It’sawonderful life

9 Dic

Wonderful Life, le facce della morte. Tre minuti di apnea, in cui ognuno distoglie lo sguardo in momenti diversi. Il corto di Mirko Aretini è un gesto disturbante e di violento fascino. Lo potete vedere qui.
La scena degli scalatori è roba per me. La prima volta che l’ho vista l’ho trovata fastidiosa. Dalla seconda in poi è diventata insostenibile. In quella sequenza c’è tutta la beffa della vita. Questa natura a cazzo duro, indistruttibile aguzzina, che ci fa pendere dalle sue labbra e che sbircia i sorrisi sulle nostre, prima di corromperci miseramente. E mentre si crepa su un letto a una piazza, un cane fuori piscia addosso a un albero. Nella morra della vita, la pietra vince sempre sulla carne. Che presa per il culo.
Non scopro niente di nuovo, ma vedersela sbattuta in faccia così, la spogliata e cruda verità, mi fa sempre un certo effetto. E intanto alla tv, il Gran Nocciolato Maina ci fa sapere che vivremo per sempre. Che culo.
Quei pochi secondi mi stordiscono, mi danno una vertigine mentale. Mi lasciano, in una parola, disperato. Vedi una coppia viva, salva, ignara del fatto che stia consumando l’ultimo istante della sua esistenza. Salutano la telecamera, e quasi te li immagini sorridenti e innamorati. Ti puoi inventare le loro storie, chi sono, cosa sognano, quanti decimi vedono i loro occhi. E’ una frazione di secondo, l’idiozia di quella corda che si spezza – quanto cazzo potrà contare una corda? – e loro che precipitano senza speranza di salvezza. Li vedi inciampare in volo come angeli ammalati e schiantarsi sulle rocce come neri sacchi di immondizia. Da 100% vivi a 100% morti, nel tempo di un fotogramma. La loro vista azzerata in un attimo, i cuori sfasciati, cervella su macerie. Dalla vita alla non-esistenza, senza ritorno. Soli, fragili, miseri uomini. E poi oscene marionette di carne, sangue, tute, sassi, sogni, ganci, lucidalabbra, ossa, tatuaggi, cartilagini, portachiavi alla moda.
La morte sulla nostra rètina, in tutta la sua oscenità. Ora è uno sprite che percorre un monitor di plastica, sono pitch che si colorano. Che beffa.
Premere pausa. Riavvolgere il nastro. Mandare avanti veloce. Spararsi un colpo (al cuore, ovviamente). Com’è che si reagisce all’insostenibile meraviglia di questa vita?

Alessandro Gori

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172 Risposte to “It’sawonderful life”

  1. hiss dicembre 9, 2005 a 12:28 am #

    Oddio! La scena di quello che veniva sgozzato come un animale non ce l’ho fatta a vederla tutta, anzi no!, mi son coperta gli occhi appena ho visto il coltello… Come hai fatto a rivederlo un’altra volta? Non ho lo stomaco! Mi viene da piangere, da vomitare…

  2. Makegatsu Robot dicembre 9, 2005 a 12:45 am #

    Ma xkè, quell’omarino ke attraversa la strada e vien falciato? Quello può succedere anke a noi senza andare a Courmayeur! 
    Cmq Acid 6 un puttano! Io ti faccio vedere gli animali squoiati x sensibilizzare il mondo contro i cinesi de merda e tu me rigiri la frittata co sto filmato, vabbè sai ke ti dico? I 2 coniugi prima de tuffasse m’han telefonato e m’han detto: “W il quarzo” ke tra l’altro lassù l’avean pure trovo! Oh distogli lo sguardo moh!
    P.S.: A me me se kiude il bucio x quello ke se spezza la gamba… iiiiiiih ke shkif!

  3. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 1:25 am #

    > Cmq Acid 6 un puttano! Io ti faccio vedere gli animali squoiati x sensibilizzare il mondo contro i cinesi de merda e tu me rigiri la frittata co sto filmato
    Guarda. L’ho visto e mammamia… ha sortito il suo effetto, credimi. L’ho messo fra i link qui a destra.
    >  vabbè sai ke ti dico? I 2 coniugi prima de tuffasse m’han telefonato e m’han detto: “W il quarzo” ke tra l’altro lassù l’avean pure trovo! Oh distogli lo sguardo moh!
    Questo in effetti cambierebbe le cose. Però non è provato. Comunque se faceva un volo del genere Brodolini, come minimo che non se faceva niente e trovava una lampadina buona. Mentre se fosse caduto da in piedi, si sarebbe rovinato per sempre. Il Brodoworld è tutto al’ingovercia.
    > P.S.: A me me se kiude il bucio x quello ke se spezza la gamba… iiiiiiih ke shkif!
    Avresti dovuto vedere quando quello sdatto del Fidel (aristide1981), passandomi vicino di sguincio, me ribaltò l’unghia dell’alluce. Una festa.

  4. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 1:27 am #

    > Come hai fatto a rivederlo un’altra volta?
    Semplice: questo genere di filmati tanto mi disturba quanto mi fa infojare.
    E poi non è tanto diversa dall’estetica di Tim Burton…

  5. infrarosa dicembre 9, 2005 a 2:30 am #

    gori, per la prima volta sono davvero incazzata.
    penso già abbastanza spesso a scene come quelle del video, con me o gente che odio, amo o non conosco come protagonisti. odori, suoni, colori, consistenze: immagino tutto nel modo più accurato e scientifico.
    e cerco di ricordarmi che la morte gli incidenti le malattie il puzzo e le marionette di budelli sfracellati sono vita quanto le risate i bambini al mare lo sgargabonzi e le telefonate, e cerco di concentrarmi su quest’ultime cose.
    e te mi fai vedere non una, ma cazzo due volte un video che morbosa come sono non posso che assorbire come una spugna, affascinata quasi.
    vaffanculo, trova almeno un video che mi risollevi – non distragga, risollevi. per favore.
    come se già non fosse difficile anche solo sapere che queste cose ci sono, e lottare contro la paura e la curiosità di immaginarle in continuazione. anche vederle, bisogna.
    eh no.

  6. infrarosa dicembre 9, 2005 a 2:37 am #

    aggiungo che:
    forse non guardare la televisione da tanti anni mi fa essere più vulnerabile, ma non me ne importa una sega di essere vulnerabile, anzi mi va proprio bene così, non voglio riguardare un video del genere tra 10 anni e non smuovermi di un centimetro.
    ripeto: manda un video che ricompensi, che ne so, un parto, due ippopotami che fanno il bagno, una scimmia che va in bicicletta, le risaie di Vercelli con la nebbia, un filmino porno con tanti facial cums, franz ferdinand in concerto, qualsiasi cosa.
    sono una cogliona, lo so, grazie, non c’è di che.

  7. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 5:24 am #

    > gori, per la prima volta sono davvero incazzata.
    Per la prima volta?! In ventisette anni?!?! E c’entro io?!?!?!
    > e cerco di ricordarmi che la morte gli incidenti le malattie il puzzo e le marionette di budelli sfracellati sono vita quanto le risate i bambini al mare lo sgargabonzi e le telefonate
    E’ una vecchia storia. La morte che fa parte del ciclo vitale. La morte che è vita. Ognuno la pensi come vuole, ma io dico (a voce bassa): stronzate. Non mi basta, non mi importa. Troppo sforzo per l’immaginazione, troppa metafisica, troppa roba da imparare a memoria. Non è robba per me. Se esiste una via per accettare la morte, PER ME non sarà mai quella. Poi vai a capire… 
    > e te mi fai vedere non una, ma cazzo due volte un video che morbosa come sono non posso che assorbire come una spugna, affascinata quasi.
    Affascinata? BELLA MAIALA!
    > vaffanculo, trova almeno un video che mi risollevi – non distragga, risollevi. per favore.
    Vai a leggerti I Fumetti Della Gleba (link a destra).
    > come se già non fosse difficile anche solo sapere che queste cose ci sono, e lottare contro la paura e la curiosità di immaginarle in continuazione. anche vederle, bisogna.
    Ecco quello che m’è sempre piaciuto di te, infrarosa. Sei una citta di pensiero, ma non una ragionierina del vivere. C’hai nerbo, cuore e viscere.

  8. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 5:29 am #

    > un filmino porno con tanti facial cums
    No no, se c’è una cosa peggiore della morte è proprio quello: il sesso.
    Per due motivi fondamentali: perchè è peccato e perchè include la sborra.
    Invece la morte è peccato solo nei casi di suicidio, e include la sborra solo nei rapporti sadomaso finiti male.
    Insomma, se vedi la malaparata ricorda: meglio morire che scopare.

  9. frank dicembre 9, 2005 a 8:42 am #

    Come ti dissi dopo la visione del filmino, nei momenti peggiori mi
    scatta la sicura mentale: “sono pupazzi, nei film l’ho visto mille
    volte”.
    E poi aggiunsi: ricordi la scena del babbo (palestinese?) che fa scudo
    al figlio piccolo sotto una pioggia di spari, e non basta, alla fine il
    bambino muore e lui no?
    E ora aggiungo: perché, quando lo shuttle diventò un fuoco d’artificio
    pochi secondi dopo essere partito, non ti sei sentito così?
    Eccetera eccetera eccetera.

  10. frank dicembre 9, 2005 a 8:43 am #

    >Nella morra della vita, la pietra vince sempre sulla carne.
    Ma che hai studiato retorica?

  11. lozissou dicembre 9, 2005 a 10:32 am #

    >Comunque se faceva un volo del genere Brodolini, come minimo che non se faceva niente e trovava una lampadina buona
    Gli anni in tasca, Francia 1976, di François Truffaut: un bambino ennino ennino è rimasto solo in casa – la mamma è a parlare un attimo da una vicina e poi va a fare la spesa al negozio sotto. Per seguire il gattino, finisce per arrampicarsi su una finestra e sul cornicione del suo terrazzo, a un piano alto. Vuole dare noia al gattino, ma non è un gattino: cade giù, sotto gli occhi di tutti in strada, e pure della mamma, come inermi, terrorizzati ma anche affascinati dalla situazione estrema. Il bimbo cade, fa un tonfo sordo e poi si rialza, come se niente fosse. La mamma sviene. Segue un commento della vicina al marito, che non ricordo esattamente ma che pressappoco suona così “siamo noi adulti a preoccuparci sempre troppo”. I miracoli e le tragedie quotidiane della vita. Una sequenza di una bellezza sconveniente.
    Non c’entra un cavolo, ma è la sequenza più preferita in assoluto di Wes Anderson. Al telefono non fa che ripetermelo.

  12. Myrna Harrod dicembre 9, 2005 a 12:02 pm #

    Quanto ti capisco Acid. Sulla morte abbiamo le stesse identiche vedute.

  13. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 2:23 pm #

    > Quanto ti capisco Acid. Sulla morte abbiamo le stesse identiche vedute.
    Non ti sbilanciare.

  14. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 2:23 pm #

    > Ma che hai studiato retorica?
    No, sono un appassionato di cronaca nera.
    Vaffanculo Frank, se togli il “che presa per il culo” che viene subito dopo e mi isoli questa frase, è chiaro che me fai passare male.

  15. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 2:25 pm #

    > E ora aggiungo: perché, quando lo shuttle diventò un fuoco d’artificio pochi secondi dopo essere partito, non ti sei sentito così?
    Lì non ho mai capito la faccia da fessi dei parenti. Non so se era il montaggio sbagliato o se erano davvero così.
    Roba da:
    “Ve sono morti i figlioli?”
    E loro: “De ghé?”

  16. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 2:27 pm #

    > Non c’entra un cavolo, ma è la sequenza più preferita in assoluto di Wes Anderson. Al telefono non fa che ripetermelo.
    Seeee, ma a chi vuoi darla a bere?!?! Non ci credo. Nel senso che non credo che questa sia la sua sequenza preferita. Probabilmente scherzava. La prossima volta che lo senti (che ti chiama lui), richiediglielo meglio.

  17. lozissou dicembre 9, 2005 a 4:11 pm #

    >La prossima volta che lo senti (che ti chiama lui), richiediglielo meglio.
    Bien sur. Di solito, in ogni caso, giusto a titolo informativo, lo chiamo io; poi però gli dico se m’archiama che io non c’ho le telefonate ai fissi gratis e lui, invece, sì. E lui esegue.

  18. Nicola dicembre 9, 2005 a 8:11 pm #

    Mi ricordo sia lo shuttle sia il babbo palestinese entrambi pesantissimi… il peggiore? sicuramente il babbo palestinese. Sempre sullo stesso tema – babbo figlio, una scena che ho retto malissimo,  è ne la notte di S Lorenzo, il film. Mi riferisco a quando un partigiano uccide un ragazzo davanti a suo padre… guardatela. Lì non c’è nulla di reale (più o meno) ma v’assicuro…

  19. Myrna Harrod dicembre 9, 2005 a 8:28 pm #

    Non ti sbilanciare.
    No no, come ti capisco io ce ne son pochi qui dentro.

  20. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 8:30 pm #

    > No no, come ti capisco io ce ne son pochi qui dentro.
    E’ uno scherzo, vero?

