Sanremo 57 – I big (prima serata)

28 Feb


 

 

Leda Battisti – Senza Me Ti Pentirai
(clicca QUI)



La Battisti porta in gara quello che oserei definire come un flamenco stizzito di dubbia utilità. Poteva investire lo stesso tempo e le stesse energie nella ricerca sul cancro o nello scovare Bin Laden, e invece è qui.



Voto: 6





Simone Cristicchi – Ti Regalerò Una Rosa (clicca QUI)



Parte con un vocino alla Ivan Graziani e fa il sensibile con una canzone sui matti. Didascalica, melensa, a dir poco patetica. Nel finale addirittura sale su una sedia, dà le spalle al pubblico e fa il verso di “volare via”. Nessuna emozione, se non un fastidio a pelle. Il paragone con l’analoga Sergio dei Baustelle è a dir poco impietoso per il riccioluto culattone. Che poi i matti devono morire tutti. Viva Mariotto Segni!



Voto: 1





Francesco E Roby Facchinetti – Vivere Normale (clicca
QUI)



Era una ruffianata già sulla carta, ma messa in atto è peggio ancora. Padre e figlio se la cantano da soli e si rilanciano strofe come probabilmente si scambiano le posizioni con la escort di turno. Hanno pure il coraggio di dirsi: “la storia siamo noi”. Nel finale si guardano in faccia, sorridono, poi si siedono come due amiconi e ci guardano e si guardano, con sguardo culattonico. Concludono dicendoci qualcosa di incomprensibile sugli uomini semplici.



Voto: 3




Mango – Chissà Se Nevica (clicca QUI)



Mango canta un Bignami di Mango.



Voto: 6




Milva – The Show Must Go On (clicca QUI)



Canzone scritta da Faletti e questo dice già tutto. Tutti i suoi pezzi sono variazioni sul tema di Signor Tenente, che già era una variazione sulla precedente Rumba Di Tango (in coppia con la Berti). Il pezzo scritto per Milva è un tenente teatrale, da cabaret, un questurino con ghiribizzi soul. Milva è di un carisma imbarazzante e ho come l’impressione che un pezzo non possa essere mai davvero scarso se cantato da questa donna. 



Voto: 6 e mezzo



Nada – Luna In Piena (clicca QUI)



Inizia come Diamanda Galàs. La canzone pare un sottofondo per una rassegna di videoarte, però funziona. Ipnotica eppure incalzante, decadente e notturna. Sempre coraggiosa la Nada, l’unica cantante anni ’60 che non fa revival ma che intraprende strade più difficili e assai meno remunerative. Questa è la canzone più arrogantemente anti-Sanremese del Festival.



Voto: 7



Piero Mazzocchetti – Schiavo D’Amore (clicca QUI)



Come Bocelli o Safina, il solito pezzo del solito cantante lirico in vacanza nella città dei fiori. Un pezzo-espositore di maniera, prevedibile e che quasi si fa da solo. Nell’acuto finale, Mazzocchetti sfoggiava un sottile filo di bava in diagonale fra le labbra. In quel filo io ho rivisto la mia vita ma soprattutto una storia d’amore finita male con una modella danese. Mezzo voto in più solo per questo.



Voto: 5 e mezzo



Antonella Ruggiero – Canzone Tra Le Guerre (clicca QUI)



Un bell’oggettino di qualità. E’ la Ruggiero che ti aspetti da un po’ di anni a questa parte, ma non fa certo disdoro, anzi. E’ chiaro che lei è una a cui interessa fare “tutto un discorso su”, ma però non dimentica la melodia e su che palco siamo. Nel Sanremo degli Avion Travel, quello in cui la giuria dei critici pesava per metà sul premio finale, avrebbe avuto la vittoria in pugno.



Voto: 7



Daniele Silvestri – La Paranza (clicca QUI)



Tutta un’altra camminata. Silvestri si muove solo quando ha il pezzo giusto e per la quinta volta su questo palco ce l’ha. Torna il Silvestri più leggero (nel senso alto del termine) di Salirò, ma la canzone è di certa qualità e di quelle che piacciono a me. Un pezzo dalla presa immediata, dal ritmo irresistibile, ma più complesso di come appare. Certo, il rischio tormentone è dietro l’angolo, ma a Silvestri perdono di tutto.



Voto: 8





Zero Assoluto – Appena Prima Di Partire (clicca QUI)



Una canzone che si regge tutta sull’introverso del duo, mentre il rappista sta zittino e calmino. Una canzone pop che resta intimista e minimale fino alla fine, senza aprirsi in un ritornello autoconclusivo e da suoneria come sarebbe scontato. Sottofondo ideale di notti insonni di adolescenti innamorati e infojati. Da premiare anche solo per questo.



Voto: 7 e mezzo



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QUI la letale interpretazione di Adesso Tu da parte della Hunziker, in apertura serata.

Alla fine del pezzo, con la voce rotta dal Chianti, la prezzolata svizzera ha avuto pure il coraggio di dire: “Perchè io una cosa ho fatto di buono nella vita… e l’ho fatta con quell’uomo!”

Non ho capito se con quella “cosa” si riferisca alla figlia Aurora o a un tortino d’asparagi.

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