La gallina domani

3 Giu

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Faccio l’operaio per una piccola e media industria: la Tubo27. Qua fabbrichiamo un componente per un macchinario che non ho mai capito bene cosa sia. E’ un pezzo unico e sempre quello, di forgia tubolare, tipo tubo, anzi è proprio un tubo. Un tubo rotondo, piegato, storto, cavo, concavo, insomma normale. E’ un tubo codificato appunto come “modello 27”, da cui nome della fabbrica, da cui il modo in cui chiamiamo la copisteria del piano terra: “quella sotto alla Tubo27”. Ne fabbrichiamo tanti ogni giorno, spesso anche tre, una volta addirittura cinque. Quello che so è che quel tubo è un pezzo stesso della macchina che lo costruisce, quindi lavoriamo in perdita. E non è nemmeno un pezzo fondamentale: se lo togli, la macchina lo costruisce lo stesso. Insomma, il modello 27 è un accessorio del tutto accessorio, messo lì per bellezza o come schiaffo morale, sicché si lavora molto in perdita.
Anno più anno meno, ho circa cinquant’anni, e da ventotto lavoro qua. Otto ore al giorno, più un’ora di mensa, all’una, con menù a scelta e in tutto puoi prendere due pezzi. Il più delle volte non ho fame, ma due mozzarelle me le porto a casa, a volte una mozzarella e una scatoletta di tonno, o sgombro, o sardine, o una Sprite. L’importante è non salire sopra i due pezzi, in mensa e nella vita. Da ventotto anni, per essere al lavoro alle otto di mattina, regolo la sveglia alle sei e quaranta. E calcolo che ci impiego la media di un’ora e venti anche per tornare e sbrigare tutto l’inutile e il doveroso della vita, che però serve come struttura al piacere, sintetizzabile nel mio caso come seguire il Lanerossi Vicenza nel campionato d’eccellenza. Calcolo che otto ore mi vanno via per attività di sonno. Le quattro ore che restano sono di puro piacere, tempo libero, svaghi, voluttà. E vi assicuro che non c’è un piacere più piacevole di quando hai solo quattro ore quattro per esercitarlo. Della serie: togliamoci questo dente. Quattro ore in cui devi divertirti, di fretta, coi sandali ai piedi e il bastone in mano. Esattamente come nel libro dell’Esodo, ma senza agnello. Vivo da solo, parcheggiato in un monolocale in via Flaminio Piccoli per le ore di inattività fra un giorno di lavoro e quello dopo. Quello che guadagno serve per l’affitto, le bollette, il condominio e le altre spese per presentarmi in sufficiente salute alla Tubo27. I miei hobby sono pulire il bagno, montare la bombola del gas, lavarmi le ascelle e schiacciare le bolle della plastica per imballaggi fregata in ditta. La vita è bellissima.
Ovviamente sono ironico: la vita fa schifo. E se sono qui a sorridervi sappiate che c’è il trucco. La verità è che ho deciso di rovinarmi questa esistenza per un progetto più grande e ambizioso. Metto da parte quello che avanza, ogni mese, come le formiche il pane per l’inverno, e quando avrò centoquattro anni potrò realizzare quell’unico sogno che mi motiva e mi fa sopravvivere ora: essere ibernato poi. Il proverbiale uovo oggi per la gallina domani. Quel che conta è arrivare vivo a centoquattro anni, giusto in tempo per pagare l’ultima rata e tuffarmi nel magico mondo del sonno criogenico. Investire questa vita per la prossima, sacrificare questo primo tempo sull’altare del secondo di un film senza fine e in cui si può volare. Nell’anno 3000 mi sveglieranno e sostituiranno ogni parte del mio corpo mortale con una componente meccanica adeguatamente cromata e omologata, atta a far sì che io possa vivere per l’eternità. Voi nel frattempo sarete tutti morti, crepati, andati. Semplici polifosfati organici. Ve la siete goduta? Ora siete polvere nella troposfera e io vi posso respirare. Dirigenti, presidenti, quadri, funzionari, direttori e scansafatiche. Tutti attraverso le mie narici, si tuffano nel mio esofago di alluminio, annegano nei miei polmoni in ferro battuto, fuoriescono dal mio buco del culo tempestato di rubini. Vivere per sempre. Chiudo gli occhi e penso all’infinito. L’universo e il tempo senza pareti. Fa paura ed è così eccitante. Potrò leccare la fica di ogni indigena di Alpha Centauri, mangiarmi uno xyloide piastrato a secco e vedere molti più film e ascoltare molti più dischi di quelli che sono in giro ora. E magari il Lanerossi Vicenza avrà finalmente realizzato il suo sogno: la serie b! Vivere per sempre domani, l’unico modo per giustificare il rogo quotidiano di una vita oggi. Almeno penso sia così.

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68 Risposte to “La gallina domani”

  1. acidshampoo giugno 3, 2008 a 2:52 am #

    QUI un’intrigante anteprima di Lilith, la nuova miniserie a fumetti di Luca Enoch (Gea, Sprayliz) che esordirà nelle edicole il prossimo novembre. La cadenza delle uscite sarà semestrale.

