Make it a Blockbuster night

5 Feb

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La pubblicità invita: “Passa una serata da Blockbuster”.
E’ noto infatti che i dirigenti di Blockbuster sono tutti gente paciosa che dei soldi non gliene frega un cazzo. La loro unica soddisfazione sta nel vedere famigliole felici a digirello per ore fra gli scaffali, pisticchiando custodie vuote e provandosi cappellini con l’elica senza comparli. Solo che, nel finesettimana, da Blockbuster non ci trovi le famiglie Bradford dei loro spot, ma una fauna ben più bizzarra: coppie di sordomuti, senzatetto che spasimano per il riscaldamento, cacciatori di taglie, spacciatori emofiliaci e ladri di bestiame. Questo
perché ci vuole un certo stomaco, per una persona geneticamente a posto, per autosuggestionarsi del divertimento ciondolando il sabato sera fra quegli scaffali, mentre il mondo là fuori impazza ballando la macarena nei circoli ACLI. Il fatto è che Blockbuster ci tiene a tutelare i nuclei familiari regolamentari ed offrire loro un nido caldo, accogliente, depliant gratuiti e moquette bluastra. Come dicono i Greci: mi casa è stuccata. La serenità della famiglia omologata viene prima di tutto, infatti Blockbuster non solo non distribuisce film erotici spinti, ma nel 1990 si rifiutò di mettere sugli scaffali anche L’Ultima Tentazione Di Cristo, capolavoro di Martin Scorsese, perché nel secondo tempo Ponzio Pilato aveva un figlio da un bidello. Ma allora come si spiega che ogni sede della multinazionale NON sfoggia ASSOLUTAMENTE fra i suoi scaffali video amatoriali per pedofili, con bambini a pecora e altre amenità? La questione meriterebbe maggior approfondimento, anche perché il punto d’orgoglio della catena è da sempre il rapporto speciale e trasparente con la clientela. Da Blockbuster il cliente non è un semplice cliente: è tuo cognato. Basti pensare ai prezzi popolari dei noleggi: dodici euro per un’ora e un quarto. Ergo: dirottarsi a casa, fare paura a tutti per avere il televisore libero, guardare il film in scioltezza, avanzando veloce nelle parti dove non scopano bambini, poi fiondarsi in lambretta a centotrenta chilometri all’ora per riportarglielo in tempo. Pena: una multa salatissima e cagare in eurovisione. Ai tempi potevi pure affittare da loro un lettore dvd. Ti costava quaranta euro per mezza giornata, ma in compenso volevano anche duecento euro come deposito, fosse mai che scappassi in Kenya col malloppo.
Da Blockbuster, quando compri un dvd nuovo, ci trovi sopra l’avvertenza adesiva: “Ricompriamo questo dvd”. Puoi spendere 59 euro per l’edizione quadrupla e cartonata di Corto Circuito 2. Te la godi quelle due o tre settimane – pure un mese toh! – fai l’amore col packaging, poi invece di abbandonare il cofanetto sulla mensola di camera tua… puoi addirittura lucrarci sopra! Questo perché se glielo porti indietro, te lo ripagheranno la bellezza di due euro sane (anche in monete da uno). Quindi quel cofanetto finirà nel magico scatolone giallo-blu delle rimanenze. La grande multinazionale infatti, come la peggior FotoVideo Bacci dell’angolo, ti traventa in uno scatolone la roba che non gli serve più, con la speranza che frugando nella monnezza tu trovi qualcosa che ti faccia sognare. Cassette e dvd usati, ditati ovunque, ormati di glande e gioiosamente sborrati, custodie piene peli di cazzo e di culo e materia fecale. E, ironicamente, in ogni dvd campeggia l’adesivo: “Rigeneriamo il tuo usato!”. E’ anche vero che te li fanno pagare una miseria, tipo un euro meno che se tu li comprassi nuovi. E quell’euro puoi investirlo direttamente in un biscotto Hot Brownie Connecticut, che trovi nel cestello vicino alla cassa, oppure donarlo in beneficienza a un’industria bellica.
Un giorno il mio amico Cincinelli (buon’anima) addocchiò nello scatolone la videocassetta usata di Birth a 9.90 euro. Nello scaffale accanto, il dvd nuovo di pacca del medesimo film costava la stessa crifra. Il geometra Cincinelli, per provocazione, li prese entrambi e andò a chiedere al commesso: “Quale mi consiglia?”. Lui li guardò interrogativo, se li soppesò, poi con fare secumerico sentenziò: “Non so, vedi tu, il vantaggio del dvd è che occupa meno spazio”. Era quello stesso commesso che, quando consiglia i film alla clientela, scambia Tornatore con Salvatores, giustificandosi così: “Cioè, in pratica, è quasi lo stesso regista”. I commessi di Blockbuster li scelgono fra quelli licenziati dalla BoFrost.
Pochi sanno che, al punto sette del vademecum che fa capoccella dal taschino di ogni commesso, è incisa un’aurea regola: “Non dare le buste se non te le chiedono”. Puoi spendere un’eredità texana in scatolame di biscotti, bibite, pizze surgelate, cofanetti di dvd, ma se non gli chiedi una sportina di naylon, il commesso t’appoggerà tutto sulle braccia e scatterà lontano da te per non avere responsabilità. Addirittura, se le inventano di tutte anche quando compri una bottiglia di CocaCola, per dartela senza bottiglia. Se non gliela chiedi, te la versano in quei cartocci per il fritto da passeggio e via andare.

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152 Risposte to “Make it a Blockbuster night”

  1. infrarosa febbraio 5, 2008 a 12:23 am #

    mi casa è stuccata gori sei il meglio!!!!!!

  2. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 12:26 am #

    Segnalo QUI il bellissimo e inquietante trailer di The Happening (da noi: E Venne Il Giorno), il nuovo film di M. N. Shyamalan.

  3. Fotone febbraio 5, 2008 a 12:53 am #

    Ahhhh, ma allora non mi avevano ingannato gli occhi!!!!Io sto post l’avevo letto qualche sera fa, ma la mattina seguente non ce n’era più traccia.Un pò come Roberta Beta del GF. Quanti altri come sono incappati in questo paradosso spazio-temporale che ci ha tirato il Gori? 

  4. Toscana Jones febbraio 5, 2008 a 1:56 am #

    acidshampoo:> …come si spiega che ogni sede della multinazionale sfoggia fra i suoi scaffali video amatoriali per pedofili…Forse perchè la catena Blockbuster è di proprietà del Vaticano..!!> E quell’euro puoi investirlo direttamente in un biscotto Hot Brownie Connecticut, che trovi nel cestello vicino alla cassa…La cosa mangereccia migliore di Blockbuster, a mio avviso, sono i gelati Haagen Dazs (…o come cazzo si scrive!). E sulcis in fundo, come dicono in Sardegna, mi associo a Infrarosa, quel “mi casa è stuccata” è un capolavoro!

  5. alessandro longo febbraio 5, 2008 a 2:42 am #

    Molto divertente, ma ti consiglio di eliminare questoMa allora come si spiega che ogni sede della multinazionale sfoggia fra i suoi scaffali video amatoriali per pedofili, con bambini a pecora e altre amenità?Se blockbuster lo trova ti becchi una denunciaSul serio, eh, non mi fare stare in pensiero, ché sono tanti i blogger denunciati per motivi anche più futili di questo

  6. anfiosso febbraio 5, 2008 a 8:58 am #

    Chi è Alessandro Longo? Perché porta jetta?

  7. frank febbraio 5, 2008 a 9:47 am #

    Bellino questo post rancoroso. E penso che fra un iperbole e l’altra renda bene l’idea di com’è un Blockbuster dentro. Anch’io, all’epoca in cui aprì ad Arezzo, mi ero illusa che grande videoteca con nome famoso equivalesse a videoteca fornita come nessun altra e tenuta da commessi laureati in cinemologia. Un’aspettativa simile a quella proiettata sul multisala prima che lo aprissero. Entrai e chiesi un film relativamente difficile da trovare, nel senso che lo passano solo una volta all’anno fra i bellissimi di rete4. La delusione fu grande nel constatare che non ce l’avevano, che non ce l’avrebbero mai avuto, che il commesso non sapeva di cosa stavamo parlando, che non era previsto suggerirne l’acquisto, etc. Che pena.E che schifo quegli scaffali da supermercato, con 400 copie dell’ultimo film da cassetta, e quella scelta ridottissima.Però effettivamente torna bene per darsi un appuntamento in centro quando fuori fa freddo.

  8. pepita febbraio 5, 2008 a 9:52 am #

    Moooolto divertente! E sono d’accordo con Toscana Jones sul gelato Haagen Dazs, soprattutto vaniglia con biscotto, oppure caramello e mandorla, superlativi (però la battuta in sardo non l’ho capita…).

  9. ilmarinaio febbraio 5, 2008 a 10:46 am #

    so’ schiantato dal ri-de-re!Comunque è vera una cosa: manca un noleggiatore dvd che abbia un archivio decente. Hanno tuttigli ultimi arrivi, e poco più.  Quindi, se io voglio vedermiFerreri, Petri, Pasolini, ma anche i primi Cronenberg, per dire, cidevo spendere un sacco di guadrini.  Invece in biblioteca possoprendere il libro che mi pare, gratis, per un mese.  Non è ungranché come cosa.  Per trovare un film vecchio bisogna faticarecome un Mulo.

  10. rezio febbraio 5, 2008 a 11:45 am #

    Poi mi garberebbe avere i tuoi voti canzone per canzone eh!canzone per canzone non ci arrivo perchè sono solo al quarto ascolto però metto l’impressione che ho postato su un’altro forum:ascoltato per la prima volta ierserami sembra che punti in alto, è sostanzioso in tutti i sensi, non si nota la disomogeneità dei pezzi accennata in molte interviste da bianconi stesso;un disco lungo, che probabilmente si farà piacere a lungo termine al contrario de la malavità che alle mie orecchie si è sgonfiato subitoi testi meritano, i barboni e gli extracomunitari della stazione aspettavano di essere cantati, stessa cosa per questi tempi iperliberistici, il tenente colombo,il nonno che ha vissuto da protagonista l’inizioi del 900 e che tutti quelli della mia generazione hanno avuto,alfredino che risveglia ricordi d’ infanzia confusi e sopiti nell’inconscio, un paio di tracce cantate da rachele che ricordano i primi baustelle;ma tutto l’album pur diverso dagli altri è tipicamente baustelle, questi sono loro fin dai temi del sussidiario, possono non piacere(o non piacere più) ma bianconi non ha perso la vena, è cambiato, ora è un’uomo adulto non più un post adolescente, sono molto in sintonia con i temi trattati in questo album,è la voce della mia generazione(o parte di essa) un’album dark che non sprizza sicuramente gioia, non così facile come le melodie accattivanti farebbero pensaremanca un pezzo come il corvo joe, ma questo per mtv è il minore dei mali..questo ad un primissimo ascolto, tra una settimana potrei cambiare idea completamenteche signi-fica che i pezzi sono stati depoppizzati in fase di registrazione?

