L’incendio di Chicago

17 Nov
Lassù in vetta c’era il cacio:
chi l’ha mangiato il cacio?
– Il topo.
Chi l’ha mangiato il topo?
– Il gatto
Dove è andato il gatto?
– Sotto al letto.
Chi l’ha bruciato il letto?
– Il foco.
Chi l’ha spento il foco?
– L’acqua.
Chi l’ha bevuta l’acqua?
– La mucca.
Dove è andata la mucca?
A seminare il panìco pe l’uccelli,
Panico Panichella
chi parla prima un’urecchia in terra!
Questo, che fino a poco tempo fa ho creduto essere un indovinello-filastrocca che mi faceva il mi’ babbo quando ero piccino (forse per farmi stare zitto, in quanto a chi parlava per primo dopo l’ultima strofa veniva applicata la tiragione delle orecchie fino al livello del suolo), ho scoperto in realtà oggi alle 17.45 circa che è un dispaccio relativo all’epoca della conquista del West americano. Si riferisce a un tragico evento: l’incendio della città di Chicago, bruciata nel 1876 per cause misteriose, che qui vengono finalmente svelate. In un posto alto c’era il cacio. Questo, come dato iniziale. In principio c’era il formaggio, il simbolo del motore di tutte le cose umane, il mangiare, il cibo, il guadagno. Se si fosse tutti piante le cose non succederebbero, e invece siamo animali, anche animalacci, e dobbiamo continuamente cacciare, scappare, cercare, facendo accadere un casino di cose. Alle piante invece non accade niente, stanno lì. Il formaggio dunque era stato messo in cima, in cima a un armadio, a una caciaia, e un topo, che evidentemente passava di là e non aspettava altro, ha preso, è salito e si è mangiato quel cacio. Siamo a Chicago, è il tramonto, la gente entra nei saloon per togliersi la stanchezza della giornata, vengono versati uischi, cavalli e micce nitriscono e stormiscono. Le prostitute si allacciano le giarrettiere e si sistemano l’acconciatura. Il pianista si liscia i baffetti, apre il guadernino delle canzoni e si schiocca le dita. E, in un albergo di quart’ordine, nella penombra, un topo mangia un pezzo di pecorino, tenendoselo fra le manine e rosicandolo. Purtroppo non sa leggere, e non può sapere che il foglio che era stato posto lì vicino recitava in caratteri western “CACIO PER ESPERIMENTI”. La stanza apparteneva infatti al cavadenti, venditore di pozioni, nonché scienziato pazzo Samuel Mac Ferlington, che in quel momento era dal barbiere a farsi sistemare le basette. Era da un mese che lavorava a quel formaggio, spendendoci ogni momento della giornata. Il topo rosicava, e quando ebbe finito, si mangiò anche il foglietto di avvertimento. Si pulì i denti con le unghie, quando entrò dalla finestra quasi volando vampirescamente il gatto della maitresse del bordello vicino: Sadik, 45 kg di gatto giallo e orbo. Non ci fu lotta, ingoiò il topo intero. E anche se avesse saputo leggere, il foglietto ormai non c’era più. Dopo qualche secondo il gatto cominciò a sentirsi male. La nuova sostanza sperimentata nel formaggio dal pazzo Mac Ferlington stava facendo effetto; il gatto cominciò a sbiancare, a sudare freddo, a correre per tutta la stanza, finché prese fuoco per autocombustione. Impaurito, si rifugiò sotto al letto dello scienziato. Questi, tra le altre cose, aveva un terrore preciso: quello degli influssi magnetici provenienti dalle zone
in profondità nel sottosuolo, e temeva che sotto il suo letto si trovasse un
campo di forza negativo. Così aveva schermato il letto mettendo al posto
del materasso di paglia un moderno materasso gonfiabile ripieno di benzina.  Il gatto in fiamme fu la classica scintilla che fa traboccare il vaso (i vasi pieni di scintille erano tra l’altro uno degli obbiettivi che Mac Ferlington si proponeva di inventare), e accese un incendio che propagandosiattraverso tende, pareti di legno, cataste di legna, attraverso insomma tutta la città che era fatta di legno, fece parecchio casino. Alla fine fortunatamente bruciò anche la diga di legno, che era a quel tempo vicino a Chicago, e di cui ci resta preziosa testimonianza in alcune fotografie dell’epoca. E fu il tempo dell’acqua: un diluvio si abbattè sulla città, distruggendo tutto quello che il fuoco non aveva bruciato. Il giorno dopo, all’alba, una mucca dal nome poco originale di Carolina era l’unico essere vivente rimasto a muoversi in un mondo di pozzanghere e carbone. Si muoveva lentamente, intontita, traballando. Era in preda a un forte shock, aveva una sindrome post traumatica da stress derivata dai cataclismatici eventi della sera prima. Dopo aver nuotato tutta la notte in un vortice d’acqua, cartelloni di saloon, fumo e urla, scoprì alle 7.30 di avere sete, e bevve da una pozzanghera. Non l’avesse mai fatto!  Quella pozzanghera azzurrastra corrispondeva ai resti di un altro esperimento del folle nonché defunto dr. Ferlington, un siero per fare impazzire le mucche: con questo intendeva ricattare tutti i proprietari dei ranch e finalmente arricchirsi. Alzò al cielo due muccheschi occhi tragici, da minotauro perseguitato dalla sorte, da tragedia greca, per chiedere agli dei che mai avesse fatto di male. Gli dei non risposero. La pazzia ebbe inizio: la mucca si alzò sulle zampe posteriori e cominciò ad imitare il suo vecchio padrone. Bestemmiò, si mise un cappellaccio, si accese un sigaro e cominciò a camminare, cantando un blues. Trovò un sacco pieno di panìco ormai fradicio e cominciò a seminarlo sul fango, attirando a stormi tutti gli uccelli scampati al disastro cittadino. Mentre seminava addirittura ballava tipo musical, sgambettando in aria, sorridendo, ammiccando. Un indiano arrivato per vedere cosa fosse successo alla città, e fermatosi in un altopiano poco distante, fu orripilato dalla scena. Trasmise questo racconto ai membri della sua tribù, per dimostrare di cosa fosse capace l’uomo bianco. Ma era un racconto tabù, accessibile solo agli iniziati: agli altri, ai troppo curiosi, sarebbero state strappate ambe le urecchie.
(Purtroppo la prudenza degli indiani fermò il diffondersi della notizia, ma
non il cammino della mucca; questa percorse tutto il nordamerica, sempre
seminando, attraversò il Polo Nord, attraversò Asia ed Europa, finché giunse
in Svezia. Dove aveva seminato non crebbe mai un cazzo. In Svezia si
stabilì, figliò, e fu all’origine del morbo della BSE).
Francesco Rivolta
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22 Risposte to “L’incendio di Chicago”