  21. acidshampoo dicembre 9, 2005 a 8:35 pm #

    > Mi riferisco a quando un partigiano uccide un ragazzo davanti a suo padre… guardatela. Lì non c’è nulla di reale (più o meno) ma v’assicuro…
    Confermo. Tra l’altro il dvd de La Notte Di S. Lorenzo esce domani a 5 Euro, supplemento a La Nazione. Un film analogo per suggestioni è il bel Magnificat, di Pupi Avati.

  22. lozissou dicembre 9, 2005 a 10:54 pm #

    Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato.Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
    (Eugenio Montale, da Ossi di seppia)

  23. Mirko dicembre 10, 2005 a 2:01 am #

    Faccio pubblicamente i miei ringraziamenti al Gori 🙂
    E mi prendo anche il lusso di promettere di seguire d’ora in poi ogni giorno questo blog.

    Tra l’altro, prossimamente ti aggiorno di un paio di lavoretti..

  24. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 2:32 am #

    > (Eugenio Montale, da Ossi di seppia)
    Eugenio Montale che, bene ricordarlo, è il poeta preferito di Francesco Bianconi, insieme a Dante.

  25. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 2:40 am #

    Ciao Mirko, bello averti fra noantri. Non finirò mai di farti i complimenti per il tuo corto di ruvida e contagiosa beltà. Non faccio che diffonderlo.
    Inutile dire che mi garberebbe se tu postassi, quando ti va, qualche commento. Ci scommetto che hai un sacco di opinioni interessanti.
    Mi piacerebbe sapere come nasce l’idea di questo corto, avere un ipertesto, sapere come la pensi su un argomento scottante come la rappresentazione della morte. E magari – e qui oso – sulla morte stessa.

  26. lozissou dicembre 10, 2005 a 10:26 am #

    Ti saluto pubblicamente anch’io, Mirko. Con i miei complimenti, pure.A risentirci!

  27. caramelleamare dicembre 10, 2005 a 2:53 pm #

    Dante!?! mi fa sempre piu impressione quel citto….il chiappi grossi, il fiato, il succo col tonno, dante……ma ghi èè ?!  ma c’è di peggio, io dico: ma si potrà commentare un blog sul tema dell’elemosina!? bah….cmq sono nudo.

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  28. Tranfolanti dicembre 10, 2005 a 3:13 pm #

    Cari lettori, vi sto per dire una grandissima cosa. Momentaneamente il signor Caneschi Angiolo (il mi nonnogne) è assentato per questioni diabetiche e quindi di conseguenza: primari, professori, infermieri, uno dice la sua, quello dice mela. Ma il giusto è che gli viene da vomitare. Intestino pieno, strapieno, è tutto quello che ha assimilato fin’ora. Ma fino a questo punto tutto apposto, tutto tranquillo. Tra qualche giorno potrà tornare a uccidere un bellissimo maiale. Esso fa un grande salutone a tutti, in particolare a uno: il Palazzi, perchè l’ultima volta non ha commentato l’ode.

  29. Mirko dicembre 10, 2005 a 4:04 pm #

    L’idea é nata in modo assolutamente casuale e improvvisata. Sentendo il pezzo ci ho messo circa 5 secondi a focalizzare l’idea. Forse spinto dal puro gusto della provocazione, oppure semplicemente dal piacere del disturbo. Sono affascinato dalla violenza, fisica, psicologica, morale, concettuale…

    La morte é un tema che da sempre mi affascina. Nella maggior parte dei miei lavori é quasi sempre presente,insieme al dolore e la sofferenza, in varie forme diverse.
    Rappresentare la morte suscita sempre polemiche e discussioni, forse perché é qualcosa che difficilmente si riesce ad accettare quando ti ci scontri di persona. Tutto sta nel senso che assume la propria rappresentazione.
    Siamo condannati alla produzione di senso.
    In realtà, questo video se fosse stato montato in un’altro modo o con un’altra musica, avrebbe perso ogni traccia di senso diventanto un’inutile collage di immagini truculente.
    Questo serve a far capire quanta differenza possano fare le piccole cose, i dettagli.

    L’uomo da sempre é più abituato a pensare alla vita piuttosto che alla morte, e paradossalmente quest’ultima é l’unica cosa certa su cui l’umano può contare.
    Il parente povero della paura é la rabbia. Quasi tutti abbiamo paura della morte, perché non la possiamo prevedere e siamo assolutamente impotenti di fronte a essa. E quando arriva ecco che subentra la rabbia, sia per la propria incapacità di difendersi che per la tristezza di aver perso qualcuno.
    Personalmente la cosa che ritengo agghiacciante, é che mentre noi parliamo e ci scambiamo opinioni sulla morte, questa tetra puttana ogni minuto si porta via qualcuno. Senza distinzioni e preferenze.
    A dire la verità, ritengo che si pensi molto più di quanto si immagini alla morte e senza nemmeno farci caso. Basta pensare alla pagina dei necrologi presente su qualsiasi quotidiano. Chiunque compri il giornale sicuramente non leggerà tutti gli articoli, ma state pur certi che prima o poi durante la giornata scappa una meticolosa occhiata al necrologio.
    Mi sono sempre chiesto perché, e forse la risposta é che per noi vivi, leggere chi é morto altro non é che una consolazione e soprattutto una rassicurazione per se stessi.
    Spinti inconsciamente dalla paura, come dire : ” ah bene, anche oggi il mio nome non c’é”. Mentre leggiamo, decine, centinaia, migliaia di nomi di altra gente morta, che nei giorni precedenti probabilmente sfogliavano i necrologi e pensavano pure loro la stessa cosa : “non é ancora arrivato il mio momento”.
    Eppure basta così poco, un battito di ciglia, uno schiocco della lingua, un respiro…forse l’ultimo respiro.

    Secondo me é molto utile tenere sempre presente che abbiamo un’aspettativa di morte del 100%. Aiuta a vivere il momento “qui e ora” e aiuta soprattutto a decidere cosa fare della propria vita.

    Ora sono un pò di fretta…magari dopo approfondisco:)

  30. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 4:45 pm #

    > Secondo me é molto utile tenere sempre presente che abbiamo un’aspettativa di morte del 100%.
    Provocatoriamente, c’è un mio amico che dice che la morte è sì probabile, ma non sicura-sicura. Questo per il fatto che, attualmente, ci sono al mondo sei miliardi di persone vive. E’ vero che molte di più sono morte, ma sei miliardi non è un campione da poco. Ogni tanto mi ripeto mentalmente questo discorso, e pensa che se mi distraggo, sorprendo una parte di me a volerci credere. Per il resto ho sempre pensato che il motore della vita sia la paura della morte.
    > Aiuta a vivere il momento “qui e ora” e aiuta soprattutto a decidere cosa fare della propria vita.
    Vero. L’importante, e qui parlo per me, è sapere che il “qui e ora” non è tutto questo granchè, mai. ‘Sta cosa fa quasi tenerezza. Ogni momento di felicità è un romantico e inutile fiocco di neve che non scalfisce minimamente la certezza della Fine, e forse anche del Nulla poi. Io sono un romantico e ci sto, ma come dire: me ne accorgo che tentano di fregarci e, anzi, ci riescono. Di certo non sarò mai un ambientalista. La Natura c’ha derubato di tutto in cambio di pillole di filosofia. Una filosofia che a me non va bene. Siamo qui a parlare, a mangiare panettone, e la cosa che mi fa bestemmiare la Vita non è sapere che creperemo, quanto l’idea che con quanti sforzi possiamo fare, un giorno ci perderemo tutti di vista. E un’arteria che si chiude è ‘na stronzata rispetto a certe serate memorabili con gli amici, a i nostri amori, ai libri di Sclavi. Ai film di Avati, che del resto sanno sempre di malinconia e morte.

  31. DEATH 13 dicembre 10, 2005 a 4:48 pm #

    CIAO MIRCO…OFFRI INTERESSANTI SPUNTI DI CONVERSAZIONI ….
    MISTI ANKE A QUALUNQUISMO CHE MANCO NEL PEGGIO BAR…
    QUINDI FAI DEL TRASH, QUINDI TE NE SONO ABBASTANZA GRATO…
    SEI COMUNQUE GODIBILE COME IL TRANFOLANTI, AMMIREVOLE IL SUO ESISTERE…
    TI SALUTO E TI RINGRAZIO PER ENTRAMBI, SPERANDO DI DIALOGARE IN FUTURO CON TE SULLE MEZZE STAGIONI E SULL USO DI VIOLENZE PSICOLOGICHE    ( TI CONSIGLIO “THE EXPERIMENT” , FILM LOW BUDGET TEDESCO DEL 2001 KE SIAMO ANDATI A VEDERE IN 3, MA KE è NELLA MIA TOP TEN…STORIA REALMENTE ACCADUTA!!!!)…
    MARRA^^

  32. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 4:58 pm #

    Marra, permettimi: io non ci trovo del qualunquismo in Wonderful Life. E se n’è, è un qualunquismo che mi piace. Poi, se c’è una cosa che mi irrita, quando si parla di morte, è ascoltare discorsi freddi o di alta filosofia. O, peggio ancora, cinici. Colpa mia: non sono nel mio dizionario. Ora siamo qui a piangere per una canzone che ci emoziona, un giorno si creperà rantolando e cagandoci addosso. Tutto questo mi fa venire voglia di fare, per una volta nella vita, un gesto storico alla Accorsi: sfasciare tutto.

  33. Mirko dicembre 10, 2005 a 5:03 pm #

    l’aspettativa di morte del 100% é calcolabile statisticamente più o meno così : 100 nascite per 100 morti.
    Oltre al fatto che non ho mai conosciuto nessuno che fosse immortale..

  34. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 5:28 pm #

    > Oltre al fatto che non ho mai conosciuto nessuno che fosse immortale…
    Neanch’io. La mia era ovviamente una provocazione, una speranza per gioco. Come dire: ognuno se la inventa a modo suo per dimenticarsi, almeno per un attimo, che in questa vita ci fanno crepare.

  35. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 5:31 pm #

    Una cosa, Mirko: la canzone di sottondo di chi è?
    Sembra Julee Cruise, ma non è nei suoi cd.
    Caramelleamare ne sparò una delle sue: “Sono i Thrills!”.

  36. frank dicembre 10, 2005 a 6:10 pm #

    Non sono gli Eels?

  37. frank dicembre 10, 2005 a 6:24 pm #

    La “tetra puttana” so che c’è ma ci passo sopra ogni giorno con finta
    rassegnazione. Il giorno che mi toccherà (SE mi toccherà), se ne avrò
    la coscienza, impazzirò in un attimo, e penso che sarà come nel finale
    del Gattopardo, un rombo di cascata in crescendo. SE. Al suono ci ho
    ripensato guardando un corto di Sokurov suggerito da Acid, “Sonata a
    Hitler”. Se ne riparla.

  38. Mirko dicembre 10, 2005 a 6:24 pm #

    Il pezzo si chiama it’s a wonderful life, degli Sparklehorse.

  39. frank dicembre 10, 2005 a 6:30 pm #

    Mirko, il pezzo è bellissimo.
    Qualcosa di simile lo fa Michael Moore con “What a wonderful world”, no?
    Mirko, il tuo corto è bellissimo!

  40. gaioma cronico dicembre 10, 2005 a 6:37 pm #

    un’altra giornata del caffo….
     

  41. lozissou dicembre 10, 2005 a 6:46 pm #

    che, Acid suggerisce Sokurov?! A che punto siamo arrivati…

  42. DEATH 13 dicembre 10, 2005 a 7:23 pm #

    parliamo di morte….io ne porto il nome nel nick….
    il nome in tuta la sua essenza piena…la morte, tredicesima carta dei tarocchi…quindi la morte 13, death 13…….significa CAMBIAMENTO….
    e davanti a lei non si kiudono mai gli okki…ci tokka.
    e piu di una volta:iniziate a credere che sia un passaggio, iniziate a credere nella possibilità di + vite, consecutive……A MOLTI CAPITA.
    iniziate anke a pensare, per favore, che sia molto molto cinica e disincantata e filosofica….(per me , ale , è SOLO così….)
    MARRA

  43. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 8:44 pm #

    > che, Acid suggerisce Sokurov?! A che punto siamo arrivati…
    Ma scherzi? E’ una delle mie poche concessioni alla cinefilia. Moloch mi è piaciuto da matti, un capolavoro. E non è un caso che Sokurov sia uno dei registi contemporanei preferiti da Scorsese.
    Voglio assolutamente vedere Taurus e Il Sole.