  11. pepita febbraio 5, 2008 a 12:08 pm #

    (Proviamo quest’hyperlink, chiedo scusa in anticipo!).Altro che Baustelle, guardate QUI chi è tornato alla ribalta!

  12. infrarosa febbraio 5, 2008 a 12:44 pm #

    pepita ti adoro!!! a parte la micro delusione del titolo (speravo che si pronu´nciasse gudbEi perché faceva rima con sEi), tutti i primi sogni erotici asessuati con manuel de peppe (nome da appaiare a pier cussò ecc ecc) e pasquale finicellli!!! che spettacolo! voglio andare al concerto!!!! interessanti sono le informazioni private sulle vite personali e su mogli e figli. quassù si sta affermando un certo proibizionismo che impedisce di pubblicare notizie del tipo nubile celibe madre etc per evitare discriminazioni. mah. 

  13. frank febbraio 5, 2008 a 1:13 pm #

    Nella pagina accanto a quella segnalata da Pepita, leggo una notizia assurda:Atti intimidatori contro Den HarrowLa moglie aggredita nella sua casaDai riflettori dell’Isola dei famosi a quelli della cronaca. Ma questa volta le “lacrime” di Den Harrow sono per la moglie, aggredita nella sua casa da un sedicente postino che, dopo essersi fatto aprire la porta, l’ha buttata a terra e le ha spaccato una lampada in testa, ferendola coi cocci. “E’ stato un atto intimidatorio verso di me, ma non conosco le motivazioni”, ha dichiarato Harrow sotto shock alla Polizia.Il resto è QUI.  Speriamo che sia la gran cazzata che sembra come quando Sandra Milo ricevette in diretta la telefonata fittizia che gli annunciava la morte del figlio.

  14. pepita febbraio 5, 2008 a 2:13 pm #

    > pepita ti adoro!!!Per così poco! Credevo fosse per la mia estrema padronanza dell’hyperlink, io sono ancora tutta gasata! I miei primi sogni erotici asessuati erano con il biondino di Hazard, pensa tu… I Beehive, invece, con tutti quei capelli colorati…mah… 

  15. Oleandro febbraio 5, 2008 a 2:32 pm #

    Bagarre Acidshampoo: condannato e poi prosciolto alla voce santosubito.

  16. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 2:32 pm #

    A maggio esordirà nelle edicole una nuova miniserie bonellide della Star Comics. Trattasi di Cornelio, sei numeri totali a frequenza bimestrale. L’ideatore della serie è Carlo Lucarelli. QUI trovate il sito della serie con tutte le informazioni.

  17. infrarosa febbraio 5, 2008 a 2:33 pm #

    beh nemmeno i miei, i miei in realtà erano prima con holly poi con paul di ransie la strega e poi con il portiere amico di mark lenders, ed warner e poi con river phoenix, tra i tanti. ma il concetto “de peppe” e “finicelli” esprime bene quel tipo di sogni…

  18. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 2:33 pm #

    Non seguivo Kiss Me Licia, se non sporadicamente, però c’era un dettaglio che mi inquietava: uno dei due avventori del forno del padre di Licia (era un forno, giusto?) era uguale spiaccicato al regazzino Grinta. Non parlo del nonno, parlo dell’altro, era uguale, ma non era il padre. Non venivano mai associati! Stessi sopracciglioni, stessa faccia paciarotta, stessi capelli lisci nerissimi e lucidi. Non poteva essere messa a caso questa cosa. Chi ne sa di più?L’unico che conosco bene dei Be Hive è Manuel De Peppe, perché fra i protagonisti di una serie che ho amato da matti: Don Tonino.

  19. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 2:35 pm #

    > Ahhhh, ma allora non mi avevano ingannato gli occhi!!!!Io sto postl’avevo letto qualche sera fa, ma la mattina seguente non ce n’era piùtraccia.Non era un’allucinazione, Fotone! E’ rimasto online una notte, in effetti.

  20. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 2:44 pm #

    > he signi-fica che i pezzi sono stati depoppizzati in fase di registrazione?Anche io non l’ho capito molto. Anzi, a me sembra che i pezzi col tiro da singolo, suonino fieramente e schiettamente “pop”, nell’accezione più Baustelliana del termine. Prendi Il Liberismo Ha I Giorni Contati, Charlie Fa Surf, Colombo, Antropophagus. Non li vedo affatto “depoppizzati”. Vedevo molto più depoppizzati i pezzi de La Moda Del Lento, che spesso suonavano fin troppo scarni e freddi.

  21. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 2:45 pm #

    > Comunque è vera una cosa: manca un noleggiatore dvd che abbia un archivio decente. Hanno tutti gli ultimi arrivi, e poco più.  Quindi, se io voglio vedermiFerreri, Petri, Pasolini, ma anche i primi Cronenberg, per dire, ci devo spendere un sacco di guadrini.Marinaio,però  conta che non troverai mai un videonoleggio che abbia i film di Ferreri, Pasolini e Petri. Anche legalmente, non potrebbe esistere, SE non esistono cassette a noleggio di quei film (e nel 99% dei casi non esistono). Conta che una cassetta per il noleggio, a loro costa(va) fino a oltre 200 mila lire, perché ovviamente è calcolato il guadagno che ci faranno coi vari noleggi. Per legge poi, un noleggiatore non può noleggiare cassette destinate alla vendita o allegati dei giornali. E’ chiaro che, in tal senso, il catalogo sarà sempre ristretto e bene che vada avrà una copertura costante solo dagli anni ’80 in su.

  22. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 2:45 pm #

    > manca un pezzo come il corvo joe, ma questo per mtv è il minore dei mali..Ma intendi bello come Il Corvo Joe o di quel respiro?

  23. pepita febbraio 5, 2008 a 3:38 pm #

    > Stessi sopracciglioni, stessa faccia paciarotta, stessi capelli liscinerissimi e lucidi. Non poteva essere messa a caso questa cosa. Chi nesa di più?Trattasi di Lauro, l’amico di Marrabbio (ma il Mambo non era un semplice forno, si mangiava coi controfiocchi!). Però magari la somiglianza era messa a caso. Tu pensavi a un disegno divino? 

  24. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 3:45 pm #

    > Però magari la somiglianza era messa a caso. Tu pensavi a un disegno divino? A caso un par di ciufoli! Al di là della faccia paciarotta, era lo stesso modello preciso spiaccicato di parrucca e di sopracciglia! Ma si mangia meglio da Marrabbio o da Enzo?Comunque il mio comprimario preferito era uno dei pazienti della Cristina D’Avena dottoressa in Arriva Cristina. Trattasi di Michele Foresta, oggi Mago Forest, che pure negli anni ’80 c’aveva la fissa del mago: in Arriva Cristina era il “Mago Sapristi, Giochi Mai Visti”. Michele Foresta, tra l’altro, a me piace da matti già dai tempi del mitico Acqua Calda (con Frassica e Faletti), qualcuno se lo ricorda? Curioso come ai tempi avesse la comicità del timido/sottomesso e ora quella dell’aggressivo/cattivo. L’esatto contrario di Enzo Iachetti.

  25. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 3:47 pm #

    > Bagarre Acidshampoo: condannato e poi prosciolto alla voce santosubito.Ok, però voglio essere un santo degno della Madonna del Confort, protettrice degli interni in pelle.

  26. pepita febbraio 5, 2008 a 3:53 pm #

    > Ma si mangia meglio da Marrabbio o da Enzo?Enzo tutta la vita, che la cucina japan non mi piace affatto. Le polpette di Marrabbio però… 

  27. rezio febbraio 5, 2008 a 4:50 pm #

    Ma intendi bello come Il Corvo Joe o di quel respiro?intendo che de il corvo joe che, se pure ruffiano fin che vuoi, resta il miglior pezzo de la malavita, non hanno fatto manco il video, a mè piaceva un sacco!

  28. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 5:07 pm #

    Concordo, Rezio. Il Corvo Joe era anche il mio momento preferito, de La Malavita. E pure per Bianconi. Però tutte quelle suggestioni, quelle diapositive, io le ho trovate anche in Antropophagus, almeno a livello di testo.

  29. Toscana Jones febbraio 5, 2008 a 5:16 pm #

    pepita:> E sono d’accordo con Toscana Jones sul gelato Haagen Dazs, soprattutto vaniglia con biscotto, oppure caramello e mandorla, superlativi (però la battuta in sardo non l’ho capita…)Mandorle caramellate oppure noci pralinate… un omicidio di carboidrati, però con mucho gusto! Quando aprì il negozio Haagen Dazs a Firenze, a metà degli anni 90, ricordo che ti guarnivano il gelato con il caramello caldo o con il cioccolato belga fuso: a contatto con il gelato, formava subito quella crosticina fantastica che ti scrocchiava in bocca… già questa premessa potrebbe valere una serata cine-forum con gelato annesso! La battuta in sardo gioca tra l’assonanza con il detto dulcis in fundo e con il fatto che il Sulcis è la regione della Sardegna dove si trovano le miniere, quindi è più che mai azzeccato parlare di in fundo… sono i parti della mia mente contorta, scusatemi… :-)acidshampoo:> …voglio essere un santo degno della Madonna del Confort, protettrice degli interni in pelleColgo, nella tua frase, una velata citazione del Vernacoliere… in particolare dell’ultima pagina, quando Federico Sardelli pubblicava la raccolta delle immaginette sacre, appunto, alternandola con le mirabolanti avventure del Mago Afono e le vignette del Bibliotecario alle prese con le pie vecchiette… ho indovinato?

  30. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 5:22 pm #

    Eh no Toscana, non leggo il Vernacoliere e la battuta è mia originale e autentica! E’ nata per fare incazzare mia mamma, devota della Madonna del Conforto (che ad Arezzo è più famosa del patrono S. Donato). Ma fin da piccolo giocavo su queste cose. Ero un moccioso di sette/otto anni e illudevo mia mamma dicendole: “Mamma, voglio tanto bene a Dio…” Lei sorrideva e io continuavo: “…al dio Orgok! Un dio azteco a cui fanno i sacrifici umani!” Che nano rompicoglioni insopportabile che ero, a ripensarci.E ricordo Nicola, all’asilo, che mi faceva: “Andiamo vicino alle suore e parliamo di Satana!”