  1. infrarosa novembre 17, 2006 a 1:50 am #

    marinaio, stai diventando il mio idolo. il post è fa-vo-lo-so!

  2. DEATH 13 novembre 17, 2006 a 11:17 am #

    MADUNNINA….
    SPETTACOLOSO…
    IL MI PREFERITO RESTA ANCORA “SESSO,CIVETTE E MALASANITà” MA QUESTO è SECONDO IN GARA….
    GRANDISSIMO MARINOCCIOLO…
    LUNGA VITA,PACE E PROSPERITà….
    MARRA ^^

  3. Blimunda novembre 17, 2006 a 7:35 pm #

    BELISSIMOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Questo Rivolta è davvero fantastico!Qui in Brasile, invece, nella filastrocca la mucca è gialla, e chi parla prima deve mangiare tutte le ‘porcherie’ del mondo. Siete più generosi.

  4. Giulio novembre 17, 2006 a 11:06 pm #

    Sono appena tornato dal gabinetto e se continuo a farne di queste dimensioni mi sa che devo andare dall’esorcista.

  5. caramelleamare novembre 17, 2006 a 11:40 pm #

    prosperi nel post di là t’ho detto che sei una persona orribile ma solamente dentro, ora invece ti dico tutta la verità: dentro fai schifo, ma fuori forse peggio. c’hai questo capino triangolare con tutti gli elementi vicino al naso che non te se puo guardare. a me mi repelli fisicamente, credo che alle citte tu gli faccia lo stesso effetto. per quanto ti conosco m’auguro di non dovette rivedere vivo, per me non vali un cazzo.

  6. acidshampoo novembre 18, 2006 a 1:21 am #


    da Comicus.it—————–
     
    Rat-Man: cartoon in TV da lunedì 20!

    Partirà lunedì 20 novembre l’attesissima serie animata dedicata a Rat-Man, personaggio-icona creato dal genio di Leo Ortolani.Il primo episodio sarà trasmesso lunedì alle 17,55 su Rai Due. E si andrà avanti tutti i giorni esclusi sabato e domenica.

  7. caramelleamare novembre 18, 2006 a 12:57 pm #

    Rat-Man: cartoon in TV da lunedì 20!
    ma soprattutto speriamo che vada bene e che a grande richiesta ridiino il via alle ristampe di ratman. non so perche ma non m’aspetto granche dal cartonanimato

  8. frank novembre 18, 2006 a 1:34 pm #

    Fantastico, Marinaio!!
    Stamani, preciso stamattina, ho letto un fumetto intitolato “Il Giorno
    In Cui Bruciò Chattanooga”. Lì per lì ho pensato che fosse una storia
    parecchio bella ma dopo letto il tuo pezzo capisco che era tutta fuffa,
    e che i fatti sono altri. Adesso vorrei che un bravo disegnatore
    illustrasse la tua [come sempre] immaginifica storia.
    ps. stavolta secondo me c’è un quid in più… un surreale nel
    surreale… quando è entrata in scena la mucca ho pensato “adesso beve
    il veleno del cacio e il cerchio si chiude”. E invece no! La cosa si
    sviluppa tipo dominorally, senza logica… bello!

