Capitan Marley

8 Mar

Me ne stavo seduto a un tavolaccio dell’Ancora Verde, uno dei peggiori bar delle Antille, a bere una sorta di gin.
Nell’atmosfera ovattata del locale trascorrevano la serata un bel po’ di marinai, dei pescatori e qualche commerciante terràgnolo. Tra reti da pesca e timoni appesi alle pareti la serata ronzava tranquilla. Brusio, chiacchiere, aneddoti, qualche risata. Qualcuno si accompagnava alle donnine di malaffare, molti bevevano e taluno mangiava. C’era chi giocava a carte concentrato, chi invece imprecando. L’oste serviva e puliva i boccali con uno straccio lercissimo, degli uomini barbuti col cappello di lana calato fino alle orecchie fumavano la pipa spargendo intorno l’odore dolciastro del tabacco, un refolo di ponentino muoveva l’aria rinfrescando un po’ l’ambiente e tutti i presenti.
Ed ecco d’un tratto spalancarsi violentemente la porta!
Alla luce dei lumi a petrolio, un gruppo di uomini appare sull’ingresso. Una decina di marinai dai vestiti vivaci, un giovane che imbraccia un rullante e due bacchette, e davanti agli altri una figura imponente, ammantata di nero, un tricorno sul capo con in cima una lunga piuma di porpora vivace.
La sala ammutolisce e tutti si girano a guardare i nuovi venuti, in atmosfera d’attesa.
Il tamburino cominciò a battere una veloce rullata e la figura ammantata a passi lenti e misurati avanzò verso il centro della stanza atteggiandosi a misterioso.
La voce stridula del giovane tamburino, come fosse una formula di rito, annunciò:
Tremate, nemici della filibusta! Gioite, pirati dei sette mari! Perché è arrivato fra voi… l’unico… il temerario… il leggendario… CAPITAN MARLEY! –
E con un sol gesto plateale l’intabarrato si tolse il mantello e lo gettò a terra, scoprendo un uomo alto e aitante, i baffi neri e spioventi, i capelli unti all’indietro, gli abiti da romanzo cappa e spada. Si mise saldo a gambe divaricate, le mani incrociate sul petto, fulminò tutti i presenti con i suoi occhi neri appena appena truccati, e con voce stentorea di basso, mentre il tamburo aveva preso un ritmo cadenzato e preciso, cantò:


Tremate chiunque voi siate
Tremate, tremate!
E’ arrivato Capitan Marley
Il più grande pirata è tra voi!
Tremate ovunque voi siate
Scappate, fuggite!
E’ arrivato Capitan Marley
Con la sua ciurma di eroi!

Mentre cantava, i marinai avanzavano allineati dietro al capitano, seguendo coi passi sciolti il tempo del tamburo, l’aria da bulli e lo stesso sguardo minaccioso, schioccando le dita. Poi uno di loro tirò fuori un violino (intanto il tamburo segnò un passo più veloce) e cominciò a suonare una giga, mentre gli altri nove marinai della ciurma, sempre in riga e perfettamente coordinati, cominciarono a danzare dietro al loro capitano cantando all’unisono:


La ciurma di Marley è tra voi
Tremate se siete nemici
esultate se siete con noi!
Brindate e bevete col capo,
generoso egli è con gli amici
Bevete, danzate e brindate daccapo!

Al chè come un sol uomo i clienti del locale scansarono tutti i tavoli al centro della sala, come a formare un unico palco, dieci delle fanciulle di compagnia con agili movimenti, saltellando a passo di musica, le braccia flessuose inarcate verso l’alto, vennero incontro ai marinai, e una, la più bella, andò tra le forti braccia del capitano.
I marinai secondo splendide coreografie danzarono con le fanciulle che intanto tutte assieme piroettavano roteando a mò di colorati ombrelli le sottane gialle, verdi, rosse e blù.
L’oste da sotto il bancone tirò fuori una fisarmonica e un pescatore estrasse un flauto, e suonarono accompagnando il tamburo e il violino nella musica veloce e ritmata. E immediatamente fu tutto un danzare e suonare e cantare, un universo di suoni e colori.
Capitan Marley con un balzo agile e sicuro si sollevò sul palco improvvisato con la più bella di tutte stretta al petto, la alzò in aria con posa da cigno, la riadagiò giù e sempre ballando con lei, cambiò la voce da basso a tenore e cantò:


Bevete e ballate con noi
Alla salute dei vostri eroi
Noi viviamo di libertà
E il tiranno giammai ci avrà!

Subito, i vegliardi seduti al bancone sollevarono i boccali di grog, fecero all’unisono mezzo giro sugli sgabelli, volgendosi alla sala, e gridarono in coro:


Capitan Marley, hurrà, hurrà!
Odiamo il governatore, malvagio com’è!
Che giammai ti catturerà!
Balliamo, beviamo e brindiamo per te!