  31. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 5:39 pm #

    I gelati Haagen Dazs li prendeva sempre il Cincinelli, quando stava bene. Anche quelli lì: costano come un diamante esacerbante, ma però sono dei bicchirini veramente bighini. Il Cincinelli li mangiava in macchina, usando la sua unghia lunghissima del mignolo come palettina. Uno schifo.Ma parlando di cose aretine: i gelati Stocchi che fine hanno fatto? Com’è che quasi nessun bar ha più l’escusiva con loro?

  32. pepita febbraio 5, 2008 a 5:40 pm #

    > Ma intendi bello come Il Corvo Joe o di quel respiro?Resta fermo che Joe per un corvo è davvero un nome pessimo. Non si presta no! Mi rovina tutta la canzone! Quando lo sento mi viene un nervoso… Non potevano chiamarlo Gancio il Dritto? 

  33. acidshampoo febbraio 5, 2008 a 6:29 pm #

    Anche a me quel Joe non convinceva quando lo lessi nella tracklist, probabilmente non faceva impazzire nemmanco Bianconi, ma la ragion metrica ha avuto la priorità.

  34. frank febbraio 5, 2008 a 7:25 pm #

    Il corvo Bob? Il corvo Boe? Il corvo Spam? Il corvo Rock? Il corvo Roll? Macché, ha scelto ‘Joe’ per farci notare come non abbia più accento toscano, lui che Milano se la rigira come un calzino. Io neanche con una lobotomia e un trapianto di lingua riuscirei a smettere di dire ‘scittà’ e ‘sgiovanni’.

  35. pu-ragno febbraio 5, 2008 a 9:29 pm #

    > …come si spiega che ogni sede della multinazionale sfoggia fra i suoi scaffali video amatoriali per pedofili…>Forse perchè la catena Blockbuster è di proprietà del Vaticano..!!Quesa m’è piaciuta, Toscana Jones!

  36. pu-ragno febbraio 5, 2008 a 9:44 pm #

    >Marinaio,però  conta che non troverai mai un videonoleggio che abbia i film di Ferreri, Pasolini e Petri.E invece vi sbagliate. Una volta abitavo dietro a un Blockbuster, cioè c’era un Blockbuster che abitava dietro a me, e avevano una bella collezioncina di Pasolini. Non voglio dire cazzate, ma forse c’era anche Salò. Io ho affittato il Decameron e I racconti di Canterbury (troppo belli)! 

  37. Daiana febbraio 5, 2008 a 10:16 pm #

    paul di ransie la strega nononono Paul era mio e basta infrarosa. Non mi fare arrabbiare eh che a Ransie io ci somiglio parecchio. 

  38. Daiana febbraio 5, 2008 a 10:23 pm #

    Il post è parecchio bellino peccato che mi faccia sentire così provincialotta…. io non ho mai avuto un blockbuster. Solo videonoleggi a conduzione familiare delle vecchie vhs a 3000 lire al giorno. Che bei tempi.

  39. pu-ragno febbraio 5, 2008 a 10:30 pm #

    Vi consiglio questo sito.

  40. infrarosa febbraio 5, 2008 a 11:15 pm #

    daiana, qui ci toccherà litigare, che io e rensi fa conto du gemelle! e l’ultima puntata, quella del gatto, quella che paul scoore la porta in cantina, te la ricordi?

  41. Toscana Jones febbraio 6, 2008 a 12:26 am #

    acidshampoo: > i gelati Stocchi che fine hanno fatto?Bòòni i gelati Stocchi… quando ero un imberbe cittino, nelle mie estati casentinesi, ne mangiavo a pacchi! Ero particolarmente legato alla Coppa Primavera, quella con la stracciatella… ve la ricordate? Comunque adesso i gelati Stocchi sono commercializzati con il nome di “Caffè Del Vapore”, che fa tanto Antica Gelateria del Corso ma almeno si sa da dove vengono…!! Maggiori info nel link sul mio nick che, una volta tanto, è vero!

  42. acidshampoo febbraio 6, 2008 a 1:53 am #

    QUI un nuovo trailer per Funny Games, in uscita da noi il 18 marzo.QUI quello vecchio, vietato ai minori.QUI cinque clip del film.

  43. acidshampoo febbraio 6, 2008 a 2:41 am #

    Quale sito, pu-ragno? Questo su cui scrivi? Sì, non male.

  44. acidshampoo febbraio 6, 2008 a 4:53 am #

    Toscana, ma a proposito di Gelati Stocchi, vogliamo parlare della mitica Pipa? Specie la prima versione, col clown giallo o rosso. Poi il clown ha cambiato design e le pipe sono diventate celesti o rosa. Io in una ci tengo l’unghia del pollice che m’ha strappato per errore quel cialtrone di aristide1981 con la sua camminata sdatta di merda.Tornando alla Stocchi, spettacolare anche quel cilindro di plastica, col gelato variegato al cacao dentro, con lo stecco di plastica da mettere sotto per tirarlo su. Però l’hanno tolto dal catalogo. Anzi, a dire il vero l’anno scorso l’Algida l’ha copiato, ma non funzionava.Non sapevo che il Caffè Del Vapore fosse il nuovo nome della Stocchi, anche perchè conosco solo la linea di prodotti da ristorante, ben più risicata di quelli da bar. Ma possibile che non ci sia un bar che li tiene?

  45. frank febbraio 6, 2008 a 9:57 am #

    Pu-ragno, io il link l’ho visto (posthuman.it). Anch’io ero abituata agli iperlink che si evidenziavano da soli, qui bisogna formattarli noi. Anche Acid andrebbe formattato quando fa il rustico senza motivo…

  46. mato febbraio 6, 2008 a 10:01 am #

    io non vado da blockbuster da un paio di anni.. da quando presi tre dvd e riuscii a vederne solo due.. per cui mi sembrò logico portarne due e tenermi il terzo in attesa di trovare il tempo.. però dopo una settimana mi chiamarono:-lei non ha restituito un dvd- impossibile- risulta dal terminale- le dico che è impossibile, 3 ne ho presi e 3 ne ho dati, cosa faccio? ne restituisco solo due?- ma… non può controllare?- mi sta dando del bugiardo?- no solo controllare- vabbè controllo- ok- ok- …- …- allora grazie- grazie a lei controllai e in effetti era proprio lì sulla mensola.. sono passati due anni ma ancora non sono riuscito a vederlo, porca miseria..la 25° ora, lì nella sua custodietta blu blockbuster.. mi chiedo quanto ho maturato di penale..

  47. pepita febbraio 6, 2008 a 10:09 am #

    Mato, se serve un legale io sono qui, eh! Un’avvocata scrupolosa e spiritosa, affabile e affidabile a un tempo (annuncio conforme al decreto Bersani). Comunque il film vedilo, a me è piaciuto…

  48. frank febbraio 6, 2008 a 10:10 am #

    Mato, che testa di minchia. So che non ti presterò mai niente. Sono quelli come te che inducono a comprendere le penali già nel primo prezzo, la tassa Siae nei supporti vergini, è per quelli come te che hanno istituito le cauzioni stellari per ogni cosa in prestito o affitto. “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno” dovrebbe diventare “Per colpa di Mato quel commesso s’è suicidato”.

  49. anfiosso febbraio 6, 2008 a 10:12 am #

    Comunque è vero che passare le serate al blockbuster è roba da barboni, l’ho fatto spesso anch’io, e dopo le nove di sera, se eccettui alcuni miei colleghi, ho sempre visto la desolazione più totale.

  50. frank febbraio 6, 2008 a 10:22 am #

    Pepita forse avrò io bisogno dei tuoi servigi… ieri ho ricevuto la mia prima ingiunzione di pagamento da un avvocato (contiene la parola “intimare”, brrr), nel quadro di una situazione condominiale apparentemente tranquilla ma in realtà caotica ed esplosiva… Tieniti libera, qui c’è roba grossa.

  51. pepita febbraio 6, 2008 a 11:54 am #

    Frank, sono pronta! Tranquilla, “intimare” si usa solo per intimorire l’avversario. E’ tutta scena, come “per mero tuziorismo difensivo” o come “non v’è chi non veda”… Magari la lettera si chiude anche con “Tanto Vi dovevo in esecuzione al mandato conferitomi”, la frase definitiva, quella che ti rende subito chiaro che Perry Mason a confronto è un pivellino. Tieni presente poi che sono l’unico avvocato sulla piazza abituato a farsi pagare in consumazioni in bar/pizzerie dai prezzi modici. Un vero affare, garantito! (Annuncio conforme al decreto Bersani)

  52. mato febbraio 6, 2008 a 1:54 pm #

    frank, mi hai ricordato il sergente hartman a palla di lardo “sono quelli come te che al mondo incrementano la razza dei ladri”.. in ogni caso non credo funzioni esattamente come l’hai messa giù tu, ma tant’è..

  53. ilmarinaio febbraio 6, 2008 a 2:38 pm #

    Vi consiglio questo sito.Ah,si, Pu-ragno, sei appassionato di fantascienza?  Io non propriosolo di fantascienza, ma è uno dei campi che mi interessano.  Siccome siamo qua per fare due chiacchiere, tanto per cominciare, chene pensi delle seguenti cose?1.  J.G: Ballard, specie nei racconti2.  William Gibson3.  Il fumetto Nathan Never Domanda d riserva:  quali sono gli autori/libri/film/fumetti di fantascienza che consigli ai non esperti?

  54. Daiana febbraio 6, 2008 a 4:53 pm #

    e l’ultima puntata, quella del gatto, quella che paul scoore la porta in cantina, te la ricordi?Purtroppo io non sono mai riuscita a vederla… noi poveri mortali provinciali non ci s’aveva un segnale fisso dai canali minori e io ogni giorno pregavo per potremi imbattere in una puntata di rensie ma non era così facile. Infatti mi è rimasto così tanto il pallino che da un pò sto scaricando tutte le puntate per fare pari anche se riverderla ora a volte è un pò pesa eh! A me cmq mi garbava anche Ralph Macchio, quello di Karate Kid, che per caso mi vuoi pigliare anche quello?!

  55. Daiana febbraio 6, 2008 a 5:05 pm #

    Cmq scusa Infrarosa ma te mi sembri parecchio più disinibita e disincatata della nostra Rensie, no?! Lei è tutta cuoricini, rossori e pudicizia… cose in cui “purtroppo” mi sono sempre riconosciuta. Te sei più quella sveglia e sbarazzina che io invidiavo tanto da piccina, sbaglio?

  56. infrarosa febbraio 6, 2008 a 5:29 pm #

    tranquilla daiana, quello di karate kid te lo lascio. però lo “sveglia e sbarazzina”, beh, è uno scudo molto efficace e purtroppo molto ingombrante… non mi avresti invidiato nemmeno per idea.

  57. acidshampoo febbraio 6, 2008 a 5:34 pm #

    > Cmq scusa Infrarosa ma te mi sembri parecchio più disinibita e disincatata della nostra Rensie, no?!Soprattutto disinibita.