  44. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 8:46 pm #

    Ci son tre cose al mondo
    le donne e il vino nero
    la terza in fondo in fondo
    è sempre il cimitero.
    (Tiziano Sclavi)

  45. alessandro dicembre 10, 2005 a 8:48 pm #

    Secondo me bisogna vedere le due facce della cosa. Mirko ci ricorda il peso della contingenza, che è qualcosa in più dell’usato memento mori cristiano. Il problema non è solo che siamo mortali, che dobbiamo morire. Non è solo che ci deve essere una fine per forza. Il problema, esistenziale, è che questa fine, questa morte, abita tutti i giorni della nostra vita, perché  il non essere, è il caos che ci portiamo dietro e che emerge ogni volta che le cose vanno in modo imprevisto, diverso da quello in cui avremmo voluto.
    I nichilisti si concentrano solo su questa faccia. Io, che mi sento più viicno a Sartre, vedo anche l’altra faccia. Bene, siamo contingenza, carne destinata a marcire. Le nostre azioni sono sempre minacciate dal caos, dall’eterogenesi dei fini, usciamo per comprare il pane e perdiamo un amore.
    Però in questo caos c’è anche la cifra della nostra libertà, di poter trovare un senso, tutto nostro, non assoluto per carità, per andare avanti anche a forza di dolori e di piaceri, di amore e morte.
    Non si può dimenticare che non siamo solo questa oggettiva putrefazione. Siamo anche speranza e lotta. Possiamo esserlo, perché l’uomo è capace anche di questo. Sarà inutile, da un punto di vista oggettivo, ma dal punto di vista soggettivo fa la differenza tra la disperazione e il piacere di vivere. E questa seconda faccia non è illusione, ma è filosofica conoscenza della prima faccia ma anche del fatto che questa prima faccia non esaurisce l’esistenza.
    Vi lascio, sul tema, con un breve scritto di un filosofo contemporaneo, Rocco Ronchi, che certo meglio di me sarà in grado di spiegare questi concetti in cui credo.
     
    LA PAROLA CHIAVE: VERITA’
    Il ventre di Venere
    La verità non tollera veli. Il suo solo abbigliamento è la più completa nudità. Nessuno lo discute, nemmeno la mente più bigotta. Il problema però concerne la soglia a partire dalla quale qualcosa può darsi come una perfetta nudità. Il corpo nudo di una femmina incantevole sdraiata lascivamente su di un lenzuolo di seta può metaforizzare la verità? Non per un prete, certamente, che vi scorgerebbe la più mondana delle tentazioni. La vera verità non è quell’incarnato degno di un Tiziano, ma il suo rovescio: il dedalo orribile di viscere, sangue e umori che, invisibile all’occhio dell’amante appassionato, sarà invece reso palese dalla putrefazione del cadavere. Ecco, grida un’indignata voce dal pulpito, che cosa veramente tanto amano gli uomini! L’occhio del predicatore incrocia qui quello razionale del medico. Anche per la scienza profana, quel corpo incantato è inganno. Al museo della Specola a Firenze è possibile contemplare la più nuda delle Veneri immaginate dall’arte occidentale. È la celebre statua policroma in cera di Clemente Susini (1781). Un collier di perle nasconde il meccanismo che la trasforma in un’impietosa tavola anatomica tridimensionale a disposizione dello sguardo avido degli apprendisti medici e sezionatori di cadaveri. Gli storici ci raccontano che “per la confezione di una sola figura di cera di questo genere, occorrevano almeno duecento cadaveri del vicino ospedale di Santa Maria Nuova” (H.Belting). Gli organi interni che “decoravano” la venere erano infatti prodotti con la tecnica del calco e non si disponeva allora di tecniche di conservazione adeguate.
    Onan e la pittura venezianaL’ipotesi più terribile a proposito della nudità della verità è stata formulata da Nietzsche ed è stata messa in scena nella scena finale di Apocalypse Now di Coppola. Quella verità che filosofi e scienziati onorano e perseguono al prezzo di inauditi sacrifici, quella verità per cui si può anche morire (Socrate!), potrebbe essere nient’altro che il puro orrore: un brulicare insensato di vermi. Da questa ipotesi non può allora essere tratta che una sola conseguenza. Nietzsche, più o meno, la espone nei seguenti termini: onorate gli artisti, che creano una realtà illusoria di bellezza (ancora l’incarnato del Tiziano, che, secondo alcune testimonianze dell’epoca, era in grado di indurre perfino in onanistiche tentazioni) e fuggite i filosofi. La profondità rende pazzi, la superficie invece salva (momentaneamente). Non mettete insomma la mano in quel collier di perle stregato. Non guardate oltre il velo, perché così facendo ripetereste l’errore di quel re greco ricco e felice che sfidò il Sileno, funzionario del dio, perché gli rivelasse “che cosa è veramente bene per l’uomo”. E la risposta fu la “nuda verità”: meglio non nascere e se nati subito morire. Giocasta non si era espressa diversamente con il suo amato Edipo, il quale, superbamente, credeva di poter sopportare la nuda verità circa la sua origine.
    Cavalli a TorinoOgni grande filosofo ha rischiato di diventare pazzo. Georges Bataille era solito ripeterlo citando il caso di Hegel, che la leggenda narra assai prossimo alla catastrofe mentale mentre scriveva la “Fenomenologia dello Spirito“. Ed il caso di Nietzsche, che abbraccia un cavallo bastonato a Torino prima di sprofondare definitivamente nel delirio, è perfino troppo noto per essere ancora rammentato. Eppure la tenerezza disperata di quell’abbraccio al vecchio cavallo malconcio qualcosa ancora ci dice sulla nuda verità. L’ultima parola non è, forse, quella di Kurz moribondo. Il pullulare dei vermi è certamente la verità “obiettiva”. È la verità inaggirabile del sapere. Ma l’obiettività dello sguardo che mette a nudo, fino all’intollerabile, non è ancora tutta la verità. C’è anche quell’abbraccio impotente. Quella carezza va oltre l’intollerabile, che per altro vede con implacabile precisione. Non è un illusorio velo apollineo gettato sul male. Non è arte, ma azione. Inutile, forse, se misurata con il metro dell’efficacia storica, ma segno di un’appartenenza (momentanea) ad un altro ordine, nel quale i cavalli sono esentati dall’umana barbarie e le donne lascivamente sdraiate su drappi vellutati sono eternamente salve dai guasti del tempo.
    Rocco Ronchi

      

  46. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 8:52 pm #

    Otto canzoni degli Squallor sulla morte:
    AvidaTutto Il Morto Minuto Per MinutoVaccaTestamento SpecificoCrosta Center HospitalMorire In PorscheRaffreddore NeroTombeado

  47. acidshampoo dicembre 10, 2005 a 8:53 pm #

    Prevert: FINALMENTE!!!

  48. caramelleamare dicembre 10, 2005 a 10:17 pm #

    Prevert era ora che ti facessi vivo…come va?

  49. caramelleamare dicembre 10, 2005 a 10:20 pm #

    gori t’è andata male stavolta….ho spulciato internet su queta canzone
    e una cover, che pero no ho sentito, l’hanno fatta proprio i
    thrills….hai fatto una buona figura devo dire. bravo!

  50. infrarosa dicembre 10, 2005 a 11:10 pm #

    roccoronchi è di forlì ed era il mio prof all’università. ce l’ho avuto in due corsi, e ho dovuto leggere un po’ di roba sua che ci facevano comprare. scriveva in modo così elitario e mentalsegaiolo che nessuno ci capiva un cazzo e i pochi appunti decenti passavano in giro pagati come il tartufo bianco. però sta roba postata qui, di roccoronchi, m’è sembrato di capirla meglio, anzi: m’è piaciuta proprio.

  51. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 4:17 am #

    > gori t’è andata male stavolta….ho spulciato internet su queta canzone e una cover, che pero no ho sentito, l’hanno fatta proprio i thrills….
    Fammi capire.
    Te dicesti che quella canzone del video, in quella precisa versione, era dei Thrills.
    In questo sbagliavi.
    Ma, a quando mi dici, avevi azzeccato le loro sinapsi mentali. Ovvero che loro hanno scelto tal canzone per una cover. E l’hai azzeccata anche se non l’hai mai sentita?
    Cioè, roba che a te Binarelli te spiccia casa.

  52. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 4:40 am #

    Fernanda PivanoPOESIA DEL TRAPASSO 
    Avida,sei stata molto avida nella tua vita.E adesso che sei morta, sei ancora peggio.Vedi, ma da morta non mi fai paura.Sarà perché non puoi parlare, perché sei morta,sarà perché non puoi scrivere neanche, perché sei veramante morta.Siamo sicuri che sei morta.
    Io te lo voglio dire, io t’ho sempre odiata nella mia vita.Me ne hai fatte di cotte e di crude,mi hai fatto lavare la camicia con Perlana,mi hai fatto comprare il Caracolito, o’ miracolo, ma non vorrei che adesso tu ti risvegliassi,tu sei veramente morta?Avida, sei veramente morta?Alza una mano se sei morta, se non sei morta non ti muovere,che per me è uguale.
    Ancora adesso mi viene in mente quella notteQuando con la scusa di fare un trio mi hai portato a casa la Formula 3.Sei stata sempre malvagia, con me. Butta l’asso ch’io piglio il re. Fa rima.Ora, chiariamo: sei morta? Sei morta veramente?Lo so, è venuto anche Palmieri, quello delle pompe funebri, ma non fa testo,tu sei cadavere gelato preciso?
    Ciao…Avida, tu… sei… ah, questo già l’ho detto? …sei morta?Si o no? L’ho detto o no? L’ho già detto? Oh!?L’ho già detto o no?…No, per essere sicuro, non per altro…
    Dunque, ti dicevo, sta arrivando… il brigadiere…No, già, quello è per me… ma sta arrivandomamma, babbo, i Gorilli, i… Frattieri, i Gerovatti, i Fortazzi, i Forboni,i Bubbuini, i Zozzoni e i Bolotti, Bambo, Buffo, Tricco, Bum, Lam,Summo, Sicco, Trocco e Trucco, che sono i due cugini,devono pigliare il treno… senti, il rumore?Senti il rumore? Senti il rumore? Senti come sono arrabbiati…Ciupa ciupa ciù… ciupa ciù…C’è anche Banfi.
    Parliamoci da uomo a uo… no, da uomo a morto:tu sei stata orrenda con me, in vita,per lo meno da morta fammi un segnale…’Chitemmuorto, non così forte. Ho detto un segnalino.Meglio, così.Avida, devi pensare che ormai tu sei morta,e quindi il mondo dei vivi non ti appartiene.Hai un avvenire davanti a te: puoi fare il fantasma,puoi svegliarmi di notte mentre io inciucio con sette – otto fiche,tu puoi anche distogliermi, ma tu ormai sei un cadavere.Neanche eccellente, sì ‘na chiavica di un cadavere,perché tu sei stata in vita una mmerda, e da morta peggio.Diciamoci la verità, vis-a-vì… non capisci il francese,mi vuoi fare il culo anche da morta…Faccia a faccia. Sei contenta? Ah.La vuoi una Schweppes? Non ti piace. Un Orzo Bimbo? Neanche.Fai entrare i… il cameriere, che c’è una…Porta il menù, al cadavere, che deve scegliere il pranzo.Vedi, anche da morta sei una rompicoglioni.Io te l’ho detto: muori, ma non me romper’ o cazzo,e tu da morta, insisti. Avida, io te lo devo dire, una volta per sempre:io non t’ho mai sposata.Il prete, era finto. Era mio fratello. Tale Antonio Esposito Emanuele.Finto prete, finta chiesa: sconsacrata.Tu mi dirai adesso che l’eredità non m’appartiene: eh no,qui c’è il trucco: io ho usato Caracolito, o’ miracolo.Ciao.

  53. alessandro dicembre 11, 2005 a 4:46 am #

    Infrarosa
    Rocco Ronchi ha scritto circa 300 cose così, per una newslettere
    Ci sono cose meravigliose, filosofia calata nella quotidianità.
    Se vuoi scrivimi (a.longo@inet.it)

  54. Mirko dicembre 11, 2005 a 12:03 pm #

    Solo a sentire nominare Sokurov, mi viene un’erezione…

  55. frank dicembre 11, 2005 a 12:18 pm #

    >”Però in questo caos c’è anche la cifra della nostra libertà”
    Penso che in tutto questo nostro brulicare al buio, ci siano dati
    scampoli di immortalità, forse sotto forma di illusione: un
    innamoramento perfetto, una canzone perfetta, pure un lutto perfetto.
    Poi si richiude questo oblò sull’eterno e si tira avanti più o meno
    dignitosamente, drogati da quel piccolo sprazzo di luce.
    A volte ho pensato quello che molti dicono, che fare un figliolo è fregare la morte.

  56. frank dicembre 11, 2005 a 12:54 pm #

    41999 visitatori!

  57. Mirko dicembre 11, 2005 a 12:56 pm #

    Perlomeno c’é sempre l’illusione di fregarla. Svanisce non appena torna prepotentemente a prendersi qualcuno, ridendo di noi poveri illusi.

    Molti dicono anche che dal momento in cui nasci, sei già morto.

  58. frank dicembre 11, 2005 a 12:59 pm #

    Già. Acid, quando ti colleghi racconta a tutti noi qual è per Recchioni
    la negazione della morte. Sì, quello che dicevi ieri sera sull’ultimo
    numero di John Doe. Dai, quella cosa su una stanza piena di embrioni
    congelati, la vita in potenza, l’impotenza di sorella Morte. Che
    imbecille. (Ciao RRobe!)

  59. caramelleamare dicembre 11, 2005 a 1:04 pm #

    eeeeehhhhh la lupo è incintaaa !!! vaiii graande lupo !! che spettacolo, mica lo sapevo.

  60. frank dicembre 11, 2005 a 1:06 pm #

    Arrossisco! No, non è ancora certo ma grazie della gioiosa
    partecipazione… Guarda, è uno stato di grazia, e te lo auguro anche a
    te.

