Natal Brasileiro

28 Dic

Mentre nel vecchio mondo a Natale “si fa du versi, si gioca al Mercante in Fiera finchè morte ne segue, si sbimboccia a birra e wurstel in vero budello della Gasser e dolci tipici, si telefona ai maghi delle tv private”, qua in Brasile facciamo la vera e autentica festa natalizia. La passo ogni anno con tutta la mia famiglia, come tradizione. Nella sera della vigilia andiamo tutti (più o meno in trenta) alla stessa chiesa per la messa, quindi a casa di nonna dove c’è la cena. Carne di maialo, pollo, tacchino, chester (un pollo geneticamente modificato), prosciuto, pane, panettone, frutte tropicale, macedonia, castane e vino sempre della peggiore qualità, perchè sono miei zii che comprano e a loro non piace spendere soldi. E sempre bianco dolce, mai un tinto secco, come piace a me.
Poi il momento più aspettato per i cugini piccolini: l’arrivo del Papai Noel, da voi Babbo Natale. Qua, questo importante personaggio natalizio, può essere visto come una garota de programa. Di sera, vestito per il lavoro, nelle vie aspettando che una machina si avicina per chiedere: “Vuoi una festina di Natale?” E poi: “Quanto per il programa completo?” Si mettono d’accordo, il Papai Noel sale in machina e via.
Arriva quel uomo, tutto in rosso, la faccia rossa, sudato come non si può di più, sporco, ogni tanto ubriaco, vestito pesante con tutto quello pelo anche se siamo a 24 dicembre (ricordate che siamo in un paese tropicale, quindi frequentemente le serate di Natale è in più di 25 gradi). Lui chiede ai piccolini un bacio in scambio del suo regallo. Loro sempre si spaventano e piangono.
Poi, i regalli… Ah, i regalli! La zia che ha la figlia venditora di Avon dà ogni volta dei regali di Avon (inutili, quasi sempre). Il zio che lavora in un mercato dà dei saponi. Gli altri che non lavorano in posti dove possono aver una sugestione per regali ti danno calzetti o slip tre numeri più grande del tuo.
Il giorno di Natale, a pranzo siamo di più di quaranta, perchè arrivano anche i parenti di altri posti. Prima di iniziare quello che chiamamo “i lavori” (mangiare e bere come faminti desperati della Biafra), nonna chiede l’attenzione, fa tutti stare in piedi attorno il tavolo, mani incruciate, e viene l’unico momento spirituale di tutta la festa. La nonna inizia una preghiera, e come magica, il silenzio, sapiamo che tutti pensiamo al nonno che non c’è più, ma che in questi giorni di festa amava chiamare merda pura i suoi nipoti, tranne me che chiamava jacaré (crocodillo). Ma la malinconia è momentanea, ci sono i lavori che aspettano. Birra tutto il giorno, gli stessi maialo e uccelli della cena, forse bacallà se la nonna stava con buon umore, le stesse frutte della cena, solo la farofa è nuova. E lo stesso vino, perchè nessuno è riuscito a bere nella sera. Si mangia e si beve fino a cadere. Nel pomeriggio viene il gioco di bagnare con acqua l’uno all’altro. Meglio se l’acqua viene del laghetto davante a casa di nonna, tanto sporca che nemmeno i pesci sopravvivono. E poi continuamo lì, a bere, a mangiare.
Ore 20. Tutti ubbriachi, qualche hanno già vomitato il tapeto della sala di nonna, lei è già stressata al massimo, non vede l’ora che finisca tutto, ma non è ancora finito. Bisogna iniziare l’Amigo Oculto, la tradizione più importante del Natale della mia famiglia. Qualche giorni prima si mette tutti i nomi dei participanti in un pezzettino di carta, e ognuno prendi uno di questi per caso. Poi si compra un regallo per la persona che hai preso, che va svelata solo nel giorno di Natale. Ma questa è la tradizione brasiliana generale, troppo comune per una famiglia divertente e creativa come la mia. Noi facciamo anche l’Inimigo Oculto, che è un scherzo fatto al tuo “amigo” prima di dare il regallo. Questo scherzo può essere un finto regallo, di cui sei sicuro che non piacera nulla a lui, o un castigo, insomma quello che vuoi.
La tensione è enorme. Non per la curiosità di sapere chi ha preso il pezzettino di carta col tuo nome due settimana prima, ma per vedere se questa stessa persona avrà buono cuore risparmiandoti la pubblica umiliazione di farti usare un vestito per l’altro sesso (meglio se intimo). Naturalmente il regallo è involto con trecento fogli di giornale presi con il più potente nastro adesivo del mercato. E poi c’è anche la paura di vedere che dopo tutta questa sofferenza hai guadagnato un altro regallo… inutile. Nel anno scorso, un cugino, solo perchè stava imparando chitarra, ha guadagnato un dvd dei cover degli Scorpions. La nonna ogni anno dà dei regalini che ti fa ricordare Dio. E i saponi. E i calzettini e gli slip.
Essendo ottimiste e dando tre minuti per regallo, abbiamo circa un’ora e mezza di un torturante tradizionale Amigo Oculto. Ma bisogna sempre seguire le tradizione, si dice. Chi dice? Penso mia mamma, perchè nemmeno mia nonna vuole ancora questo.
Finito l’Amigo Oculto, ore 22, cena, ancora gli ultimi pezzi del maialo e ossa degli uccelli, gli ultimi pezzi di patata del bacallà (il bacallà è finito) e la farofa. E finalmente si beve il vino, già che la birra è finita. Escono tutti velocemente appena finito il cibo, lasciamo tutti i piatti, bicchieri, posate, usate dalle quaranta persone, per la nonna quasi ottentani pulire, torniamo a casa, maledicendo i regali, il cibo, il vino, e il 26 dicembre, che è giorno di lavoro.

