Labirinto

27 Mag

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Enrico e le due donne passeggiavano per le strade della città. Il sole illuminava le strade, arroventava le carrozzerie delle macchine, invitava a ristorarsi in un negozio ombreggiato e darsi all’assaggio di formaggi e vini tipici. Invece loro tre, gli zaini ancora sulle spalle, erano tutti presi dall’esplorazione della nuova città del loro tour, non si volevano perdere niente di quello che c’era da vedere, niente di quello che ci sarebbe stato da raccontare al ritorno, una volta finite le vacanze e ricominciato il periodo monotono dell’ufficio, scuola, soliti giri. Perché in quelle vacanze si stavano divertendo davvero come non facevano da anni, come se la giovinezza volesse mostrarsi a loro, ormai sulla soglia dei trenta, in un ultimo momento magico prima di scomparire pian piano dietro le quinte.
Wanda aveva la cartina, era lei che decideva gli itinerari. “Qui dice che c’è un antichissimo palazzo nobiliare, ormai abbandonato, che si può visitare”.
“Un palazzo abbandonato? E che c’è dentro?” chiese Giulia.
“Dentro.. c’è il dentro del palazzo. Boh, non c’è scritto. Comunque dovrebbe essere molto antico, si pensa che sia già esistito nel ‘600, e comunque sorga su un antico sito medievale e prima ancora romano. Un posto praticamente immortale…”
“Per me si può anche andare… Siamo lontani?”
chiese Enrico.

“No, no; anzi, è qui dietro l’angolo”.
In mezzo alla piazza in cui sbucava la stradina che stavano percorrendo c’era infatti la facciata diroccata di un palazzo, dalle decorazioni barocche ancora visibili sotto la muffa e il franìo dell’intonaco. I tre si avvicinarono circospetti, attratti dalla stranezza delle decorazioni, dalle forme quasi organiche della casa.
“Strano, neanche un cartello di pericolo, o un’indicazione turistica, e la porta lasciata così aperta…” osservò Enrico.
“Boh, entriamo!”.
Dentro un continuo susseguirsi di vetrate dava luce agli ambienti. I mobili settecenteschi, o forse anche più vecchi, gli stucchi, le decorazioni, erano irreali nella luce mattutina della città, il cui traffico si sentiva in lontananza come un brusio di sottofondo.
In una stanza, uno scaffale ospitava edizioni di libri antichi perfettamente conservate, le copertine verdi e lucide, come fette di qualche specie di torta. Enrico sollevò e sfogliò qualche volume.
Era un piacere passeggiare attraverso il susseguirsi delle stanze, passare da un salone da pranzo pieno di grandi tavoli circolari di legno nero, a stanze da letto con baldacchino, corridoi, magazzini, una piccola cappella privata, ancora biblioteche, cortili interni, stanze per la servitù. Giulia scattò molte foto.
La mattina passò nel girovagare, senza che i nostri se ne accorgessero. Il palazzo sembrava non avere fine, e lanciare una specie di incanto sui tre ragazzi.
Non sentirono neanche la voglia di fare colazione; li aveva presi un’urgenza che sembrava più impellente del bisogno di mangiare: era il bisogno di vedere, di assaporare i colori delle stanza, saziarsi delle geometrie e degli ultimi bagliori dei secoli passati. Enrico entrò nella stanza successiva, e trovò del tutto naturale vedere seduta al tavolo una donna vestita in neri abiti settecenteschi, che lo fissava come se fosse la cosa più naturale del mondo. Guardando meglio, e senza stupirsene più di tanto, si accorse che era invece una giovane coi capelli rasta e una maglietta nera punk. Si avvicinò: “Questo palazzo è eccezionale, nella nostra città non abbiamo niente di simile”.
“E ci credo!”
, rispose la ragazza sorridendo.

Uscirono e mangiarono fuori assieme in un’ osteria. La ragazza parlò ancora del palazzo. Era una delle meraviglie della regione. Aveva uno sviluppo irregolare, formava una serie di corridoi che si diffondevano tra le case, passando invisibilmente da una parte all’altra della città come uno scheletro invisibile che la teneva insieme, o un cancro nascosto, a seconda dei punti di vista. Si calcola che solo per lungo fosse estesa una ventina di chilometri. In passato molti visitatori si erano persi, tra i quali ultimamente tre ragazzini. Il Comune non faceva niente, tanto era impossibile sbarrare tutte le entrate. E poi molta gente, gente come lei, trovava rifugio nella casa: immigrati, barboni, squatters. Bastava solo frequentare le zone conosciute e non allontanarsi troppo da dove si era entrati. I tre decisero che non potevano rinunciare a quell’esplorazione per nessuna cosa al mondo.
Nella casa, intanto, regna come sempre il silenzio. Non passano neanche animali, è stranamente pulita, un senso di malinconia sembra emanare, assieme alla penombra, dalle mura stesse. In silenzio stanno i tavolini, nessuno tocca i libri, nessun passo risuona mentre la città si sta risvegliando per il giorno successivo. La luce penetra dalle strette finestre. Appoggiati sugli scalini che portano da una stanza soprelevata ad un’altra, stanno tre corpi. Sono vicini, e sembrano dormire. Sono vestiti con camicie e jeans. Uno ha la bocca aperta. Di uno si riconosce la barba appena accennata. Tutti e tre sono incartapecoriti, gialli, travolti nel pieno dell’adolescenza dalla morte che li fa sembrare relitti, oggetti lasciati lì da secoli.
Enrico, Wanda e Giulia rientrarono nella casa, dalla stessa porta dalla quale erano usciti. Ecco ancora una volta gli stucchi, le vetrate, gli scaffali con i libri… L’esplorazione li portò più avanti. Seguirono un lungo corridoio che si affacciava su un cortile interno pieno di erbacce. Dalla finestra aperta si intravedevano un pozzo e una statua femminile rampicata dall’edera. Spingendosi più avanti trovarono delle scale che li portarono al piano superiore. Camere da letto, cucine, magazzini vuoti. Scesero, ma forse di un piano in più, e verso una direzione che non era la stessa dalla quale erano saliti. Altre stanze, altre meraviglie. In breve, nel pomeriggio si erano persi.
“Madonna! Tra poco sarà buio e noi ce ne staremo ancora in questa cazzo di casa!”
“Senti, basta con queste lagne, Giulia! Mi hai rotto veramente! Ora torneremo al piano di sopra, poi si scende, e siamo nel corridoio con la statua! Poi quando saremo fuori puoi piangere quanto ti pare.”
“Si potrebbe anche telefonare a qualcuno… il telefonino nella stanza bianca prendeva, ci si potrebbe ritornare e mandare un segnale…”
“Si, e che gli si dice? – Venite a prenderci, siamo dentro una casa grande come la città, ma non sappiamo in quale zona né a quale piano? – e come fanno a venire a prenderci?”
“Come non sappiamo a che piano? Siamo al primo!”

“A piano terra!”
“Al primo!”

“Comunque dobbiamo continuare a camminare, se poi siamo di sopra scenderemo…”.
Dalle finestre che davano sui cortili interni videro calare l’oscurità. Il tramonto scuriva le stanze, rendeva buio pesto quello che finora era in ombra. Si resero conto che nella casa non c’era illuminazione elettrica, e che di notte sarebbero dovuti stare nel buio completo. Decisero di sistemarsi in una stanza delle più piccole e di passarci la notte.
“Sei sveglio? Che ore sono?”
“Aspetta che accendo…”
“…”
“Segna le 3.40… non ti riesce proprio a dormire, eh?”
“Che situazione… ma come si fa? Come fa ad esistere un posto del genere? Perdersi dentro una casa… mica staremo sognando?”
“Ho paura di no…”
“Una cosa così non avrei mai pensato che mi sarebbe succe
ssa!”
“Quello che bisogna fare, Wanda, è cercare di ottimizzare tutto per uscire da qui. Ora bisogna cercare di dormire, e poi domani si riparte”.
Il mattino si svegliarono presto e ricominciarono a camminare. Enrico sentiva una fame tremenda. Giulia propose di tracciare delle linee sulle mura delle stanze che avevano già passato, per evitare di girare in tondo. La proposta fu rifiutata. “Qui una volta che se ne esce ci fanno pagare tutto! Questo è un bene culturale della città, se si sciupa si va in galera, mica scherzi!”.
Il secondo giorno iniziarono a fare dei segnetti negli stipiti delle porte col coltello svizzero di Enrico. Ma il metodo era poco pratico: delle volte entravano in una stanza da una porta non segnata, sceglievano una delle direzioni possibili e scoprivano una crocetta sullo stipite. Allora tornavano indietro, prendevano l’unica altra porta disponibile e scoprivano che c’era un segnetto anche qui.
Il terzo giorno i cellulari si scaricarono del tutto. Cominciarono ad avere allucinazioni per la fame. Grossi righi coprirono le pareti delle stanze al loro passaggio. Enrico distrusse con una sedia una finestra molto alta solo per scoprire che si affacciava in un cortile interno largo quanto un pozzo.
Il quarto giorno persero Giulia. Doveva vedere cosa ci fosse dietro l’angolo di un corridoio, e poi tornare a riferire. Aveva camminato un po’, rassicurando da lontano gli altri due che sarebbe tornata subito. La sua voce si era allontanata, poi si era riavvicinata. Poi, più niente. La notte fu terribile.
Enrico impazzì. Il settimo giorno Wanda, rimasta sola, vagava per la casa senza meta. Spaccò i vetri di un cortile interno, li scavalcò ed uscì. Nel cielo volava un aereo. Cominciò a strappare dell’erba per mangiarla, lentamente, come se sognasse. Poi rientrò, e riprese a camminare.

