Il Codice Rivolta

11 Giu





IL CODICE RIVOLTA



Le filastrocche quando sei piccino la accetti come qualcosa di naturale. Potrebbero essere storie che accadono a un tuo amico, a uno che gioca a nascondino con te. Poi crescendo, certi miti ti cadono e certe semplificazioni ideologiche non ti bastano più. I tuoi ti hanno mandato a studiare, a istruirti, hai conosciuto lo strutturalismo, sai dare interpretazioni testuali sempre più complesse. Ed ecco che senti di avere uno scopo nella vita, finalmente:  risolvere il mistero che si cela, per esempio, dietro la storia di Cecco Rivolta. Adesso che insegno Dietrologia nella University of High Studies of Michigan posso finalmente dedicare tutto il mio tempo a raccogliere saggi critici e prove che riguardino queste storie antiche e, purtroppo, dimenticate.

C’era una volta

Cecco Rivolta

che rivoltava i maccheroni

se la fece nei calzoni

la su’ mamma lo picchiò

per dispetto ci ricacò.




“C’era una volta Cecco Rivolta”. Quel Rivolta, tanto per cominciare, era probabilmente un nome d’arte. Con questo nome era conosciuto un personaggio che abitò nel Seicento ad Arezzo, forse nel quartiere di Culcitrone. Prove recenti sul DNA da parte dell’Università di Tokyo ci dicono che era nientemeno che il progenitore in linea diretta del cantante dei Rage Against The Machine. Poche cose sappiamo sul suo conto, la principale è che l’attività alla quale si dedicava con più foga e costanza era quella di rivoltare i maccheroni. “Rivoltava i maccheroni”: questa è la prima cosa che ci viene in mente quando si parla di lui. Col tempo è diventato quasi un attributo come quelli utilizzati nell’epica greca: Achille – piè veloce, Zeus – adunatore di nembi, Cecco – rivoltante i maccheroni. Già in questo particolare si differenzia da altri miti più antichi: la sua virtù principale non è un potere magico, soprannaturale, ma l’attaccamento al lavoro, la costanza nel rivoltare. Questo lo rende una figura attuale, un potenziale modello positivo per tutti i giovani italiani, una lanterna che illumini loro perpetuamente la strada dura ma piena di soddisfazioni del lavoro, e che li distolga da quelle che invece sembrano essere le loro principali passioni: le droghe, le bestemmie e il fantacalcio.  Ma torniamo a noi: su quale tipo di pasta in realtà egli rivoltasse non tutti gli studiosi concordano: sicuramente siete a conoscenza che il nome “maccheroni” designa ad Arezzo o in altre località differenti tipi di pasta… Ci sarebbe molto da discutere su questo e sul perché li rivoltasse. Li rivoltava tutto il giorno?  Sembra di sì, e che non avesse neanche il tempo di espletare le normali necessità fisiologiche, tanto che “se la fece nei calzoni”.  Me lo immagino, a rivoltare e rivoltare mentre pian piano qualcosa di sconosciuto si addensa, si fa sempre più incombente, intrattenibile, e alla fine viene alla luce, sorge, si espande.  E lui forse continua a rivoltare, sempre più veloce, preso dal pathos degli eventi, oppure dissimulando, facendo finta di niente e magari cantando una canzone napoletana.  A questo punto entra in scena un altro personaggio, la madre, e notate bene come ci entra:  “la su’ mamma lo picchiò”. Scellerata!  Ma se non sappiamo neanche che età avesse C. R.!  Che metodi educativi!  E lei dov’era mentre il figlio rivoltava i maccheroni? Eh? A copulare con un mercenario spagnolo? Con questa strofa entra in scena il conflitto, anche edipico, la tragedia della convivenza quotidiana, il difficile rapporto con la madre, che presa dalle sue faccende e dai suoi bassi istinti difficilmente accettava le “rivolte” del figlio.  E a questo punto, lungi dal mettersi a piangere, con i calzoni ormai pieni di polifosfati organici, forse con più polifosfati nei calzoni che sugo sui maccheroni, con probabilmente una guancia rossa per uno schiaffo preso dalla virago genitrice, se non una spalla lussata da una mattarellata, ecco che il nostro prode non si scoraggia e finalmente dà prova della sua dignità e esprime chiaramente la sua protesta nei confronti della vita che l’ha troppo presto messo alla prova:  “per dispetto ci ricacò”.  E questa è una frase che starebbe bene anche nella divina commedia: sentite come suona:  noi leggevamo un giorno per diletto… etc etc .. come avesse l’inferno in gran dispitto…. per dispetto ci ricacò. 



Francesco Rivolta

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80 Risposte to “Il Codice Rivolta”

  1. Blimunda giugno 11, 2006 a 1:55 am #

    Io, essendo brasiliana, non conoscevo questa ‘filastrocca’. Ma per
    fortuna la prima volta che l’ho sentita, è stata con un EXPERT.
    Grazie maestro, la sua lezione è stata ‘Fabulosa’ !!! (Frank, aiutami con la traduzione???)

  2. DEATH 13 giugno 11, 2006 a 3:20 am #

    UNA DISAMINA DAVVERO NIENTE MALE…
    TOSTO STO GLOTTOLOGO ED ETIMOLOGO PROF RIVOLTA…
    MORIREBBE.
    LAMMERDA.
    MARRA ^^^^

  3. Makegatsu Robot giugno 11, 2006 a 1:27 pm #

    Mazzacurati ke discernologia si nascondeva in Francesco (per gli amici ciccio?) Rivolta! Questo però è il bignami di tutte le puntate precedenti e quindi nn m’ha fatto tanto effetto come la prima volta ke le lessi. Tra l’altro io insisto a dire ke sta versione nn m’appartriene, sto sforzo sillabico nell’ultima strofa è proprio dell’aretino, ma glielo perdono al prof anke xkè mi gongolo di averlo stuzzicato io per primo a “rivoltare” l’inispiegabile. Infatti ora ke abbiam un examinator of high filastrok and popular tales del Michgan sai quante gliene posso proporre, ah… tenonsainemmenoquante!
    P.S.: Come ho letto il titolo e ho visto la foto mi si è strutto il cuore e stretto il culo in un tutt’uno. Grandi! Il codice rivolta suona anke dannatamente bene, ma ora resta da capire se Cecco rivoltò anke sul Santo Graal… come disse il crociato Ruggeri: mi mi mi mi mistero!

  4. frank giugno 11, 2006 a 1:36 pm #

    Ahahahàh!A-ah! A-ah!Braverrimo Francesco Rivolta!Sbudellare dottamente una filastrocca e non rimanere né banali né antipatici è già impresa tosta. Che poi tu l’abbia fatto in maniera così brillante, comica ed efficace, era cosa inaspettata e insperata…Lunga vita allo Sgargabonzi e ai nuovi adepti!

