Le avventure di Nero Guarnacci

24 Giu

OPERE DI BENE

Me ne stavo ad un take-away con Briatore e Scandroglio, quando incontro la Cinzia, una tipa delle libertà civili che m’ero fatto fra il ’96 e il ’97. Non la vedevo da parecchio ed era sempre una bella figa. La pensavo a Sumatra col suo coglione, ma lei mi dice che la storia è finita male, che è tornata qua da un paio di mesi e che è triste e bla bla bla. Facciamo le solite due chiacchiere, lei si prende un’insalata greca e un ACE, io una Ceres e delle pennette alla vodka.
E’ l’una e mezza, usciamo e mi chiede di accompagnarla al centro in cui lavora. E’ uno di quegli istituti per reinserire gli handicappati nella società e troiate simili. Mi dice che sta aiutando una ragazzina con dei problemi, tra cui un cazzo di disordine del movimento.
Arriviamo e lei è già lì che l’aspetta, con le sue stampelle. Mammamia, alla faccia dei problemi! La “ragazza” era in realtà una specie di scaldabagno umano, alta un cazzo e due barattoli, obesa e sfatta, dal colorito cianotico, che si muoveva a malapena e cazzo se puzzava! Puzzava tanto come solo gli handicappati sanno puzzare. Poi, per carità, magari era una “brava ragazza”, ma ci vuole poco ad esserlo se sei poco più che animale. E in ogni caso, chissenefrega.
Avevo fretta, perchè dovevo riportare uno snuff-movie preso a noleggio al Cagnacci VideoGrinta, nel quartiere cinese. Ma la Cinzia non mi molla. Forse vuole torni ad essere il suo Mr. Cazzogrosso. Mentre si parla di Walter e del casino successo all’Embassy, lo scaldabagno ci mette bocca bofonchiando delle robe imbarazzanti. Da lì capisco la tipa aveva pure il cervello in merda. Con la Cinzia ci aggiorniamo sui numeri di cellulare e salta fuori la proposta di una cena, poi ci si saluta e io proseguo per la mia strada.
Chiariamo, dell’esistenza a questo mondo della Cinzia mi dimentico un minuto dopo, già in corso Udine. E’ quel rospo a restarmi fisso in mente. Trascorro una notte insonne, a fantasticare su tutto quello che avrei potuto combinare con uno sgorbio simile.
Il giorno dopo, freudianamente, passo ancora di lì con la mia fiammante Pontedera Firebird. L’handicappata se ne stava seduta da sola ad un tavolino e azzannava un panino con la frittata. Era vestita come un’idiota. Un golfaccio marrone, una gonna nera, lunga e pesantissima, dei calzettoni bianchi e delle scarpe ortopediche.
Le faccio un cenno, lei capisce e mi viene incontro arrancando. Le chiedo se le va un giro con me. Ovviamente non se lo fa ripetere due volte. L’aiuto ad entrare, metto le stampelle nei sedili dietro e partiamo. Ma la porto poco lontano, allo spiazzo dietro alla discarica. Lì mi fermo e ci mettiamo a parlare. Anche se “parlare” è una parola grossa, visto che lei non riusciva ad emettere molto di più che dei suoni gutturali. Va beh, io vado comunque avanti con robe a casaccio, facendo finta di capirla, ma fregandomene di capirla, tanto a lei andava bene così. Era evidente che nessuno se l’era mai cagata. E vorrei vedere.
Ad un certo punto le chiedo se ha mai fatto sesso. Lei abbassa lo sguardo, diventa rossa e le colano dagli occhi due lacrime. “Ho capito” dico io, e subito lo caccio fuori. Le prendo una mano, me la metto sul cazzo e la guido nel farmi una sega. Non si dimostra un granchè brava, ma si dà da fare.
Poi le accompagno la testa fra le mie gambe e le dico di far finta che sia un cono gelato al suo gusto preferito. Lei dà dei lecchini timidi, che non dicono un cazzo, ma lo spettacolo è vedere che lo sgorbio se la ride come una bambina, come se si trattasse di un giochino. La guardo in questa scena patetica, poi penso a tutte le fiche che mi sono scopato. Penso alle cosce negre di Kimberly, alla sua bocca fantastica. E poi la guardo ancora. Così volenterosa, questa merda senza speranza. E come realizzo la sua bestialità, ho il cazzo in fiamme.
Lei ci prende gusto, e sembra aver trovato la sua dimensione nel lapparmi le palle. E’ così ridicola. A un certo punto, ha una crisi di risolini talmente incontrollata che si lascia scappare una scorreggia. Quasi non ci credo, inorridisco e mi viene, se possibile, ancora più duro. Penso in quale cazzo di fantastico delirio sono finito. La poverina si vergogna, torna silenziosa e io le spingo il muso fra i miei coglioni sudati. Come si fa ai gatti con il loro piscio.
Quindi le rialzo la testa prendendola per i capelli e le caccio il cazzo in gola. E’ sudata come una mignotta marcia e la puzza di merda nell’abitacolo si fa presto insopportabile. Ma io le accarezzo la testa e le dico: “Dai bella, non fermarti… sei stupenda… ancora, su bella…”.
Dopo un po’ che niente rinnova la mia attenzione, mi rompo i coglioni di questo pompino sbilenco e mi si sta smosciando. Così decido di servirmi da me, ficcandoglielo nel culo. La strattono via dal mio uccello. Le cola della bava e fa una faccia di una stupidità che rasenta l’offesa. Avrei voglia di spaccargli con il krik quella sua espressione di merda. Magari farle perdere i sensi. Ma no, chi se la scoperebbe poi? E invece è bello vederla così confusa, illusa e innamorata, mentre si fa montare. Questo mostro.
Mentre mi masturbo, la faccio mettere prona sul ribaltabile, le alzo quella sua gonna da suora e le tiro giu le mutande, ovviamente sporche di merda. Il suo culo è un film dell’orrore. E’ un culaccio triste, cadaverico, obeso e smunto allo stesso tempo. Alla distanza pare inodore, ma immagino che a toccarlo appena con la lingua ne rimarrei avvelenato. Le apro le chiappe e aspetto di trovarmi una serratura, invece il suo buco è già bello che pronto, perché mentre lo massaggio praticamente mi risucchia l’indice. Che dire? Disinvolto il nostro cesso!
Il mio cazzo urla vendetta. Glielo infilo senza cerimonie e prendo a sbatterla con forza. Lei si mette a urlare come quelle babbuine impazzite che si vedono nelle gabbie degli zoo. Come le vengo dentro, lo sfilo, apro la portiera e la sbatto fuori con un calcio in culo. Tutto nel giro di dieci secondi. Le stampelle me le scordo in macchina.
Subito mi sento fottuto dalla delusione. Pensavo fosse molto meglio sbattersi un’handicappata.
Sono le sei di pomeriggio, giusto il tempo per un happy-hour. Decido di dirigermi al Jolly Roger, che magari ci becco la Vane.
Mentre me ne vado getto un ultimo sguardo sullo specchietto retrovisore e vedo un mostro seduto a culo nudo per terra. Un mostro che mi sorride e mi saluta con la mano. Un mostro senza nome che pare felice. Contenta lei.
Poi la sera stessa, ad una lotteria, ho vinto uno yacht.
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46 Risposte to “Le avventure di Nero Guarnacci”