  58. Oleandro febbraio 6, 2008 a 5:46 pm #

    Roba da matti. Sono stato ora nell’orto e ho visto che qualcuno ha preso in prestito una palla di cavolo. Ragazzi non si salva piu niente. 

  59. acidshampoo febbraio 6, 2008 a 6:09 pm #

    > Roba da matti. Sono stato ora nell’orto e ho visto che qualcuno hapreso in prestito una palla di cavolo. Ragazzi non si salva piu niente.Secondo me è stato il Matteini. Da picino la brascai nell’orto, tranquillo, che pigliava delle verdure che gli servivano. Benebene.

  60. Toscana Jones febbraio 6, 2008 a 7:34 pm #

    acidshampoo: > Toscana, ma a proposito di Gelati Stocchi, vogliamo parlare della mitica Pipa? Specie la prima versione, col clown giallo o rosso. E’ vero, mi ricordo della pipa rossa con il tappo bianco, che poi era il cappello del clown. Mi ricordo anche che, per quanto mi sforzassi, la funzionalità della pipa era molto ridotta, quindi il loro progetto costruttivo di aspirare il gelato come se fosse tabacco non deve aver incontrato grossi favori. Anche mangiare il gelato col cucchiaio non era cosa da poco, perchè la sagomatura interna della pipa faceva si che il gelato si nascondesse negli anfratti della faccia del clown e, a meno che tu non avessi avuto esperienza di speleologia, non riuscivi mai a mangiarlo tutto… > Tornando alla Stocchi, spettacolare anche quel cilindro di plastica, col gelato variegato al cacao dentro, con lo stecco di plastica da mettere sotto per tirarlo su. Confermo, anche quello molto buono! Il suo difetto maggiore però era che, arrivato alla fine del gelato, arrivavi anche alla fine dello stecco di plastica… e per finire di mangiare il gelato rischiavi che il disco, sul quale era posato il tutto, uscisse dal cilindro e ti smerdasse la maglietta. Ricordo anche che il bar del paese dove avevo la casa era gestito da uno che si chiamava Stocchi di cognome, ed ho sempre pensato che fosse un parente del produttore…

  61. infrarosa febbraio 6, 2008 a 7:36 pm #

    eh no toscana, la pipa andava fatta sciogliere, e allora sì che si succhiava bene! un po’ di anfratti rimanevano comunque, vero

  62. acidshampoo febbraio 6, 2008 a 7:50 pm #

    Sì, con la pipa bisognava avere pazienza, andava fatta sciogliere bene e allora era veramente ottimo lo smerdino che uno succhiava dall’estremità della pipa. Sulla questione anfratti: secondo me hanno cambiato il clown proprio per questo. La seconda versione è meno anfrattoso.Una cosa però, ripeto, continua ad essere inspiegabile: com’è che all’Algida hanno cannato totalmente il meccanismo del gelato a pistone. Per capirsi, magari ricordo male e Toscana o la Infrarosa mi possono aiutare, nel cilindro della Stocchi, quando lo tiravi su il gelato fuoriusciva anche da sotto, come succede con la versione Algida, o lì il meccanismo era perfetto come in effetti ricordo io?

  63. Toscana Jones febbraio 6, 2008 a 8:13 pm #

    infrarosa: > eh no toscana, la pipa andava fatta sciogliere, e allora sì che si succhiava bene!Vedi? Anche in questo le donne sono sempre più avanti… 🙂 acidshampoo: > nel cilindro della Stocchi, quando lo tiravi su il gelato fuoriusciva anche da sotto, come succede con la versione Algida, o lì il meccanismo era perfetto come in effetti ricordo io?Tendo a pensare che la Stocchi, in quanto azienda artigiana, curasse di più la funzionalità dei suoi prodotti. Allo stesso modo, penso che la Algida abbia creato il Calippo proprio per evitare questo problema: lì il fondo è saldato e non ci sono stecchi di plastica da infilare a mò di clistere…P.S.= Durante la recente ristrutturazione del mio blog (ogni tanto mi ricordo di averne uno!) ho linkato i siti che frequento, tra i quali c’è anche lo Sgargabonzi… PIGIASI QUI

  64. caramelleamare febbraio 6, 2008 a 8:14 pm #

    Cmq scusa Infrarosa ma te mi sembri parecchio più disinibita e disincatata della nostra Rensie, no?!”> “Soprattutto disinibita.”>> “la pipa andava fatta sciogliere, e allora sì che si succhiava bene!”

  65. frank febbraio 6, 2008 a 9:15 pm #

    >>Sono stato ora nell’orto e ho visto che qualcuno hapreso in prestito una palla di cavolo.>Secondo me è stato il Matteini. Da picino la brascai nell’orto, tranquillo, che pigliava delle verdure che gli servivano. Che se ne fa un cittino normale di verdure dal’orto?!

  66. infrarosa febbraio 6, 2008 a 9:41 pm #

    ai miei tempi sì, caramelle, ai miei tempi…

  67. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 12:31 am #

    Grazie del link, Toscana! Anch’io ti ho linkato qui fra i siti toghi, sotto The Heart Of Rock’n’Roll.

  68. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 12:34 am #

    > Che se ne fa un cittino normale di verdure dal’orto?!In culo, Francesca. In culo.

  69. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 5:25 am #

    QUI le prime immagini di Vinyan, l’opera seconda di Fabrice Du Welz, regista belga che ha esordito con lo strepitoso Calvaire.

  70. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 5:43 am #

    Per chi se li fosse persi, QUI il video dei Baustelle ospiti a DeejayChiamaItalia.

  71. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 6:01 am #

    QUI una video intervista a Daniele Silvestri.

  72. rezio febbraio 7, 2008 a 10:20 am #

    Il Corvo Joe era anche il mio momento preferito, de La Malavita. E pure per Bianconi. Però tutte quelle suggestioni, quelle diapositive, io le ho trovate anche in Antropophagus, almeno a livello di testo. secondo mè in parte il testo di questa canzone è stato ispirato dalla visione del film la terra dei morti viventi di Romero, anche in questo c’era una visione della società divisa in due caste, allusione a quel popolo di emarginati presente a milano come in america come in qualsiasi metropoli europea, l’hai visto?

  73. rezio febbraio 7, 2008 a 11:05 am #

    il corvo joe era molto più epico, poi faceva pure frignare le ragazze quando lo mettevi in autoradio,eheheheheh  questo album non l’ho ancora inquadrato bene, ci sono dei pezzi molto belli come baudelaire che acid non ha apprezzato molto(trovo abbia una ritmica notevole), invece non riesco a  trovare niente di chè in l, poi alcune cadute di stile a livello di testi(all’epoca mia non si usava il cellulare, cazzzzo!)senza fare paragoni con il sussidiario trovo che anche ne la moda del lento ci siano gemme che amen non possiede(reclame)(…più freddo adesso di quando la neve bianca mi gelò la giacca a vento) ma erano altri tempi..all’ispirazione pur presente in parte in amen si è sostituito il “mestiere” e la produzione, che non è un male anzi

  74. pepita febbraio 7, 2008 a 11:29 am #

    >(all’epoca mia non si usava il cellulare, cazzzzo!) Quella del nonno non convince neanche me, mi sembra di sentire mio padre supereroe quando racconta le sue gesta modello Klondike, che tra l’altro so a memoria (prima del 55, quando ci siamo trasferiti, andavo da solo da un paese all’altro con la bici del nonno, macinavo chilometri e chilometri sotto la pioggia, avevo ancora i pantaloni corti ed ero talmente piccolo che dovevo pedalare da sotto la canna…). Marò!

  75. frank febbraio 7, 2008 a 2:14 pm #

    My Blockbuster night.Ieri sera ho visto ‘Leningrad Cowboys Go America’, ed è il secondo film di Aki Kaurismaki che vedo (oltre a ‘Le Luci Della Sera’). Mi ha rinnovato quest’impressione: laddove c’è gente che ride e piange con Kaurismaki, io mi annoio. Mi sembra destinato a un pubblico che non sono io, contento di vedere un film strano in quanto tale: dialoghi estremamente rarefatti, personaggi paradossali solo esteriormente, situazioni grottesche all’acqua di rose che forse vogliono essere sottile parodia satirica. Trame che mi ricordano quelle di Chaplin, però Chaplin mi piace e lo trovo genuino. Sul finale, mi sono addormentata. Ma forse sono io che sono inaridita e piena di sfiducia e preconcetto. Oppure sono troppo formattata dalla commedia italiana e da quella americana. Si faccia avanti un volontario in grado di farmi piacere Kaurismaki.

  76. pu-ragno febbraio 7, 2008 a 2:38 pm #

    Marinaio, sì mi piace la fantascienza ma non me ne intendo. Ad esempio, Ballard non lo conosco proprio e Nathan Never non lo leggo (forse dovrei). Gibson mi piace, racconti e sceneggiature. Quelli che consiglierei sono naturalmente Philip K. Dick e in particolare “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” e il film da qui tratto Blade Runner, H.G. Welles per la preistoria della fantascienza, ecc. Possiamo approfondire, se vuoi, ma più in là perché sono fuori casa fino a sabato. Postuhman è particolarmente interessante, per le possibilità che apre all’androidismo, all’espansione delle capacità umane, al limite fra uomo e macchina…

  77. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 3:26 pm #

    Rezio, di Baudelaire mi piace la musica, solo trovo che il testo sia un’occasione sprecata, perché avrei voluto portarmi a casa una nuova “storia” dei Baustelle, uno dei loro cortometraggi. Per lo stesso motivo (e non solo) non amo granché il testo de I Provinciali.Per quanto riguarda La Moda Del Lento, concordo che ci fossero canzoni bellissime, che funzionavano alla grande, ma quello che non mi ha mai convinto è come suona quell’album. Freddo, stilizzato, con interventi di Massara invadenti e poco fusi col resto. Reclame per dirti, che sarebbe una gran canzone, io non riesco più ad ascoltarla.

  78. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 3:38 pm #

    > secondo mè in parte il testo di questa canzone è stato ispirato dallavisione del film la terra dei morti viventi di Romero, anche in questoc’era una visione della società divisa in due caste, allusione a quelpopolo di emarginati presente a milano come in america come inqualsiasi metropoli europea, l’hai visto?In effetti è vero, il paragone calza. Buono La Terra Dei Morti Viventi, ma comunque il mio preferito della tetralogia Romeriana è Il Giorno Degli Zombi. Oh, ti segnalo che sta per uscire da noi il quinto zombie-movie romeriano, universalmente consacrato a capolavoro. Anche per Romero è il più bel film che abbia mai diretto, anche perché per la prima volta da La Notte Dei Morti Viventi ha avuto libertà assoluta. QUESTO il trailer di Diary Of The Dead.

