Baustelle – Oggi

27 Apr

Tornano le demo inedite dei Baustelle, il nostro gruppo preferito dopo gli Oro, le Mothers Of Invention e i Dhamm.

Ecco un’altra chicca di quelle che levati.

DEMO #5: Baustelle – Oggi

Per scaricarla, cliccate QUI. Oppure, se vi torna meglio, QUI. La destinazione è la stessa, certo, ma è il punto di partenza che cambia. E in meglio. Abbiamo dato fondo alle nostre energie per proporvi questo doppio accesso, ma ne valeva davvero la pena. Perchè, come ben sapete, Lo Sgargabonzi ha sempre voluto essere una cosa e una soltanto: un blog zen. E se volete eccitarvi, leggete cosa scrivo dopo i due punti: fica sborrare confartigianato testicoli.

Ma tornando in argomento, chevvenepare di questa demo? Fatecelo sapere nottetempo, ex-abrupto, obtorto collo.

E restate sintonizzati. Nuove demo dei Baustelle presto su queste pagine. Quelle passate le trovate sotto la categoria Files. Quelle future invece, sono ancora in quella maledetta cassapanca nel seminterrato della villa di Cesare Previti, noto fan del gruppo senese. Ma non disperate: il nostro diabolico Glasatan si sta attivando per recuperarle. Abbiate fede.

Alessandro Gori

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102 Risposte to “Baustelle – Oggi”

  1. Makegatsu Robot aprile 27, 2006 a 6:39 pm #

    Per la prima volta da quando seguo questo blog inserisco io il primo commento! Clap clap, grazie raga, sono commosso!
    E cmq potete trovare sto pezzo anke QUI! Stipendioso, davvero stipendioso! Quasi riesco a distiguere le parole del Bianconi!!! Già, Acid, xkè nn metti anke i testi quarke vorta? Troppo arduo? Te capisco!

  2. Rouge aprile 27, 2006 a 7:58 pm #

    Ho ascoltato la canzone, non mi sembra un granchè.
    Ma dopotutto l’audio è pessimo ed un buon lavoro di produzione a volte
    rende una canzone di Grignani al livello dei Rolling Stones (oddio,
    forse ho esagerato)

  3. Mr.Costa aprile 27, 2006 a 8:09 pm #

    My dearest Alessandro, non so perchè ma i demo che ci regali mi piacciono sempre di più delle album tracks che finora ho avuto modo di sentire. Oddio, sto parlando del loro ultimo cd, che ancora non mi è entrato nelle orecchie. Sarà colpa mia, che mi dimentico sempre di ascoltarlo. Persiste il problema del testo, che riesco a capire veramente poco-barra-niente. Ma coma avrò già detto alla nausea, questo è un po’ un mio handicap. In una canzone della D’Avena, ‘Occhio di gatto’, ho fatto venire una testa così ai tempi al mio povero paparino, proprio quando arrivava al punto in cui la Cri diceva ‘Due ragazze bellissime’. Avete presente vero? Ecco, io il ‘bellissime’ lo sentivo come un ‘del-miss-se-meh’. Oh, e questo è solo il caso limite, per il quale vengo ancora spesso sfottuto da Costa Senior, ma la lista goes on and on and on and on. Vi risparmio il resto.
    Comunque grazie, qualcosa di bello in uan giornata un po’ così. Prima un lutto, poi ancora sta febbriciattola del cavolo che proprio non va giù, eh si che ero convinto che i giorni del dragone fossero finiti…. mah, poi mi dicono che il primo di maggio son di turno. Adesso basta. Devo andare a prepararmi perchè Costa Senior c’ha la prima in teatro, e son propri curioso di quello che riuscirà a fare stasera. No perchè dovete sapere che recentemente mi fa lo sborone, non studia la parte e dice che ‘tanto la sa cantare a memoria’. Sapete che vi dico? Io stasera vado in prima fila, e giuro che faccio la zecca, col copione in mano. E al minimo sbaglio, gli faccio un ehhhhmmmmmm che se lo ricorda per sempre.
    Questo io vi dico.  

  4. Junkpuppet aprile 27, 2006 a 8:53 pm #

    La D’Avena effettivamente l’idea della fascia l’ha sempre data. E Grignani è molto meglio dell’ultimo album dei Baustelle.
    Gori, sei un dio, ma quella roba (confartigianato) non devi scriverla!
    E sopratutto vorrei le puntate di nip/tuck che ho perso perchè stavo all’estero… Quindi, quando finisci le bau-demo…

  5. acidshampoo aprile 27, 2006 a 9:05 pm #

    Bentornato Rouge! Al di là della qualità o meno della canzone, sono d’accordo con te su quando una produzione possa incidere sul reale valore di un pezzo. Non è un caso che spesso, prima del suono di artista, si riconosca quello del produttore. Conta però che Bianconi ha qualcosa che nessuna produzione può creare da zero, ovvero un reale istinto compositivo. Sa cesellare la melodia perfetta, geometrica, di facile presa ma che non esaurisce il suo potenziale. Canzoni impossibili da ingabbiare, da poter fotografare in un solo colpo d’occhio. Quello è veramente il marchio Baustelle.

  6. Fanny aprile 27, 2006 a 9:16 pm #

    Il demo non è male… ma la mia preferita rimane “Arriva lo ye-ye”!!! Baci

  7. acidshampoo aprile 27, 2006 a 9:18 pm #

    > E sopratutto vorrei le puntate di nip/tuck che ho perso perchè stavo all’estero… Quindi, quando finisci le bau-demo…
    Allora occhio Junk, perchè ora ome ora se fai un passo falso nella rete scopri l’identità del Macellaio (a me m’hanno rovinato la sopresa, porcaputtana!). A meno che tu sia riuscito a vedere l’ultima puntata della terza serie. Comunque QUI ci sono i sottotitoli in italiano e in inglese. Non so come guardi tu N/T, ma in lingua originale è troppo meglio. Qua invece hanno scelto doppiatori con la recitazione all’olio d’oliva. Sean McNamara non se regge!

  8. acidshampoo aprile 27, 2006 a 9:21 pm #

    > Il demo non è male… ma la mia preferita rimane “Arriva lo ye-ye”!!! Baci
    Ma sai, questi demo hanno senso d’esserci a prescindere dalla qualità, ma anche solo come dovere di filologia e d’archivio per i fan Baustelliani (e qui ce ne sono un bel po’). Te Fanny com’è che li hai conosciuti?

  9. Fanny aprile 27, 2006 a 9:26 pm #

    Me li ha fatti conoscere il grande amore della mia vita… poco dopo si è sposato con un’altra… sigh sigh…

  10. acidshampoo aprile 27, 2006 a 9:32 pm #

    > Me li ha fatti conoscere il grande amore della mia vita… poco dopo si è sposato con un’altra… sigh sigh…
    Te ora puoi dedicargli la revenge-song Revolver. “Ti dedico / la mia vendetta / e un buco di proiettile”. Meglio di Black Mamba in Kill Bill!

  11. Fanny aprile 27, 2006 a 9:37 pm #

    Hai perfettamente ragione e non potevi trovare nulla di più azzeccato… soprattutto per una superfan di Kill Bill…ma sono ancora una donna distrutta dal dolore…

  12. acidshampoo aprile 27, 2006 a 9:46 pm #

    > Devo andare a prepararmi perchè Costa Senior c’ha la prima in teatro, e son propri curioso di quello che riuscirà a fare stasera. No perchè dovete sapere che recentemente mi fa lo sborone, non studia la parte e dice che ‘tanto la sa cantare a memoria’. Sapete che vi dico? Io stasera vado in prima fila, e giuro che faccio la zecca, col copione in mano. E al minimo sbaglio, gli faccio un ehhhhmmmmmm che se lo ricorda per sempre. Mo’ pure il babbo attore teatrale! La famiglia Costa consta di personalità tutte particolari e intriganti. Io mi vi immagino tipo la famiglia Tenenbaum o i Fisher di Six Feet Under. Hai presente? Aho, vuole essere un complimento, sappilo!
    Strano però che i testi del nuovo album tu li segua peggio di quelli degli altri due album. Io lì trovo più narrativi, non dico classici ma comunque più contestualizzati. Nei primi due album trovi più ermetismi e quegli irresistibili mozziconi di realtà. Per dirti, la canzone del nuovo album più vecchio stile in tal senso trovo sia I Provinciali, che personalmente trovo sia l’unica un po’ estranea all’album.

  13. Nicola aprile 27, 2006 a 10:31 pm #

    Oh Fanny non lo sapevo che eri una fans dei Baustelle.

  14. acidshampoo aprile 27, 2006 a 11:25 pm #

    Dimenticavo. E’ ufficiale: la Frank è passata da EmulePlus a Emule, scoprendo per la prima volta le gioie, ma anche le responsabilità, della rete Kad. Al telefono era emozionatissima. Il prossimo passo è passare dai floppy a bassa densità a quelli ad alta.

  15. Mr.Costa aprile 28, 2006 a 12:09 am #

    >> Io mi vi immagino tipo la famiglia Tenenbaum o i Fisher di Six Feet Under. Hai presente?
    Guarda, sei fortunato che non ho proprio la più pallida idea di chi tu stia parlando. Salvato dal gong, eh? 🙂 MA se era un complimento, accetto di buon grado. Però mi spieghi eh, anche in privato, ma qui ti voglio. Una confessione: meno male che ci hanno chiuso i manicomi. Ho detto abbastanza! Shht
    No no no no no. Non intendevo i testi, che, ripeto, soprattutto in questi demo, proprio non capisco, nel senso che non riesco proprio a captare le parole. Io intendo proprio in senso musicale, che le preferisco forse a quelle del nuovo disco. Oh, non so. Proverò ad ascoltare La Malavita tutto d’un fiato, tanto per vedere l’effetto che fa, e poi tornerò da te. Ricordamelo. Obbligami a farlo!
    Tornando alla commedia… come volevasi dimostrare, c’aveva il copione davanti. Mai più doveva farlo. Mai più.