  5. frank giugno 11, 2006 a 1:58 pm #

    Ps. Questo post ha tutte le caratteristiche per piacere a GB, uomo dotto e colto che dette a Brad Barron l’epiteto di ‘someggiator di popoli’ (ricordo bene? o le eran ‘folle’?) e che mi fece conoscere il sommo Borzacchini. E questo post potrebbe piacere anche ai’ggrande insostituibile Marasco. E potrebbe piacere anche a S’i fossi foco, blogger di cui ora non trovo il link.

  6. frank giugno 11, 2006 a 2:03 pm #

    Trovato il link a Sifossifoco. Personaggio interessante.

  7. frank giugno 11, 2006 a 2:29 pm #

    “Fabuloso”? Eh-ehm, Blimunda confidi troppo in me.
    Se non corrisponde all’italiano “favoloso”, io non so che altre sfumature dargli.

  8. frank giugno 11, 2006 a 2:54 pm #

    OFF-TOPIC.Mi segnalano un sito in cui si comprano con carta di credito cd e dvd dal mercato asiatico. E allora? E allora costano meno e questi li spediscono gratis. E’ da approfondire.

  9. il marinaio giugno 11, 2006 a 7:47 pm #

    resta da capire se Cecco rivoltò anke sul Santo Graalin quei tempi è attestata la presenza come comandante di una
    legione romana a Gerusalemme un certo Ceccus Revertius, ma per ora non
    abbiamo altri dati.
    comunque la scoperta di cosa realmente ci sia dietro questa filastrocca
    secondo me potrebbe essere divulgata anche al grande pubblico, e se ne
    potrebbe anche fare un film.  vedo già un Tom Hanks
    investigatore-semiologo che viene rincorso da una donna psicopatica che
    agita un mattarello, inviata di un’associazione di madri violente che
    rivendicano il diritto a picchiare i figli. lo vedo che gli brillano
    gli occhi mentre viene in possesso di un maccherone al sugo,
    mummificato, che si era miracolosamente conservato nel tubo di scarico
    di un acquaio mai pulito dal ‘600. sai quante gliene posso proporre, ah… tenonsainemmenoquante!sono disponibilissimo.  penso che tutti debbano avere
    accesso alle informazioni e alla capacità dei ricercatori della nostra
    università, quindi se c’è qualche passo in queste filastroks
    su cui vuoi dei chiarimenti, dimmelo, consulterò gli archivi e ti
    risponderò in breve tempo, in modo che nessuno pensi che mi invento le
    spiegazioni. 

  10. Pinxor giugno 11, 2006 a 9:20 pm #

    Che tuffo nel passato Cecco Rivolta!Bella e appassionante la disamina. Solo una cosa stona: il verbo corretto finale è “c’arcacò”.Si aprono nuovi spiragli, suggestioni etimologiche perdute, questioni antropologiche irrisolte…Dove si situa il ponte di Baracca? Chi era costui? Era una località? Chi era l’omino che faceva la cacca? e il dottore coprofilo saggiantene la consistenza? e cos’era 33? 33 etti? 33 centimetri?Quanti misteri avvolgono la nostra storia.Cecco illuminaci tu.

  11. Makegatsu Robot giugno 11, 2006 a 9:34 pm #

    Ma quella nn era un’altra cosa ancora? Sotto il ponte di Baracca c’è Pierin che fa la cacca? Io nn ci capisco più niente è come se Il Filastroccatore (nemico giurato di Francesco fin dai tempi delle elemenatari) si stia impossessando delle nostre menti tramite gas nervolino. Aiuto Cecco, abbiamo bisogno di te, aiudoooooo!

  12. il marinaio giugno 11, 2006 a 11:31 pm #

    Dove si situa il ponte di Baracca? Chi era costui? Era una località?
    Chi era l’omino che faceva la cacca? e il dottore coprofilo saggiantene
    la consistenza? e cos’era 33? 33 etti? 33 centimetri?Quanti misteri avvolgono la nostra storia.Cecco illuminaci tu.
    il ponte di Baracca:  Baracca è una ridente località nel Trentino,
    appena sotto le alpi.  un ponte separa il paese, abbarbicato sulla
    cima di un monte, da un crinale vicino.  l’omino che faceva la
    cacca era tale Fruscolacci Ampelio, nato nel 1907, di professione
    cercatore di castagne;  quel giorno, nel 1948, cercando appunto le
    castagne lo colse un bisogno. era mezzogiorno, passava la gente, e
    decise che se la faceva sotto il ponte nessuno da sopra l’avrebbe
    visto.  pultroppo in quel dopoguerra le condizioni economiche del
    paesino erano molto difficili, e la dieta del Fruscolacci era stata per
    tutta la settimana:  segatura, ricci di castagna, mozziconi di
    sigaretta e travertino grattugiato.  in più era un mesetto che non
    pioveva, e dunque il bilancio idrico del Fr. era paurosamente
    sbilanciato.  con molto sforzo l’omino produsse uno stronzo lungo
    circa 33 cm, e di una durezza mai vista sul pianeta terra in nessun
    materiale.   tanto che , aggredito da un orso, che la fame
    aveva spinto ai confini col paese, Ampelio lo raccolse e si difese con
    quello, provocando all’orso serie contusioni.  lo stronzo fu poi
    conservato dal signor Fruscolacci a guisa di portafortuna, e in seguito
    studiato dal dottor Coprosich (quello menzionato ne La coscienza di Zeno) che lo trovò: lungo 33 cm, pesante 33 grammi, spesso 3,33 cm e duro 33 volte il crognolo (“thirty-three times the krognol”,
    scrisse nella sua relazione all’Università di Vienna).  il dottore
    si giocò 33, 1, 2 e 3 sulla ruota di Venezia. non vinse niente.
    lo stronzolo è conservato ancor oggi al museo di Baracca ed emette strani fenomeni elettromagnetici.

  13. Bracco giugno 12, 2006 a 9:54 am #

    Ah…Cecco Rivolta. Mi ricorda l’infanzia e i pranzi la domenica dai mi” nonni a San Lorentino..I crostini neri, i maccheroni (per l’appunto) al sugo, l’arrosto con le patate e il dolce. A merenda, rigorosamente, l’uovo sbattuto con lo zucchero.E, nell’attesa del pranzo…queste filastrocche ripetitive. Tipo:
    “La novella dello stentoche durava tanto tempoTe l’ha dir te la dirò, si o no?”..Poi c’era quella cosa del  fare il contrario di quello che rispondevi, se dicevi si non te la diceva il mi’ nonno perché avresti dovuto dire noSe dicevi no non te la diceva uguale perché avresti dovuto dire si..E io che mandavo a cagare il mi’ nonno perché non mi diceva mai come finiva. Pensare che da piccina andavo lì quasi apposta. A me, i maccherono al sugo (intendo quello di carne), non è che mi piacessero granché. Vaglielo a dire alla mi’ nonna…Ora che è morta il problema non si pone..Comunque, mi pare che lo dissi tempo fa, correggetemi se sbaglio, i maccheroni sono le cosiddette pappardelle. Più o meno fini, rigorosamente al sugo di carne della nonna. Ciao!