  2. ilmarinaio giugno 3, 2008 a 7:30 am #

    bellissimo racconto, tra l’altro parecchio nelle mie corde. questo operaio qui è sicuramente amico di quello di La classe operaia va in paradiso,ma anche dei protagonisti dei romanzi di Volponi. grande Gori,hai tutta la mia stima. senza cambiare il tuo stile sei riuscitoa affrontare un tema necessario e difficilissimo, che fa tremare anchei grandi scrittori o registi: rappresentare la classe operaia, ilavoratori. la classe dirigente si è scordata che esiste chi ècondannato a una vita scandita dal timbro del cartellino, molti anchedel centrosinistra non ne vogliono neanche sentirne parlare, cheesistono gli operai. è così fuori moda… e così anche gli operaisi staccano ancora di più dall’intellighenzia e votano tuttiBerlusconi o la Lega. invece una nazione va avanti solo se c’è unrapporto attivo, reale, non di semplice sfruttamento, tra chi lavoramanualmente e chi lavora organizzando, dirigendo, scrivendo. nonper niente la Resistenza, uno dei pochi momenti belli della storiaitaliana, ha visto combattere fianco a fianco studenti, metalmeccanici,fornai, giornalisti, etc.

  3. fox in the snow giugno 3, 2008 a 8:06 am #

    Davvero bello e insolito. Cattura e trasmette benissimo quel senso di assurdo e insieme necessario che dev’essere la vita di un operaio, quei movimenti ripetitivi e sempre uguali, quei vicoli ciechi e circoli viziosi (“quel tubo è un pezzo stesso della macchina che serve per costruirlo, quindi lavoriamo in perdita”). L’hobby del pulire il bagno, ma sembra che hai fatto l’operaio e pulito il bagno tutta la vita! E tutta la vita hai sognato e messo da parte solo per la vita successiva, in una corsa a chi arriva dopo fine a se stessa. L’importante è vivere, riempire la vita con cosa, poi, è tutta un’altra storia.

  4. fox in the snow giugno 3, 2008 a 8:43 am #

    Dal blog di Travaglio, Corrias e Gomez: qui.

  5. frank giugno 3, 2008 a 9:57 am #

    Racconto bellissimo. Comunque non funziona così solo per gli operai… diverse volte ho sentito discorsi che ricadono nella categoria “0 uova oggi, una gran gallina domani”, che è la perversione del sensato “bisogna lavorare per ottenere uno scopo”; così direi che l’operaio della Tubo27 è più uno stato mentale che un personaggio…

  6. Daiana giugno 3, 2008 a 12:18 pm #

    così direi che l’operaio della Tubo27 è più uno stato mentale che un personaggio…Ecco infatti anch’io volevo dire qualcosa del genere. L’operaio è solo il simbolo di una routine lavorativa a cui siamo costretti per sopravvivere noi non ricchissimi di famiglia, noi non nobili insomma. Perchè a parte l’essenza totalmente deprimente e svilente del lavoro di fabbrica ma per me è ugualmente frustrante dover andare tutti i giorni nello stesso ufficio o nello stesso negozio per 8 ore al giorno e per tutta la vita. Non è solo ciò che fai a essere un problema è anche il fatto di doverlo fare e non poterlo scegliere a parte pochi casi. Il post è davvero spettacolare! 

  7. anfiosso giugno 3, 2008 a 12:26 pm #

    E’ molto nelle corde del Marinajo, infatti; e La classe operaja va in paradiso, anche, come no, in effetti è il sogno di un’eterna gioja. Senza operaj la religione sarebbe inutile, perché sarebbe inutile la speranza di una meravigliosa vita eterna ultraterrena. Io per esempio non vorrei vivere per sempre, è questo che mi fa capire che sono un privilegiato di merda.

  8. acidshampoo giugno 3, 2008 a 4:40 pm #

    Sono contento che vi sia garbato. Io i racconti non li so scrivere, perché non so far parlare personaggi tanto diversi da me e, se racconto in terza persona, non so mai dove fermarmi nelle descrizioni e dove invece approfondire. Ma se li penso in prima persona e se sono motivato, qualcosa come minimo esce fuori. In effetti non saprei scrivere un racconto se non in forma di monologo. Questo ce l’avevo incompleto da un anno e passa, non sapevo dove collocarlo, non è nè una pagina del mio diario, nè l’avventura di un Brodolini. Di certo, col rapporto che ho col fantasma (fin’ora) del lavoro, queste scansioni temporali e l’assurdità del tutto le ho rimuginate in testa fin dalle superiori. E la figura fuori moda dell’operaio, che un tempo invece ispirava poeti e musicisti, m’ha sempre affascinato da matti. E riporto una bella poesia di Sandro Penna citata ne La Bella Vita, il primo film di Virzì:ECCOLI GLI OPERAI SUL PRATO VERDEEccoli gli operai sul Prato verde a mangiare: non sono forse belli? Corrono le automobili d’intorno, passan le genti piene di giornali. Ma gli operai non sono forse belli?

  9. isa giugno 3, 2008 a 6:04 pm #

    Questo racconto è veramente molto bello. 