Il Marinaio

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119 Risposte to “Labirinto”

  1. rezio maggio 27, 2008 a 8:51 am #

    L’Uomo In Più è un ottimo esordio, ma secondo me si perde un po’ nella seconda parte, cioè dopo il suicidio di Andrea Renzi, quando solo un Pisapia resta in scena la fine della seconda parte, gli ultimi 20 minuti, perde di simmetria ma non và male, da quel momento in poi il film è tutto sulle spalle di servillo ho visto criminali da strapazzo e con questo ho finito gli allen d’annata..non cene sono più, delizioso; quasi a livello di harry a pezzi e molto meglio di la dea dell’amore

  2. Pinxor maggio 27, 2008 a 9:05 am #

    E’ morto Sidney Pollack. (scusa marinaio se posto senza aver letto o poter commentare il tuo pezzo sicuramente pregevole, ma mi pareva una notizia da riferire subito) 

  3. anfiosso maggio 27, 2008 a 9:37 am #

    Molto bel finale.

  4. fox in the snow maggio 27, 2008 a 10:05 am #

    Che bello! Mi ricorda il Real Albergo dei poveri, costruito a Napoli nel Settecento per metterci tutti i poveri e gli orfani della città. I maschi in un’ala, le femmine in un’altra, con una rete di passaggi sotterranei per la ditribuzione dei basti. Prima dei restauri era impressionante, immenso (più della Reggia di Caserta ma in piena Napoli) e spettrale. Ora pare che lo adibiscano ad altri usi sociali.

  5. kreisky maggio 27, 2008 a 11:13 am #

    bello, complimenti. … mi ricorda Tommaso Landolfi

  6. acidshampoo maggio 27, 2008 a 6:35 pm #

    > E’ morto Sidney Pollack.Lo conosco poco, ma mi rimaneva bene. L’ho visto come attore in Mariti E Mogli di Woody Allen e in Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick. Di lui regista ho visto solo Tootsie, ma so che ha diretto Corvo Rosso Non Avrai Il Mio Scalpo, film senza il quale Ken Parker non sarebbe mai potuto essere Ken Parker e lo ringrazio già solo per questo. Anzi, mo’ questo film me lo procuro e me lo guardo.

  7. aristide1981 maggio 27, 2008 a 9:44 pm #

     Buonasera Sig. Gori…Sono tornato.

  8. aristide1981 maggio 27, 2008 a 9:47 pm #

     bravo marinaio! Sembra “Non ci resta che piangere” del 2000, o forse “Il cubo”.

  9. fox in the snow maggio 27, 2008 a 11:29 pm #

    Ho appena visto la terza puntata di Decameron (sì, lo so, con un po’ di ritardo). Certo che Luttazzi aveva azzeccato proprio tutto, da Veltroni agli inciuci ai finanziamenti ai partiti…

  10. acidshampoo maggio 28, 2008 a 3:30 am #

    Robert Bernocchi stronca Gomorra (QUI) e parzialmente pure Il Divo (QUI).Chi è Robert Bernocchi? Presto detto: l’amante di Paolini, l’inquinatore televisivo nonché profeta del condom. Che poi dire “amante” è una parola grossa: Paolini ha più volte detto che ha fatto del gran sesso a pagamento con Bernocchi (personaggio conosciuto alla Orghouse, casa che ha prodotto il porno di Paolini). A Matrix disse pure: “Lo amo da morire, più di me stesso, è tutta la mia vita”. Bernocchi, per non sapere nè leggere nè scrivere, l’ha denunciato.Son cose belle.

  11. acidshampoo maggio 28, 2008 a 3:39 am #

    > Buonasera Sig. Gori… Sono tornato.Bravo Aristide, e allora io dico: “presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo,mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso,ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto edè tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato!”

  12. acidshampoo maggio 28, 2008 a 3:45 am #

    Paolini Show numero 0, QUI. In attesa delle prossime puntate.

  13. acidshampoo maggio 28, 2008 a 4:21 am #

    Il 28 giugno (ogni sabato in seconda serata) parte la quinta stagione di Nip/Tuck sul canale Mya di Mediaset Premium,il Dottor Sean McNamara ed il suo collega Cristian Troy saranno dinuovo pronti a rendere perfetti i corpi dei loro pazienti, esaudendo idesideri più bizzarri, nascondendo le imperfezioni e mettendo a nudo lefragilità della società odierna. Novità di questa quinta stagione iltrasferimento dei due chirurghi plastici da Miami a Los Angeles; dopoun duro inizio , i due riusciranno ad aprire una clinica che ospiteràattrici e ricchi uomini d’affari. Entreranno perfino nel cast di unreality show, spingendo il mondo della chirurgia plastica in quellodella finzione televisiva…molte le guest star presenti.(da telesimo.it)

  14. acidshampoo maggio 28, 2008 a 5:12 am #

    QUI, intervista a Shyamalan e Wahlberg sul The Happening (E Venne Il Giorno), dalla conferenza stampa dopo la presentazione del film.

  15. fox in the snow maggio 28, 2008 a 9:32 am #

    Per caso ho sentito dire ad Alemanno stamattina a Unomattina, così, fra un caffè e un cornetto, che bisogna “costruire dellebarriere” attorno ai nomadi, ai senza fissa dimora, ecc. e “impedire che sispostino da una parte all’altra della città”. Che vuol dire? Dei muri? A Roma?Cioè, ma secondo voi questa cosa è materialmente possibile? Mi viene darimangiarmi quello che ho scritto durante la sua campagna elettorale ma nonposso, Rutelli non sarebbe stato molto diverso. Magari non ve ne frega niente,ma a me queste cose mi fanno paura.

  16. frank maggio 28, 2008 a 11:02 am #

    Fox, vorrei essere sindaco (di qualunque città) per attuare tutte le mie fantasie politiche. Forse sono solo gli effetti a lungo termine di aver giocato troppo a Sim City, ma a volte mi sembra di avere l’uovo di Colombo.Per quanto riguarda il problema emarginazione degli immigrati, vorrei essere sindaco per prendermeli tutti io e creare la città più produttiva d’Italia, visto che gli immigrati lavorano sul serio, al contrario dei figli di papà italiani. Basterebbe attaccare una dinamo ai piedi di ogni immigrato indesiderato e avrei ottenuto un’enorme centrale elettrica. Poi vendo l’energia al resto d’Italia e la mia città diventa ricchissima. E questa è solo una delle mie fantastiche idee.

  17. frank maggio 28, 2008 a 11:02 am #

    Stavolta ho io un’anticipazione da Hollywood: pare che il prossimo film di Brian De Palma sarà un prequel de ‘Gli Intoccabili’, sulla conquista del potere da parte di Al Capone. Sulla scia di Gomorra..?

  18. acidshampoo maggio 28, 2008 a 11:15 am #

    QUI, Repubblica dedica uno speciale video a Volto Nascosto, con tanto di intervista telefonica a Manfredi.

  19. frank maggio 28, 2008 a 11:30 am #

    Per una volta, sfrutto il blog per dare risonanza a una protesta che mi sta a cuore privatamente. La questione riguarda le tasse universitarie imposte quest’anno dall’Ateneno fiorentino, balzate a livelli stellari e (per molti) insostenibili. E’ la punta dell’iceberg di una gestione miope e clientelare dell’Università, in antitesi ai principi che la dovrebbero ispirare. Siccome però stavolta non si parla solo di “opinioni discutibili” ma di scelte che infrangono palesemente le leggi italiane, trovo assurdo che se ne parli così poco. Qui il lancio della piattaforma di mobilitazione degli Studenti di Sinistra* e un po’ di informazioni, per chi si sentisse coinvolto o interessato.*il problema non è politico, e non appartiene a destra o a sinistra. Spero di non ricevere obiezioni in tal senso. 

  20. frank maggio 28, 2008 a 11:34 am #

    Bellino lo speciale su ‘Volto Nascosto’. Mi auguro che la serie stia vendendo bene perché merita davvero, e Manfredi scrive proprio bene…

  21. acidshampoo maggio 28, 2008 a 11:48 am #

    > Stavolta ho io un’anticipazione da Hollywood: pare che il prossimo filmdi Brian De Palma sarà un prequel de ‘Gli Intoccabili’, sulla conquistadel potere da parte di Al Capone. Sulla scia di Gomorra..?E’ in preproduzione da un paio di anni ormai, chissà se verrà alla luce. Penso comunque che sarà un film di mafia dei tanti, lo stile sia assolutamente anti-realista e quindi lontano da Gomorra. D’altronde quel bollito di De Palma riesce ad essere farsesco pure quando cerca il realismo da documentario, vedi l’inguardabile Redacted. Comunque non ho mai amato Gli Intoccabili, l’ho sempre trovato melenso oltre la mia sopportazione. Solo Bob De Niro che fa Al Capone vale la pena.

  22. LadyBIA maggio 28, 2008 a 1:22 pm #

    mi piace!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ma il telefonino senza navigatore si son portati??8-)

  23. acidshampoo maggio 28, 2008 a 3:00 pm #

    QUI, fresco fresco, il trailer del secondo lungometraggio di Futurama, in uscita il 24 giugno.

  24. acidshampoo maggio 28, 2008 a 3:02 pm #

    Bravo Marinaio, gran bel racconto, che tra l’altro tocca certe mie corde di inquietudine, ché I labirinti m’hanno sempre suggestionato e spaventato da matti. Spaventato sì, almeno fino a che, giocando a Wolfstein 3D, capii il trucco: svoltare sempre a destra o sempre a sinistra. In questo modo si arriva al bordo esterno, si costeggia, e prima o poi si trova l’uscita. Se invece l’uscita non è sul bordo esterno, è allora che sono emeriti cazzi. Di labirinti nell’infanzia ricordo almeno: Labyrint, Dedalo e Il Labirinto Magico. Il primo è un film fantasy con David Bowie che fa il cattivo, il secondo è un rompicapo portatile che volevo troppo ma non trovai nè dal Bobini nè dal Bindi, il terzo è un mitico gioco della Ravensburger (tutt’oggi distribuito).