  1. Anonimo giugno 24, 2005 a 10:24 am #

    eccolo qua il nuovo personaggio…un tipino davvero a posto.
    complimenti! quasi quasi quest’estate vado a cercarlo a porto cervo o
    al twiga… che dici? lo troverò???

  2. Anonimo giugno 24, 2005 a 10:37 am #

    Semplicemente agghiacciante.
    Laura

  3. Anonimo giugno 24, 2005 a 11:20 am #

    spero che nn esistano al mondo persone orribili come quella
    handicappata sfatta schifosa, o cmq di nn incontrarle mai. Dio che
    schifo solo a pensarci che magari casualmente ti sfiora, o ti sorride
    perche pensa di essere come te e di starti simpatica.
    caramelleamare

  4. Anonimo giugno 24, 2005 a 11:47 am #

    sto blog è una sborata sulle tette grosse e la porca faccia di una americana ubriaca nella fontana di campo dei fiori….gagliardo!
    m’ha fatto pure venire la voglia di scomparmi un handikappata! quasi quasi..
    “la vacca ninja”

  5. Anonimo giugno 24, 2005 a 11:59 am #

    E’ anche agghiacciante che te Laurina (che buon profumo che usi) te lo sia letto tutto fino in fondo!
    Mike Renton

  6. Anonimo giugno 24, 2005 a 12:13 pm #

    caro vecchio Guarnacci…….
    siamo andati anni fa together  a tirare i sassi dal cavalcavia dell A1…
    Dopo c han copiato tutti…..
    ma questa è un altra storia……..
    cmque…..l handy capp è un bel fumetto…..
    MARRA