  16. lozissou aprile 28, 2006 a 1:29 am #

    >sei fortunato che non ho proprio la più pallida idea di chi tu stia parlando
    Eh no, Costa, questa non me la dovevi dire. Fortunato perchè non conosci la famiglia Tenenbaum? Non credo proprio, non oso immaginare come si possa essere a non conoscere la famiglia più surreale, malinconica, tragicomica, bislacca, amorevole della storia del cinema; e della vita.
    I Tenenbaum (The Royal Tenenbaums, Usa 2001) di Wes Anderson, con Gene Hackman, Anjelica Huston, Owen Wilson, Luke Wilson, Gwyneth Paltrow, Ben Stiller, Kumar Pallana, Danny Glover.  Poche storie, questo o te lo noleggi o te lo scarichi, e poi mi/ci dirai!
    Ci sono altri qui che non conoscono i Tenenbaum?, tanto per sapere…

  17. Makegatsu Robot aprile 28, 2006 a 2:15 am #

    Eh no Costa, qui ha ragione lozissou! Come fai ad esserti perso il prequiel del film da cui lui prende il nick? Avrai capito il rebus?
    A proposito Rob ho visto da poco un film ke aveva delle WessAndersonate da paura: “La mia vita a Garden State” (“Garden State” e basta x gli yankee) regia di quel simpa del protagonista di Scrubs, Zach Braff. M’è piaciuta la colonna sonora (tra cui spicca anke Nick Drake, ti dice niente?) e qualke trovata davvero carina, per il resto abbasatanza piatto, ma te lo consiglio. Io l’ho visto in malo modo quindi nn so ben giudicarlo.
    Poi potrei linkare col tuo permesso quella foto del Cimino ke hai ritrovato nei meandri del web? Nn sembra neanke lui, l’ho riconosciuto giusto per il ghigno:
     http://www.skycomputer.it/download/file/Cincinnati_Kid.jpg

  18. lozissou aprile 28, 2006 a 2:22 am #

    Garden State l’ho visto e la penso più o meno come te. Ha delle idee, ha stoffa, ma poi tutto rimane in superficie, piatterello. Bislaccherie tanto per metterci delle bislaccherie (ma questo ormai è tipico delle commedie yankee pseudo-indipendenti da Sundance), e non con le profonde ragioni esistenziali del Wes. Però ha stoffa e può crescere, Zach, questo sicuro.
    Dici la foto di Cimino reale o la mia (che già hai linkato però!)? Linka linka pure, che Cimino s’ha da conoscere!

  19. caramelleamare aprile 28, 2006 a 3:04 am #

    Ci sono altri qui che non conoscono i Tenenbaum?, tanto per sapere…è quello con Bill Pullman?

  20. dj nepo aprile 28, 2006 a 9:08 am #

    grazie. lavoro encomiabile.
    e tu sei un genio.

  21. lukes aprile 28, 2006 a 9:12 am #

    Ciao Ale, ho ascoltato Martina…. è un pò strana al primo ascolto, el l’audio non aiuta a capire bene bene il testo… ti dico appena sono riuscito a riascoltarla un pò di volte….
     

  22. caramelleamare aprile 28, 2006 a 10:54 am #

    confermo che questi baustelle giovanissimi s’assomigliavano e non poco ai csi. Questa non è totalmente csiana come quella dell’altra volta, ma siamo sempre li, soprattutto come la canta. Una cosa è sicura, non è detto che a chi gli piacciono questi baustelle poi gli piacciano allo stesso modo anche quelli di oggi.

  23. Nicola aprile 28, 2006 a 10:56 am #

    Io Donati non li conosco. me li presenti te quando vengo a torvarti?

  24. lozissou aprile 28, 2006 a 11:11 am #

    >me li presenti te quando vengo a torvarti?
    Mavvolentieri, ché tanto – si sa – i Tenenbaum siamo noi, siamo noi!

  25. Junkpuppet aprile 28, 2006 a 1:19 pm #

    >Allora occhio Junk, perchè ora ome ora se fai un passo falso nella rete
    scopri l’identità del Macellaio (a me m’hanno rovinato la sopresa,
    porcaputtana!). A meno che tu sia riuscito a vedere l’ultima puntata
    della terza serie. Comunque QUI ci
    sono i sottotitoli in italiano e in inglese. Non so come guardi tu N/T,
    ma in lingua originale è troppo meglio. Qua invece hanno scelto
    doppiatori con la recitazione all’olio d’oliva. Sean McNamara non se
    regge!
    Ho visto, su emule fanno bastardate mai vite, e quindi evito di leggere.
    Ho scoperto il fascino della lingua originale in Portogallo (e quando
    mai…) e ti ringrazio, perchè penso di non poterne fare più a meno.
    Quante puntate sono? 15?
    Ancora non ho visto niente… Aspetto di raccogliere tutto e chiudermi un giorno intero a casa.
    (e prima o poi io e te parleremo degli oasis)

  26. acidshampoo aprile 28, 2006 a 1:58 pm #

    > grazie. lavoro encomiabile. e tu sei un genio.
    Grazie djnepo, ma a me piace considerarmi un umile lavoratore nella vigna del Signore. Aehm…

  27. acidshampoo aprile 28, 2006 a 2:06 pm #

    > Quante puntate sono? 15?
    Sì Junk, 15.
    > Ancora non ho visto niente… Aspetto di raccogliere tutto e chiudermi un giorno intero a casa.
    Come feci io, in un giorno di Dicembre. Sarebbe stato bello centellinarle, ma questa serie ha un tiro pazzesco ed è difficile fermarsi. Una tira l’altra. > (e prima o poi io e te parleremo degli oasis)Anche subito! Anche subbuteo!
    Piuttosto Junk, se c’è una cosa che ti straconsiglio è la serie televisiva My Name Is Earl. Non so se la conosci. Io la trovo semplicemente fantastica. A metà fra Arizona Junior e I Simpson. Divertentissima, piena di idee e insieme di grande umanità. Ancora in Italia non è arrivata, ma sempre QUI trovi i sottotitoli in italiano per i primi sei episodi e in inglese per tutta la serie. Fidati, vale veramente la pena.

  28. acidshampoo aprile 28, 2006 a 2:11 pm #

    >>Ci sono altri qui che non conoscono i Tenenbaum?, tanto per sapere…>è quello con Bill Pullman?
    Sì, quello processuale.

  29. acidshampoo aprile 28, 2006 a 2:11 pm #

    > confermo che questi baustelle giovanissimi s’assomigliavano e non poco ai csi. Questa non è totalmente csiana come quella dell’altra volta, ma siamo sempre li, soprattutto come la canta.
    Ma in effetti non è quello di ora il primo “genere” (mi si passi la forzatura) che affrontano. In origine facevano addirittura grunge (brrrrr!), anche se sinceramente non riesco a vederceli per niente.

  30. acidshampoo aprile 28, 2006 a 2:14 pm #

    > Io Donati non li conosco. me li presenti te quando vengo a torvarti?Ma come, m’hai regalato Le Avventure Acquatiche Di Steve Zissou e non conosci I Tenenbaum? Comunque Le Avventure Acquatiche per me è troppo meglio. E, a quanto ne so, caramelleamare e GB concordano con me. Mentre Lozissou preferisce i Tenenbaum, come d’altronde la Frank. Chi ha ragione? Makegatsu, che li ha visti di sicuro, come la pensa?

  31. caramelleamare aprile 28, 2006 a 2:16 pm #

    si my name is earl è veramente uno spettacolo!

  32. acidshampoo aprile 28, 2006 a 2:29 pm #

    > Ciao Ale, ho ascoltato Martina…. è un pò strana al primo ascolto, el l’audio non aiuta a capire bene bene il testo… ti dico appena sono riuscito a riascoltarla un pò di volte….
    Eh ma Lukes sai, non è un testo narrativo, non racconta una storia nel modo classico. E’ piuttosto decostruito, è fatto di visioni, suggestioni e mozziconi di vita. A me di solito non piacciono i testi così, stile cut-off, ma i Baustelle trovo abbiano veramente un’altra classe. Ma io ti consiglio di scaricarti almeno tutto il primo album. Da Noi Bambine Non Abbiamo Scelta a La Canzone Del Riformatorio, da Le Vacanze Dell’Ottantatre a Cinecittà. Per me è tutt’oggi l’album più bello che abbia mai ascoltato. Testi più narrativi e discorsivi invece li trovi nell’ultimo album, La Malavita, anch’esso bellissimo. Ne feci una recensione QUI.

  33. Makegatsu Robot aprile 28, 2006 a 2:43 pm #

    I Tenembaum sono come il primo bacio, nn si scordano mai. Ma per le Avventure sono ancora combattuto! Sto rimandando continuamente l’home-view xkè al cinema m’han comlpito troppo. Per me è sicuramente più magico del primo. Più maturo dal punto di vista tecnico (ma questo lasciatevelo dire da lozissou appunto…) ma forse più semplice e meno originale nella trama ma ke mi ha eccitato come i film epici del ’60, tipo gli Argonauti. Magari poco compiuto, nel senso ke poteva andare avanti per ore con quel ke aveva messo sul fuoco, i personaggi stessi ne sono la prova. Per ognuno mi piacerebbe saperne di più ma forse Wes preferisce così. Dopotuto è un esteta mica Manzoni! Sai ke… più ci ripenso più sento di skierarmi dalla parte degli estimatori di Steve. Nulla toglie ke la scena migliore di entrambi sia quella del bambino ke mangia il bignè alla panna… ke scena quella!