  14. lozissou giugno 12, 2006 a 10:22 am #

    Madonnagià, la novella dello stento che dura tanto tempo…

  15. frank giugno 12, 2006 a 11:19 am #

    Ma quante ne inventerete per coprire la vostra ignoranza! Io invece so tutto e non volo di fantasia:mi sa che il mitico Ponte di Baracca lo dobbiamo alla gloria di costui, e all’episodio tramandato dai romagnoli in cui col suo puffeggiante aeroplanino infilò la campata di un ponte. A proprio grande rischio ed onore, e ad infinito stupore delle folle contadine. E tutto per un pel di fi… NO, per la gloria sua e del duce.Era parente della nonna del mi’ex, anch’egli romagnolo, per questo ho questa versione.

  16. Bracco giugno 12, 2006 a 11:24 am #

    O Frank, io, sotto il nome Baracca, non vedo che abbiano costruito alcun ponte. Non in nome di QUESTO Baracca. Ciò non toglie che un tizio ci fece la cacca. Ma sotto al ponte di quale Baracca?Acca acca acca..Ignorante ci sarai te!!!
     

  17. frank giugno 12, 2006 a 11:32 am #

    Sì, in effetti l’ho detta troppo contorta. Ecco la versione liscia:un giorno, per fare una bravata aerea, il mitico Baracca volò col proprio aeroplano attraverso la campata di un ponte. Cioè fra un ponte e il proprio fiume. Cioè sotto a dove camminano le persone i carri e le macchine. Cioè dove un aeroplano non te lo aspetteresti mai! Non chiedetemi più dettagli, ma era dalle parti di Lugo credo. E passò alla leggenda.

  18. Daiana giugno 12, 2006 a 1:22 pm #

    La novella dello stentoche durava tanto tempoTe l’ha dir te la dirò, si o no?”..
    in valdarnese fa:
    la novella dello stento, che lla dura tanto tempo, te l’ha ddì o te la dirrò, si o no?!……. completamente diversa direi…..

  19. Estragon giugno 12, 2006 a 2:05 pm #

    Oh, il mondo è proprio piccolo!! Io abito in provincia di Ravenna, precisamente Lugo. A onor del vero Baracca, sorvolando  con sprezzo del pericolo a soli 150 metri per mitragliare il nemico in zona Montello , cadde vittima il 19  giugno 1918  di un colpo sparato da terra da un ignoto fante. Altri però sostengono che , rimasto incolume, forse si sparò un colpo di pistola alla tempia per non essere fatto prigioniero dagli austriaci. Inoltre Francesco Baracca è passato alla storia soprattutto dal momento che la sua prima vittoria fu anche la prima vittoria italiana in assoluto in un combattimento aereo.
    Ritornando alla filastrocca, forse il riferimento a Baracca è solo per motivi rimici o chissà il ponte sotto cui Pierino fa la cacca  in realtà allude all’enorme monumento eretto nel ’36 a Lugo a celebrare la sua fama che , nonostante oggi molti vogliano rivalutare artisticamente come esempio straordinario di futurismo, è un vero obriobrio che ha gli stessi effetti sull’intestino di un effetto Falqui…Basta la vista!  

  20. frank giugno 12, 2006 a 2:14 pm #

    Tutto è possibile e possiamo andare avanti con fascinose illazioni per mesi. La roba sepolta in un detto popolare, in un’abitudine, in un proverbio o in una forma artigianale è tanta che ti soverchia se la pensi. E come con Darwin, di una leggenda o di un oggetto o di una parola resta solo ciò che più fa pro, ciò che deve sopravvivere. Ah come sono profonda oggi.Hasta la vista anche a te, Estragon.

  21. Makegatsu Robot giugno 12, 2006 a 2:25 pm #

    Senti lì anke Estragon come te le racconta belle! Ebbrava, nn ci son più segreti ormai. Però possiamo ringraziare solo il buon Francesco Rivolta se pure lei entra sprezzante in un nuovo post. Ma adesso ragazzi fatevi un altro bel salto nel passato beccandovi questa:
    Ambarabà ciccì coccotre civette sul comòche facevano l’amorecon la figlia del dottore,il dottore s’ammalòambarabà ciccì cocco.
    Cecco, te do il lavoro!
    Perchè il dottore s’ammalò? 
    Son cazzi tui e della figlia del dottore.

  22. lozissou giugno 12, 2006 a 2:41 pm #

    Che poi in una filastrocca infantile compare già nientemeno che sua signoria il Sesso, mah.

  23. infrarosa giugno 12, 2006 a 3:30 pm #

    biccicù, biccicù, quante corna stan quassù?
    (proviamo con…) 5!
    se tu due mi dicevi, questa pena non pativi, biccicù biccicù quante corna stan quassù?
    4!
    se tu due avevi detto tu montavi a cavalletto,a cavalletto in quel del papa (qui è proprio perversa),quante corna ha la lumaca?
    23!
    se tu due avessi detto… (non mi ricordo come continua)
    eccetera eccetera, finché il bambino non si stanca di prendere per il culo la nonna e dice finalmente “due”, o la nonna non dice vaffanculo e gli spenge la luce. qualcuno di voi la conosceva?

  24. infrarosa giugno 12, 2006 a 3:35 pm #

    e comunque mi sono accorta dopo 26 anni che cecco, di cognome, si chiama: rivolta. avellosaputoprima. marinaio, propongo uno studio sulla formazione precoce della conoscenza politica nell’infanzia durante la prima fase della nutrizione autonoma.
    ps ma gori te le guardi le partite o no, per curiosità?

  25. fatuwski giugno 12, 2006 a 4:05 pm #

    Ahah, che figata… gli autori esterni dello SgargaBonzi stanno (inaspettatamente) migliorando ulteriormente qualità degli scritti di questo Blog.Anch’io come Makegatsu stavo per cianciare sul fatto che le cose dette sul Post non erano che un approfondito abbellimento di ciò che era già stato scritto con qualche piacevolissima chicca in più. Ma ecco che nel trhead il generoso Prof. Rivolta ci illustra del Baracca (ed io ne godo) e ora mi aspetto pure (con ansia del tutto gratuita) lo svellersi dell’arcano a proposito della malattia del dottore dell’Ambarabà.Inutile aggiungere che queste sono informazioni che un qualsiasi Panorama o GenteViaggi pagherebbe profumatamente per averle in esclusiva e che invece la generosità del nostro (posso appellarla “nostro”, professore ?) professore ci secerne gratuitamente.Io personalmente non sono sicuro di meritare tanto, quindi mi concedo un altra boccata d’ansia.Comunque grazie, o’generoso (nostro ?) professor Rivolta !L’Italia stasera inizia il suo percorso mondiale.Sono il più medio (mediocre ?) degli italiani in questo: stasera vaffanculo a calciopoli e a quella faccia di cazzo di Moggi; FORZA ITA AZZURRI !!!