  10. fox in the snow giugno 3, 2008 a 6:51 pm #

    Incontro con Matteo Garrone, Paolo Sorrentino e Saverio Costanzo Come mantenere la limpidezza, avendo a che fare con un’industria? Qualesignificato ha un cinema che parte dal reale atipico, inedito, e lotrasfigura col suo sguardo? I tre registi raccontano a MicroMega stilie intenti del loro cinema- Roberto Saviano racconta “Gomorra” (AUDIO)“O uccidi o sei servo” di Roberto Saviano

  11. anfiosso giugno 3, 2008 a 6:53 pm #

    Sì, ma la sua era pura foja, la sensibilità sociale non c’entra nulla.

  12. ilmarinaio giugno 3, 2008 a 11:01 pm #

    così direi che l’operaio della Tubo27 è più uno stato mentale che unpersonaggio…anche, infatti… sottolineo ancora, con questo, quanto mi è garbato ilracconto.  parlando di operai, lavoratori, il rischio è di cadere o nellaparodia o nella retorica (descrivendo un operaio perfetto, da monumento, dapropaganda della Repubblica di Weimar, che non è mai esistito).  quiinvece si parte dal dato sociale e si arriva al metafisico.  devo dire chemi garbano parecchio anche, di tutto un altro stile, i resoconti diCaramelle:  anche lì si sfugge dal ridicolo facile, e si va versoatmosfere tragiche-fantozziane.  ragazzi, non so se vi rendete conto,scrivere di operai nel 2008 non è la cosa più facile del mondo, da qualunquepunto di vista la si affronti.

  13. infrarosa giugno 4, 2008 a 12:48 am #

    il racconto mi è piaciuto tantissimo, grande acid, e come altri ho visto l’operaio come un personaggio che rappresenta qualcos’altro. per dire, proprio il discorso della religione, del sopportare ora perché si verrà ricompensati, ingoiare torti perché un domani tutto sarà messo a posto… eterne promesse che fanno stare buoni e tranquilli gli individui pericolosi, ovvero quelli non credenti, non corrompibili, non ricchi e dotati di spirito critico o cervello pensante. secondo me è per questo che “l’operaio” è affascinante, perché è la condizione umana: di farsi il culo sperando che prima o poi serva a qualcosa; di sapere che però non è detto che serva a qualcosa in fondo, e quello che si produce alla fine per il mondo è inutile o quasi; di guardare dall’altra parte del tavolo e vedere uno o tanti che stanno come te e con uno sguardo sentire o comunicare almeno un po’ di solidarietà. quest’ultimo punto negli ultimi tempi mi sembra che però sia un po’ caduto nel dimenticatoio purtroppo. 

  14. rezio giugno 4, 2008 a 8:01 am #

    così direi che l’operaio della Tubo27 è più uno stato mentale che unpersonaggio…l’operaio è il simbolo per eccellenza di questo stato mentale; ma è scritto da dio nemmeno una frase sprecata o messa lì di traverso vi scrivo alle 8.00 e ieri non ho nemmeno avuto le mie 4 ore di svagoma quanto è figa lucilla agosti, scosciata e consapevolmente porca!

  15. caramelleamare giugno 4, 2008 a 10:01 am #

    la Resistenza, uno dei pochi momenti belli della storiaitaliana, ha visto combattere fianco a fianco studenti, metalmeccanici,fornai, giornalisti, etc.e non dimentichiamoci che della resistenza facevano parte anche gli studenti 

  16. caramelleamare giugno 4, 2008 a 10:08 am #

    L’hobby del pulire il bagno, ma sembra che hai fatto l’operaio e pulito il bagno tutta la vita! eh si eh! se uno non l’ha fatto almeno per sei anni, è impossibilire immaginare cosa voglia dire. da fuori forse è piu facile immaginarlo come la fecilità eterna che come l’inferno. ci sono un sacco di neonati che tra un omogeneizzato un cucchiaino di latte nel culo, si sbavano addosso dicendo “gogghio fale l’opaio, gogghio fale l’opaio!” chissa veramente come a fatto il gori a capire come ci si deve sentire!?!L’importante è vivere, riempire la vita con cosa, poi, è tutta un’altra storia. …anche meno scontata va bene

  17. caramelleamare giugno 4, 2008 a 12:21 pm #

    bisogna lavorare per ottenere uno scopo”; così direi che l’operaio della Tubo27 è più uno stato mentale che un personaggio…per me, e per me non intendo secondo me, ma per me nel senso che per la mia persona interiore composta fisicamente, è l’ UNICO stato mentale possibile. l’unico modo in cui posso prendere il lavoro, qualsiasi esso sia. nella vita ho una passione, il tennis. per un anno ho fatto qualche giorno il maestro di tennis. alla seconda lezione gia mi faceva schifo e non c’avevo un motivo che fosse uno per continuare a farlo.