  25. acidshampoo maggio 28, 2008 a 8:40 pm #

    SPETTACOLO!!! Cenavo e c’avevo la televisione accesa per inerzia sul TG, quando vedo spuntare il bel faccione di chi? Un mio mito personale: Martin Avaro! Trattasi dell’animatore del villaggio Forza Nuova, il buffoncello del documentario Nazirock (QUEST’UOMO). Quello che “voglio gente che stia con me, per dare un volantino, per attaccare un manifesto, per scontrarsi con le guardie, per scontrarsi con i compagni, PER SCONTRARSI CON I VIGLIACCHI!”.Comunque Martin Avato me l’hanno arrestato. Gli auguro che nelle patrie galere si beva diversi metri di cazzo.QUI la notizia in dettaglio.

  26. acidshampoo maggio 28, 2008 a 8:54 pm #

    FRAAAAAANA… LA CURVA FRAAANA!

  27. pu-ragno maggio 28, 2008 a 11:35 pm #

    Oddio per un attimo ho pensato che fosse OSPITE al TG. Che ha fatto, perché l’hanno arrestato?

  28. pu-ragno maggio 28, 2008 a 11:36 pm #

    Che domanda stupida. Cioè, ESATTAMENTE che cosa ha fatto.

  29. ilmarinaio maggio 29, 2008 a 12:15 am #

    Comunque Martin Avato me l’hanno arrestato. Gli auguro che nelle patrie galere si beva diversi metri di cazzo.Il suo nome si arricchisce con altre assonanze dantesche: ..E lì, Martin Avar, per suo sollazzo,attuffato nella bolgia delinquentebevevasi uno o più metri di cazzo. 

  30. acidshampoo maggio 29, 2008 a 2:08 am #

    QUI, il punto sull’emendamento “Salva Rete4”.

  31. acidshampoo maggio 29, 2008 a 2:09 am #

    Marinaio troppo bravo, Alighiero sarebbe fiero di te!Comunque la somiglianza di Martin Avaro con Dj Francesco a X-Factor è imbarazzante. Stesse pose, stessi gesti, stessa presenza, stessi periodi che si bloccano alla prima subordinata.

  32. frank maggio 29, 2008 a 9:45 am #

    Anche la Ventura si blocca alla prima subordinata, nonché alle “bisdrucciole”. Ieri facendo zapping l’ho vista dominare un’intervista al volo, solito look da Madonna, solito gesticolare da sciura parvenu, e le seguenti parole: “comunque, toccando ferro, io sono fortunata perché non ho mai avuto persegui… persu… percu…” [si arrende e la spara più grossa, come ha imparato a casa Briatore] “niente persecutor né stalker, ecco…

  33. frank maggio 29, 2008 a 9:49 am #

    >Marinaio troppo bravo, Alighiero sarebbe fiero di te!Vero, bellissimo! Chi riesce a scrivere in rima mi desta sempre ammirazione, la rima è più efficace non c’è che dire.Forse ero l’unica che vedeva ‘Classe di Ferro’, ma ricordo che il Montini (“3/4 di sangue reale!”) si faceva chiamare Alighiero dalle tardone straniere che voleva sedurre. M’è sempre rimasto in testa: Oh, Alighièuo!

  34. acidshampoo maggio 29, 2008 a 12:09 pm #

    Come per Costanzo, anche per Ventura sono stato l’ultimo ad abbandonare la barca di chi c’aveva almeno un po’ di stima, ma da un pezzo sono sbarcato anch’io. Ieri notte, al sunto dell’ultima puntata di X-Factor, l’ho vista come ondeggiava la testa e cantava con quel sorriso serafico in contemporanea con l’esibizione della sua protetta Giusy, in un’esibizione come al solito insopportabile (QUI). Ecco, vedendo la Ventura in quel modo, m’è sembrato come ti contenerne l’anima, che non c’è più niente di scoprire da questa donna, vederla per la cretinetta ben venduta che è. “STRAPPACI L’ANIMA, GIUSY!” Ah, notizia dell’ultim’ora: sarà co-protagonista del prossimo film con Massimo Boldi, diretto dai Vanzina e in uscita a Novembre (è il cinepanettone della Medusa, anticipato rispetto a quello ufficiale di De Laurentiis).

  35. frank maggio 29, 2008 a 12:42 pm #

    Anch’io ho retto fino a un paio di edizioni dell’Isola dei Famosi. Poi – come per Mangoni e gli Elii – il fatto che lei sbandierasse stima e amicizia per persone del calibro di Briatore mi ha fatto da campanello d’allarme. Dopodiché l’ho vista scivolare verso l’appiattimento più becero, di quella che se le canta e se le suona, ha scoperto una formula e non la molla più, e la spontaneità si cristallizza in cliché. Così è diventata una caricatura: “ricordati che ti voglio bene!” a tutti (come se la sua benevolenza fosse la panacea), la risata fresca come un surgelato di dieci anni, l’abbigliamento da regina delle sdaure, l’atteggiamento da vincente con lo sguardo vuoto. E, in retrospettiva, ti accorgi che questa è una che le ha tentate tutte per “sfondare” (modella, giornalista, ballerina, UN DISCO, soubrette, ORA UN LIBRO, le tette finte “ma mi sono pentita” però le tiro sempre fuori, il naso finto, etc.) e avrebbe venduto anche la mamma per arrivarci. Peccato, con la Gialappa’s era veramente divertente.

  36. acidshampoo maggio 29, 2008 a 1:09 pm #

    Ecco, ne hai fatta una radiografia veramente perfetta. ‘Sta decisione di rifarsi le pocce a forma di pocce rifatte io mica l’ho capita. C’ha una scollatura che sembra quella di un’attrice porno alla Jenna Jameson. Mah. Di primo acchito la metto in linea con lo sposare Bettarini e con le sue serate al Millionaire.Comunque non reggo anche i suoi atteggiamenti richiama-applausi e c’ha una cosa in comune con Costanzo: come distrugge pubblicamente, facendosi forte del suo pubblico, chiunque non le vada a genio o chi vagamente navighi contro le sue telegeniche convinzioni. Roba che, visti questi suoi modi, ti viene da fare il tifo anche per i più stronzi, se passano attraverso il suo trattamento. Con la Gialappa’s mi piaceva parecchio, con Le Iene pure, non male a Comici/Zelig, poi l’assoluta degenerazione.

  37. rezio maggio 29, 2008 a 1:22 pm #

    come distrugge pubblicamente, facendosi forte del suo pubblico, chiunque non le vada a genio o chi vagamente navighi contro le sue telegeniche convinzioni.l’immagine che vuole dare della donna con gli attributi ma capace di commuoversi è più falsa delle sue tette, gira su youtube un balletto molto nudelook fatto a quelli che.. non molto tempo fà, poi col cazzo che si commuove, quella ha più peli sullo stomaco che sulla figa, un marito volgare come bettarini lo devi propio andare a cercare(esteticamente volgare);che si vanta di appartenere a questi 40enni gggiovani da radio deejay.. ok basta parlare dietro può darsi che mi sbagli in fondo non la conosco, preferisco lucia annunziata

  38. frank maggio 29, 2008 a 1:50 pm #

    >ESATTAMENTE che cosa ha fattoA leggere gli articoli in giro, l’imputazione è RISSA.

  39. acidshampoo maggio 29, 2008 a 1:53 pm #

    > l’immagine che vuole dare della donna con gli attributi ma capace di commuoversi è più falsa delle sue tetteBasta vedere l’atteggiamento supponente e arrogante (nonostante i suoi poverissimi mezzi) con cui mandava a casa i provinanti di X-Factor. Che ci sia posa, una sceneggiatura di fondo o sia invece un atteggiamento genuino poco cambia, se decidi di indossare una veste del genere. Chiunque uscisse fuori appena-appena diverso da Tiziano Ferro o Irene Grandi (che credo siano le tipologie di artisti che le “strappano l’anima”), si beccava i suoi risolini, i suoi sguardi tipo di chi ha che fare con un pazzo, e poi la risata ostentatamente trattenuto mentre li congedava non con un “il tuo stile non è nelle mie corde”, ma con un insindacabile: “Mi dispiace, ma ne ho di molto più bravi di te”.Nei miei incubi ce n’è uno in particolare: metti che i Baustelle non fossero ancora così popolari, metti che mi si presentano a X-Factor, provinanti davanti alla Ventura, il Bianconi intona Noi Bambine Non Abbiamo Scelta, metti che la Ventura mi tira fuori quella posa del cazzo là, iniziando a sgranare gli occhi dopo tre note e ridendosela divertita davanti a questo “gruppo di sfigati” (come di certo li percepirebbe/archivierebbe). Che gli faccio?!?!

  40. pu-ragno maggio 29, 2008 a 2:10 pm #

    Non seguo la Ventura appunto dai tempi della Gialappas e non ho mai visto una puntata di X-Factor, ma più che le tette mi sconvolge la faccia, e non solo nel suo caso. Ma davvero è meglio avere una faccia stirata ma che stravolge le fattezze naturali di un persona? Non era meglio una faccia un po’ più vecchia ma che si riconosca che è la Ventura? Sì lo so, è una scelta personale, ma mica tanto. Mi sembra che stirarsi, gonfiarsi, insomma stravolgersi, oltre una certa età, in tv sia un must. Una volta guardando un film ho notato qualcosa di strano ma non riuscivo a rendermi conto di cosa. Poi ho capito: era un film ambientato nel Settecento e tutte quelle scollature ampie e generose erano… naturali, e cioè un po’ sfattine, irregolari… belle, insomma! Da allora ho cominciato a fare caso a quali attrici/comparse/modelle in tv o al cinema avessero un corpo simil-umano e non bionico, e sono veramente poche. Forse giusto la Littizzetto.