Blimunda

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58 Risposte to “Natal Brasileiro”

  1. Puzza87 dicembre 28, 2006 a 8:28 am #

    ahaha molto divertente!

  2. ilmarinaio dicembre 28, 2006 a 9:26 am #

    molto bello… anche se sospetto che non sia proprio una descrizione realistica.  comunque ho fatto delle ricerche:  questo dovrebbe essere il chester, questa la farofa, questo l’ Amigo Oculto.

  3. GB dicembre 28, 2006 a 10:14 am #

    Grande Blimunda! Il tuo natale è accattivante e coinvolgente, e particolarmente inquietante è il Papai Noel caricato dalla strada. Brava, brava, brava, mi piacque parecchio!

  4. Bracco dicembre 28, 2006 a 10:53 am #

    Non posso dire che è un bel post sennç Acid mi si offende. Dice che commento solo i post degli altri.Piccolo caro Acid…lo sai ben che i tuoi post son belli…Però te lo senti ripetere di continuo. Meglio quindi complimentare gli altri.

  5. bracco dicembre 28, 2006 a 10:58 am #

    Mica sapete dove comprare il Mercante in Fiera e quanto costa? Lo voglio comprare anche io. E poi voglio fare il banco…Ovviamente.

  6. infrarosa dicembre 28, 2006 a 11:01 am #

    blimunda,
    bellissimo! grazie del racconto! devi comunque sapere che quella dei regali avon è una tradizione di probabili origini etrusche, che infatti spopola anche qui in toscana… il gioco di bagnarsi con l’acqua si chiama “farsi i gavettoni”. gavettoni sono i palloncini pieni d’acqua che si tirano sulle persone e scoppiano. in italia si fanno di solito a ferragosto, ma farli a natale sarebbe anche più divertente, siamo sotto zero e l’acqua è ghiacciata…

  7. maryann dicembre 28, 2006 a 11:28 am #

    Poi dicono che le donne non sono capaci di far ridere…. Brava la regina della samba.

  8. lozissou dicembre 28, 2006 a 11:40 am #

    Ma robba da matti, ora mi ci si mette anche la Blimunda a scrivere meglio dell’Anselma Dall’Olio!
    Miticate! Se è tutta manioca del tuo sacco, io mi inchino. Se non lo fosse, mi inchino ugualmente.