  7. Anonimo giugno 24, 2005 a 1:56 pm #

    Ultimamente sei virato al nero, pare!
    Mi vien da interrogarmi sul rapporto scrittore/opera compiuta, che per quanto il primo possa partire da una prospettiva lontana e distaccata quando scrive un po’ si deve, per forza, calare nella storia. Sarebbe impossibile descrivere altrimentimenti alcunchè.
    Perciò BRRrrrr… Se noi lettori s’è vissuto 1 te l’hai fatto 10.
    Meno male che conosco il tuo lato giuggiolone cucciolone fresco sbarazzino trottolino amoroso dududù Da Da Da (come la canzone, quella anni ’80 che fa: Da, Da, Da… nel senso di  affermazione russa.)!
    GB

  8. Anonimo giugno 25, 2005 a 10:04 am #

    Per Mike Renton: Prima di tutto ”Laurina” lo dici alla tu mamma.
    Seconda di poi non mi conosci abbastanza se ti stupisci che possa andare avanti a leggere una cosetta del genere.
    Terza cosa, non che in più, il profumo che uso è cane bagnato.
    Arrisentirci bamboccione
    Laura 

  9. Anonimo giugno 25, 2005 a 10:12 am #

    si vede che è la cugina del gori, eh? 😉

  10. acidshampoo giugno 25, 2005 a 12:00 pm #

    Sì, Dillydoll. Visto come tira fuori gli artigli la gattina? Eccitante.
    > non mi conosci abbastanza se ti stupisci che possa andare avanti a leggere una cosetta del genere.
    “Cosetta”? COSETTA?!?! Io ti squarcio la fica con uno stiletto a doppio taglio, troia. Forse quello è una cosetta.

  11. acidshampoo giugno 25, 2005 a 1:01 pm #

    GB, c’hai preso. Tutta ‘sta naturalezza in effetti è sospetta. Ma è l’eterno conflitto fra etica ed estetica. Mentre partorisci una fantasia così ti dimentichi della prima, per far andare a ruota libera la seconda. Ma te lo sai che nella vita, da KenParkeriano convinto, sono pura etica distillata. Però c’ho pure un’animaccia nera incancrenita, fosse pure per osmosi dal Cincinelli.
    La cosa pericolosa è quando c’è gente come il Cincinelli, che paraccio l’etica proprio non gne l’hanno messa. Per risparmiare gnan fatto il modello base: il tennis, le patate arrosto, la webcam e l’estetica. E non essendoci etica quest’ultima agisce a ruota libera. Ma io l’ho sempre detto, che se il Cincinelli morirà (non è detto, visto il soggetto) non andrà all’inferno, ma lo manderanno dritto in paradiso. Per sdrammatizzare.

  12. Anonimo giugno 27, 2005 a 11:11 pm #

    Sieeeeee! Innamorata!
    Quella gli ha fatto, ma un peto fragoroso e fetente! E poi se la rideva di gusto….
    Sicuro che fosse senza speranza?
    hiss

  13. Anonimo giugno 28, 2005 a 1:48 am #

    c’è chi legge e c’è chi scrive
    il gori scrivenon è sempre originale ma secondo me scrive dannatamente bene, cazzo, direbbe nero (se sa leggere)
    alessandro, un piacere: potresti provare a scrivere una storia, un personaggio nuovo, qualsiasi racconto possibile senza nomi propri/marche/citazioni/riferimenti etc, insomma senza lettere maiuscole? mi piacerebbe leggerla/o.(non sottilizziamo sulle maiuscole, hai capito il senso, alò)
    grazie
    sara

  14. acidshampoo giugno 28, 2005 a 3:09 pm #

    Sara, tu mi lusinghi! Cazzo. C’ho un senso di inferiorità sul mio modo di scrivere che non te dico. E te mi spari un “dannatamente bene” fra’l capo e’l collo che… mammamia… tu mi vizi… tu mi sevizi…
    M’hai sgamato anche sulla storia dei nomi propri. In effetti sono i miei puntelli, mi danno sicurezza perchè mi vengono naturali. Se ci sono mi rilasso e riesco a scribacchiare una storia (che m’è molto meno naturale). Se invece mancano un po’ di nomi strani, di marche improbabili… beh allora me sento perso e non faccio niente. Potrei toglieli a lavoro fatto, ma li tengo per rispetto loro. Che se una Pontedera Firebird me salva la ghirba, non sta bene che dopo la cavo. Mica per me eh, per la concessionaria.
    Sara, quando ti gira scrivi qualche commento, che i tu post sono una mano santa e magari me danno idee.

