Morire fa solletico?

19 Mar

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Al cinema, i malati di Alzheimer sono malati “di demenza”. La parola con la grande A non si pronuncia, esattamente come si sente dire “sperma” e mai “sborra”.
Nonni malati di Alzheimer, al cinema, li trovi come personaggi secondari di quelle commedie americane finto-indipendenti, da Sundance Festival, quelle sulle famiglie disfunzionali, carine come vanno oggi, dai toni garbati, con personaggi programmaticamente a mezzo, con la marijuana e un cane buffo, in cui si sorride di sicuro e quasi, molto quasi, senza esagerare, ci si commuove un po’.
Al cinema, i malati di Alzheimer sono delle piccole pesti: li vedi dare della troia all’infermiera beghina, che caccia un urlo, fa cadere il registro e scappa via. L’autore ci tiene a farci sapere di essere sensibile ma non patetico e che nella vita l’importante è non prendersi troppo sul serio. Ed è così che il pubblico del sabato sera se la ride complice. E se la ride anche per ogni freddura partorita da un malato di sclerosi laterale amiotrofica, su un letto d’ospedale, nell’ultima notte della sua unica esistenza, attorniato dai suoi amici, birra e cappellini da festa, come se fosse al più cazzaro dei compleanni. Sia chiaro che se la stessa battuta l’avesse fatta Nanni Moretti l’avrebbero guardato storto. Ma se il malato è terminale: festa! Più la battuta sarà da caserma, più il pubblico si scompiscerà.
Risate grasse sui visi accesi, illuminati dalla luce blu dello schermo, empatia plastificata, sorrisi new-age, di quelli a bocca aperta che paralizzano le labbra per i venti secondi successivi alla detonazione. Il cinema tira fuori il peggio da certa gente comune (che bella la gente comune), quella che ha accettato ogni revisionismo (televisivamente) possibile, compresa la bella morte, i bravi poliziotti e che il fascismo non era poi così male. Saranno le troppe canzoni di Vasco Rossi o i libri di Coelho, che li hanno convinti che pure l’ultimo giorno della vita di qualcuno possa essere il più bello. Che non conta il tempo, ma l’intensità. Che peggio della morte c’è qualcosa, c’è l’apatia, c’è il precariato, ci sono gli affitti alti e il “non trovare un posto nella società”. Gente che parla di eutanasia con un sorriso serafico, nonché una risposta univoca e piena di punti esclamativi. Gente a cui piace immaginare che un malato di Alzheimer conosca le verità sul mondo e sfidi le ipocrisie, che la malattia lo renda un simpatico ribelle. Dimenticandosi che, nel nero fra una scena e l’altra, quel simpatico ribelle se ne sta da solo nello stanzone di un ospizio, depresso e impaurito vedendo nei malati più gravi il suo prossimo futuro. Ma non intristiamoci: via con la marijuana, un piano sequenza sul cane che corre e una canzone allegra per i titoli di coda! Il film è finito e c’è tutto il tempo per morire rantolando in un pannolone, esattamente come un neonato spaventato. Solo che quello che viene dopo non è la vita che inizia, bensì il nulla della morte. Ma questo avviene solo nella realtà, che a volte il cinema è davvero roba per imbecilli.

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54 Risposte to “Morire fa solletico?”

  1. nip tuck marzo 19, 2008 a 1:31 am #

    post stupendo

  2. chiara marzo 19, 2008 a 8:57 am #

     L’autore ci tiene a farci sapere di essere sensibile ma non patetico e che nella vita l’importante è non prendersi troppo sul serio…ecco, quando viene aperta la bocca per tirar fuori questo genere di frasi:CHE VOGLIA DI SCHIAFFI!Saranno le troppe canzoni di Vasco o i libri di Coelho, che li hanno convinti che pure l’ultimo giorno della vita di qualcuno possa essere il più bello. Che non conta il tempo, ma l’intensità…IDEM. anche se non mi riesce abbandonare del tutto l’ “Idealismo” dei sentimenti a favore di un “realismo” più crudo e terra-terra, rimanendo a volte ingarbugliata nella rete del patetico (lo so, lo so!!!)…eppure ‘sta cosa dell’intensità m’è sempre stata sulle scatole._chiara_