  9. frank dicembre 28, 2006 a 12:09 pm #

    Grande Blimunda!
    Mi dà l’idea che hai raccontato sobriamente una realtà che tanto sobria
    non è, vedendola contemporaneamente con gli occhi di sempre e con un
    terzo occhio sgargabonziano… E il tuo post è bellissimo! Ho riso come
    una scema!
    A partire da: Carne di maialo,
    pollo, tacchino, chester (un pollo geneticamente modificato),
    prosciuto, pane, panettone, frutte tropicale, macedonia, castane e vino
    sempre della peggiore qualità, perchè sono miei zii che comprano e a
    loro non piace spendere soldi
    ma come?!
    Organizzano il natalone, approfittano del natalone, e guarda che abbondanza, e poi risparmiano sul vino balordo?!
    E anche:Si mangia e si beve fino a cadere.
    Rende troppo l’idea. In casa mia siamo stati sempre troppo abbottonati
    per lasciarsi andare ad una festa a oltranza, figuriamoci
    all’ubriachezza incontrollata o ai gavettoni. Non è pensabile.
    Sarà più “spirituale” o più “intimo” il nostro modo di festeggiare… ma io un Natale in casa Blimunda lo farei volentieri…
    ps. mi sa che fuori Italia l’Amigo Oculto usa. Nel posto dove lavoro
    l’abbiamo chiamato Amico Invisibile e l’abbiamo festeggiato il 17/12,
    con un equo scambio di regalini (ma tutti hanno saputo chi era il
    proprio amigo oculto prima o
    poi). Era impossibile rimanere senza regalo, con tale organizzazione,
    no? E invece sì. Tra il giorno dell’estrazione dei nomi e il giorno
    dlla festa, la mia amiga oculta Carlotta ha avuto un incidente. E io so’ rimasta a bocca asciutta. Eh però…

  10. Costa dicembre 28, 2006 a 12:43 pm #

    AHHHH ECCO NDO STAVA!!! ME LO HAI NASCOSTO ED ORA SOTTO FALSO NOME TO RIMETTI QUASSU’!!!
    ME LO RICORDAVO UN ‘TANTINO’ DIVERSO PERò SAI… !!?
    COMUNcQUE, CENERE ALLA CENERE, POLVERE ALLA POLVERE.. BELLO “BEA” A.K.A. BLIMUNDA!!! 🙂
    E COMPLIMENTI PER LO SFORZO DI AVERLO SCRITTO IN ITALIANO!!!
    ^^

  11. DEATH 13 dicembre 28, 2006 a 2:37 pm #

    PERSONALMENTE SO ALLIBITO…
    PASSI KE SI PERMETTA A UN DONNIDE DI SCRIVERE….
    MA A UNA DONNA NEGRO…QUESTO NO. MAI.
    NONOSTANTE CIò QUESTO PEZZO (DI KAZZO) VA AI VERTICI DEI MARRA APPROVED AND FAVOURED FOREVER…SUBITO DOPO BRODOLINI E IPOTENUSE E RIVOLTA SECONDI A PAIO MERITO…UN ESORDIO DA TERZO POSTO…..SO ALLIBITO…
    GRANDISSIMA BLIMUNDA…..M HAI DATO DA IMMAGINARE, DA RIFLETTERE,DA RIDERE…..
    ORA KIAMA BUSH,FATTI MANDARE UNA TANICA DI BENZA IRAQEGNA E DATTI FUEGO…..
    AUGURI ANKE A TE FAVELAS DI AMIGA!!
    YOUR FRIEND (I HOPE) MARRA
    PS-GIUSTO KE LAVORIATE IL 26…..PROTESTO KE ABBIATE UN GIORNO TUTTINTERO DA FESTEGGIARE..SIETE O NON SIETE UN POPOLINO DI DISADATTATI SOCIO-ECO-GIUSNATURA-FAVICI??

  12. acidshampoo dicembre 28, 2006 a 4:35 pm #

    Blimunda, è un post veramente bellissimo! E’ una miscela di sapori ammaliante, è divertente, emozionante, tenero e inquietante allo stesso tempo. Mi ha coinvolto da morire. Non c’è nessun calcolo perchè sia commovente, eppure lo è davvero. Ho amato la nonna che dà regalini che fanno ricordare Dio, il tardivo esordio in tavola della farofa, il nonno che ti chiamava jacarè, i faminti desperati della Biafra, il babbo Natale prezzolato e ubriaco, i saponi dello zio, il fatto che siete sempre a mangiare. Spero che questo sia solo il primo post dei tanti che scriverai. Grazie del regalo che c’hai fatto!

  13. caramelleamare dicembre 28, 2006 a 4:44 pm #

    blimunda, questo post è semplicemente fantastico. mi sono divertito parecchio a leggerlo.immagino che ne scriverai ancora. questo italiano-brasiliano da leggere rende benissimo le atmosfere. è anche un pezzo emozionante, equilibrato e scritto con un senso della comunicazione e della narrativa spettacolare. soprattutto per una negra. complimenti. peccato solo che sei brasiliana.

  14. Bracco dicembre 28, 2006 a 9:14 pm #

    Ragazzi..lo confesso..Faccio uso di borotalco.