Scolarono i boccali e li sbatterono sul banco come un sol uomo, sull’ultimo quarto della battuta, mentre tutti gli altri sempre ballavano con grazia e energia.
Quand’ecco: la porta si spalanca di nuovo! Tutti si fermano e azzittiscono. Sono arrivati i soldati del terribile e malvagio governatore delle Antille!
Il tamburo rulla di suspence, il violino stride una lenta nenia di angoscia e attesa.
L’ufficiale in comando si fa avanti, biondo e severo nell’ordinata e scintillante uniforme da operetta, sguaina la sciabola, fruga intorno con la bramosia degli occhi e individuato l’agognato bersaglio si rivolge finalmente a Capitan Marley:


La tua fine alfine è giunta!
Porremo termine ai tuoi delitti
Nel nome della giustizia,
E del governatore
La tua gloria farem defunta.
Tu e gli uomini con te tutti
l’inferno della mestizia
Raggiungerete in poche ore…

Avanzarono i soldati a passi lenti, guardinghi e cadenzati verso il capitano e la sua ciurma con le spade sguainate, i pirati armati a loro volta e pronti a lotta e sangue. Poi, come a dare un via, la musica riattaccò, stavolta una veloce e indiavolata ciarda, e su quelle note si dettero battaglia.
Affondi di scimitarra, schivate e salti sulle sedie, un pirata si lanciò dal lampadario. Si colpivano e deviavano i colpi, lottando sfrenatamente, ma sempre danzando. E d’improvviso, il biondo ufficiale del governatore riuscì a sorprendere Capitan Marley e gli affondò la spada nel petto, estraendola di rosso colante. La musica cessò di colpo, e tutti smisero di combattere.
La fanciulla più bella corse ad inginocchiarsi in lacrime dal moribondo, appoggiandosi delicatamente in grembo la testa del capitano.
Il flauto prese a suonare una lenta aria triste, e nel silenzio e nello stupore generale, il leggendario Capitano Marley, adesso sconfitto, si schiarì più volte la gola, e ritrovata l’iniziale voce da basso compose il suo stesso requiem:


Muoio, ahimè lascio la vita
Ma non mi pento d’aver vissuto
Lascio a voi il mare e la terra
Ove son nato, e morto, in libertà!

E spirando la nenia del flauto, anch’egli spirò.
Dopo aver assistito a tutto quello spettacolo, travolto dalla meraviglia e dallo stupore, nel silenzio generale, non riuscii a trattenermi dall’alzarmi e cominciare ad applaudire. Allora tutti si volsero in silenzio verso di me, con sguardi irati, sconvolti e minacciosi. Resomi conto della gaffe, alquanto imbarazzato mi diressi al bancone con una manciata di ghinèe, pagai più del dovuto e senza aspettare il resto me ne uscii ratto dall’Ancora Verde

GB

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70 Risposte to “Capitan Marley”

  1. Bracco marzo 8, 2007 a 9:32 am #

    Ah che bel post.Ci voleva, dopo tante canzoni. Ma questo Capitan Marley esiste?

  2. infrarosa marzo 8, 2007 a 10:08 am #

    WOW bigia che mondo che hai ricreato!!!!! sei un grande!

  3. Bracco marzo 8, 2007 a 10:36 am #

    BUONA FESTA DELLA DONNA A TUTTE!
    A CHI GLI AUGURI LI VUOLE E A CHI RISULTANO SOLO UN’INUTILE PERDITA DI TEMPO….

  4. DEATH 13 marzo 8, 2007 a 10:59 am #

    peccato sia crepato,
    mi ci ero affezionato…
    è possibile avere
    altri episodi,per piacere?
    che si sa che gli eroi
    restan sempre dentro di noi….
    grande Gb,
    continua così…
     
    Il Marraro nero

  5. acidshampoo marzo 8, 2007 a 3:51 pm #

    Bellissimo, bellissimo, strabellissimo racconto, GB! Ormai sono dipendente dai mondi che crei in una bolla di sapone, sappilo. Ho amato immediatamente questo irresistibile viaggio negli Scumm Bar della nostra adolescenza, fra uomini di bassa morale e polli con carrucola! Perchè io il segretario del governatore me lo immagino con la faccia di Guybrush Threepwood e Marley come LeChuck. E, caro GB, ti dico solo una cosa: “Io sono la gomma e tu la colla!”

  6. ilmarinaio marzo 8, 2007 a 3:56 pm #

    ma questo è un musical!
    non sono male i locali dove se uno inizia a suonare  gli altri gli
    vanno dietro, in cui ognuno ha dietro con sé uno strumento da
    suonare..  io per esempio ieri sono stato alle poste di Pratantico
    a pagare una multa:  a un certo punto per ingannare il tempo ho
    tirato fuori l’ocarina e ho cominciato a suonare prima piano e poi
    sempre più veloce.  un vecchietto ha tirato fuori un trombone, un
    altro un bombardino.  una massaia 50enne ha iniziato a cantare in
    spagnolo, danzando nella sala d’aspetto.  le impiegate delle poste
    aprivano i registri, timbravano e li richiudevano a passo di
    danza.  ma è durato poco:  a un certo punto si è affacciato
    uno a dire che c’era da spostare una Panda verde:  tutti abbiamo
    smesso di suonare facendo finta di niente, e un poco
    vergognandoci.  ai vecchi tempi della marineria invece si stava
    meglio.

  7. Giulia marzo 8, 2007 a 6:54 pm #

    Bello davvero questo racconto Giulia

  8. acidshampoo marzo 8, 2007 a 7:37 pm #

    PETIZIONEMaledetti! Che possano assaporare nient’altro che cenere e ferro per tutto il resto della loro vita! Quelli della HBO stanno pensando all’ipotesi di chiudere la serie Rome dopo questa MAGNIFICA seconda stagione, per gli alti costi di produzione non supportati dagli ascolti.QUI c’è una petizione online per salvare la serie, dove ci sono già centinaia di firme. Firma anche tu, o lettore di questo commento.Anche se non conosci ancora la serie Rome, perchè un giorno magari la conoscerai e ti rincrescerà che è durata solo due serie per colpa tua!