  3. rezio marzo 19, 2008 a 10:13 am #

    non ho capito il post, la morte non è un film e nemmeno la vita, è da tanto che l’ho compreso e ogni giorno me ne rendo conto sempre di più; poi nei films ammmericani e nelle commedie italiote fanno questo ed altro figuriamoci

  4. pepita marzo 19, 2008 a 10:21 am #

    > Saranno le troppe canzoni di Vasco o ilibri di Coelho, che li hanno convinti che pure l’ultimo giorno dellavita di qualcuno possa essere il più bello. Che non conta il tempo, mal’intensità.Porco mondo. Di questa cosa sono stata costretta a convincermi anch’io, che Vasco e Coelho li odio entrambi. Sicuro sono un’insensibile, non so cogliere la profondità che c’è dietro questo post. Sicuro in questo blog si parla molto (troppo?) di morte, e spesso in termini che io non sono in grado di condividere, e che mi mandano in bestia. Ora scusate, vado a farmi una canna col mio cane, e mi metto una bella canzone, così la vita può sorridermi.

  5. Giepi marzo 19, 2008 a 11:14 am #

    hai visto qualcosa che ti ha mandato particolarmente in bestia?credo che sia del genere umano avere sempre qualche cosa che non riusciremo mai a curare, e quando ci riusciremo ne spunterà un’altra… è una maniera di ricordarci che siamo delle caccole spalmate sotto il banco nella grande scuola dell’universo, o al limite nella grande fabbrica di caccolo dell’universo…Deve essere molto difficile avere a che fare con gente del genere, specie non potendo loro dare una speranza  nella loro vita nel futuro. L’unica speranza che puoi loro dare è riguardo la loro vita futura, ma questo trascende l’umana comprensione e va, come dicono i Nightwish, “più in alto della speranza”. 

  6. acidshampoo marzo 19, 2008 a 2:30 pm #

    Rezio, quello che intendo dire è che, da Le Invasioni Barbariche a Little Miss Sunshine, non sopporto più la morte e la coscienza della propria imminente fine filtrata da un certo cinema che va oggi, rassicurante, radical chic e dolciastro. E che, soprattutto, rinforza e legittima certi revisionismi di grande ipocrisia, che hanno già ampiamente attecchito perché vaporizzati ovunque nella nostra quotidianità (basta che ci sia una tv accesa, per esempio). Nei film agrodolci da Sundance coi malati di alzheimer, questi devono procurare almeno una decina di grasse risate come quelle che provoca il ciuco di Shrek. Pari pari, è la regola. E il pubblico risponde, puntuale, con quelle grasse risate. Film dove l’urgenza è non prendersi mai sul serio, edulcorare anche la merda dei pannoloni e rivalutare in maniera perversa qualsiasi cosa, anche la morte e la coscienza della propria fine. E allora dico: mi fa meno schifo rivalutare la pedofilia e lo stupro.

  7. acidshampoo marzo 19, 2008 a 3:05 pm #

    > Sicuro in questo blog si parla molto (troppo?) di morteForse, ma sempre meno di quanto si parli di merda.

  8. acidshampoo marzo 19, 2008 a 3:07 pm #

    Grazie nip tuck e benvenuto/a fra noantri. Ma con un nickname del genere, ne voglio assolutamente sapere di più. Chi sei? Chi non sei? E soprattutto: ti è piaciuta questa quinta stagione? Ma LUI è morto o no?

  9. acidshampoo marzo 19, 2008 a 3:24 pm #

    > hai visto qualcosa che ti ha mandato particolarmente in bestia?Un sacco di cose, basta guardarsi attorno e fiutare il mood corrente. Un tempo c’era il confronto con la morte a rendere tutto il resto una sciocchezza. Ora una sciocchezza è la morte, rispetto al costo della vita o a cose dal suono new-age come la difficiltè a “trovare il proprio posto nel mondo”.