  15. Anonimo giugno 28, 2005 a 5:52 pm #

    Quando Il Gori scrive ”tu mi lusinghi” non è un segno positivo.
    Faccio per avvertire.
    Laura

  16. Anonimo giugno 28, 2005 a 6:54 pm #

    …in effetti…
    lozissou

  17. acidshampoo giugno 28, 2005 a 8:06 pm #

    Guarda, se me fai complimenti per come scrivo, io m’intimidisco regolare. E lì scatta il “tu mi lusinghi”. Qualche volta faccio subitaneo succedere un “tu mi cunnilinghi”, per fare il simpatico.
    Il giudizio della Sara me intimidisce per due ragioni. Il primo è che scrive da Dio, il secondo è che è severa (vedi il libero del Labranca).

  18. Anonimo giugno 28, 2005 a 8:22 pm #

    1 – chi è sta sara (nofri?) ?
    2 – che c’entra il libro su andy warhol?
    3 – tu mi cunnilinghi è togo assai
    lozissou
    ps. mo’ me sparo un altro film (non per piacere, non più, ve lo assicuro, maldido cinema!), e poi a mangiare (a mezzanotte), se potarà…

  19. Anonimo luglio 1, 2005 a 3:25 am #

    che è il libero del Labranca?
    cosa avevi letto di mio?
    grazie alessandro per il racconto quasi senza maiuscole. dico “quasi” non per Rimini, che secondo i criteri proposti è un nome proprio accettabilissimo, quanto per l’autogrill scritto piccolo che t’è scivolato tra dito e tasto; non abbastanza piccolo da far dimenticare il logo!
    va beh
    ora ti rendo il compito più arduo
    prova senza maiuscole a scrivere qualcosa che non sia serio – non dico “che faccia ridere” perché se lo dico in partenza ti taglio le gambe, non è giusto
     
    oops l’ho detto
    (faccina rossa) – se ci fosse
    insomma, hai capito

  20. Anonimo luglio 1, 2005 a 7:02 am #

    ah sì è vero, labranca era l’autore del libro di wharholh coatto
    sì, nofri –
    Alessandro, le mie sono proposte eh! se non hai voglia di scrivere non me la prendo

  21. acidshampoo luglio 1, 2005 a 10:18 am #

    Va beh, Sara. Magari hai anche ragione, però messa così mi sa proprio di fisioterapia per infartuati. Non credo che questa cosa delle maiuscole sia così grave e limitante. Penso all’ultimo Brodolini, ci metterei niente a far sì che funzionasse (per me eh) anche senza nomi propri. Questa cosa di mettere nomi strani e marche improbabili mi piace perchè la trovo diretta e caratterizzante. Niente di più e niente di meno. Ma non credo ci sia solo quello. Non penso che un pugno di nomi propri possano mascherare una mancanza totale d’idee. O essere l’unica cosa che, sempre secondo me, possa aspirare a far sorridere nelle storie di Brodolini.
    Poi non so, magari ho travisato il senso dei tuoi post su questa cosa dei nomi propri.

  22. infrarosa luglio 2, 2005 a 2:25 am #

    sì hai travisato
    secondo me i racconti sono efficaci lo stesso, ma volevo vedere come sarebbero stati senza riferimenti, solo con nomi comuni e senza marche o marchi.. ma era pura curiosità. o egoismo, visto che:
    1-capisco un riferimento ogni morte de papa2-li vorrei cercare su internet3-ho una connessione lumaca e così mi rassegno all’ignoranza
    per fortuna la lupo è gentile e mi spiega per mail che sono i teneroni findus
    va beh’bona

  23. Anonimo luglio 2, 2005 a 9:50 am #

    Infrarosa,
    non solo i nomi con la maiuscola ma moltri altri elementi, anche più
    sostanziali, di questo microcosmo-blog rischiano di essere
    impenetrabili, soprattutto a visitatori estranei alla cerchia di
    conoscenti del Gori.
    Un po’ per riferimenti a persone realmente esistenti un po’ per tendenza a sviluppare uno stile “comico” (brrr) raffinato e personale, cosa secondo me spettacolare.
    Però se gli togli i nomi propri gli togli una componente grossa del
    divertimento, e un elemento non certo marginale del suo stile verbale.
    Quindi ti inviterei a soprassedere e a divertirti con quello che ti
    piace e ti tocca di ogni post… poi in privato ci lasciamo andare a
    tutte le spiegazioni che ci pare.Frank in versione gentile