  9. infrarosa marzo 8, 2007 a 11:50 pm #

    le poste di pratantico… che microcosmo… anche se ora le hanno omologate, standardizzate, disinfettate e rinnovate… ti ricordi marinaio quando erano in quel buchino con il vetro antisfondamento e le scalette ripidissime e il coso scorrevole per i pacchi? e le signore che ci lavorano sono sempre le meglio… in particolare mi piace tanto quella con i capelli tinti nerissimi ricciola con gli occhi chiari, è una vera signora!

  10. Blimunda marzo 9, 2007 a 12:48 am #

    GB! Grandissimissimo post! L’ho amato dal inizio. La richiesta ora è solo una: devi cantare tutte le canzone e mettere il file disponibile qua. Dai, non ti costa niente!

  11. ilmarinaio marzo 9, 2007 a 7:11 am #

    ti ricordi marinaio quando erano in quel buchino con il vetro
    antisfondamento e le scalette ripidissime e il coso scorrevole per i
    pacchi? e le signore che ci lavorano sono sempre le meglio… in
    particolare mi piace tanto quella con i capelli tinti nerissimi
    ricciola con gli occhi chiari, è una vera signora.
    naturalmente concordo, sulla nostalgia delle vecchie poste, con tutti i
    problemi per trovare parcheggio, sulla strettezza della stanzina.. in
    quella stanza ci ho aspettato che la mi’ mamma pagasse bollete etc.
    portandomi al seguito vari album di figurine.  e concordo sulla
    ricciola:  veramente una signora.  magnetica.  la
    femminilità forte ma non arrogante, dolce ma non remissiva.  se
    dovessi fare il paragone con qualche attrice tirerei fuori la Morante,
    ma anche Anna Magnani.  e la associo anche a una voce femminile
    che imperversava nelle pubblicità qualche anno fa, ma che non so
    definire meglio.

  12. Nicola marzo 9, 2007 a 10:08 am #

    Il pollo con carrucola cos’è un secondo? Cmq, bel racconto GB.Nella mia adolescenza ho frequentato parecchio i bar, meno gli scumm bar,  ma di uomini di  bassa morale e di polli con corrucola manco l’ombra! Sarà per quello che il pollo non mi piace? A proposito di marinai e bassa morale, i marinai che sono qui dove lavoro, sono soliti andare al bagno e fare le loro cose lasciando la porta aperta, ostentando le loro putenda a tutti gli avventori felici.

  13. anfiosso marzo 9, 2007 a 1:18 pm #

    [Le putenda sarebbe la cacca, le pudenda che putono o un erore per “le pudenda”? Comunque è molto bello, lo leggo col rampino, lo ronciglio e lo tengo via per l’occasione giusta, ad esempio un giorno di pioggia.]
    Una pirate-opera, insomma. Bella, questa cosa. Molto. Invece di cantare le canzoni potresti andare avanti, fare anche il secondo, il terzo, il quarto, il quinto atto, più — volendo — l’epilogo. O fare di questo il primo quadro, e poi il secondo, il terzo, etc., poi scompe l’atto primmo, comincia il secondo, &c. — Insomma, un’altra serie.
    (Attenzione: al che, senza accento sulla e. Tendo a notare questo tipo di cose per via di scompensi ormonali dovuti alla stagione, non ci badare).

  14. Costa marzo 9, 2007 a 5:21 pm #

    >> Firma anche tu, o lettore di questo commento.Anche se non conosci ancora la serie Rome, perchè un giorno magari la conoscerai e ti rincrescerà che è durata solo due serie per colpa tua!
    Oh io ti ho firmato eh! E ho rilsciato anche un’intervista.. Non voglio correre rischi.

  15. DEATH 13 marzo 9, 2007 a 6:26 pm #

    HO FIRMATO ANKIO…
    FIRMA NUMERO 743……
    CE MANCASSE ANKE CHE CHIUDONO ROME….
    SCANDALOSO COME LE SERIE + BELLE DEBBANO PATIRE LE PEGGIO COSE….
    E CI SIA ANCORA BEAUTIFUL DOPO 20 ANNI….
    E FORSE SOLO PERKè RIDGE NON HA ANCORA PIPATO LA SU MAMMACCIA TROJA…
    PENSO SIA L UNICO ABBINAMENTO DA LETTO CHE MANCA AGLI SCEMEGGIATORI….(LA “m” è VOLUTA)
    MADONNA CAGNA UNTA.
    MARRA
    PS- GUARDATE HEROES……NON VE L ARDICO
    MERDE

  16. acidshampoo marzo 9, 2007 a 6:55 pm #

    Marra, ma la cosa triste sono i motivi della chiusura. Non è che Rome sia proprio in passivo netto, ma il fatto è che la HBO vuole fare dei tagli perchè il prossimo anno produrrà una miniserie costosissima sulle crociate. Insomma se non ci fosse quella cazzo di miniserie alle porte, Rome continuerebbe tranquillamente. Il suo autore, Bruno Heller, ha detto fin dall’inizio che aveva in mentre 5 stagioni in totale.