  26. acidshampoo giugno 12, 2006 a 5:43 pm #

    Scopro che esiste anche una versione variata di Cecco Rivolta. Questa:
    C’era una voltaCecco rivoltache rivoltava i maccheronise la fece nei calzonila su’ mamma lo picchiòporo Cecco s’ammalòs’ammalò di malattiaporo Cecco lo portaron vialo portaron all’ospedaleporo Cecco ci sta malelo portarono al camposantoporo Cecco ci sta tantolo portarono in paradisoviva Cecco che mangia il riso

  27. lozissou giugno 12, 2006 a 6:20 pm #

    >Quanto c’avrei da quischionare con Lozissou su questo campo…
    Nono, non mi ci metterei… poi è un campo che, onestamente, poco conosco (perchè poco mi interessa, poco nelle mie corde), quindi anzi mi lascio guidare da te sempre più. E quando hai consigliato, finora almeno ci hai pure preso!

  28. il marinaio giugno 12, 2006 a 9:05 pm #

    grazie a tutti del sostegno.
    Makegatsu, su ambarabàccicciccoccò ho  pronto un pezzo originale,
    come ben sa acidshampoo, compresa spiegazione della malattia del
    dottore.  per cui rimando tutte le curiosità alla prossima
    puntata.  intanto sono pronto a svendermi su altre cose..
    Frank, grazie per la profondità di lettura e per i links: s’i fossi
    foco dev’essere in particolare proprio uno interessante. 
    Fatuwski: posso appellarla “nostro”, professore ? io preferisco sempre la confidenza e la cordialità:  andrebbe già bene “Eccelso”.

  29. il marinaio giugno 12, 2006 a 9:49 pm #

    […] poro Cecco s’ammalòs’ammalò di malattiaporo Cecco lo portaron vialo portaron all’ospedaleporo Cecco ci sta malelo portarono al camposantoporo Cecco ci sta tantolo portarono in paradisoviva Cecco che mangia il riso
    questo finale alternativo è molto interessante, l’ho capito quando ho letto l’ultima strofa. Viva Cecco che mangia il riso!
    una frase veramente da farci una maglietta, uno slogan di libertà
    universale, adatto a tutto il genere umano. non è una semplice
    filastrocca apocrifa, scritta magari da chi fu in vita amico di Cecco,
    e poi lo rinnegò al cantare del billo.  no, c’è dietro la mano del
    Maestro in persona, c’è dietro uno scampolo di una verità assoluta.
    è un finale alternativo, un’ucronia, alla Philip Dick.  che
    sarebbe successo se Cecco, invece di cacare per la seconda volta nei
    calzoni, e quindi consumare la sua giusta e nobile vendetta, fosse
    stato stroncato dalle botte della madre fino a finire all’ospedale? se
    da quante ne avesse prese non avesse avuto neanche la forza di cacarsi
    addosso (e ricordiamo che per fare questo ci vuole poca forza, da cui
    la locuzione : “ma te la forza ce l’hai tutta nel cacare?”
    che si rivolge in ambienti aristocratici a persona palesemente
    debolina). mettiamo che quel giorno la madre avesse bevuto troppo, per
    un qualche motivo che risale ancora più indietro nella misteriosa
    catena degli eventi umani e delle loro relazioni. la madre ha bevuto
    troppo, non controlla bene le botte, si incarognisce, travolta dai fumi
    del vino (pessimo vinaccio aretino seicentesco, vino dei poveri, aspro)
    sfoga sul figlio che si è cacato addosso tutte le sventure della sua
    bassa vita.  lo picchia per il marito violento, per la miseria
    patita, per la mancanza di speranze, per i maccheroni che sono venuti
    cotti male. colpi di Kung fu, colpi di scopa, ferrate da stiro. 
    finché si rende conto:  Cecco è in un lago di sangue, con le
    costole fracassate, un braccio rotto, ed è svenuto.  se lo carica
    in buggiulucche e lo porta all’ospedale di arezzo nel 1600, che era il
    Garbasso. ai medici del pronto soccorso dice imbarazzata “s’ammalò di malattia…”.
    cazzate! lo capiscono tutti che ammalarsi di malattia è un puro
    eufemismo, è retorica.  per questo Cecco, che ha voluto farci
    arrivare la sua storia, non ha cambiato queste parole: la verità che
    c’era dietro sarebbe comunque affiorata.
    i medici lo portano subito in terapia intensiva:  flebo di sugo di
    maccheroni, schiaffi per risvegliarlo (la medicina del tempo). Cecco ci
    stava male. non era proprio contento di esserci finito. il guaio
    dell’ospedale è che ci si sta male. il guaio del camposanto è che ci si
    sta tanto. questa è una specie di breviario di quello che poteva
    accadere al povero nell’arezzo del 1600. (in questo senso il poro Cecco
    si potrebbe leggere anche come indicativo di classe sociale di
    provenienza, dati i molti livelli di lettura presenti indubbiamente
    nella filastrocca). ma è molto di più.  se le precedenti versioni
    o strofe indicavano un repertorio di atti possibili dell’aretino povero
    da vivo nei confronti della propria condizione sociale (vendicarsi-
    ricacandosi nei calzoni, con un atto tanto sterile quanto liberatorio,
    o incassarle fino a star male e morire) ecco che qui siamo già a una
    sorta di Libro dei morti, a
    istruzioni che trascendono il mondo dei viventi e sono dirette
    all’anima nel suo viaggio verso l’aldilà. e ci dicono una cosa
    straordinaria, ben lontana dalle rassicurazioni vaghe del
    cattolicesimo. in paradiso ci si viene portati:  come si viene
    portati all’ospedale, come nella vita si finisce per fare tante cose
    anche senza volerlo.  e in paradiso si mangia il riso! è un’altra
    dimensione, nella quale non ci sono angeli o cose sublimi, ma ci sono
    le stesse cose del nostro mondo, solo diverse.  invece dei
    maccheroni, il riso.  e in paradiso già solo il mangiare il riso è
    motivo per essere acclamati, perché finalmente in paradiso, e forse
    solo lì, gli uomini si vogliono bene.  immagine finale di Cecco,
    che ride mangiando ed ha la bocca piena di riso; dei chicchi cadono
    fuori, ha la stessa espressione guercia-bambinesca-grottesca ma felice
    dell’omino in fotografia sopra, come se mangiare il riso fosse la cosa
    più bella del mondo.

