I giorni di Lester Lloyd

24 Apr



AL MERCATO

(di Paolo Tarsis)

Sono alla ricerca di un paio di calze avana da abbinare alle mie clarks chiare. Mi viene in mente che da queste parti c’è un cazzo di mercato frequentato da una sottospecie di casalinghe in vestaglia con la barba. Sono curioso e mi ci dirigo. Di calze ne trovo un paio, filo di Scozia, senza marca e le acquisto nervosamente per un euro. Non credo che le indosserò mai e appena a casa opterò per dei fantasmini estivi: anche se siamo a fine settembre è ancora caldo da poter sembrare cool. Faccio un giro per il mercato e mi consolo all’idea che oggi pomeriggio andrò in centro a comprare una maglia di cotone blue Tommy Hilfiger. Indosso una camicia Ralph Lauren bianca, jeans Roy Rogers, clarks chiare nuovissime comprate ieri insieme agli occhiali da soleRay-Ban. Presto mi distraggo dalle urla sguaiate degli ambulanti e mi concentro sulle ragazze che passeggiano in cerca di un acquisto a prezzo modico da raccontare per ore al telefono. Tutte di ritorno dalla spiaggia, abbronzate, in questo scampolo d’estate indossano pantaloni a vita bassa, canottiere e infradito. Due ragazze sulla ventina stanno scegliendo degli slip in una bancarella che vende intimo. Una pare essersi convinta per un paio di cotone, coloratissime e senza marca, di quelli con i lacci sui fianchi e con un tanga più casto nel culo. “Sei eccitante mentre rovisti fra gli slip in mezzo a tutti questi negri e ambulanti”, penso. Mi concentro su una coppia di pugliesi: lui alto un metro e lei casalinga barbuta. Il nano porta una camicia rossa a quadri dentro i pantaloni della tuta, lei non ricordo. Arriva anche la nipote: ventitre anni più o meno, indossa una maglia di cotone chiara con delle scritte incomprensibili, pantaloni rosa confetto e infradito senza marca. Bel fisico e bel viso. “Brutta merda, vorrei scoparti tua nipote”, penso. Mi avvicino al banco della frutta e fingo di guardare interessato la merce e lui a me: “Questa verdura aumenta sempre di più…” . Non rispondo. “Ciao, dai un calcio a quel nano di tuo nonno, potremo andare al MonteNapoleone per un brunch: fanno delle meravigliose insalate con avocado e semi di girasole tostati, da accompagnare con degli ottimi grissini al sesamo” penso,“dai, stupriamo tua nonna e andiamo!”. La fisso e le sorrido ebete. Non mi vede, è lì che sta scegliendo le arance più belle. “Vaffanculo troia, mi fanno schifo i tuoi vent’anni. Non mi avrai mai”. Si accorge che le sorrido e le dico: “Ciao, più avanti c’è un tipo siciliano che vende delle arance ancora migliori, perché queste sono già buone maaaaa… dice che vengono da un agrumeto di Catania, ed hanno più vitamina C ed E! Cibi funzionali!”. Sorrido. “Sai, la vitamina E fa bene alla pelle!”. Credo non abbia capito. Soddisfatto, lancio due euro ad un barbone e torno a casa.

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Una Risposta to “I giorni di Lester Lloyd”

  1. icittadiniprimaditutto marzo 13, 2012 a 9:38 am #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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