La famiglia Scai

10 Giu
Strane famiglie nelle pubblicità di SKY. 
Gente con la Montalcini in casa. Mah.
C’è una regazzina paciocchina che, nel tinello buono, parla a mammà di ribosomi, linfociti e apparato del Golgi.
Mi chiedo quando s’è mai vista una roba simile? Di solito nelle famiglie sane i discorsi dei figli iniziano con “mamma, sto con un negro” o “mamma, mi voglio far tatuare il pancreas” o “mamma, papà bacia da schifo”. E finiscono con “sono caduta dalle scale, brigadiere”.
Chiacchiere omologate in ogni famiglia più o meno normale. Ma non degli Scai.
Dagli Scai, gli scienziati girano per casa manco fossero addetti alla lettura dei contatori. 
Il marito: “Marisa, porca di quella trogglia, chi cazzo è che non ha tirato giù lo sciaquone?”
La moglie: “Dulbecco”.
Normale amministrazione.
Ma imprincipiamo ab ovo.
Questo il dialogo nello spot in questione:
“Silvietta! Come sei cresciuta!”, esclama la zia.

La cyborg-nipote spiega: “In ogni fase della vita entra in gioco l’enzima Bertolazzi che regola la crescita…”

La zia sbigottita: “Ma che è, un premio Nobel?!”

“Io no… ma lei sì!”, conclude ‘sta nipote da fumenti al vetriolo.

A quel punto entra – non si sa come – Rita “Montalcini” Levi, Nobel per aver inventato il vaccino contro il tumore al cuore (e infatti…).

Ora, c’è da dire che la Rita Levi è la sorella di Primo Levi, persona ebrea partigiana comunista che era contro i nazisti uccidiamoli tutti forza Occhetto, ma anche di Levi Riefenstahl, regista di propaganda nazista (quella de Il Trionfo Della Volontà e Porzus). Quindi è chiaro che la Rita, ago della bilancia fra questi due diversi modi di concepire la coscienza e il tennis, mi è venuta su un tantinello eccentrica. Per esempio, si serve dallo stesso coiffeur della mamma di Futurama. O del Dracula di Coppola. E si veste come i Morb di Brad Barron.

Questo per dire che da una così ti aspetti, come minimo, di tutto.

E già la sua entrata in scena nel tinello degli Scai è un colpo di teatro al silenziatore. Arriva da un non-dove, pattinando a mezz’aria, ed esordisce con un “buongiorno” che mette i brividi. Roba da chiedersi terrorizzati: “Buongiorno? Oddio, che avrà voluto dire?!”.

A quel punto Blas Roca Ray, il marito dell’Amanda Sandrelli, con la sua brava faccia ecumenica da I Cinque Del Quinto Piano, riesce a replicare al suo saluto con appena un conato di sorriso e un sommesso “ciao”. 

Ma, oltre a quell’espressione da cernia, è il tono con cui lo dice che è tutto particolare… ed è… come si può spiegare… ok, mettiamola così: se io fossi un deportato a Dachau, e una bella mattina mi convocassero da solo in una stanza, mi facessero gnudare ignudo (sì, anche il pisello) e ad un certo punto mi entrasse un gerarca nazista con la faccia da Horst Bucholz… beh, io tirerei fuori lo stesso identico preciso “ciao”.

Uno “ciao” da chi si sta cagando in mano. Uno “ciao” che significa qualcosa a metà fra “oddio, e ora che fa questa?” e “oddio, e ora che faccio?”. 

Ma la Levi nemmanco se lo fila il Roca Rey, e si limita a complimentarsi con la nipote: “Eh ma ormai tu ne sai più di me”. Lì finisce la storia.

Ma viene naturale chiedersi cosa succederà, dopo questi trenta secondi in chiaro, nella quotidianitade di questa stravagante famiglia di tre imbecilli e un Nobel. E mi viene in mente un continuo alla Shyamalan.

Eh sì, ce lo vedo.

Il jingle pubblicitario all’improvviso si ferma. Le luci si fanno fioche. I tre Scai si guardano fra di loro e poi tutti e tre guardano il Nobel. Il sorriso della Ritalevi diventa satanico & sardonico, ruota la testa di 360 gradi, le sue pupille ora sono bianche e le si schiude un terzo occhio in fronte. Parte una maxi-sinfonia di John Williams maperò di quelle che levati. Dall’abito cerimoniale della Ritalevi fuoriescono dei tentacoli robotici, tipo Octopus in Spiderman 2, che ghermiscono a tradimento la nipote. Roca Rey e la zia rimangono impietriti e terrorizzati (ma manco tanto sorpresi). La nipote perde conoscenza per un calo di enzimi Bertolazzi e, completamente in balia del premio Nobel, le viene fatto inalare un gas venefico a dispetto.