  10. io marzo 19, 2008 a 3:39 pm #

    Sì davvero un post stupendo mi sono commossa…

  11. pu-ragno marzo 19, 2008 a 4:11 pm #

    Ma perché ti sei fissato con l’Alzheimer? Ci sono tante altre cose che al cinema vengono edulcorate. L’autismo, per esempio.

  12. acidshampoo marzo 19, 2008 a 4:24 pm #

    Grazie “io” (ma è un nickname provvisiorio?) e benvenuta. E scrivi eh!

  13. acidshampoo marzo 19, 2008 a 4:26 pm #

    > Ma perché ti sei fissato con l’Alzheimer? Ci sono tante altre cose cheal cinema vengono edulcorate. L’autismo, per esempio.Pu-ragno, l’autismo lo lasciavo volentieri a te. E anche le mani screpolate.

  14. pu-ragno marzo 19, 2008 a 4:32 pm #

    Forse grazie al cinema e alla letteratura, gli autistici mi stanno simpatici (non ne conosco manco uno). Mi sembra che siano considerati malati perché loro vivono in una società e non lo sanno. Chissà se su un’isola deserta se la caverebbero. Comunque non hai risposto alla domanda.

  15. acidshampoo marzo 19, 2008 a 4:32 pm #

    Il regista di cinema di genere Umberto Lenzi (Milano Odia, La Banda Del Gobbo, Il Trucido E Lo Sbirro) esordisce col suo primo romanzo. Il titolo è Delitti A Cinecittà e se ne parla nella newsletter della Coniglio Editore, che trovate copincollata QUI.

  16. Daiana marzo 19, 2008 a 6:49 pm #

    Dimenticandosi che, nel nero fra una scenae l’altra, quel simpatico ribelle se ne sta da solo nello stanzone diun ospizio, depresso e impaurito vedendo nei malati più gravi il suoprossimo futuro. Sono completamente daccordo con te. se solo ne fossi capace potrei fare un intero film che racconta tutta la storia di quel momento nero.Io che non guardo la tv sono salva almeno dalla cronaca quotidiana ma tutti quelli che pasteggiano a suon di telegiornale io non lo so come fanno a prendere anche il caffè.Il momento in cui ho avuto forse più paura che in tutta la mia vita è stato quando ho visto mia nonna in mezzo alla strada con il carrello della coop e le ciabatte ai piedi che appena mi ha visto mi ha detto di non sapere cosa stesse facendo e dove si trovasse. Era arrivato l’alzheimer e, come dicono i baustelle, c’era poco da scherzare. Il fatto secondo me non è che qui si parla troppo della morte, secondo me il fattoè che come si fa a non parlarne mai o a farlo sorridendo.

  17. io marzo 19, 2008 a 10:21 pm #

     Provvisorio! Un po’ confidenziale.   Io la Isa!  

  18. acidshampoo marzo 20, 2008 a 1:38 am #

    Ah ma sei la Isa che ha scritto qualche giorno fa? Dietro all’ “io” non ti riconoscevo. Lo dice anche Freud: guai a nascondersi dietro all’Io.

  19. lozissou marzo 20, 2008 a 2:10 am #

    >Il titolo è Delitti A Cinecittà e se ne parla nella newsletter della Coniglio EditoreOh, e che bello, “il regista preferito da Quentin Tarantino” ora scrive anche romanzi. Come potrò resistere, Umbertaccio, eh? Dimmelo tu… (mavafangulova’.)

