Ipotenuse

21 Ott




MUSICA!



Musica.

Concetto bellissimo e complesso, eppur basato su qualcosa di semplicissimo: note. Note musicali che, adeguatamente abbinate, ascisse e coordinate, hanno dato vita ai capolavori sonori di ogni tempo, da Voglio Solo Far L’Amore Con Te di Leo Verde a la Sinfonia Budella di Johann Sebastian Bach. Ma pochi sanno che l’origine della musica si perde nella notte dei tempi. Essa infatti nacque nel paleolitico, quando il primo homo abilis con la clava urtò erroneamente un dòrgode, comune minerale preistorico di forma dorgoidale. Quel sasso emise un suono sordo, ma l’homo abilis, intuendo che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, lo colpì di nuovo. Questa volta la pietra emise un “do” senza nemmeno farla pesare. L’homo abilis percepì che c’era qualcosa di bello in quel suono, così cercò altri minerali per provare se anche loro lo davano. E ci rimase di stucco nel constatare che ogni minerale emetteva un suono diverso! La geologia infatti, ci insegna che nel paleozoico erano comuni otto differenti minerali. Oltre al dorgode, trovavano spazio anche il rebour, il misirizzi, il faedro, il sollozzo, il laobao, il silice e il nespolino. Ognuno di questi dava un proprio suono, e a quel suono fu associato un nome dalla prima sillaba del corrispettivo sasso. Nacquero così le otto note: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Ne. I preistorici si dilettarono così a comporre le prime sequenze musicali colpendo uno via l’altro i diversi minerali, dapprima a casaccio, poi in maniera sempre più ragionata ed elaborata. Oggi non si conoscono titoli ed autori, ma si sa per certo quale fu il prototipo di genere musicale coniato nel paleozoico: il liscio. Gli uomini preistorici abbandonarono tridenti e alabarde, e ognuno per conto suo iniziò a dilettarsi nella composizione musicale. L’entuasiasmo era generale e col passare delle generazioni l’attività prendeva sempre più piede, diventando così una preziosa fonte di guadagno. Tuttavia i preistorici non sospettavano che la tragedia era dietro l’angolo. Purtroppo il nespolino era un minerale solubile, quindi scomparve alla prima glaciazione, in pieno mesozoico. Improvvisamente era tutto da rifare! Ogni canzone precedentemente composta dovette essere riadattata. In certi casi venne tolta quell’ottava nota, in altre fu sostituita con quella che gli era più simile: il si bemolle (dal silice iridato a doppia molla). Inutile dire che non tornava più niente. Tutti gli spensierati waltzer si trasformarono nell’incubo nero di ogni ballerino di liscio che si rispetti: la mazurka. La mazurka per essere ballata prevedeva dei jeteè particolarissimi, tecnicamente impossibili per gli esseri umani di allora, a causa dalla loro dimostrata postura a testa in giù. Intanto, ridendo e scherzando, il mesozoico era finito ed era già pieno medioevo. E fu il genio di Carlo Magno a intuire che l’uomo avrebbe dovuto capovolgersi e invertire l’uso degli arti, smettendo di camminare con le mani e di afferrare gli ananas coi piedi come aveva fatto fino ad allora. Lui per primo dette l’esempio e tutti lo seguirono. Fu con questa radicale inversione di postura che nel 1544 d.C. nacque l’homo sapiens, fondamentelmente un homo abilis col senso pratico della mazurka.
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38 Risposte to “Ipotenuse”

  1. frank ottobre 21, 2007 a 11:55 am #

    OFF-TOPICAcid, ma te l’hai vista di recente la pubblicità di “EVA/Q” (evacu’!!), l’innovativa supposta effervescente contro la stitichezza? Lo so che sembra uno spot demenziale, lo so che è quasi squalloriano, ma è tutto vero!Vediamo se riesco ad allegarla qui:http://static.flickr.com/92/249888900_bbd7a8a7b7_o.jpg

  2. frank ottobre 21, 2007 a 6:27 pm #

    E comunque, se il NE fosse stato sostituito col SI# invece che col SIb, tutto avrebbe avuto un sensoMentre se non fosse stato sostituito affatto, Tozzi Ruggeri e Morandi avrebbero potuto scrivere “Ne può fare di più?” anziché “Si può fare di più!”, e invece che quell’inutile inno della Caritas avremmo goduto di un tormentone adatto ad ogni occasione: al banco gastronomia (“Di quel prosciutto, ne può fare di più?, come dice la nota canzone?”), allo zoo (“Papà papà, la gallina fa un uovo alla volta, ma quale animale ne può fare di più?”), o alla banca dello sperma (“se per lei non è un problema, ne può fare di più?”), e se ve lo state chiedendo, ne! anzi sì!, sono perfettamente consapevole di aver scritto stronzate.