Sembra che il destino sia ormai segnato per la mocciosa, quando a Roca Rey viene in mente il tormentone della Sandrelli in una fiction per RaiEdu sul bdsm: “Colpisci con forza, oh sì!”. Alchè si guarda intorno e cerca il primo oggetto contundente efficace. Trova una spranga. Solo che è la spranga di Cluedo, una chiavica di miniatura. Non importa. Blas l’afferra, si fionda contro il mostro Ritalevi e gliela ficca nel terzo occhio del premio Nobel, accecandolo (era l’unico sano). Ritalevi è furibonda, inizia a girare vorticosamente su se stessa, smadonna contro una madonna venusiana e in un attimo è teletrasportata nella sala del biliardo. Incredibilmente si è trasformata in un innocuo Colonnello Mustard. 

Ora tutti sono salvi, parte un pezzo di Alexia, l’allegra famigliola si è riunita ed è tornata a sorridere. Si festeggia tutta la notte con spumante, bignè, karaoke e gioco del mimo, per poi concludere con una gangbang satanica invocando il dio cannibale Horgok e sgozzando un neonato negro davanti a sua madre tisica.

Che ci volete fare? Gli Scai sono fatti così.

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6 Risposte to “La famiglia Scai”

  1. Anonimo giugno 10, 2005 a 6:18 pm #

    per la cronaca, si scrive buchholz (con due acca), poi dite che non leggo BENE le cose.
    lozissou qui-più-che-mai, ça va sans dire, gunther

  2. Anonimo giugno 10, 2005 a 7:38 pm #

    in definitiva sei pro o contro l ovvio strapotere di scai??
    o metti anke tu,come i tifosi di calcio di serie a striscioni contro tutti i soldi che fanno girare con scritto “ci fate SKI FO !!”….
    E POI LA RITA MONTALLEVI LUDOVICA VAN e’ pro donne in africa alives……
    brividi razzistici…
    DR. MARRENSTEIN 

  3. Anonimo giugno 10, 2005 a 11:52 pm #

    Io l’ho incontrata la Rita Levi….quando tenne una conferenza ad Arezzo un milione di anni fa….ero insieme a chiasmo (il Gorino lo sa)..
    Le ho stretto la mano ed era così piccola e fragile (no! Drupi si sta impadronendo di me!….vai via puerco!……).. dicevo che mi sembrava di stritolargliela quella mano, per quanto era piccola e fragile (no! ancora Drupi! Ma non era morto???)…
    Comunque la Rita non ci azzecca nulla con gli Scai!

  4. Anonimo giugno 11, 2005 a 2:14 am #

    Sei un genio! ti seguivo al tempo in cui gestivi la Z-Mail per fortuna
    che ora hai un blog così posso leggere i tuoi deliri e delirare davanti
    al pc! EVVIVA!
    ps.
    sappi che grazie a te quando ero giovine sono stato traviato dal capitano cuor di bue e da francesco zappa!

  5. acidshampoo giugno 11, 2005 a 5:20 pm #

    Grazie, anonimo. Sei una bravissima persona. Tu mi lusinghi coi tuoi complimenti al fulmicotone. Però firmati, eccheccazzo. Firmatevi eccheccazzo. Firmiamocieccheccazzo. Che io mi firmo sempre nel senso che mi Logino prima, ma voi noi. Eddai. Comunque t’avverto: qua troverai essenzialmente un riciclo di quello che dicevo nella Z-Mail, perchè io di idee ne ho pochissime e non si butta via niente. Ma se t’accontenti…
     
     

  6. acidshampoo giugno 11, 2005 a 5:24 pm #

    Altre risposte sparse: 1) Hai ragione, ma in realtà è conosciuto anche come Bucholz, vedi IMDB. 2) Anonima, Chiasmo a me mi garbava, si sappia. Non me la spregiare. 3) Marra, non sono contro lo strapotere di Scai, almeno finchè la televisione generalista è quella che è diventata. E la guardo lo stesso sì, e la guardo di più essì, ma è che sono un malato. Però fa caghèr.

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