  41. pu-ragno maggio 29, 2008 a 2:16 pm #

    Detto questo almeno la Ventura è una professionista (anche se, ripeto, non l’ho vista in X-Factor e da quello che scrivete mi sembra che approfitti un po’ troppo del suo potere). Ma proprio perché professionista non so quanto aggiungano alla sua carriera le tette e la faccia rifatte. Forse aggiungono più al personaggio che alla presentatrice, una cioè che non è lontana dalla mondanità, le feste al Pineta o che so io, una che deve far parte del jet set (vedi Briatore), una che da contratto non deve puntare sulla cultura quanto sull’aspetto. Ma perché una cosa deve scludere l’altra? Faccio un esempio: Licia Colò non è sempre una bella donna e anche una brava presentatrice anche se non si è rifatta, o perlomeno si è rifatta in modo più discreto?

  42. pu-ragno maggio 29, 2008 a 2:19 pm #

    >Nei miei incubi ce n’è uno in particolare: metti che i Baustelle non fossero ancora così popolari, metti che mi si presentano a X-FactorRispetto a questo mi piace pensare che ai Baustelle non servirebbe X-Factor. In fondo queste vetrine non servono a chi non ha abbastanza talento da farsi notare tramite i canali tradizionali? Perché non mi viene in mente nessuno venuto fuori da questi semi-reality che si distingua veramente per qualcosa.

  43. acidshampoo maggio 29, 2008 a 2:40 pm #

    > Rispetto a questo mi piace pensare che ai Baustelle non servirebbeX-Factor. In fondo queste vetrine non servono a chi non ha abbastanzatalento da farsi notare tramite i canali tradizionali?Ah sì? Perchè i canali tradizionali premiano forse chi ha talento? Da quando in qua? Parlando di massimi sistemi, se gli artisti più venduti e popolari al mondo sono due tamarri come Madonna e Michael Jackson, qualcosa non funziona nemmeno nei minimi sistemi. Non raccontiamoci favole.In ogni caso, ad X-Factor ha partecipato pure gente di vero talento, come gli Aram Quartet (vincitori) e i Sei Ottavi. Non sono nelle mie corde, ma che hanno talento lo riconosco. Poi non passeranno su MTV, per carità, ma chissenefrega?> Perché non mi viene in mente nessuno venuto fuori da questi semi-reality che si distingua veramente per qualcosa.Ma non è colpa di chi ci prova, ma di chi seleziona. A X-Factor sono passati per la maggior parte cloni dei cloni, gente pure bravissima tecnicamente ma senza personalità o, più evidentemente, con una personalità bastonata perché non venga fuori. E forse c’è gente con più talento fra gli sfigati che c’hanno provato rispetto agli “arrivati” dei primi posti di vendita delle classifiche settimaneli.I Baustelle? Da anni vorrebbero andare a Sanremo, pensa un po’.

  44. acidshampoo maggio 29, 2008 a 2:55 pm #

    > Faccio un esempio: Licia Colò non è sempre una bella donna e anche unabrava presentatrice anche se non si è rifatta, o perlomeno si è rifattain modo più discreto?Hai scelto l’esempio sbagliato. Licia Colò un paio di anni fa ha condotto un talk show, nel pomeriggio domenicale su RaiTre (!), che definire “del dopobomba” è un eufemismo. Qualcosa di realmente trash, alla C’Eravamo Tanto Amati. Quelle situazioni in cui c’è la moglie, il marito e la giovane amante di quest’ultimo, che litigano in diretta, il pubblico che schiamazza, i suoceri che ci mettono bocca. Ora, la cosa grave non è tanto il tipo di programma che ha presentato, ma QUANTO questa donna sguazzasse nel trash e rilanciasse attivamente. Anche sorprendentemente, perché io davvero non mi aspettavo di vedere una Licia Colò del genere (anche se ho sempre pensato che appaia meglio di com’è). Ricordo un marito che faceva l’apologesi della giovane amante e la Licia Colò che fa la simpatica-salvafamiglia cercando di “salvare il salvabile” dell’aspetto fisico della moglie, ridendo di continuo per la situazione farsesca, con riferimenti precisi a parti del corpo (“non può competere con una ragazza di vent’anni, ma ha ancora un bel seno, dei fianchi forse un po’ larghi ma…”). Una roba di una volgarità vista poche volte a questi livelli. Ricordo la moglie che si incazza col marito, dà fuori di matto e s’alza la gonna per far vedere le gambe al pubblico, e la Colò la ferma, sempre ridendo senza fine, senza MAI subire la situazione ma rilanciando di continuo. Un’oca giuliva fatta e finita, probabilmente anche una stronza.

  45. pu-ragno maggio 29, 2008 a 2:56 pm #

    Ah sì? E non li fanno andare?

  46. frank maggio 29, 2008 a 3:14 pm #

    Credo che Pu-ragno parlasse piucchealtro dell’aspetto fisico. Anch’io penso che gli anni stiano passando decorosamente sulla Colò, ma vorrei vederla fuori dalle luci e dal trucco da studio, con cui fai veramente quello che vuoi.

  47. frank maggio 29, 2008 a 3:15 pm #

    >Ricordo un marito che faceva l’apologesi della giovane amanteMa quanto è frequente e normalizzata questa cosa schifosa dell’uomo adulto/maturo che preferisce a prescindere le ragazze e le donne giovani? Come fanno questi stronzi a essere clementi con la propria pancetta più che con la cellulite delle proprie compagne? Ma su cosa cazzo si reggono i matrimoni di queste persone che, cazzo!, non sono casi isolati? Perché se ne vanno in giro come dei ganzi impuniti anziché come dei falliti? Che mondo di puttanieri.

  48. acidshampoo maggio 29, 2008 a 3:28 pm #

    > Ah sì? E non li fanno andare?Oggi come oggi, i Baustelle non hanno nemmeno bisogno di fare la fila all’Ariston. Non sono gente che esiste solo all’Ariston, come Albano, Cutugno, Zarrillo o la Nava. Ci scometto che negli ultimi anni sono sempre stati corteggiati da Sanremo e invitati a partecipare, sulla fiducia. Per dire, quando Baudo era direttore artistico, c’erano cantanti di serie B che dovevano superare una selezione (ovvero quelli che esistono solo a Sanremo), altri invece che contattava lui direttamente, come Elio E Le Storie Tese o Daniele Silvestri. Sono i Baustelle che darebbero lustro a Sanremo, non l’inverso.E allora perché non ci sono andati, se lo desideravano? Perchè le case discografiche, per ogni artista che portano al festival, hanno una spesa media di svariate centinaia di migliaia di euro, che non sono bruscolini.

  49. pu-ragno maggio 29, 2008 a 3:41 pm #

    >Credo che Pu-ragno parlasse piucchealtro dell’aspetto fisico. Anch’iopenso che gli anni stiano passando decorosamente sulla Colò, ma vorreivederla fuori dalle luci e dal trucco da studio, con cui fai veramentequello che vuoi.Infatti. Il punto è ovvio, banale e scontato: che invecchiare è normale e sarebbe anormale il contrario, per cui chi invecchia (anche male) non si dovrebbe vergognare. La cosa terribile dell’invecchiare, almeno per me, non è mostrare qualche ruga, ma ammalarsi, perdere le proprie facoltà, beccarsi l’alzheimer, avvicinarsi alla morte… almeno io la penso così. E a me invecchiare mi fa parecchia paura, non tanto le rughe e i capelli bianchi. Un vecchio che si rifà non diventa più giovane, è un vecchio rifatto. Detto questo la vecchiaia, almeno nello spettacolo, è un tale tabù, che mi fa comunque strano vedere una soubrette di una certa età non rifatta. Siamo a questi livelli.

  50. pu-ragno maggio 29, 2008 a 3:52 pm #

    Ma almeno facessero degli interventi non invasivi che non stravolgono la persona e la personalità! Per quanto riguarda la trasmissione della Colò mi riesce difficile pensare a un programma in cui si sbandierano i fatti propri ai quattro venti che non sia volgare. Tranne forse “The Real Life”, un proto-reality di Mtv di metà anni novanta, in cui peraltro uno dei ragazzi morì sul serio, di AIDS. Perciò è difficile che la Colò o chiunque altro avrebbe potuto renderla meno volgare, anche se da quello che dici Acidshampoo, ci ha marciato sopra, e probabilmente per contratto.

  51. pu-ragno maggio 29, 2008 a 4:04 pm #

    Il fatto che (non tutti) gli uomini preferiscano le donne piùgiovani è una cosa vecchia. Animalescamente, secondo me non si possonobiasimare più di tanto. Ma un rapporto non si può costruire su questo. Ci si può costruire la scopata. Forse oltreche la freschezza fisica cercano una freschezza di vita, dirapporti, un nuovo sè che si mette in gioco con qualcun altro. In questo senso però noncapisco la necessità di restare con la “vecchia” moglie, tranne che per motivi di: abitudine, complicazioni burocratiche, l’incapacità di scegliere o anche l’amore che continua malgrado tutto. L’erroreche secondo me fanno le donne vittima di questa situazione è ribattere sullo stesso livello(fisico): “ti piacciono le giovani? ma anche io non sono male”. E chesiete, vacche al macello? Se il vostro uomo, che è invecchiato comevoi, non vi accetta e vi umilia a questo modo, sappiate che ci suonouomini a cui l’età delle donne non fa un baffo, anzi che trovano le donne mature più interessanti.