  3. infrarosa ottobre 21, 2007 a 7:24 pm #

    super post e super commento della lupo!!!!!!! : D

  4. acidshampoo ottobre 21, 2007 a 7:33 pm #

    Macchè stronzate, Frank! Il tuo ragionamento, come direbbe Frassica, “non fa una griglia”. Mi ci scappava un’extended play dell’Ipotenusa… 

  5. acidshampoo ottobre 21, 2007 a 7:35 pm #

    SEGNALAZIONEA proposito di musica: col Corriere Della Sera danno la discografia di Claudio Baglioni. Edizione estralusso con custodie tipo libercolo rilegato, libretti esclusivi con contenuti inediti e storia di ogni album, più cofanetto.Sono in edicola le prime due uscite a 9,90 l’una.

  6. frank ottobre 21, 2007 a 8:16 pm #

    Grande Frassica! C’è un mio amico che parla come lui. Lunedì scorso era il suo compleanno, alla festa gli hanno chiesto “Di che segno sei?” e lui serissimo: “Equilibrato”.

  7. frank ottobre 21, 2007 a 8:19 pm #

    E comunque in greco “Sì” si dice “Né”.Controllate per credere.

  8. Toscana Jones ottobre 21, 2007 a 11:07 pm #

    frank:> E comunque, se il NE fosse stato sostituito col SI# invece che col SIb, tutto avrebbe avuto un sensoFrank… il SI# non esiste! Ciò che tu chiami SI# è in realtà il DO dell’ottava superiore… ti credevo più preparata in musica… 🙂

  9. infrarosa ottobre 22, 2007 a 9:29 am #

    toscana, per quanto ne so io nella scala temperata il si# e il do esistono tutte e due e sono la stessa cosa, in altre scale sono addirittura distinti. alò non fare il pignolo, era comunque un’esigenza narrativa!

  10. pepita ottobre 22, 2007 a 10:13 am #

    A voler essere pinoli, habilis andrebbe con l’H…o era un’esigenza narrativa?

  11. frank ottobre 22, 2007 a 11:05 am #

    >toscana, per quanto ne so io nella scala temperata il si# e il do
    esistono tutte e due e sono la stessa cosa, in altre scale sono
    addirittura distinti.esattamente. Come definizione scientifica, c’è un comma di differenza (come fra do# e reb per capirsi, che sono posti uno al 5° uno al 4° comma dei 9 in cui si divide il tono che separa re e do), mentre sul pianoforte questa differenza si perde necessariamente. Come scrittura, invece, in alcune scale sono distinti quando ricoprono “ruoli” diversi (che ne so, il si# potrebbe essere il secondo grado di un la# minore, e il do naturale esserne il terzo grado diminuito) e allora ha un senso distinguerli. Questo è quel che mi ricordo delle mie nozioni random di solfeggio e di armonia, ma sono sicura qua dentro non interessavano a nessuno. Se sono stata imprecisa prendetevela col maestro, vi do il numero.

  12. infrarosa ottobre 22, 2007 a 6:56 pm #

    siamo la morte dei commenti / noi, le donne competenti

  13. frank ottobre 22, 2007 a 8:20 pm #

    Vero, evidente. Come la vena poetica dell’Infrarosa. A quando il prossimo componimento? L’elogio dell’ozio era troppo bello…

  14. Toscana Jones ottobre 22, 2007 a 8:41 pm #

    frank:> c’è un comma di differenza (come fra do#
    e reb per capirsi, che sono posti uno al 5° uno al 4° comma dei 9 in
    cui si divide il tono che separa re e do), mentre sul pianoforte questa
    differenza si perde necessariamente. Come scrittura, invece, in alcune
    scale sono distinti quando ricoprono “ruoli” diversi (che ne so, il si#
    potrebbe essere il secondo grado di un la# minore, e il do naturale
    esserne il terzo grado diminuito) e allora ha un senso distinguerli.
    Questo è quel che mi ricordo delle mie nozioni random di solfeggio e di
    armonia, ma sono sicura qua dentro non interessavano a nessuno. Se sono
    stata imprecisa prendetevela col maestro, vi do il numero.Schweinstucke, (cit. Frankenstein Junior) credo che tornerò a lavare i cani… salutami il maestro di musica, se è quello che conosco anch’io…campo captcha: OHOTOH (sembra un dittongo giapponese)