  17. acidshampoo marzo 9, 2007 a 6:57 pm #

    > Oh io ti ho firmato eh! E ho rilsciato anche un’intervista.. Non voglio correre rischi.
    Costa, ricordati che te mi sei ancora indietro a Nip/Tuck e che prima di Rome mi dovrai vedere Prison Break. Ma almeno la Carol a Nip/Tuck è in pari?

  18. acidshampoo marzo 9, 2007 a 6:59 pm #

    Copincollo da telesimo.it—————–
    Desperate Housewives definita ‘al limite della pedofilia’ dal Moige! Il sito Help Consumatori (www.helpconsumatori.it) ha pubblicato ieri i canali tv promossi e bocciati dal Moige, l’associazione Movimento Italiano Genitori, che agisce per la promozione e la tutela dei diritti dei genitori e dei minori nella vita sociale. In questi primi mesi del 2007 è stato promosso Rai Tre, complici Trebisonda e la Melevisione; secondo in gradimento Rai Due, che ottiene apprezzamenti per il talk show Donne mentre durissime critiche sono state invece rivolte alla serie Desperate Housewives. Cito fedelmente :”Il telefilm è un formidabile esempio del falso puritanesimo sempre più dilagante nelle soap-opera americane. Nessuna immagine violenta, nessuna sequenza di sesso esplicito, ma assolutamente violenti e pornografici i contenuti. L’esempio più estremo è quello della madre che diventa l’amante di un giovanissimo che potrebbe essere suo figlio. Siamo al limite della pedofilia che attraverso lo schermo passa in tutta tranquillità nelle case”.Bocciata Italia 1, colpevoli Distraction, Studio Aperto e Le Iene; delude Canale 5 a causa della sospensione di Nati Ieri, giudicato un programma gradito alle famiglie, mentre, come sempre, non piace il Grande Fratello.
    Cosa aggiungere se non chiedersi perchè giudicare una serie, o uno show, evidentemente inadatto a una certa fascia del pubblico? In fondo basta cambiare canale!

  19. Costa marzo 9, 2007 a 7:01 pm #

    >> Costa, ricordati che te mi sei ancora indietro a Nip/Tuck e che prima di Rome mi dovrai vedere Prison Break.
    Eh quando entrerò nella fase nullafacente potrò dedicarmi anche ad altre attività più ‘ludiche’.. Mi serivrebbe giusto giusto un anno sabbatico..
    >>  Ma almeno la Carol a Nip/Tuck è in pari?
    Mah! La Carol c’ha tanti di quei cazzi per la testa che secondo me è uscita mezz’ora fa e non si ricorderà nemmeno che deve tornare a casa per cena..

  20. GB marzo 9, 2007 a 7:43 pm #

    Ecchime qua. Grazie mii fedeli amicissimi, bracco, infrarosa, marrano nero, acid, marinaio, giulia (mi par di conoscerti da una vita), blimunda, nicola e anfiosso, per il supporto spassionato e per i complimenti che m’agitano e mi tingono l’orecchie di bordò.Blimunda, io a cantare non ci stò! Però se troviamo qualcuno che si presti a farlo, mi posso impegnare a buttare giù qualche musichetta, qualche melodia, qualche tema piratesco su cui cantare, componendola con il mio basso elettrico Kingston, il basso preferito dai musicisti cialtroni.Bracco, Capitan Marley più che esistere “esisteva”, essendo morto poche righe sopra, la Gori Production poi m’ha sconsigliato di farlo risorgere come pirata-vampiro, purtroppo…
    Gori, “Io sono la gomma e tu la colla!”, mitico!

  21. Costa marzo 9, 2007 a 7:53 pm #

    GB un pezzo così orientaleggiante e sognante lo volevo da un po’!! E non posso far altro che aggregarmi alla richiesta della Blimunda, che oltre al testo, da brava carioca, vuole anche la musica di sottofondo, come un vero musical che avrei dovuto vedere tra tre giorni a Broadway!

  22. acidshampoo marzo 9, 2007 a 8:32 pm #

    > (Attenzione: al che, senza accento sulla e. Tendo a notare questo tipo di cose per via di scompensi ormonali dovuti alla stagione, non ci badare).Anfiosso, c’ho nel capo una querelle grammaticale e chiedo e te. Premetto: io non ho mai azzeccato e non azzecco mai gli accenti sulle monosillabi (o monosillabe?). Però so che gli accenti si mettono per diversificare una monosillaba da un’altra identica ma di senso diverdo. Per dire: vado là / la casale dà uno schiaffo / da me a teoggi dì / dimmi di teLa querelle è: perchè invece il “fa”, terza persona singolare indicativa di fare, va senza accento? Non si confonderebbe in tal caso con il “fa” non verbale di “anni fa”, anche quello senza accento?Ma sembra che possa essere la stessa cosa, così m’ha detto la Frank. Anche il fa di “anni fa” potrebbe essere il verbo fare. In tal caso “vent’anni fa ho preso la patente” si leggerebbe come “fanno vent’anni che ho preso la patente”. E ci sia proprio così, visto che quel “fa” ha tra l’altro anche il senso di “or sono” (e lì il verbo c’è)…Insomma, qual’è la soluzione?

  23. acidshampoo marzo 9, 2007 a 8:38 pm #

    A tutto i Lostomani: QUI la terza parte dell’intervista agli sceneggiatori di Lost.

  24. infrarosa marzo 9, 2007 a 8:50 pm #

    insomma, delle sette note musicali senza accento si scriverebbe sol il SOL?