  20. frank marzo 20, 2008 a 7:16 am #

    Lozissou, sei sarcastico? Non ti piace Lenzi? (Io non ho un’opinione in merito, non ho visto niente) (anche se come al solito ho scaricato in archivio diversi titoli suoi)

  21. ilmarinaio marzo 20, 2008 a 7:46 am #

    E se la ride anche per ogni freddurapartorita da un malato di sclerosi laterale amiotrofica, su un lettod’ospedale, nell’ultima notte della sua unica esistenza, attorniato daisuoi amici, birra e cappellini da festa, come se fosse al più cazzarodei compleanni. Come si può rendere bene la morte al cinema, invece?  Mi vengono in mente ora velocemente quella di Magnolia, quella di Arrivederci amore ciao, ma anche per esempio questa scena qui da La casa del diavolo.  Che peggio della morte c’è qualcosa, c’èl’apatia, c’è il precariato, ci sono gli affitti alti e il “non trovareun posto nella società”. Ora proprio peggio della morte magari no, ma il precariato e gli affitti alla pari ce li metterei…    

  22. ilmarinaio marzo 20, 2008 a 8:15 am #

    Forse grazie al cinema e alla letteratura, gli autistici mi stannosimpatici (non ne conosco manco uno). Mi sembra che siano consideratimalati perché loro vivono in una società e non lo sanno. Chissà se suun’isola deserta se la caverebberoIoPu-ragno ne conosco, ci ho lavorato.  E’ vero, gli autistici alcinema passano sempre da genii, fanno vincere milioni al casinò, comein Rain man.  Anche se, devo dire, Hoffmann era credibilecome autistico.  In realtà nel 99% dei casi l’autismo è associatoa ritardo mentale grave.  il 50& degli autistici non parla,l’altro 50% spesso ripete solo frasi stereotipate, a volte senzarapporto con la situazione in cui è.  Messi in un’ isola deserta,insomma, muoiono.  Qualcuno sopravvive più degli altri, ma allafine morirebbe anche lui, magari per un motivo stupido.  Comunquecredo che, messi in un’isola deserta, neanche noi si reggerebbe alungo.  Se qualcuno volesse vedere un bel film-documentariosull’autismo guardi Un silenzio particolare di Stefano Rulli, dal punto di vista di un padre (Rulli stesso, sceneggiatore di La meglio gioventù e Mio fratello è figlio unico)sul figlio autistico.  Tra l’altro Rulli era ospite su LA7 lasettimana scorsa, hanno fatto vedere anche degli spezzoni delfilm.   Qualcosa vedo che è anche su youtube.  Qui si vede l’inizio. Qui, i disabili davanti alla morte di uno di loro.

  23. lozissou marzo 20, 2008 a 10:15 am #

    No, Lenzi non mi piace tanto, ma non è verso di lui che riferivo il mio sarcasmo, bensì verso il fatto che il libro sia stato lanciato come “il romanzo del regista preferito da Quentin Tarantino”. A’ Quentin e a’ case editrici, ebbasta eh!

  24. frank marzo 20, 2008 a 12:01 pm #

    >Tra l’altro Rulli era ospite su LA7 la settimana scorsaTestimonianza ganzissima. C’era anche Mario Tessuto (‘Lisa dagli Occhi Blu’), anche lui padre di un disabile, più sentimentale per quanto simpatico. Lenzi rigoroso, interessante, comunicativo. Non ho esperienza di autismo, in casa mia c’è un handicappato ma non certo con problemi di comunicazione, di rumore ne fa anche troppo… una mia amica ha lavorato a periodi con autistici, una volta mi tornò a casa in lacrime di felicità perché il bambino che le avevano assegnato le aveva risposto al saluto a fine lezione. Ma tornando a La7, o che mano di fondotinta c’aveva quella sera Piroso? Almeno la desse su tutte le parti in vista, quella sera si vedeva la collottola pallida e il viso terracotta.

  25. frank marzo 20, 2008 a 12:01 pm #

    >non è verso di lui che riferivo il mio sarcasmo, bensì verso il fattoche il libro sia stato lanciato come “il romanzo del regista preferitoda Quentin Tarantino”Ma anch’io l’ho sentito usare un po’ troppe volte il sigillo Tarantino su qualunque cosa, anche relativamente poco attinente e un po’ tirata per i capelli. E’ che Tarantino ha incamerato tutto e ha un giudizio su tutto, troppo facile citarlo in ogni quarta di copertina.