  61. caramelleamare dicembre 11, 2005 a 1:07 pm #

    una cosa mirko: ma quando dici che quando nasci sei gia morto, lo dici
    in senso filosofico vero? senno non mi torna mica tanto….cioè è una
    frase che va interpretata giusto?
    ciao

  62. caramelleamare dicembre 11, 2005 a 1:09 pm #

    non mi sono trattenuto dal leggere avida interpretandola il piu possibile simile a loro.
    che pena..! a chi devo chiedere scusa?

  63. frank dicembre 11, 2005 a 1:14 pm #

    Alla Pivano, no?

  64. Nicola dicembre 11, 2005 a 1:17 pm #

    Diciamoci la verità, vis-a-vì… non capisci il francese,mi vuoi fare il culo anche da morta…
    Ecco è questo il senso del video.

  65. frank dicembre 11, 2005 a 1:23 pm #

    morte morte in diretta squallor canzoni testi spartiti omicidio omicidi
    suicidio suicidi hegel filosofia segerto della vita senso della vita
    morte tetra morte puttana poesia immortalità embrioni recchioni morte

  66. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 3:57 pm #

    Nell’ultimo numero di John Doe.
    John Doe tortura Babbo Natale, che conosce tutti gli indirizzi del mondo, così da fargli rivelare quello della Fondazione Nuovo Mattino.
    John Doe, che è la morte, si reca là con le sue tre puttane, per fare una strage. Ma viene attirato in una stanza enorme, in cui vengono conservati un numero infinito di embrioni. La vita in potenza ha un’ascendente sulla morte, perchè racchiude in sè anche una potenziale morte. Così John Doe è in stallo, non ha forze, si abbandona.
    Ma volti pagina e che succede? Ci ripensa. E questo perchè fa affidamento sulla Brad Barroniana RABBIA, sentimento che non può venir sconfitto dalla vita, perchè nasce proprio dalla vita, dall’uomo e dal coglion Channel Capo.

  67. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 4:05 pm #

    > Perlomeno c’é sempre l’illusione di fregarla. Svanisce non appena torna prepotentemente a prendersi qualcuno, ridendo di noi poveri illusi.
    E’ proprio per questo che dico: viva l’uomo! Io detesto di regola gli uomini, ma amo l’uomo, l’essere umano. Lui e le sue contraddizioni e le sue malinconie, che si barcamena fra infiniti compromessi e che ama, cade, odia, piange, si perde, sorride, ha paura.
    Tu dici illusi, io dico romantici.
    Una sola cosa può sconfiggere la Morte: Ken Parker.

  68. frank dicembre 11, 2005 a 4:30 pm #

    Ma infatti. Te l’hai chiamato “un nerd in incognito” ma con questa
    mossa John Doe esce allo scoperto con la sua sfigataggine. Che
    espediente di merda!
    E sì, Ken Parker è più forte della morte, più forte di John Doe e più
    forte anche dell’Uomo Radioattivo, e Berardi e Milazzo devono smettere
    di fargli incontrare femmine negli albi perché io mi imbelvisco.

  69. infrarosa dicembre 11, 2005 a 5:07 pm #

    è vero lupo.
    anch’io vorrei tanto un/a figliolo/a

  70. DEATH 13 dicembre 11, 2005 a 5:40 pm #

    HA RAGIONE JOHN DOE.(NON FOSSE ALTRO PERKE INKIAVARDA IL TEMPO A SMORZA-CANDELA)
    A PRESCINDERE DAI RECONDITI SIGNIFICATI DE STO BLOG.
    JOHN DOE RULEZZZZ
    VOIALTRI TUTTI SUCK!!!
    MARRA

  71. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 6:46 pm #

    > e Berardi e Milazzo devono smettere di fargli incontrare femmine negli albi perché io mi imbelvisco.> è vero lupo. anch’io vorrei tanto un/a figliolo/a
    Cincinelli, qual’è la più patetica di queste due uscite?
    P.S.Infrarosa, ho inserito la tua frase giusto per creare uno scontro ufficiale, ma è la Lupo che ha già la vittoria in mano.

  72. infrarosa dicembre 11, 2005 a 6:48 pm #

    perché io semmai so’ ridicola, non patetica

  73. infrarosa dicembre 11, 2005 a 6:48 pm #

    io voto per la lupo

  74. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 6:52 pm #

    Marra, ho finito di vedere la prima stagione di Nip/Tuck.
    Ricorda moltissimo John Doe, e non solo per quanto riguarda il personaggio di Christian Troy. E’ proprio la narrazione che è disinvolta fino al ridicolo. E non è per forza un difetto eh.
    Però, arrivato in fondo alle tredici puntate, le uniche emozioni mi sono arrivate dal personaggio della sfortunata amante del dottor McNamara. La sua morte sulle note di Rocket Man, per dirne una, è da brividi.

  75. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 6:53 pm #

    > perché io semmai so’ ridicola, non patetica
    Tu NON sei ridicola!
    Non te lo voglio sentir dire mai più capito? MAI PIU’!

  76. infrarosa dicembre 11, 2005 a 6:56 pm #

    lo so, gorino, era un tentativo mio di autoconvincermi del contrario!

  77. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 6:57 pm #

    Da Attraverso Lo Specchio (Dylan Dog 10)
    LA MORTE
    Chi è colui così gagliardo e così forteche possa vivere senza poi morire?E da colei ch’è tutto, Madonna Morte,l’anima sua possa far fuggire?
    La Morte schifosa, la Morte lasciva!La Morte! La Morte! La Morte che arriva!La Morte, la Morte, dolcissima e amara,la Morte che avanza nella notte chiara.
    La Morte di pietra, la Morte di neve,la Morte che viene con passo lieve;la Morte che dona, la Morte che prende,la Morte che ruba, la Morte che rende.
    La Morte che passa, la Morte che sta,La Morte che viene, la Morte che va.La Morte che arriva con il suo dolore,e avvolge ogni cosa con il suo fulgore.
    La Morte regina senza scettro e corona.La Morte! La Morte! La Morte in persona!La Morte! La Morte! La Morte furiosa,la Morte maligna, la Morte pietosa.
    La Morte sicura, la Morte carogna,la Morte che ha il muso di un topo di fogna.La Morte bizzarra, la Morte normale,la Morte che viene a lenire ogni male.
    La Morte che vive, la vita che muore,La Morte! La Morte! La Morte nel cuore!La Morte ha danzato, la Morte civetta.La Morte ti ha scelto, la Morte ti aspetta!
    La Morte trionfante, la Morte gloriosa!La Morte! La Morte! La Morte tua sposa!La Morte ha danzato, la Morte tua sposa,la Morte maligna, la Morte pietosa.

  78. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:00 pm #

    > lo so, gorino, era un tentativo mio di autoconvincermi del contrario!
    Tu vuoi ghirighiri sul pancino, vuoi. E che non l’ho capito?

  79. infrarosa dicembre 11, 2005 a 7:00 pm #

    …devo dire di chi?She came without a farthingA babe without a nameSo much ado ’bout nothingIs what she’s try to saySo much ado my loverSo many games we playedThrough ev’ry fleeted summerThrough ev’ry precious dayAll dead all deadAll the dreams we hadAnd I wonder why I still live onAll dead all deadAnd alone I’m sparedMy sweeter half insteadAll dead and gone all deadAll dead all deadAt the rainbow’s endAnd still I hear her own sweet songAll dead all deadTake me back againYou know my little friend’sAll dead and goneHer ways are always with meI wander all the whileBut please you must forgive meI am old but still a childAll dead all deadBut I should not grieveIn time it comes to ev’ryoneAll dead all deadBut in hope I breatheOf course I don’t believeYou’re dead and goneAll dead and gone

  80. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:03 pm #

    FIGLIA DI PUTTANA!SE NON E’ TELEPATIA QUESTA!
    Era il testo che stavo per copincollare!
    Grande canzone. Uno delle poche grandi canzoni di News Of The World (il loro primo album deludente). Forse il pezzo più bello in assoluto fra quelli cantati da May.

  81. Rouge dicembre 11, 2005 a 7:04 pm #


    One Hundred Years

    Non ha importanza se moriamo tutti
    Ambizione nel retro di una macchina nera
    In un edificio alto c’è così tanto da fare
    Ora di andare a casa
    Una storia alla radio…
    Qualcosa di piccolo ti cade di bocca
    E ridiamo
    Una preghiera per qualcosa di meglio
    Una preghiera per qualcosa di meglio
    Per favore amami
    Incontra mia madre…
    Ma la paura prende piede
    Salendo silenziosamente le scale
    Aspettando il colpo fatale
    Aspettando il colpo fatale
    Aspettando il colpo fatale
    Carezzandoti i capelli mentre i missili volano
    Combattendo per la libertà in TV
    Dividendo il mondo con maiali ammazzati
    Abbiamo tutto?
    Lei combatte per sfuggire…
    Il dolore e la sensazione strisciante
    Una ragazzina dai capelli neri
    Che aspetta il sabato
    La morte del padre la spinge
    Spinge il suo volto ceruleo contro lo specchio
    Dentro di me dolore
    E fammi volare
    Come ai vecchi tempi
    Come ai vecchi tempi
    Come ai vecchi tempi
    Carezzare un vecchio
    E dipingere un volto senza espressione
    Solo un pezzo di carne nuova in una stanza pulita
    I soldati si avvicinano sotto la Luna gialla
    Tutti ombre e delirio
    Sotto una bandiera nera
    Cent’anni di sangue rosso vivo
    Il nastro si stringe attorno alla mia gola
    Apro la mia bocca
    E mi esplode la testa
    Il rumore di una tigre
    Che si agita nell’acqua
    Che si agita nell’acqua
    Ripetutamente
    Moriamo uno dopo l’altro
    Ripetutamente
    Moriamo uno dopo l’altro
    Uno dopo l’altro…
    Uno dopo l’altro…
    Uno dopo l’altro…
    Sembrano cent’anni
    Cent’anni…
    Cent’anni…
    Cent’anni…
    Cent’anni…
    THE CURE

  82. infrarosa dicembre 11, 2005 a 7:09 pm #

    FIGLIO DI PUTTANA!SE NON E’ TELEPATIA QUESTA!
    Anch’io avevo disperatamente voglia di ghirighiri sul pancino!
    concordo su may, la canzone è bellissima e news of the world contiene it’s late che è stata per anni la mia preferita, ora non lo risarebbe però, per quella parte strana alla fine, specialmente per quel “trying to working it out” pronunciato “auda” che mi sta sulle palle

  83. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:09 pm #

    Quanti ricordi:
    She came without a farthingA babe without a nameSo much ado ’bout nothingIs what she’s try to say
    Il Matteini invece la cantava così:
    She came without a farthingIn belladonic hazeSo much ado ’bout nothingMediante Cassius Clay

  84. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:17 pm #

    > concordo su may, la canzone è bellissima e news of the world contiene it’s late che è stata per anni la mia preferita
    Dell’album, oltre a All Dead, All Dead le mie preferite sono Who Needs You, e soprattutto (chettelodicaffare) My Melancholy Blues.
    It’s Late non l’ho mai apprezzata quanto, in effetti, so che vale. Quell’album contiene anche la canzone dei Queen forse più brutta di sempre: Fight From The Inside. Ah, Spread Your Wings è una delle preferite della mi mamma.
    Io preferisco, sulle stesse note, Cremonini che canta “Apri le tue ali e vola via, con meeeee” in Un Giorno Migliore.

  85. infrarosa dicembre 11, 2005 a 7:19 pm #

    cazzo, my melancholy blues! sottotitolo: come vorrei suonare il piano io se ricominciassi!

  86. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:19 pm #

    Rouge, una volta la infrarosa descrisse i Cure come “manganelli sotto ai cappotti”.
    La spacciò per una descrizione sua, poi mesi dopo la sgamai miseramente.

  87. infrarosa dicembre 11, 2005 a 7:21 pm #

    grande gori, quando mi sputtani così sei il top!
    e comunque dopo la descrizione li ho ascoltati (e non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo) e, devo dire (assenso con la testa che lascia intendere).

  88. Rouge dicembre 11, 2005 a 7:22 pm #

    la mia top five delle canzoni più brutte dei Queen
    Action this day (Hot Space)
    Gimme the prize (A kind of magic)
    Machines (the Works)
    Get down, make love (News of the world)
    Don’t lose your head (A kind of magic)

  89. infrarosa dicembre 11, 2005 a 7:24 pm #

    infatti me le ricordo poco

  90. Rouge dicembre 11, 2005 a 7:24 pm #

    Per non parlare poi di quella merdata di “Made in Heaven”, che è l’unico album dei Queen che mi sono rifiutato di avere anche masterizzato!

  91. frank dicembre 11, 2005 a 7:24 pm #

    Sabato 17 dicembre, Killer Queen allo Storyville. Andiamo. Vi preeego.

  92. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:27 pm #

    > Sabato 17 dicembre, Killer Queen allo Storyville. Andiamo. Vi preeego.IMPORTA SEGA.