  24. Enzo novembre 9, 2010 a 12:47 am #

    il mio preferito

  25. acidshampoo novembre 9, 2010 a 1:10 am #

    E sì che è rimasto un unicum. Ne ho un secondo capitolo in briefing da anni, che racconta della slave ufficiale di Nero. Prima o poi mi deciderò a completarlo. Grazie Enzo.

  26. caramelleamare novembre 9, 2010 a 1:27 am #

    Enzo, fa paicere che ci sia qualcuno che si perde a rileggere vecchi post. che qua dentro ce ne sono chissà quanti dimenticati. La verità però è che acid se la tira. Nero Guarnacci fu un successo pazzesco quando uscì, anche a livello discografico, e lui da allora aspetta per far salire il prezzo, come si fa con l’eroina.

  27. dnarossoenro novembre 9, 2010 a 2:52 am #

    terribile questo post, ma penso sia pura fantascienza…non penso che nessun uomo possa mai arrivare a tanto…a parte che ci vuole stomaco per andare con una tanto cessa ma cazzo anche la persona peggiore del mondo riuscirebbe a portare rispetto a una ragazza con seri handicap

  28. acidshampoo novembre 9, 2010 a 3:07 am #

    T’assicuro che Caramelleamare non si porrebbe il problema. Una volta l’ho trattenuto, in un pub nel senese, dal chiedere se fosse down ad una ragazza evidentemente down. Un’altra volta ha fermato un uomo di una settantacinquina d’anni e gli ha detto: “Mammamia! Lei è la persona più vecchia che abbia mai visto!”.

  29. acidshampoo novembre 9, 2010 a 12:23 pm #

    QUI il monologo di Benigni, ieri, a “Vieni via con me”, il programma di Saviano e Fazio che ha fatto 8 milioni di spettatori.QUI l’ovvia e tristissima stroncatura di Libero.

  30. acidshampoo novembre 9, 2010 a 12:25 pm #

    QUI la Mara Carfagna sulle puttane di Berlusconi.

  31. fox in the snow novembre 9, 2010 a 1:18 pm #

    >QUI la Mara Carfagna sulle puttane di Berlusconi.Non ci crede perché infatti il puttanizio non è per niente coerente con il personaggio Berlusconi.

  32. Improvvisi Avvilimenti novembre 22, 2010 a 9:00 pm #

    Scusate se mi allontano un attimo dalle puttane di Berlusconi.Premetto che mi piace come èscritto perché dipinge bene la scena, i personaggi e riesce finanche, nella sua‘sopraffazione’, a essere erotico (del resto ciò che ci ripugna ci eccita).Però mi sembra che il tipo voglia essere ‘cattivo’, ma dietro c’è un ‘buono’ travestito.Non so se è il buono che s’intravede che m’infastidisce o viceversa. E leggol’opposto di quello che sembra. Nel film ‘Salò o le 120 giornate di Sodoma’(che è un modello per te), a mio avviso, la violenza chirurgica e‘apparecchiata’ è una luce che illumina la pietà e lascia intavedere l’occhiovivo e coraggioso della vittima. Raggiungere il massimo dell’abiezione e dellospregio dell’umanità per farla risaltare maggiormente (Dante, in questo è unmaestro, no?).

  33. acidshampoo novembre 22, 2010 a 9:14 pm #

    > e riesce finanche, nella sua‘sopraffazione’, a essere eroticoEcco, finalmente qualcuno ha capito che questo è un racconto erotico in piena regola. Almeno per me eh, non a caso mi ci sono finito di seghe mentre lo scrivevo. Pasolini con Salò ha fatto uno dei più bei film erotici di sempre. Hai voglia che ti dicono che è un film dal grande peso sociale e artistico. Ovviamente lo è. Ma è anche altro, è un meccanismo porno perfetto per chi spasima per il sadomaso più illegale e impresentabile (stando da una parte e/o dall’altra). E’ evidente scena dopo scena, almeno a chi vive certe fantasie, che Pasolini l’ha scritto in pieno stato d’eccitazione. E la cosa inquietante è che il co-autore della sceneggiatura è il democristiano Pupi Avati. Ma ce lo vedo, oh se ce lo vedo. Non m’addentro sulla differenza fra erotico e porno perché è uno degli argomenti più noiosi e ammorbanti che ci siano.