  15. Toscana Jones ottobre 22, 2007 a 8:49 pm #

    infrarosa:> alò non fare il pignolo, era comunque un’esigenza narrativa!se volevo fare il pignolo, sarei andato su wikipedia e avrei riportato quanto segue:”Il temperamento equabile è un espediente teorico che, eliminando
    la distinzione tra tono maggiore/minore e semitono diatonico/cromatico,
    fa coincidere diesis e bemolli”ma in ossequio alle donne competenti, pongo fine ai miei commenti!(anche questa è una bella vena poetica…)

  16. frank ottobre 22, 2007 a 8:50 pm #

    Non credo che stiamo parlando della stessa persona, Toscana… ma te lo saluto lo stesso!
    🙂
    Faccio pubblica ammenda per la risposta saputella, anche perché se passa qualcuno che di musica ne sa davvero mi apre i ciàp,
    credo di aver scritto delle castronerie raffazzonate. Però lì per lì
    m’è venuta un’improvvisa voglia di riaprire i libri… voglia che è
    passata in un paio di minuti, come al solito.

  17. frank ottobre 22, 2007 a 9:01 pm #

    A proposito, messaggio in codice (in codicissimo!) per Toscana Jones, e se è sintonizzata anche per Galatina:
    MERCOLEDì SERA
    AL REX  
    ripeto:
    MERCOLEDì SERA
    AL REX
    passo e chiudo.

  18. acidshampoo ottobre 22, 2007 a 9:40 pm #

    SEGNALAZIONELa Kappa ristampa in un unico volume “Archivio Zero” (di Tiziano Sclavi e Paolo Morisi) apparso negli anni ’70 nel Corriere dei Ragazzi e mai ristampato.17×24 cm, 96 pagine, b/n, euro 13ISBN 978-88-7471-175-8″Una straordinaria prova d’autore scritta da TIZIANO SCLAVI, ideatore del popolarissimo DYLAN DOG. I sotterranei di un palazzo a Vienna nascondono un segreto: si tratta di S.T.E.V.E.N.S.O.N. 2001, un maxicomputer che ha catalogato i più grandi misteri della Terra nel programma “Archivio Zero”. Per completarlo, occorre recuperare i sette frammenti in cui è stato suddiviso il Disco Iperboreo. Per raggiungere questo obiettivo, il misterioso Bibliotecario costituisce la Compagnia del Tempo, di cui fanno parte due uomini e una donna, Sebastian Atzeca, Benjamin Dicto e Rosebud Serse, che vivono avventure in paesi ed epoche diverse…”

  19. acidshampoo ottobre 22, 2007 a 9:42 pm #

    > A voler essere pinoli, habilis andrebbe con l’H…o era un’esigenza narrativa?No, è solo che ho preferito metterlo in latino: abilis.Grazie comunque!

  20. ilmarinaio ottobre 22, 2007 a 10:17 pm #

    E beh!  Certo che Carlo Magno ha avuto la sua importanza… 
    pensare comunque che il Do una volta si chiamava Ut.. chissà che
    minerale potrebbe cominciare con Ut.. Utanio.. Uttone.. Utnadio.
    Gori, ho letto il primo numero di Gregory Hunter.. molto diverso dagli
    altri Bonelli, più scanzonato e leggero, però interessante. 
    Specie la trasformazione di New York e i Kraken spaziali.  Invece
    lo speciale di Dampyr, te dirrò:  m’aspettavo di meglio.

  21. infrarosa ottobre 23, 2007 a 12:12 am #

    lupo mi hai dato un’idea strepitosa per reincidere di nuovo la vena poetica grazie! la gravidanza ha inizio! =)

  22. Pinxor ottobre 23, 2007 a 12:59 am #

    Segnalo a tutti gli sgargabonzidi e non solo il link di un corto dirompente segnalatomi da un amico. Accattatevillohttp://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=5013

  23. Toscana Jones ottobre 23, 2007 a 1:25 am #

    frank:> A proposito, messaggio in codice (in codicissimo!) per Toscana Jones, e se è sintonizzata anche per Galatina:
    MERCOLEDì SERA
    AL REXKoala? (http://www.imagesaustralia.com/koala450j.jpg)Captcha meteorologico: NEVECI (ci si farà i’ pupazzo)

  24. frank ottobre 23, 2007 a 8:44 am #

    Koala, koala.

  25. acidshampoo ottobre 23, 2007 a 8:32 pm #

    TOSCANA JONES, VEDI DI COMPRARE VOLTO NASCOSTO O TI FACCIO FARE DRAGADANO! OCCHIO!

