Ipotenuse

26 Giu




LA TRISTE STORIA DELL’ASSESSORE PERGOLANTI



Pecora.

Tu che rappresenti l’anello mancante fra l’animale lupo e il vegetale cavolo. Tanti anni sono trascorsi da quando fosti testimone silente della crisi che colpì quella bella persona conosciuta come l’assessore Ennio Pergolanti. Lui aveva solo quattro cose nella vita: te, un lupo, un cavolo e un separatore in mogano. Grazie a quest’ultimo poteva far sì che il lupo, il cavolo e la pecora non si dessero noia e potessero sopravvivere senza problemi. Lui sognava da sempre di trasportare quei quattro elementi nella selvaggia isola di Cipro, onde far sì che le tre specie proliferassero, seppur in maniera controllata grazie al separatore. Pergolanti s’era avvantaggiato e aveva già fabbricato tre fabbriche: una di pellicce di lupo, una di zuppa di cavolo surgelata e una di coperte in lana merino senza glutine. Tre fabbriche belle che pronte per produrre ma ancora inattive, che attendevano solo la materia prima. Un giorno però, l’assessore Pergolanti si svegliò e scoprì un’infame nefandezza: il separatore gli era stato rubato da una frangia deviata dei testimoni di Geova, che pensavano che i separatori in mogano drenassero l’anima ai loro proprietari. Così Pergolanti improvvisamente realizzò che il suo sogno nel cassetto era ormai irrealizzabile. Adesso si trovava in un dilemma bifocale: come trasportare dall’altra parte i tre esseri, senza il separatore e disponendo di una barca da due soli posti, di cui uno occupato dal gondoliere? Portare prima la pecora, poi tornare, portare il lupo, riprendersi la pecora, tornare, prendersi il cavolo, tornare, riprendersi la pecora… Niente, non ce la faceva, così decise di traghettarli tutti e tre insieme, messi un po’ più stretti perchè c’entrassero e legati con delle pesanti catene. Purtroppo non calcolò quell’eventualità remota che però poi si fece reale. Dietro la rassicurante figura del gondoliere, si nascondeva in realtà il bandito Dezzamore. Appena fu al largo, egli mangiò la barca e tutti affondarano. Il lupo non era certo Houdini, quindi non riuscì a liberarsi delle catene e morì. La pecora invece era proprio Houdinì travestito, ma non riuscendo a liberarsi delle catene perì lo stesso. L’unico che sopravvisse fu il cavolo, perchè i cavoli non hanno bisogno di respirare per vivere una vita dignitosa. Così i due cadaveri e il sopravvissuto giunsero alfine sulla riva di Cipro. Presto i primi due si putrefecero, così da creare un humus che rese fertile Cipro tutta, una terra famosa per i suoi cavoli onnipresenti, invasivi e possessivi. Alla fine Pergolanti si trovò ad aver realizzato solo un terzo del proprio sogno nel cassetto. Solo che lui sperava di realizzarlo tutto o almeno per due terzi, comunque gli andava benissimo anche fallire totalmente. “Ma un terzo no, non potrò mai accettarlo”, queste furono le sue ultime parole prima di suicidarsi con un coriandolo molto particolare.
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Una Risposta to “Ipotenuse”

  1. claudiaalessiacolucci maggio 27, 2015 a 1:06 am #

    Scrivo qui un commento.
    Lascio un commento.

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