  34. Improvvisi Avvilimenti novembre 22, 2010 a 9:19 pm #

    E Maurizio Costanzo il porco c’entrava in qualche modo? Quello sì che mi fa vomitare più della merda servita nel servizio buono.

  35. Improvvisi Avvilimenti novembre 22, 2010 a 9:20 pm #

    Ps Delle tue seghe avrei anche fatto a meno di sapere.

  36. acidshampoo novembre 22, 2010 a 9:36 pm #

    Costanzo era uno stimabile che, da una dozzina d’anni, per me s’è votato al male. La De Filippi, nonostante i programmi dannosi e di merda, non riesce a rimanermi male e mi fa pure sangue.Delle mie seghe non puoi fare a meno di sapere perché io sono come la Democrazia Proletaria di Mario Capanna: “non ho segreti”.

  37. Improvvisi Avvilimenti novembre 22, 2010 a 9:40 pm #

    La De Filippi? Hai preso alla lettera il mio motto ”ciò che ci ripugna ci eccita”? Preferivo sapere delle tue seghe. Questa della Maria è troppo per me. Addio, Acid. A mai più rivederci.

  38. acidshampoo novembre 22, 2010 a 9:59 pm #

    Chettedevodire? Il male lo vedo nella D’Urso e nella Perego, un gradino sotto pure la Ventura. Ma Maria, anche se non seguo i suoi programmi, riesce a fregarmi. Io mi ci troverei bene e lei si troverebbe bene con me, già lo so.Una invece che mi sta sui coglioni che la metà basta è la Bignardi.

  39. Improvvisi Avvilimenti novembre 24, 2010 a 8:37 am #

    > E’ evidente scena dopo scena, almeno a chi vive certe fantasie, che Pasolini l’ha scritto in pieno stato d’eccitazione.         Questo può essere, ma non puoi negare che c’è l’esaltazione della vita e dell’essere umano nella fierezza del ragazzo nudo che muore a testa alta (per niente ridicolo come invece i loro carnefici) e nelle scene in cui il sesso diventa amore (tra le due ragazze o tra il ragazzo e la domestica nera che muore come una madonna rinascimentale). Non puoi negare la grazia della ragazza che ricorda la madre morta per lei e la semplicità del linguaggio dei partigiani che contrasta l’artificiosità crudele e violenta (per contrasto) dei fascisti. (E non parlo di politica. I carnefici e le vittime avrebbero potuto essere interscambiabili, anche se di certo non per Pasolini!) 

  40. acidshampoo novembre 24, 2010 a 2:37 pm #

    Concordo in tutto, ma la trovo la parte meno interessante e, se vuoi, più a rischio di retorica.

  41. Improvvisi Avvilimenti novembre 24, 2010 a 3:27 pm #

    Se quel film è a rischio retorica allora Saviano tuo è Cicerone in persona!

  42. acidshampoo novembre 24, 2010 a 3:55 pm #

    Dio che nervi! Ho detto che quell’aspetto lì è “a rischio retorica”, cosa ben diversa da dire che tutto il film, che oltretutto è uno dei miei preferiti al mondo, è retorico. Bestia!Comunque la fuffa intorno a Vieni Via Con Me è chiaramente macchiata di retorica, che non è un male per forza, visto lo scopo che si prefigge il programma. Ma se di Saviano noti solo la retorica, allora tieniti i tuoi Casalesi E VERGOGNATI!!!

  43. Improvvisi Avvilimenti novembre 24, 2010 a 3:57 pm #

    Preferisco tenermi il mio Gratteri (quanto di più lontano dalla retorica), caro.

  44. acidshampoo novembre 24, 2010 a 5:28 pm #

    > Preferisco tenermi il mio Gratteri (quanto di più lontano dalla retorica), caro.Io ho comprato un Gratteri in un negozio di roba a 1 Euro. E’ di licra, lo uso sotto la doccia per esfoliarmi il perineo.

  45. Improvvisi Avvilimenti novembre 24, 2010 a 5:43 pm #

    Invece il tuo Saviano lo conosce bene bene.

  46. acidshampoo novembre 24, 2010 a 6:26 pm #

    Fai bene. E’ importante conoscere il nemico.

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