  15. Oleandro dicembre 28, 2006 a 10:17 pm #

    Blimunda: complimenti al babbo e alla mamma! Vero Natale. Vera Bisboccia. Ah, bisboccia = es. wurstell Gasser in budello naturale + Aquidea (Verna ginger, bionda, cedro, arancio) + cantuccini + vinsanto.
     

  16. aristide1981 dicembre 28, 2006 a 10:28 pm #

    Cara Blimunda, non sapevo che eri brasileira e leggendo questo racconto si respira l’atmosfera delle meravigliose spiagge di Capocabana. Culi all’aria e cocktails a tutto spiano. Mi avevano detto che eri molto fashion, ma non a questi livelli. A parte gli scherzi, veramente bello, ironico e toccante il tuo racconto. Mi hai fatto venire la saudade, sentimento tipicamente Brasiliano che si basa sulla melanconia. Tutti fremevano.

  17. Nicola dicembre 28, 2006 a 10:31 pm #

    Anche in Russia festeggiano il Natele come in Brasile, con l’amigo acculto e i lit-fiba, l’unica differenza è che non si chiama Natale ma Nataloff, poi per il resto è ugualo.

  18. Nicola dicembre 28, 2006 a 10:32 pm #

    Cmq, bel post.

  19. Makegatsu Robot dicembre 29, 2006 a 12:50 am #

    Make è sta storia di amigos e favelas? A me m’ha messo ‘na tristezza. Poi son climi in cui nn mi riesce d’immaginarci certe feste. Come il carnevale in Norvegia… ma ce starà?
    Cmq ci tenevo a tornare sul blog per ringraziare il Gori per l’ennesimo invito (ke stavolta ho accettato, ma fino alla prossima eclissi nun me rivede) nella sua fanta-pierdellafrancescana-dimora e per la squisita ospitalità della quale è famoso detentore. Ringrazio anke quella ventinaia gli sgargaguys presenti ke son troppo rock anke dal vivo, per la simpatia apportata e soprattutto per quelle 20-25 euro di premi da mercantenfiera ke m’avete regalato… eh eh eh
    Otè! La pagoda portava jella avean detto…    ma c’andate a cagher, torseli!!!
    E così la nipponesina… ke poi nn doveva esser mia di default, Acid? Maremma se 6 bastardo, t’ho offerto anke la testa bicornuta del Donati su un piatto di Argento ma te nisba!
    P.S.: Boni i wurstel, ma st’altra volta Gori se me li fai sentire un attimo prima è meglio eh! Il budello me s’è ritorto a me per aspettarli e nel frammentre giù dolci come nemmanco un polisaccaride. Auguri. 

  20. frank dicembre 29, 2006 a 10:41 am #

    Aristide, ma se continui a commentare così, come fa la gente a capire che non sei un cretino? Eppure…

  21. GB dicembre 29, 2006 a 12:28 pm #

    Il finale chiude in maniera molto efficace e divertente l’ottimo “tutto il resto”… Escono tutti velocemente appena finito il cibo, lasciamo tutti i piatti, bicchieri, posate, usate dalle quaranta persone, per la nonna quasi ottentani pulire, torniamo a casa, maledicendo i regali, il cibo, il vino, e il 26 dicembre, che è giorno di lavoro.
    Cmq Blimunda la tua famiglia, così a occhio, mi piace parecchio.

  22. Bracco dicembre 29, 2006 a 3:02 pm #

    Io dopo il wurstel sono stata male..Ho passato una nottata tremenda col mal di panza…Stavo per vomitare, poi invece sono riuscita a trattenere tutto. Non spreco niente io….

  23. infrarosa dicembre 29, 2006 a 3:29 pm #

    bigia, la deformazione professionale non ti lascia scampo eh!

  24. maryann dicembre 29, 2006 a 5:33 pm #

    Caramelle: “peccato solo che sei brasiliana”… Io pagherei per esserlo. Anche se essere etrusca non mi dispiace affatto.

  25. Blimunda dicembre 29, 2006 a 5:44 pm #

    Grazie ragazzi, grazie! Sono contenta che vi sia piaciuto. Il fatto è che ero veramente insicura a (in, nel, come si dice???) lasciare il Gori pubblicare questo testo, che originariamente era una risposta a un commento di caramelleamare (grazie, caccarelli!):”gori, pensa che spettacolo la blimunda che vorrebbe passare il natale
    con noi normali e invece sta laggiu in quel paese color cioccolata.
    sicuramente sola e in lacrime mentre si consegna un aoutoregalino o fa
    una battutina per farsi due risate. lei e la penna stilografica che s’è
    regalata.”Infatti Frank, hai definito molto bene la visione del racconto. Un po’ di caricatura, un po’ di esagero, ma l’essenza è tutta vera. Principalmente nel cibo.E solo per notiziare: quest’anno non mi hanno fatto l’inimigo oculto, ma gli saponi, calzetti e slip, mi hanno regalato.