  26. Pinxor ottobre 24, 2007 a 12:18 am #

    Sono recidivamente fuori tema nei miei ultimi interventi, ma tant’è…Per gli anglofoni frequentatori della multisala un articolo contro la pubblicità prima del film che io sottoscrivo in pienohttp://www.themovieblog.com/2007/10/why-commercials-before-movies-is-worse-than-piracyPer me bisogna lamentarsi con questi del fottuto Uci Cinemas. Io ieri sera l’ho fatto, ho esternato ufficialmente le mie clamentele per le pubblicità e per la novità dell’intervallo tra un tempo e l’altro di 8 minuti. Una gentile signora ha ascoltato e mi ha risposto che già in diversi si sono lamentati e che avrebbe riferito all’ufficio preposto.Servisse a qualcosa…

  27. Pinxor ottobre 24, 2007 a 12:22 am #

    clamentele? Sì, ho scritto clamentele. Mi pare suoni benissimo, no?

  28. acidshampoo ottobre 24, 2007 a 3:49 am #

    A me l’intervallo al cinema mi torna bene per rendermi conto che dormivo. Le pubblicità di negozi le abolirei invece, tranne quelle del Bobini.

  29. acidshampoo ottobre 24, 2007 a 5:01 am #

    > Gori, ho letto il primo numero di Gregory Hunter.. molto diverso dagli altri Bonelli, più scanzonato e leggero, però interessante.  Specie la trasformazione di New York e i Kraken spaziali.  Invece lo speciale di Dampyr, te dirrò:  m’aspettavo di meglio.Gregory Hunter era a dir poco commovente, per il cuore che Serra ci metteva. “Sono trent’anni di passione per la fantascienza anni ’60”, mi disse ad Arezzo Wave letteralmente con gli occhi lucidi. Gregory Hunter era un capolavoro di filologia, un fumetto perfetto, spensierato, pieno di idee, di cui ogni numero era un piccolo “cult”. Quando è finito mi è dispiaciuto da morire. E Serra m’ha confermato che era di gran lunga il suo figlio più amato.Dampyr, ti dirò, a me m’è garbato. Centosessantapagine di giungla, ottima resa delle emozioni dei personaggi, parecchi momenti tesi. E assenza, per una volta, di spiegoni. Un numero così ogni tanto (o anche di più) per me ci sta tutto.

  30. frank ottobre 24, 2007 a 8:22 am #

    >Le pubblicità di negozi le abolirei invece, tranne quelle del
    Bobini.
    Anch’io, ma se non esistessero, i Broncoviz non avrebbero mai
    confezionato i finti spot “Novembrini”. Chi se li ricorda?
    Inframezzavano il loro “Hollywood Party”… propongo di sostituire
    tutti i veri spot con quelli.

  31. pepita ottobre 24, 2007 a 10:38 am #

    > A me l’intervallo al cinema mi torna bene per rendermi conto che dormivo.Anche io le trovo indispensabili, altrimenti come faccio a fumare e a comprare la seconda dose di pop corn e il secondo pacchetto di golia bianca??

  32. Daiana ottobre 24, 2007 a 10:14 pm #

    Bellissima l’ipotenusa e mi ha svelato come mai non ci ho mai avuto
    tanto santo con la musica scritta e ragionata. Probabilmente mi manca
    quell’ottava nota estinta per farmela  quadrare come si deve.

  33. infrarosa grammaticale ottobre 24, 2007 a 11:43 pm #

    “non ci ho mai avuto tanto santo” è un modo di dire che non conosco, come si usa?

  34. Daiana ottobre 25, 2007 a 11:18 am #

    si usa come “non c’ho mai avuto simpatia”

  35. caramelleamare ottobre 28, 2007 a 4:45 pm #

    Dampyr, ti dirò, a me m’è garbato. Centosessantapagine di giungla,
    ottima resa delle emozioni dei personaggi, parecchi momenti tesi. E
    assenza, per una volta, di spiegoni. Un numero così ogni tanto (o anche
    di più) per me ci sta tutto.anche a me m’è piaciuto lo speciale. probabilmente nel 2007 è il numero di dampyr che ho preferito

  36. caramelleamare ottobre 28, 2007 a 4:50 pm #

    Le pubblicità di negozi le abolirei invece, tranne quelle del Bobini.soprattutto c’hanno il problema del volume paurosamente alto. spesso si distorce anche la qualita del suono. e a me che so uno precisino, me da noia

  37. caramelleamare novembre 9, 2007 a 10:24 am #

    tranne quelle del Bobini.si, pero i bobini non se reggono. sono fra i negozianti piu antipatici che abbia mai trovato. oltretutto sono anche duri di cervello e paiono degli automi quando gli chiedi qualcosa. dev’essere proprio una famiglia del cazzo quella li.

  38. acidshampoo novembre 9, 2007 a 12:39 pm #

    Ma dal Bobini c’è ancora quel tipo giovane con l’occhio in cui il bianco ha invaso l’iride?

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