  26. acidshampoo marzo 20, 2008 a 2:19 pm #

    E’ MORTO CAPITAN FINDUSL’attore inglese John Heweraveva 84 anni. Dal 1967 al 1998 ha interpretato il barbuto e sorridentemarinaio dei bastoncini di pesce. Le pubblicità dei bastoncini sonostate la vera fortuna di Hewer, diventato famosissimo grazie proprio alruolo di capitano.In un sondaggio del 1983, addirittura, venne incoronato come il secondo marinaio più famoso del mondo, dopo il capitano Cook.

  27. Giepi marzo 20, 2008 a 3:26 pm #

    È vera o è come la leggenda metropolitana che il primo Tonio Cartonio de “La Melevisione” sia morto per overdose e per questo sostituito?

  28. cryz marzo 20, 2008 a 8:14 pm #

    Che Post!!! °_°  

  29. frank marzo 20, 2008 a 9:12 pm #

    E’ MORTO CAPITAN FINDUS[…], venne incoronato come il secondo marinaio più famoso del mondo, dopo il capitano Cook.Come, più famoso di Nemo?! E di Zapp ‘Grande Zeta’ Brannigan? e di Achab?… certo se nel 1983 l’avessero chiesto a me, avrei detto che era il più famoso e anche il più bravo.

  30. frank marzo 20, 2008 a 9:13 pm #

    Giepi, anch’io vorrei notizie di Tonio Cartonio (sostituito da Milo Cotogno e non da un nuovo T.C. e stalinicamente depennato dagli annali della Melevisione). Secondo me è dentro per pedofilia. Oppure è scappato all’estero per pedofilia. Oppure ha trovato un lavoro serio come docente universitario di pedofilia. Insomma, cosa sia successo non lo so, ma quella faccia era tutta un programma. Potrei parlare della Melevisione per chilometri, ma dopo Acidshampoo mi toglie il saluto. 

  31. acidshampoo marzo 21, 2008 a 2:13 am #

    Da cinecittà news :Tutto da rifare perGiallo, il film horror che Dario Argento avrebbe dovuto iniziare agirare il 3 marzo in Piemonte. Incontrato a margine dell’incontro congli studenti dell’accademia ACT Multimedia, il regista ha rivelato aCinecittàNews che il film è al momento in stallo e che la lavorazione èdestinata a slittare di qualche mese. Abbottonatissimo, Argento, si èlimitato a dire che il cast della pellicola sarà comunque tutto diversoda quello annunciato inizialmente che includeva Vincent Gallo, RayLiotta, Asia Argento e Elsa Pataky: “Visto il ritardo con cuipartiranno le riprese Asia non potrà più esserci perchè già impegnatain un altro progetto. Quanto a Gallo avremmo avuto dei problemi sul set- spiega il regista – perchè tra lui e Asia non c’è simpatia. Come senon bastasse Liotta negli Usa si è fatto mettere in galera per guida instato di ebbrezza e possesso di stupefacenti, quindi continuare conquesto cast sarebbe stato impossibile”.

  32. ilmarinaio marzo 21, 2008 a 7:15 am #

    Segnalo una cosa di qualche settimana fa dalle Iene, per chise la fosse persa:  l’intervista con un militare italianospecializzato in interrogatori e torture.  Il giornalista de Le Iene si fa torturare (in maniera soft) per mostrare al pubblico in cosa consistano queste cose.Prima parte.Seconda parte. 

  33. ilmarinaio marzo 21, 2008 a 7:17 am #

    Segnalo anche, a chi interessasse, il rinato blog dell’ANPI di Arezzo:  Qui.

  34. lozissou marzo 21, 2008 a 10:22 am #

    >quindi continuare con questo cast sarebbe stato impossibile”Seee, come no. Boccaccia mia statte zitta, nun me fate parlare, nun me fate.