  34. acidshampoo aprile 28, 2006 a 3:12 pm #

    Io ho preferito Le Avventure Acquatiche ai Tenenbaum perchè ha perso tutto quello che poteva darmi un po’ noia nel film precedente, come quel filo di patetismo. D’altronde il genere “famiglie eccentriche ma dal cuore grande grande” (come le definisce il mio amico Maderna) non fa troppo per me. Ma non per questo I Tenenbaum non è gran film eh. Solo che ne Le Avventure Acquatiche ho trovato un Wes Anderson più maturo, sempre disciplinato, ma allo stesso tempi molto più libero all’interno del suo rigore. E poi sì, i personaggi, semplicemente fantastici. Sono d’accordo: ognuno di loro meriterebbe uno spin-off. Sono descritti con pochi e sapienti tratti, eppure memorabili, come certe invenzioni degli anni d’oro di Magnus & Bunker, in cui bastava una faccia e…Ma, parlando di Wes Anderson, non dimentichiamoci di Rushmore, che io metto secondo dopo Le Avventure Acquatiche. Mentre Un Colpo Da Dilettanti proprio non mi è piaciuto, specie col senno di quello che Wes avrebbe fatto poi, che è di tutt’altro livello.

  35. Nicola aprile 28, 2006 a 3:34 pm #

    No no lo sapevo cos’erano i Tenenbaum era solo per mettere in gioco il donati.

  36. caramelleamare aprile 28, 2006 a 5:18 pm #

    oggi è il compleanno del mio babbo. non c’entra un cazzo ma m’andava di dirlo. ecco una sua foto:

  37. lozissou aprile 28, 2006 a 7:43 pm #

    >Nulla toglie ke la scena migliore di entrambi sia quella del bambino ke mangia il bignè alla panna
    E perchè, quella della centralina? 🙂
    Makegatsu dice bene, I Tenenbaum non si scordano mai. In generale trovo quello rispetto a Zissou più compatto, meglio risolto anche nelle bislaccherie, più riuscita la compagine d’insieme della famiglia allargata. O più coinvolgenti i personaggi. Ma Zissou è un film del cuore cmq, sia chiaro! E Rushmore idem. Li metterei in una scala fra il 9 e il 10, con lievi sfumature che manco sto a elencare.
    Ah, invece è proprio il coté da saga familiare, sia pure c’è anche negli altri suoi film, che a me garba da morire. Ma Bottle Rocket non me lo sottovalutare, eh!
    Cosa?! Nicola hai regalato Zissou a Gizmo? E a me no, cavolo?! E tu Gizmo non mi dire niente eh!
     

  38. lozissou aprile 28, 2006 a 7:48 pm #

    Ma c’è una recensione di Maderna sui film di Wes? Che bello che torni in auge cmq, e preciso preciso sotto il post sui Baustelle, che più wesandersoniani non si potrebbe. Almeno per me.

  39. lozissou aprile 28, 2006 a 7:56 pm #

    E soprattutto: mi piacerebbe l’opinione di Mirko su Wes Anderson!
    Mirko-o, Mirko-o-o, Mirko-o-o-o…

  40. acidshampoo aprile 28, 2006 a 10:08 pm #

    > Ma c’è una recensione di Maderna sui film di Wes?
    Non mi pare, ma questa recensione potrebbe ispirarti.

  41. Junkpuppet aprile 29, 2006 a 3:15 am #

    (prima che dimentichi: ‘sti baustelle giovanissimi mi paiono più litifba diaframma periodo amseterdam)
    >Anche subito! Anche subbuteo!Subbuteo prima di subito. 🙂
    E così… in due parole… Li amai sin da Definitely… e li abbandonai
    dopo l’uscita di be here now. Era il 29 Agosto. Come ieri.
    >Piuttosto Junk, se c’è una cosa che ti straconsiglio è la serie televisiva My Name Is Earl. Non so se la conosci. Io la trovo semplicemente fantastica. A metà fra Arizona Junior e I Simpson. Divertentissima, piena di idee e insieme di grande umanità. Ancora in Italia non è arrivata, ma sempre QUI trovi i sottotitoli in italiano per i primi sei episodi e in inglese per tutta la serie. Fidati, vale veramente la pena.
    Non so di cosa tu stia parlando…. Ma fidandomi ciecamente, ti farò sapere.

  42. acidshampoo aprile 29, 2006 a 3:44 am #

    Junk, pensa che Be Here Now, per Liam Gallagher, è il loro album più bello. Detestatissimo invece da Noel Gallagher. E visto che è quest’ultimo che detta legge, ai concerti non suonano nemmeno un pezzo tratto da lì. Sigh’n’sob… anche a me sembra ieri che uscì. Io lo comprai al mare, a Milano Marittima. L’ho amato veramente. Eccessivo, presuntuoso, arrogante. E’ un po’ la storia dei loro eccessi dopo il successo di Morning Glory. Ma io non credo che sia un album scritto e realizzato in stato confusionale, anche perchè le canzoni tornano da matti. L’unica che non amo è Fade-In-Out, con Johnny Depp alla chitarra. Per me l’album deludentissimo degli Oasis è quello successivo, del 2000: Standing On The Shoulder Of Giants.
    Su My Name Is Earl, quando l’hai visto, fammi assolutamente sapere. Per me è una serie imperdibile.

  43. acidshampoo aprile 29, 2006 a 4:33 am #

    > E soprattutto: mi piacerebbe l’opinione di Mirko su Wes Anderson! Mirko-o, Mirko-o-o, Mirko-o-o-o…
    A occhio e croce, credo che non lo amerà granchè. Li trovo paurosamente diversi, direi quasi agli opposti. Per il pubblico è facile: può amare entrambi, un Anderson e un Aretini. Ma per chi crea qualcosa di così “estremo”, in un verso o nell’altro, non credo sia facile scendere a patti con qualcosa che gli è opposto o giu di lì. Poi posso sbagliarmi.

  44. acidshampoo aprile 29, 2006 a 5:23 am #

    SEGNALAZIONE: E’ uscito in edicola l’imperdibile dvd Luttazzi Contro, supplemento a La Gazzetta a 9.90 Euro.Contiene più spettacoli di Luttazzi: Adenoidi, Satyricon e Luttazzi Special 2003.
    Credo che resti in edicola fino a lunedì. Fate voi.

  45. lozissou aprile 29, 2006 a 11:32 am #

    Guarda che Mirko, per quel che poco che ho avuto a che farci, non è solo “estremità”. Secondo me gli garba parecchio invece, come potrebbe garbargli un Douglas Sirk toh. Estremo sì in fondo, ma in altra maniera.
    E il Wes Anderson di Zissou è piuttosto estremo, a mio avviso.

  46. Mirko aprile 29, 2006 a 11:59 am #

    Che dire di Wes Anderson..,è uno che sa il fatto suo e la sa lunga. A dire il vero, Zissou è forse il film che meno mi è piaciuto, un pò adagiato su se stesso e a mio avviso navigante tra molti alti e bassi che sembrano non tracciarne mai una rotta definita. Rushmore lo considero un piccolo e gustosissimo gioiellino invece, mentre The Royal Tenenbaum, film della consacrazione, è forse quello più facile da farsi piacere. È riuscito a mischiare classicismo vecchia maniera fatto di continue strizzatine d’occhio agli anni ’70 rimescolate in uno stile estremamente accurato e personalizzato facendolo diventare un marchio di fabbrica inconfondibile. Ciò non toglie che Wes Anderson mi da anche l’impressione di essere un gran furbone che sa bene cosa fare per farsi piacere senza paura di prendere scottature. Mi piacerebbe che se ne uscisse fuori con un filmone di quelli veramente memorabil,qualcosa di nuovo, che mi faccia capire che questo è anche uno che non ha paura di scottarsi e rinnovarsi con coraggio..

  47. lozissou aprile 29, 2006 a 1:32 pm #

    >Wes Anderson mi da anche l’impressione di essere un gran furbone che sa bene cosa fare per farsi piacere senza paura di prendere scottature
    A prescindere dal fatto che non capisco ancora come non si possa amare il cinema di Wes Anderson, così lineare eppure così profondo e radicato in tanti e tali campi dell’arte, io non capisco alcune cose:
    – se Wes Anderson fosse un furbacchione, che furbacchione sarebbe? Un masochista di furbacchione. Sembrerebbe infatti che non sappia proprio fare ciò che serve per farsi piacere. I risultati della critica e del pubblico sono chiari, no? Perseguire un’estetica/etica che, ormai è chiaro, non piace praticamente a nessuno non è essere furbi, è essere rigorosi con un proprio universo – reale e creativo – interiore. E’ lo stesso rigore di un Kubrick, di uno Scorsese ai massimi livelli, di un Malick etnoantropologo a mio avviso! Non è pessimista?, la tragedia è solo il rovescio della commedia?, il pianto si confonde al sorriso?, i drammi edipici si possono superare? Beh, se questo è ciò in cui crede, e lo esibisce con tanta forza, perchè non rispettarlo almeno, se non proprio crederlo (e, per quanto mi riguarda, lui è capace di convincermi)?
    – il film veramente memorabile di Wes Anderson cosa dovrebbe essere se non – citazioni più o meno sue – un impasto di realismo fantastico alla Salinger, (iper)realismo urbano alla Scorsese, surrealismo pop-rétro e geometrico alla David Hockney, tragicommedia dell’assurdo alla Beckett? E se non sapesse – e quindi non volesse (umilmente, altroché furberia) – fare altro? E se non fosse un Paul Thomas Anderson (per carità, Signor regista ma anche furbacchione di prima categoria) che prima fiuta l’ondata di altmanismo-carverismo corale e fa lo stratosferico Magnolia e poi la new wave wesandersoniana e fa quell’orrore di Punch Drunk Love?
    – e sul fatto di sapersi rinnovare, ha già detto la sua. Da kammerspiel newyorkese anni 70 a splash-adventure anni 60 e 80 (notare la congiunzione: i ’70 sono esclusi!) en plein air, rinnovandosi ma non tradendosi, non mi pare cosa da poco.
    – come si fa ad amare Rushmore e non almeno I Tenenbaum. Sono uno la derivazione dell’altro, un loop a circuito chiuso, autoreferenziale quanto vuoi ma estremamente succulento e ludico.
    – sulle famiglie eccentriche dal cuore grande grande: e se ci fosse – molta – autobiografia?