  18. caramelleamare giugno 4, 2008 a 12:23 pm #

    Di certo, col rapporto che ho col fantasma (fin’ora) del lavoro, queste scansioni temporali e l’assurdità del tutto le ho rimuginate in testa fin dalle superiori.sul fatto che hard candy fin dai tempi del liceo era un fallimento non ci si capiva, ma su cosa fosse realmente il lavoro non s’è mai avuto dubbio nessuno dei due.e, come ha detto la daiana e dopo averne provati un po, per me il problema del lavoro va oltre la condizione specifica. io semplicemente non riesco a sopportare l’idea che nela mia vita esista. mi basta un giorno alla settimana per rendere gli altri otto o nove privi di interesse. le persone che riescono a divertirsi in un lasso di tempo stretto fra due giorni di morte per me sono alieni. roba da sezionare il cervello e cercare di individuare il gene modificato che rende possibile sta cosa.c’è poi da dire che col passare delle settimane invece che abituarmici mi fa sempre piu schifo. l’idea che nella mia vita ci sia posto per questo mostro, è sempre piu lontana. e meno lavoro e peggio lo sopporto. perche quando lavoro, fa schifo e basta. ma quando non lavoro è una torturapasso un giorno depresso senza stimoli visto che niente di quello posso fare eliminerà il problema del lavoro alla radice, e il secondo direttamente incazzato perche quello dopo scatta la condanna a morte. una cosa positiva pero c’è: la sera puzzi

  19. acidshampoo giugno 4, 2008 a 12:33 pm #

    Il vecchio più giovane mai visto. Manoel De Oliveira, attivo regista portoghese con due film in imminente produzione, 100 anni a settembre. Guardate QUA com’era a Cannes una decina di giorni fa. E’ uno che ha iniziato nel cinema muto, roba da pazzi.

  20. frank giugno 4, 2008 a 12:34 pm #

    Il caso di Caramelle mi sembra l’esasperazione di un sentimento naturale, e di una cosa verissima: lavorare implica in ogni caso un compromesso fra il lavoratore, il datore di lavoro, e il cliente del prodotto. Il compromesso in sé è una rottura di coglioni e non c’è modo di evitarlo né di risolverlo, e secondo me neanche il pittore o il regista o il musicista più famoso del mondo ne è libero. Neanche Zappa. Però il compromesso è il male minore per ottenere due benefici, che per Caramelle non esiste ma che per me è essenziale: il primo, campare senza dover chiedere favori a nessuno, e senza essere in debito morale con nessuno; il secondo, nei casi migliori, realizzare qualcosa e realizzarsi in qualcosa.Un architetto (per menzionare un caso che mi sento vicino) che costruisce una struttura che funziona per lo scopo, in cui si sta bene, non ha semplicemente guadagnato dei soldi e fatto bella figura ma ha reso un pochino meno brutto il mondo, ha messo un capello di ordine nel caos, ha reso un filino migliore la vita di chi ha avuto bisogno di passare per quella struttura. Questo penso che sia impagabile, che si avvicini molto al senso dello stare al mondo – posto che ci si arrenda all’assenza di un senso ulteriore. Ma so perfettamente che con Caramelle queste motivazioni “morali” non hanno spazio.

  21. frank giugno 4, 2008 a 12:42 pm #

    >Manoel De Oliveira, attivo regista portoghese con due film in imminente produzione, 100 anni a settembre. Guardate QUA com’era a Cannes una decina di giorni fa.Che forma, il Manoel! E io non ho visto manco uno dei suoi film… da quale bisogna cominciare, Acid? Comunque che figata, per una volta posso essere utile, sbobinare e tradurre il servizio dal portoghese se volete. C’ho nostalgia di quella parlata contorta e pomposa, ogni rara occasione di sentirla è buona. Anticipo solo che il prossimo film di Oliveira sarà tratto da un romanzo di Eça de Queiros e parlerà di una “ragazza bionda”. Sono proprio un fenomeno linguale.

  22. pu-ragno giugno 4, 2008 a 2:11 pm #

    “Sorrentino, perché non un film su Calabresi? Il divo su Andreotti è ottimo. Ma perché il regista non racconta, a modo suo, la vicenda del commissario ucciso con un colpo alla nuca e uno alla schiena. Mica male come storia, no? Di Giampiero Mughini”: QUI

  23. frank giugno 4, 2008 a 3:23 pm #

    Insomma, Mughini dice che ‘Il Divo’ è bellissimo ma che non è d’accordo con la tesi del film, cioè col ritenere Andreotti burattinaio di tutto. E prosegue – con una logica da rissaiolo – perché allora non parlare del più intrigante caso Calabresi, e di come oggi convivano mandante e vittima (Adriano Sofri e Mario Calabresi, colleghi di penna sull’Espresso)? Ottima la risposta di questa Patrizia, sotto l’articolo di Mughini: “…Tipico atteggiamento italiano quello di prendere spunto da un fatto,decontestualizzarlo e appropriarsene per altre ragioni di nessunautilità.“.Io, mai stimato Mughini. 

  24. ilmarinaio giugno 4, 2008 a 4:22 pm #

    comunque sull’argomento “lavoro” una mia idea da sempre è che perlegge non si dovrebbe lavorare più di sei ore al giorno. lavorando sei ore, uno è libero di impegnarsi in quello che vuole,studiare, dipingere, giocare a biliardino, etc.  con le otto oresi entra in quel meccanismo per cui torni a casa stracco e stronco, nonhai voglia di fare niente altro, ti metti alla tv, impoltronisci, allafine ammazzi moglie e figlioli.  uno stato democratico come dicoio non dovrebbe poggiarsi su gente che trascorre le giornate sololavorando.  se si mantengono le 8 ore, o più, inutile parlare di”benessere”, di welfare, etc.  certa gente che fa certi lavori,prima delle elezioni, l’ho sempre sentita dire:  “tanto, vinca chivinca, domani si va a lavorare lo stesso”.  ecco, è un discorsoqualunquista, ma se penso che chi lo dice fa un certo tipo di lavorocapisco cosa vorrebbe dire veramente, in modo più complesso. 