  52. pu-ragno maggio 29, 2008 a 4:05 pm #

    A volte poi è una questione di potere. Qualche uomo (ma anche qualchedonna) cerca rapporti volutamente impari in cui è più vecchio, o piùricco, o altro, per stabilire la propria superiorità. Il che vuol direche qualche uomo cerca la donna più giovane perché può controllarlameglio, o perché si sente meno insicuro, o altro. E tantissime ragazzeci marciano su questa cosa, ad esempio fregando i soldi al loro sugardaddy. ma è uno scambio fra adulti, ognuno ci mette ciò che ha daoffrire: la ragazza ci mette la gioventù e la bellezza, l’uomo vecchioci mette il senso di protezione, i sold, o altro. Almeno io la pensocosì. Questo ovviamente solo per i casi “animaleschi”, cioè dell’uomoche cerca la donna giovane solo per l’età. Ci sono coppie con in cui lagrossa differenza d’età non è voluta, è un caso, e ci sono altri motiviper stare insieme.

  53. acidshampoo maggio 29, 2008 a 4:41 pm #

    QUI recensione in anteprima del film di Sex & (però anche) The City.

  54. frank maggio 29, 2008 a 5:04 pm #

    Pu-ragno, tutti i distinguo e le spiegazioni sono bene accette, così come è ovvio che ogni caso è a sé stante, e c’entrano mille pulsioni tutte naturali (paura della vecchiaia, del confronto alla pari, etc). Ce l’ho solo col luogo comune per cui una fica giovane è da preferire, e ce l’ho con chi lo ripete e rinnova beceramente, a cervello staccato, e ce l’ho un po’ con le donne che lo accettano supinamente. Non mi rassegno ancora che gli uomini funzionino veramente così, col pisello: per me vogliono essere così. Guarda caso gli amici maschi che stimo non fanno la minima fatica a ragionare diversamente.

  55. pu-ragno maggio 29, 2008 a 5:15 pm #

    Ma infatti ero d’accordo con te. Forse non s’era capito :/…

  56. frank maggio 29, 2008 a 5:23 pm #

    Sì sì, si capiva, solo che mi ero un po’ pentita di quella che poteva sembrare una sfuriata da acida, contro gli uomini “senza se e senza ma”, e ho colto l’occasione per spiegare…

  57. acidshampoo maggio 29, 2008 a 7:07 pm #

    Certo che la versione teatrale di Benvenuti In Casa Gori con un diverso attore per ogni ruolo, non regge il confronto col film e soprattutto col monologo di Benvenuti. Ma potrebbe mai reggere il confronto con qualcosa che va oltre la perfezione? In effetti, di suo non sarebbe nemmeno disastrosa, qualcuno degli attori è pure bravino ma, per esempio, come si fa a propinare un Gino Gori con un aspetto così remissivo?! Senza parlare di un Lapo così tamarro. QUI.

  58. frank maggio 29, 2008 a 7:37 pm #

    >uscirà il centesimo albo di Dampyr e sul sito Bonelli iniziano i festeggiamenti ufficiali, con copertina splendida anteprimaAcid, la voglio vedere questa antemprima? Pensaci bene. Non vedo l’ora che esca Dampyr 100. Ho seguito il link e ho visto come prima cosa Harlan e Tesla che si baciano, e già mi girano un po’ le scatole. “Sì ma forse è un sogno”, sì ma forse quella scena arriva dopo un climax che mi sono appena sputtanata. Acid, la voglio proprio vedere la splendida anteprima?

  59. frank maggio 29, 2008 a 7:48 pm #

    >Certo che la versione teatrale di Benvenuti In Casa Gori con un diverso attore per ogni ruolo, non regge il confronto col film e soprattutto col monologo di Benvenuti.Vero. Però pur di fare io quella cosa bellissima mi esporrei anche al ridicolo e al rischio direcitarla in maniera mediocre. Accetterei anche la parte di’bbuco torto, sarebbe un onore.

  60. acidshampoo maggio 29, 2008 a 8:54 pm #

    Non so Frank, c’è spoiler e spoiler. Sugli appetizer cum grano salis, decisi da autore/editore, mi ci fiondo e non mi pento mai e anzi, ci sta che da quel momento non faccio che attendere quel numero e quando lo leggo me lo godo di più. Il grado di motivazione accumulata mi fa troppo la differenza nell’apprezzare qualcosa o, in caso contrario, nel vivere qualcosa passivamente (un film, un fumetto, un album musicale). Per me, anche in questo caso ne è valsa la pena, pure se è un’anteprima che se mai pecca un po’ di generosità. Però non so a te.Diverso è se qualcuno viene a sussurrarmi attivamente nell’orecchio spoiler maggiori o minori di un film o di un fumetto, con solite scuse retroattive tipo: “pensavo lo sapessi” o “no no scherzavo, non succede questo” o “ma l’anima del film è tutt’altro”. Ecco, in quei casi lì per me si può finire anche alle mani e, per reazione, la motivazione di vedere e apprezzare un film mi scende sotto le ginocchia.

  61. frank maggio 29, 2008 a 9:35 pm #

    Compromesso: lo leggo il giorno prima di leggere il Dampyr 100.Scherzi a parte, non te ne avere ma non lo leggerò, per ora. Le anticipazioni mi fanno gola quando riguardano qualcosa che aspetto tiepidamente, non quando non vedo (e insieme temo) l’ora che esca. Non voglio poter dire “me l’immaginavo!”, voglio rimanere a bocca aperta. Già tremo metaforicamente all’idea di chi verrà a mancare dopo il 100, e so già che mi mancherà. L’unico di cui non sentirei nostalgia è Harlan Draka, ma non credo proprio che al 101 la testata cambierà titolo in favore di “Amica nonmorta del Dampyr” o “Guerriero dei Balcani”…

  62. gbs maggio 29, 2008 a 10:15 pm #

    condivido l’opinione dell’inserzionista blog molto bello

  63. acidshampoo maggio 29, 2008 a 11:42 pm #

    Frank, ma io rispetto la tua posizione. Non rispetto quella di chi invece è impermeabile ad ogni spoiler, fosse pure il nome dell’assassino in un giallo. Di solito è la differenza che passa fra la freddezza del rincagnato critichino e il calore dell’appassionato. Il racconto di una storia è anche e soprattutto “gioco”, e il suo bello è la sorpresa, la lenta scoperta, il gap fra quello che prevedi e quello che succederà.

  64. acidshampoo maggio 30, 2008 a 3:17 am #

    QUI, secondo episodio del – sempre più mito – Italian Spiderman. Ne fanno uno a settimana, spettacolo, il prossimo esce il 5 giugno! Spero che alla fine esca il dvd, perché questa produzione amatoriale è di una qualità mai vista!Notare che più che episodi autoconclusivi, sembra abbiano l’ambizione di creare un film vero e proprio. Grandissimi.

  65. rezio maggio 30, 2008 a 7:52 am #

    metti che i Baustelle non fossero ancora così popolari, metti che mi si presentano a X-Factor, provinanti davanti alla Ventura, il Bianconi intona Noi Bambine Non Abbiamo Scelta, metti che la Ventura mi tira fuori quella posa del cazzo là, iniziando a sgranare gli occhi dopo tre note e ridendosela divertita davanti a questo “gruppo di sfigati” (come di certo li percepirebbe/archivierebbe). Che gli faccio?!?!porco dito ma cosa mangi per avere sti incubi!finalmente mi sono procurato benvenuti in casa gori, film pluricitato in questo blog

  66. frank maggio 30, 2008 a 11:04 am #

    Rezio, vedilo e poi dicci se ti piace… Unica avvertenza: penso che il film possa piacere a tutti, ma per chi è toscano sia particolarmente efficace, per via della parlata, di alcuni luoghi comuni… Benvenuti è originario di Pontassieve, e si sente. Ciò non toglie che la situazione e la sensibilità dell’autore sia “internazionale”, ma spero che la forte coloritura locale non impedisca di apprezzarla. Ma te sei toscano o no?

  67. frank maggio 30, 2008 a 11:20 am #

    Nonostante l’aspettassi con ansia, ho visto solo ora gli episodi 1 e 2 di ‘Italian Spiderman’. Bellissimo, anche se il trailer era imbattibile, geniale. Ai tempi mi lessi tutta la finta biografia su Myspace, dove sostengono che sia un film del 1968… ma se veramente come penso è tutta roba realizzata oggi, doppio applauso. Roman Coppola ne sarebbe entusiasta. Comunque, confermo che è un film: la prima parte verrà pubblicata in dieci spezzoni settimanali, dicono. Ottima l’idea di metterci i sottotitoli, perché a) mi capita di farli vedere a stranieri b) non li capisco neanch’io

  68. frank maggio 30, 2008 a 11:21 am #

    Segnalo il blog di un avvocato, Daniele Minotti, dedicato principalmente alle questioni di dirittto legate all’informatica e alle nuove tecnologie. Costui, che dio lo benedica, ha scritto anche e messo a disposizione gratuita online un manuale giuridico per non addetti ai lavori, dedicato appunto alle questioni internet e pc, che si è automaticamente intitolato ‘Il Minottino’. Onore al merito di avercelo regalato.

