Giovedì mattina

5 Nov

Dallo scuro entra una luce blu, fioca fioca. Odore umido misto erba medica pronta da pressare. L’aroma giusto che dà la carica per spiccare un colpo di reni e lavarti dalle coperte ingiallite di cotone semigrezzo lavorato al telaio, corredo della pora nonna. “Nunzia, rimani a letto te. Che la voi strapazzare prima de nascere cotesta creatura?!” Il piantito avallato in mezzanine sbeccolate e lustrate alla meno peggio con la sugna del maiale è gia bollito di mattinata. “S’anda’bbene, oggi ci strona dal caldo.”  A piedi scalzi, quasi a tastoni vado verso la madia del pane. Dai cento pezzetti di vetro rotto sistemati alla bona della finestra sinistra dell’andito, entra una luce irregolare e rimbalza nei vetrini del mettitutto. Rimbalza sì… Rimbalza sì… Rimbalza in quelli rimasti sani dai bombardamenti del fronte. “Che momenti, gente.” L’apparecchi fischiaveno come il gastigo. Brutupu’… brututupupu’. E tonfi e berci da tutte le parti. “Son momenti brutti, gente.” La casa del poro Tittiri la prese in pieno una bomba d’un apparecchio che veniva basso da Fogliarina e gn’aprì tutta la colombaia. “Parcama-uuu’! Che tempi Madonnina!” Lo sportello della madia è sempre serrato a lucchetto con la chiave che è nascosta sotto il gambuccio della tavola in cipresso. Quella lì, quella della stanza nova che s’adopra solo una volta per la befana, quando c’è da spezzare il maiale. Ogni mattina c’è da eresiare per trovare il buco con quel buiccio. “Caro gnagno, se fai così anche co la tu’ donna, durate poco insiemi.” Pane duro anche oggi, ma quel che conta è che è ancora quasi intero. Conviene merlarlo con un po’ d’acqua della cannella prima di struffarci un bel pomodoro grasserrosso. Frescofresco, colto al cumbrugliume della sera prima in guizzaia. Un filino d’olio. Un pizzico di sale. Ha un profumo che fa arvisolare i morti. Finito un mezzo pane ci bordo dietro un bel bicchiere de rossellino. “Aaahh!  Altro che il latte e le pastine”. Anche nella colazione c’e’ la fretta stringente del non avere il domani. Da non farti godere neanche quei pochi attimi a sedere, perché: “Aloh… Aloeeeh. Movetemovetemovete. Senno’ oggi se fa l’buio senza avere compicciato niente.” Infilo alla svelta i calzoni blu-postale insolitamente lindi, che odorano di ranno. Camiciola color crusca che sta  ritta da sola per il sudicio che ne caramella le fibre. Ma è sudicio da lavoro e ha la sua dignità. Ciabatte da spiaggia; stracche nel fianco da dover camminare con gli unghioni dei mignoli che strusciano e si infilano in terra ad ogni passo. Il paletto dalla porta come ogni mattina ha bisogno di una bella calcagnata. Senno’ non s’apre. Scanzo i penerini per tenere fuori le mosche, lo scalino è alto. Il gatto è lì che aspetta. Ha già capito che per lui stamani è giornata di battitura. “Gnagno, gnagninoo. Vieni con me dai, che si va a trovare nello stabbio i conigliolini…” Tum, tum tum, tumtumtumtumtumtumtum. In quattro balletti scendo la scalinata della loggia e con passo semi-marziale mi dirigo caposotto verso lo stabbio con gatto al seguito. Non è piu’ l’ora di scherzare. Metto mano al catorcio. Lo scaviglio, apro di scatto l’uscio di bandoni, entro a sorpresa con un velocità fulminea, il gatto dietro anche lui, e: “Ah, Aaahh. Siete qui ?!” Fra l’odore di paglia fradicia che ribolle ed il buiccio è tutto uno stolzare dentro quelle gabbie. Tonfi, tonfi, cozzicozzicozzi. Il gatto è galvanizzato. L’ho tirato su che è un amore sto gattino. Non posso che annuire col capo. L’occhio benevolo in un istante è subito sostituito dall’aria di quello che: il bello deve ancora venire. Rattoratto dribblo i bomboli della miscela. Le ciabatte cantano sgnak sgnak sgnak mentre unghioni affondano nel caldo umidino di paglia intrisa dello scolo delle gabbie. Trattengo il respiro mentre alzo il coperchio. Come se avessi fra le mani un foglio di cristallo. Delicatamente. Allungo il braccio con velocità da bradipo. Lo spasmo aumenta caricando il braccio per ogni secondo della piacevole apnea e… zak! A casaccio. Beccato. Si sdinercia, stride. La presa d’acciaio vanga-allenata non da scampo. Il resto della comitiva sprofonda in un silenzio acinetico. Mi scappa una risatina. Esco. Metodico, con la mano libera sistemo i ferri del mestiere sopra il bombolo vuoto della nafta. Lì, sotto la cascia. Randello storico in legno di scopa, laccato  schizzi di sangue e ciuffi di pelo. Corda riciclata dalla pressatura del fieno. Coltello da insalata; quello che taglia signori, ma non troppo. Tengo il prescelto per le gambe posteriori, a capoficconi. E’ diventato di marmo. Iperventila. Il mio assistente è in posizione. Asse coniglio-gatto finalmente zenitale. SPRAH. SPRAH. SPRAH. Il randello non rimbalza. Pare affondare in un panetto di plastilina. Sento il caldino nei ditini della ciabatta sinistra e con uno scatto allontano subito il braccio. “Vigliacca lupa!.” Mi scanso. L’inconfonibile appiccicaticcio del sangue mi fa attaccare la ciabatta alla pianta del piede. Il gatto è intriso dagli schizzi. Ha il pelo raccolto in piccoli covolini conici rosso-mechati. Simil-alopecia da stress. Lascio che giochi ancora un po’ con lo spisciolo, aspettando che finisca di scolare dal naso. Noto che il movimento involontario del braccio sta disegnando in terra dei piccoli cerchi concentrici. A pallini. Ma non sono quei pallini da unire. Una goccia ogni sei-sette secondi. Con la corda, nodo a strozzaprete, fisso le gambe e attacco il maledetto sul chiodo arrugginito nel tronco della cascia. Il chiodo delle occasioni, ad altezza uomo. Incido il pelo alle caviglie. Il coltello mi fa sudare, non taglia ma ci sono affezionato. Sempre il solito amuleto. Mi attacco con tutto il peso del corpo ai due lembi di pelle. Una mano di qua. Una mano di là. Delicatamente, lascio che le ginocchia si sblocchino andando a covoloni, e… schhhh. Tutta la pelle fa da collarino alla testa, rimasta nascosta dentro a quella calza biancastra fuori-pelle-dentro-pelo. Doubleface. Oppelaaa. Mi rialzo e prendo a segare via con vigore, testa e tasca in pelliccia. Questo cazzo di coltello non taglia. Maledetto. Ma quanto sei duro?! Vabbe’ dai, il grosso l’ho segato. Abbrevio. Una bella presa con rotazione oraria di tutto l’ambaradan e strappone. Tac. Il sacchetto con contenuto viene via. Getto tutto in terra, cioè: vorrei gettare tutto in terra. Il gatto fulmineo afferra la pelle con testa incorporata. Al volo. Inizia una furibonda lotta con quel sacchetto ancora caldo. Ancora caldo, e la cosa lo eccita da matti. Sbuzzamento. Tutto in terra tranne il fegato, con il gatto che si getta ai budelli. Rapido, lo controllo con occhio chirurgico. Mmmhhh. Senza picchiolature. E’ sano come un campanello questo animale! Gli voglio bene da quanto è sano. Se aveva qualche mancamento lo davo a quello gnorri de Gnaccarino, per pagargli i colomboni con la rogna alle gambe che m’ha venduto per la fiera di Santa Maria. Spetta. Zitto. O porcamado’. Ho sbrindellato tutta la ciccia. Rotto anche il sacchetto del fiele a forza di pigiare con questo coltello. Vabbe’ dai, due schizzettate d’aqua con la tromba e si risolve. Lavanda toracica e infine stroncaggio delle gambine pelose. Proprio sopra alla linea pelo-carne. Lo stacco dalla cascia, lo metto sotto il braccio sinistro a mo’ di baguette. Strah. Strah. Rigiro il tutto. Strah. Strah. Gli schizzi mi si stanno seccando sulla pelle dei bracci, del viso, e nella pelle scoperta sullo scollo della camiciola. I sciancioni iniziano a girare. Sarà meglio che lo porti in casa. Sudaticcio per la faticaccia, fiero e lesto lo porto in braccio come una creatura. L’afa si fa sentire. Appena salto le scale della loggia. “Nunzia, Nunziahh. Sistema st’animale. Guarda che splendore!  Piglia la teglia quell
a grossa, che io vado a cavare un po’ de patate fresche dalla guizzaia. Oggi ho voglia di un cunigliolino al forno che canta. Me raccomando, lo voglio internazionale!”