  25. acidshampoo giugno 4, 2008 a 5:14 pm #

    > E prosegue – con una logica da rissaiolo – perché allora non parlaredel più intrigante caso Calabresi, e di come oggi convivano mandante evittima (Adriano Sofri e Mario Calabresi, colleghi di pennasull’Espresso)?Ridondante specificare, ma è il caso, che sull’Espresso ci lavora il figlio della vittima (che fu Luigi Calabresi), e sarà pure una persona con idee sue, no? In ogni caso anche la figlia e la moglie di Moro perdonarono già tanto tempo fa gli esecutori, mentre hanno in odio Andreotti e Cossiga.> Io, mai stimato Mughini. Eh ma ricordati che Sogni D’Oro ed Ecce Bombo non sarebbero mai stati gli stessi film senza di lui.

  26. acidshampoo giugno 4, 2008 a 5:17 pm #

    > da quale bisogna cominciare, Acid? I film di De Oliveira sono tanto belli quanto impegnativi, quindi inizierei dal più avvicinabile: Ritorno A Casa.

  27. pu-ragno giugno 4, 2008 a 5:33 pm #

    Certo questo dovrei risponderlo a Mughini e non qui, ma non c’ho voglia.- Ci sono seri dubbi che Adriano Sofri sia coivolto nella morte di Calabresi – Sofri è un intellettuale come pochi quindi ci sta che scriva sull’Espresso- Il fatto che scrivano sullo stesso giornale non vuole dire che prendano il caffè insieme. 

  28. acidshampoo giugno 4, 2008 a 5:49 pm #

    > Il fatto che scrivano sullo stesso giornale non vuole dire che prendano il caffè insieme. Ma poi ripeto: Mario Calabresi è il figlio di Luigi Calabresi, è una persona diversa con diverse impronte digitali e una dignità proprio (anche se sul su babbo ci sente e c’ha scritto il libro). Per dirti, anche il babbo di Caramelle è una persona rispettabile e tu guarda che fijolo, un po’ come Stalin figliolo di Lenin. E l’inverso vale per Corrado Guzzanti, figliolo di Paolo. Senza contare che una volta in questo blog ci scrisse la Barbato, una nemica del popolo dello Sgargabonzi.

  29. frank giugno 4, 2008 a 5:50 pm #

    E Recchioni, nemico della Barbato.

  30. rezio giugno 4, 2008 a 7:04 pm #

    Eh ma ricordati che Sogni D’Oro ed Ecce Bombo non sarebbero mai stati gli stessi film senza di lui.in ecce bombo faceva una parte trascurabile, per quanto mi riguarda ultimamente non mivà di stimare nemmeno moretti figuriamoci mughini, premesso che nè all’uno nè all’altro frega qualcosa della mia stima 

  31. acidshampoo giugno 4, 2008 a 8:04 pm #

    > ma quanto è figa lucilla agosti, scosciata e consapevolmente porca!Non le avrei dato due lire quando presentava quel programma sbarbino sulla moda, su All Music (o era MTV?), poi m’ha sorpreso in positivo al Dopofestival di quest’anno. Una spalla misurata per gli Elii, perfetta ma non priva di personalità. E sì, in questa veste ironica, tirava fuori pure una notevole presenza.

  32. fox in the snow giugno 4, 2008 a 9:22 pm #

    Ecco come può passare il tempo chi non lavora: facendo QUESTO.

  33. frank giugno 5, 2008 a 1:46 am #

    Impressionante! Infatti sorge immediata la domanda: ma quanto cavolo di tempo c’hanno messo a farlo?!

  34. acidshampoo giugno 5, 2008 a 2:11 am #

    QUI qualche anticipazione sulla prossima stagione di Prison Break, di cui sono iniziate le riprese. Ah, intanto le puntate sono passate (purtroppo, secondo me) da 13 a 22.

  35. acidshampoo giugno 5, 2008 a 4:17 am #

    Leggete QUI. Arrestate due nemiche del popolo dello Sgargabonzi: Wanna Marchi & Stefania Nobile. Aggiungo un paio di tacche da qualche parte.

  36. rezio giugno 5, 2008 a 8:11 am #

    visto ieri benvenuti in casa gori, mi è piaciuto non chiedermi di motivare adesso perchè di mattina non connetto…non vedo l’ora di vedere il seguito; in questo film ci ho visto monicelli e il fellini di amarcord in versione toscana, regista che si cita spesso a sproposito, ottima prova di tutti, athina cenci ancora giovane e carlo monni caratterista come non ce ne sono piùnon ho capito il monologo finale del nonno perchè parlava in toscano troppo stretto

  37. ilmarinaio giugno 5, 2008 a 9:34 am #

    > Il fatto che scrivano sullo stesso giornale non vuole dire che prendano il caffè insieme.mi permetto di consigliare un film sui rapporti tra attentatore e attentato che si ritrovano anni dopo i fatti:  La seconda volta,  di Mimmo Calopresti (Ita/Fra, 1995), con Nanni Moretti nel ruolo della (mancata) vittima.