  30. il marinaio giugno 12, 2006 a 10:18 pm #

    marinaio, propongo uno studio sulla formazione precoce della conoscenza
    politica nell’infanzia durante la prima fase della nutrizione autonoma.sarebbe molto interessante.  spunti:  come i bambini
    vedono il conflitto indiani-cowboys;  come vedono le pubblicità e
    il mondo ivi rappresentato;  il concetto di proprietà all’asilo;
    autodifesa e lotta di classe all’asilo.  si potrebbe anche
    scrivere una guida di queste che fanno su come allevare i bambini, ma
    in modo da sviluppare e non reprimere lo spirito di “rivolta
    intelligente” del bambino. anzi, è bene lasciare la politica fuori
    dall’infanzia, almeno da lì, e dare al bambino solo delle “dritte”
    generali sulla vita, ma delle buone dritte…  anzi, senti,
    facciamo un figliolo io e te, vediamo come viene e poi semmai scriviamo
    il libro.

  31. fatuwski giugno 13, 2006 a 5:04 am #

    …non so voi ma io sono commosso.Standing ovation per l’Eccelso.Ma poi così… hai visto ? L’ha trovata scritta qui e l’ha analizzata alla volèe con una sapienza che… come dire ? Eccheccazzo !Ecco.Però, nostro Eccelso (posso appellarla “nostro” ?), nel fatto che alla fine il Rivolta mangi il riso io ci vedo soprattutto la rottura definitiva con le bassezze che lo hanno angustiato nella vita terrena, mi pare già un prepararsi a un nuovo ciclo esistenziale cambiando da immediatamente quelle ahimé radicate e stantie abitudini che tanta sofferenza gli hanno arrecato… o forse, magari, ha semplicemente deciso di mangiar leggero dopo quella gran sfiatata di merda* per vedere di riagguantassi ritto. 
    Boia, Marinaio ! Scrivi che ti si legge volentierissimo. Complimenti sinceri.
    *guano

  32. Nicola giugno 13, 2006 a 9:16 am #

    Bah, che dire, a me è piaciuta sta erudizione della filastrocca alla Eco U. Mi viene in mente quando i nostri nel “Pendolo di Faucault” costruiscono il Piano sulla base della filastrocca/poesia lasciata da Argenti. Plaudo al Marinaio. W la Marina!

  33. Nikoneffe giugno 13, 2006 a 10:26 am #

    Cecco voltagabbana, metafora del cerchiobottismo o dell’alternanza? Questo suo passare dai maccheroni al riso, notoriamente astringente, denota una volontà di non ricacare e quindi un’abiura oppure s’era semplicemente rotto i coglioni di rivoltare? Il fatto che il riso fa buon sangue e buon sangue non mente costituisce probabilmente un indizio interessante, devo solo trovare il nesso.

  34. Bracco giugno 13, 2006 a 11:20 am #

    Biccicù: non la conosco, a dormire mi ci metteva la mi’ mamma e zitta. Nemmeno una favolina.
    Ambarabacciccicoccò: fantastica
    E quella: 2Passa Paperino, con la pipa in bocca, guai a chi la tocca..Chi la finisce? Io non me la ricordo più…

  35. Bracco giugno 13, 2006 a 11:24 am #

    Se non sbaglio…oggi è il compleanno della Frank.Auguri allora, per i tuoi 48 anni portati come una 28enne!

  36. Nicola giugno 13, 2006 a 11:35 am #

    Se la tocchi tu, a fanculo ci vai tu! Mi sa che non era propio così.

  37. Makegatsu Robot giugno 13, 2006 a 12:40 pm #

    Ho paura anke solo a nominarne un’altra de strocche in fila. Sto Prof. Rivolta m’ha fila-straccato, e come quando il mì babbo, ke insegna fisica all’ITIS, me spiegò perchè le lucciole fanno la luce… Requiem for a Dream! 
    E così sto Marinaio qui, sarebbe capace de spiegarmi anke il segreto delle collanine di caramelle alla fiera di settembre o dei brigidini alla Madonna del Conforto, tanto è radicato nel tessuto social-popolare. Piuttosto sai di qualke aneddoto su La Sputaci? Personaggio arcinoto della scena post bellica aretina?

  38. lozissou giugno 13, 2006 a 1:01 pm #

    Bel fraseggio, Makegatsu, bello davvero. I miei ossequi alla Sputaci anche, che ho dovuto googlare per saperne di più. Possibile che, morta com’è nel 1970 (da quanto si legge), io, nato nel 1980, l’abbia vista e me la ricordi pure? O allora c’è una sua sosia in giro qua e là? O tutti i “barboni” finiscono, nel bene o nel male, per assomigliarsi?Come sta la faccenda?

  39. Bracco giugno 13, 2006 a 2:16 pm #

    Ho un libro sulla “Sputaci”..Era una vecchia che faceva la barbona, credo negli anni ’50-’60, visto che i miei genitori se ne ricordano.Lo ricerco nei meandri polverosi della libreria del mi’ babbo se volete.
     

  40. acidshampoo giugno 13, 2006 a 2:39 pm #

    Bracco, ma domani sera ci sei o no?Te l’ho pure scritto in mail ma non ho ricevuto risposta.

  41. Estragon giugno 13, 2006 a 3:29 pm #

    Scusate…comunicazione interna per Makegatsu: le spese di spedizione sono di 7 euro ( è una raccomandata). Il pacco bomba l’ho spedito ieri mattina e forse già domani potrebbe arrivarti, se prima non viene intercettato dagli artificeri delle polizia postale. Poi starà a te se accetterlo o rinviarlo al mittente.
                               

  42. Dillydoll giugno 13, 2006 a 3:34 pm #

    Acidshampoo…purtroppo non posso essere a festeggiare il tuo compleanno domani 😦 Ma ti penserò!
    Frank: buon compleanno!

  43. Nikoneffe giugno 13, 2006 a 3:46 pm #

    @ BRACCO: PASSA PAPERINO
    CON LA PIPA IN BOCCA
    GUAI A CHI LA TOCCA,
    L’HAI TOCCATA PROPRIO TU
    ESCI FUORI DALLA TRIBU’

  44. Bracco giugno 13, 2006 a 4:18 pm #

    Ok. Te lo dico. Non ci sarò. Non ci sar a contarti le rughe dietro le orecchie, i denti mancanti e i ginocchi traballanti.Non ci sarò a vedere la tua calvizie imminente (ah..scusa..) né i peli che ti crescono ormai dentro le orecchie.Gli auguri te li faccio però. Domani, s’intende.
     

  45. Oleandro giugno 13, 2006 a 4:49 pm #

    Sto aspettando le 20:59 di domani sera per dirti che non vengo.
    Ovviamente aspetto per darti l’angoscia di fare la spesa all’ ultimo minuto e per aver la libertà di pensare: “importare sega, mica gni va a male la roba che avanza!”
    Pazzi e intelligenti sono ugualmente innocui. I mezzi matti e i mezzi saggi, quelli sono i più pericolosi.

  46. Blimunda giugno 13, 2006 a 7:03 pm #

    Feliz aniversário, Frank!

  47. Makegatsu Robot giugno 13, 2006 a 7:34 pm #

    Auguri Frank!
    A te invece Acid te li faccio domani sera, ma sempre nel blog poikè ankio dal vivo sarò solo spirito. M’han kiamato a sopperire ad una partita di calcio, mah! Pensare ke io son forte solo a dama. Poi comunque qui mi pare mankino diversi personaggi fulcro.. ad esempio Caramelleamare ke fine ha fatto? Ci sarà?
     