  35. frank marzo 21, 2008 a 10:23 am #

    Questa è curiosa. I blog della piattaforma Ilcannocchiale.it non li posso aprire, quindi neanche quello dell’ANPI. Deve avere a che fare con la mia connessione Fastweb, anche se non vedo in che modo. Se qualcuno di voi mi desse lumi…

  36. frank marzo 21, 2008 a 10:23 am #

    No no, parla Lozissou, parla. A parte che secondo me perdere Asia fa solo bene a un cast, e che non so i motivi ma Gallo fa bene a odiarla. E dovendo scegliere fra Vincent Gallo e Asia Argento, che fai, c’hai anche bisogno di pensarci?? Ma non è che poco poco questi grandi nomi hanno snobbato Argento, preferendogli addirittura la galera?

  37. pepita marzo 21, 2008 a 10:28 am #

    >> Sicuro in questo blog si parla molto (troppo?) di morte> Forse, ma sempre meno di quanto si parli di merda.Sicuro, infatti spesso è un approccio di merda… 

  38. frank marzo 21, 2008 a 10:31 am #

    >Segnalo una cosa di qualche settimana fa dalle Iene, per chi se la fosse persa: l’intervista con un militare italiano specializzato in interrogatori e torture.Assurdo! Io l’ho vista in tv, ma a spezzoni, quindi non sapevo che fosse un militare. Ero convinta che fosse un mercenario, uno di quei gasati filonazisti che riescono a fare della propria sociopatia una professione, imparando tecniche esotiche e vendendosi al miglior offerente. Ma porca puttana, un militare dell’Esercito Italiano no!

  39. lozissou marzo 21, 2008 a 1:05 pm #

    Frank, ti dico solo che l’altro giorno mi chiama Ray, peraltro disturbando il sonno dei giusti poiché era notte fonda. M’alzo già scocciato come se m’aspettassi che fosse di nuovo la citta del Mascheri, rispondo e sento che è il suo inconfondibile accento del Newark. “What’s up, Ray?”, gli butto là tranquillo, ma poi puntualizzo subito sul fatto che, se da una parte è bello sentirlo, dall’altra dovrebbe sapere che ci sono i fottuti fusi orari. Dico fottuti perché non equivochi il mio tono. Non lo sa e si scusa ma lui è un “I am a million dollar-actor and usually everybody look for me and not the contrary”. M’accorgo poi che la sua voce s’incrina e piange proprio, al che mi intenerisco. Lui subito fa le fusa; fra me e me immagino che, di là dalla cornetta, stia facendo anche la chioccia. Le sue ova fresche sono la fine del mondo, ma stavolta non le potrò assaggiare. Allora mi passo solo la lingua sulle labbra, per ovviare alla golosità frustrata. Gli chiedo sgomento: What’s up, Ray?”. E’ un fiume in piena: “I acted for Martin Scorsese, I acted for Jonathan Demme, I acted forJames Mangold, I acted for Ridley Scott, I even acted for Walt Becker. Think about’t. Now Dario Argento’s chasing me, but I don’t want to play for him”. Mi sgomento ancora di più: “What’s up, Ray?”, e oso anche un “Why, Ray?”. Frignando come un cittino d’Alberoro, chiosa: “Dario Argento… well, man, you know… he doesn’t have argento vivo d’indosso any more”. Al che sento un pam! fare eco e Ray non c’è più. Penso alla fame nel mondo, e torno a dormire. Lo richiamerò domani, se mi va. L’ho fatto il giorno dopo. S’è permesso di non rispondermi, eppure so che c’era in casa.

  40. pepita marzo 21, 2008 a 9:31 pm #

    Per il Marinaglio: però a Lozissou il numero del pusher gliel’hai dato…!

  41. caramelleamare marzo 21, 2008 a 10:40 pm #

    >> Sicuro in questo blog si parla molto (troppo?) di morte> Forse, ma sempre meno di quanto si parli di merda.Sicuro, infatti spesso è un approccio di merda… questa è bella pepita, un gran bella battuta. brava 

  42. lozissou marzo 21, 2008 a 11:28 pm #

    >però a Lozissou il numero del pusher gliel’hai datoPepitina, di che sono anche capace eh? (segue strizzatina d’occhio ammiccante e maliziosa)

  43. caramelleamare marzo 22, 2008 a 8:57 am #

    Pepitina, di che sono anche capace eh? (segue strizzatina d’occhio ammiccante e maliziosa)pepita un consiglio: non te lo lasciare scappare! 