Alessio “Oleandro” Franci

Advertisements

84 Risposte to “Giovedì mattina”

  1. frank novembre 5, 2006 a 10:45 am #

    Sto leggendo. Sono a 1/5 del post e già grido al genio.

  2. frank novembre 5, 2006 a 11:01 am #

    BELLISSIMO! INTERNAZIONALE!
    Oleandro, hai fatto il capolavoro. Qui dentro c’è di tutto, dalle
    trovate esilaranti alle osservazioni minuziose, c’è il salato e c’è
    l’amaro, e c’è un personaggio che ha insieme del poraccio e del killer.
    Raramente gira roba così bella.

  3. Giulio Prosperi novembre 5, 2006 a 12:56 pm #

    Cara Redazione,
    corro qui  a perdifiato a vedere se la wolf m’ha considerato la replica e
    trovo che invece si è tutta sciolta in ammirazione  per le francicreazioni.
    Che vita amara!

  4. Makegatsu Robot novembre 5, 2006 a 1:50 pm #

    Eh eh eh, rido sotto i baffi, anke se ultimamente me par più Avanzi de Balera ke Oleandro, poi sarà ke la mi’ pora mema era de Anghiari, la valle chianina a me ‘mmardà niente. 
    Cmq il fotogramma del cuniglio è tratto da Ameliè, quindi Acid kissà quanto te costato mettello, eh!?
    P.S.: Combrugliume è quasi onomatopeico, micidiale termine per indicare l’alba! Ma me sembrea ke lo dicesson in quel de Giovi. E di Franci da quelle parti ne conosco uno… sarete mica parenti? 

  5. acidshampoo novembre 5, 2006 a 4:23 pm #

    Sono amico da 15 anni del mio scrittore preferito e non l’ho mai saputo. Poi, quando l’ho saputo, per recuperare il tempo perduto gli ho chiesto di darmi immediatamente i suoi libri. Solo che lui m’ha detto che non ce li ha ancora su carta, ma ce li ha tutti in testa. Quindi è diventato urgente averlo qui e che queste pagine diventassero le sue. Ma non calcolavo le controindicazioni. Io fino ad oggi ero un decente artigiano, che si dilettava in ghiribizzi lignei. Poi, d’un tratto, chi mi ti apre un negozio davanti al mio? Michelangelo Buonarroti! Situazione imbarazzante.Ecco, io non riuscirei mai a scrivere un capolavoro assoluto e senza sconti come Lunedì Mattina, una guizzaia di suggestioni, una delle cose più belle che io abbia mai letto. Appassionante, struggente, macabra, fisica, perversa, umana, folle, amara come la vita. E sì che vorrei da matti riuscire a scrivere così, di questo respiro, ma non saprei veramente da che parte cominciare. Perchè di capolavori ce ne saranno pure, ma questo è una delle rare cose che impazzisco di piacere a leggere.Lunga vita al genio d’Oleandro.

  6. acidshampoo novembre 5, 2006 a 7:35 pm #

    SEGNALAZIONE
    Stasera alle 20.10 su RaiTre, a Che Tempo Che Fa, sarà ospite Dario Argento. Ovviamente parlerà de La Terza Madre, il suo prossimo film, col nostro Lozissou fra i protagonisti.Il programma andrà poi in replica ad orari variabili su Raisat Extra.

  7. acidshampoo novembre 5, 2006 a 8:26 pm #

    Ho visto la 4.09 di Nip/Tuck. Chevvelodicaffare: stratosferica, supersonica.Ogni puntata che vedo di questa quarta serie, mi viene da dire: “Ecco, questa è la migliore!” Insomma la migliore mi viene sempre l’ultima. E’ una cosa che succede solo per le grandi occasioni, ma tant’è.Ryan Murphy qui veramente dimostra di non avere limiti nè pietà. Le emozioni sono forti, fortissime, e i cliffhanger insostenibili.E della prossima dico solo il titolo: “Merryl Bobolit”.

  8. ilmarinaio novembre 5, 2006 a 9:06 pm #

    grandissimo Oleandro!  questo è il miglior racconto tuo, per
    ora.  geniale innanzitutto l’idea di per sé, mettere su Internet
    un storia di ammazzamento e sbucciamento del coniglio.  e poi i
    diversi registri di linguaggio che si accavallano:  alla lingua
    dell’uomo (sessantenne?) si sovrappone quella o quelle  del
    narratore;  accanto a “cumbrugliume”, agli “scianconi” e ai
    “bomboli della miscela” ecco “iperventila”, “simil-alopecia”,
    “sprofonda in un silenzio acinetico”.  mi garba da matti questo
    personaggio-narratore con un occhio da contadino e uno da
    venticinquenne laureato, così vivo e tangibile.  mi sovvengono le
    ombre di Gadda e di Fenoglio e il loro uso del multilinguismo. 
    insomma:  è robba, è robba!