  38. ilmarinaio giugno 5, 2008 a 9:51 am #

    Ecco come può passare il tempo chi non lavora: facendo QUESTO.molto bello, ma chi l’ha fatto ha cancellato ogni altra cosa che c’era prima su quel muro!  io se fossi quello che aveva scritto P-TR o Feliz dia mam o Tarifazo de Cristina mi sarei incazzato…

  39. frank giugno 5, 2008 a 10:20 am #

    E chissà che è un tarifazo. Sarà una cosa di sesso?

  40. frank giugno 5, 2008 a 10:28 am #

    >visto ieri benvenuti in casa gori, mi è piaciuto […] non ho capito il monologo finale del nonno perchè parlava in toscano troppo strettoRezio, sono contentissima che ti sia piaciuto!! Quanto al toscano stretto, io non capisco mai quando è comprensibile per i non toscani e quando non lo è. Mi sono arresa, perché più o meno le singole parole le capiscono tutti, perché al peggio sembrano italiano arcaico, ma le tirate lunghe forse no, o certi modi di dire… quando ho visto ‘Benvenuti in casa Gori’ a teatro ero con un amico sardo, con tutta la buona volontà chissà quante sfumature si è perso. Comunque l’essenziale da capire del nonno è il nome con cui chiama Gino Gori/Carlo Monni: “qui’bbòia”, “quel boia”. Ma questa l’avevi capita di sicuro.

  41. frank giugno 5, 2008 a 10:33 am #

    >QUI qualche anticipazione sulla prossima stagione di Prison Break, di cui sono iniziate le riprese.Oddio, quel primo piano con Scofield/Miller che fa il sexy. Qualcuno glielo deve dire che è una battaglia persa, e che andasse a lezione di appeal da Mahone o da T-Bag.

  42. ilmarinaio giugno 5, 2008 a 2:04 pm #

    Italian Spiderman episodio III:  QUI

  43. frank giugno 5, 2008 a 3:00 pm #

    Bello! Soprattutto tutta la gag della gallina, con in primi piani da vera suspense…

  44. Nicola. giugno 5, 2008 a 7:50 pm #

    > E chissà che è un tarifazo. Sarà una cosa di sesso?sì sì,è proprio una roba di sesso arcaico, già mi fa sangue. 

  45. acidshampoo giugno 5, 2008 a 8:31 pm #

    Questa serie di Italian Spiderman è di una qualità pazzesca e difficilmente vista altrove, specie parlando di progetti amatoriali. Io pensavo che il trailer non fosse superabile e che da lì non fosse possibile costruire un film all’altezza, ma queste puntate sono  a dir poco fantastiche. E la cosa incredibile è come abbiano fatto a ricreare “gli anni ’60”, tali e quali. Non sembrano ricreati, ma ripresi direttamente. Che sia un lavoro di oggi te ne accorgi solo dal fatto che funziona ad arte e non ti viene mai da dire “ecco, oggi avrebbero fatto meglio”. Questo, sotto nessun aspetto. Se non fosse per questa modernità e perfezione dei meccanismi del racconto, direi che Italian Spiderman l’hanno girato davvero nel 1964. Solo che se fosse stato girato allora, mi sarei aspettato di conoscerlo da sempre, che da sempre se ne sentisse parlare da sempre come un cult assoluto.

  46. frank giugno 5, 2008 a 9:10 pm #

    Esattamente… comunque rimani in dubbio costante, visto che come operazione retrò è perfetta oltre l’immaginabile. Ci sono altri indizi che sia un meraviglioso falso: nella lunga storia della Alrugo che compare su Myspace ci sono qua e là particolari del tutto inverosimili, di quelli che ti pare di vederli mentre seduti al computer le sparano e se le ridono da soli. Guarda:[…]Featuring FrancoFranchetti of ‘Mondo Sexo’ fame in his last ever role before beingkilled in a spear fishing accident in 1969. […][…]There was no money left to distribute the picture,Alfonso pulled every last favour he had during the production process.In a desperate attempt to show Italian Spiderman to the world, Alfonsosent the only existing print across the atlantic on a cargo ship to adistributer friend of his in New York, the ship however, never reachedit’s destination[…]Comunque, ci sono dei geni dietro.

  47. acidshampoo giugno 5, 2008 a 9:21 pm #

    Però sono contento che sia un prodotto di adesso, così c’è la speranza che vadano avanti un bel po’, che magari ne facciano un film, una serie tv. E la sfida è mantenere questa qualità, ma pure un decimo di questa sarebbe oro. Qua di talento ce n’è a badilate. E non di quel talento da registi amatoriali, che magari riconosco freddamente ma non mi colpisce e che snobberei se dovessi pagare per vederlo. No no, se fanno una serie di Italian Spiderman io ne realizzo il fan site italiano, giuro.