  44. annamaria marzo 24, 2008 a 5:57 pm #

    ciao Acidshampoo , come va ? hai visto che combinazione ti scrivono da sant’antimo …. ricordi? mi piacerebbe sapere cosa ne pensi di Persepolis . io l’ho visto ieri e mi è strapiaciuto. Non solo la grafica ma soprattutto i personaggi .. forse lo puoi definire  un po’ edulcorato ma per  è sato emozionante e piacevole (commenti troppo semplici forse per un esperto di cinema) . ciao stai bene annamaria ps. a chi assomiglio ? puoi soddisfare il mio ego? grazie  

  45. acidshampoo marzo 24, 2008 a 8:31 pm #

    Ciao Annamaria! Che piacere e che sorpresa leggerti qui!Persepolis l’ho visto, ma non mi ha fatto impazzire. Il fumetto della Satrapi (specie la prima parte) era delicato e commovente, una bella lezione di semplicità all’occidente. Il film invece, pur co-diretto dall’autrice del fumetto, mi è sembrato ammiccante, furbetto ed edulcorato per le grandi platee. Per esempio non si parla della protagonista che, una volta in Europa, diventa spacciatrice della sua università per mantenersi gli studi. Così come è saltato a piè pari, pur essendo nel fumetto, il suo tentativo di suicidio una volta tornata in Iran. Ma non è tanto quello che manca, quanto quello che c’è è COME è. Ripeto: molto ammiccante, carino e rotondo. Non so, magari sono troppo severo, ma forse sarà che io mi aspettavo molto di più. Ah, un film che non devi perderti è Tutta La Vita Davanti, di Paolo Virzì (che non ha mai sbagliato un film). Esce venerdì prossimo.L’attrice a cui secondo me somigli è Kathy Baker. Ecco (CLICCA QUI) la sua scheda su IMDB. Spero di leggerti eh! Anzi ci conto!

  46. annamaria marzo 24, 2008 a 10:24 pm #

    ciao, vedrò senz’altro virzì …. guarda che c’è il tentativo di suicidio al suo rientro in iran … però manca la parte europea della quale si accenna solo alle sue sofferenze stenti e fame. Mia figlia ha interpretato l’nizio (e fine) del film all’aereoporto come se lei appena arrivata a parigi cercasse di ripartire .. cosa ne pensi? non conosco il fumetto da cui è tratto ma ne sono certa che gli aggiustamenti per piacere al grande pubblico ci sono stati anche se nelle sale (qui a torino) è rimasto pochisimo. … grazie per le foto di Kathy Baker… sei troppo buono …ma le spalle rotonde ce le ho anch’io , un saluto buona settimana

  47. acidshampoo marzo 25, 2008 a 1:44 am #

    Non ricordavo che nel film ci fosse anche il tentato suicidio. Però la parte di Marjanne spacciatrice di certo mancava. Ma ripeto che non è tanto il “cosa” quanto il “come”. Senza grandi tradimenti, è a suon di “sfumature” che la storia toccante del fumetto perde poesia e semplicità. Sull’interpretazione della scena dell’arrivo a Parigi non saprei che dirti. Sul fumetto (che ti straconsiglio) la protagonista si adatta alla svelta e volentieri al mondo parigino, ed è solo molto dopo che inizia a sentirsi in colpa. Però ripeto: scene come lei che si fa la ceretta e fa tutti quei versi, sanno veramente di bassa cucina, di risate grasse da cartoni americani. Nel fumetto non c’era niente di questo.A proposito del film di Virzì, ti segnalo il il trailer, davvero eccezionale. Clicca QUI.Altro film al cinema ora che devi assolutamente vedere: Non E’ Un Paese Per Vecchi. QUESTO il trailer.