  26. Blimunda dicembre 29, 2006 a 5:51 pm #

    “Brava la regina della samba.””peccato solo che sei brasiliana”Ma io delle carateristiche brasiliane che voi conoscete (???) lì non penso di avere nessuna. Il samba non so ballare, e non sono grande fan del carnevale, non sono innamorata del calcio e non ho SILVA nel mio nome. Del colore, però… non dico niente.

  27. Bracco dicembre 29, 2006 a 6:32 pm #

    Ho comprato il Mercante in Fiera. 8 euro e 50 all’Ipercoop. Devo ancora scartarlo, c’è caso che dentro ci siano le figurine di Beverly Hills invece che la pagoda e compagnia bella..Apro apro..

  28. lozissou dicembre 29, 2006 a 6:51 pm #

    >gli ultimi pezzi di patata del bacallà
    Ma in che razza di paese vivi, Blimunda? Il baccalà è fatto con le patate… e magari le patate sono composti da pangasio, vero?
    O che è così, il Brasile? mancolicani, mancolicani eh!
    Io però voglio lo jacaré in porchetta, si puà avere?

  29. Blimunda dicembre 29, 2006 a 7:14 pm #

    Penso di si, se vuoi… ma non penso sia il massimo. Una volta a Bolivia ho mangiato carne di jacaré e di piranha, alla riva del Rio Paraguai. Non sò se ero perchè avevo male per il caldo e l’umidità, o il senso di colpa, ma sono rimasta male tutto il giorno dopo. Del baccalà, è che qua per farlo durare di più (e non succede solo col baccalà), lo prepariamo con patate, tomato, palmito e olio. Io però non lo mangio. Del pangasius però sono molto incuriosita, ma non ho mai trovato qua.

  30. lozissou dicembre 29, 2006 a 7:37 pm #

    Madonna, pure i piranha si possono mangiare? Che spettacolo addentare la buaccaessina del mi’ joe dantino!

  31. ilbellodelledonne dicembre 29, 2006 a 9:35 pm #

    “..è che sono fragili, delicate come statuine di bisquit. Sono tenere, sono romantiche; andrebbero trattate con cura, con tanto amore..
    Non ve lo dimenticate mai!

  32. acidshampoo dicembre 29, 2006 a 9:55 pm #

    Ilbellodelledonne, guarda che io mi ricordo di te!Anzi, ti ho riconosciuto solo leggendo sotto “ultimi commenti” le prime parole della tua citazione. La ricordo molto bene.Ma dove mi eri sparito?

  33. acidshampoo dicembre 29, 2006 a 9:57 pm #

    Quale hai preso, Bracco? Quello classico della Dal Negro? Ne avevano anche anche di altri tipi?Oh, se ci giochi tieni le statistiche sulle carte vincenti, che mi interessano.

  34. GB dicembre 29, 2006 a 10:59 pm #

    >la deformazione professionale non ti lascia scampo eh!
    Eggià!
    Allora, le carte vincenti del mercante in fiera sono:
    – l’ulcerina- Il cataclisma
    – Il cataplasma
    – L’arrrotino
    – Il tirabusciò

  35. mato dicembre 30, 2006 a 12:34 am #

    un veloce augurio.. sono in trasferta d’amore.. fa un freddo porco e c’hanno la tastiera azerty.. ma e’ davvero la citta’ più bella..
    buon anno di cuore..

  36. frank dicembre 30, 2006 a 9:20 am #

    >Del baccalà, è che qua per farlo durare di più (e non succede solo col
    baccalà), lo prepariamo con patate, tomato, palmito e olio.
    Nicola (o spirito di Nicola), non andresti immediatamente a vivere nel paese in cui il palmito si serve a tavola come se niente fosse?
    E magari nella preghiera del pranzo si recita un sermone tratto da un
    pezzo degli Squallor? Tra l’altro in quello stesso paese c’è una
    fioritura di chiese e confessioni religiose improvvisate e
    seguitissime. Potremmo andare a fondare un’apposita religione che parli
    del Verbo di Cerruti, cantando inni di Bigazzi. Chissà che non
    illuminiamo qualche anima.