  69. rezio maggio 30, 2008 a 11:46 am #

    Ma te sei toscano o no?no, sono di linarolo in provincia di pavia, in parte nella mia zona come in tutto il milanese si è perso quell’ orgoglio di appartenenza alla propia terra..in parte, ciò è dovuto all’ immigrazione proveniente dal sud e negli ultimi anni da ogni dove;cosa che “ha mischiato le acque”; la toscana mi piace eccome, pieraccioni però mi stà sui coglioni anche se ha lavorato con ceccherini e haber 

  70. frank maggio 30, 2008 a 12:07 pm #

    Cito Wikipedia: “Secondo alcune stime, ad oggi i pugliesi e i loro discendenti a Milanonon sarebbero meno di 500.000, portando quindi il capoluogo lombardo aessere, di fatto, la città pugliese più popolosa d’Italia“.Pieraccioni è ammuffito, come tutti quelli la cui ispirazione originale non ha retto al successo. Forse un po’ meno successo l’avrebbe mantenuto fresco e genuino… Ora a maggior ragione non vedo l’ora che tu ci dica come t’è sembrato ‘Benvenuti in casa Gori’.

  71. rezio maggio 30, 2008 a 12:41 pm #

    red planet mi sà che l’ho già visto tempo fà, con val kilmer; se non ricordo male è fantascienza pura, niente horror; non ho un ricordo esaltante ma lo rivedo..sempre che sia quello..casa gori mi sembra di averne visto un pezzo anni fà dove c’era ceccherini fumato con una luna gigante alle spalle, si rifà alla tradizione corale tipo parenti serpenti e speriamo che sia femmina, il primo lo rivedo ogni volta che lo ridanno in tv mentre il secondo lo trovo un pò invecchiato, c’è sotto un femminismo d’accatto obsoleto, questo mi infastidisce ancghe se il messaggio del film è legittimo

  72. fox in the snow maggio 30, 2008 a 12:44 pm #

    >nella mia zona come in tutto il milanese si è perso quell’ orgoglio diappartenenza alla propia terra..in parte, ciò è dovuto all’immigrazione proveniente dal sud e negli ultimi anni da ogni doveVi avrà tolto l’appartenenza ma vi ha portato la ricchezza. 

  73. frank maggio 30, 2008 a 12:51 pm #

    Oh Fox, l’osservazione di Rezio non mi sembrava ostile all’immigrazione meridionale, ma solo una constatazione… non si può avere tutto, no?Comunque, volevo segnalarvi una notizia:Esce per Mondadori il diario erotico-sentimentale di Rita Rusic. Sesso sfrenato nella suite tuttavetrate che dà sul Central Park di New York. Amori assoluti elontani, strappati con i denti agli impegni di lavoro econsumati nelle lounge di prima classe degli aeroporti. E poiancora passione, tradimenti, ripicche, gelosie incontrollabili,vissuti, sempre vissuti su meravigliosi panfili, limousine ointorno ai tavoli dei migliori ristoranti del mondo in unafolle corsa al piacere, da Roma a Rio de Janeiro.Così Mondadori ha presentato questa mattina a Roma illibro Jet Sex una sorta di diario sentimentale ed eroticoscritto da Rita Rusic.Nel testo sono raccolti gli interventiscritti per la rubrica che l’ex moglie di Vittorio Cecchi Goritiene sul settimanale Chi. Tra realtà e fantasia la 48enneRita Rusic, racconta da vicino il mondo che frequentaabitualmente. Fra lusso, sesso e potere. Trenta racconti in cuil’autrice rivela storie, gesti, follie e passioni del doratomondo del jet-set, sempre restando “in bilico tra realtà efantasia” – come afferma la stessa Rusic – nel mondo che lascrittrice presenta, il lusso è la regola, tutti i desiderisono a portata di mano e “anche se i manager sono indaffaratiriescono sempre e comunque a permettersi gesti e passioniall’altezza del loro ’poterè – ha concluso la Rusic – e tuttii protagonisti hanno sempre la libertà di seguire tutti imomenti dell’amore”.Sarà LA SOLITA CARTA DA PESCE o IL NUOVO BRET EASTON ELLIS?

  74. fox in the snow maggio 30, 2008 a 1:07 pm #

    Ostile no perché richiederebbe troppa passione. Di solito queste cose vengono dette con una certa noncuranza, così, come un dato di fatto, finché qualcuno non le fa notare. Di solito celano intolleranze ben più profonde, oltre che un’errata lettura della realtà, ma sarò felice di sbagliarmi se questo non è il caso.

  75. rezio maggio 30, 2008 a 1:14 pm #

    la frase era secca perchè non volevo argomentare oltre un concetto chiaro e privo di malizia, minchia!

  76. rezio maggio 30, 2008 a 1:14 pm #

    la frase era secca perchè non volevo argomentare oltre un concetto chiaro e privo di malizia, minchia!

  77. rezio maggio 30, 2008 a 1:14 pm #

    Vi avrà tolto l’appartenenza ma vi ha portato la ricchezzami hai frainteso, c’è sempre qualcuno che vuole fraintendere per quanto chiari ci si sforzi di essere su certi argomenti; non voglio avviare nessuna polemica su questo per carità!

  78. fox in the snow maggio 30, 2008 a 1:16 pm #

    Nessun fraintendimento, era frase secca e senza modulazioni. Causa (unica) ed effetto.

  79. rezio maggio 30, 2008 a 1:19 pm #

    la frase era secca perchè non volevo argomentare oltre un concetto chiaro e privo di malizia, minchia!

  80. fox in the snow maggio 30, 2008 a 1:27 pm #

    >minchia!Oddio, i meridionali hanno colonizzato anche la lingua!

  81. acidshampoo maggio 30, 2008 a 1:36 pm #

    Rezio, Benvenuti In Casa Gori e Ritorno A Casa Gori per me sono fra i film più belli mai visti, che ormai mando a memoria. E sarebbe bello che Benvenuti trovasse modo per portare al cinema Addio Gori, la conclusione della sua trilogia. Anche per me Parenti Serpenti vale molto più di Speriamo Che Sia Femmina, anche se Monicelli ha tentato di ripetere il colpo anni fa con Panni Sporchi ma non gli è riuscito. Di commedie corali con unità di tempo e di luogo, ti consiglierei anche l’imprescindibile Camerieri, di Leone Pompucci. Un film di una cattiveria mai vista, con un cast stratosferico. E peccato che Pompucci (scoperto dalla Rusic) dopo tre film eccellenti in cui oltretutto ha dimostrato di essere un regista tecnicamente della madonna, abbia ripiegato sulla fiction. Ora dirige Don Matteo, non dico altro. Stessa sorte di un altro grande: Michele Soavi.

  82. acidshampoo maggio 30, 2008 a 1:42 pm #

    > red planet mi sà che l’ho già visto tempo fà, con val kilmer; se nonricordo male è fantascienza pura, niente horror; non ho un ricordoesaltante ma lo rivedo..sempre che sia quello..Sì, proprio quello con Val Kilmer. Ma ci credo che non sia un granché, pure se m’è piaciuto. Il fatto è che la fantascienza è il genere che proprio non mi calza, quindi raramente mi gusto un film, però quello lì sì, perché aveva un’atmosfera veramente angosciante e agorafobica, coi protagonisti che si perdono su Marte e il conto alla rovescia di chi non ce la fa.

  83. frank maggio 30, 2008 a 1:54 pm #

    >>minchia!>Oddio, i meridionali hanno colonizzato anche la lingua!Scherzi?, è proprio così. E non è né un bene né un male, è la vita che va avanti. Ben venga il meticciato, ben vengano anche i fossili antropologici purosangue. L’unica volta che ho conosciuto una milanese “purosangue” parlava un dialetto graziosissimo che non mi sarei mai aspettata, e non somigliava al milanese grottesco degli inurbati. Tutti i torinesi che ho conosciuto parlavano un ibrido vagamente nordico, con un “minchia” ogni tre passi; esci da Torino e il piemontese è un’altra cosa. Quel grandissimo che era Primo Levi ha dedicato dei capitoli bellissimi de ‘Il sistema periodico’ alla contaminazione fra piemontese ed ebraico, un misto di integrazione spontanea e orgogliosa distinzione etnica. Sono fenomeni interessanti in sé, c’è la storia e la psicologia di milioni di persone dietro a un’abitudine linguistica, e questo – permettimi – mi affascina tantissimo.

  84. frank maggio 30, 2008 a 2:03 pm #

    >Di solito queste cose vengono dette con una certa noncuranza, così,come un dato di fatto, finché qualcuno non le fa notare. Di solitocelano intolleranze ben più profonde, oltre che un’errata lettura dellarealtà, ma sarò felice di sbagliarmi se questo non è il caso.E’ sempre il caso di mettere i puntini sulle I, in questi argomenti, per cui è bene farle notare. E la storia dei libri di scuola non c’entra molto con la realtà, purtroppo, e la disinformazione è tanta, mi ci metto per prima. I capitoli sull’unità d’Italia e sulla questione meridionale poi sono spinosissimi. Per quanto mi riguarda, mi sentirai usare la parola “negro” e “terrone” e ti garantisco che non nasconde razzismo a nessun livello; mi sentirai generalizzare perché è un meccanismo normale del cervello (meccanismo che lasciato a sé stesso genera il razzismo, certo), ma non vedo l’ora di fare distinguo ed eccezioni. Permettimi di dire che a volte non basta parlare onestamente perché chi si sente perseguitato ha l’ansia di scovare nelle tue parole la persecuzione. E con alcune persone tutte le spiegazioni e le dimostrazioni di solidarietà sono inutili, se c’hanno il loro complesso radicato acriticamente nel cervello. Mi è successo con albanesi, israeliani, sardi, o con gente di bassa istruzione, o con gente povera di finanze, o con persone sovrappeso. Che fatica.