  48. ilmarinaio giugno 5, 2008 a 9:22 pm #

    > E chissà che è un tarifazo. Sarà una cosa di sesso?Inun certo senso si, non ci siete andati lontani.  Il Tarifazo è unpiatto cartaginese a base di clitoridi di tigre impanati, cotti in unpadellino su cui viene posto un sottile strato di sperma di cavallo

  49. acidshampoo giugno 5, 2008 a 9:32 pm #

    > Oddio, quel primo piano con Scofield/Miller che fa il sexy. Qualcunoglielo deve dire che è una battaglia persa, e che andasse a lezione diappeal da Mahone o da T-Bag.Ti dico, nella terza serie in appeal e spessore hanno perso tutti (tranne forse Lincoln).Folgorazione del momento: Prison Break coi personaggi di Rescue Me. A pensarci sarebbe stupendo! Me li figuro tutti come starebbero al Fox River, uno per uno. Spero che la quinta serie di Rescue Me sia di genere carcerario.

  50. frank giugno 5, 2008 a 9:47 pm #

    Ma già nel finale di stagione 2 è successo. Inezie, particolari, una parola di troppo, patetismo dove prima c’era il dramma: il T-Bag e il Mahone dell’ultimissima puntata sono l’involucro dei personaggi che erano fino a poco prima, ne sono l’estensione posticcia, spuria, come – ripeto – le canzoni della Bastreghi sono la versione spuria di quelle del Bianconi. O NO?

  51. hiss giugno 5, 2008 a 11:34 pm #

    Questo post mi ha folgorato e l’ho fatto girare un bel po’ tra i miei amicici. Spero che ti vengano a trovare presto (oddio, detta così non suona molto bene…ovviamente intendevo sul blog)Per quanto riguarda il problema <<lavoro>>, c’è chi ha saputo egregiamente raggirare l’ostacolo. C’è un tal Domenico Nesci, che ora imperversa su mtv, la t-vvù dei ggiòvani, mostrando agli americani il lato più becero dell’italiano medio, così come gli americani vogliono (continuare a) rappresentarselo. Qui un breve assaggio di quello che ho avuto la sfortuna di vedere facendo zapping l’altra sera.

  52. acidshampoo giugno 5, 2008 a 11:38 pm #

    Assegnati i Nastri D’Argento 2008, QUI i risultati. Una premiazione piùequa rispetto agli scandolosi David di Donatello, comunque non sispiega come anche sia stato lasciato fuori un film come Lascia Perdere Johnny.

  53. acidshampoo giugno 6, 2008 a 12:54 pm #

    I nostri cinepanottoni arrivano negli Usa. Ecco un commento dalla stampa statunitense.Obvious, boring and not particularly funnyItis hard to think that a movie like “Matrimonio Alle Bahamas” comes fromthe same Country who gave us Vittorio De Sica’s “Il Giardino DeiFinzi-Contini” and Bertolucci’s “The Conformist”. And what is even moreappalling is that it is at the top of the box office charts while othermuch more valuable Italian movies lag far behind it. And it’s the same,boring and predictable comedy on provincial Italian humanity abroad,this time in the setting of the Bahamas, although the movie was shot inMiami (previous installments took place in New York or in some fancyskiing location of the Italian Alps). Other than that, it’s completelyempty and repetitive. Massimo Boldi reprises his already seen of themean-spirited, yet sweet Italian provincial, a taxi driver who leavesMilan to bring her beautiful daughter to the United States. There, thedaughter falls in love and gets ready to marry. Taxi driver and wifeleave for Bahamas to attend her wedding, but everyone’s concerned thatthe differences in social status may create a huge embarrassment to thegirl. No story, just a pretext for a torrent of provincial humor indepicting what appears to be the most exportable of Italiancharacterizations.

  54. acidshampoo giugno 6, 2008 a 1:00 pm #

    > Qui un breve assaggio di quello che ho avuto la sfortuna di vedere facendo zapping l’altra sera.Maro’ Hiss, vedere ‘ste citte che si cibano come animali e trattengono in bocca delle robe marroni, m’ha fatto venire in mente le scene più infojanti di Salò E Le 120 Giornate Di Sodoma di Pasolini, il mio film porno preferito.

  55. acidshampoo giugno 6, 2008 a 1:14 pm #

    Aria di nuova epurazione per Michele Santoro (QUI). Da non crederci.

  56. Silvio Berlusconi giugno 6, 2008 a 1:38 pm #

    Oggi sono stato in visita al Santo Padre… ero molto emozionato, è unincontro che attendevo da più di due settimane.  Stamattina mi èvenuta la diarrea dall’emozione:  ho preso qualche enterogermina,due leggeri calmanti, e sono stato un po’ meglio.   Chepersona che è il Papa!   Rivenderò  ogni momento diquesta visita ai miei figli, stasera a cena, e tra un paio di giornialla mia amante ventenne.  Certo che a quei tempi le sapevanoarredare le stanze.  Bilancio della giornata propriopositivo:  un grande ritorno di immagine coi cattolici e levecchiette.  E poi, magari, Dio esiste davvero…

  57. frank giugno 6, 2008 a 1:53 pm #

    >Aria di nuova epurazione per Michele Santoro (QUI). Da non crederci.E’ che quando ti eliminano e ti tolgono la visibilità tv, qualunque sia il pretesto e il motivo, in teoria hai ancora a disposizione i giornali, internet, i teatri, le piazze, i libri… ma anche mettendo insieme tutte queste cose non c’è paragone con il potere di un’oretta in tv a settimana. Se penso a quanto spazio occupano Vespa e Mentana ho i brividi. Comunque ieri sera altra bella puntata di ‘AnnoZero’, stavolta sui rifiuti in Campania, e quindi sulla camorra, e quindi su ‘Gomorra’.