  48. Mirko aprile 29, 2006 a 2:21 pm #

    oh ma guarda che a me piace Wes Anderson…ti infervori come se lo avessi infamato 🙂
    Si tratta comunque di “furberie” immensamente intelligenti e quotate in pieno all’arte, con grande senso della misura e dei propri mezzi. Raffinato è il termine che mi viene in mente quando guardo un film di Wes… ben venga
    Se vogliamo parlare di “furbacchioni” autoreferenziali e pieni di nulla allora dovremmo parlare di Richard Kelly, autore del tanto blasonato e sempre troppo osannato Donnie Darko, ora intento a fare il misterioso da due anni con “southland tales “(verrà presentato a Cannes) atteggiandosi a nuovo guru e genio del cinema. Il modo in cui sono riusciti a creare quest’icona e il caso “southland tales” mi irrita al quanto…e sono questi gli esempi di autoreferenzialità fini a se stesse e alle celebrazioni del proprio essere. Quando si perde il punto sulla focale del proprio ego e la testa inizia a staccarsi dal collo per fluttuare sulle nuvole alla ricerca di un’identificazione divina, quando in realtà si rischia il tracollo più totale e un ridimensionamento che potrebbe essere traumatico anche per Gesù cristo. Wes Anderson invece, persona intelligente, ha la consapevolezza di sapere quanto vale e dedicarsi giustamente ed esclusicamente a ciò che gli riesce meglio. Senza troppe finte ambizioni depredatorie nei confronti del pubblico con la presuntuosità di voler porre nuovi standard o addirittura avere la sfrontatezza di affermare di prepararsi ad un nuovo genere e modo di fare cinema…gente così evidentemente non ha studiato nè il cinema nè la storia dell’arte.
    Abbaiano e talvolta mettono paura, ma poi ti accorgi che non sono capaci a mordere e piano piano cominci a ridere e ad allontanarti, trasformanto quei versi in un doloroso latrato.

  49. lozissou aprile 29, 2006 a 2:50 pm #

    >oh ma guarda che a me piace Wes Anderson…ti infervori come se lo avessi infamato 🙂
    Sìsì, l’avevo capito che ti piace, mi sentivo in dovere di illustrare il mio punto. Con Wes, come col grande cinema, mi infervoro con niente, già!
    D’accordissimo sul resto, anche se a me Donnie Darko è piaciuto assai, non è proprio il caso di farne un caso. Maledetti midnight-cult movie…

  50. acidshampoo aprile 29, 2006 a 3:15 pm #

    Linko due nuovi corti di Mirko Aretini, che trovo valga veramente la pena vedere.FISHERMAN BALLAD
    OVERDOSE
    Chevvenepare?

  51. DEATH 13 aprile 29, 2006 a 3:17 pm #

    LA SGARGABONZI PRESENTA:
    LA GRANDE CULTURA DEL DONATI SUL CINEMA…..
    (AI PRIMI 100 INGRESSI POP CORN OMAGGIO E UNA STATUETTA DEL DONATI INFERVORATO DALLE SUE IDEE)
    😉
    STAY TUNED
    MARRA ^^^^

  52. lozissou aprile 29, 2006 a 3:32 pm #

    Eh beh Marra, a caval donati non si guarda in bocca, si sa… 😉 (perchè non metti il nasino nella tua faccina, guarda che poi ti ci vuole l’intervento di Christian Troy eh!)
    Mirko sa già quel che ne penso, e riassumo:1) Fisherman Ballad è intrigante e curioso2) Overdose è concettuale/concettoso, ma del resto lo ha fatto appositamente così, quindi funziona.
    Mirko, un mirko-raduno a quando?

  53. Junkpuppet aprile 29, 2006 a 4:35 pm #

    >Junk, pensa che Be Here Now, per Liam Gallagher, è il loro album più
    bello. Detestatissimo invece da Noel Gallagher. E visto che è
    quest’ultimo che detta legge, ai concerti non suonano nemmeno un pezzo
    tratto da lì. Sigh’n’sob… anche a me sembra ieri che uscì. Io lo
    comprai al mare, a Milano Marittima. L’ho amato veramente. Eccessivo,
    presuntuoso, arrogante. E’ un po’ la storia dei loro eccessi dopo il
    successo di Morning Glory. Ma io non credo che sia un album scritto e
    realizzato in stato confusionale, anche perchè le canzoni tornano da
    matti. L’unica che non amo è Fade-In-Out, con Johnny Depp alla
    chitarra. Per me l’album deludentissimo degli Oasis è quello
    successivo, del 2000: Standing On The Shoulder Of Giants.
    Sapevo di questo fatto. E sì, è perfettamente pop. Ma… Meno convincente…
    Di Morning glory ma sopratutto di definitely… Che è antologico.
    Era l’inizio della fine, come poi fu confermato da quell’obbrobrio che tu stesso hai citato
    Ero a Palmi, io. Ed è stato l’ultimo album comprato ‘puntuale
    all’uscita’… Ancora il download selvaggio era al di là da venire.
    Quando sentii ‘all around the world’ mi venne un magone… E dire che
    mi fermai una ventina di minuti su ‘du know what i mean’…
    Eppure… Eppure la rivincita nostra ce la siamo presa, a distanza di anni.
    Quella roba che A***** ha fatto l’anno scorso coi Gori**** (:P il
    destino ti associa ai B***!!!!) è assolutamente inferiore all’album
    2005 dei nostri beniamini.
    Cioè, non è niente… Però potevano fare di peggio.

  54. caramelleamare aprile 29, 2006 a 6:34 pm #

    per chi non lo sapesse il grandissimo caramelleamare ha vinto il premio come 10millesimo visitatore nel sito del fatuwski. lo so che c’avete provato tutti, ma io sono l’unico il piu grande il piu forte della zona…palazzi continuala te. 

  55. DEATH 13 aprile 29, 2006 a 10:45 pm #

    “perchè non metti il nasino nella tua faccina”
    KE VUOI DIRE DONATI???(suona come un “fatti i kazzi tua”…c ho preso??)
    MARRA

  56. lozissou aprile 30, 2006 a 12:36 am #

    No, Marra, stavolta non c’hai preso. Ma la soluzione all’inghippo è semplice e indolore: la faccina che tu disegni è così 😉 (puntoevirgola + parentesi), mi chiedevo – seriamente – perchè non metti il naso nel disegno della faccina con i segni di punteggiatura, ovvero 😉 (puntoevirgola + trattino + parentesi).
    Mica si nota che è una faccina sennò? O sono coglionazzo io? Cosa modesta, in ogni caso; cosa-donati.

  57. DEATH 13 aprile 30, 2006 a 1:42 am #

    MAMMA MIA DONATI…ERA MEJO LA MIA DI TEORIA…
    MARRA ^_^
    PS_anke questa è senza naso alora….

  58. acidshampoo aprile 30, 2006 a 3:44 am #

    > Eppure… Eppure la rivincita nostra ce la siamo presa, a distanza di anni.Quella roba che A***** ha fatto l’anno scorso coi Gori**** (:P il destino ti associa ai B***!!!!) è assolutamente inferiore all’album 2005 dei nostri beniamini. Cioè, non è niente… Però potevano fare di peggio.
    Indubbiamente. Don’t Believe The Truth (di cui feci una recensione QUI) è un buon album, inoffensivo ma genuino e piacevole. Di certo non ha niente a che vedere con la missione-sbarbine dei Gori****. E sarebbe stato ancora migliore se avessero messo in tracklist una b-side stupenda come Pass Me Down The Wine (scritta da Liam) o anche la ballata che Noel ha scritto per il film(accio) Goal! Personalmente però ho amato di più l’album precedente, Heaten Chemistry. L’ho trovato compatto, elegante e senza skip-track. E, per quel che mi riguarda, notevole anche sulla lunga distanza. E anche le b-sides di quei singoli, veramente apprezzabili. Ah, visto che hai citato i B***, hai mica ascoltato i lavori solisti di G***** C****? Per me il suo primo e il suo quarto album sono veramente belli. Gli altri troppo “in fieri” per i miei gusti. Te che ne pensi, Junk?

  59. Mirko aprile 30, 2006 a 1:36 pm #

    Zissou, per quest’estate sono assolutamente deciso a venire qualche giorno..:)

  60. Mirko aprile 30, 2006 a 1:50 pm #

    acid, metto l’altro link per Overdose :

  61. Mirko aprile 30, 2006 a 1:51 pm #

    acid, metto l’altro link per Overdose :

  62. acidshampoo aprile 30, 2006 a 1:51 pm #

    > Zissou, per quest’estate sono assolutamente deciso a venire qualche giorno..:)
    Ecco, Lozissou m’aveva tolto le parole di bocca. Allora scatta l’Aretin-aduno!