  79. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 3:42 pm #

    Frank, di Kaurismaki ho visto L’Uomo Senza Passato. Restando in quell’isola assurda che è il cinema da festival del cinema, devo dire che Kaurismaki non è nemmeno il peggio. Quel film a Caramelle piacque più che a me (ma di sicuro nemmeno se ne ricorda). Comunque quello che conta è che del bravo Kaurismaki, dei suoi pittoreschi personaggi, del suo mondo tenero, malinconico ma anche comico, a me non me ne frega un emerito cazzo. Sono i tipici film che va a vedere il Donati e poi fa “capolavoro! Capolavoro!”. E poi non li rivedrà mai più nella vita.

  80. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 3:47 pm #

    Tra l’altro, un film che poteva essere una cazzata ma non lo è affatto: Cloverfield.Mammamia che godimento! M’ha messo addosso una paura, un panico e un’adrenalina che quasi non ha precedenti. 80 minuti senza respiro. Veramente geniale come è stata gestita la ripresa con la videocamera digitale.Il film sarà anche prodotto da J. J. Abrahms, ma è lontano una galassia dalla fuffa di Lost.

  81. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 3:49 pm #

    Un film che potrebbe meritare: The Tripper, di David Arquette. QUESTO il trailer.

  82. mato febbraio 7, 2008 a 4:07 pm #

    L  la mia ragazza si chiama laura.. mi ci rivedo.. mi piace l’andamento alla bolero.. odioso l’inserto orchestrale con sto pseudoclavicembalo che paiono i rondò veneziano, almeno un po’ di improvvisazione cribbio, sembra la programmazione di garage band su mac.. però la canzone è molto bella.. (non mi piace l’esibizione fine a se stessa di romher con aimee, bah..) Antrophophagus grandissimo pezzo.. grande tematica dell’assurdo.. ci sono diverse canzoni sul cannibalismo.. chissà come mai sono quasi tutte belle.. bellissima la coda house, quasi techno.. “Il loro eterno roteare come agnello del kebab” è il verso più bello dell’album.. panico mi piace ,olto l’arrangiamento, ma do ragione ad acid, la canzone gira a vuoto, non si risolve, nulla dice.. altro potenziale lato b.. ma dal vivo secondo me sarà una delle più trascinanti.. qui si comincia a capire che la produzione del disco è troppo hi-fi.. mai sentito un blues così tirato a lucido.. tutto il disco doveva essere un po’ più sporco.. alfredo una delle mie preferite fin da subito.. mi ha commosso per davvero.. il testo è perfetto.. alla bersani.. forse l’arrangiamento poteva essere migliore.. dark room una cagata.. la solita rachele con orgasmi multipli.. un testo che fa venire i brividi “Che segno sei? leone”).. non basta un po’ di bossanova per fare atmosfera.. questa anche sul lato b m’avrebbe fatto schifo..

  83. mato febbraio 7, 2008 a 4:11 pm #

    E così sia va beh, è l’introduzione colombo mi piace, non mi fa impazzire, ma è una buona canzone, già si capisce dove va a parare l’album: ottima produzione, testi curati, suoni puliti, melodie trascinanti charlie fa surf l’ho odiata subito.. ho odiato charlie, bianconi come la canta, il ritornello paro paro a quello di la guerra è finita.. eppure cresce ascolto dopo ascolto.. ora mi piace.. tra tutte è davvero la più immediata ed adatta a lanciare il disco il liberismo ecc. oh, qui siamo dalle parti dei pezzi pregiati, mi piace molto.. il testo, alcune immagini, la desolazione.. mi piace meno il finale in cui il bianconi entra e ci suggerisce quasi che anna non crede più a un cazzo perchè lui non la chiama più e preferisce giocare a mario bros.. però è un gran bel pezzo.. si comincia a stare dalle parti del cantautorato.. aeroplano uno dei testi più belli del disco.. quelli che piacciono a me, con l’espressione di un sentimento più che una storia.. avrei tolto la faccenda di baghdad che rende la canzone meno universale.. bella anche la melodia e la ripetitività dell’arrangiamento.. paradossalmente non l’ascolto mai perchè cantata da rachele.. rachele distrugge le canzoni dei baustelle, soffoca le parole, ottima come corista pessima in solitaria.. lei stessa ha confessato di non pensare molto a ciò che dice mentre canta.. si sente.. baudelaire ottimo arrangiamento, pessima musica (gioca fondamentalmente su una nota).. il testo non mi dispiace. la canzone poteva però anche essere lasciata ad un eventuale bonus track su singolo.. primo passo falso..

  84. mato febbraio 7, 2008 a 4:12 pm #

    l’uomo del secolo sulla carta l’avrei messa tra le preferite.. è la prima ad avermi annoiato.. non è male.. ma non c’è nulla di speciale… la vita va non vorrei sembrare stronzo.. quindi non dico nulla.. andarsene così questa mi piace parecchio.. l’inecdere inesorabile, l’atmosfera.. un’altra delle mie preferite.. spaghetti western doveva essere nella scaletta ufficiale.. ma come si fa a coprire così il fischio di alessandorni con questi gemiti inutili?

  85. frank febbraio 7, 2008 a 4:29 pm #

    >del bravo Kaurismaki, dei suoi pittoreschi personaggi, del suo mondotenero, malinconico ma anche comico, a me non me ne frega un emeritocazzo.Non se n’era mai parlato, ma c’avrei scommesso. Però resto in attesa di un sostenitore di Kaurismaki che mi dica la sua. Su Cinema Del Silenzio leggo critiche tipo: “Kaurismäki ha dato vita a un universo cinematografico caratterizzato dapersonaggi alla deriva, disorientati, all’interno di spazi periferici edesolati, e di un più grande incomprensibile mondo contemporaneo.” Fin sono d’accordo, e direi che questo lato della sua “poetica” è molto riuscito. “Esoprattutto lo ha saputo raccontare, in modo straniato e poetico,venando ogni sua storia di uno dei tratti più caratterizzanti dei suoifilm, ovvero un umorismo surreale e disperato, senza patetismi e con unestremo pudore dei sentimenti.” Mah. Questo straniato e poetico mi sembra tanto uno “strano” calcolato a tavolino, e di patetismo io ce ne ho visto a quintali…

  86. frank febbraio 7, 2008 a 5:01 pm #

    E parlando ancora di cinema: non ti sembra che Silvio Muccino stia sempre più somigliando a Russel Crowe? Sto cercando una foto che renda l’idea…

  87. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 5:27 pm #

    QUI un’intervista a Ultimo De Salvi, il creatore della miniserie horror a fumetti Asya, che esordirà a breve nelle edicole, edita da Sunset.

  88. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 5:30 pm #

    > E parlando ancora di cinema: non ti sembra che Silvio Muccino stiasempre più somigliando a Russel Crowe? Sto cercando una foto che rendal’idea…In effetti è vero. Dico solo che a me Muccino Jr., al contrario del fratello non mi sta antipaticissimo (forse è solo merito di Max Tortora e di CQ). Però ho visto il trailer del film e l’ho trovato agghiacciante. E il titolone sulla pagina dello spettacolo del numero di ieri de La Repubblica, ha fatto il resto: “Il mio film ha commosso mio fratello”.Un film che commuove Muccino Sr.? SCAPPARE!

  89. pepita febbraio 7, 2008 a 5:37 pm #

    Voi che siete esperti, esiste un regista che si chiama Ozu? Che tipo è? Sto leggendo un libro che ne parla…

  90. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 7:27 pm #

    Pepita, ti dico solo Ozu è un regista da Lozissou. Io so solo che è giapponese ed è morto negli anni ’60 e che si sente citare quando ci sono quelli che devono fare vedere che si intendono di cinema. E allora è tutto un andare di Ozu, Renoir, René Clair e Siodmak. Io so solo che Ozu è da non confondersi con Frank Oz, quello de La Piccola Bottega Degli Orrori.

  91. frank febbraio 7, 2008 a 7:34 pm #

    >è tutto un andare di Ozu, Renoir, René Clair e Siodmak.CHIII?! Sono troppo felice di non conoscerne nemmeno uno, neanche per sentito dire. Io avrei detto “da non confondere con Ozone”. 

  92. acidshampoo febbraio 7, 2008 a 7:39 pm #

    Sono i tipici nomi da Ghezzi, grandi del cinema da retrospettiva dovutissima, che non troverai una persona al mondo che ci impazzisce, ma chiunque se ne intenda li considera i grandi che oggi non ci sono più. Ma forse, a impressione, per Robert Siodmak non è così. Ok, allora lo sostituisco con Jean Vigo.

  93. ilmarinaio febbraio 7, 2008 a 7:49 pm #

    Ad esempio, Ballard non lo conosco proprio e Nathan Never non lo leggo (forse dovrei).Ecco, ti consiglio di lasciar perdere Never, che è perdibilissimo, ma di leggerti i racconti di Ballard.Gibson mi piace, racconti e sceneggiature.Io ho letto molto tempo fa Count Zero e Virtual light;  mi sono piaciuti.  Sceneggiature?  per quale film? Dick ho letto qualcsoa (bellissimo:  La svastica sul sole – aka The man in the high castle)ma ancora mi ci devo buttare… la trilogia di Valis non l’ho capita..però pensavo meglio.. Quali sono le cose di Dick da leggersiassolutamente, a parte le “pecore”?

  94. ilmarinaio febbraio 7, 2008 a 8:02 pm #

    Ozu? Che tipo è?Ozu è un regista giapponeseex-alcoolista, che attualmente vive nel tetto di un capannone dilamiere a Osaka.  Figura di spicco dello strutturalismo nipponicoanni ’70, ha esordito con il capolavoro L’uomo delle frittelle (1971), poi ha proseguito la sua carriera con Il gatto del cugino (1974), La luna riflessa nello specchietto (1975), Confessioni di un suonatore di risciò (1981) e soprattutto Lo sculacciatore di scimmie (1984) che gli ha portato l’oscar.

  95. ilmarinaio febbraio 7, 2008 a 8:05 pm #

    Qui Ozu con la moglie.

  96. frank febbraio 7, 2008 a 8:18 pm #

    Io metterei anche Asimov, Matheson e Bradbury fra gli imperdibili. E di recente ho letto Tevis (‘L’uomo che cadde sulla Terra’) e lo consiglio caldamente. Io sono appassionata di fantascienza in generale, di quella soft in particolare, dove l’aspetto tecnologico è solo un pretesto per interrogativi psicologici ed esplorazioni umanistiche.

  97. ilmarinaio febbraio 7, 2008 a 8:38 pm #

    Allora Frank, se hai tempo, beccati anche Straniero in terra straniera di Heinlein.  Tra l’altro, libro di fantascienza che è stato preso per bandiera dai movimenti del ’68.