  9. infrarosa novembre 5, 2006 a 11:35 pm #

    a me invece mi hai fatto pensare a tutte le volte che la mi’ nonna amazzava i conigli e insieme al gatto stavo anche io a guardarla e poi chiedevo se poteva prendere la testa col pelo PRIMA di darla al gatto, che così toglievo il pelo e lo tagliavo a quadrato e ci infilavo i bracci angolati delle barbi che così avevano una pelliccia vera, che ancora oggi da qualche parte in soffitta ho conservato per ricordo. mi hai anche fatto pensare a tutti gli innumerevoli conigli nudi che pendono sdraiati a bocconi sul rubinetto dell’acquaio in cucina a casa mia e mi è venuta tanta voglia di tornare ad Arezzo… bellissimo post, grazie

  10. acidshampoo novembre 5, 2006 a 11:40 pm #

    Infrarosa, sappi sei riuscita a raccapricciare anche me. Ma fammi capire: ella pelliccia che ricavavi della testa del coniglio, i bracci della Barbie andavano nei buchi pe l’occhi?Comunque a te ti facevo più da Famiglia Cuore che da Barbie.

  11. Dillydoll novembre 6, 2006 a 12:27 am #

    Sìsì, belle immagini, ma ame leggere questo post mi ha fatto venire la nausea. Ognuno ha i suoi punti deboli.

  12. acidshampoo novembre 6, 2006 a 5:31 am #

    > Cmq il fotogramma del cuniglio è tratto da Ameliè, quindi Acid kissà quanto te costato mettello, eh!?Però ti dico, Ameliè al posto del cuniglio sarebbe la morte sua. Comunque Makegatsu non so te come ti poni sulla questione Ameliè, ma sappi in questo forum c’è un crischiano che quando vide il film, ben prima che uscisse in Italia, me lo spacciò come il film più bello mai visto.Questa persona risponde al nome di Infrarosa, che quando metteva il latte nel tè vidiva el latte c’artonnavansù e gni faciva le nuvele. Le nuvele gni faciva!!!Lozissou disse che quando uscì da vedere Ameliè disse che per il corso gni veniva da solutare la gente e voleggni bene e imbastire amicizie che duravano tutta la vita.Io dopo Ameliè avevo il bisogno impellente di vedere Crash, di Cronenberg.

  13. infrarosa novembre 6, 2006 a 10:39 am #

    no gori, dopo avere ritagliato il quadrato ci facevo due buchi con le forbici piegandolo e tagliandolo dalla parte bianca, poi ci infilavo i bracci delle barbi – ma solo quelle coi gomiti piegati, perché per quelle senza gomiti, anche mandandogli le braccia più all’indietro possibile, toccava fare i buchi troppo grossi e l’effetto non era granché. con quelle coi gomiti si poteva giostrare meglio la mossa dell’infilatura della pelliccia. ce n’avevo una bianca immacolata di un coniglolo con gli occhi rossi troppo bellino. e comunque la famiglia cuore m’ha sempre fatto vomitare, li odiavo, non li ho mai presi in considerazione, mentre di barbi ce n’avevo 43 più casa, camper, cane, etc. e più due o tre barbi mutilate ai seni, con i capelli tagliati e con il cazzo disegnato col pennarello, perché ken non ce l’avevo e mi servivano gli omini per fargli fare le orge sotto il lettone dei miei – non scherzo!!!

  14. infrarosa novembre 6, 2006 a 10:43 am #

    specifico: mutilate con la sega, e alla fine avevano due buchi sul petto e si vedeva la plastica dentro. il mi’ babbo mi aiutò a segarle.

  15. infrarosa novembre 6, 2006 a 10:51 am #

    madonna, oleandro, mi hai fatto venire tanti di quei ricordi con questo post del cunigliolo… ti ringrazio… robe che avevo rimosso, ma proprio rimosso!!! non solo i giochi perversi con le barbi, ma tremila diapositive di vita ancora abbastanza contadina, quando vedere la nonna ammazzare un coniglio era tragico e al tempo stesso affascinante, quando i conigli erano tanto bellini, caldi stretti e vicini, visti dietro alla rete in punta di piedi a sbirciare nella loro gabbia profumata-puzzante, ma pigliare un bastone e dargli un colpo secco sulla nuca mi sembrava una cosa naturale e segno di grande abilità e dignità umana. non mi posi mai il dubbio se ammazzarli fosse giusto o sbagliato, vedevo che era una cosa per loro tragica e mi dispiaceva, ma era anche un gesto che rappresentava la vita e la natura, una cosa necessaria e indiscutibile, non so dirlo a parole. vorrei ritrovare la semplicità mentale di allora.

  16. lozissou novembre 6, 2006 a 10:59 am #

    I critici temono questa parola chissà perchè, a me invece è sempre piaciuta da matti, specie se usata non a sproposito, come in questo caso: un CAPOLAVORO, Oleandro, nè più nè meno.
    Io ‘ndo le tiri fuori ste robe e, per quanto mi riguarda, soprattutto ‘sto stile proprio non me ne capacito. Roba che, se dovessi citare quel che m’è piaciuto, faccio un copiaincolla di tutto. Che roba, lorsignori!
    ps. Acid, ero con Makegatsu quando, uscito da Amelie, volevo far amicizia col mondo intero (ma poi era lui, cattivo, a non volerla fare con me, perchè, si sa, “la vita ti rigira etici etici”). Da qui capirai come la pensi anche lui, forse più di me.

  17. Giulio Prosperi novembre 6, 2006 a 1:27 pm #

    Scusa Francesca,  ma non sono molto pratico del sito. Che interrogativo non da poco ti è rimasto su di me? Lo ritrovo su qualche link?
    Ragazzi come mi vedete in qualità di agente assicurativo ché forse
    inizio da domani? Io preferirei continuare ad andare a spasso per il mondo con i miei modi intellettualoidi e fallimentari ma il mondo mi
    sta schiacciando!
     

  18. acidshampoo novembre 6, 2006 a 1:57 pm #

    Prosperi, da quando bazzichi questo blog avessi mai fatto un commento a tema. Guarda che, uno ogni tanto, non è che ti altera il ph o ti appiattisce alla più sterile normalità.Questo stupendo scritto dell’Oleandro lo snobbi così bellamente?

  19. acidshampoo novembre 6, 2006 a 3:19 pm #

    QUI un’intervista a Leo Ortolani. Bruttine le domande, ma veramente pessime le risposte di Ortolani.

  20. acidshampoo novembre 6, 2006 a 3:20 pm #

    SEGNALAZIONEDopo la fine della ristampa di Storia Del West, la IF continua con un altro cult di Gino D’Antonio: Bella & Bronco.Quattro storie per ogni albo, per 4.90 Euro. Quattro albi in totale.Il primo numero sarà in edicola il 4 dicembre.

  21. acidshampoo novembre 6, 2006 a 4:11 pm #

    Lazarus Ledd chiude e chi va a rimpinguare il talentuoso team di disegnatori di Dampyr? Inutile dirlo: il più bravo. Chi è il più bravo? Inutile dirlo: Michele Cropera. Esordirà nel numero 81, in edicola a Dicembre. QUI un assaggio delle sue tavole a dir poco sbalorditive.