    Marinaio? Ho detto Sputaci! Ma se nn vuoi rispondere e preparaci qualcosa sopra va meglio eh, anzi è meglissimo.
     
    Arigato gozaimasu Estragon! Son pronto a ricevere come quando aspettavo il castello delle LEGO da Babbo Natale. Nn ci dormo la notte, ma se arriva ke c’è solo la mi’ mammaccia quella è capace di rimandare tutto addietro:
    – suona tre volte poi al citofono fa: “Posta a’ signò! CD di Samuele Bersani mannano”
    – Mammagatsu:  “Bersani ki? Io nun lo conosco sto tizio, vadasene!” E con la mano fa segno di fuire.
    – Makegatsu torna dal lavoro ignaro… poi… tragedia.
     

  48. infrarosa giugno 13, 2006 a 7:46 pm #

    ALLES GUTE ZUM GEBURTSTAG FRANCESCA!
    marinaio: facciamo un figliolo io e tepensaci due volte prima di dire cose di tale portata a ragazze sensibili, in età ormai nemmeno più da marito, ancora probabilmente fertili, non più leggiadramente adolescenti, biologicamente consapevoli ma ritardate e passeggino-spotters. è pericolosissimo, altro che ferrate da stiro! 🙂

  49. Nicola giugno 13, 2006 a 8:42 pm #

    DOMANI: domani mi apsetto il post serio del Gori.
     

  50. acidshampoo giugno 13, 2006 a 8:54 pm #

    > A te invece Acid te li faccio domani sera, ma sempre nel blog poikè ankio dal vivo sarò solo spirito. M’han kiamato a sopperire ad una partita di calcio, mah! Pensare ke io son forte solo a dama. Tipo La Partita Di Pallone della Rita Pavone?! Che mi lasci sempre sola? Non son cose punto belle!!!Eddai Makegatsu, non me fare scherzi! Io ci conto troppo! Ho comprato un burischio cantonese solo per te! Domani siici! Essiici! Aloh!> Poi comunque qui mi pare mankino diversi personaggi fulcro.. Eh ma allora sai birbone forte!…e io paraccio chi so’?! Ciuschino?!?!Aho, è il mi compleanno!

  51. il marinaio giugno 13, 2006 a 9:00 pm #

    Questo suo passare dai maccheroni al riso, notoriamente astringente,
    denota una volontà di non ricacare e quindi un’abiura oppure s’era
    semplicemente rotto i coglioni di rivoltare?
    in effetti mi è venuto in mente che in paradiso ci fosse una qualche specie di buddha (e mi era tornato in mente benigni in Tuttobenigni)
    e che si mangiasse in ciotole di riso.  ma se in paradiso c’è un
    buddha è un buddha che bestemmia e scureggia, e serve un’insalata di
    riso molto oleosa, piena di cetriolini, wiusterl, ulive, capperi, ovi,
    tonno e  funghini.

  52. lozissou giugno 13, 2006 a 9:00 pm #

    >M’han kiamato a sopperire ad una partita di calcio, mah
    Ma porca, Acid! Il nostro piano segreto denominato pubblicamente ‘TACCIGLA2006’ è andato in ballodole: Lui – il nostro target – non verrà, per una misera partita di calcio. Il calcio salvavita, dopo la dipendenza. E sì che avevamo fatto di tutto per rendercelo amico, io da più tempo di te, il tutto allo scopo di invitarlo nottetempo e… ah, dei pagani degli inferi e squali dei sargassi, non mi fate proferire troppo! Qualche altra vittima dovrà essere immolata. D-O-M-A-N-I. La nostra setola ha da essere placata. I temporali sono maturi, dopodomani potrebbero già essere fradici. L’avventore è arrivato.Dieci poveri negretti / Se ne andarono a mangiar…

  53. acidshampoo giugno 13, 2006 a 9:00 pm #

    Ciao Niconeffe e ben ritrovato da queste parti! Come sai, da tempo leggo con interesse il tuo blog, che è veramente uno dei miei preferiti anche per la sua/tua grande e percepibile umanità. Per me è un onore averti qui e spero che continuerai a commentare.

  54. il marinaio giugno 13, 2006 a 9:04 pm #

    Il fatto che il riso fa buon sangue e buon sangue non mente costituisce
    probabilmente un indizio interessante, devo solo trovare il nesso.
    nesso= in paradiso non si mente, sono lontane le bugie che sono fra gli
    elementi costitutivi di base della vita terrena, e quindi si mangia
    riso.

  55. il marinaio giugno 13, 2006 a 9:13 pm #

    Piuttosto sai di qualke aneddoto su La Sputaci? Personaggio arcinoto della scena post bellica aretina?
    non ne so niente, a parte che si divertiva a insultare la gente che
    passava per il corso.  hanno fatto anche un calendario con i
    personaggi strani dell’arezzo di un tempo, a me comunque sembra una
    cosa non troppo bella, è un po’ una speculazione, una
    commercializzazione di quelle che erano alcune delle vite tra le più
    “contro” di tutte.  e so che i parenti di uno dei personaggi hanno
    querelato chi l’ha fatto.
    a me comunque piacerebbe, essere ricordato come personaggio strano di arezzo in un calendario nel 3000.
    comunque ho conosciuto dal vivo Spicchendoic.

  56. il marinaio giugno 13, 2006 a 9:26 pm #

    pensaci due volte prima di dire cose di tale portata a ragazze sensibili
    in effetti prima ci avevo pensato due volte… mi sono detto ora lo
    scrivo.. no è meglio di no, se ne offende.. ma poi a istinto l’ho
    scritto.  evvìa.  mica che io a tutte le ragazze sensibili
    etc. chiedo di farci i figlioli, lo so i pericoli che correrei. 
    ogni tanto posso anche rischiare, sennò che è la vita senza rischio?spotter nel senso di “osservatrice, guardatrice”?  ho controllato nel cavolario di inglese, e mi sembra questa la traduzione.

  57. Nikoneffe giugno 13, 2006 a 9:47 pm #

    grazie marinaio, mi stavo spremendo sul nesso da qualche ora. Adesso che mi hai dato le soluzioni, finalmente posso tirare lo sciacquone e andarmene

  58. acidshampoo giugno 13, 2006 a 10:00 pm #

    Marinaio, guarda che le chicche assolute che stai regalando in questo thread, le voglio riunite in qualche post d’approfondimento del Francesco Rivolta eh. Te sei un vulcano d’idee incontrollabile, ma io sono un filologo precisino e ce tengo a mettere ordine e che niente vada perduto! Te la dovresti tirare di più, come il tuo collega Martin Mystere, e invece elargisci pillole di dietrologia de noantri come fosse niente.Domani comunque ci starebbe tutta qualche pillola di Rivolta live!