  93. Rouge dicembre 11, 2005 a 7:30 pm #

    Tra l’altro dice che i Killer Queen hanno cambiato il cantante, e che sia molto bravo.
    Quasi quasi…
    Comunque mi sa che la maggior parte di voi si è persa il Gori che venerdì sera in diretta radio ha parlato dei Baustelle, Tim Burton e necrofilia!
    UNA DELLE VOCI PIU’ RADIOFONICHE CHE ABBIA MAI SENTITO!
    Rouge sta ascoltando: Cocteau Twins – “Persephone”

  94. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:31 pm #

    A me Made In Heaven è garbato un sacco. Fanculo a mille discorsi sullo sfruttamento commerciale del Mercury post-mortem. So solo che è l’unico album che ascolto volentieri dei Queen post-Jazz. Non un capolavoro, ma assolutamente un buon disco.

  95. Rouge dicembre 11, 2005 a 7:33 pm #

    Per me l’Album (con la A maiuscola) del secondo decennio dei Queen è Innuendo

  96. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:33 pm #

    > Comunque mi sa che la maggior parte di voi si è persa il Gori che venerdì sera in diretta radio ha parlato dei Baustelle, Tim Burton e necrofilia!
    TACI! TACCI TUA!!!
    Tu mi lusinghi Rouge, ma il Gori se vergogna.

  97. infrarosa dicembre 11, 2005 a 7:35 pm #

    a me piacciono i primi più di ogni cosa, infatti gli spartiti li comprai solo delle gratest hits 1.

  98. Rouge dicembre 11, 2005 a 7:36 pm #

    UNA SEGA SI VERGOGNA!!!
    “Oh Oh, Rouge, guarda che poi, io, cioè, non dico niente eh?! sto zitto, me vergogno, poi se mi pigli in giro me metto a piangere eh!”
    Risultato: dopo 10 secondi era già diventato il gran Master del Microfono! Meno male che avevo in mano io gli slider del volume altrimenti tirava avanti una (meravigliosa) filippica per altre 2 ore!

  99. frank dicembre 11, 2005 a 7:40 pm #

    Sulla bravura del nuovo cantante dei Killer Queen garantisco io.
    Anche sui nuovi coristi. Sapete, io sono del giro.

  100. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:49 pm #

    > Per me l’Album (con la A maiuscola) del secondo decennio dei Queen è Innuendo
    Io l’ho sempre trovato, title track a parte, un album sopravvalutatissimo.
    Comunque anche a me, parecchio spesso, piacciono i primi di ogni cosa. Gli Squallor però mi piacciono tutti.

  101. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 7:52 pm #

    Questa poi, sulla morte, era dovuta:
    ELIO E LE STORIE TESE – URNA
    Tratto dal booklet: La morte suole arrivare silenziosa come un’alce, cosi’ come e’ usa separarci dai vivi con il taglio di un utensile (spesso una falce). È altresi’ un evento ricorrente, che secondo studi statistici di un certo rilievo puo’ verificarsi nelle condizioni piu’ diverse ed imprevedibili (una nota curiosa in merito: “…Alcuni fra coloro che si pongono all’ascolto di questo brano decederanno durante lo svolgimento del medesimo”. [B. Walsh, “Life and Science Today”, Ed. Athena/Barthes, Agosto 1989] ). Urna, urna, uuh, mettimi nell’urna, urna, uuh. Urna cineraria, mettimi nell’urna funeraria, urna elettorale, mettimi nell’urna patatosa. 68: asino cotto. 47: la morte viene silenziosa come un’alce, dai vivi ci separa con il taglio di una falce; viene silenziosa come un’alce, separa con il taglio di una falce. Lo disse Foscolo , lo ribadisco: della vita il fulcro e’ il sepolcro; fulcro, sepolcro, fulcro, ribadisco che e’ il sepolcro. E c’e’ qualcosa nell’aria che mi dice che io periro’. O presto o tardi lo so che accadra’ ma la cosa non mi turba, ho un solo desiderio: voglio una degna sepoltura quando la morte verra’ e mi ghermira’, una tomba linda e duratura che mi preservera’ dall’umidita’. Ghermira’. Hu hu hu hu. Seguono per i piu’ colti alcuni brani tratti da I sepolcri di Ugo Foscolo : “Sol chi non lascia eredita’ d’affetti poca gioia ha dell’urna”. Urna urna uuh, uuh; mettimi nell’urna urna uuh. E c’e’ qualcosa nell’aria – qualcosa nell’aria – che mi dice che io moriro’: ho nel corpo una scoria, nell’intestino crasso, nel tenue e nel duodeno. Padre Luca. Sento nel mio corpo delle scorie che mi minano . Baby Fuca . Odo l’uomo del Giappone che mi dice: “Ufo Robot, Ufo Robot” . [segue frammento di Ufo Robot (Albertelli – Tavolazzi – Tempera)] Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va. Tra le stelle sprinta e va. Mangia libri di matematica, insalate di cibernetica e ripete: sedici, il culo. Il culo. Ma mentre parlo tu non mi ascolti. I casi sono due: o non mi ami piu’ o sei morta. Propenderei per la seconda ipotesi perche’ emani un fetore nauseabondo. E allora penso che tu voglia una degna, degna, degna sepoltura perche’ la morte e’ arrivata e ti ha ghermita. Una tomba linda e duratura che ti preservera’ dall’umidita’. Urna, urna, uuh, mettimi nell’urna funeraria, urna elettorale, mettimi nell’urna patatosa. Amore, amore, aaa. Ciao, aaaaaa; si’ devi mettermi nell’urna, miettime, miettime, nell’urna. 77, tette tette: le gambe delle donne. 23 uah oh ooh: un tram. Aaaaaah 24: un altro tram. 96: l’autobus ha ha ha ha ha, hu hu hu hu. 15: l’amore perpetuo che unisce la coppia per molti anni infiniti. 64: gli anni di Bellugi . Ha ha ha ha. He he he he.

  102. acidshampoo dicembre 11, 2005 a 8:02 pm #

    > Risultato: dopo 10 secondi era già diventato il gran Master del Microfono!
    Il Gori, Master del Microfono?!?! Sa troppo di DJ della peggio! Piano con questi toni Rouge, che me fai scomparire! Non sono uno sbarbino! Io il cazzutismo lo combatto. Sono un uomo di pensiero, sono.

  103. Rouge dicembre 11, 2005 a 8:12 pm #

    E’ quello che ho sempre pensato anche io… fino a venerdì sera!
    Ho visto nei tuoi occhi un lampo omicida verso il Palazzi mentre intavolavate quella discussione pseudo-politica! Per non parlare dello sguardo languido e lascivo verso la Rossella!
    Che sia il microfono il tuo punto debole?
    Che possa il microfono svegliare la bestia che è in te?

  104. infrarosa dicembre 11, 2005 a 8:22 pm #

    ma il gori è la bestia che è in lui!

  105. infrarosa dicembre 11, 2005 a 9:12 pm #

    a volte mi dico che sono già morta, non c’ho forza nelle gambe e nelle braccia e voglio sempre dormire, e tutte le attività sono uno sforzo e sto bene solo a letto al buio, e dormo dormo dormo, che sia già morta? mi fa fatica tutto anche andare al cesso o fumare, quando il gori chiede se per voi è importante la grinta ditegli che è di vitale importanza per favore 

  106. caramelleamare dicembre 11, 2005 a 10:49 pm #

    Cincinelli, qual’è la più patetica di queste due uscite?sicuramente quella della lupo. 1 perche la lupo stessa è una
    puttana di merda,      2 perche quell’altra
    almeno è cosi indifendibile che non gli puoi neanche dare tanto contro,
    invece quella della lupo è super sexy-testata-adolescente-sesso ma
    anche mipiaccio-ioamo-cucciola-cattiva che alla fine se ci pensi bene,
    son cose brutte.

  107. caramelleamare dicembre 11, 2005 a 10:57 pm #

    infrarosa, ma non avevi detto che te eri ridicola e non patetica? mah, qui non ci si puo fidare piu di niuno

  108. caramelleamare dicembre 11, 2005 a 10:58 pm #

    frank, te garantisci su quello, garantisci su quell’altro, pero io in fondo ti voglio bene lo sai.

  109. infrarosa dicembre 11, 2005 a 11:12 pm #

    caramelle, volevo solo autoconvincermi, a volte funziona

  110. acidshampoo dicembre 12, 2005 a 1:24 am #

    > Che sia il microfono il tuo punto debole?
    No, il mio punto debole è la Rossella.
    > Che possa il microfono svegliare la bestia che è in te?
    Anche qui: non il microfono, ma la Rossella a culo gnudo.

  111. caramelleamare dicembre 12, 2005 a 2:57 am #

    a ce credo, la rossella a culo gnudo è internazionale!

  112. mit dicembre 13, 2005 a 9:16 am #

    Caro Sgargabonzi
    Dal mio banale punto di vista non è l’opera ultima che definisce il concetto di vita, la morte fa solo parte della vita. La morte non è un tabu, non è nemmeno violenta. E’ l’atto che la procura che può essere violento, meschino, codardo o beffardo, ma la morale che si cela dietro alla fine dell’essere umano, è passo verso dimensione superiore o inferiore che nessuno in vita nosta non ha mai potuto documentare. Proprio per questo motivo, a seconda delle culture di questo mondo, c’è chi di fronte ad una scomparsa si mette a piangere. Chi preferisce il silenzio e chi invece si mette a ridere o ballare. In Asia ad esempio, morire fa parte della vita di ogni giorno senza che dietro alla circostanza ci sia un concetto di vero o falso che l’accompagna. Tanto meno un corto con una canzone in sottofondo in cui il caso si unisce al non caso, alla violenza verso altrui. Ultimamente, ci ho riflettuto parecchio sul concetto di esistenzialismo, posso dirti che molte volte avrei fatto prima a lanciarmi dal ventesimo piano senza paracadute, ma se in questo momento sono qui a descrivere ad uno sconosciuto la mia reazione di fronte ad una presa di posizione che condivido a metà, vuol dire che la mia missione nei confronti di me stesso non è ancora finita. E lo scopro minuto dopo minuto fino al secondo che spacca il millesimo. Un respiro e nulla di più. Punto. Poi è chiaro che nel mondo c’è chi sta peggio di noi, chi non ha nemmeno diritto di replicarti o meglio ancora, chi viene ammazzato pubblicamente per colpa di una qualcosa o un perchè che nemmeno conosce. Ma la vita è così. Lo sanno tutti da mille e altri mille anni quanti sono in tutto. Nessuno scopre l’acqua calda, non adesso e non in certe circostanze. Riflettere sulle morte altrui è un etica fin troppo facile. Prova a pensare alla tua e forse, ti renderai conto che vale darci dentro fino in fondo con il sorriso. Senza documentari o manuali di bordo.
    Scusa mi sono lasciato andare, ad ogni modo bel blog adesso capisco perchè su Leonardo lo leggo sempre da per tutto.
    Ciao Mitja

  113. acidshampoo dicembre 13, 2005 a 5:29 pm #

    Ciao Mitja, grazie per essere qui. Il tuo è un punto di vista indubbiamente interessante, ma anche personalissimo. Non penso sia facilmente esportabile. Il punto chiave è, come tu dici, nella morte intesa come passaggio verso una dimensione inferiore o superiore. Ora, in un numero di Alan Ford un killer dice: “Nel dubbio, si uccide”. Sulla morte, da agnostico, io dico: “Nel dubbio, dopo c’è il Nulla”. Questo mi mette in contatto con la mia paura più ancestrale, che è quella della non-esistenza. E sulle paure ancestrali c’è poco da mediare. Ognuno si tiene le sue e le usa come bussola. A me per esempio mi spaventa e mi inquieta sentire Arnoldo Foà dire che addirittura si augura che dopo la morte non ci sia nulla. Non capisco questa posizione, non ne capisco l’esistenza. Chi può volere questo?! Ma sono autocritico, e so che quella posizione ha una dignità anche maggiore della mia. Il fatto è che su certi argomenti, chiunque è solo con se stesso. E a me piacerebbe avere la serenità che traspare dalle tue parole, ma non ce l’ho.

  114. GB dicembre 13, 2005 a 8:38 pm #

    La morte si manifesta in 3 modi solamente:
    -La propria (e ciascuno ci faccia i conti a modo suo).
    -Quella delle persone amate. Che è la più dolorosa, la più importante.
    -Tutto il resto. Quella che descrivono i tg, i filmati cretini come quello in questione, le profondissime speculazioni filosofiche, le chiacchiere da bar. Quella di chi non si è mai conosciuto, dei grandi numeri e dei casi esemplari. Quella che genera vago fastidio, emozioni superficiali, inevitabile cinismo, partecipazione accorata ed effimera, fatua rassegnazione alla macchina naturale, curiosità, dibattiti impegnati, che tradisce il diritto al dolore, che non insegna nulla, che è vita mascherata da morte.

  115. acidshampoo dicembre 13, 2005 a 10:23 pm #

    Sono totalmente d’accordo con te, GB.
    (a parte il fatto che, come ho già detto, Wonderful Life a me è piaciuto molto).