  25. lozissou marzo 9, 2007 a 8:55 pm #

    >monosillabi (o monosillabe?).

    Credo si dica sui monosillabi o sulle parole monosillabiche.

    >Però so che gli accenti si mettono per diversificare una monosillaba da un’altra identica ma di senso diverdo.

    Non solo, che io sappia. Per esempio va/sta fanno come fa, cioe’ senza accento. Forse perche’, anche quando non sembra, sono verbi o hanno antiche origini verbali (come il fa di anni fa, mi da l’idea, ma non me lo ero mai chiesto). Fa vuole invece l’apostrofo come imperativo, so per certo.

    Piuttosto: da come verbo vuole l’accento? Io sapevo di no, su wikipedia (che non e’ l’attendibilita’ in persona) dice di si’. Mi sa che la lingua italiana, come ogni lingua, muta e tanto e tanto velocemente. E che casino poi con gli accenti acuti o gravi, chissa’ se non li sbagliamo sempre tutti?

    >Insomma, qual’è la soluzione?

    Qui invece non andrebbe l’apostrofo: si scrive, elidendo, qual e’.

  26. acidshampoo marzo 9, 2007 a 9:06 pm #

    >>Però so che gli accenti si mettono per diversificare una monosillaba da un’altra identica ma di senso diverso. > Non solo, che io sappia. Per esempio va/sta fanno come fa, cioe’ senza accento.No, non ho capito. Certo che so che su “va” e “sta” non ci va l’accento, ma a quanto ne so esistono solo come verbo. Tu invece conosci un “va” e uno “sta” che non sono verbi?

  27. lozissou marzo 9, 2007 a 9:14 pm #

    No, appunto.
    Per la logica, invece, dovrebbero avere l’accento. Essendo monosillabi, si pronunciano accentati almeno.
    Non e’ che si mette o non si mette l’accento solo per una questione di differenza (a scanso di equivoci di scrittura/lettura), ma anche per altre non-so-quali regole.

  28. lozissou marzo 9, 2007 a 9:15 pm #

    Sta esiste come contrazione di questa, se e’ accettata dall’italiano standard. Non sono sicuro, ma presumo di si’.

  29. GB marzo 9, 2007 a 9:21 pm #

    Bene Costa, allora allarghiamo il progetto e mettiamo su un vero musical. Hai voce e fisique du role per fare Marley?
    Anfiosso, io di strafalcioni così ne faccio a bizzeffe, fin dalle elementari, mettevo alla prova spesso la pazienza della maestra. Ho delle tare così grosse che se le lascio nell’armadio mi mangiano i cappotti. E in effetti non sono neanche granchè soddisfatto di questo pezzo. Per esempio, si possono notare altri difetti evidenti, tipo costruzioni poco sciolte, ripetizioni quà e la, un bel pasticcio sui tempi imperfetto/presente/passato remoto nella prima metà e così via…
    Gori! Ho avuto un flash sull’immagine del post. Non è per caso la copertina di un videogame dei tempi amiga/commodore? Ricordo una recensione su Zzap!

  30. infrarosa marzo 9, 2007 a 9:23 pm #

    io pensavo che qual è si scrivesse senza apostrofo solo per il maschile. come un – uno. invece quale femminile (quel#è la soluzione?) va apostrofato. o sbaglio?

  31. acidshampoo marzo 9, 2007 a 9:41 pm #

    Ussignùr…Lozissou, rileggimi e rileggiti, perchè non hai capito il nocciolo della mia questione. Io parlavo solo e unicamente di monosillabi identiche ma con diverso significato. Te m’hai replicato ma, come al solito, hai parlato di tutt’altro (la storia dello “sta” e del “va”, che col mio “fa” non c’entrano niente).

  32. acidshampoo marzo 9, 2007 a 9:43 pm #

    > Sta esiste come contrazione di questa, se e’ accettata dall’italiano standard. Non sono sicuro, ma presumo di si’.
    No, “sta” nel senso di questa si scrive se mai preceduto dall’apostofo, visto che non si tratta di una contrazione come dici te, ma di una elisione.

  33. acidshampoo marzo 9, 2007 a 9:45 pm #

    > io pensavo che qual è si scrivesse senza apostrofo solo per il maschile. come un – uno. invece quale femminile (quel#è la soluzione?) va apostrofato. o sbaglio? No, se non sbaglio “qual è” va sempre senza apostrofo.E tanto che ci siamo: “buoi” non si può dividere in sillabe ed “eco” è femminile (un’eco).Aaah, le elementari…

  34. acidshampoo marzo 9, 2007 a 9:52 pm #

    > Gori! Ho avuto un flash sull’immagine del post. Non è per caso la copertina di un videogame dei tempi amiga/commodore? Ricordo una recensione su Zzap!Non ti saprei dire. Però conta che anche se sono un pioniere del pc, da tempi del mio inglorioso IBM PS1 Famipack (10 Mhz, 40 Mb di hard disk e 1 Mb di Ram), di Commodore 64 e Amiga ne so pochissimo. Però, dallo stile, ci sta tutto.

  35. GB marzo 9, 2007 a 10:57 pm #

    Forse una vecchia edizione o illustrazione di Sid Meier’s Pirates…
    Allora Blimunda, Mr Costa, uno spunto per partire si trova qui.