  98. frank febbraio 7, 2008 a 8:59 pm #

    Heinlein è già nella mia ‘wishlist’ personale, e se non erro proprio perché me lo consigliasti te tempo fa… Forse perché avevo inconsapevolmente citato il titolo, troppo suggestivo.

  99. pu-ragno febbraio 7, 2008 a 11:38 pm #

    Per sceneggiatura di Gibson mi riferivo a quella per Johnny Mnemonic, che è una cagata di film ma il racconto relativo è molto più bello. Altri di K. Dick credo Minority Report e A Scanner Darkly che come film mi sono piaciuti un sacco ma i libri non li ho letti.

  100. lozissou febbraio 8, 2008 a 12:22 am #

    Che coglione sei!Kaurismaki è proprio un regista che non mi fa per niente impazzire invece. Proprio perché è talmente volutamente freddo da risultarmi… freddo.Su Yazujiro Ozu, invece, spenderei una parola con cognizione di causa: gigante.E ti dirò anche che la rappresentazione del tuo immaginario da “questi sono registi per chi si sente in dovere di dire e blabla” mi pare sempre più scontata, banale e, se mi permetti, autolesionista. Solo perché è giapponese o sono vecchi in bianconero? Mah. Non conosci Ozu (o chi per lui) né lo vuoi conoscere? D’accordo, ma non ne parlare allora con questi termini assoluti, né per lui né per chi lo vede; nonché: guarda che ti perdi davvero qualcosa. Qualcosa di non così ostico, difficile, impegnativo. Che poi c’è chi ti va dietro a spron battuto e senza ironia né filtri e non può fare a meno di rendersi ancora più squallida con la A: già, Frank, questa A finale è tutta per te, così ADDIRITTURA FELICE di non conoscere Ozu, Clair, Vigo, Siodmak (SIODMAK si badi bene, uno che faceva film principalmente thriller o noir! ahah Frank, che spettacolino triste sei). Ma vattene affanculo, te e il tuo sguardo felicemente limitato! No perché la Frank è tanto felice di non aver mai a che sporcarsi le mani con Ozu e anche tanto felice di comprarsi Rocco Tanica della Bompiani e tanto orgogliosa di dire tutto questo come fosse norma buona e giusta.

  101. lozissou febbraio 8, 2008 a 12:34 am #

    Gelati Stocchi: vivi e vegeti ma, nostalgia per la Pipa a parte (la usa anche il personaggio di una mia sceneggiatura), che ora fossero pure buonissimi, mi pare iperbole bell’e buona. Erano anzi noti per fare onco, dalle mie parti almeno.Menne, marca toscana ma non aretina credo, era (è?) sì una gran gelateria industriale.

  102. lozissou febbraio 8, 2008 a 12:34 am #

    Scusa Frank, non “addirittura felice”: addirittura “troppo felice” di non avere mai visto niente di loro né, addirittura, di averli mai sentiti. Per me, se non li hai mai neanche sentiti, sei una povera mentecatta che è meglio che si nascondi invece di ostentare, addirittura, tanta sicumera. Ché poi, c’avrei scommesso, una come te per K. Dick (uno scritturocolo dalle intuizioni geniali) ci va matta.

  103. infrarosa febbraio 8, 2008 a 12:48 am #

    a me mi sembra che i gelati stocchi erano gli unici ad offrire coni gusto fragola e nocciola, gli unici due gusti per me seri da decenni a questa parte. o mi sbaglio?

  104. acidshampoo febbraio 8, 2008 a 3:36 am #

    Lozissou, dono di Dio al cinema, scaldati poco. Di nuovo hai fatto un concentrato super-energetico di quello che ho scritto e c’hai capito un emerito cazzo, come tua abilità precipua da sempre.Non conosco quei registi (sono un ignorante del bel cinema), per me possono anche essere la meglio gente. Dico solo che ho imparato ad associare quei cognomi a certi cinefilini alienati della peggio razza. Nomi che sento solo per polverose retrospettive dovute, per scrivere saggi, per far vedere che ci si intende di cinema e quando parla Ghezzi. E attenzione, non li associo a Truffaut, Fritz Lang o Lubitsch. Quelli mi arrivano sempre come autori per cinefili ma non solo, per retrospettive non solo dovute ma spesso anche godute. Ozu, Renoir, Clair e Vigo, a occhio e croce mi da l’idea che non c’è nessuno al mondo che non ci dorme la notte. Parenti compresi. Poi, per carità, sono gli intoccabili del cinema. I testi universitari ne saranno pieni, e magari ci sarà un capitoletto risicato per Scorsese e Elio Petri, da qualche parte.

  105. acidshampoo febbraio 8, 2008 a 3:46 am #

    Ah, Lozissou, scommetto che m’hai dato del “coglione” solo perché c’era la Frank che rincarava dopo, hai visto rosso e non hai fatto prigionieri. Ormai sei prevedibile come l’atto del cacare: ce l’hai con la Frank. Ma che t’ha fatto si può sapere? Sei andato al suo ristorante e t’ha cacato nel profiterole?Comunque fra Ozu e Rocco Tanica… Rocco Tanica tutta la vita. Su René Clair però dovrei pensarci.

  106. acidshampoo febbraio 8, 2008 a 3:52 am #

    > Gelati Stocchi: vivi e vegeti ma, nostalgia per la Pipa a parte (la usa anche ilpersonaggio di una mia sceneggiatura), che ora fossero pure buonissimi,mi pare iperbole bell’e buona. Erano anzi noti per fare onco, dalle mieparti almeno.Iperbole un cazzo. La Stocchi invece m’è SEMPRE piaciuta per il suo catalogo vispo, che sposava tradizione e innovazione, a metà tra la Sanson e l’Eldorado. Inoltre, i gelati della Stocchi erano lontani mille miglia di sapori schifosamente chimici e industriali dell’Algida (per me di gran lunga la peggio di tutte). Concordo sulla Menne, peraltro con un catalogo molto simile alla Stocchi.

  107. acidshampoo febbraio 8, 2008 a 5:08 am #

    > Su Yazujiro Ozu, invece, spenderei una parola con cognizione di causa: gigante.Quindi dici che è meglio “Fratelli E Sorelle Della Famiglia Toda” o “Il Gusto Del Sakè” rispetto a “Marge Contro La Monorotaia” e “Grattachecca & Fichetto Landia”?

  108. acidshampoo febbraio 8, 2008 a 7:35 am #

    > una cagata.. la solita rachele con orgasmi multipli.. un testo che fa venire i brividi “Che segno sei? leone”)..Senza contare che quel testo è così brutto (maledetta Francesca Genti) che quel “leone” invita a pensare che farà rima con “coglione” nella frase dopo. > non vorrei sembrare stronzo.. quindi non dico nulla.. Però dai, testo manieratissimo e Rachele che si stira a parte, è più sopportabile di Dark Room.

  109. rezio febbraio 8, 2008 a 8:45 am #

    nel liberismo.. c’è anna che sogna un gruppo armato..si è saltato un passaggio, se mai il gruppo armato è un mezzo per la realizzazzione di un sogno di giustizia ecc,ecc. questo stride, che droghe ha preso anna?trentenne che scrive con le bombolette spray sui muri, è il ritratto di una povera donna, poi chissà perchè quel “si è laureata anni fà” ogni volta mi ricorda il venditti fregnone; se non fosse per queste sbavature il liberismo sarebbe un pezzo notevole gli arrangiamenti di tutto il disco sono ricchi ma nei primi due dischi c’era più personalità sotto questo punto di vista..tra il sussidiario e amen c’è la stessa differenza che corre tra un mobile originale degli anni 70-80 che puoi trovare  ammaccato e sporco al mercato dell’usato ed uno nuovo dell’ikea, questione di gusti

  110. chiara febbraio 8, 2008 a 9:57 am #

    mi sono imbattuta in un blockbuster solo una volta, e a notte inoltrata…non ci sono più tornata ma solo perchè mi è molto più simpatico quel buco di videonoleggio che ho praticam sotto casa…almeno c’è un pavimento piastrellato come potrebbe esserci in una casa, così anche i muri, semplicem bianchi…invece di quel blu elettrico…mammamia!…ma volevo chiedere una cosa.. vi risulta che ci siano dei problemi per l’uscita di “caos calmo”?perchè ho letto che nei cinema arriverà con un leggero ritardo grazie a quella Santissima Commissione che deve stare a discutere-esaminare la scena di sesso…(STUDIATELA BENE, MI RACCOMANDO!)_Chiara_

  111. mato febbraio 8, 2008 a 12:07 pm #

    infatti acid, all’inizio la vita va mi sembrava la più brutta canzone dei baustelle e dark room invece semplicemente una canzonetta.. poi con gli ascolti, dark room è precipitata e la vita va si fa ascoltabile, il problema è davvero il canto di rachele, ma devo anche dire che qui siamo dalle parti del gusto più personale, perchè noto che a tanti quel modo di cantare piace, quindi mi ritiro..comunque pensa che bello: “che segno sei? coglione”.. la canzone avrebbe preso una piega incredibile..

  112. Toscana Jones 2 - Il Tempo Maledetto febbraio 8, 2008 a 2:46 pm #

    Azz’, mi tocca dividere il commento in 2 perchè dice ho scritto troppo… mai successo!infrarosa: > a me mi sembra che i gelati stocchi erano gli unici ad offrire coni gusto fragola e nocciola, gli unici due gusti per me seri da decenni a questa parte. o mi sbaglio? Direi che non ti sbagli: per verificare la qualità di un gelataio, infatti, ti consiglio di testare la nocciola e il pistacchio, che sono i due gusti più “difficili” da ottenere e i più “costosi” in termini di materie prime. Da lì si può capire quanta cura venga posta nella lavorazione del prodotto, sempre che si tratti di gelaterie artigianali, ovviamente: con i semilavorati industriali so’ bòno anch’io! acidshampoo: > Inoltre, i gelati della Stocchi erano lontani mille miglia di sapori schifosamente chimici e industriali dell’Algida (per me di gran lunga la peggio di tutte). Mamma mia!! Come quando c’erano i gelati Motta: piuttosto mi mangiavo il ghiaccio a morsi, era più saporito!!!