  85. acidshampoo maggio 30, 2008 a 2:07 pm #

    Fox, ma quanto sei piccata?! Sorbisciti una sacrosanta supposta di tisana della serenità, per favore. Rezio non ha detto niente di male e comunque s’è gentilmente giustificato in ben tre commenti. Non è un tributo sufficiente? Vuoi che passiamo ai mignoli tagliati, come la yakuza? E abbasta!Fortuna tua che Caramelleamare è in vacanza.

  86. acidshampoo maggio 30, 2008 a 2:07 pm #

    Spettacolare, QUI Leo Di Sanfelice nel programma mattutino di Pino Strabioli, alle prese con un pezzo inedito. Tra l’altro mi dicono che i due si punzecchino come una perfetta coppia da cinema. Anche Strabioli mi rimane troppo bene, fosse anche solo che spesso è nei film di Avati.

  87. acidshampoo maggio 30, 2008 a 2:10 pm #

    E’ uscito (QUI) lo spettacolare trailer del nuovo film dei Coen, Burning After Reading, in uscita da noi a settembre.

  88. frank maggio 30, 2008 a 2:17 pm #

    Ri-spezzo la stessa lancia in favore di Fox: in caso di incertezza sulle intenzioni del tuo interlocutore, meglio mettere i puntini sulle I. Magari evitando di mettergli in bocca una cattivaeria che non c’è.

  89. infrarosa maggio 30, 2008 a 2:29 pm #

    pian pianino si ricomincia… da qui

  90. acidshampoo maggio 30, 2008 a 2:41 pm #

    A proposito di AnnoZero, la puntata di domani è imperdibile, visto che è dedicata a Il Divo, il film di Paolo Sorrentino su Giulio Andreotti, che ha vinto il Premio Della Giuria a Cannes.

  91. fox in the snow maggio 30, 2008 a 4:28 pm #

    >Scherzi?, è proprio così.Quelle che citi sono delle enclaves linguistiche. Non si può dire certo che abbiano toccato l’intero paese. Comunque quella della lingua è una rivincita che a volte le minoranze colonizzate si prendono con i colonizzatori. Ti assicuro che l’italiano è molto più pieno di settentrionalismi, invece. Tutte le lingue dei paesi moderni hanno sempre preso come standard quello che sa di dizione dei telegiornali, e in Italia tranne qualche caso non è certo un italiano meridionale.>Per quanto mi riguarda, mi sentirai usare la parola “negro” e “terrone” e ti garantisco che non nasconde razzismo Le uso anch’io e con le stesse intenzioni e motivi.

  92. fox in the snow maggio 30, 2008 a 4:40 pm #

    >I capitoli sull’unità d’Italia e sulla questione meridionale poi sono spinosissimi.Ma qui non si parla di massimi sistemi quali l’unità d’Italia e la questione meridionale. Si parla di un paese in cui un sacco di gente dice un sacco di cose che fanno male a un sacco di gente, e questi ultimi che lasciano dire e lasciano fare. Si parla di gruppi di persone che minaccerebbero l’identità di altre persone, e mai del lato positivo dei contatti fra gruppi diversi. Perché il gruppo dominante che si nasconde dietro barricate identitarie come fanno i lombardi in realtà è un gruppo che perde molto: tutti i lati positivi del contatto con una cultura diversa.

  93. fox in the snow maggio 30, 2008 a 4:55 pm #

    Fox, ma quanto sei piccata?! Sorbisciti una sacrosanta supposta di tisana della serenità, per favore. Rezio non ha detto niente di male e comunque s’è gentilmente giustificato in ben tre commenti. Non è un tributo sufficiente? Vuoi che passiamo ai mignoli tagliati, come la yakuza? E abbasta!Acid, posto che la tisana della serenità farebbe bene a tutti, il male nelle cose che dicono le persone è relativo. Per me è male, per te no, ma a me permettimi di ribattere. Non voglio nessun mignolo tagliato, voglio solo che la gente si renda conto di quello che dice. Abbasta? Se ne sono visti di thread chilometrici su queto blog, e meno male. Non la voglio portare per le lunghe, voglio solo spiegare che una frase del genere scritta su un blog pubblico non può che suscitare una risposta.

  94. fox in the snow maggio 30, 2008 a 5:00 pm #

    P.S. Ognuno si picca per le proprie cose. Non ho visto cattiveria né malizia nelle parole di Rezio, solo, nel migliore dei casi, la pigra ripetizione superficiale di un luogo comune, e nel peggiore dei casi qualcosa che, ripeto, può celare un pensiero ben più intollerante di quello che è stato espresso.

  95. rezio maggio 30, 2008 a 5:48 pm #

    P.S. Ognuno si picca per le proprie cose. Non ho visto cattiveria né malizia nelle parole di Rezio, solo, nel migliore dei casi, la pigra ripetizione superficiale di un luogo comune, e nel peggiore dei casi qualcosa che, ripeto, può celare un pensiero ben più intollerante di quello che è stato espressofox, HAI RAGIONE, mi stanno sul cazzo i terroni, i calabresi gli albanesi, i culattoni e gli ebrei…ora basta per cortesiaDi commedie corali con unità di tempo e di luogo, ti consiglierei anche l’imprescindibile Cameriericamerieri l’ho visto e me lo rivedrei domani, per mè una delle migliori interpretazioni di villaggio dopo gli esordi fantozziani   

  96. acidshampoo maggio 30, 2008 a 6:10 pm #

    > camerieri l’ho visto e me lo rivedrei domani, per mè una delle migliori interpretazioni di villaggio dopo gli esordi fantozzianiAllora ti dico Rezio: Senza Famiglia Nullatenenti Cercano Affetto. Film diretto da Vittorio Gassman, con lui e Villaggio protagonisti. Questo però è precedente del Fantozzi cinematografico. E’ un film meraviglioso, un altro di quelli che mando a memoria fin da piccolo. Un melange mai visto di soluzioni narrative, registiche, ma anche emozioni delle più distanti fra loro, raggiunte nel giro di un’inquadratura. Di nuovo: uno dei più bei film mai visti. Ma parlando di Villaggio, un altro MUST che dovresti vedere (se non l’hai già visto) è Alla Mia Cara Mamma Nel Giorno Del Suo Compleanno, un Luciano Salce pre-fantozziano con una Eleonora Giorgi stupenda e un finale che… mammamia. Averne di così nel cinema italiano di oggi.

  97. rezio maggio 30, 2008 a 6:22 pm #

    visti entrambi, non ne ho un ricordo freschissimo però; il primo con un villaggio abbastanza bambinesco e gassman già teatrale nella recitazione, nel secondo come dimenticarsi il nudo pruriginoso di un’eleonora giorgi poco più che adolescente sotto la doccia….sono un ribelle mamma!

  98. acidshampoo maggio 30, 2008 a 6:42 pm #

    > visti entrambi, non ne ho un ricordo freschissimo peròMa non te ne sfugge uno! Però almeno il primo ho come l’impressione che se tu lo rivedessi oggi ti garberebbe di più. E’ un filmone. A proposito, un film di Villaggio che vidi che avrò avuto 5 anni e non ho mai rivisto, tanto che ricordo solo il finale triste: Sistemo L’America E Torno, di Nanny Loi. Se te l’hai visto: com’è? Vale la pena?> sono un ribelle mamma!Skiantos! Dall’album Non C’è Gusto In Italia Ad Essere Intelligenti!

  99. frank maggio 30, 2008 a 8:02 pm #

    >>I capitoli sull’unità d’Italia e sulla questione meridionale poi sono spinosissimi.>Ma qui non si parla di massimi sistemi quali l’unità d’Italia e la questione meridionale.Invece sì. Ti rispondevo a “Di solito queste cose […] celano intolleranze ben più profonde, oltre che un’errata lettura dellarealtà“, e se la storia d’Italia fosse stata raccontata in maniera più veritiera, la parola meridionale non avrebbe l’aura negativa che ha. Farei a mia volta dei distinguo sui tuoi lumbard da luogo comune, che sarebbe “il gruppo dominante che si nasconde dietro barricate identitarie”. Fox, i chiusi di mentalità e le classi dominanti legate al territorio ci sono a tutte le latitudini, non solo a nord, e viceversa. Troppo semplicistico? Può darsi, ma nella mia esperienza personale se c’è qualcuno velocissimo a costruire i ghetti, sono proprio quelli che la ghettizzazione l’hanno subita.

  100. acidshampoo maggio 30, 2008 a 8:14 pm #

    > P.S. Ognuno si picca per le proprie cose. Non hovisto cattiveria né malizia nelle parole di Rezio, solo, nel miglioredei casi, la pigra ripetizione superficiale di un luogo comune, e nelpeggiore dei casi qualcosa che, ripeto, può celare un pensiero ben piùintollerante di quello che è stato espresso.ANCORA?!?! Madonna che bastonata nei coglioni che sei. Ma voi terroni siete tutti così?

  101. frank maggio 30, 2008 a 8:17 pm #

    Fox, ci tengo a ridirlo: non voglio fare il bastian contrario, figuriamoci con te e su questo argomento. La rivendicazione della dignità di un gruppo bistrattato è importante e solo positiva. Solo, partendo dal fatto che non ho intravisto razzismo nelle parole di Rezio, ti invitavo a non cercare le cattive intenzioni dappertutto, ché è un po’ rischioso e ingiusto.

  102. acidshampoo maggio 30, 2008 a 8:59 pm #

    Errata corrige: la puntata di Anno Zero su Il Divo non è domani bensì stasera (inizia a minuti). Zitto zitto s’è già fatto venerdì e io pensavo fosse ancora giovedì. La cognizione del tampax.