  116. acidshampoo dicembre 13, 2005 a 10:28 pm #

    > la mia top five delle canzoni più brutte dei Queen> 1. Action this day (Hot Space)
    Io la penso così: Taylor ha cantato solo una GRANDE canzone: Drowse. Poi un gran bel divertissement: I’m In Love With My Car.
    Tutte le altre fanno caghèr. Ma fra quelle, alle mie orecchie Action This Day è la meno peggio.
    Comunque Hot Space è un album scarsissimo, ma proprio perchè è un azzardo riuscito male, mi sta simpatico.

  117. frank dicembre 14, 2005 a 1:37 pm #

    >Riflettere sulle morte altrui è un etica fin troppo facile. Prova a
    pensare alla tua e forse, ti renderai conto che vale darci dentro fino
    in fondo con il sorriso. Senza documentari o manuali di bordo.Ciao Mitja. Perché sarebbe facile guardare un corto e riflettere
    sulla morte altrui? Ogni volta che vedo crepare qualcuno, un pezzo di
    me rabbrividisce perché è verosimile che mi tocchi. Spero di non morire
    affogata o soffocata, spero di morire a 140 anni anche se ridotta a un
    vegetale, non faccio più immersioni subacquee per vago timore, mi fanno
    impressione i coltelli e le altezze rischiose, sfidare la fisica e la
    sorte. Però se c’è da montare su una macchina o su un aereo lo faccio e
    anche volentieri. Se c’è da aggiustare un cavo lo aggiusto. Quello che
    è necessario fare, lo si fa, perché la sacrosanta paura della fine e
    del suo dopo è un pungolo, non un legaccio. E sì davvero, tutti i
    documentari e i manuali scompaiono di fronte ad una giornata media di
    un uomo medio di vita media vissuta.

  118. frank dicembre 14, 2005 a 1:47 pm #

    Cosa è cretino in questo filmato, GB? E’ un grappolo di cose vere messe
    in fila,  se anche ha intenzione vacuamente provocatoria per
    stavolta ci si può passare sopra perché il contenuto è quello che
    conta, non il contenitore. Sì sono tutte morti di estranei che non mi
    cambieranno la vita, e io mi ritrovo messa per forza lì a guardarle e a
    rifletterci e a scoprire che quello che mi fa differenza appunto non è
    il MORIRE ma il COME e il PERCHE’, visto che essendo fatta di carne e
    ossa avrei avuto la loro stessa consistenza e reazione. Non c’era
    bisogno di un filmino per ricordarsi che se si cade parecchio si muore,
    ma allora non c’è manco bisogno di un bel film o di una bella canzone
    per ravanarsi dentro o farsi due risate.
    Jackass era una bella serie perché facevano cose altrimenti mai viste.
    Se muore un cittino è come quando muore un vecchiaccio, perché nel
    momento presente non te ne frega niente di quanti momenti passati hai
    accumulato.
    Se muore un animale uguale, ma l’inconsapevolezza innocente che pretendiamo di riconoscergli ci fa squagliare.
    Cretino sarà chi lo guarda con occhi cretini.

  119. acidshampoo dicembre 14, 2005 a 2:20 pm #

    >Se muore un cittino è come quando muore un vecchiaccio, perché nel momento presente non te ne frega niente di quanti momenti passati hai accumulato.
    Infatti. Ed è per questo stesso motivo che all’Isola Dei Famosi doveva vincere Ferrini anche se era arrivato dopo gli altri. “E’ il migliore, ma è arrivato dopo gli altri, che si sono fatti veramente il culo”, è una risposta che ho sentito dare troppe volte. Si premia chi più ci piace, punto. Mi chiedo come si regoli, la stessa gente, nella vita. Io dico solo una cosa: FORZA FERRINI!!!
    > Se muore un animale uguale, ma l’inconsapevolezza innocente che pretendiamo di riconoscergli ci fa squagliare.
    Questo lo dici te. Sai bene che stima ho io degli animali. Sterminarli tutti (tranne Zeta). King compreso sì. Accidenta a quando gli zingheni non ve sono arrivati al garage. Ma non potevate rientrare dieci minuti dopo?!?!
    > Cretino sarà chi lo guarda con occhi cretini.Quello è sacrosanto. Non ci sono emozioni cretine, ma gente vuota. Sclavi non è mai patetico, nemmeno in Johnny Freak.

  120. Dillydoll dicembre 14, 2005 a 6:41 pm #

    Ma le probabilità che caschi l’asteroide sulla Terra sono BASSISSIME! Praticamente nulle!
    Non fidatevi delle notizie date alla tv…sono andata su quel link e c’è scritto quant’è la probabilità….e la probabilità che NON caschi è +del 99%!!

  121. renero dicembre 14, 2005 a 7:40 pm #

    eh no. torno dopo una settimana di viaggi, trombate ecc. -con qualche linea di febbre- e cosa mi trovo? Gente che muore. Gente che scompare (cit.). Non so, non mi piacciono questi video. In generale non mi piacciono le morti violente, le trovo anacronistiche e fuori moda.
    Mi aspettavo un argomento più interessante, o qualche risoluzione di problemi. Ad esempio, http://www.teenminx.com/fa050921d/images/teen06.jpg . Ossia: chi è? Come si chiama? È un dubbio esistenziale che mi affligge da qualche tempo, e non so darmi una risposta.
     
    Devo trovare la pace. Aiutami Gizmo, te lo chiedo allo stesso modo con cui prenderei 5 litri di vino alla Esselunga con la carta Fidaty. Per favore. Per. Favore.

  122. acidshampoo dicembre 14, 2005 a 8:20 pm #

    > eh no. torno dopo una settimana di viaggi, trombate ecc. -con qualche linea di febbre- e cosa mi trovo? Gente che muore. Gente che scompare (cit.).
    Ueilà Renero, infatti visitavo il tu blog e non te trovavo cchiù! Ah, quando mi si cita Sclavi io vado in solluchero, sappilo!
    > Mi aspettavo un argomento più interessante, o qualche risoluzione di problemi. Ad esempio, http://www.teenminx.com/fa050921d/images/teen06.jpg . Ossia: chi è? Come si chiama?
    Non so chi sia. Ma assomiglia molto a Karen Bach, l’attrice hardcore francese morta suicida mesi addietro (stessa sorte di Savannah). Fu, tra le altre cose, la protagonista di Baise Moi (gran film).
    > Devo trovare la pace. Aiutami Gizmo, te lo chiedo allo stesso modo con cui prenderei 5 litri di vino alla Esselunga con la carta Fidaty. Per favore. Per. Favore.
    Eh no! Eh no! Non mettere Esselunga e alcolici nella stessa frase, che se no me incazzo come una beschia. Ho dei pessimi trascorsi in tal senso e ti prego di non mettere i dito nella piaga. Accidenta alle Esselunghe e ai loro maledetti plan stagionali. Amaro Valtellina dove sei? Mi manchi. Amaro Valtellina mi aghiuttivi, mi aghiuttivi da morire…

  123. infrarosa dicembre 14, 2005 a 8:27 pm #

    Non si sa, renero, ma sembra Scarlett Johansson – che mi sta un po’ sulle palle, a pelle (figlio da pollo) – con la parrucca.

  124. acidshampoo dicembre 14, 2005 a 8:55 pm #

    > Non si sa, renero, ma sembra Scarlett Johansson – che mi sta un po’ sulle palle
    Anche a me. Da matti.E me la trovo nel nuovo film di Woody Allen e pure nel prossimo.
    In quello nuovo divide la scena con Jonathan Rhys-Meyers.

  125. infrarosa dicembre 15, 2005 a 12:08 am #

    Jonathan Rhys-Meyers. quello di velvet goldmine. nato a buttevant, irlanda. sono stata in casa sua. è stato la mia ossessione e musa onanistica per oltre 3 anni e la mia visita al suo protettore sessantenne finocchio è un aneddoto così epico, che, gori, ti godrai la settimana prossima dal vivo. eh sì.

  126. acidshampoo dicembre 15, 2005 a 12:10 am #

    No, a me già la raccontasti.
    Però ora che l’hai citata… mi è venuta un’idea che ti dirò…

  127. GB dicembre 15, 2005 a 12:21 am #

    Rendere esplicita la morte di qualcuno, viola il dolore di altri. Un dolore sacro. I due scalatori (ad esempio) devono avere avuto una famiglia o un qualcuno vicino che ha sofferto per la loro dipartita, per ognuno di questi qualche centinaio (?) di persone ha visto la morte degli scalatori con lo stesso distacco o con la stessa partecipazione con cui assiste alle catastrofi descritte dai tg o a “salvate il soldato ryan”. Violando un dolore sacro.Se per avere spunto di riflessione è indispensabile un’immagine, sarà sufficiente guardare un film. Le immagini possono essere abbastanza evocative, ma certe immagini in un certo momento per una persona coinvolta possono essere l’evocazione della pura sofferenza.In effetti il video non è cretino, è disumano.Se termini come “dolore sacro”, “pura sofferenza” e “disumano” mi fanno apparirre come un chierichetto con il senso del tragico, pazienza. Il contenuto cambia tutto, è vero. Se si vuol parlare della morte in generale posso chiacchierare “a fiume”, e posso raccontare mille barzellette a tema, ma se si parla di un soggetto incarnato che ha subito un lutto (non tanto il morto, che credo gi impoti poco) mi taccio subito (se non è troppo tardi e non ho già fatto una delle mie solite gaffe). Ciascuno deve avere almeno una cosa sacra sopra ogni altro e non passibile di compromessi, me l’ha insegnato il G. La mia è questa.

  128. frank dicembre 15, 2005 a 9:18 am #

    GB, hai reso l’idea. Resto dell’idea che questo corto serva a gettare
    una certa luce sull’argomento morte, più di tanta fiction. Io so
    distinguere fra l’effetto che mi fa questo video e il lutto vero e
    proprio, e proprio l’impastare tutte queste morti di estranei sortisce
    l’effetto maggiore. Senza cinismo, almeno da parte mia, e senza mancare
    di rispetto ai protagonisti.

  129. mirko dicembre 16, 2005 a 10:01 am #

    Per poter sperimentare la morte mentre siamo ancora vivi, dobbiamo abbandonare ogni sotterfugio mentale, ovvero tutto ciò che ci impedisce un’esperienza diretta.. siamo plasmati dal passato, dalle abitudini, dalla tradizione, dagli schemi di vita; siamo invidia, gioia, angoscia, zelo, godimento, ognuno di noi è questo, ovvero il processo di continuità.
    Ognuno è attaccato alle proprie opinioni, al proprio modo di pensare, ed ha paura che senza i suoi attaccamenti non sarebbe nulla, allora si identifica con la casa, la famiglia, il lavoro, gli ideali… ma quanti sono quelli capaci di porre fine a tale attaccamento e realizzare il distacco? E’ necessario comprendere i processi del pensiero poiché la comprensione di ciò che chiamiamo pensiero è la cessazione del tempo. Il pensiero, tramite un processo psicologico, crea il tempo, il tempo poi controlla e configura il nostro pensiero.. ..il senso di continuità è stato edificato dalla mente, quella mente che guida se stessa per mezzo di precisi schemi e che ha il potere di creare ogni sorta di illusione, lasciarsi intrappolare da tutto ciò mi sembra una scelta tanto inutile quanto priva di maturità.
    Non sappiamo neppure cos’è vivere, come potremo mai sapere cos’è la morte? Vivere e morire potrebbero essere la stessa cosa, e il fatto che le abbiamo separate potrebbe essere fonte di grande sofferenza. Abbiamo separato la morte trattandola come un evento che accadrà alla fine della vita, tuttavia è sempre presente.Avendo paura di quella cosa che chiamiamo morte l’abbiamo separata dalla vita relegandole entrambi in compartimenti stagni separati l’uno dall’altro da spazi immensi.. ..una mente imprigionata in tale processo non riuscirà mai a comprendere, comprendere è libertà, ma tra noi sono ben pochi coloro che vogliono essere liberi.. ..lasciamo che l’oceano della vita e della morte sia così com’è.. ..l’io che ha goduto, sofferto e conosciuto, potrà continuare? L’io esiste solo a causa dell’identificazione con la proprietà, con un nome, una famiglia, con successi e fallimenti, con tutto ciò che siamo stati e vogliamo essere. Siamo ciò con cui ci siamo identificati: è di questo che siamo fatti, e senza di questo non siamo. Vogliamo che tale identificazione con gli altri, con le cosa e le idee non abbia fine, persino dopo la morte; ma si tratta davvero di qualcosa di vivo? Oppure non è nient’altro che una massa di desideri contraddittori, di progetti, di successi, di frustrazioni, un groviglio in cui il dolore supera la gioia? Meglio il conosciuto che il non conosciuto vero? Eppure il conosciuto è talmente piccolo, insignificante, limitante; il conosciuto è dolore, eppure si desidera che continui.
    Ci affanniamo molto per sapere, quando cessa ogni tentativo di sapere, c’è ancora qualcosa che la mente non è riuscita ad afferrare e a far quadrare. Il non conosciuto è infinitamente più grande del conosciuto: il conosciuto non è che un’imbarcazione in mezzo al mare del non conosciuto.. ..lasciamo che tutto scorra naturalmente.. ..la verità è assai strana: più la inseguiamo più ci sfugge. Non possiamo afferrarla in nessun modo, per efficace e astuto che sia; non possiamo imprigionarla nella rete del nostro pensiero. Comprendetelo a fondo e lasciate andare tutto. Nel cammino della vita e della morte dobbiamo camminare da soli; è un viaggio durante il quale conoscenza, esperienza e memoria non possono offrire alcun conforto. La mente deve essere ripulita da tutto ciò che ha afferrato nel suo bisogno di trovare certezze; i suoi dèi e le sue virtù devono essere restituiti alle società che li hanno generati. Occorre raggiungere una solitudine completa e incontaminata…

  130. infrarosa dicembre 16, 2005 a 1:34 pm #

    mirco: sei buddista? o conosci tiziano terzani?
    gaia: anch’io avrei quasi ucciso per il corpo di quell’uomo, ma mi sono limitata a viaggiare parecchi chilometri e raccontare parecchie, ma parecchie bugie.
     