  113. Toscana Jones febbraio 8, 2008 a 2:49 pm #

    Confesso di non  seguire tutte le serie TV che seguite voi, di non conoscere le filmografie di tutti i registi giappo-cino-coreani e di non essere avvezzo a divorare libri di filosofia per poi intrecciarne le recensioni qui sopra… ma quando si parla di gelati, birre e alimentari in genere, sento di poter dare il mio contributo alla nobile causa: lozissou: > Menne, marca toscana ma non aretina credo, era (è?) sì una gran gelateria industriale MENNE è una di quelle aziende, come la Stocchi del resto, che nascono artigianali e poi, solitamente negli anni ’60-’70, si ingrandiscono fino a raggiungere livelli di produzione industriali, ma conservando la passione per la qualità che li ha contraddistinti fin dall’inizio. Un altro esempio di questa filosofia produttiva è senz’altro la Sammontana, che ha da sempre sede e stabilimento a Empoli. La Menne, invece, è di Certaldo (poco lontano da Empoli, sulla strada che unisce Firenze e Siena). Nota divertente: “menne”, in dialetto siciliano, indica le poppe delle donne…

  114. Nicola febbraio 8, 2008 a 9:11 pm #

    Nota divertente: “menne”, in dialetto siciliano, indica le poppe delle donne… non capisco dove sta il divertimento. 

  115. Toscana Jones febbraio 9, 2008 a 12:26 am #

    Nicola: > non capisco dove sta il divertimentoChiameresti la tua azienda “Gelati POPPE” ???

  116. Quadrilatero febbraio 9, 2008 a 1:04 am #

    > Segnalo QUI il bellissimo e inquietante trailer di The Happening (da noi: E Venne Il Giorno), il nuovo film di M. N. Shyamalan. Fan di Shyamalan? Togo! Allora d’ora in avanti seguirò ciecamente qualsiasi tuo consiglio. Ma proprio Qualsiasi, non sto scherzando.

  117. Pinxor febbraio 9, 2008 a 2:12 am #

    Comunque anche ‘sto post è tantarobba! Spassoso anzichenò.

  118. frank febbraio 9, 2008 a 5:39 am #

    >Nota divertente: “menne”, in dialetto siciliano, indica le poppe delle donne… Mi è stato fatto adeguatamente pesare quando aprii l’account su email.it, chiamandolo “minnule”… Menne e minne si dice in diverse parti d’Italia… e pensare che volevo solo fare una deformazione di “mignolo”.

  119. frank febbraio 9, 2008 a 5:43 am #

    >ma quando si parla di gelati, birre e alimentari in genere, sento di poter dare il mio contributo alla nobile causaTJ, te sei anche l’unico cultore e artigiano consapevole di assenzio che conosco.  A questo punto voglio portare la tua attenzione sullo yogurt della Sterzing-Vipiteno, in particolare su quello alla nocciola (se mi dici che è il gusto più difficile da riprodurre, resto due volte ammirata da quanto lo fanno buono) e quello ai mirtilli. ‘Na mousse. Alla coop ce l’hanno, sappimi dire…

  120. caramelleamare febbraio 9, 2008 a 8:48 am #

    Nota divertente: “menne”, in dialetto siciliano, indica le poppe delle donne… tj non essere modesto, direi che qui siamo molto piu nella zona dell’esilarante. altro che divertente e basta! 

  121. caramelleamare febbraio 9, 2008 a 8:50 am #

    e pensare che volevo solo fare una deformazione di “mignolo”. era una difesa o stavi cercando di passare ancora peggio?

  122. caramelleamare febbraio 9, 2008 a 8:58 am #

    si è vero il post è bllissimo e da blockbuster ho sentito che hanno raddoppiato il quanto ti pagano i dvd usati. l’hanno detto alla radio mentre facevo l’amore con me stesso sdraiato nudo su di uno specchio

  123. lozissou febbraio 9, 2008 a 10:18 am #

    Quindi dici che è meglio “Fratelli E Sorelle Della Famiglia Toda” o “Il Gusto Del Sakè” rispetto a “Marge Contro La Monorotaia” e “Grattachecca & Fichetto Landia”?Che coglione sei! (stesso valore semantico dell’altro che, come vedi, mi potevo permettere)

  124. lozissou febbraio 9, 2008 a 10:21 am #

    1. Quel “coglione” a inizio frase era affettuoso anzicheno invece. Niente di grave, concentrato, specifico. Coglione come strullo come grullo come bischero. Non idiota o imbecille.2. A proposito di prevedibilità (tipo il “dono di Dio al cinema”), ti dico che mi sembra sempre più prevedibile e limitata questa tua associazione – BANALIZZANDO – nome strambo (o simile) a cinefilini con la puzza sotto al naso alle visioni fuori orario alle retrospettive e quindi anche a Ghezzi. (per inciso: intanto Ghezzi, che piaccia o meno, manda fuori film impensabili e già questo lo ripaga di tutto il criptico ed eventuali pose annesse che si concede.) Lubitsch no, ché magari qualcosa lo hai visto o che poi passa anche a orari tutto sommato decenti, ma Ozu e compagnia bella no. Di questo passo, oso intuire che sarei capace di sapere a quali registi, paracci poi loro, attribuisci la schiera di cinefilini e a quali no. Che tu ci creda o no, mi scaldo per altri motivi (e mica per me cinefilino): con questa tua sensazione di fondo, finisce che Ozu non te lo vedi e non lo fai vedere ad altri. E ci perdi, e ci perdono.3. Con la Frank mi scaldo come mi sarei scaldato con chiunque altro, a prescindere di cose fatte, subite, recenti, lontane, che avesse detto quelle povere parole. Ripeto: addirittura evviva a non aver mai sentito tali nomi. Evviva! Mi par troppo, specie per Ozu che, a dispetto dei suoi film rigorosi, me lo immagino un simpaticone.

  125. lozissou febbraio 9, 2008 a 10:35 am #

    Scusate, ma non ho capito: questo nuovo album dei Baustelle è bello o no?Tante belle lodi iniziali ma poi pulci su pulci, ma non sarebbe neanche quello preoccupante: pare esserci dietro il livore di una “delusione” o di qualcosa di simile. Mi son perso, insomma.Ieri l’ho ascoltato frettolosamente agli assaggi volanti in un negozio di musica e non mi sono fatto un’idea.

  126. rezio febbraio 9, 2008 a 10:37 am #

    pare esserci dietro il livore di una “delusione” o di qualcosa di simile è un buon album vai tranquillo,ma per quanto mi riguarda non sono più una novità alcuni brani sembrano essere la copia meno ispirata di pezzi precedenti, se ti riferisci al mio commento è dovuto al fatto che sono un filino frustrato ultimamente:-)

  127. Toscana Jones febbraio 9, 2008 a 1:49 pm #

    caramelleamare: > tj non essere modesto, direi che qui siamo molto piu nella zona dell’esilarante. altro che divertente e basta!diciamo che quando mi sono reso conto della cosa, mi ci sono fatto delle belle risate…caramelle 2: > l’hanno detto alla radio mentre facevo l’amore con me stesso sdraiato nudo su di uno specchioapprezzo questo fine umorismo che riesci ad esprimere quando non perdi tempo ad offendere la gente. Quando ci siamo incontrati alla cena pugliese dal Gori, ho capito che guardando dietro agli spigoli del tuo carattere si riescono a vedere anche i tuoi lati positivi 🙂

  128. ilmarinaio febbraio 9, 2008 a 1:58 pm #

    Io non toccherei mai il seno di una donna se questa lo definisse: “zinne”, “minne”, “menne”, “nenni”. Il seno sono le pocce, e sonouna cosa seria. Anche il culo è una cosa seria, non lo tocchereia una che lo definisse con altra parola. Le zinne ce le ha lamamma maiala della persona che ha inventato questa parola. Leminne ce le ha la su’sorellaccia. E forse anche il su’babbo.

  129. Toscana Jones febbraio 9, 2008 a 2:21 pm #

    frank: > A questo punto voglio portare la tua attenzione sullo yogurt della Sterzing-Vipiteno… Alla coop ce l’hanno, sappimi dire… Credo di averli visti: sono in quei vasetti di vetro, stile “Fattorie Scaldasole”, giusto? frank 2: > in particolare su quello alla nocciola (se mi dici che è il gusto più difficile da riprodurre, resto due volte ammirata da quanto lo fanno buono) Io mi riferivo al gelato, non so se per lo yogurt vale lo stesso discorso…

  130. Toscana Jones febbraio 9, 2008 a 2:35 pm #

    marinaio: > “zinne”, “minne”, “menne”, “nenni”buttando il discorso sul filologico, o sull’etimologico, la parola zinne mi fa pensare a qualcosa di appuntito, di aguzzo, quasi tagliente; minne e menne, invece, mi evocano qualcosa di morbido, di piacevole. Nenni mi ricorda solo un uomo politico!

  131. infrarosa febbraio 9, 2008 a 2:45 pm #

    pocce e culo marinaio, dieci e lode! e te, tigèi, non ce provare con caramelle che tanto non ti ci sta!!! io invece non sono cultrice dell’assenzio (c’è un bar qui che serve solo quello 200 tipi diversi) ma del mitico pastis51!!!

  132. ilmarinaio febbraio 9, 2008 a 4:23 pm #

    buttando il discorso sul filologicoEcco come potrebbero essere alcuni esempi di frasi:Zinne: “Andavo in motorino, sono caduto atterrando su un campo di zinne, nesono uscito tutto graffiato”;  “Mio zio ieri si è fatto unprofondo taglio su una mano dopo aver toccato una zinna”;  “Erabuio, camminavo per casa a tentoni con le mani avanti, o non ho trovatopreciso una zinna che mi ha perforato un palmo?”.Minne:  “Sono caduto dal motorino, sono atterrato su delle minnelasciate lì per terra, e mi sono salvato.  Poi però sono statoviolentato da alcuni negri”.  “Un giorno il camion dellaspazzatura mi tirò su mentre dormivo in un cassonetto;  stavoproprio male, roteando tra le minne che la gente butta via”.Nenni:  “Ho letto stamani su La Nazione che a Pietro Nenni sono spuntate improvvisamente le pocce mentre assisteva a una seduta del senato”.

  133. acidshampoo febbraio 9, 2008 a 6:19 pm #

    Lozissou, rispondere a chi ti da del prevedibile “sei pervedibile nel darmi del prevedibile” è degno del cittino di cinque anni che sei.Leggiti bene quello che scrivo dopo i due punti. Due punti: io penso che Ozu, Renoir e Clair siano dei genii. Lo sento. Sento anche che di questi genii non me ne frega un emerito cazzo. Penso che non se la prenderanno, visto che sicuramente nemmeno a loro, nell’inferno, interessa qualcosa di me. Penso che potrei vedere un film Ozu, Renoir e Clair e non soprendermi in alcun modo, esattamente come mi succede ogni volta che vado contro una mia impressione, salvo rare eccezioni. Se faccio dei distinguo con Truffaut, Bergman o Lang non è perché abbia visto qualcosa, poiché anche di questi non ho visto un cazzo. Però, visto che non siamo sordo-ciechi al mondo intorno e viviamo anche di impressioni, mi rimandano ad altri contesti, altre visioni ed altri spettatori (non che siano migliori dei primi eh).Una cosa: cazzo c’entra il discorso dei NOMI STRANI? Per me Ozu si potrebbe chiamare pure John White, ma non cambierebbe quello che m’arriva.