  36. lozissou marzo 10, 2007 a 2:43 am #

    Infrarosa: http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3779&ctg_id=44
    Acid, guarda che sono convinto che sia contrazione, non elisione (che avviene a fine parola, non a inizio). Del resto, stamattina lo scrivi pure senza apotrofo? Sta ormai si puo’ scrivere anche senza apostrofo. Comunque fa niente eh!
    Pero’ che bello vedere come le lingue possono essere organismi assolutamente viventi, mutevoli, inclassificabili, irresolubili.

  37. infrarosa marzo 10, 2007 a 10:01 am #

    (meta-commento): “come le lingue possono essere organismi assolutamente viventi, mutevoli, inclassificabili, irresolubili” sembra una frase tradotta col traduttore automatico 😀

  38. anfiosso marzo 10, 2007 a 10:11 am #

    Adunque, premetto che io ogni tanto so la regola, ma il perché della regola non sempre; & tuttavia penso anch’io, non so quanto giustificatamente, che gli accenti servano a differenziare tra loro certi  monosillabi (ma non solo i monosillabi) per evitare confusioni di senso.
    Quanto all’esempio che porti col “fa”, attenzione!, perché nell’espressione “anni fa”, quel “fa” è sempre verbo “fare” (un uso del verbo nell’accezione di ‘sommare’, ‘constare’, ‘dare come risultato’ & sim. che è anche altrimenti attestato. L’altro “fa” (per così definirlo) è la quarta nota, semmai. Sopra dico che l’accento può servire anche a differenziare tra loro non solo i monosillabi — in certi casi è proprio necessario: prìncipi e princìpi (oppure prìncipi e principii/principj/principij, &c.), per esempio, &c. Uno scrittore italiano particolarmente cretino, di nome Giulio Mozzi, per esempio, scoperta — assai verosimilmente frugando tra le mie pregiate carte — questa finezza di segnare gli accenti in questa funzione non solo nei casi classici, scrive “dàti”, nel senso di “dammi i tuoi dàti”, o “i dàti sul mio piccì”, coll’intenzione, evidentemente, di distinguerli da altri “dati” — che però non esistono. E’ vero che “dare” alla III ps. sing. dà “dà” coll’acc., e che è bello accentare anche la III plur., “dànno” per distinguerla da “danno” sostantivo; ma questi accenti si può (si deve) metterli perché esiste, effettivamente la possibilità di confonderli con omografi. Con la parola “dàto”, che deriva sempre da “dare” come sostantivazione del participio passato, è inutile, e quindi è una stronzata.
    I casi in cui non si differenzia tramite accento sono proprio “fa” vb. / “fa” nota mus.; e “re” monarca / “re” nota mus. Anche perché è difficile, dati i contesti, probabilmente, confonderle insieme. Chiaramente, se uno vuole, secondo me può decidere di accentarne una, se crede; la lingua è anche una cosa creativa. Un tempo “monarca” si scriveva “ré”, o addirittura “rè”, ma è vero anche che ‘un tempo’ si apostrofava, volendo, anche “un” davanti a sost. o agg. maschile, e si scriveva “venghi”, “facci”, “dichi” e molte altre cose goffe.
    Su qui e qua / l’accento non va: questo diceva la poesiola, io la riporto, e non v’aggiungo un pelo. Ma comunque non era nel novero dei dubbj esposti, quindi pazienza.
    Quanto agl’imperativi apostrofati, hanno anch’essi qualche nemico; per esempio il Gabrielli, che almeno chiede che “va” si scriva senz’apostrofo. Quanto a ” fa’ ” sembra inevitabile mettercelo, invece. Sicuramente su “sta” è meglio di no, come III ps. Come imperativo avrebbe l’apostrofo. Nel caso di “facere”/”fare”, i latini dicevano “fac!”. L’apostrofo segnerebbe la caduta della “c”? Mah.

  39. anfiosso marzo 10, 2007 a 10:14 am #

    … dove dico: “su sta è meglio di no &c.”, intendo: “è meglio non mettere l’accento“.

  40. infrarosa marzo 10, 2007 a 5:01 pm #

    anfiosso, grazie per la spiegazione. però a fare i pignoli mi viene da dire che scrivi in modo poco chiaro e per capirti devo usare le sopracciglia più del cervello. a volte anche la semplicità nello scrivere aiuta, non solo accenti e apostrofi! il mio grazie comunque non era ironico.

  41. acidshampoo marzo 10, 2007 a 5:11 pm #

    Anfiosso, ti ringrazio, sei stato assai esaustivo! Ora mi ci metto di buzzo buono a impararmeli e comunque mi sa che continuerò a sbagliarli (però il “sa” modestamente l’ho azzeccato!). Le note musicali non le consideravo parte della lingua italiana, a dar noia quindi alle consimili, però in effetti nel discorso generale ci stavano.In ogni caso questa lingua italiana me la immaginavo molto più user-friendly sull’argomento accenti sulle monosillabe. E’ una vita che mi sento in colpa per non aver imparato proprio questi ai tempi delle elementari, ma ora capisco che era una scelta precisa che c’aveva avuto il suo senso! Mai che la lingua italiana, i docenti o quello allo sportello te vengano incontro. No, sei sempre tu a doverti muovere! Eccheccazzo però eh!