  22. caramelleamare novembre 6, 2006 a 4:13 pm #

    ottimo, me faceva gola bella&bronco. cosi come so curioso di iniziare quel jonny logan. invece tutte le volte mi girano i coglioni che non c’ho storia del west. ma un giorno ce l’avro.  

  23. acidshampoo novembre 6, 2006 a 4:29 pm #

    > ma un giorno ce l’avro.  AHAHAHAH! Ormai come fumettofilo me sei sfuggito de mano. Guarda che bastava anche parecchio parecchio meno eh.Ora però ti ci voglio vedere a sacrificare tutta la tu collezione in cambio del primo ghiribizzo di Federer.

  24. Dillydoll novembre 6, 2006 a 4:40 pm #

    Lo conosco QUEL cittino….un mio punto debole sono gli animali, non tanto la morte e il sangue…

  25. mato novembre 6, 2006 a 4:59 pm #

    ledd chiude?.. sticazzi.. si chiude un’epoca della mia giovinezza.. ricordo quando comprai il primo numero, ero convinto di aver trovato il più bel fumetto in circolazione.. e fu così per un po’.. poi comincio a sfrucugliarmi la minchia.. lo compravo e non lo leggevo.. finche smisi..
    ci ero affezionato a lazarus.. che comunque ha resistito per buoni 150 numeri, non male..

  26. Blimunda novembre 6, 2006 a 6:25 pm #

    Oleandro, altro che mio suonatore di triangolo preferito, scrivi benissimo. E pensa che non capisco tutto tutto perfetto, e anche così mi è piaciuto molto. La prossima volta che ci sentiamo dovrai spiegarmi quello che non ho capito e diventerò una fan. Bravo!

  27. acidshampoo novembre 6, 2006 a 7:13 pm #

    Mato, per me è stato l’effetto opposto. Ho conosciuto Lazarus Ledd intorno al numero 80. Ne ho letti un po’ di numeri sparsi e l’avevo trovato veramente bello, con uno stile personale, maturo e molto comunicativo. Quindi ho comprato tutta la serie, usata. Poi l’ho iniziata a leggere e, almeno ai miei occhi, i primi numeri non reggono il confronto. Li trovo molto più ingenui, a volte un bel po’ cazzuti, spesso con qualche deriva di involontario trash.Prima Lost, poi Lazarus Ledd… tu mi andresti d’accordo con Death13, che è un Lostiano e un Leddiano convinto.Death13, sei in ascolto?

  28. infrarosa novembre 6, 2006 a 7:40 pm #

    ah, gori, ho preso una cotta (!): il suo nome è EARL, grazie di avermelo presentato!

  29. acidshampoo novembre 6, 2006 a 8:07 pm #

    Grande serie! Sono contento che ti garbi, anche alla Valeria è garbata assai.E mi raccomando ricordati anche di Popular, la teen-serie di Ryan Murphy.Aver conosciuto quella serie quando gli altri spasimavano per Beverly Hills e Melrose Place, avrei fatto troppo il ganzo. E Nip/Tuck, trova il tempo di vedertelo come Dio comanda: dall’imprincipio!

  30. Giulio Prosperi novembre 6, 2006 a 8:13 pm #

    Non mi è piaciuto, tuttora il mio preferito è   quello sulla zebra di Gori e quello su Federer. Anche quello filopartenopeo del cincinelli non era male. Vo’ a controllare il ph 😉

  31. mato novembre 6, 2006 a 8:33 pm #

    ma sai, penso sia una questione di affetto.. esempio: ho letto una settimana fa per la prima volta il primo numero di dylan dog.. sono rimasto basito: mi ha fatto cagare.. eppure migliaia di persone ne rimasero conquistate.. ma la verità è che si era evoluto, maturato, ecc. e io non potevo che trovare acerbo quel primo numero..  che altri ormai amano.. quanto a lost devo dire una cosa: comincia un pochetto a farmi incazzare.. di tre puntate se ne potrebbe ricavare una.. mi sembra tirato per le lunghe.. sempre bello, ma un po’ troppo furbo.. i furbi non mi piacciono..

  32. DEATH 13 novembre 6, 2006 a 9:03 pm #

    SI CI SONO…E PARE PROPRIO KE IO E STO MATO ABBIAMO DEI GUSTI IN COMUNE….BELLA STORIA…
    CIAO MATO….FAMME SAPERE NDO 6 A LOST…CI TENGO…..COSI TI MONITORO….
    BYEZZZ
    MARRA ^^

  33. Bracco novembre 6, 2006 a 10:08 pm #

    Bel post.Anche a me escono le dita dalle ciabatte di plastica e mi drusciano i mignoli in terra. Ti riferivi a me nel post?

  34. Pinxor novembre 6, 2006 a 10:25 pm #

    Che si sappia: io apprezzo.

  35. acidshampoo novembre 6, 2006 a 10:31 pm #

    Mato, sono d’accordo. Il primo numero di Dylan Dog non è niente di trascendentale. Certo un capolavoro se lo confronti col Dylan di oggi.Comunque conta che la serie, quando esordì nell’ottobre ’86, non fu un flop ma quasi. Il successò arrivò solo un paio di anni dopo e pure abbastanza di botto.C’è questo dogma che dice che i numeri di Dylan Dog sono belli fino al 50, e quelli di Sclavi lo sono fino al 100 (100 escluso). Mica vero!Io amo anche il primo Sclavi, ma di certo le migliori cose Sclavi le ha fatte dopo il 100, cioè dopo la sua prima crisi creativa. Anzi, diciamo pure che dopo il 100, quando le sue storie si sono diradate, non ne ha sbagliata una. Ma per quanto mi riguarda, meglio una brutta storia di Sclavi che il miglior numero di gente come Chiaverotti, Ruju o Di Nardo.Se devo pensare ad una serie che, decade dopo decade, è andata incancrenendosi con precisione svizzera, penso ad Alan Ford.

  36. acidshampoo novembre 6, 2006 a 10:38 pm #

    Ma quanto è irresistibilmente privo di ogni morale quest’uomo?!Aaahhh, Prison Break…Quello che ve perdete se non ve lo guardate…

  37. acidshampoo novembre 7, 2006 a 4:34 am #

    Stasera vado a vedere Fascisti Su Marte, all’Eden. Se qualcuno fosse interessato a vedere il film o a vedere me che guardo il film, me lo facesse sapere.