  63. Mirko aprile 30, 2006 a 6:41 pm #

    Ad ogni modo da inizio luglio in avanti sarò libero e poi ci si organizza…:)

  64. frank aprile 30, 2006 a 6:58 pm #

    Hi Costa.Al contrario dei falliti che mi hanno preceduto, io ritengo che non aver [ancora] visto un gran film (letto libro, ascoltato disco) sia un’ottima cosa. Non è una lacuna ma un piacere che ti aspetta. Io per esempio non ho mai visto ‘Apocalypse Now’ o ‘La Messa è Finita’. Ce li ho, che credi, e li tengo lì al fresco e all’asciutto, per stapparli in una serata adatta.Per cui quando verrai ad Arezzo per l’imminente costaraduno, sarà mio grande piacere darti una copia dei Tenenbaum.

  65. Junkpuppet maggio 1, 2006 a 2:55 am #

    >Indubbiamente. Don’t Believe The Truth (di cui feci una recensione QUI) è
    un buon album, inoffensivo ma genuino e piacevole. Di certo non ha
    niente a che vedere con la missione-sbarbine dei Gori****. E sarebbe
    stato ancora migliore se avessero messo in tracklist una b-side
    stupenda come Pass Me Down The Wine (scritta da Liam) o anche la ballata che Noel ha scritto per il film(accio) Goal! Personalmente però ho amato di più l’album precedente, Heaten Chemistry.
    L’ho trovato compatto, elegante e senza skip-track. E, per quel che mi
    riguarda, notevole anche sulla lunga distanza. E anche le b-sides di
    quei singoli, veramente apprezzabili. Ah, visto che hai citato i
    B***, hai mica ascoltato i lavori solisti di G***** C****? Per me il
    suo primo e il suo quarto album sono veramente belli. Gli altri troppo
    “in fieri” per i miei gusti. Te che ne pensi, Junk?Beh, ti dirò la verità: Heaten Chemistry va giù come un bicchiere d’acqua… Privo però anche di una sola bollicina capace di stupirmi. Gli preferisco don’t believe.
    A proposito di B-sides, credo che gli Oasis abbiano una produzione
    allucinante in questo senzo. Pezzi maiuscoli semisconosciuti che
    farebbero storia. Come nessun altro gruppo al mondo.
    Per questo: non ti dico che volevo I am the Walrus studio su Don’t believe, ma certo, una bella raccolta come il Masterplan, che ti sembrerà strano, ma io ho amato moltissimo, secondo me a distanza di tempo ci starebbe tutta.
    Riguardo i B*** e C****: io quella roba non la ascolto 😛
    Scherzo: obiettivamente il nuovo album non è niente male; ma per
    spirito e natura oasisiana, non lo metterò nella mia top ten annuale
    nemmeno sotto tortura!!! 😀

  66. caramelleamare maggio 1, 2006 a 1:42 pm #

    Privo però anche di una sola bollicina capace di stupirmi.
    secondo me è stupendo, direi che di bollicine ce ne sono diverse, non una sola, forse è per questo che si notano meno. tra l’altro è l’unico loro che conosco….ecco gori che è che dovevo pigliare a casa tua oltre alla vanoni, silvetsri e bacharach, me n’ero dimenticato: gli Oasis

  67. acidshampoo maggio 1, 2006 a 3:06 pm #

    > A proposito di B-sides, credo che gli Oasis abbiano una produzione allucinante in questo senzo. Pezzi maiuscoli semisconosciuti che farebbero storia. Come nessun altro gruppo al mondo.Per questo: non ti dico che volevo I am the Walrus studio su Don’t believe, ma certo, una bella raccolta come il Masterplan, che ti sembrerà strano, ma io ho amato moltissimo, secondo me a distanza di tempo ci starebbe tutta.
    Sono d’accordo, Junk. Tra l’altro, secondo il sito Oasis Italia, una seconda raccolta di b-sides dovrebbe uscire proprio quest’anno. Io comunque in questi anni non mi sono perso un singolo, proprio per averle tutte. Devo dire che quelle dell’ultimo album sono poca cosa rispetto a quelle passate, non tanto per qualità quanto per ambizione. Più divertissement che canzoni, direi. The Masterplan è una grandissima raccolta, anche se Noel ha detto ai fan di non comprarla perchè è uscita per volere della Sony e non loro (letterale: “non compratela, non abbiamo bisogno di soldi”), ma io penso che coi loro out-take un altro gruppo potrebbe intraprendere una carriera milionaria. Eh sì, un altro The Masterplan ci vuole.
    > Riguardo i B*** e C****: io quella roba non la ascolto :PScherzo: obiettivamente il nuovo album non è niente male; ma per spirito e natura oasisiana, non lo metterò nella mia top ten annuale nemmeno sotto tortura!!! 😀
    Il nuovo album non è male, ma a me comunque non fa impazzire, ma The Sky Is Too High e The Kiss Of Morning sono veramente due perle. Se non li hai ascoltati te li straconsiglio.

  68. Mirko maggio 1, 2006 a 5:44 pm #

    Personalmente gli Oasis non mi hanno mai fatto impazzire…qualche pezzo non male ma nel complesso li trovo sopravvalutati. Preferisco di gran lunga gli “Interpol”, gruppo strepitoso a mio avviso anche se piuttosto diversi dagli Oasis

  69. Nicola maggio 1, 2006 a 9:04 pm #

    palazzi continuala te. 
    In questo momento non mi viene mica

  70. caramelleamare maggio 2, 2006 a 3:26 am #

    In questo momento non mi viene mica
    unisex…..

  71. caramelleamare maggio 4, 2006 a 11:11 am #

    palazzi, ho detto unisex, continuala dio bestia!!!!

  72. acidshampoo maggio 5, 2006 a 3:58 am #

    > Personalmente gli Oasis non mi hanno mai fatto impazzire…qualche pezzo non male ma nel complesso li trovo sopravvalutati. Preferisco di gran lunga gli “Interpol”, gruppo strepitoso a mio avviso anche se piuttosto diversi dagli Oasis
    Mirko, ma Diamanda Galàs la conosci? La vedo perfetta per te. A me garba da matti. Ti consiglio l’album Vena Cava. Semplicemente da brividi.

  73. Mr.Costa maggio 6, 2006 a 8:40 pm #

    >> Hi Costa
    Hi back @ you, Frank!
    Scusa se torno da te dopo una settimana o più, ma non sono quasi mai stato a casa prima delle 23 questa settimana e quindi non ho avuto molto tempo per interagire. E in più tutti i giorni mi trovo 100,000 nuovi posts…
    Beh, strano che nessuno ti abbia contestato quel ‘falliti’ che hai messo all’inizio del tuo discorsino. Che succede?! 
    Guarda, mi rendo sempre più conto che tanti film che tutta la ‘brava gente comune’ ha visto e che tutti ritengono far parte del  repertorio classico, io non li ho proprio mai visti!!!
    Un esempio cretino: ‘Titanic’ è ancora da aprire. Credo sia ancora nel cellophane addirittura. Credo però che quello rimanga così per moooooooooolto giorni a venire.
    Grazie comunque per l’offerta…. sarai ricompensata a dovere 🙂
    Sapete che vi dico.. mi piace già sto nome.. ah.
     
    Tanenbaum…Tanenbaum…Tanenbaum…. 
    ^^

  74. acidshampoo maggio 6, 2006 a 8:53 pm #

    > Guarda, mi rendo sempre più conto che tanti film che tutta la ‘brava gente comune’ ha visto e che tutti ritengono far parte del  repertorio classico, io non li ho proprio mai visti!!!
    E ma chi ti dice che devi guardarti i “classici”? Costa, dammi retta: fatteli da te i tuoi “classici”. Fatti guidare dal tuo sesto senso, dalla curiosità, MAI DALLA DEFERENZA. Fra i film che non m’hanno dato niente, ma proprio niente di niente, c’è tutta una tradizione di intoccabili classici.Potrei dire la stessa cosa anche per i fumetti e la musica.E non credo che Frank Miller e i Rolling Stones se ne avranno a male se a me fanno cagare.

  75. lozissou maggio 7, 2006 a 3:25 am #

    Condivido la scelta personale dei classici, ma – nel caso di studio e non di mera passione – l’infarinatura storica almeno non serve, è necessaria e fondamentale e imprescindibile.Carmelo Bene diceva che per trasgredire le regole della recitazione, come faceva lui, bisognava conoscerle talmente a menadito da averle sui coglioni forse; ecco, mi pare un atteggiamento sensato e replicabile anche nel campo delle conoscenze, artistiche o meno.
    Cosa sia e non sia poi un classico non lo so, e allora rimando – ma non per deferenza – a Calvino: “ciò che avrà sempre qualcosa da dire “.

  76. acidshampoo maggio 7, 2006 a 3:48 am #

    > Condivido la scelta personale dei classici, ma – nel caso di studio e non di mera passione – l’infarinatura storica almeno non serve, è necessaria e fondamentale e imprescindibile.
    Vabbè, ma per studio è chiaro che dobbiamo sorbirci anche roba controvoglia. Ma non credo che, qui dentro, siano in molti con aspirazioni da regista.
    > Cosa sia e non sia poi un classico non lo so, e allora rimando – ma non per deferenza – a Calvino: “ciò che avrà sempre qualcosa da dire “.
    Poi sai bene che sovente non è così. Spesso le ragioni dietro all’etichetta di “classico” sono a dir poco ridicole.

  77. Mr.Costa maggio 7, 2006 a 3:10 pm #

    >> E ma chi ti dice che devi guardarti i “classici”? Costa, dammi retta: fatteli da te i tuoi “classici”. Fatti guidare dal tuo sesto senso, dalla curiosità, MAI DALLA DEFERENZA.
    Ma infatti io stavo parlando dal punto di vista degli altri, non dal mio. Dai classici che gli ALTRI considerano classici, e così via. Era solo una critica dall’esterno verso l’interno.
    Oh, che casino. Hai capito vero… Sì?!