  37. frank dicembre 30, 2006 a 9:21 am #

    Perché mato, dove sei??

  38. frank dicembre 30, 2006 a 9:25 am #

    Occhio Blimunda, che il “si può avere?”
    dello zissou non è innocua curiosità enciclopedica. E’ una frase
    capestro, che già dalla scelta del verbo (“avere”) dovrebbe
    insospettirti. Se gli dici “sì, perché no?”, è capace che la risposta sua sia “bene, mandamelo”.
    E nel caso che tu dubiti se fa sul serio, sappi che nella sua testa ha
    già visualizzato il momento di scartare il pacchetto. E ciò gli è
    sufficiente a legittimare la sua richiesta ome esaudibile.

  39. frank dicembre 30, 2006 a 9:27 am #

    >Allora, le carte vincenti del mercante in fiera sono:- l’ulcerina – Il cataclisma – Il cataplasma – L’arrrotino – Il tirabusciò
    Il Bigiarini ha ricominciato a fare le carte! Io prendo nota, ché non si sa mai…

  40. lozissou dicembre 30, 2006 a 11:07 am #

    >E ciò gli è sufficiente a legittimare la sua richiesta ome esaudibile.
    Verissimo, però – e spezzo una lancia in mia favore tanto va la gatta al lardo… – non sono nè sarò mai uno che se la “tira” (no, lo so che non te la tiri, ma per far capire) per portare due stracci di dvx a un conoscente/amico. Piuttosto si dice: no, non te li voglio prestare.Roba che tocca patire per avere due film, e finire per passare per scocciatore. Robe da accapponare la pelle, permettimi!

  41. acidshampoo dicembre 30, 2006 a 12:14 pm #

    > un veloce augurio.. sono in trasferta d’amore.. fa un freddo porco e c’hanno la tastiera azerty.. ma e’ davvero la citta’ più bella..buon anno di cuore..Ciao Mato carissimo e tanti auguri anche a te! Ma dove sei?

  42. acidshampoo dicembre 30, 2006 a 12:50 pm #

    Stefano Casini nella mailing list Ayaaaak ricorda Gino D’Antonio:———-E’ da molto tempo che non scrivo più in lista, ma se devo farlo solo in queste occasioni, preferirei non farlo più.Ma a Gino D’Antonio glielo devo, la sua Storia del West per me è stato un faro nella notte, un’attesa spasmodica all’edicola, un entusiasmo continuo nella lettura, un modello da imitare.Avrei voglia di scrivere di quanto mi ha influenzato con il suo disegno, di quanto mi ha appassionato con le sue storie, di quanto ho consumato i suoi albi a furia di sfogliarli con l’intento di carpirne i segreti, di quanto l’ho amato, di quell’amore che solo un fumettista verso uno dei suoi maestri può nutrire.Lo conobbi trent’anni fa in occasione della mia prima volta che varcai la soglia di via Buonarroti, ero un imberbe pischello con la cartella in mano che voleva uno straccio di giudizio sui propri lavori, un gentilissimo signore (che scoprii successivamente essere Decio Canzio) mi invitò nel salottino adiacente all’entrata. Lì dentro c’era un signore dai capelli bianchi, corti, a spazzola, io sapevo già chi era, perchè all’entrata lo avevo visto con la coda dell’occhio e, da quel fisionomista che sono, l’avevo riconosciuto dall’autoritratto che si era fatto in 4a di copertina in occasione del n° 100 della Collana Rodeo (all’epoca non c’era nè internet nè le miriadi di occasioni di incontrare gli autori alle fiere, per cui fu un vero e proprio colpo di fortuna), lo sapevo, era lui, Gino D’Antonio in persona.Ero acerbo e lo sapevo, ma lui fu molto carino, e gentile com’era me lo disse nel modo migliore.Molti anni dopo lo rividi a casa sua e anche successivamente quando divenne il responsabile dei fumetti de “Il Giornalino”. Io mio grande cruccio è sempre stato quello di non essere riuscito a portare a termine una storia su testi suoi che mi propose (successivamente la realizzò Toppi), ci furono delle incomprensioni e non la finii mai, mi sarebbe piaciuto legare il mio nome al suo, fui sciocco a non terminare quella storia, ma si sa, la vita è strana.Se n’è andato uno dei più grandi, e non è la solita retorica di circostanza, non è stato uno degli autori più strombazzati, nè uno di quelli più coccolati, è stato un grande professionista che è riuscito sempre a trasformare in oro ciò che faceva, grande sceneggiatore e sublime disegnatore, il suo essere schivo e maggiormente incline a quella riservatezza oggi così poco di moda, non lo ha fatto inquadrare in quella vana luce di riflettori che il grande carrozzone del fumetto a volte tributa anche a chi lo merita meno, ma non ne ha mai avuto bisogno, lui ha sempre dimostrato quello che valeva con le sue storie, con i suoi disegni, con i suoi personaggi memorabili.A voi lettori più giovani, oltre all’intera saga della Storia del West, consiglio di leggere “L’uomo dello Zululand”, uno degli episodi della serie “Un uomo un’avventura” scritto e disegnato da D’Antonio (realizzò anche il bellissimo “L’uomo di Iwo Jima”), qui potrete scoprire il modo di come si racconta in una storia secca e autoconclusiva la psicologia di un personaggio, il suo divenire, l’angoscia dell’assedio e il ritmo della battaglia, un racconto da assaporare fino all’ultimo respiro, scoprirete così come nel tempo non sia stato inventanto nulla di più di quello che grandi autori non avessero già fatto, una vera e propria lezione di fumetto.Nella mia infanzia ho attraversato il West cavalcando accanto ai Mac Donald, nella maturità ho lavorato consapevole di quanto il suo lavoro fosse per me un punto di riferimento.Grazie Gino, addio.Stefano Casini