  38. caramelleamare novembre 7, 2006 a 8:52 am #

    Ora però ti ci voglio vedere a sacrificare tutta la tu collezione in cambio del primo ghiribizzo di Federer.prima bisogna che tu mi spieghi che è un ghiribizzo, poi se ne parla.no cmq ogni tanto ho dato un occhiata in edicola a storia del west e me son semre sembrate ispirevioli le storie. per esempio ho aperto l’ultimo ieri, e ho visto che c’era una storia di d’antonio e polese(se non lo conosci, polese è quello che hai visto anche in alcune storie di KP), m’è dispiaciuto lasciallo li. sembrava parecchio bella e, dimmi se sbaglio, forse polese da il massimo proprio nel western piu puro. i disegni me parevano particolarmente ispirati. io parlo rispetto a ken parker, che magari frequenta gli stessi ambienti e gli stessi periodi, ma non è un western. per carità m’è piaicuto parecchiop anche in ken parker, ma qui m’è parso proprio il suo.

  39. caramelleamare novembre 7, 2006 a 8:55 am #

    edd chiude?.. sticazzi.. si chiude un’epoca della mia giovinezza..
    ricordo quando comprai il primo numero, ero convinto di aver trovato il
    più bel fumetto in circolazione.per ora ho letto i primi tre numeri, stamani leggerò il 23 di magico vento.

  40. caramelleamare novembre 7, 2006 a 9:02 am #

    Ma quanto è irresistibilmente privo di ogni morale quest’uomo?!c’ho messo pochissimo a eleggerlo il re della serie, è veramente uno spettacolo……”story of my life”gori so arrivato all ottava se non me sbaglio. insomma hanno appena trovato te sai cosa per non spoilerare. casualmente ho fatto beccato un fermo immagine di T-bag che è in una situazione di merda (a piedi, mano in cancrena, ricercato, etc…) che scrocca un passaggio e vede la figliola picina del guidatore seduta davanti prima di salire in macchina. ecco li lui fa un sorriso guardando il cielo che è il sorriso della persona piu soddisfatta del mondo, come se non ce fosse nient’ latro nella su vita in quel momento.

  41. Nicola novembre 7, 2006 a 10:09 am #

    Caro Oleandro, commento poco, ma commento per commentare il meglio. T’assicuro. C’è tutto, e ora capisco sempre di più perchè il coniglio mica mi piace meglio il gatto. Come dicevi te: sembra un cencio sto gattino, come lo metti come sta. Bravo!

  42. frank novembre 7, 2006 a 10:41 am #

    Bentorné, Nicola! Ti ho
    pensato intensamente la settimana scorsa, immersa in ‘Glamorama’. Hai
    presente la descrizione dell’ncidente aereo, verso la fine del libro?
    L’hai anche te trovata ipnotica e penetrante? Ecco, io l’ho letta
    stando su un aereo. Madonnina bella che sensazione impagabile.

  43. mato novembre 7, 2006 a 11:28 am #

    death 13, di lost ho visto ieri notte la ountata 2.09.. le ho scaricate fino alla 14, ma penso di mettermi a scaricarle in inglese da ora.. non sono scecspir ma dovrei capire abbastanza.. trovo l’idea piuttosto geniale, ma – sarà che ne sto abusando, perchè ripeto, fino a tre settimane fa non sapevo manco che fosse – mi sembra che proceda troppo a rilento.. a me interessa questa cazzo di isola, va bene il passato, ma voglio l’azione sull’isola.. invece è sempre più prepotente il flashback.. ma giusto perchè voglio fare il polemico.. odio il bambino negro.. mi fa cagare sotto..

  44. Rouge novembre 7, 2006 a 12:43 pm #

    Speriamo che tutti questi complimenti non facciano montare la testa ad Oleandro… comunque non c’è verso, è diventato indubbiamente il mio scrittore preferito del blog!
    Tra l’altro leggendo anche a me sono venuti in mente ricordi perduti nel tempo… quando ero piccolo mio nonno si piazzava in garage a “pulire” il coniglio mentre io lo osservavo con nello stomaco un misto di disgusto ed eccitazione. Il contrasto tra la realtà di periferia fatta di cemento, palazzi a 4/5 piani, il rumore dei clacson di via Fiorentina e il mio vecchio che incurante portava avanti un mestiere perso nei tempi… dio, che nostalgia!

  45. DEATH 13 novembre 7, 2006 a 1:36 pm #

    “Madonnina bella che sensazione impagabile”
    FRANCY NN CARPHARE….LA PIJO SUL PERSONALE STA COSA DE VOI CITTE SULL APPEARANCE DELA MAMA DEL MAJALE CELESTE….
    MARRAbbiato
    PS @MATO…ASPETTA E VEDRAI ANKE TANTA TANTA ISOLA E TANTA TANTA AZIONE,MIO CARO….SPARI, FULIGGINE, SCONTRI, RISSE, CRISTACCI…DI TUTTO UN PO…CMQUE IL RALLENTAMENTO CHE NOTI DIVERRà UNA FORTE TENDENZA…VOGLIONO FARE MINIMO 5 SERIE…QUINDI…TI INVITO A NON SOTTOVALUTARE MAI NULLA DEI FLASHBACK….è LI CHE GLI AUTORI SI SBIZZARRISCONO IN UN DELIRIO DI CITAIONI, INTRECCI E COLPI DI SCENA ANKE NON AFFATTO EVIDENTI….SE TE PIJA MILLE STA SERIE TI CONSIGLIO IL SITO DHARMASECRETS.COM ….UNA COMPAGINE DI MATTI FORI DAL COMUNE CHE COMMENTANO TUTTO COME ME, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA…DOMANI SERA IN US.A. TRASMETTERANNO LA 3X06…PUNTATA SI VOCIFERA ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE CHE CHIUDE MILLE MILA SOTTOTRAME,FA LASCIAR LE PENNE A QUALCUNO/A E CI LASCI COL SOLITO CLIFFHANGER FINO A FEBBRAIO 2007….MALEDETTI OTHERS….MALEDETTA ABC…MALEDETTO GORI CHE NON ME SEI UN FLASHATO DE LOST…MA TANTO CADRAI…AH SI, TU CADRAI…E SARà PIANTO E STRIDORE DI DENTI….INNEGGERAI A SAWYER E A MISTER EKO COME I TUOI NUOVI MODELLI FORMATIVI…..E IO A DIRTI : ” TE L AVEVO DETTO, ALE…TE L AVEVO DETTO…ALTRO CHE NIP & GNAZ IMPRISONED BROKEN IN THE OZ OF THE DESPERATE EARL”….

  46. acidshampoo novembre 7, 2006 a 2:38 pm #

    > per ora ho letto i primi tre numeri, stamani leggerò il 23 di magico vento.Dal 23 al 27 io farei tutta una tirata.

  47. acidshampoo novembre 7, 2006 a 2:46 pm #

    Aspetta, Mato. Ma tu non sai che ora c’è modo di vedere coi sottotitoli in italiano un sacco di roba, non appena esce negli USA? Se clicchi su CS-Subtitles fra i link qui a destra, ti si apre un archivio contenente tantissimi sottotitoli in italiano che coprono un puttanaio di serie televisive, edite e inedite nel nostro paese. Tutti fatti da appassionati, come i ragazzi dei team di Subsfactory e Itasa. Per dirti, ieri è uscita la nuova puntata di Prison Break, e fra qualche ora avranno già pronti i sottotitoli. Lost seguilo rigorosamente in inglese, coi sottotitoli in italiano. Anche in quel caso, per la terza serie, a farli riescono a metterci meno di un giorno.

