un po’ meno di quanto mi aspettassi.La sento sempre piùspesso ultimamente questa frase. E non è bene! 

  5. Daiana novembre 2, 2008 a 10:07 am #

    Io non ci sono potuta venire a quel concerto e me ne dispiace ma se devo essere sincera mi è dispiaciuto di più non poter venire a Lucca Comics… maledetto lavoro!

  6. Daiana novembre 2, 2008 a 10:12 am #

    Comunicazione di servizio: Acid ci sono un paio di errori di battitura nel testo.

  7. acidshampoo novembre 2, 2008 a 12:17 pm #

    > Comunicazione di servizio: Acid ci sono un paio di errori di battitura nel testo.Erano voluti, per umanizzare la figura del narratore. In ogni caso, la prossima volta vostra signoria facesse meno la misteriosa e mi dicesse quali sono. Anche per un domani…

  8. acidshampoo novembre 2, 2008 a 12:23 pm #

    > Bacharach non sarebbein grado di cantarsi da sé tutte le canzoni necessarie, Quello è ovvio. Il mio ideale sarebbe stato un concerto quasi interamente strumentale, con la voce di Bacharach qua e là, a fare da contrappunto alla musica, nemmeno per canzoni intere, ma ad intonare una strofa o un ritornello ogni tanto. E non sarebbe stato un concerto pesante, perché sono melodie con cui tutti abbiamo familiarità.> Per fortuna, trattandosi di Bacharach, lo puoi anche coprire diorpelli, ma certe cose immancabilmente emozionano al primo accordo.Ecco appunto. Per me le sue melodie potrebbero essere arrangiate in chiave country, disco o hard rock, ma non perderebbero efficacia.

  9. acidshampoo novembre 2, 2008 a 1:21 pm #

    > Io non ci sono potuta venire a quel concerto e me ne dispiace ma sedevo essere sincera mi è dispiaciuto di più non poter venire a LuccaComics… maledetto lavoro!Ti dico: Lucca quest’anno è stata superiore anche all’anno scorso. Veramente troppo troppo bella! Ora hanno raddoppiato l’offerta delle conferenze, che non sono più solo a Palazzo Ducale, ma anche alla Camera Di Commercio (per fortuna sono sedi vicine). Troppo bello. Io sono stato a quelle con Ambrosini, Manfredi, Lucarelli, Bacilieri, Recchioni, Capone, Secchi, Vietti, Olivares… Per me è stato tutto un vai e vieni fra i vari incontri, già dalla mattina. Poi la sera ci siamo trovati a dividere ad un pub il tavolo con gente del calibro di Stefano Caselli, Giuseppe Camuncoli e Riccardo Burchielli. Purtroppo non c’è il tempo di fare tutto in una Lucca così piena di offerte tutte interessanti. Il prossimo anno non devi mancare, dammi retta, devi battere il cazzotto sul tavolo con la Silvia.

  10. acidshampoo novembre 2, 2008 a 2:45 pm #

    Tra l’altro a Lucca ho conosciuto Fotone e consorte, persona squisita, uguale a Jason Lee.

  11. acidshampoo novembre 2, 2008 a 3:54 pm #

    QUESTA è enorme.

  12. ilmarinaio novembre 2, 2008 a 7:25 pm #

    a Lucca c’ero anch’io.. spettacolare davvero.  una manifestazione con due livelli, che delle volte si toccano:  uno quello dei cosplayers (tra cui gente vestita da Darth Vader, Lupin, etc etc, specie personaggi di manga), e uno di chi va alle conferenze.  certo che mettersi una maschera di cartapesta, portare una spada ingombrante e allo stesso tempo muoversi tra la folla dei banchini, se uno lo fa, vuol dire che lo deve proprio fare.  il prossimo anno vengo vestito da Mhoragqui, Darth Vader schiera l’esercito.

  13. Fotone novembre 2, 2008 a 10:18 pm #

    La cosa più pazzesca, però, è che entrambi (io e Gizmo) indossavamo un berretto con visiera.Spero che anche tu abbia notato l’assurda e irripetibile coincidenza.Roba da non crederci!