  58. frank giugno 6, 2008 a 2:14 pm #

    >Oggi sono stato in visita al Santo Padre…Il troione avrebbe dichiarato ai giornali:”L’attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa […] Intendo ringraziare l’apprezzamento che il Papa ha voluto dare alnuovo clima politico creatosi dopo l’avvento della nostra partepolitica al governo. Del resto rappresentiamo il partito dei popoli europei. Siamo afavore della Chiesa, crediamo nei valori della dignità umana e nelrispetto degli ultimi. Siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa.Ad ogni modo ribadiamo il nostro concetto diStato laico e la necessità, confermata dalla Costituzione, dirispettare profondamente il dialogo tra Stato e Chiesa.”Questa è la volta che lo gonfio di botte.

  59. acidshampoo giugno 6, 2008 a 4:15 pm #

    Signore e signori, è uscita la prima puntata dell’attesissima serie Swingtown, il nuovo telefilm della CBS dall’autore di Rome,sul tema dello scambismo e ambientata negli anni ’70. Se la scaricate,prendete la versione REPACK, non la pre-air, perché è sulla prima cheverranno sincronizzati i sottotitoli (sembra usciranno in capo a duegiorni).Non conosco ancora gli ascolti, ma la puntata pilota ha avuto un’ottima accoglienza critica.QUI un promo.

  60. pu-ragno giugno 6, 2008 a 5:21 pm #

    >Se penso a quanto spazio occupano Vespa e Mentana ho i brividi.Dai però, Mentana non è poi così male, no? 

  61. frank giugno 6, 2008 a 6:19 pm #

    No, in sé Mentana non mi dispiacerebbe, ma preferirei uno spazio più equamente distribuito, e mi inquieta tanto “potere” accentrato, simile a quello di Ferrara a La7 che però generava roba interessante. Mentana invece lo trovo abbastanza becero, adesso. La Gabanelli sì che è ganza, e come osservò giustamente la Littizzetto: ma come mai il lunedì dopo ogni Report non casca mai il mondo? Si vede che non se la incula nessuno.

  62. gimmi ilpedofilo giugno 6, 2008 a 11:27 pm #

    arrivato per caso, ho trovato una bella scrittura, ilarità a iosa e pure – in una personalissima lettura fralerighe – un pajo di buoni consigli per la mia attuale situazione che non ti svelerò per mantenere su di me una certa aura di mistero da utente anonimo la cui vita in qualche modo bislacco ha interagito con la tua alla batterflai effect. ciao.

  63. acidshampoo giugno 7, 2008 a 2:00 am #

    Ciao Gimmi, apprezzo la citazione Eliatica del tuo nickname, anche se Cicciput lo salverei giusto per quel capolavoro che è Abate Cruento.Volevo chiederti: ma quindi noi ci conosciamo nella vita? E come fai ad essere così sicuro che io non sono te?Comunque benvenuto su queste pagine. Spero di leggerti.

  64. pu-ragno giugno 7, 2008 a 9:27 am #

    Gimmi, dovrebbe essere una congiunzione astrale assurda perché su questo blog due persone diverse scrivano “paio” con la “j”. O sei Anfiosso o un suo clone, o sei Acid e non lo sai e lui non sa di scrivere “paio” con la “j”.

  65. caramelleamare giugno 7, 2008 a 5:31 pm #

    Folgorazione del momento: Prison Break coi personaggi di Rescue Me. Apensarci sarebbe stupendo! Me li figuro tutti come starebbero al FoxRiver, uno per uno.ma smettila di fare lo strano. cmq è un idea spettacolare

  66. caramelleamare giugno 7, 2008 a 5:34 pm #

    le canzoni della Bastreghi sono la versione spuria di quelle del Bianconi. O NO?lupo, ma che cazzo dici cretina?!

  67. acidshampoo giugno 7, 2008 a 6:10 pm #

    > lupo, ma che cazzo dici cretina?!La Frank fraintende, ne ebbi conferma anche in altro suo commento. Le canzoni cantate dalla Bastreghi NON sono scritte dalla Bastreghi. L’unica cosa che si è fatta completamente da sola è il pezzo strumentale Cronaca Nera e la musica di Dark Room. I testi nemmeno li tocca, qualcuno di quelli del Bianconi “risulta” co-scritto insieme a lei, ma mi pare di vederli sì…

  68. chiara giugno 9, 2008 a 9:39 pm #

    …prima dell’anomalia sulla linea telefonica che m’ha messo fuori gioco telefono e Internet, ero arrivata a leggere Labirinto (complimenti sinceri, Marinario!)…me lo sono immaginato parecchie volte questo palazzone che si sviluppa tra le case di una città…ho scelto di riprendere la lettura partendo da questo post perchè m’ha ispirato particolarm il titolo…accipicchia quanto m’è garbato…anche se m’ha fatto salire di qualche grado la componente depressiva…bello davvero._Chiara_

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