  48. acidshampoo novembre 7, 2006 a 2:54 pm #

    > DOMANI SERA IN US.A. TRASMETTERANNO LA 3X06…PUNTATA SI VOCIFERA ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE CHE CHIUDE MILLE MILA SOTTOTRAME,FA LASCIAR LE PENNE A QUALCUNO/A E CI LASCI COL SOLITO CLIFFHANGER FINO A FEBBRAIO 2007….Ma come? Ne muore ancora un altro dopo chi abbiamo appena visto? Bene! Tra l’altro bella puntata, mi è piaciuta, ma perchè far morire proprio quel personaggio lì? Così si dà per forza ragione a quelli critici con Lost, che dicono che i personaggi fatti fuori nel serial sono sempre scelti fra quelli che dopo aver firmato il contratto per Lost sono stati sui giornali per dei casini con la legge. E già è successo due volte, ne restava uno che ha avuto di recente rogne con la legge, ed ecco che l’hanno fatto fuori. Tu come la vedi? Dai, tre su tre non è un dato da poco.Ah, all’inizio avevo sentito che le puntata della prima mandata erano 7 e non 6. Mi sa allora che hanno cambiato. 

  49. acidshampoo novembre 7, 2006 a 3:12 pm #

    > c’ho messo pochissimo a eleggerlo il re della serie, è veramente uno spettacolo……”story of my life”The Story Of My Live è una bella canzone di Bacharach. Comunque per me il re della serie T-Bag rischia di diventarlo in questa seconda, dove davvero è irresistibile. Ma lo sai che io sono pazzo per Kellerman. Comunque quante serie conti che hanno cattivi così carismatici e che agiscono separatamente l’uno dall’altro, come diverse malattie a cui dover far fronte in contemporanea?T-Bag, Mahone, Kellerman e Bellick.> gori so arrivato all ottava se non me sbaglio. insomma hanno appena trovato te sai cosa per non spoilerare. casualmente ho fatto beccato un fermo immagine di T-bag che è in una situazione di merda (a piedi, mano in cancrena, ricercato, etc…) che scrocca un passaggio e vede la figliola picina del guidatore seduta davanti prima di salire in macchina. ecco li lui fa un sorriso guardando il cielo che è il sorriso della persona piu soddisfatta del mondo, come se non ce fosse nient’ latro nella su vita in quel momento.Sì sì, stupendo! Mammamia che serie! Aspetta però, la puntata in cui succede questo è prima dell’ottava. Occhio a non fare casini eh!

  50. acidshampoo novembre 7, 2006 a 3:17 pm #

    Rouge carissimo ben ritrovato! Mi garba sempre quando ti leggo da queste parti. Che poi qui, in poche frasi, mi hai fatto tornare alla mente le suggestioni di Ritorno A Casa (degli Afterhours). Ma i Pet Shop Boys me te li sei approfonditi dopo aver sentito Nightlife come colonna sonora al Mercante In Fiera?

  51. acidshampoo novembre 7, 2006 a 4:07 pm #

    > una storia di d’antonio e polese(se non lo conosci, polese è quello che hai visto anche in alcune storie di KP)Non riprovare mai più ad usare questo tono con me, Cincinelli.M A I   P I U’.

  52. Rouge novembre 7, 2006 a 4:10 pm #

    Ma i Pet Shop Boys me te li sei approfonditi dopo aver sentito Nightlife come colonna sonora al Mercante In Fiera?
    No, non ho approfondito… comunque non c’è niente da fare, anche a casa tua (benchè fossero solo in sottofondo) non mi hanno assolutamente convinto. Il problema è che non sopporto la sua voce… mi sa troppo di paraculo! Ultimamente sono un po’ indietro con gli album da ascoltare, ma visto il tuo gusto pop ti consiglio l’ultimo dei Kasabian che mi è garbato assai (anche se quello prima era mooolto meglio).
    E visto che siamo in tema musica… Infrarosa, tempo fa mi mandasti via mail una vecchia canzone di Neil Young che mi era piaciuta, mi ripeti il titolo? tra l’altro il tema è stato riutilizzato anche da Beck nel lontano ’96(?) per la canzone “Jackass”, da Odelay.

  53. Rouge novembre 7, 2006 a 4:12 pm #

    Oddio, aspetta… forse non era di Neil Young ma di Van Morrison… boh, vedi te

  54. mato novembre 7, 2006 a 4:41 pm #

    (van morrison.. ma prima ancora bob dylan..)
    non sapevo di questa gran cosa dei sottotitoli.. sono un bimbo che ha scoperto che il suo pisello diventa duro.. mo mi diverto..
    death13, persisto, persisto, sperando che jack la finisca di frignare che comincia a darmi sui nervi.. quanto al resto, devo di nuovo fare il lecaculo del padrone di casa, ma sottoscrivo: date una possibilità a questi pet shop boys.. sull’ultimo disco tra l’altro c’è una signora canzone “i made my excuses and left”..riconosco che a molti la voce di tennant può risultare sgradevole (anzi, gli fa cagare.. poi quest’accento britannico), ma ci sono canzoni che è difficile non colpiscano.. e pure i testi sono piuttosto belli..

  55. acidshampoo novembre 7, 2006 a 5:57 pm #

    Mato, dei Pet Shop Boys sono un assoluto fan, ma Fundamental ancora non m’ha convinto in pieno. Dopo la tripletta esplosiva Very/Bilingual/Nightlife, c’è stato l’intimista e morbido (come dice caramelleamare) Release. Per molti sottotono, ma per me un grande album, diverso dal solito e con un retrogusto “concettuale”. Fundamental gli è in parte simile per toni e atmosfere, ma secondo me rischia di apparire meno riuscito. A parte la grandissima (e isolata dal resto) The Sodom And Gomorra Show, la maggior parte degli altri pezzi sembrano tutti interlocutori. Questo non dice niente sulla qualità (altissima) dell’album, però di sicuro non è un album da colpo di fulmine. Questo per me, ovviamente.

  56. Rouge novembre 7, 2006 a 6:00 pm #

    Ma sai Mato, l’accento britannico è la cosa che mi distrurba di meno… la voce di Robert Smith per esempio mi piace molto

  57. mato novembre 7, 2006 a 6:23 pm #

    sono d’accordo, lo penso anch’io.. mi ha scocciato l’infelice scelta del singolo.. “‘i’m with stupid” è una mezza cazzata.. loro volevano puntare su sodom and gomorrah e io già la vedevo come tormentone estivo, ma pare che la casa discografica abbia ritenuto il pezzo troppo ricchione (o omoaffettivo come ci insegna cecchi pavone), senza capire una fava amara del testo..
    però “i made my excuses and left” m’è piaciuta un tot.. i dischi che citi tu sono tutti superiori.. molto più omogenei.. in questo caso non si capisce bene dove vogliano andare, se rimanere sui toni di release o tornare alla bella pomposità dei primi dischi..
    comunque piacciono molto anche a me (insomma ho tutti i cd per farla breve).. being boring resta la mia eletta.. very il disco che preferisco.. ma c’è parecchio di loro che amo (non ultima “no regrets” regalata a robbie williams, che sull’ultimo disco canta “we’re the pet shop boys”)..
    prova a recuperare la prima versione di “the hairstyle of the devil” di momus, cantante un po’ misconosciuto.. ne ha fatta anche una versione acustica.. ma tu cerca la prima versione: perfetto stile pet shop boys.. dico che potrebbe piacerti..