  14. acidshampoo novembre 3, 2008 a 3:16 am #

    Fotone, in effetti nel mediterraneo di portatori sani di visiera ieri saremo stati 3 o 4 massimo. Io stesso ero con tal copricapo perché avevo il mio solito cappello da vescovo a lavare. Comunque se vuoi capire tutto del mio mondo interiore (e credo ti interessi), registrati il cult squalloriano (da anni invisibile in tv) Uccelli D’Italia, in onda venerdi’ 3 novembre alle ore 0:05 su RaiSat Cinema.Speriamo che lo rippino e lo buttino in rete, che la versione che circola è inguardabile.

  15. acidshampoo novembre 3, 2008 a 3:21 am #

    > il prossimo anno vengo vestito da Mhorag.Marinaio, io vorrei vederti vestito da Don Cartoccio, da Dio Maglione o da “Sansone, un naso coglione”. Troppo bella Lucca, ma pure tutto il corollario col giuoco della smorfia improvvisata e le cantate squalloriane in macchina.

  16. acidshampoo novembre 3, 2008 a 3:23 am #

    QUI Carlo Ambrosini (che uomo!) intervistato all’ultima edizione di Comicon.

  17. ilmarinaio novembre 3, 2008 a 8:27 am #

    Marinaio, io vorrei vederti vestito da Don Cartocciopensa che alla mi’ mamma già gli ho commissionato un vestito di lana con questa sola indicazione:   Ottantasette,  la Conca

  18. ilmarinaio novembre 3, 2008 a 8:47 am #

    a proposito, Palazzi, ti chiedo un’opinione:  meglio le ragazze di Arezzo Wave o queste?

  19. daiana novembre 3, 2008 a 9:17 am #

    Quest’uomo assomiglia terribilmente a claudio baglioni

  20. frank novembre 3, 2008 a 9:19 am #

    >una manifestazione con due livelli, che delle volte si toccano:  unoquello dei cosplayers, e uno di chi va alle conferenze.Forse anche più di due livelli: dato che sotto la dicitura “fumetto” ci sta di tutto e di più, c’era una massa veramente incredibile di gente, tutto sommato poco casinista e molto pacifica e divertente. Io ho passato più tempo in code e file che alla convention, ma ne è valsa la pena. E poi ho conosciuto Manfredi, che è un grandissimo!Comunque, parlando di cosplayer, c’era in giro per Palazzo Ducale un benemerito vestito da Italian Spiderman.

  21. frank novembre 3, 2008 a 9:25 am #

    >QUESTA è enorme.Veramente! E mi chiedo dove va a parare, visto che restare in ombra a Gelli gli donava. Apre bocca e dice minchiate reazionarie. Lo facevo più furbo.Comunque vedo che anche i giornalisti del Corriere hanno problemi coi congiuntivi…

  22. Daiana novembre 3, 2008 a 9:46 am #

    la prossima volta vostra signoria facesse meno la misteriosa e mi dicesse quali sono.Ho evitato di dirtelo di proposito per non metterti in ridicolo davanti ai tuoi lettori… ora li avrai corretti e quasi nessuno se nè accorto. Meglio no?!

  23. caramelleamare novembre 3, 2008 a 12:02 pm #

    Ti dico: Lucca quest’anno è stata superiore anche all’anno scorso.Veramente troppo troppo bella! Ora hanno raddoppiato l’offerta delleconferenze, che non sono più solo a Palazzo Ducale, ma anche allaCamera Di Commercioa me queste cose politicizzate non mi piacciono per niente

  24. frank novembre 3, 2008 a 12:13 pm #

    Allora confermo, il vocalist di Bacharach si chiama John Pagano, mi pare italoamericano più che ispanico, e si descrive come un piccolo Sinatra.

  25. caramelleamare novembre 3, 2008 a 9:30 pm #

    Allora confermo, il vocalist di Bacharach si chiama John Pagano, mi pare italoamericano più che ispanico, e si descrive come un piccolo Sinatra.ma chi cazzo se ne frega, scrivi qualcosa di interessante invece che perderti in queste tue  passioni sterilida complessata

  26. acidshampoo novembre 4, 2008 a 1:50 am #

    QUI malore in diretta di Andreotti. Pesissimo.