  131. GB dicembre 16, 2005 a 1:55 pm #

    Mirko, mi inchino alla tua saggezza ed alle colte letture che mi par ti abbiano avvicinato a Husserl e Bergson. Ma non ho capito una cosa: una volta che hai sospeso il senso di continuità, che ti sei distaccato dagli schemi di vita, che hai rimpaciato vita e morte sperimentando la seconda, cosa dovrebbe succedere? Resuscita qualcuno? O raggiungi un qualche stato di grazia?
    E poi occhio! Che i catari per la chiesa sono eretici tutt’ora, e adesso ci s’ha pure un papa alemanno, e i germani mica son famosi per andare  tanto per il sottile…
    Ultima considerazione: per quanto ho potuto constatare finora la ricerca della conoscenza, se unico motore di vita, 9 su 10 genera infelicità.

  132. gaioma cronico dicembre 16, 2005 a 2:55 pm #

    > “Jonathan Rhys-Meyers. quello di velvet goldmine. nato a buttevant, irlanda. sono stata in casa sua. è stato la mia ossessione e musa onanistica per oltre 3 anni e la mia visita al suo protettore sessantenne finocchio è un aneddoto così epico, che, gori, ti godrai la settimana prossima dal vivo. eh sì.”
     
    E te ne esci con una cosa del genere con questa tranquillità?!?!?!
    Ma perchè?
    Mi chiedo, perchè?
    Io avrei ucciso per avere il corpo di quell’uomo!

  133. acidshampoo dicembre 16, 2005 a 2:57 pm #

    >E te ne esci con una cosa del genere con questa tranquillità?!?!?!
    Ma perchè?
    Mi chiedo, perchè?
    Io avrei ucciso per avere il corpo di quell’uomo!
     
    Avresti ucciso per la carne dei chiappi? E quanti ne mettiamo: mezzo chilo? E i grilli no? E i cosci? E i labbri? Eddai, Gaia! Uccidi per uomini come Dylan Dog o Ken Parker, non per quel vuoto fumettaccio che di sicuro è Rhys-Meyers.
    Rhys-Meyers è solo un carpa, un mero carpa: “Oddio ma bene che so stata! M’ha messo il grillo dentro la bocca! Il grillo dentro la bocca!”.
     
    Quanto cazzo suona male?
     
    “Ho fatto l’amore con Dylan Dog”. Altro paio di maniche. Che poi se arrotoli due Dylan Dog insieme… prova…
     
    Perchè non te l’ho detto del film? Semplice: questa cosa da oggi non va più bene. ‘Ste cose si fanno ma non si romanzano. Primo, essere ancora schiavi di questa carnalità di morire per le chiappe di un manichino. Come dire: te lo puoi trovare così abbono, ma che allo stesso tempo ti faccia morire anche per com’è dentro. Vedi Isabelle Huppert o Charlotte Rampling (mica me le sono scelta a caso eh). Detto questo, resta il fatto che è un uso che trovo pateticissimo quello di dire robe tipo “se attorno a Ken Parker ci disegnano altre donne io mi imbelvisco”. Uno si immagina una Frank massaia tutta incazzata, a muso duro, ma che poi di sera si veste da gran fica e sa tutti i trucchetti per far godere il pistulino del suo uomo ed è anche autoironica, perchè se si ripensa incazzata si ripensa “imbelvita”. Pessimo. Stessa cosa quando te dici “Mio! El mi citto!” quando vedi l’immagine di Johnny Depp. Se io vedo la Huppert, è più facile che dico “Troia…” che altro. 

  134. marzia1977 dicembre 16, 2005 a 3:49 pm #

    In quel video non c’è solo la morte…
    C’è la violenza…e tanta anche…
    Per i casi “accidentali”, per i processi naturali, la morte è una conseguenza “accettabile”…riusciamo a farcene una ragione, più o meno faticosamente, in base al grado di affetto che si nutriva per la persona che non c’è più…
    Ma per la morte che è conseguenza di un atto violento…non c’è accettazione possibile…
    Quel video è Orribile, ma trovo giusto che ci sia, perché fa riflettere…Soprattutto su quanto il genere umano sia in grado di essere così crudele verso la natura e verso sé stesso…
     

  135. acidshampoo dicembre 16, 2005 a 4:12 pm #

    Ciao Marzia, e benvenuta su queste lande.Sono d’accordo su quello che dici su diversi gradi di accettazioni della morte. Anche se devo lavorare di fantasia, non avendo mai provato la perdita di una persona cara a causa di un atto violento, ma essendo come tutti fatto di carne e sangue, credo di poter bene immaginare.
    Non sono invece d’accordo quando dici:
    > Soprattutto su quanto il genere umano sia in grado di essere così crudele verso la natura e verso sé stesso…
    A me la morte non fa venir voglia di bestemmiare l’uomo, ma la vita, la natura. L’uomo trovo sia davvero l’ultimo nemico, perchè conta così poco alla fine. Ho sempre trovato questa posizione diffusa quanto un po’ impietosa.

  136. frank dicembre 17, 2005 a 5:21 pm #

    Concordo, Marzia, il PERCHE’ si muore fa differenza anche se alla fine
    il risultato è identico. E in effetti ci sarebbe da stupirsi di quanto
    male sia capace di fare un uomo ad un altro, pur essendo un suo simile.
    Non per niente gli eserciti si fanno precedere dagli slogan e seguire
    dagli stupefacenti.
    Acid però è in particolare ossessionato dalla metafisica della morte e
    dall’ironia amara di questo cozzare fra istinti e ragione. L’istinto
    della sopravvivenza ad ogni costo contro l’osservare l’immanenza della
    morte su ogni cosa: c’è di che uscire pazzi. Morire nonostante tutto:
    aberrante e ovvio insieme, quanto un amore fallito.

  137. caramelleamare dicembre 17, 2005 a 7:57 pm #

    io della morte fondamentalmente mi sa che non penso niente, pero poi mi
    dico: “va beh, nemmeno dei quaderni a righe penso niente”

  138. acidshampoo dicembre 17, 2005 a 8:34 pm #

    E dei pezzi di puzzle, di quelli con tre rampini all’infuori e uno solo all’indentro? E’ il tuo campo. Patate, puzzle e Dampyr. Soprattutto patate però. E Dampyr.

  139. frank dicembre 17, 2005 a 8:39 pm #

    Sì Caramelle però una cosa devo dirtela: io capisco il tuo
    atteggiamento verso la vita (e quindi la morte) e so che può essere
    tutto ciò una reazione a grandi ferite, inferte ad una grande
    sensibilità. Parlo del tuo nichilismo protettivo. Ma insomma come
    essereumano trovo che faresti bene ad allenarti ad avere una minima
    opinione+sentimento sulle cose. Comincia con i quaderni a righe, un
    giorno ci troveremo a cazzeggiare insieme e a parlare della morte. Con
    profondità e serenità, te lo garantisco.

  140. caramelleamare dicembre 18, 2005 a 1:10 am #

    scusa un secondo, finisco di vomitare e ti rispondo…

  141. caramelleamare dicembre 18, 2005 a 1:14 am #

    ah si vai va bene, parla del mio nichilismo proptettivo, perche io non
    ne so niente. Non ce l’ho sulla morte e sui quaderni a righe i
    pensieri, figuriamoci su me. Io so solo riconoscere se quello che dice
    uno è merda o roba buona. Te Spiegamelo, il mio nichilismo protettivo,
    io poi ti dico se è roba buona (sicuramente si) o merda.

  142. frank dicembre 19, 2005 a 6:40 am #

    Comincia con un esame di coscienza: “frank sta per dirmi stronzate e
    no?”. Ti sorprenderai a pensare: “stronzate”. Comincia con l’uscire da
    questa tua postura, questa tua certezza. Questa malfidenza, anche nelle
    piccole cose, verso chiunque non sia Acidshampoo, ti salva da delusioni
    e intrusioni di estranei, ma CREDIMI ti preclude tante altre cose. Ho
    reso l’idea?

  143. caramelleamare dicembre 19, 2005 a 11:30 am #

    è solo un fatto statistico. poi per stronzate intendo anche cose
    inutili, cioè che già so, che sono corrette si, ma non mi cambiano
    niente, già sentite dire, non precise etc… la possibilità che
    qualcuno oltre ad acid mi suggerisca visioni nuove e stimolanti su me e
    sul resto, dalle merende ai baustelle ardai alle merende, sono
    limitatissime. Esempio: “reazione a grandi ferite, inferte ad una grande
    sensibilità.” puo
    anche essere vero, anzi sicuramente una componente sarà anche questa,
    ma è una, una sola fra chissà quante sfumature che anche se rientrano
    sotto questa categoria, me la fanno sembrare una stronzata. E a che
    servirebbe questa teoria? a spiegare perche sul cadavere del papa ci
    potrei pisciare sopra come su topo morto?  Ma poi anche fosse
    esattamente cosi, che me faccio di saperlo…mi rimane astratto,
    distante, da seduta dello psicologo, poi torno a casa e mi impegno a
    cambiare? no, non ha senso.  E cmq vedo tutto molto piu semplice:
    1) c’ho davanti una persona 2) non mi dice niente di stimolante e di
    nuovo 3) sto zitto perche non ho niente da dire nemmeno io 4) non la
    sento, non la chiamo, potrebbe sparire.  Grande sensibilità ferita
    o no, cambia qualcosa? io non ci vedo niente di forzato in questa
    sequenza, piuttosto perche non è cosi per tutti? quali cose vi dite,
    delle quali valga la pena parlare, fra di voi? secondo me niente.

  144. caramelleamare dicembre 19, 2005 a 12:06 pm #

    secondo me io funziono cosi: odio l’uomo, le sue
    dinamiche, cosa e come pensa. Io stesso non riesco a fare molto di meglio
    quindi, visto che so riconoscere se una cosa è valida o no, spesso preferisco
    non avere un pensiero mio, perche non lo troverei convincente nemmeno per me. O
    meglio, mi viene un pensiero, non mi convince e automaticamente non lo sento piu
    mio, non lo sviluppo, non ha senso dirlo, me ne dimentico e resto senza: tipo la
    morte. non ho sinceramente ninete da dire a riguardo. Il nichilismo protettivo
    non so cosa c’entri, anche perche non m’hai ancora spiegato cosa è. Acid non è
    umano, quindi tutto quello che dice mi suggerisce mondi mai pensati prima. Ho
    come la sensazione che per quello che mi riguarda, si faccia megliio ad
    analizzarmi partendo dal fatto presente e deducendone quello che si può. le
    teroie sui traumi dell’infanzia c’entrano poco: le patate arrosto van fatte
    picine perche sono piu buone, punto e basta. Io parlo sul piano sociale, come
    sono io con tutti quelli che frequento, l’emotvità piu intima è diversa, li ci
    possono rientrare anche le teorie piu comuni sul passato etc, e non ho l’ansia
    di dfiendermi dai luoghi comuni. Ma è un aspetto che esula dalla socialità al
    100% quindi non è di quello che si sta parlando.

  145. caramelleamare dicembre 19, 2005 a 12:38 pm #

    ora parto con l’esame di coscienza: “Frank mi potrà dire qualcosa di
    interessante su di me e sul mio nichilismo protettivo? …..no.”.
    Brava avevi ragione, pero dillo lo stesso perche siamo nel blog e diverte.

  146. GB dicembre 20, 2005 a 5:27 pm #

    Chiosa sulla morte: la morte può essere anche liberazione e completamento.
    Una cosa che mi ha sempre affascinato della “genesi” tolkieniana ad esempio è che nella creazione delle razze le divinità hanno fatto a ciascuna un dono particolare, e il dono fatto agli uomini è la mortalità.
    O era la mortadella?

  147. acidshampoo dicembre 22, 2005 a 3:34 am #

    > e il dono fatto agli uomini è la mortalità. O era la mortadella?
    La mortadella, la mortadella. Fidati. Che poi ce lo sai, dai…
    Pfiuuu…’ccident’a te che lipperlì m’hai fatto pigliare un colpo. Prima me illudi con la storia dei sei miliardi di crischiani perfettamente vivi, poi me tiri fuori l’abbocco della mortalità.

  148. GB dicembre 22, 2005 a 9:05 am #

    Ma te l’immagini quale grandissima rottura di coglioni sarebbe vivere per sempre? Lavorare per sempre, la guardia di finanza per sempre, fare figlioli per sempre, riempire il mondo di crisctiani per sempre, patire la fame per sempre, andare in giro con una spada a decapitare persone per sempre… Io se non muoio, m’ammazzo.