  42. acidshampoo marzo 10, 2007 a 5:21 pm #

    Infrarosa, che c’è di poco chiaro?! Non ha fatto poco invece, l’ottimo Anfiosso, a spiegare tutto per filo e per segno! Per me è stato chiarissimo. Sono queste regole della grammatica che navigano contro, se mai!Se lo spiegava Lozissou invece, veniva una missione arty insostenibile da capaccionallo!

  43. lozissou marzo 10, 2007 a 5:28 pm #

    >sembra una frase tradotta col traduttore automatico
    Non ho capito che intendi, ma solo per curiosita’ eh: e’ scritta pedestre, in maniera statica e stitica?, e’ una sentenza ovvia e stentorea allo stesso tempo?, ha una struttura da lingua non italiana? Che mi vai suggerendo, sottilmente, Infrarosa?

  44. Bracco marzo 10, 2007 a 5:58 pm #

    Leggo solo ora della critica a Desperate Housewives….I contenuti espliciti ci sono, si, a parole. Forse è unodei pochi telefilm rimasti dove non sivedono esplicite scene di sesso con ansimi inclusi o sventramento di cadaveri, come succede nei telefim fotocopia NCIS, CSI MIAMI, CSI NEW YORK ecc…Desperate Housewives è proprio bellino, mi dispiace molto questa critica. Ci sono affezionata, lo guarda anche la mia nipotina. D’accordissimo sul cambiare canale. Vado a leggere il sito di Help Consumatori. Dov’è l’articolo?

  45. Bracco marzo 10, 2007 a 6:00 pm #

    Tra l’altro…se leggete bene…c’è anche un apprezzamento – sempre per quanto riguarda il giudizio sulla tv per i minori – a Ballando con le stelle…Perché quello è un programma educativo…Mamma mia..

  46. acidshampoo marzo 10, 2007 a 6:19 pm #

    Bracco, e conta che il Moige si è lamentato (“siamo al limite della pedofilia”) in riferimento alla seconda serie. Su Fox sta per iniziare la terza, che io sto vedendo in contemporanea con la trasmissione negli USA. Mi chiedo come ci rimarrà il Moige quando vedrà Gabrielle Solis finire a letto con… non posso dirlo.

  47. anfiosso marzo 10, 2007 a 6:20 pm #

    Sì, infatti, certi dicono che mi si capisce, certaltri no.

  48. acidshampoo marzo 10, 2007 a 6:20 pm #

    > Che mi vai suggerendo, sottilmente, Infrarosa?Ancora non l’hai capito che la Infrarosa è un – lo dico dopo l’inciso – peperino?

  49. Daiana marzo 10, 2007 a 8:46 pm #

    Bravo Gb! Anch’io ho apprezzato parecchio questo musical…. E sappi che io di musical me ne intendo, fino a un “anno fa” facevo la ballerina! 

  50. infrarosa marzo 10, 2007 a 9:13 pm #

    sì, lozissou, la terza che hai detto. inglese, per la precisione. gli indizi: “le lingue possono essere organismi assolutamente xxx” e la sequenza di aggettivi in -enti, -evoli, -ibili. io però sono la prima a parlare e scrivere in modo “poco italiano”, a volte. non volevo quindi criticare, ma pigliarti un po’ in giro!

  51. lozissou marzo 10, 2007 a 9:45 pm #

    Nono, c’e’ poco da pigliarmi in giro. Sei gia’ la seconda persona che, da quando son qua, mi sta dicendo che ho perso (un po’ solo, spero) l’uso della lingua italiana. Cool!
    A furia parlare, sentire, leggere, scrivere in inglese, stavolta la sto assorbendo piu in fretta di altre volte, mi sa. Which is good.
    Ma in italiano come sarebbe andata allora? Perche’ piu’ la rileggo e piu’ mi sembra di essere ancora in ottica italiana, which might be not so good.

  52. aristide1981 marzo 10, 2007 a 10:27 pm #

    questo capitan Marley sembra dipingere puntigliosamente il tuo mondo, caro GB, costellato di grog e bevande varie, tavoli polverosi dove fare il maledetto, il rancio delle osterie. ricordo anche io come acid il buon vecchio Monky Island che mi ha tenuto compagnia durante la fanciullezza. tutti fremiamo nell’attesa del tuo prossimo post , tutti meno lozissou.

  53. infrarosa marzo 11, 2007 a 1:34 am #

    which might NOT be so good

  54. infrarosa marzo 11, 2007 a 1:35 am #

    no, scherzo. anche la tua va bene 🙂

  55. Costa marzo 11, 2007 a 2:18 am #

    Infrarosa: non scherzare su queste cose, è meglio la tua.
    Lorizzu: vergogna.
    Amen

  56. lozissou marzo 11, 2007 a 2:25 am #

    Lorizzu, Costa?! Oteh, me la piglio eh! A proposito, che ancora mica l’ho capito: com’e’ che sai l’inglese cosi tanto bene, lo slang in particolar modo?: sei un ex madrelingua anglosassone, hai vissuto fino all’altro ieri nel Vietnam occupato dagli yankee, sei figlio di Carol e di un wasp, sei un Coppola pure tu, sei cresciuto a lyrics degli Smiths… che ti e’ successo da piccolo insomma?

    Gotcha, Infrarosa. Si scrive cosi’, o gotch’ya forse?

    Aristide1981, chi t’avrebbe detto quello che hai scritto? Tanto per sapere…

  57. acidshampoo marzo 11, 2007 a 2:26 am #

    Aristide, tu mi confondi, io non so mai che opinione avere su di te. Ce ne ho, ma sono sempre contrastanti. Insomma i casi sono due: o sei una delle persone peggiori di questo mondo, oppure sei proprio la persona peggiore in assoluto.