  59. acidshampoo giugno 13, 2006 a 10:04 pm #

    > Ok. Te lo dico. Non ci sarò. Male Bracco! Male! Ti perderai un evento storico come la fine dei miei 28 anni. Dice che siano uno spettacolo.> Non ci sar a contarti le rughe dietro le orecchie, i denti mancanti e i ginocchi traballanti.Ecco, l’importante che non hai detto della mia calvizie imminente.> Non ci sarò a vedere la tua calvizie imminente (ah..scusa..) né i peli che ti crescono ormai dentro le orecchie. Un giorno mi farò trapiantare della moquette, e sarà uno schiaffo morale per tutti.

  60. GB giugno 13, 2006 a 11:28 pm #

    Ebbene…Frank hai ragione, questa disquisizione del prof. marinaio m’è veramente piaciuta. Così come i suoi interventi tra i quali spicca il disvelamento delle vicissitudini del Baracca: “thirty-three times the krognol”!Marinaio, tu devi conoscere il Borzacchini! (In entrambi i sensi: 1-credo che tu lo conosca 2-se non lo conosci, dovresti)

  61. Estragon giugno 13, 2006 a 11:31 pm #

    Mammagatsu:  “Bersani ki? Io nun lo conosco sto tizio, vadasene!”
    Non mi dire così! Non ci voglio pensare! Se tua mamma è come la mia ,siamo messi proprio bene. Falle una capoccia tanta, tutta notte faglielo ascoltare , dille di non uscire di casa e di anticiparti la cifra dalla tua paghetta settimanale. Un minimo ti dovri sbattere pure tu se vuoi che sta impresa vada a buon termine!ekkeddiamine!

  62. Makegatsu Robot giugno 13, 2006 a 11:46 pm #

    >Ma porca, Acid! Il nostro piano segreto denominato pubblicamente ‘TACCIGLA2006’ è andato in ballodole: Lui – il nostro target – non verrà, per una misera partita di calcio. Il calcio salvavita, dopo la dipendenza. <
    Oh toh! Ora si ke n’ vengo mì! Make me volevate skerzà? Maremma, allora me dispiace ancor deppiù ma sembra ke ormai il fato abbia voluto questo per me, qui c’è in ballo l’orgoglio di gente ke gioca al pallone, pesta i piedi e paga x farlo contro il tuo Acid. Permetti ke preferisca tirarmi dietro le tu ire (ke poi so ke nn è così, anke xkè ricapiterà presto occasione per ritentare l’incontro)  ke quello di quei tarpani ke dopo quando me vedono mi additano come traditore? Poi lo so ke il compleanno è il tuo, ke ciò ke conta è ke ci sia il festeggiato (…e la torta) e ke soprattutto non fai Ciuskino de cognome ma walking in my shoes… nn c’è manco la mia fedele telespalla Rob e il ke mi lascia intimidito. Non me posso presentare a casa tua così da solo, mi sento come Ollio senza Stanlio.
    Cmq, a parte gli skerzi, il vero problema è ke avevo dato al mia parola prima a sti ragazzi, più precisamente una settimana fa, mentre tu hai dato notizia del fattaccio solo l’8 giugno… me spiace. Resto lo stesso in dubbio, visto ke mi son fatto mettere riserva e ho detto di cercare altrove, ok!?
    >Marinaio… Te la dovresti tirare di più<
    è quel ke gli ho detto ankio ma lui no, insiste, come se quello ke dicesse fosse tutto ciò ke sa, ciò ke ha vissuto da sempre. E’ tutto lì, limpido nel suo pensiero e sarebbe anke capace de recitarlo al contrario. Manco con una domanda a bruciapelo lo bruci. Questo qui, le storielle, le raccontava lui a la su’ nonna da bighino e lei zitta sotto.
    >Un giorno mi farò trapiantare della moquette, e sarà uno schiaffo morale per tutti.<
    Acid, a te nn ti ci immagino proprio con una folta criniera, me riesce più facile immaginarmi Buddha-Rasta!
    >Un minimo ti dovri sbattere pure tu se vuoi che sta impresa vada a buon termine!ekkeddiamine!<
    Estragon, oh mammamia Estragon! EkKeè? Statte carma uno poco! Poi nn te sarai mica sbattuta così tanto, guarda ke se me dici ke sta cosa t’ha scocciato rimando tutto indietro e te pago una cena, suvvia… Piuttosto cavame ‘na curiosità… Ma quando mandi una cosa in contrassegno, ma i soldi… a te… quando t’arrivano? 

  63. lozissou giugno 14, 2006 a 12:09 am #

    >Acid, a te nn ti ci immagino proprio con una folta criniera
    Marò, io ho visto una foto che spero esista ancora che è… boh, indescrivibile. Un’altra persona, paro paro. Irog Ordnassela mi pare si chiamasse.
    ps. vedi che l’agenda ti sarebbe servita anche in questo caso, cazzarola! t’eri segnato partita a pallone e non davi fuga a un’altra parola (a chi poi!). La Banca d’Italia le regala ancora oggi al mi’ babbo, se vi mancano.

  64. maryann giugno 14, 2006 a 1:01 am #

    Beh, ma sei uno spettacolo! Senti a me cantavano spesso: ” Dindilì, dindilò, questa bimba a chi la dò ( tienila te madre snaturata,no??), la darei alla befana che la tenga una settimana ( giusto il tempo per consegna regali e poi licenziata senza il tfr??), la darei all’omo nero che la tenga un mese intero ( un senegalese nell’anonima sequestri??poi però da grande vado al GF e lo vinco??), la darò ( ti sei decisa allora??)all’omo bianco che la tenga tanto tanto!!!! ( tanto quanto??affidamento?? adozione??)
    Poi uno cresce male!Ci credo!
    passami a trovare nel Blog ci sono un paio di postsulle sagre, le Miss ele Riviste femminili in stile…
    Mary
     

  65. acidshampoo giugno 14, 2006 a 9:18 am #

    > DOMANI: domani mi apsetto il post serio del Gori.Ormai sono prevedibile come un Donati in un allevamento di galline incustodito.

  66. acidshampoo giugno 14, 2006 a 9:20 am #

    > Marò, io ho visto una foto che spero esista ancora che è… boh, indescrivibile. Un’altra persona, paro paro. Irog Ordnassela mi pare si chiamasse.C’avevo una fonata che Razinger me spiccia casa.

  67. acidshampoo giugno 14, 2006 a 9:22 am #

    > Ovviamente aspetto per darti l’angoscia di fare la spesa all’ ultimo minuto e per aver la libertà di pensare: “importare sega, mica gni va a male la roba che avanza!”Peggio ancora sono quelli de: “ma tanto uno in più o uno in meno che te cambia?” Pensano sempre di essere gli unici a farti ‘sto discorso!