  78. acidshampoo maggio 7, 2006 a 5:25 pm #

    Sì sì Costa, ma avevo già capito. Intendevo dire: non ne fare un problema, anzi. Tanto per dirti, io senza un hype non m’alzo neanche da letto.

  79. Mr.Costa maggio 7, 2006 a 5:30 pm #

    >> Sì sì Costa, ma avevo già capito
    Ahhhhh, benissssssimo. Così sì che mi piaci.
    >> Tanto per dirti, io senza un hype non m’alzo neanche da letto.
    Questo invece già mi preoccupa di più.

  80. Mirko maggio 11, 2006 a 7:50 pm #

    Si che conosco Diamanda Gàlas, grande artista dotata di una potenza vocale impressionante e difficilmente eguagliabile. Colta e raffinata, citazioni letterarie a fiumi (molto bella la lettura di “the black cat” di Edgar Allan Poe) e diversi suoi pezzi ricordano molto da vicino un certo tipo di teatro sperimentale (mi viene da pensare a Enrique Buenaventura e alcuni suoi lavori teatrali pretamente sperimentali e fisici a metà tra politico e sociale e pure esso fissato con i fascini e i calori morbosi dell’inferno)

  81. acidshampoo maggio 11, 2006 a 8:25 pm #

    Lo immaginavo! Non potevi non conoscerla. E di Julee Cruise che mi dici? Per me è il doppio e insieme l’opposto di Diamanda Galàs. Una specie di specchio, l’altra faccia della medaglia. I suoi primi due album, con le musiche di Badalamenti e i testi di David Lynch, sono di una bellezza indecente. Se ascolto l’una, poi mi viene voglia di riprendere equilibrio con l’altra.

  82. mr.writer maggio 16, 2006 a 1:09 pm #

    Non so nemmeno perché vi sto scrivendo.
    Forse perché leggendo tra le righe ho trovato l’ennesima critica totalmente ingiustificata nei confronti di un album degli Oasis.
    Se come dice qualcuno, gli oasis sono una band sopravvalutata (come se avessero scritto solo 3 o 4 canzoncine famose) io dico invece che Standing on the shoulder of giants è l’album più sottovalutato.
    Certo ci sono un paio di schifi di canzone, ma ci sono delle tracce veramente belle come who feels love? go let it out. where did it all go wrong? la splendida gas panic, e la non male sunday morning call. Era un album psichedelico, introverso, ma ricco di sound, e con tanti assoli, e tante riff di chitarre. Mitico è il sound di who feels love? e di gas panic. Oltre che di fuckin’ in the bushes. Forse l’unica colpa è di essere stato il meno commerciale degli album. A differenza di heathen chemistry che è l’album commerciale per antonomasia, scontato fino all’ossesso con i soliti ritornelli rimasticati. Standing era un album diverso, forse non per il grande pubblico, sicuramente non per i quindicenni, è un album che, spero, col senno di poi verrà apprezzato. Perché mai un album degli oasis è stato così ingiustamente colpito. Rimane il fatto che alcune di quelle canzoni risultino nella mia top ten di fan degli oasis. Io le conosco tutte, le ho suonate quasi tutte e mi emoziono molto di più con il sound di who feels love? con la sua psichedelia, con le chitarre e i bassi di go let it out e di fuckin in the bushes e con l’assolo di gas panic che non con i ritornellini di little by little e di songbird.
    Da segnalare la bside. let’s all make believe….
    Spero che vogliate risentire quell’album, spero che capiate lo sfogo di una persona che conosce una band a menadito e che non ne può più delle generose critiche e delle canzoncine per quindicenni (stile heathen chemistry). Meglio don’t believe the thruth piuttosto con la mitica canzone keep the dreams alive (guarda caso non dei gallagher).
    a rivederci, a risentirci

  83. acidshampoo maggio 16, 2006 a 2:09 pm #

    Ciao Mr. Writer e grazie per essere qui. E’ sempre bello e stimolante confrontarci fra fan (in questo caso degli Oasis).
    Vedi, probabilmente hai ragione in quello che dici, ma qui nessuno fa a gara a dover dare il voto ad un album per qualcosa di diverso da quello che gli arriva a pelle. D’altronde non è una rivista musicale ma quattro chiacchiere fra amici. E io penso che in quelle chiacchiere rilassate non ci sia molto da mediare: un album tocca le tue corde o non le tocca. Io non ho un’esperienza piacevole di SOTSOG. Trovo che gli Oasis sappiano far quadrare le canzoni come pochi al mondo. Come pochissimi grandi. Come Bacharach, il Macca, Brian Wilson, i Turtles o, per restare in Italia, i Baustelle. Sempre la stessa storia: sanno creare la “canzone perfetta”, di facile presa ma dal potenziale inesauribile. In SOTSOG invece questo succede solo in parte. Per me è un album con tre ottimi singoli e una bella traccia di chiusura. Poi trovo che le cose migliori le abbiano messe come b-side nel primo singolo e nel terzo. Pezzi come Pur Yer Money Where Yer Mouth Is Little James sono per me il punto più basso degli Oasis di sempre. Gas Panic e I Can See A Liar, certo migliori, a me personalmente non piacciono per . E’ un album più sperimentale, certo. Ma questo vuole dire tutto e non vuol dir niente. Un album come Absolutely Free di Zappa è sperimentale di altissimo livello. SOTSOG è invece è un album con troppe canzoni dal respiro corto, fissate nel tempo in una versione imperfetta, incompleta, opinabile. Potevano diventare altro e invece sono rimaste questo. Per me, più che un brutto album, resta un’occasione sprecata. Mi ricorda tanto certi album incisi in fretta, senza il tempo di confrontarsi con l’ascolto delle proprie canzoni, senza poterle lasciar sedimentare e vedere se diventano “qualcosa” nel tuo immaginario.Se ti va di rispondere, secondo me la discussione merita!

  84. mr.writer maggio 17, 2006 a 12:18 pm #

    Non ho molto tempo per scrivere, però visto che si chiede a gran voce la mia risposta, vedrò di buttare giù due righe.
    In musica, si sa, il bello oggettivo non esiste. Quello che volevo dire e forse non è evidente è che sono anni che leggo critiche a mio avviso ingiuste sull’album. Capisco che è un punto di vista soggettivo, però qualcosa di oggettivo ci sarà.
    Nei primi album, specie nel primo, e forse in qualche frangente di be here now, gli oasis c’avevano abituato ad un sound, che è poi quello dei concerti.  Un sound molto corposo, fatto di assoli di chitarre (sicuramente non sono grandi cose tecnicamente parlando, però è quello che si intende per il muro sonoro, così fu chiamato, tipico del sound degli oasis). In morning glory,  album molto più pop, non c’erano grandi assoli, eccezion fatta per quello di don’t look back in anger e poco altro. In Be here now, si ha un bel sound in d’you know what I mean (che peraltro rimane uno dei punti maggiori a livello sonoro- si parla di 32 chitarre differenti che si sovrappongo, o forse sono leggende- esempio di un’occasione sprecata con la collaborazione con i chemical brothers). Il resto dell’album, escluso le ballate più o meno epiche, rimane impresso per il caotico rumore sconclusionato oltretutto spesso tirato avanti per minuti. Insomma, un po’ troppo barocco. Forse volevano fare un po’ troppo gli sboroni.
    Standing segna un’inversione di tendenza, finalmente si recupera un sound un po’ più pulito, senza il caos di be here now. Ascolti who feels love, e altre e noti quel susseguirsi di arpeggi e assoli in modo più ordinato, seguendo sempre la classica struttura di canzone rock con strofa ritornello – assolo- e poi strofa e ritornello). L’album vede anche episodi sperimentali. fuckin in the bushes, who feels love? e gas panic! e un triste recupero di sonorità floydiane (si dirà così) roll it over. Che a me sembra un po’ un fallito tentativo di recuperare gli splendori di champagne supernova.
    Ci sono poi delle m…e totali: tipo little james, sappiamo tutti che è stata messa per tener buono liam. Put your money when your mouth… e la stessa I can see a liar. Le classiche canzoni farlocche che inspiegabilmente vengono messe negli album degli oasis a fronte di tracce nettamente migliori nelle bside (senza considerare quelle mai edite). Se avessero messo let’s all make believe e carry us all e full on al posto di queste tre sarebbe stato un album, un signor album!
    Ma così non è, resta il fatto che secondo me, e nn credo di sbagliarmi, se a scrivere SOTSOG fossero stati i white stripes o tutti quei gruppetti e gruppini che ogni tanto ci propinano come gruppi rivelazione staremmo a parlare del miglior album di debutto, dell’album alternativo e sarebbe pieno di fan a cui piace sentirsi “indipendenti”.
    Il problema è che è un album degli oasis, e deve seguire il chiché degli oasis, occorre che sia commerciale. Grande errore aver messo come singolo who feels love? immagino già quanto storcessero il naso i ragazzini del 2000 (che nn erano quelli del 94) troppo abituati a musica stile back street boys, e alla musica commerciale con i culi e le tette.
    Sicuramente non era un album per il grande pubblico, specie in quel momento “storico” e questo ha segnato il giudizio dell’album e non solo, ma non avendo venduto quanto si credeva, ha portato gli oasis (e questo non glielo perdono) a cercare di imbonirsi il pubblico riciclando canzoncine pop. Stop crying your heat out…. bella sì ma basta con sta roba. little by little… nn è fantastica come melodia, e il sound è pessimo. Ma gli assoli dove sono finiti? gli assoli gli arpeggi e tutte quelle cosine lì? L’unica cosa che ricordo dell’album successivo è quel riff di the hindu times… rubato chissà dove visto che già gli stereophonics l’avevano proposto nel 97 in same size feet (ma sicuramente l’avevano preso da qualche parte anche loro).
    L’ultimo album, il nuovo, quello dello scorso anno, finalmente torna ad essere un po’ meno “orecchiabile”. Però del sound rock, quello dei concerti, non rimane niente. La sperimentazione, è minima, poteva essere interessante la produzione coi death in vegas, peccato sia fallita. La mia preferita è keep the dreams alive oltre a let there be love (che forse era più bella nella versione originale dei demo del 2000).
    Però una lieta sorpresa è stato il singolo di noel, con un gran video. Certo non è la canzone degli splendori, ma almeno è qualcosa di diverso. In definitiva l’ultimo album un po’ recupera le intenzioni pre-sotsog.  Speriamo che si sbilancino un po’ di più in futuro…
    a voi la palla