  58. acidshampoo marzo 11, 2007 a 2:30 am #

    Costa, ma la Carol sa che la celeberrima Oh Carol di Neil Sedaka, lui la scrisse in onore di Carole King di cui era innamorato, e che però lei si mise con James Taylor?E soprattutto sa che io sono fan sfegatato di Carole King, di cui ho (quasi) tutti gli album?

  59. Costa marzo 11, 2007 a 2:48 am #

    >> Lorizzu, Costa?! Oteh, me la piglio eh!
    Sì, scusa andavo di fretta. E quando sono di fretta mi scappano anche le battute porche.
    >> A proposito, che ancora mica l’ho capito: com’e’ che sai l’inglese cosi tanto bene, lo slang in particolar modo?
    Sono mezzo madrelingua.

  60. Costa marzo 11, 2007 a 2:52 am #

    Acid, non lo so sinceramente, dovrei chiederglielo. Cosa faccio, la disturbo adesso e poi ti faccio sapere o la lascio finire con l’oroscopo? Della King la piace molto Smackwater Jack, me la cantava quando mi portava in giro col passeggino..

  61. acidshampoo marzo 11, 2007 a 3:10 am #

    Grande canzone! Però, chissà come mai, di lei tutti conoscono sempre e solo l’album Tapestry. Ma ce ne sono altri tranquillamente a quel livello, per esempio il successivo Music. Comunque la sua canzone più bella resta Goin’ Back, dal suo primissimo album (Writer). Poi ne hanno fatta una cover dimenticabile la Dusty Springfield e una, BELLISSIMA, i Queen ai tempi in cui si firmavano Larry Lurex.

  62. infrarosa marzo 11, 2007 a 1:28 pm #

    gotcha? e che vor dì? (ai) gotte iùe? io l’inglese lo so poco moderno e poco americano… costa, però nell’eccezione rarissima in cui un prof spieghi a uno studente un voto che ha preso (e tra i voti standard c’è “not so good”) potrebbe anche dire: which might be “not so good”, no?

  63. lozissou marzo 11, 2007 a 10:33 pm #

    Si, infrarosa, contrazione di “(I) Got You”, con due accezioni: 1) afferrato (della serie, com-preso, capito, se uno ti svela o ti afferma qualcoa); 2) beccato (al bambino goloso che ha scoperto i cookies sul ripiano alto della credenza e ha free-climbato il mobile, arrivando a prenderne uno e a gustarselo tutto in barba alla mammaccia, che pero’ poi l’ha beccato e ucciso arrosto per punizione). Me l’hanno spiegato paro paro cosi’, quindi fossi in te ci crederei.

  64. GB marzo 11, 2007 a 10:51 pm #

    Daiana, sono contento che tu abbia apprezzato. Soprattutto perchè sei una del nostro settore (io ero quarto ballerino di scorta di Grease 3, che poi non hanno più fatto, nonchè secondo trombone della banda della Royal Navy, ma quella è un’altra storia…).

  65. GB marzo 11, 2007 a 10:56 pm #

    Oh, aristide, ti rendi conto di aver scomodato nel tuo commento addirittura un impegnativo “puntigliosamente”? Cmq ora aspetto che tu mi spieghi dove vedi il maledettismo.In ultimo: polveroso sarai te.

  66. Costa marzo 11, 2007 a 11:55 pm #

    >> gotcha?
    Esatto, come dice Lozissou fresco di spiegazione. Lo puoi scrivere Gotcha, Got’cha o Got ya’. Sempre quello s’intende.
    >> 2) beccato (al bambino goloso che ha scoperto i cookies sul ripiano alto della credenza e ha free-climbato il mobile, arrivando a prenderne uno e a gustarselo tutto in barba alla mammaccia, che pero’ poi l’ha beccato e ucciso arrosto per punizione).
    Anche della mosca che ti scassa i maroni da un’ora e che hai appena ammazzato. Io lo spiego sempre cosssì.

  67. Costa marzo 11, 2007 a 11:58 pm #

    >> Grande canzone! Però, chissà come mai, di lei tutti conoscono sempre e solo l’album Tapestry
    Sì lo so, e dicono siano tutti molto belli. M’ingegnerò riguardo agli altri, e, neanche a dirlo, ti farò sapere!

  68. Costa marzo 11, 2007 a 11:59 pm #

    >> costa, però nell’eccezione rarissima in cui un prof spieghi a uno studente un voto che ha preso (e tra i voti standard c’è “not so good”) potrebbe anche dire: which might be “not so good”, no?
    Obiezione accolta, infrarosa!!

  69. lozissou marzo 12, 2007 a 12:08 am #

    Costa, ma e’ vera la storia che tua madre, per meta’, e’ una lingua? Insomma, e’ la mitica Carol a essere forestiera? Una grandissima yankee o una probissima figlia della Regina, forse? Mitiche loro, in ogni caso!

  70. aristide1981 marzo 13, 2007 a 9:30 pm #

    caro GB, no ma intendevo un maledettismo affettuoso, come solo tu sai mostrare. e per rimanere sempre in tema di maledetti e di polvere…. “chiedi alla polvere”, un testo fatuwskiano per eccellenza. scusa per il puntigliosamente……

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