  103. hiss maggio 31, 2008 a 8:48 pm #

    Complimenti marinaio! Ti piace Buzzati? Anche se la trama è diversa, nel tuo racconto ho ritrovato la stessa atmosfera surreale e l’angoscia di “7 piani”. 

  104. ilmarinaio giugno 1, 2008 a 3:59 pm #

    Ti piace Buzzati?Di Buzzati in realtà ho letto poco,qualche racconto di cui non mi ricordo il titolo. Alle medie ci feceroleggere il bellissimo La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Ho frequentato più invece altri autori che gli sono vicini, Borges e Calvino, dei quali ho letto praticamente tutto.

  105. ilmarinaio giugno 1, 2008 a 4:08 pm #

    Che bello! Mi ricorda il Real Albergo dei poveri, costruito a Napoli nel Settecento per metterci tutti i poveri e gli orfani della città. Chespettacolo!  Cioé:  che mostruosità architettonica!  E’chiara l’idea di fondo:  isolare chi sta male, nasconderlo in unaspecie di lager, che invece che cancelli di filo spinato ha muraaltissime e immacolate.  mi ricorda un libro di Foucault che holetto (non per intero):  la Storia della follia nell’età classica.  Dovrei, appena ho tempo, rileggerlo, insiem anche a Sorvegliare e punire.Un altro labirinto-casa invece è la Winchester mistery house, fatta costruire dalla vedova del Winchester dei fucili. Qui il sito ufficiale.  Qui, foto più o meno inquietanti.

  106. fox in the snow giugno 2, 2008 a 6:31 pm #

    >partendo dal fatto che non ho intravisto razzismo nelle parole diRezio, ti invitavo a non cercare le cattive intenzioni dappertutto, chéè un po’ rischioso e ingiusto.In questo week end al mare (solo la nebbia, c’avete solo la nebbia), m’è venuta in mente questa cosa qui: che nessun mio amico di torino, neanche quelli “purosangue” si è mai sognato di dire che Torino ha perso la sua identità a causa, in parte, dei meridionali e ora degli immigrati. Torino ha conservato (molto) la sua identità e in più si è arricchita di altre identità. Di nuovo, non cerco una cattiva intenzione dove non c’è, invito solo tutti a stare un po’ più attenti alle sensibilità degli altri e soprattutto a non pensare la realtà per stereotipi. Esattamente quello che avevo scritto: i meridionali avranno pure modificato la geografia demografica del nord (e del sud). Questo non vuol dire necessariamente che ne abbiano intaccato l’identità. Punto primo.

  107. fox in the snow giugno 2, 2008 a 7:10 pm #

    1)     Punto secondo, ripeto, se anche il prezzo cheavete pagato è la perdita di identità, ne avete ricavato la ricchezza, e ilsud, che ha mantenuto la sua identità, no. Ai meridionali per questo motivobisognerebbe fargli un monumento, cioè per aver contribuito (molto) allosviluppo economico e industriale dell’Italia e non solo dell’Italia, che imonumenti non si fanno solo quando ne muoiono 150 in una miniera come aMarcinelles. Punto terzo, a Rezio e Acidshampoo: i thread finiscono da soliquando si esauriscono da soli, non quando qualcuno dice di smetterla. A me sonoargomenti che interessano ed evidentemente non solo a me. E questo non èneanche un thread in cui si parla di fatti personali, ma di cose cheinteressano a più di qualcuno. Se volevi farla finita, Rezio, non dovevineanche cominciarla. E se non ti va bene hai tutto il diritto di non leggere icommenti che non t’interessano.

  108. fox in the snow giugno 2, 2008 a 7:18 pm #

    1) >E’ chiara l’idea di fondo: isolare chista male, nasconderlo in una specie di lager, che invece che cancelli di filospinato ha mura altissime e immacolate. Ci sono anche esempi più recenti: la “pulizia” chefece Rudolph Giuliani di New York, e Atlanta prima delle Olimpiadi, solo chenon venne costruito un posto dove metterli. Presumibilmente barboni & C.sono finiti tutti in galera.

  109. fox in the snow giugno 2, 2008 a 7:28 pm #

    >“censire, allontanare, trasferire ospellere, per via amministrativa o giudiziale”, i cittadini di etnia romSai qual è la cosa divertente, Frank? Che inItalia non esiste (per fortuna) l’obbligo di indicare la propria etnia comeesiste ad esempio in Russia a retaggio dell’Unione Sovietica. Cioè, sullanostra carta d’identità non c’è scritta la nostra etnia. Sarà divertente capirecome faranno a distinguere un nomade di etnia rom, per esempio, non dicono daun sinto, ma da uno xoraxané e dagli altri. O da un sardo. Rifaremo le tavoledi Lombroso? Mah.

  110. frank giugno 2, 2008 a 11:53 pm #

    Ma infatti!! E qualcuno di etnia rom ma che vive in una casa ed è integrato, tipo Andalusia? E ancora, a parlare di “etnie”?! Ma vaffanculo! Qua si va a gambero…Quanto alla questione meridionale in salsa sgargabonzi: ovviamente sono d’accordo con tutte le tue rivendicazioni, Fox, ma continuo a pensare che tu stia rispondendo a un attacco che non c’è stato, a nessun livello, neanche inconscio. Accusi gli altri di generalizzare e di essere sottilmente razzisti ma in ogni intervento dividi “noi, i meridionali”, da “voi, quelli del nord”. Forse sono io che vivo in un’isola felice, ma ribadisco: mi sta certamente sul cazzo il razzista (lumbard o di qualunque altra latitudine), ma che fatica avere a che fare con l’esponente della minoranza perseguitata che ha l’ansia di scovare la persecuzione in ogni cosa e discorso altrui. Non c’è niente di peggio che tentare il dialogo con uno che ha già deciso in anticipo cosa volevi dire.

  111. fox in the snow giugno 2, 2008 a 11:58 pm #

    Non c’è stato nessun attacco, ma la frase era superficiale e gratuita. E poi l’unica a tentare il dialogo sei stata tu. Sì sì, anch’io divido l’Italia in meridionali e settentionali, con il centro in mezzo che non si sa bene da che parte sta, ma visto l’ultimo successo della Lega mi sa che i settentionali “buoni” sono sempre di meno. Non so se anche i meridionali per metà si offendono in questi casi, non credo, ma ti assicuro che sono stufa di sentire sempre le stesse storie, e soprattutto che nessun meridionale risponda mai per le rime.

  112. caramelleamare giugno 4, 2008 a 1:54 am #

    soprattutto che nessun meridionale risponda mai per le rime.i meridionali non rispondono per le rime e fanno bene. in fondo lo sapete benissimo che valete zero e dove andate fate danno e basta. nessuno vi sopporta, voi coi vostri modi di fare sudici e unti che fate ribrezzo. dovresti essere solo contenta se qualcuno ha il buongusto di farlo capire senza dirlo apertamente. è stato solo educato, e te l’hai attaccato da vera terrona. terrona

  113. frank giugno 4, 2008 a 9:39 am #

    >sono stufa di sentire sempre le stesse storie, e soprattutto che nessun meridionale risponda mai per le rime.Che intendi per rispondere con le rime? Se intendevi rispondere punto per punto a un discorso stando sullo stesso livello degli interlocutori e senza dare loro scappatoie, non l’hai fatto neanche tu. Tu hai reagito un po’ da ultrà del meridione, hai impacchettato in una frase fatta Rezio e tutti i lumbard, e sei andata a dritto qualunque cosa ti dicessimo. Questo non è rispondere per le rime.

  114. fox in the snow giugno 4, 2008 a 11:26 am #

    Risponedere, semplicmente rispondere. Ormai il nostro orgoglio è stato talmente calpestato che abbiamo introiettato noi stessi l’immagine negativa che al nord e a volte anche al centro hanno di noi, perciò nessuno mai risponde. Io invece non ho risposto per le rime nel senso che sono stata migliore del mio interlocutore: ad uno slogan scontato e superficiale ho risposto argomentando e invitando a riflettere.

  115. frank giugno 4, 2008 a 11:36 am #

    Non è la mia visione della querelle, per niente. E comunque siamo sempre lì: dici che “vi hanno” calpestato l’orgoglio per cui “dovete” rispondere per le rime? Rinnovi l’auto-ghettizzazione anche nella scelta delle parole. Poi magari a uno gli finisce anche la pazienza di interloquire con un “meridionale” che prima di tutto si definisce tale e deriva tutto da questo assunto, senza pensare che esistono anche altre ottiche, in questo caso più aperte. Io non divido le persone in meridonali e non o in settentrionali e non o in donne e uomini etc. Tu sì, e poi ti lamenti dei preconcetti altrui.

  116. fox in the snow giugno 4, 2008 a 11:45 am #

    Frank, se poco poco facessi parte di una minoranza ti renderesti conto del perché questo è un passaggio necessario. Per questo mettevo il punto interrogativo su come si sentono invece i “mezzi meridionali”. Le “altre ottiche” le puoi considerare solo se non ci sei dentro. Le altre ottiche possono venire da prsone terze, come te. Se sei un fan di Shyamalan in un discorso in cui si parla di Shyamalan difendi Shyamalan, il bastian contrario lo fai fare al tuo contrario, l’intermdio lo fai fare a qualcun altro ancora. Non si tratta di autoghettizzarsi, si tratta di difendere le proprie opinioni.

  117. accompagnatori luglio 2, 2008 a 11:04 pm #

    sono pienamente d’accordo complimenti per il vostro blog

  118. acidshampoo luglio 2, 2008 a 11:40 pm #

    Anche io sono pienamente d’accordo con la tu mamma. Unico neo: non dà resto.

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