  58. caramelleamare novembre 7, 2006 a 6:27 pm #

    ho scritto una poesia, una riga, non so cosa è, ma voglio sapere sinceramente che ne pensate”L’amore è come una stella, le cui punte sono le emozioni”

  59. infrarosa novembre 7, 2006 a 9:49 pm #

    era van morrison, rouge! caramelle: secondo me era meglio: “le cui punte sono le spine”

  60. acidshampoo novembre 7, 2006 a 9:52 pm #

    Momus lo conosco di riflesso. Nel senso che l’artista francese Florence Manlik, che ha illustrato degli alcuni album di Momus, ha fatto lo stesso con La Moda Del Lento, il secondo album dei Baustelle. La canzone che mi hai detto l’ho messa in lista.Sto ascoltando l’album Personality di The Sleepy Jackson, che mi hai consigliato, e devo dire mi piace e che ci trovo uno stile personale e piuttosto originale. E concordo che è lontano dal mood di Bacharach, fosse anche solo per il cantante che gigioneggia come nemmeno Alberto Fortis (che me lo ricorda, quanto a voce).

  61. Nicola novembre 8, 2006 a 8:22 am #

    Frank, Glamorama mi manca. Ho sempre troppo poco spazio nella valigia e rimane sistematicamente fuori! Di BEE ho letto per ora: American Psycho, Meno di Zero e Lunar Park, per gli altri provvederò asap. Comunque spero di leggerlo in aereo e provare quella sensazione impagabile ed ipnotica che hai provato te, ma mai come la mia nell’avere letto American Psycho mentre…

  62. acidshampoo novembre 8, 2006 a 5:13 pm #

    Mato, ho recuperato la versione che mi hai detto del pezzo di Momus. E’ veramente PSB-style! Ma nella melodia ha anche qualcosa dei Pulp. Mi piace.Altro ascolto che approfondirò. Hai un album di preciso da consigliarmi, di Momus, su questo stile?

  63. acidshampoo novembre 8, 2006 a 5:17 pm #

    Vi rammento che Glamorama è il libro preferito da Tiziano Sclavi.E vi rammento anche i numeri di Dylan Dog in uscita a novembre e dicembre (243 e 244) saranno entrambi di Sclavi.”L’assassino E’ Tra Noi”, disegnato da Stano.”Marty”, disegnato da Casertano e ispirato al film “Marty, Vita Di Un Timido”.

  64. caramelleamare novembre 8, 2006 a 5:33 pm #

    caramelle: secondo me era meglio: “le cui punte sono le spine”no nofri così non tornerebbeho detto apposta che le punte sono le emozioni, perchè ovviamente si tratta della stella classica, quella a cinque punte e ogni punta rappresenta una delle cinque emozioni dell’amore: la passione, i baci, l’orgoglio, la consapevolezza e l’andare d’accordo.

  65. Rouge novembre 8, 2006 a 6:26 pm #

    ok Nofri… ma dammi il titolo della canzone

  66. caramelleamare novembre 8, 2006 a 7:05 pm #

    visto che a leggere ci metto parecchio, “lunedì mattina” l’ho stampato e letto solo ora. veramente bellissimo e perfetto, uno stile che mi pare sempre più raffinato e sicuro. soprattutto un racconto pieno di roba, perchè a dare retta ci sarebbe da rileggerlo più volte perchè è pieno di finezze che alla prima lettura sfuggono e poi da fermarsi a ogni frase e costruirci un mondo sopra. io non me ne intendo, ma mi da l’idea che la parola “capolavoro” ci può stare tutta. a me ai tempi che questi racconti fossero autentici non me tornava mica tanto, ora invece me li gusto proprio. bravo franci! ma il racconto sulla grandinata che fine ha fatto? non toccava a quello?

  67. mato novembre 8, 2006 a 7:33 pm #

    pensa che i pet shop boys elessero momus “artista più promettente del 1989”.. non è che siano stati così profeti.. dunque.. momus s’è fatto tutti i generi musicali.. ha cominciato con un cantautorato ispirato ai classici francesi.. poi è passato all’elettronica.. al pop.. al folk.. alla concrete music.. a roba sperimentale.. è un tipo strano.. per fare un esempio: un suo disco è riuscito ad avere come voto 0 su nme, per la prima volta nella storia (fu ritenuto eccessivo, scurrile, pornografico, addirittura pedofilo).. è uno che ha vissuto un periodo di esilio perchè sposato con una ragazza indiana scappata da un matrimonio combinato.. è uno che implicato in una causa (ha scritto una canzone su walter carlos, il più celebre transessuale al mondo) s’è messo a fare canzoni su commissione.. doveva pagare 40.000 dollari.. 1000 dollari e lui ti scriveva una canzone.. gente famosa (jeff koons) e completi sconosciuti (stefano zarelli, ad esempio) hanno pagato.. e lui se ne è uscito col doppio cd di 40 canzoni: “stars forever”.. insomma, un tipo particolare..
    i suoi ultimi dischi fanno cagare, tranne l’ultimo, che ancora non ho ascoltato se non il singolo.. una canzone talmente tenera che io, pure gran cazzone, mi commuovo.. dedicata alla sua ragazza lontana.. questo il video



    per farla breve.. dischi di quello stille sono “don’t stop the night”, oppure “voyager”, oppure (più lento e malinconico) “timelord”.. ma confesso che non sono tra i suoi migliori.. se dovessi consigliare un cd (a parte l’antologia di tre anni fa, forse più) direi “ping pong”..
    dimenticavo, la forza sono i suoi testi.. ad esempio “the haistyl of the devil” parla di quel mistero che ammanta l’altro.. ci chiediamo che cazzo abbia quel ragazzo che lei ama al posto nostro, chissà che tipo speciale è, chissà che ha..
    lui anni dopo scrisse l’esatto opposto “the shoesize of the angel” costruita sulla base girata al contrario (che sorprendentemente sembra il giro di basso di “another one bites the dust”).. in cui conosce il tizio e si rende conto che è solo un coglione come tanti..