  134. acidshampoo febbraio 9, 2008 a 6:20 pm #

    > Scusate, ma non ho capito: questo nuovo album dei Baustelle è bello o no?Tantebelle lodi iniziali ma poi pulci su pulci, ma non sarebbe neanchequello preoccupante: pare esserci dietro il livore di una “delusione” odi qualcosa di simile. Mi son perso, insomma.Sai quanto tengo ai Baustelle. E come sai, quando tengo a qualcosa e non faccio che pensarci, divento particolarmente critico, che usa più parole e tempo per fare le pulci che per i complimenti.Per quello che mi ruguarda, le pulci a questo album sono confinate in quattro canzoni. 4 canzoni su 14. Il resto è, come sempre, stratosferico e impossibile per chiunque non sia Bianconi. Quelle quattro canzoni invece, pure buone in senso assoluto, per me sono giusto sulla soglia della decenza se penso che dietro ci sono i Baustelle. Se l’album fosse stato di 10 pezzi (più lo strumentale Ethiopia) sarebbe stato migliore. Così com’è lo colloco un po’ sotto l’ottimo La Malavita e molto sopra La Moda Del Lento.

  135. acidshampoo febbraio 9, 2008 a 6:25 pm #

    > Con la Frank mi scaldo come mi sarei scaldato con chiunque altro, aprescindere di cose fatte, subite, recenti, lontane, che avesse dettoquelle povere parole. BUM! Credibile come Martufello scienziato.> Ripeto: addirittura evviva a non aver mai sentitotali nomi. Punto 1: confermare la scomoda critica, onde dimostrare onestà e far credere anche alla precedente – non credibile – dichiarazione d’imparzialità.> Evviva! Mi par troppo, specie per Ozu che, a dispetto deisuoi film rigorosi, me lo immagino un simpaticone.Punto 2: fare il simpatico, per rendere rotondo il messaggio e fluire via in scioltezza.

  136. acidshampoo febbraio 9, 2008 a 6:31 pm #

    > Fan di Shyamalan? Togo! Allora d’ora in avanti seguirò ciecamentequalsiasi tuo consiglio. Ma proprio Qualsiasi, non sto scherzando.Eccezion fatta per Lady In The Water (a te è piaciuto?), Shyamalan mi piace moltissimo. Tanti lo definiscono l’erede di Hitchcock, ma io ci trovo esattamente quello che non trovo in Hitchcock: psicologie interessanti e personaggi che mi appassionino. Hitchcock subordina i (suoi cazzo di) personaggi all’intrigo, cosa che mi fa sbadigliare e che è la negazione di tutto quello che piaccia a me, nel cinema come nei fumetti. Per inciso: Hitchcock non lo reggo.

  137. pu-ragno febbraio 9, 2008 a 9:15 pm #

    Io ho visto Amleto si mette in affari di Aki. Talmente mi ha colpitoche non mi ricordo neanche la trama, eppure Shakespeare dovrebbevenirmi in aiuto… Invece Mika Kaurismaki chissà com’è. Wikipedia diceche ha fatto anche un film sugli Zombie.

  138. caramelleamare febbraio 9, 2008 a 9:31 pm #

    Quando ci siamo incontrati alla cena pugliese dal Gori, ho capito cheguardando dietro agli spigoli del tuo carattere si riescono a vedereanche i tuoi lati positivi 🙂ecco questo è l’aspetto inquietante che io e il gori ci si porterà nella tomba: la gente che vede chissacche di buono in me. mai uno che capisca finalmente che sotto sotto sono ancora peggio di come appaio. paraccio, il gori è una vita che cerca di spiegarlo a chiunque ma non c’è verso, per gli altri rimango uno duro fuori ma buono dentro….mah, che fantasie perverse!

  139. pu-ragno febbraio 9, 2008 a 9:31 pm #

    >Evviva! Mi par troppo, specie per Ozu che, a dispetto dei suoi film rigorosi, me lo immagino un simpaticoneInfatti Ozu mi ha telefonato per dirmi che è un sacco dispiaciuto 

  140. pu-ragno febbraio 9, 2008 a 9:49 pm #

    >Per me, se non li hai mai neanche sentiti, sei una povera mentecattache è meglio che si nascondi invece di ostentare, addirittura, tantasicumera.Ma non ti sembra eccessiva tutta ‘sta violenza? Se dici così confermi che hai una visione elitaria del cinema. Se la stragrande maggioranza delle persone al di fuori dalla cerchia dei tuoi amici cinefili non ha mai sentito ‘sto Ozu ci sarà pure un motivo. Ci può essere colpa nel non essere abbastanza curiosi da interessarsi di tutto, ma non nel non avar mai sentito parlare di Ozu. Semmai la colpa è di quelli come te che lo conoscono ma non ne parlano (perché probabilmente sanno che otterrebbero solo sbadigli). In breve, se Frank è addirittura una mentecatta perché non ha mai sentito Ozu e compari, lo sono anch’io e lo è (almeno) mezzo pianeta.

  141. pu-ragno febbraio 9, 2008 a 10:01 pm #

    >Truffaut, Fritz Lang o Lubitsch. Quelli mi arrivano sempre come autoriper cinefili ma non solo, per retrospettive non solo dovute ma spessoanche goduteE infatti. Un altro che passa per noisone e che invece è capace di trasmettere emozioni (almeno a me) è Tarkovskij.  Nostalgia credo che sia effettivamente uno dei film più noisosi che abbia mai visto (non l’ho neanche finito di vedere), seguito ma alla lontana da L’infanzia di Ivan. Cioè, Ivan non è noisoso, è solo pesantissimamente tragico. Solaris, invece, (che non possiedo), mi fulminò, a me e all’amica con cui andai a vederlo all’inculatissimo cineforum al circolo “Carlo Marx”. Ne parlammo per mesi e anni dopo ci rifiutammo di andare a vedere il remake. Una questione affettiva. Anche i grandi, come i pessimi, non sfuggono alla regola di dover dare emozioni (Solaris come Titanic, ad esempio), perché se sono fatti solo per essere inseriti negli annali dei film più intelluali, come mi dà l’idea questo Ozu da quello che avete detto, è giusto se ne stiano nei circoli marx o altri cineforum pieni di gente annoiata ma che si vergogna di dirlo per non passare da ignorante.

  142. Toscana Jones febbraio 9, 2008 a 11:21 pm #

    infrarosa: > io invece non sono cultrice dell’assenzio (c’è un bar qui che serve solo quello 200 tipi diversi) ma del mitico pastis51! Vorrei farti notare che io sono anche un artigiano consapevole (cit. frank) e che i vari liquori all’anice, Pastis e Pernod in primis, furono creati dopo il 1904 come palliativo dell’assenzio, che era stato messo fuori legge in quell’anno. Il tuo “qui” significa Svezia? Mi piacerebbe conoscerlo quel posto… caramelleamare: > ma non c’è verso, per gli altri rimango uno duro fuori ma buono dentro….mah, che fantasie perverse! infrarosa: > e te, tigèi, non ce provare con caramelle che tanto non ti ci sta!!!  Se tanta gente la pensa alla stessa maniera, forse un fondo di verità c’è… e non penso che tutto il mondo ci stia a provare con te.

  143. Toscana Jones febbraio 9, 2008 a 11:28 pm #

    > Fan di Shyamalan?Quando sento nominare Shyamalan, non posso fare a meno di pensare a Maccio Capatonda in un campo di granturco… succede anche a qualcuno di voi???

  144. infrarosa febbraio 10, 2008 a 4:27 am #

    questo (gori scusa il link, ma il mio computer ecc ecc) il link del bar di amburgo: http://www.qype.co.uk/place/photos/23062-Absinth-Hamburg?page=1

  145. pepita febbraio 10, 2008 a 11:19 am #

    Che ne sapevo io che chiedendo notizie su questo Ozu avrei scatenato una guerriglia? La protagonista del libro (L’eleganza del riccio) ne è innamorata, parla de Il gusto del sakè e Ozu è il suo mito personale, anche se nel libro descrive delle scene del film che, a leggerle così, non mi fanno caldo nè freddo… Comunque a sto punto mi guarderò bene dal vedere un suo film, e giuro che non lo nominerò mai più ed evitarò anche di pensarci, forever.> Qui Ozu con la moglie.  ihihih!

  146. pepita febbraio 10, 2008 a 11:26 am #

    Che ne sapevo io che chiedendo notizie su questo Ozu avrei scatenato una guerriglia? La protagonista del libro (L’eleganza del riccio) ne è innamorata, parla de Il gusto del sakè e Ozu è il suo mito personale, anche se nel libro descrive delle scene del film che, a leggerle così, non mi fanno caldo nè freddo… Comunque a sto punto mi guarderò bene dal vedere un suo film, e giuro che non lo nominerò mai più ed evitarò anche di pensarci, forever.> Qui Ozu con la moglie.  ihihih!

  147. Nicola. febbraio 11, 2008 a 7:11 pm #

    > Il seno sono le pocce, e sono una cosa seria. Marinaio, confermi in piene, ma che gente è quella che le chiama zinne minne, tette o seno (solo bianconi! che mezz’omo).

  148. caramelleamare marzo 21, 2010 a 11:59 pm #

    bellissima questa idiosincrasia, uno non ci pensa ma invece ci sono miliardi di cose da odiare nel mondo! a meta del post gia speri che la catena esploda su se stessa, per non fare sudicio

  149. acidshampoo marzo 22, 2010 a 12:09 am #

    Però che bello sapere che verrà spazzolato via quell’alienante negozio di merda in Guido Monaco, che tutte le volte mi viene da andarci ma che, in giro fra gli scaffali, non ho mai trovato una sorpresa, un imprevisto, una contentezza, niente. Magari ci compro dvd scontati, ma se presi lì li sento antipatici. E tanto mi viene da tornarci quando ci passo davanti, anche se ci passo i minuti più dimenticabili dell’esistenza.

  150. caramelleamare marzo 22, 2010 a 12:27 am #

    solo bianconi! che mezz’omo. se bianconi fosse mezzo uomo sarebbe cmq molto piu uomo di te. e te manco saprai mai che ho scritto questa cosa

  151. acidshampoo marzo 22, 2010 a 12:33 am #

    > e te manco saprai mai che ho scritto questa cosa 😦

  152. ilmarinaio marzo 22, 2010 a 8:47 am #

    mi sono riletto anch’io questo post, quello che si diceva, quello che scrivevo io.. quelle cose delle pocce, con le frasi che fanno da esempio:  ero parecchio più simpatico di ora 😦

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