  43. acidshampoo dicembre 30, 2006 a 1:22 pm #

    > Del baccalà, è che qua per farlo durare di più (e non succede solo col baccalà), lo prepariamo con patate, tomato, palmitoCioè Blimunda, fammi capire: tu vieni qua ad insegnare il palmito a me?Mavafammocc’acchit’èstramuort!Il Dottor Palmito è una delle mie canzoni preferite di ogni tempo, potrei ascoltarla altre mille volte e mi emozionerebbe ogni volta. E’ italiana ma la vicenda narrata ha ambientazione brasiliana. QUESTO il testo.

  44. Bracco dicembre 30, 2006 a 1:51 pm #

    Acid. le carte sono le Dal Negro classiche. E mi sono sbagliata, non costavano 8,50 ma 8,90 euro. Avevo perso lo scontrino.Baroccio ha voluto aprire la confezione per guardarle, ma non gli ho permesso di aprire lesingole buste dei mazzi. E’ mio!!

  45. Blimunda dicembre 30, 2006 a 2:59 pm #

    >> Se gli dici “sì, perché no?”, è capace che la risposta sua sia “bene, mandamelo”.infatti non avevo pensato a questo. Comunque non sarebbe problema, prima di inviarlo sicuramente lo darei il numero del mio conto bancario. E poi sarebbe costosissimo, non penso abbia mercato di carne di jacaré, sarebbe per contrabando… Lo vuoi ancora, Lozissou?

  46. ilmarinaio dicembre 30, 2006 a 3:07 pm #

    Il Bigiarini ha ricominciato a fare le carte! Io prendo nota, ché non si sa mai.
    Bigiarini, fai le carte davvero?  come mette questo 2007? 

  47. GB dicembre 30, 2006 a 6:19 pm #

    >Il Bigiarini ha ricominciato a fare le carte! Io prendo nota, ché non si sa mai…
    E fai bene! Sono utilissime per il tressette e per mettersi in contatto con il Fato, sempre che si abbia in casa l’ultimo modello di telex (peccato che nel suolo patrio il servizio non sia più disponibile dal 2001 – Circolare del Ministero delle Comunicazioni 30 novembre 2001 n. 1249). Inoltre ci puoi leggere tutto l’insondabile del Cosmo che non sia protetto da una lamina di piombo. In quel caso nulla può, nemmanco gli occhialini per vedere sotto i vestiti.

  48. GB dicembre 30, 2006 a 6:26 pm #

    >fai le carte davvero?  come mette questo 2007?
    Per te, ma solo per te: piovosissimo fino a Giovedì. Ma tantissimo parecchio! Poi un mese di sole, poi un golpe, poi boh!(sono usciti nell’ordine: – La Goccia al naso  – Voltron  – I Carabinieri  – Il Sospiratore)

  49. ilmarinaio dicembre 30, 2006 a 8:33 pm #

    ah, grazie!  mi interessava infatti di questo anno in particolare il tempo fino a Giovedì.. ora sono a posto.