  27. acidshampoo novembre 4, 2008 a 1:52 am #

    Questo venerdì esce Deep Water, dagli stessi produttori del bellissimo La Morte Sospesa. QUI il trailer in italiano.

  28. acidshampoo novembre 4, 2008 a 1:56 am #

    QUI un sunto della conferenza tenuta da Manfredi e Lucarelli sabato scorso a Lucca Comics.

  29. acidshampoo novembre 4, 2008 a 8:59 am #

    > Allora confermo, il vocalist di Bacharach si chiama John PaganoAssurdo! Quasi irriconoscibile. A quella distanza a me pareva proprio di colore, non nero come la mousse Cameo al cioccolato fondente, ma marrone come il bonét Cameo sì.Nel suo sito c’è anche una foto mentre aggredisce Bacharach (QUI). Mah… non è che ci sia tanto da vantarsi ad aver aggredito un signore di ottant’anni…

  30. caramelleamare novembre 4, 2008 a 9:43 am #

    Assurdo! Quasi irriconoscibile. A quella distanza a me pareva propriodi colore, non nero come la mousse Cameo al cioccolato fondente, mamarrone come il bonét Cameo sì.ma infatti non è bianco bianco, potrebbe essere tipo “sleeper cell” secondo me

  31. Daiana novembre 4, 2008 a 11:14 am #

    QUI malore in diretta di Andreotti. Ma allora dici che era un malore? Io l’ho intravisto ieri sera a striscia ma non si capiva molto e poi non ho capito quell’accrocchio di “far finta di niente” della perego al rittorno in onda

  32. acidshampoo novembre 4, 2008 a 1:02 pm #

    > Ma allora dici che era un malore? Non so che tipo di malore fosse, ma che si sia cacato addosso mi pare chiaro e quella, in fin dei conti, è la cosa più importante.

  33. acidshampoo novembre 4, 2008 a 1:11 pm #

    QUI il nuovo trailer del mio film preferito a prescindere: La Fidanzata Di Papà, con Massimo Boldi e Simona Ventura.Però il finale horror del primo trailer resta imbattibile (QUI).

  34. acidshampoo novembre 4, 2008 a 1:13 pm #

    QUI intervista a Simone Damiani, regista indipendente che ha diretto Torno Subito, lungometraggio scaricabile a gratis dal suo sito (QUI).

  35. acidshampoo novembre 4, 2008 a 3:17 pm #

    QUI l’integrale della partecipazione di Andreotti dalla Perego, con tanto di finale col rientro in trasmissione del senatore, in cui fanno finta di niente.

  36. fox in the snow novembre 5, 2008 a 12:52 am #

    Guardate che bello il sito di “Ho freddo”, il nuovo libro di Gianfranco Manfredi. Il libro lo sto leggendo ed è veramente bello, ve lo consiglio!

  37. fox in the snow novembre 5, 2008 a 2:50 am #

    Sons of Anarchy: 4a e 5a puntata schifo. 6a e settima sembrava che si riprendesse, 8a puntata, vi prego guardatela e ditemi che posso essere dispensata dal continuare a guardarlo!

  38. acidshampoo novembre 5, 2008 a 3:01 am #

    Anche a me questa serie ha rotto i coglioni, continuerò a vederla, però veramente li odio tutti. In ogni puntata non si fanno mancare una mattanza catartica, che se no questi bikers non mi si rilassano e gli viene la psoriasi. E poi ci sono dei momenti tanto involontariamente ridicoli che ti fanno cadere i coglioni. Vedi per esempio [SPOILER] la dottoressa violentata dall’ex. Lui la chiava lei fa finta di starci gli lecca la lingua ma però intanto si impossessa della pistola e spara lo ferisce non lo ammazza ma è fuori gioco poi che fa CHIAMA IL BIONDO lui arriva lei piange cucciola oddio che m’hanno fatto il biondo dice dov’è quel porco lei dice quel porco è di là il malconcio gli fa puttana puttana lui non ci vede più gli spara la bionda piange sconvolta NON SE LO SAREBBE MAI ASPETTATO CHE FINIVA COSI’ A CHIAMARE IL BIONDO!