  9. frank novembre 18, 2006 a 1:35 pm #

    Giulio, ti riferisci al cacare?! Non ci posso credere…
    Caramelleamare, lascialo stare.

  10. koln77 novembre 18, 2006 a 3:19 pm #

    sei un grandee http://tuttochiarokoln77.leonardo.it/foto

  11. acidshampoo novembre 18, 2006 a 3:57 pm #

    Koln77, spero vivamente che il Signore te porti via. Te e la tu mammaccia.

  12. Giulio novembre 18, 2006 a 7:08 pm #

    io invece squaccherelleamare ti stimo tanto e trovo che tu sia
    una persona degna di nota in ogni senso; parlo sempre di te con tutti e tutti con me. Sei stimato, ispiri simpatia, in una parola piaci! E’ difficile
    immaginare un mondo pieno di merda senza uno come te. spero di reincontrarti presto  insieme a tutti quanti per celebrare a suon
    di pisciate nel tuo bel musetto tutta quanta l’ammirazione che nutriamo nei tuoi confronti!

  13. acidshampoo novembre 19, 2006 a 1:16 am #

    In questo momento la Lupo sta facendo l’amore con alcuni cinesi.

  14. ilmarinaio novembre 19, 2006 a 3:43 am #

    Grazie ragazzi… 
    Blimunda, mi potresti scrivere l’originale brasiliano?  sono curioso.

  15. caramelleamare novembre 19, 2006 a 11:27 am #

    ho letto un fumetto intitolato “Il Giorno
    In Cui Bruciò Chattanooga”oh imbecille! non hai letto un fumetto omaggio con famiglia cristiana del quale puoi giustamente tacere il nome. hai letto una storia di ken parker, puttana. habbi il buon senso di specificarlo almeno. Non lo dico per fare l’appassionato sfegatato di KP perche non lo sono, o perlomeno mai quanto te. ma semplicemente perche è da cretini non specificare un riferimento simile. troia!!

  16. caramelleamare novembre 19, 2006 a 11:30 am #

    gori sia chiaro, che non ci ricapiti mai piu che sta sciaquettina ci blocchi come successe a casa tua per due sere di fila, con quel suo musettino di merda.a costo d’un arvedella per un anno.

  17. caramelleamare novembre 19, 2006 a 11:46 am #

    di pisciate nel tuo bel musetto tutta quanta l’ammirazione che nutriamo nei tuoi confronti!io invece una volta ho scopato sdraiato in una pozza di piscio sul pavimento del bagno dopo che io e la mia ragazza ci eravamo reciprocamente pisciati adosso. credo fosse la lupo.

  18. Blimunda novembre 19, 2006 a 2:28 pm #

    Blimunda, mi potresti scrivere l’originale brasiliano?  sono curioso.Quella che mia nonna cantava per me e miei cugini era così:”Vaca amarelaCagou na panelaUm a mexerDois a lamberQuem falar primeiroVai comer todas as porcarias do mundo”Però questa è una delle tante variazioni che ci sono, como potete vedere qui.

  19. ilmarinaio novembre 19, 2006 a 6:36 pm #

    Um ninho de mafagafa, com sete mafaguifinhos. Quem desmafagaguifá ela, bom desmafagaguifador será.

    Anch’io una volta ero un nigno de mafagafa.

  20. acidshampoo novembre 20, 2006 a 5:15 am #

    > gori sia chiaro, che non ci ricapiti mai piu che sta sciaquettina ci blocchi come successe a casa tua per due sere di fila, con quel suo musettino di merda.a costo d’un arvedella per un anno.Da quando non ce sei te, la Lupo si sta rivelando serata dopo serata per quello che è in realtà: cinquanta kili di merda con la pelle intorno. Devo aggiornarti su diverse cose.

  21. acidshampoo novembre 20, 2006 a 5:23 am #

    > ma soprattutto speriamo che vada bene e che a grande richiesta ridiino il via alle ristampe di ratman. non so perche ma non m’aspetto granche dal cartonanimatoPer ora so solo che nel 2007 ristamperanno Il Signore Dei Ratti. Della ristampa per adesso non s’è saputo niente, invece è esploso il merchandising legato al personaggio.Quanto al cartone, io ne vidi tre episodi ad Arezzo Wave. Diciamo che non è all’altezza delle storie, ma nemmeno niente di orrendo. Lo stile umoristico resta ben riconoscibile, anche se poco supportato da resto. Se avessero avuto più soldi gli sarebbe uscito meglio, perchè per me è tutta questione di produzione in questo caso. Il respiro epico o minimal/artistitico delle storie di Ratman, ci sta stretto in questo contenitore da “sit-com in java”. E’ anche vero che si poteva fare anche molto molto peggio. Penso che lo seguirò.

  22. cryz novembre 21, 2006 a 8:42 pm #

    Eh questo titolo mi ricorda un grande albo del mitico… 😀

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