  68. acidshampoo giugno 14, 2006 a 9:25 am #

    Acidshampoo…purtroppo non posso essere a festeggiare il tuo compleanno domani 😦 Ma ti penserò!
    Ma distrattamente mentre fai altro, o ci dedichi del tempo preciso? Tipo che ti siedi e dici: ora per un venti minuti penso al Gori.No no, secondo me sarò un pensiero fugace mentre te versi un Santal.MA SAPPI CHE IO ME NE ACCORGERO’!

  69. infrarosa giugno 14, 2006 a 11:44 am #

    ti consolo, mary. la madre o abortisce o commette infanticidio, e si giustifica con l’ultima macabra strofa mancante:la darò al buon gesù che non la lascerà mai più.r.i.p.

  70. Dillydoll giugno 14, 2006 a 2:35 pm #

    >>>Ma distrattamente mentre fai altro, o ci dedichi del tempo preciso?
    Ci sto pensando adesso. E ci penserò stasera mentre sarai insieme ai tuoi amici.

  71. Bracco giugno 14, 2006 a 4:40 pm #

    Acid, ti ho pensato non distrattamente per ben 5 minuti di seguito circa 5 minuti fa. Ebbene..non m’è riuscito di pensare su di te cose così balorde come avrei pensato di pensare. Mi sono trovata a riflettere sulle tue buone qualità invece..Però non me ne sono sovvenute punte. Te l’ardico casomai..Ucci ucci sento odor di cristianucci…

  72. Nicola giugno 14, 2006 a 4:56 pm #

    > Ormai sono prevedibile come un Donati in un allevamento di galline incustodito.
    Per rispetto non avevo anticipato i temi che peraltro avevo indovinato (capodanno e compleanno)

  73. Makegatsu Robot giugno 15, 2006 a 2:22 pm #


    >OFF-TOPIC.Mi segnalano un sito in cui si comprano con carta di credito cd e dvd dal mercato asiatico. E allora? E allora costano meno e questi li spediscono gratis. E’ da approfondire.<

     
    Lo conoscevo Frank, il problema di comprare in Asia negli ultimi tempi è la dogana. Non passa più niente e tutto si ferma e quando arriva a casa c’è sopra IVA e dazio. Così ecco belleffatto (come dice Giovanni Muciaccia) il costo di un CD qui in Italia, anzi deppiù! Lo sconsiglierei, ma ci sono diversi accorgimenti da adottare, uno fra tutti e farselo spedire come GIFT e far dikiarare al venditore metà del valore effettivo. Se lui è esperto farà accusì altrimenti bisogna fargli capire ke per entrare in Italia bisogna comportarsi da italiano in anticipo. Poi magari fila via tutto liscio come l’olio, ora ke ho parlato io.

  74. il marinaio giugno 15, 2006 a 9:30 pm #

    Te la dovresti tirare di più, come il tuo collega Martin Mystere, e
    invece elargisci pillole di dietrologia de noantri come fosse niente.
    grazie per questo paragone con il dott. Mystere che mi fa godere
    parecchio.  sul tirarsela di più:  certo che non mi
    piacerebbe tanto accumulare cose, tirarle fuori ogni tanto, se mi viene
    qualcosa mi piace tirarla fuori subito.. il rischio in questo caso è
    quello di venire sui coglioni all’audience, e me ne rendo conto. potrei
    limitarmi a dietrologie solo sul thread a Rivolta.. o comunque
    raggruppare il tutto, anche se ancora non capisco bene come. vedremo…
    per ora, fino a che non sento le uova boglie tirate dalla gente che mi
    fischiano vicino alle orecchie, vado appunto a orecchio

  75. frank giugno 17, 2006 a 11:15 am #

    Bracco, Dillydoll, Blimunda, Makegatsu, Infrarosa:
    GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE e GRAZIE. Recupero oggi la lettura
    arretrata del blog, e trovo auguri a iosa. E’ come arrivare in ritardo
    alla festa di Acidshampoo e trovare lì dei pacchi anche per me. Cosa in
    parte successa mercoledì sera.
    E poi i regali e gli auguri saranno dei palliativi allo sgomento del
    tempo che passa, ma sono sempre grasso che cola per me. Roba in più,
    che non me l’aspetto più di tanto, e poi arriva e lenisce ferite che
    ancora non hai.

  76. frank giugno 17, 2006 a 11:16 am #

    Spicchendoic?
    Non lo conoscevo. Dal nome promette meraviglie. Ansia.

  77. frank giugno 17, 2006 a 11:28 am #

    >Peggio ancora sono quelli de: “ma tanto uno in più o uno in meno che te cambia?”
    Guarda, qui rischio di rovinare l’atmosfera di buone vibrazioni
    accumulata in questo thread. Ma quella è una stirpe di nani bastardi
    che si riproducono sempre troppo in fretta e infestano ogni festa, ogni
    cena, ogni raccolta di fondi per regalo, ogni viaggio semi-organizzato.
    Quelli che stentano a darti la risposta. E te li immagini nell’ombra a vagliare possibili alternative alla faccia tua.
    Quelli che dicono sì e poi spariscono. E li devi inseguire a suon di
    telefonate e messaggi, e ogni 12 centesimi spesi per loro ti pesano
    come macigni.
    Quelli che gli devi scodellare la pappa. Ovvero fargli le domande su
    cosa vogliono, e poi risponderti da sola, perché loro pensano di
    semplificarti la vita non aiutandoti a scegliere.
    Quelli che alla fine devi anche segnarti che ti devono dei soldi, cosa
    che di tuo non faresti perché vivi nell’eden, ma loro ci mettono mesi a
    metabolizzare il debito; e soprattutto sai che se non te li danno entro
    3 giorni se ne scorderanno per sempre.
    Quelli che ti fanno passare la voglia di organizzare cose, almeno fino
    al prossimo evento, in cui vedrai che nessuno muove il culo e tu ti
    rimboccherai le maniche. E per il fine ulteriore di “buona riuscita
    della cosa” ti riperderai in giri di telefonate.
    Ma iatevenne a fanculo…

  78. acidshampoo giugno 19, 2006 a 7:55 am #

    > Mi sono trovata a riflettere sulle tue buone qualità invece..Però non me ne sono sovvenute punte.Beccatene tre da paura:1) So a memoria i primi trenta versi del primo canto dell’Inferno.2) Non apro coi denti i pacchetti di patatine.3) Una volta ho visto una mongolfiera.

  79. il marinaio giugno 25, 2006 a 2:30 am #

    3) Una volta ho visto una mongolfiera
    spero comunque che tu non ti riferisca a quella famosa mongolfiera di
    forza italia che girava sopra arezzo prima delle elezioni nazionali.. quella non si conta come mongolfiera

  80. acidshampoo giugno 25, 2006 a 6:02 pm #

    No no Marinaio, la mia vita non è così al massimo.Non era QUELLA mongolfiera (magara!).E non l’ho vista nel reale ma solo sul giornale.E non era nemmeno una foto, ma un disegno.E non era una mongolfiera ma solo un bicchiere.Questo per dirti come me la passo.

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