  39. fox in the snow novembre 5, 2008 a 10:16 am #

    Tu allora hai visto l’ottava. Ma soprattutto [SPOILERISSIMO] cazzo scopano con lo stalker in una pozza di sangue! Ma dai! Ed è pure fatto apposta, visto che dopo lo riprendono di nuovo durante una ripresa alla Magnolia. Eddaje!

  40. fox in the snow novembre 5, 2008 a 2:29 pm #

    >La cosa più pazzesca, però, è che entrambi (io e Gizmo) indossavamo un berretto con visiera.Spero che anche tu abbia notato l’assurda e irripetibile coincidenza.Roba da non crederci! Sì, ma il tuo non era vecchio, logoro, sporco e … lilla …

  41. fox in the snow novembre 5, 2008 a 2:34 pm #

    >a proposito, Palazzi, ti chiedo un’opinione:  meglio le ragazze di Arezzo Wave o queste?Che brutte.

  42. fox in the snow novembre 5, 2008 a 2:37 pm #

    >Allora confermo, il vocalist di Bacharach si chiama John Pagano, mi pare italoamericano più che ispanico, e si descrive come un piccolo Sinatra.>ma chi cazzo se ne frega, scrivi qualcosa di interessante invece che perderti in queste tue  passioni sterilida complessataQuello della Frank era un tipico commento alla Acidshampoo, ma chissà se a Acid avresti risposto così. Comunque a occhio e croce mi sembra che riprendesse un discorso fra di loro. E fra l’altro, quando fate così siete davvero insopportabili.Scusate i commenti multipli, mi sto mettendo in pari.

  43. fox in the snow novembre 5, 2008 a 2:44 pm #

    >cazzo scopano con lo stalker in una pozza di sangueNo, così suona strano. Scopano con accanto al letto lo stalker morto e circondato da una pozza di sangue. Ecco.

  44. acidshampoo novembre 5, 2008 a 2:44 pm #

    > E fra l’altro, quando fate così siete davvero insopportabili.Concordo con Fox. Non vi si regge, te e la Daiana, quando fate così.

  45. acidshampoo novembre 5, 2008 a 3:03 pm #

    > No, così suona strano. Scopano con accanto al letto lo stalker morto e circondato da una pozza di sangue.Circondato da una pozza di sangue? Una pozza di sangue di forma circolare e lui in mezzo sul piantito asciutto? Io ricordavo che lui ci stava sopra il sangue, ma mi fido…

  46. Daiana novembre 6, 2008 a 12:18 pm #

    Concordo con Fox. Non vi si regge, te e la Daiana, quando fate così.Guarda che si riferiva a te la Fox… non a me! 🙂

  47. acidshampoo novembre 6, 2008 a 12:43 pm #

    > Guarda che si riferiva a te la Fox… non a me! 🙂 Ma tu guarda non l’avevo capito!!!Solo che io quella precisa tipologia di uscita da parte di Caramelle (la chiameremo “intervento 143”) è sempre stata suo appannaggio.Ah Daiana, vedi d’andartene un po’ ‘affanculo…

  48. Daiana novembre 6, 2008 a 10:57 pm #

    Ma tu guarda non l’avevo capito!!!Ma tu guarda nemmeno io avevo capito che avevi capito…. cmq l’intervento 143 somiglia più a te che a me.

  49. caramelleamare novembre 8, 2008 a 5:51 pm #

    Quello della Frank era un tipico commento alla Acidshampoo, ma chissà se a Acid avresti risposto così.fox questa era fin troppo facile. potresti rispondermi cosi ogni tre per due. non credo ci sia bisogno di spiegarti che le forme delle azioni non sono infinite ma la sostanza sempre diversa. quindi evita di ridicolizzarti con questi attacchetti da casalinga isterica

  50. fox in the snow novembre 8, 2008 a 9:10 pm #

    >evita di ridicolizzarti con questi attacchetti da casalinga isterica Addirittura.

  51. caramelleamare novembre 9, 2008 a 6:34 pm #

    si, addirittura. cmq tranquilla, nn mi sono mai aspettato molto di meglio

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