  48. frank marzo 25, 2008 a 9:28 am #

    >cene come lei che si fa la ceretta e fa tutti quei versi, sanno veramente di bassa cucina, di risate grasse da cartoni americaniEcco: il film io non l’ho visto, il fumetto mi piacque tantissimo – anche se non lo ricordo a memoria. E quando ho visto che per il trailer avevano estrapolato la scena della ceretta (che se nel fumetto c’era di sicuro non contava niente) e una scena in cui parlava con le amiche di con quanti uomini era stata letto (idem!), ho avuto pensieri cupissimi sul target e sullo spirito del lungometraggio.

  49. infrarosa marzo 25, 2008 a 10:30 am #

    concordo sia sul fumetto che sul film, mi sono piaciuti entrambi ma ho avuto la stessa sensazione di acid, anche se rispetto ad altre cose è un film comunque non volgare. il fumetto è proprio nelle mie corde e l’ho regalato a più persone. specie a quelle non proprio filo-“arabe”

  50. acidshampoo marzo 25, 2008 a 2:16 pm #

    > E quando ho visto che per il trailer avevano estrapolato la scena dellaceretta (che se nel fumetto c’era di sicuro non contava niente) e unascena in cui parlava con le amiche di con quanti uomini era stata letto(idem!), ho avuto pensieri cupissimi sul target e sullo spirito dellungometraggio.Senza contare la scena in cui il suo fidanzato le confessa di essere gay. Nel fumetto è dolceamara, nel cartone è venuta giù la platea per le risate.

  51. frank marzo 25, 2008 a 4:14 pm #

    Magari se tu non l’avessi visto al cinema, non saresti stato disturbato da una platea che amplifica il lato mediocre del film con le sue reazioni becere, e magari ti sarebbe piaciuto di più, o almeno ti sarebbe disgarbato di meno. Come quando si rivide ‘L’Imbalsamatore’ col pubblico “scelto” del cineforum, che rise grasso quando la protagonista in preda alla fame più isterica e malata, nei tratti più estremi della sua schiavitù psicologica, addenta cipolle scambiandole per cosce di pollo. Loro a ridere, noi sconcertati, e Garrone che alla fine aggiunse “volevo fare una scena drammatica ma m’è venuta comica”. No no Garrone, a te t’è venuta bene, è che sono perle ai porci.

  52. frank marzo 25, 2008 a 4:15 pm #

    Sì scusate, non era ‘L’Imbalsamatore’, ma ‘Primo Amore’.

  53. acidshampoo marzo 25, 2008 a 5:07 pm #

    > Magari se tu non l’avessi visto al cinema, non saresti stato disturbatoda una platea che amplifica il lato mediocre del film con le suereazioni becere, e magari ti sarebbe piaciuto di più, o almeno tisarebbe disgarbato di meno.Ma figurati se mi lasciavo influenzare! Manco a 14 anni ero così!Il fatto è che quelle risate sguaiate, pari pari quelle, erano voluteda chi aveva deciso il COME di tante sequenze. Non è come ne LaPianista o in Primo Amore, che il pubblico c’aveva capito un cazzo erideva, ma più che altro “irrideva” il film. No no, qua in certimomenti c’era la peggior estetica da cartone americano della Pixar e laMarjanne faceva ridere come il ciuchino di Shrek. Ripeto: la scena delfidanzato che si confessa gay, era veramente di grana grossa in sè,rispetto ai toni agrodolci del fumetto. L’ultima colpa era delpubblico, in questo caso.

  54. caramelleamare marzo 25, 2008 a 9:03 pm #

    Magari se tu non l’avessi visto al cinema, non saresti stato disturbatoda una platea che amplifica il lato mediocrelupo ma co chi pensavi d’avere a che fare quando hai scritto sta frase?spero che virz’ mantenga il livello altissimo dei film passati. il trailer passato in televisione m’è subito piaciuto

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