  85. acidshampoo maggio 18, 2006 a 7:55 am #

    Ciao Mr.Writer.Io comunque non credo che, alla fine, la pensiamo in modo così diverso. Io stesso, per rendermi ascoltabile quell’album, ne ho fatta una versione alternativa, in barba alla filologia. Più precisamente, ho tolto Put your money when your mouth, Little James, Gas Panic!, I Can See A Liar e ho inserito Let’s All Make Believe, Cigarettes In Hell, Full On, Carry Us All. Alla fine è venuto fuori un album più cantato da Noel che da Liam, ma tant’è. Quello è stato l’unico modo per rendermelo ascoltabile. Sarà che non sopporto le skip-track. Arrivo a dirti che preferisco un album di pezzi tutti medio-belli, che un album discontinuo, con clamorose vette e clamorose cadute. Vedi l’album di Elio (quello del crollo) Craccracriccrecr, dove metà delle canzoni sono potabili e l’altra metà orribili. Il risultato? Un album brutto, senza mezzi termini. Perchè sono sempre le canzoni brutte che catalizzano bruttezza nelle altre. E’ come un film in cui il secondo tempo è deludente rispetto alle premesse. L’esperienza che ne avrai sarà negativa.Be Here Now invece è un album che amo da matti, fatta eccezione per Fade In Out (lì uno Stay Young ci stava tutto). Ha un sound pazzesco, la quintessenza e insieme l’esasperazione di quel muro del suono che li ha resi unici. Un album titanico, presuntuoso, imperfetto come le opere d’arte devono essere. Noel lo detesta, ma per Liam resta l’album più bello.La penso come te anche per quel riguarda le canzoni più belle dell’ultimo album, ma io ci aggiungo anche The Importance Of Being Idle, con appunto quel video stupendamente interpretato da quel geniaccio di R. Ifans (ti consiglio il film Human Nature). Anche lì però hanno sprecato un pezzo meraviglioso come Pass Me Down The Wine come b-side. Una canzone infinitamente superiori ai tre pezzi di Liam inseriti dell’album. E speriamo che recuperino Solve My Mistery. Tu Mr. Writer che mi sembri informato, ne sai qualcosa? A me garba da matti.Ah, io avrei fatto due cambi anche in Heaten Chemistry. Avrei tolto messo The Heart Of A Star al posto di Force Of Nature e Thank You For The Good Times al posto di Better Man. Te che ne pensi? Anche se so che è un album che non ti piace.

  86. mr.writer maggio 18, 2006 a 10:08 am #

    Ciao,
    io invece mi sa che faccio il contrario di te per un album. Certo è che io difficilmente ascolto un album così come ci viene dato. In genere faccio un cd e ci metto insieme anche le bside. Quindi sicuramente quando guardo a SOTSOG io sono molto influenzato dal fatto che insieme ci ascolti anche quelle bside (belle) che tu hai citato. Ricordo che sulle prime anche io ero rimasto un po’ basito dalla ruvidezza di Gas Panic! e da Where did it all go wrong? (che mi pareva tutto fuorché una canzone deglio oasis – anzi mi pareva guardasse oltre oceano, tant’è che ne fecero un video per gli USA poi ritirato in quanto si diceva che portava all’epilessia mi pare). Poi un bel giorno ho provato a suonarle e veramente ho apprezzato questa seconda e anche la prima, dovresti provare a prendere il testo e cantarlo così nel silenzio che ti circonda (o al massimo tiprendi una chitarra acustica) noteresti, io credo, che è un inno come erano inni le canzoni di definitely maybe. Non è una ballad, è un rock. Hai presente quando canti live forever da solo? Ti sembra di cantare un inno, se ti isoli dal significato del testo, sembra uno sfogo o un urlo verso il cielo. Gas Panic! assolve lo stesso compito di Live Forever, quelle canzoni rock ke Liam urla con la gente che davanti a lui ha una mano alzata con l’indice che si muove con quella cadenza tipica di chi emette una condanna. Non so se mi spiego, se sei stato a qualche concerto degli oasis, avrai visto su alcune canzoni questa “postura” del pubblico. Ed è per questo che mi piace.
    E sempre per quanto riguarda where did it all go wrong? come non ricordare quella magnifica versione al piano che fecero credo per mtv, l’avessero fatta così sull’album, sarebbe stato un classico. Grande occasione sprecata.
    Io comunque proprio in virtù di queste canzoni e, forse perché quando ascolto l’album salto a pié pari quelle che nn mi piacciono, quando penso a SOTSOG lo faccio pensando ad un grande album. E ripeto, se anziché essere stato fatto dagli oasis, fosse stato fatto da un gruppo esordiente, si starebbe a parlare del grande gruppo alternativo.
    Be Here Now è un grande album per certi versi, però è stata un po’ una delusione. Dopo morning glory c’era una tale attenzione nei confronti degli oasis che era più facile sbagliare che far bene. Ci sono delle grandi canzoni. D’you know what I mean, Stand by me, e Don’t Go Away. Una canzone epica, che però è un po’ infantile o cmq viene a noia All around the world. E il resto? Magic Pie forse sottovalutata. Ma il resto è anche qui un accozzaglia di roba. Fade in-out che tu nn puoi ascoltare, ricordo che ai tempi mi piaceva molto. Anche qui mi pare di rivedere la classica canzone di denuncia da cantare con l’indice alzato. Però aveva quel sound così particolare. Il tentativo di sperimentare probabilmente andato male. L’avrei visto bene come colonna sonora di un film specie nei momenti strumentali. Sarebbe stato bello per un film tipo Mission. Un film con un paesaggio sterminato. E poi la voce di Liam era da brividi, molto comunicativa, come raramente è stato.
    Stay young era molto carina, ma anche angel child, che è una perla, forse avrebbe fatto miglior figura di molte altre sull’album e bella anche flashbax con quel fischiettio… forse fa un po’ Ennio Morricone però era bello. Anche se non ci incastrava niente col resto dell’album.
    Per quanto riguarda le bside di Heathen, io naturalmente opto per quelle un po’ più particolari. Stile Idler’s dream, così bella e sinuosa, così carina e così maledettamente corta che ti crea il turbamento tipico dell’incompiuto e allora la rimetti per vedere se riesci a coglierla tanto è fugace. Bella anche shout it out loud e volendo anche (you’ve got) the heart of a star. Belle sì, però quanto sono scontate! le ascolti e sai già come andranno a finire la prima volta. Sinceramente io a sto punto dopo 12 anni gradirei qualcosa di diverso. Perché sennò è davvero un rimasticamento di cose già fatte in passato. E fatte meglio, o forse sembrano meglio perché ci siamo più legati.
    The importance of being idle, l’avevo detto anche io che è forte. Difatti qui si soddisfa la mia esigenza di novità. Anche se non credo che sarà una canzone che sentiremo tra 20 anni. Tra le bside, ce n’è una che mi fa lo stesso effetto di idler’s dream. è sitting here in silence (on my own). Questa qui è straordinariamente intrigante per quanto crei lo stesso turbamento dell’incompiuto. La prima volta che l’ho sentita ho pensato che dovesse esserci un errore, non poteva essere finita così. e invece sì. Le altre bside sono tutte carucce, senza nessuna punta, non c’è nessuna masterplan, nessuna rockin chair, nessun fade away. Molto carina e strascica wont let you down, ma è cmq simile il mio giudizio alle altre bside che per una volta sono tutte livellate e simili tra loro tanto che potrebbero fare un album da sé. Eccetto eyeball tickler, un po’ cattivella.
    Insomma, sono un fan, ma rimpiango i tempi in cui mi emozionavo davvero di fronte ad un album degli oasis. Ed è per quello che apprezzo SOTSOG, perché è stato l’ultimo album di grandi canzoni (anche se alcune sono brutte). L’ultimo album in cui ci sono state delle canzoni che si elevano sopra la media. E oltretutto con il sound più bello degli oasis. Rock e al tempo stesso psichedelico. Adesso mi sembrano tutte carucce ma senza che nessuna mi colpisca. Però non credo che nn siano belle canzoni, probabilmente il problema è che sono canzoni simili, se avessi ascoltato prima stop crying your heart out di wonderwall forse la preferirei alla seconda. E allora forse sono io lo sbagliato ed è giusto che cerchino anche nuovi fan, facendo ascoltare i rimasticoni del passato cambiandoci (neanche più di tanto) i testi per farsi scoprire alle nuove generazioni. Spero tanto in Gem, in andy bell e anche un po’ in Liam, che portino nuove idee. Anche se so, che gli oasis, saranno sempre la solita fottutissima rock band. E allora se devono esserlo, che facciano un album rock vero, ruvido e crudo come definitely maybe e senza le pacchianate di be here now.
    Resteremo in attesa, con la consapevolezza che anche se non faranno più le canzoni di un tempo, quello che han fatto mi basta e gli sarò grato. A questo punto vorrei solo che rimanessero nella storia e segnassero un’era come fanno gli U2, anche se è chiaro che gli u2 sono più per il grande pubblico, meno antipatici e più leccaculo degli oasis e sarà impossibile raggiungere quei livelli. Eppure Bono vorrebbe essere un oasis (così dice Noel).