  68. acidshampoo novembre 8, 2006 a 8:14 pm #

    Mato, non potevi galvanizzarmi di più! Da queste informazioni, questo Momus già mi ispira da matti. Ho appena messo in lista tutti gli album, anche se sul mulo mi sa che non ci sono tutti. Per dirne una, non trovo Ping PongNervous Heartbeat è in effetti molto bella e tenera. La potessi incrociare in una discografia che già conosco, commuoverebbe anche me. Per certi versi mi ricorda qualcosa di Vincent Gallo. Potrebbe essere perfetto come pezzo per Buffalo ’66, ma soprattutto mi riporta a delle suggestioni dal suo album When. La recensione a cui accenni, quella su NME, mi rammenta certi zero barrati dati qua e là, senza pietà, a The Golden “D” di Graham Coxon, il cui primo album The Sky Is Too High era veramente bello.Sto ascoltando il primo album di Rufus Wainwright. Mi aspettavo peggio. Certo, non ha l’istinto compositivo di Bacharach, ma si lascia ascoltare molto volentieri e sa far “quadrare” bene le proprio canzoni.

  69. acidshampoo novembre 8, 2006 a 8:38 pm #

    > ma il racconto sulla grandinata che fine ha fatto? non toccava a quello?Il Demiurgo Oleandro sta plasmando la materia. La Grandinata sarà il prossimo. E sarà l’apocalisse.

  70. infrarosa novembre 8, 2006 a 9:37 pm #

    it’a all over, baby blue

  71. Dillydoll novembre 8, 2006 a 9:54 pm #

    Ma il Demiurgo Oleandro non ci degna di una sua presenza scritta, almeno per rispondere ai vari complimenti di tutti i suoi fans?

  72. acidshampoo novembre 9, 2006 a 12:19 am #

    > Ma il Demiurgo Oleandro non ci degna di una sua presenza scritta, almeno per rispondere ai vari complimenti di tutti i suoi fans?M’anfatti sarebbe cosa buona, giusta e ganza assai! Ioni di Oleandro diffusi nel condotto di areazione! Aloh nocciolo che se fa du versi!Mo’ gliel’ardico via mail e vediamo se spunta.

  73. Daiana novembre 9, 2006 a 3:39 pm #

    Bravo Franci. Io l’ho visto il mi nonno uccidere a sangue freddo un conigliolo e t’assicuro che leggendo il tuo post mi so rivista tutta la scena: il mi nonno con il bastone a contrasto con l’osso del collo del mio conigliolino preferito, quello che avevo scelto con tanto amore perchè fosse il mio personale. Poi s’è rotto una zampa e è finito in padella. C’ho pianto parecchio. Grazie.

  74. aristide1981 novembre 9, 2006 a 4:31 pm #

    eh alessio alessio, su dai tira giù la maschera, sei un assassino un pazzo dicotomico bipolare e anche un pò ossessivo conpulsivo…sei un genio e lo sappiamo ma ricordati che quando starai per morire povero e disperato io ci ci sarò….W il Franci e la testa del cunigliolo su un piatto d’argento

  75. acidshampoo novembre 9, 2006 a 4:36 pm #

    Aristide, o che ci fai qui? Ti facevo a Montecarlo!

  76. Oleandro novembre 10, 2006 a 7:04 pm #

    Grazie per i commenti. Questo è il risultato di uno cresciuto a panefrittata, panevinozucchero e spumini.

  77. acidshampoo novembre 10, 2006 a 9:17 pm #

    > Grazie per i commenti. Questo è il risultato di uno cresciuto a panefrittata, panevinozucchero e spumini.Nocciolo! Comunque anche de panzanella e minestra de pane, diciamolo. Che anche il carboidrato conta!Anticipazioni e appetizer al tuo pubblico sul prossimo racconto?

  78. infrarosa novembre 11, 2006 a 12:43 am #

    ma te oleandro del cunigliolo qual’era la tua parte preferita? la mia era la palettina e il delfino!!!

  79. acidshampoo novembre 11, 2006 a 6:40 am #

    Mammamia Infrarosa, sei raccapricciante! La palettina e il delfino?!?! Non oso immaginare che parti siano.Rendere simpaticosa la frattaglia dà i brividi.Oleandro lo può fare, ma lui è un perverso matricolato.Oleandro, uno dei momenti capolavoro di questo capolavoro, è quando sul cuniglio sbucciato con gli organi a ciondoloni dici: “E’ sano come un campanello questo animale! Gli voglio bene da quanto è sano.”Ecco, lì proprio è fastidiosamente irresistibile!

  80. caramelleamare novembre 11, 2006 a 10:54 am #

    Non riprovare mai più ad usare questo tono con me, Cincinelli.M A I   P I U’.a proposito di fumetti: renato polese (Kp e Storia Del West) in passato ha disegnato anche delle storie di Garofalo, che è lo sceneggiatore di Jonny Logan, un fumetto minore che non puoi conoscere. cmq tanto pe fatti capire, è un fumetto degli anni 70 nato sulla scia del colosso Tex. ora lo stanno ristampando, fossi in te lo farei, magari ti garba. è uscito in fumetteria ora ora il primo numero della ristampa.

  81. frank novembre 12, 2006 a 1:00 am #

    >Grazie per i commenti. Questo è il risultato di uno cresciuto a panefrittata, panevinozucchero e spumini.
    Può essere. Essendo che anche il mi’fratello è cresciuto a panefrittata
    e a spumini ma non a panevinoezucchero, ed essendo che non gliel’ho
    ancora visto un lato così geniale, restringerei il campo delle
    causalità possibili al panevinoezucchero.

  82. acidshampoo novembre 14, 2006 a 7:01 am #

    > dimmi se sbaglio, forse polese da il massimo proprio nel western piu puro. i disegni me parevano particolarmente ispirati. io parlo rispetto a ken parker, che magari frequenta gli stessi ambienti e gli stessi periodi, ma non è un western. per carità m’è piaicuto parecchiop anche in ken parker, ma qui m’è parso proprio il suo.Io non vado matto per Polese, ma col tempo ho imparato ad apprezzarlo. Per molti è un maestro, per me è un pregevole artigiano della linea chiara, bravissimo nel far recitare i personaggi. Io lo vedo un po’ come la versione di classe di Donatelli, ecco. Di certo è uno di quelli che mi piace meno come inchiostratore.

  83. Dillydoll novembre 14, 2006 a 3:38 pm #

    <<<Di crescita rapida, e resistente come poche altre piante alla siccità e
    al salino, l’oleandro ha un solo grosso inconveniente: l’essere
    velenoso in ogni sua parte, al punto che, pare, bruciando rami e foglie
    bisognerà fare attenzione a non inalarne il fumo.>>>OOps…insomma bisogna stare attenti!!!

  84. dai123 luglio 12, 2010 a 8:13 am #

    >r ears cartier watches to the root thus breitling watches replica you bequeath not accredit panerai to observation elsewhere thanks Bubble 039-151-47-F165-FJ30R to the newest invented Table Clock replica Panerai Rolex watches.. We know Seamaster Planet Ocean 2900.50.81 that essential isnt child’s TechnoDiamond DTSC01 play keeping reinforcing go Calatrava 4959J underground fashion, especially when Fake Richard Mille RM 016 youre active cache enterprise Maurice Lacroix MP7088-PL201-110 and play, but luckily owing to you, our vit

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: