Cartoni dall’inferno

30 Mag
Spesso si sente dire che le persone possedute dal demonio fanno cose strane, e fin lì va bene. Quando quelle cose strane sono anche spaventose allora, scusatemi, è leggermente diverso. Mi ha sempre colpito la storia di vomitare oggetti. Quando negli speciali di Discovery l’esorcista padre Amort ne fa cenno, nella successiva lista della spesa ci mette sempre “cartoni di latte”. Credo che sia scontato specificare che sono vuoti.
Vomitare cartoni del latte. Cartoni plastificati, accartocciati, che si aprono la strada attraverso il tubo digerente lacerandolo senza ritorno, magari col loro beccuccio birichino che il diavolo ha messo apposta all’infuori per fare più danno. Vomitare cartoni di latte, posseduti dal demonio, nel tinello, di giovedì mattina. Uno, due, dieci cartoni. Difficilmente riesco a pensare a qualcosa di tanta isterica potenza. Peggio ancora che rubinetti da cui escono cimici o staccarsi le unghie graffiando il gesso, come la donna risucchiata nel caminetto de La Casa 4.
Ma poichè io sono un cartesiano puro, fin da piccolo su questi cartoni del latte mi è sorta spontanea una domanda. La domanda più logica di questo mondo, quella che il presentatore di Discovery non fa mai. Una domanda innocente che però apre scenari inquietanti. Nella prossima riga la dico. La domanda è: di che marca sono quei cartoni materializzatisi dal nulla? Latte Grifo. Etruria. Maremma. Cigno. Tre Valli. Fattorie Italia. Quale? Qual’è il logo? Cosa c’è scritto sopra? Pensateci bene: t
utto questo fa paura! Qual’è la marca precisa del brik che Lucifero ha deciso di creare nello stomaco del soggetto? E perchè sempre latte e mai un bel Tavernello? Forse è una marca inesistente sulla terra? E in questo caso meglio ancora, analizziamone il logo, sbobiniamo le caratteristiche. Se dalle temperature dell’inferno è passato in un attimo nello stomaco del tipo, come minimo si è uperizzato e in quel caso ci va scritto per legge. Ma magari non c’è scritto, perchè il diavolo è diabolico e spera che il posseduto vada in shock anafilattico perchè magari è allergico al latte uperizzato. Ma forse quel latte non ha una marca ma è solo un anonimo brik bianco. E allora vediamo chi l’ha fabbricato. La Bricker? La Deltabox? La Tetramax di Pontassieve? Confrontiamolo coi loro prototipi, come farebbe la polizia federale. Perchè padre Amort è sempre così reticente su queste cose? Questi esorcisti fanno tanto i grossi, ma cadono sempre alla seconda domanda. Come c’è da approfondire qualcosa sono più vaghi di Ugo Foscolo, eppure il gettone di presenza glielo danno, no? Se solo padre Amort mi spiegasse questa cosa terra terra del brik, io forse crederei al diavolo e di conseguenza anche al suo nemico giurato: Dio Cristo. E da lì a credere alla vita ultraterrena, così da rilassarsi in questa terrena, sarebbe una passeggiata di salute. Invece no: “vomitava cartoni del latte”, punto. E alla seconda domanda zitto come l’olio. Non sia mai che si scenda dalla metafisica.
L’unico modo per conferire una dignità metafisica a quell’immagine è pensare che il diavolo abbia fatto sparire quel brick da una discarica qualunque nel mondo, per materializzarlo nello stomaco del posseduto. Ma anche in quel caso è più forte di me: quale discarica? Perchè Belzebù ha scelto fra tutte proprio quella precisa discarica, magari a Campobasso? E siam sempre lì: perchè in quella discarica ha optato proprio per quel cartone di quella specifica marca e non quello accanto? Insomma, come la metti la metti, ma il diavolo nel possedere qualcuno perde ogni maiestas. Sceglie il posto, il latte, crea i loghi o li cancella, forse fabbrica i brik da sè, di sicuro aguzza i beccucci, guarnisce, truzzica, rifinisce. Lo dico contro il mio interesse: fosse mica che Satana è frocio? Boh. Forse è solo la prova che il diavolo non esiste, ma in quel caso neanche Dio.

Comunque secondo me quei cartoni sono del Latte Grifo.
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27 Risposte to “Cartoni dall’inferno”

  1. Quadrilatero maggio 30, 2007 a 1:44 am #

    Latte Grifo mai sentito! Ci sarà solo dalle tue parti.Per me li prende dalla discarica, o da una via di Napoli. Li fa comparire nello stomaco dei posseduti e poi, a volte, essi li vomitano fuori. Altre volte li digeriscono e tutto finisce con un gran mal di pancia e una cagata spettacolare.Comunque rimane un fatto: i creatori di film horror hanno la fantasia di un operaio lobotomizzato. Sempre i soliti scarafaggi, budella e mostri strani, quando gli ingredienti per far paura sono ben altri. Qualche genio, lo sappiamo, anni fa inventò le bambole e i pagliacci. Tutti quelli dopo lo copiarono.In Carnivàle, nella prima puntata, una donna vomita monete d’oro. Geniale. Io ci farei uscire un libro o un portapenne, o magari un corrimano in ferro battutto.

  2. Padre Amort maggio 30, 2007 a 2:47 pm #

    Il latte vomitato dagli indemoniati in effetti è di marca non esistente sulla terra.
    Le principali marche di latte infernale sono tre:
    1)  Latte Gerione:  Dalle 666 mammelle della bestia direttamente al consumatore.
    2)  Latte Stige:  Il buon latte di una volta.
    3)  Latte Maremma Puttana.
    Purtroppo le scritte sono in lingua infernale, perciò la maggior parte
    degli esorcisti non la sa decifrare.  Per mascherare la loro
    ignoranza, ecco che stanno sul vago.

  3. Pinxor maggio 31, 2007 a 12:19 am #

    Mi hai aperto un nuovo inquietante mondo.Un post ineffabile.

  4. acidshampoo maggio 31, 2007 a 6:07 am #

    > In Carnivàle, nella prima puntata, una donna vomita monete d’oro. Geniale. Io ci farei uscire un libro o un portapenne, o magari un corrimano in ferro battutto.Sì sì, me la ricordo! Carnivale l’ho visto fino alla decima puntata della prima serie, poi ho smesso. Lo trovavo freddo, di maniera, ma soprattutto la notizia che l’HBO l’aveva cancellato dopo la seconda serie mi faceva venire un dubbio: sarà mica finisce con un cliffhanger? Volevo riprenderlo in mano ma te lo chiedo a te: la vicenda si può dire conclusa alla fine della seconda stagione o tutto lasciava presagire un continuo?

  5. acidshampoo maggio 31, 2007 a 6:09 am #

    Marinaio, lo spunto che hai scritto è geniale e ci starebbe tutto per un tuo post da queste parti, magari proprio nelle vesti di padre Amort (o padre Limort?). Un approfondimento sulla questione latte dall’oltretomba.

  6. acidshampoo maggio 31, 2007 a 6:12 am #

    SEGNALAZIONESpettacolare! Qui ( http://tvweek.com/page.cms?pageId=733 ) una trentina di anteprima video dei telefilm che esordiranno nella prossima stagione. Personalmente sono già innamorato di:Dirty Sexy MoneyViva LaughlingSwingtown

  7. Quadrilatero maggio 31, 2007 a 11:57 am #

    > la vicenda si può dire conclusa alla fine della seconda stagione o tutto lasciava presagire un continuo?Mi sono fermato alla sesta puntata della prima stagione…. prima di te.Mi ero convinto a guardarlo per la sigla. Speravo in Ku Klux Klan, Mussolini e Stalin, ma non ce n’era traccia.

  8. Quadrilatero maggio 31, 2007 a 1:56 pm #

    > http://tvweek.com/page.cms?pageId=733A me ispira Reaper di Kevin Smith (CW), Chuck (Nbc) e Viva Laughling (CBS).

  9. Daiana maggio 31, 2007 a 2:26 pm #

    “Vomitare cartoni di latte, posseduti dal demonio, nel tinello, di giovedì mattina”
    Infatti a me il giovedì non m’è mai piaciuto. Fin da quando ero piccina è sempre stato il giorno “brutto”. Quello dove a scuola c’erano  accorpate due ore di matematica e due di ragioneria. Quello in cui educazione fisica non c’era mai. Quello in cui se prendevo la bici mi si bucava la ruota lontano da casa. Quello che quando ci penso non vedo l’ora che sia passato. Oggi è giovedì. E infatti un’enorme coleottero mi s’è schiantato nell’occhio mentre tornavo a casa in motorino. Mi sono messa a piangere.

  10. Daiana maggio 31, 2007 a 2:33 pm #

    Indi concludo: se il giovedì è il mio giorno del demonio vuol dire che posso credere al demonio e quindi non è detto che si muore quando si muore. Speriamo  …

  11. ilmarinaio maggio 31, 2007 a 2:56 pm #

    ci starebbe tutto per un tuo post da queste parti
    ma te dirò de più:  noi bisogna scrivere insieme un libro che si chiamerà Storia e geografia dell’Inferno. 
    e con questo siamo già al secondo che ti propongo, dopo quello che ti
    dissi nel tuo post sui Marlene Kuntz.  pensaci, pensaci..Indi concludo: se il giovedì è il mio giorno del demonio vuol dire che posso credere al demonio
    guarda, Daiana, oggi non è andata bene neanche a me.  appena mi
    sono svegliato ho vomitato:  7 pezzi di cocomero con la buccia,
    una busta di plastica gialla, un Nathan Never (il numero 181), 
    tre preservativi usati e annodati in cima, una cravatta rossa a strisce
    blu, circa un chilo di Das.  poi però mi è passata, mi sono lavato
    i denti e sono andato lo stesso a lavorare.

  12. lozissou maggio 31, 2007 a 4:37 pm #

    Stanno girando un film no-budget ad Arezzo, questa “pieraccionata” qui:
     

     
    Sabato questo, alle 17 circa, girano in centro. Servono MOLTE comparse.
     
    Chi potrebbe venire? Possibilmente con bicicletta personale, ma anche senza va bene che ci s’hanno noi poi.
     
    Se non puoi o se anche puoi, diffondi la notizia a chi pensi possa venire o essere interessato (soprattutto alle persone che non hanno le email e che non posso avvertire io stesso), dicendo di scrivermi che poi io li metto in contatto con la direttrice di produzone.
    Grazie.

  13. infrarosa maggio 31, 2007 a 6:46 pm #

    servirebbe qualcuno per il ruolo del kapò…

  14. frank giugno 1, 2007 a 9:43 am #

    >Quando negli speciali di Discovery l’esorcista padre Amort ne fa cenno
    Ah, ora fa gli speciali di Discovery? Io lo conobbi sulle frequenze di
    Radio Maria. Quel giorno parlava con ermetica competenza di oggetti e
    animali domestici posseduti. Come riconoscerli, cosa fare. Cadenzato,
    serio come la morte, magnetico come un gorgo nero. Mi sa che sulla
    radio più diffusa di una metastasi non trasmette più.>E perchè sempre latte e mai un bel Tavernello?
    Io una mezza idea ce l’ho. Secondo me il latte è la cosa più sacra fra
    quelle quotidiane e non esplicitamente benedette o santificate. Tra che
    è bianco, tra che nutre, tra che è vitale, l’idea di sporcarlo non è
    come sporcare la farina o il prosciutto cotto. Una delle imprecazioni
    più pesanti della lingua spagnola è stranamente sul latte: me cago en la leche. E a me m’ha sempre fatto un che di grosso spregio.

  15. acidshampoo giugno 1, 2007 a 7:12 pm #

    > Ah, ora fa gli speciali di Discovery? Io lo conobbi sulle frequenze di Radio Maria.Non mi diferivo a Discovery Channel, ma al programma trashissimo Rai di divulgazione scientifica ma però esoterica dal titolo “Discovery”. Padre Amort spunta fuori ogni volta in cui si parla di demonio e metà delle volte che si parla di demanio.

  16. caramelleamare giugno 2, 2007 a 10:03 am #

    io in questo post non c’ho capito niente gori. boh, sarà che ancora non l’ho letto, ma me convince poco…

  17. hiss giugno 2, 2007 a 8:55 pm #

    C’è un’insegnante di fitness che fa camminare per terra, all’indietro, come nell’esorcista…dice che fa bene al grande gluteo, sarà vero?

  18. caramelleamare giugno 3, 2007 a 8:34 am #

    assolutamente si

  19. caramelleamare giugno 3, 2007 a 8:37 am #

    nel post della lupo non si riesce a postare, perlomeno io. guardate un po se è risolvibile. cmq lupo era ora che tu ritraducessi qualcosa. anche perche vedere un film e sapere che la parole scritte sotto sono di uno che conosci e non di un laureato è buffo. e io alle cose buffe ci tengo parecchio.

  20. GB giugno 4, 2007 a 10:53 pm #

    Bel post Gizmo. E bello spunto di riflessione.Ma che personaggio padre Amort, eh? Il nome da mago di telequalcosa, e la faccia da cui traspare l’allegria morta e in stato avanzato di decomposizione, e ci credo, chissà quante ne ha viste. Delle “possessioni” con cui ha avuto contatto, fossero vere l’un percento (volendo credere ma essere molto critici), sarebbero sempre troppe per chiunque altro. Fossero tutte false (volendo essere scettici), sarebbero sempre troppe, che chissa i contatti con gente parecchio ma parecchio disturbata…Fossero tutte vere… brrr…Che poi so che gli esorcisti hanno anche una discreta preparazione in psicologia/psichiatria per riconoscere dalle prime sedute i casi di “semplici” disturbi mentali, dicono poi che gli esorcismi durano spesso moltissime sedute, e che ci sono molti livelli di possessione. Insomma, c’è un mondo dietro (o dentro).Comunque i demoni peggiori sono italiani.Però pare anche che materializzare oggetti non sia esclusiva prerogativa del dimonio, ma anche di alcuni superdotati.Il fenomeno si chiama apporto/asporto e pare fosse uno dei doni di un altro personaggio eclettico e interessante che trovate qui: http://www.gustavorol.it

  21. Blimunda giugno 7, 2007 a 4:28 am #

    Qua abbiamo la versione brasiliana – piu soft, sembra – del padre Amort. è il padre quevedo, che per molto tempo appariva ogni domenica di sera in tv per rivelare i segreti dei finti paranormali. Di lui non mi ricordo molto, di più del personaggio satirico in un programma umoristico – il padre QUE DEDO (che dito), che era un ‘parapsicoproctologista’. Non so perchè ho ricordato questo ora.

  22. Blimunda giugno 7, 2007 a 4:36 am #

    > Comunque i demoni peggiori sono italiani.
    appena dopo ci sono i ‘caboclos’ dell’umbanda, che sono capaci di possedere anche le persone protette per Ogum (o São Jorge).

  23. infrarosa giugno 7, 2007 a 9:05 am #

    umbanda è come candomblé blimunda?

  24. Blimunda giugno 7, 2007 a 7:24 pm #

    Non sono esperta nell’argomento, ma l’umbanda è una ramificazione del candomblè, che sarebbe la forma più ‘pura’, mentre l’umbanda associa le entità del candomblè con i santi catolici, e accetta pure i spiriti malefici.

  25. acidshampoo giugno 7, 2007 a 8:40 pm #

    > C’è un’insegnante di fitness che fa camminare per terra, all’indietro, come nell’esorcista…dice che fa bene al grande gluteo, sarà vero?No, se è la bionda americana dello step di MediaShopping non c’è da fidarsi. Ti dico solo che è la stessa che vende il divano gonfiabile del Grande Fratello e i robottini che spazzano a casaccio.

  26. infrarosa giugno 7, 2007 a 10:45 pm #

    eh lo so infatti c’ho ripensato dopo, misà che umbanda evoca gli spiriti dei defunti e invece candomblé è tipo più panteista e legato alla natura. ma in brasile ‘ste cose le fanno solo per i turisti o anche per sé?

  27. Toscana Jones luglio 1, 2007 a 2:46 pm #

    Da qualche giorno alla Coop si trovano cartoni del latte più stretti di quelli “classici”… forse ne hanno ridotto le dimensioni per favorirne il vomitamento da parte degli indemoniati…

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