  87. caramelleamare maggio 18, 2006 a 9:40 pm #

    Un album come Absolutely Free di Zappa è sperimentale di altissimo livello
    preciso ieri ho provato a riascoltare zappa in casa. Ho ascolatato il primo cd di Joe’s Garage: eh si, veramente di livello altissimo quel citto.

  88. GB maggio 19, 2006 a 12:56 pm #

    Di Zappa riascoltavo proprio in questi giorni ship arriving to late… e studio tan. Ma come sono I come from nowhere e lemme take you to the beach? Costruiti perfettamente. Quell’uomo era sempre avanti a tutto e a tutti di anni. Anzi, lo rimane tuttora. Reggo male però i pezzi con gli assolo chilometrici e quelli sinfo-atonali stile yellow shark.
    Di Caputo il must rimane I love jazz. Quello nuovo non so se ce la farò ad andare a cercarlo, magari ordinarlo, etc (qui nell’aspra e sassosissima isola di Panarea non arriva quasi nulla). Gori, mica me lo copieresti prima o poi? Ti salutano le mie tre compagne di esilio, toppina, nerina e alessiamerz.

  89. mr.writer maggio 19, 2006 a 7:24 pm #

    ‘sera,
    sono lusingato da tanta considerazione. In realtà io di rado scrivo nei vari forum o blog. In genere non mi va tanto di farlo, non che abbia niente in contrario, semplicemente devo vincere l’inerzia. Che nel mio caso è molto forte. In questo caso ho scritto, perché passando per questo sito ho visto l’attacco a SOTSOG, e dopo averne sentite negli anni di cotte e di crude, ho voluto spezzare una lancia a suo favore perché ho sempre pensato, forse sbagliando, che ci fosse molta prevenzione nei confronti di questo album e che sia stato sottovalutato perché non così “orecchiabile” come gli altri. Insomma, senza nulla togliere alle tue/vostre idee, ho sempre visto nelle posizioni verso l’album una critica ingenerosa e spesso dettata da un ascolto superficiale dei pezzi. Poi ognuno le cose le vede a modo suo, vive delle emozioni personali, spesso condizionate dallo stato del momento e probabilmente io stesso se l’avessi ascoltato in un altro stato d’animo non l’avrei così valorizzato.
    Non voglio tornare sugli stessi discorsi, però il fatto è che io sono un po’ misantropo, è raro che trovi la voglia di scrivere. Sarò felice di farlo se mi capiterà, ma non so quanto si possa continuare a parlare di oasis, in un sito che dovrebbe parlare di altre cose. Comunque vedremo, non voglio fare il guastafeste, senonché conosco i mi polli (cioè me).
    Allora ci risentiamo, sperando di trovare nuovi argomenti. Male che vada faremo un gruppetto alternativo e produrremo un disco con le canzoni mai edite dagli oasis come solve my mystery, ma anche tutte quelle pre-definitely maybe, che dovresti trovare in un bootleg dal titolo “the untold story”…. roba da fissati….
     

  90. acidshampoo maggio 20, 2006 a 7:48 pm #

    Mr. Writer ti capisco, parli con uno che è ozioso quanto te. E’ l’incipit che mi costa sempre fatica. Iniziare, trovare un appiglio. Poi magari sono coinvolto e mi garba e mi viene naturale. La cosa che mi piace è che qua è come il tavolo di una ludoteca, chiecchiere de-strutturate mentre si gioca a Topo Trap e thread che navigano a vista ma che sono sempre pieni di idee e spunti. Aho, questo è uno dei pochi blog che conosca in cui – secondo me – i thread valgono sempre la pena, molto più dei miei post, che alla fine sono più una scusa che altro. E non c’è mai bisogno di dire la Verità Rivelata per scrivere un commento, ma la cosa bella è anche semplicemente dire la propria e accendere la discussione o piegarla verso qualcos’altro. Questa su SOTSOG era stimolante al massimo.Niente, giusto per dirti che se ti va, quando ti va, se dici la tua o se segnali qualcosa che merita, a me fa piacere.

  91. paolo giugno 1, 2006 a 5:15 pm #

    sul film “the royal tenembaums” ho sentito una canzone che pero’ non è
    inserita nella colonna sonora. La canzone in questione si sente in un
    pezzo del film nel quale (di piu’ non ricordo) owen wilson siede su un
    divano bianco con altre persone e mentre parlano si sente questa
    canzone di sottofondo . mi piacerebbe riascoltarla…….

  92. Makegatsu Robot giugno 1, 2006 a 6:43 pm #

    Caro Paolo, se il pezzo a cui ti riferisci è sonato con un pianoforte allora senza dubbio trattasi di Gymnopedie No.1 di Erik Satie… scarica e vai sul sicuro.
    Oddio, nn ci dredo son arrivato prima de lozissou a segnalare sta cosa! WOW, ke soddisfazione!
    Pezzo ke tra l’altro puoi sentire come preludio nei titoli di testa di “Supereroi” di Roberto Donati, il DVD lo produce proprio la GlassHouse, vuoi? 
    Anke qui ho fatto reclame ancor prima di lui! Andrà su tutte le furie! Eh eh eh

  93. lozissou giugno 1, 2006 a 7:35 pm #

    >Anke qui ho fatto reclame ancor prima di lui! Andrà su tutte le furie! Eh eh eh
    Su tutte le furie? Ma se gongolo da matti e mi ci sono sbellicato!Fra un po’, anzi, temevo che non lo citassi debitamente (e lì si che ti erano cazzi amari). Però miglioro la citazione: ancora s’era agli splendori della Glasatan, non GlassHouse (che mi sa più artificioso).
    Quel tenero, rétro, tenenbaumiano “, vuoi?” a fondo frase è di una spettacolarità unica!

  94. lozissou giugno 1, 2006 a 7:36 pm #

    Chiaramente, Paolo, se il pezzo è quello confermo: è quello! Eh, ci mancherebbe!
    Però mi interessa: ti è piaciuto da matti il film, nevvero? Raccontacela tutta dai! 🙂

  95. paolo giugno 2, 2006 a 9:24 am #

    grazie per l’aiuto pero’ il pezzo era un’altro.
    Rock the casbah dei clash.

  96. lozissou giugno 2, 2006 a 1:35 pm #

    Oibò come siamo caduti in basso, Make!(Meno male che mi hai fregato sul tempo, ih ih ih)
    Rock the Casbah non mi sarebbe venuta in mente neanche fra mill’anni; ma è nella prima scena con Eli allora?, quando Richie va a trovarlo la prima volta da quando è tornato. Quando ci torna dopo è sicuramente ciò che diceva Makegatsu, la gimnopedia di Satie. Boh, vorrà dire che merita una nuova revisione?

  97. Makegatsu Robot giugno 2, 2006 a 3:19 pm #

    Questo succede quando ci si fida della memoria. La memoria fa brutti skerzi, e Memento di Nolan lo insegna bene, io invece nn ho imparato la lezione. Quella scena proprio nn la ricordavo e nn assemblavo sto divano bianco infatti con la gymnopedie. Cmq a mia discolpa posso dire ke da uno ke si firma Paolo e basta ke volevi tutto sto interessamento x Erik satie? Era sicuro ke si sarebbe scomodato x dei volgari Clash… puah!

  98. lozissou giugno 2, 2006 a 5:22 pm #

    >volgari Clash
    Occhio però, che i volgari Clash li ha usati anche “qualcun altro”, dico: Qualcun Altro. E poi, a quanto ne so, il cantante dei Clash è il biscugino di terzo grado e nona sinfonia di Erik Satie.
    Piuttosto mi preoccupa una cosa: Erik Satie, nel mondo musicale còlto, è considerato una cozza bell’e buona da discorsi di gente che, in teoria, ne fa parte (addirittura m’è stato detto che i riff in do minore diesis di Antonino hanno sette ottave in la più di quelli di Satie, vi rendete conto?!). Possibile?, è davvero così schiappa? Cacchio, non me ne intendo proprio di musicarelli.

  99. Makegatsu Robot giugno 2, 2006 a 6:00 pm #

    Rob, lascia parlare me ke di musica me ne intendo soprattutto di quella con la P maiuscola! I pezzi di Satie sono il pane degli alunni delle scuole di pianoforte. Forse xkè facili ma anke xkè un must!
    I Clash e tutto quello ke ne deriva oggi mi fa ridere. Ma nn nego di aver passato ankio un periodo punk rock quando avevo 15 anni. Ripeto: puah!

  100. anais_gal giugno 28, 2006 a 1:19 am #

    mitico questo blog. vienimi a trovare se ti va!
    http://www.anaisgal.splinder.com

  101. acidshampoo giugno 28, 2006 a 1:41 am #

    Vedo che anche tu sei fan degli Oasis. Ma sai che risentendola mi accorgo che One Way Road l’avevo sempre sottovalutata? E’ davvero niente male. Una bel tappeto strumentale.E l’ultimo album ti è piaciuto?

  102. La frangia dei capelli che ti vela la fronte puerile marzo 28, 2010 a 11:33 am #

    Ehi, ma i link non funzionano più? Peccato, sarebbe stato bello ascoltare queste demo proprio ora che è uscito il nuovo album, tanto più se si considera che San Francesco è la rielaborazione di Flora e fauna!

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