  50. ilmarinaio dicembre 30, 2006 a 9:07 pm #

    stavo pensando a quali propositi fare per il 2007… ogni tanto queste cose le faccio.  me ne sono venute in mente due.
    1.  smettere di tingermi i capelli
    2.  una grande protesta politica.  incisiva ma nel segno
    della non-violenza.  farò lo sciopero del piscio, dal primo
    Gennaio fino a che lo Stato Italiano non mi riconoscerò Provincia
    autonoma e mi finanzierà.  smetterò di pisciare dalla mezzanotte
    del 31 Dicembre.  credo proprio che lo Stato non potrà restare
    impassibile alle mie sofferenze.

  51. Puzza87 dicembre 31, 2006 a 1:53 am #

    con quello che si beve a capodanno e tenendo conto delle grandezze di una vescica umana….ti do tempo 3 ore, 3 e mezzo perchè mi sento generoso stasera!

  52. caramelleamare dicembre 31, 2006 a 10:31 am #

    originariamente era una risposta a un commento di caramelleamare (grazie, caccarelli!):quindi blimunda, il 50% del merito di questo post bellissimo è il mio!? se è cosi ci sono rimasto molto male che non c’è il mio nome in fondo al pezzo e che non ho ricevuto nessun regalo dal brasile. quel “grazie cacarelli” non mi consola di certo. evidentemente la riconoscenza in brasile non è un valore.

  53. ilmarinaio dicembre 31, 2006 a 11:01 am #

    ti do tempo 3 ore, 3 e mezzo perchè mi sento generoso stasera!
    guarda Puzza che io non sono nuovo a questi scioperi… già ne ho fatto
    uno due anni fa, e sono durato un mese e 13 giorni. 

  54. Blimunda dicembre 31, 2006 a 3:31 pm #

    >ci sono rimasto molto male che non c’è il mio nome in fondo al pezzo e che non ho ricevuto nessun regalo dal brasileallora ti invio il pezzo di carne di jacaré che avevo comprato per Lozissou.Ma tranquillo, che nemmeno il riconoscimento qui lo hai.

  55. Dilllydoll gennaio 3, 2007 a 12:25 pm #

    Bello questo post, l’ho letto solo adesso…Il raccattato per strada che si improvvisa Babbo Natale, mi ricorda quando da piccola, per la Befana, un pompiere si vestiva da Befana (ho sempre vissuto, per via del lavoro di mio padre, sopra le caserme dei vigili del fuoco-per chi nn lo sapesse): scendeva dal “castello di manovra” con una corda ma nella maggior parte dei casi aiutato dall’autoscala, e poi distribuiva le calze ai bambini dei pompieri di tutti i turni, lì riunitisi per l’occasione. I più piccoli piangevano spesso perchè spaventati dalla barba e dall’odore di sigaretta che emanava la dolce vecchietta…..ecco perchè il Papà Noel brasiliano mi ricorda il pompiere befana!E l’Amigo Oculto lo faccio anch’io da 3 Natali a questa parte, ma con gli amici di teatro…regali ricevuti: dei semi di begonia, una fisarmonica a bocca, un cd di salsa.Questo post è molto evocativo…il mio commento è troppo lungo!

  56. acidshampoo gennaio 6, 2007 a 8:06 am #

    E invece no, Dillydoll! Non è per niente troppo lungo il tuo commento, anzi ti invito a lasciarti andare alla sintassi che ne escono dei bei quadretti. Ma sappi che col pompiere vestito da Befana m’hai inquietato mica poco. Ma come? Io pensavo fossero persone serie, gente dell’11/9, e invece fanno queste robe? Ma tutti tutti i pompieri lo fanno? Anche LUI? Dimmelo sincera. Che poi oggi è proprio il giorno della Befana, tra l’altro. Spero che i miei mi abbiano comprato dolciumi ex-novo, perchè a volte li ho sorpresi a riciclare cioccolatini che già stavano in casa. Ieri ho requisito tutto quello che trovavo, non si sa mai.

  57. Blimunda gennaio 6, 2007 a 1:41 pm #

    Anch’io mi chiedevo il come di questi pompiere-Befana, principalmente perché non conosco Befana… Comunque voi italiani non lavorano mai, hanno sempre una buona scusa per fare festa. Qui dopo il primo dell’anno, l’unica festa è a carnevale! Questo anno 7 lunghe settimane lavorando tutti i giorni, di lunedì a venerdì, non so se riesco!!!!!

  58. Blimunda gennaio 6, 2007 a 1:42 pm #

    > dei semi di begonia, una fisarmonica a bocca, un cd di salsa.Anche la creatività per i regali è stata importata da voi, allora!

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