  149. caramelleamare dicembre 22, 2005 a 8:16 pm #

    gb: ammazzati

  150. acidshampoo dicembre 22, 2005 a 9:20 pm #

    Però GB, se dopo la morte c’è la vita eterna ri-è puntaccapo: contemplare la luce celeste per sempre, onorare lo spirito santo per sempre, segmentare l’omelia per sempre. Sai che palle!
    Fra i due meglio i bretzel per sempre o andare al giro ad ammazzare con la spada forever and ever again!

  151. GB dicembre 22, 2005 a 11:56 pm #

    Se ci attendesse la vita eterna la mia considerazione avrebbe poco senso.
    D’altronde se ci attendesse la vita eterna aver paura della morte e dell’umana fragilità avrebbe poco senso.
    Caramelle: o il mi palle, e che è! Se m’ammazzo lo faccio quando mi pare a me, che credi?
     

  152. Mr.Costa dicembre 23, 2005 a 12:14 am #

    boo, dite pure quel che volete, ma la mia vita è ETERNA!
    Poi della vostra, io non lo so..
     

  153. acidshampoo dicembre 23, 2005 a 12:28 am #

    A proposito di vita eterna. Sabato scorso Tranfolanti m’ha parlato di una cosa che m’ha inquietato: la sua idea di paradiso.
    “Per me Alessandro dopo morti siamo tipo tutti fiammelle. Tipo fiammelle, che si vaga, tranquilli, e che ci si vorrebbe abbracciare, ma non si puole. Vedi un tu parente, lo provi ad abbracciare e però lo trappi”.
    Ed era tutto contento mentre lo raccontava, tutto intenerito e coccologne. Ma che idea del cazzo!

  154. frank dicembre 24, 2005 a 11:49 am #

    Caramelle:
    Cosa intendevo per nichilismo protettivo? Che ragioni e agisci come se
    tutto valesse zero, da tutto e tutti ti aspettassi zero, e gusti ed
    azioni tu le misurassi solo razionalmente, in funzione di conseguenze
    pratiche. Come a dire, le patate vanno fatte piccine solo perché
    vengono meglio. Questo era nichilismo alla buona, positivo, che approvo
    e spesso imito se non che poi te tratti il resto del mondo come se ti
    aspettassi il massimo e rompi i coglioni a vuoto.
    Perché protettivo? Perché con una psicologia da due soldi potrei
    pensare che lo fai per non farti scalfire da niente. Lo so che Acid è
    fuori da questo tuo schema col mondo, ma mica tanto. Se tu non c’avessi
    nemmeno UNA persona con cui non essere bestia, sarebbe la fine, e hai
    la fortuna di avere lui che è tanto intelligente quanto diverso da te.
    Circondato da gente uguale a te forse perderesti di senso.

  155. Bracco dicembre 24, 2005 a 12:22 pm #

    Ah…Tanti auguri anche a te, Lupo.

  156. Dillydoll dicembre 24, 2005 a 12:28 pm #

    Oggi a pranzo sto per mangiare la mortadella. Questa è l’unica cosa che so e che forse è certa.
    AUGURI A TUTTI E TANTI BACI

  157. frank dicembre 24, 2005 a 2:22 pm #

    Grazie Bracco!
    Altrettanto Dillydoll!
    Buon Natale e… mi marcovaldo.

  158. Rouge dicembre 27, 2005 a 5:24 pm #

    Nella mia “carriera” di ascoltatore di musica pernso di aver assobito un po’ di tutto e nonostante il mio amore per la musica dark, SOLO OGGI ho ascoltato la canzone che più da vicino ti fa sentite il sapore dell’orrore e della morte!
    La canzone è Frankie Teardrop dei Suicide, datata 1977: dura dieci minuti e vi assicuro che è il viaggio dentro un incubo.
    Consiglio: non ascoltatela in cuffia o impazzite entro 2 minuti e visto che la traccia dura 10 min…., beh vi perderete il resto dell’inferno.
    Mi ci sono avvicinato leggendo il libro di Nick Hornby 31 canzoni: forse non vi piacerà, anzi di sicuro non vi piacerà… ma credo che non la dimenticherete.
    Vi allego due estratti critici sulla canzone presi da Ondarock e da Scaruffi.com:
    Ma l’apice del disco è la devastante “Frankie Teardrop” con la sua atmosfera da delirio eroinomane. Su una base ossessiva, che ricalca in maniera nevrotica i ritmi del lavoro in fabbrica e della catena di montaggio sfociando in un vortice finale di rumori e cacofonie indistinte, la voce straniata di Vega narra, attraverso sussurri e grida lancinanti, la storia dell’operaio Frankie che a un certo punto esplode e uccide la moglie e il figlio prima di suicidarsi. E’ un atto d’accusa contro la società dei consumi che annienta l’individuo nonché uno dei brani più agghiaccianti dell’intera storia del rock
    Frankie Teardrop e` l’incubo per eccellenza, sorta di Sister Ray del duemila, vertigine di ritmo indemoniato a picco nella coscienza atrofizzata del sottoproletariato metropolitano, una luminosa e maniacale proiezione dell’ego su uno schermo buio, una sequenza di suoni che passa dai rumori “concreti” del traffico al tornado di echi e cacofonie del finale, una carica di tritolo detonata al ralenti. La recitazione-suspence di Vega, quasi casual eppure tesa e fremente, fra pause infinite, i rumori del traffico sparsi a casaccio, le urla sconnesse e la sequenza finale di echi e cacofonie, lo rende ancor piu` raccapricciante. E’ uno dei brani piu` cupi ed angosciosi dell’intera storia del rock.

  159. acidshampoo dicembre 27, 2005 a 6:45 pm #

    Rouge, scaricherò la tua canzone.
    E io ti segnalo l’album Vena Cava, di Diamanda Galàs. Spettrale e insostenibile. Il mio film dell’orrore preferito.

  160. Rouge dicembre 27, 2005 a 7:08 pm #

    Ok, Vena Cava messo in download! 😉

  161. frank gennaio 8, 2006 a 2:48 pm #

    Qui,
    un sito di gusto coglione sul tema morti famose. Mi ricorda tanto il
    Totomorto di goriana memoria, ma di antipodico senso. Il bello è che
    l’ho trovato perché linkato da un diretto interessato…

  162. Dillydoll gennaio 8, 2006 a 8:57 pm #

    Bellino quel blog! Sì, ma non è la prima volta che vedo gente che si
    diverte a giocare al Toto Morto! Anche sul sito di un mio amico si
    divertono proprio così!

  163. Dillydoll gennaio 8, 2006 a 10:16 pm #

    Ecco qui il link che dicevo sotto….

  164. Caramelleamare gennaio 8, 2006 a 11:21 pm #

    ho messo a scaricare la tua canzone Rouge, poi ti faccio sapere…

  165. acidshampoo gennaio 9, 2006 a 2:37 am #

    A proposito di canzoni triste.
    Quella che è definita come “la canzone del suicidio”, è la famosa Gloomy Sunday. Aveva la nomea di canzone maledetta, si diceva che che infondesse una tristezza tale da poter spingere al suicidio. Certo è che è una delle canzoni più belle di sempre, specie nella versione di Billie Holiday. Memorabile l’apertura di Fratelli (The Funeral), di Abel Ferrara, sulle note di questo pezzo.

  166. acidshampoo gennaio 9, 2006 a 2:49 am #

    Belli i siti segnalati.
    Per quanto riguarda il Totomorto che facemmo col Cincinelli, a distanza di una decina d’anni credo sarà rimasto solo Andreotti.
    Per me la prossima morte famosa sarà, ovviamente, quella di Sharon. Penso non potrà sopravvivere all’emorragia celebrale che ha avuto. Tra l’altro ha subito tre interventi in poche ore.
    Ah, per i pochi che non l’avessero capito: sto parlando di Sharon Gusberti, l’attrice che interpretava Sharon Zampetti ne I Ragazzi Della Terza C.Un saluto alla Sharon Carraturo. Metti che cerca su Google il suo nome e capita qui. Ciao Sharon, sono il Moncini. Ti ho sempre amata e non lo sai.

  167. Caramelleamare gennaio 9, 2006 a 11:47 pm #

    rouge: scaricata e ascoltata, avevi ragione, fa impazzire
    letteralmente, per curiosità non ho resistito e ho provato con le
    cuffie: avevi ragione anche li, non ci si arriva in fondo. Infatti te
    pensa: io scoltavo la canzone con le cuffie, e dopo due minuti è morta
    la mi sorella, incredibile sta canzone! Poi c’ha quel ritornello killer
    alla gori, li quando fa “…dammi tre parole, sole cuore amore…”.
    BELLISSIMA !!

  168. caramelleamare marzo 8, 2006 a 1:07 pm #

    Secondo me la somma di quei momenti non è nulla di più di ciò che erano prima; l’aggiunta della musica mi sembra un espediente appiccicato lì sull’onda di Michael Moore.a me invece proprio la sequenza veloce di morti alternata a immagini non di morte, cosa da non sottovalutare, in contrasto con la musica di sottofondo quasi sonnecchiante, fa proprio un effetto di stordimento che non avrei se ne vedessi una sola. Quindi mi sembra un prodotto furbo, ma nel modo giusto, riuscito.
    Parlo del valore formale dell’opera (per me opinabile)su questo non so che dire. di un film posso anche riuscire a dire “bello, pero non mi ha coinvolto” oppure “con dei difetti, pero emozionante davvero”. Ma dell aspetto formale di un video di 3 o 4 minuti non sprei che dire, e soprattutto, proprio per la sua forma di mini-corto, tralascio volentieri questo aspetto guardando solamente a cosa m’arriva mentre lo vedo. Credo che il senso di una cosa da 3 minuti sia principalmente questo piu che quello di riuscire a fare un buon video. 

  169. Pinxor marzo 8, 2006 a 4:58 pm #

    <dell aspetto formale di un video di 3 o 4 minuti non saprei che dire
    “Aspetto formale” sa troppo di pippa intellettuale? Il modo in cui è fatto, detto pari pari. E hai già spiegato che a te è piaciuto, parlando de “la sequenza veloce di morti alternata a immagini non di morte in contrasto con la musica di sottofondo quasi sonnecchiante” ti riferisci a quello che io intendo per “aspetto formale”.
    A me sembrava derivativo e non originale, insomma molto simile a Michael Moore. Se non avessi avuto presente “Bowling for Columbine” magari l’avrei apprezzato, chissà.
    Ma la cosa che mi dà più fastidio è il non riuscire a scrollare di dosso al filmato l’aspetto morboso della visione; il sospetto che possa essere stato fatto in maniera “furba” (e ognuno dia l’accezione che più aggrada) mi allontana dall’apprezzamento. (“e sti cazzi?” dirà giustamente Mirko Aretini. A quanto pare qui il video è piaciuto a tutti, per cui non mi sembrava che una voce fuori dal coro potesse creare fastidio più di tanto)

  170. Pinxor marzo 8, 2006 a 5:41 pm #

    E rimuginandoci
    vedere scene di violenza esibita bellamente così (violenza vera, non succo di pomodoro) porta a una desensibilizzazione secondo me nociva. Basta pensare ad Al Qaeda e al teatrino terrorista della decapitazione, che mi ha sconvolto per diversi giorni (solo il vederne dei frammenti al tg). All’ennesima decapitazione che viene annunciata uno inizia a farci il callo – ah sì, ‘n’altra decapitazione…che c’è sul 5? –
    L’accettazione dell’idea della morte e il non rifiuto della realtà deve necessariamente portare ad abituarsi alla violenza?
    Bisogna dire “d’altronde, è così che va il mondo…”?
    Io sono per una conservazione della sensibiltà (parte sensibile che deve rimanere tale, senza callo) e dell’indignazione, quando è il caso.
    Accettare la morte e la casualità di precipitare da una montagna sfracellandosi sulle rocce.
    Non accettare la decapitazione di un malcapitato, soprattutto quando è fatta e filmata a titolo dimostrativo e “perchè la gente veda, veda che succede…”
    C’è chi magari dice che facendo vedere tutto ciò uno si sensibilizza e s’indigna. Non so. In una società in cui vige la lapidazione e la gente viene giustiziata in piazza, gli spettatori sono sensibili all’argomento “morte violenta”? Se viene accettata la violenza (dunque la sua visione) io credo che ciò non  porti alla sensibilizzazione.
    Io sono per la non accettazione.
    (qui si è passati all’etica, non più alla forma, ma parafrasando Godard “l’estetica  non sia disgiunta dall’etica”)

  171. mirko marzo 10, 2006 a 3:58 pm #

    Visto che sono già stato anticipato posso ripeterlo : E sti cazzi ? :):)

  172. Pinxor marzo 10, 2006 a 4:29 pm #

    ancora uno: STI CAZZI!
     
     
    sticazzisticazzisticazzisticazzi
    sticazzi
     
    sì, divertire diverte
     
     
    l’ultimo
     
    STICAZZI
     
     
    l’ultimo ultimo e poi smetto
    STICAZZI
     
     
    terapeutico
     

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