Camogli & lacrime

29 Mag

Mi hanno rinnovato l’autogrill qua vicino.

Ora è più grande, più bello, più nuovo, un gioco, del cioccolato. Pure il parcheggio per i dipendenti è nuovo di pacca. Prima era uno sterrataccio ristretto, buio e malfamato, ora è un’isola di cemento con tutti i crismi, illuminata da un turbillon di lampioni a luce arancio e circondata da un muro di cinta tipo club privè per acrotomofili. E, visto che è tutto ancora in fieri, c’è da scommetterci che il muro verrà completato a breve da un cancello automatico, di quelli che si spalancano solo per i dipendenti e per nessun altro. Eh no, neanche per me che son sempre passato da lì, pur senza essere un Motta-boy.
E’ da una vita che frequento questo autogrill senza entrarci dall’autostrada. E’ ad un tiro di schioppo da qua. Se a notte fonda mi viene voglia di un Camogli o di una musicassetta di Jimmy Fontana in offerta, arrivo lì in cinque minuti. Cazzo, è una vita che me ne vanto!
Ora che hanno messo dei tavolini risulterebbe ottimo anche come pub d’emergenza. Tipo se si vuol giocare a Gira La Moda e a casa mia non si può, si porta tutto là. Ma è inutile sognare…
E’ davvero tutto finito. Me lo sigillano. In questi giorni ogni Icaro che ci mangio mi pare l’ultimo. Lo addento fra le lacrime. Non mi pare giusto!
Quest’autogrill mi ha visto crescere, e come lo chiuderanno io non lo vedrò MAI PIU’. E’ più facile che veda l’Antartide piuttosto che questo Motta – il mio Motta! – distante uno sputo da qua. 
Qualche candido dirà: “Va beh, puoi sempre andarci entrando dall’autostrada!”. Seee, come no. Ma che cazzo di discorsi sono? S’è mai vista una roba del genere?! Un autogrill fruibile tramite autostrada non è un autogrill!
Una commessa stasera ha tentato di tranquillizzarmi: “Eeehh, suvvia! Tanto ancora mica ce lo mettono il cancello! Vedrà che passera un mese buono prima che…”.
Gente semplice. Sterminarli tutti.
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17 Risposte to “Camogli & lacrime”

  1. Anonimo maggio 29, 2005 a 12:41 pm #

    Con la chiusura del retro autorgrill si chiuderà qualcosa, un paragrafo della mia vita.
    Nel cuore e negli occhi la suggestione della prima volta attraverso quel cancellaccio tetanògeno.
    Nel cuore e nelle narici quel puzzino di piscio antico.
    Nel cuore e nelle orecchie rumori di camion, da qualche parte, nel buio.
    L’autogrill visto da dietro, quel posto dove locale e globale cortocircuitavano…
    L’autogrill entrato da dietro, quel rassicurante apostrofo caldo fra le parole “il cinema” e “un salto a casa gori”…
    L’autogrill di noialtri, e ora ci tocca entrare in città, mescolarci alla folla, fare le file alle casse.
    Mi mancherai anche a me.

  2. Anonimo maggio 29, 2005 a 5:52 pm #

    Si spengono le luci sul motta.
    Non è possibile, mi ricordo ancora la prima volta che siamo andati: Era d’estate e c’era qualche elemento dei  raduni Milanesi ospite a casa Gori.
    Mi dispiace un sacco, sembrava un luogo per stupratori però aveva il suo fascino. L’ultima volta che ci sono andata ho guardato mio cugino bere un cappuccio.
    Adieu, L.
     

  3. Anonimo maggio 29, 2005 a 8:02 pm #

    Io ricordo il pericolosissimo  “tenerezze dal calcavia” fatto vicino al motta.
    Passatempo da gioventù degradata, o meglio da (gioventù degradata) degradata.
    GB

  4. Anonimo maggio 30, 2005 a 12:01 am #

    oh ma ‘sto post dell’autogrill ha generato più reazioni di slancio di qualunque altro finora in questo blog
    non è un caso
    se dura il trend si lancia una petizione
    Frank [la disgrafica dell AUTORGRILL]

  5. Anonimo maggio 30, 2005 a 2:31 pm #

    Era una notte del dicembre dell 2003 (io c’ero, anzi io ce stavo) quando con tutte le cose fecero crollare il ponte sopra l’A1 che collegava il “motta grande” con il “motta piccolo”. E da allora, a dire il vero anche da prima da quando chiuserò il cancello su di sopra, che è iniziato tutto…. il ponte mica se lo ricordano.
    Nic

  6. Anonimo maggio 31, 2005 a 6:34 am #

    Attenzione Padroni dell’Autogrill!!
    Nelle nostre case sono stati recapitati 34 dico 34 promobollini del
    MacDonald restyled, come quelli di quando arrivava le giostre e noi si
    faceva le medie, ma più patinati.
    Occhio che noi ci si va, eh!
    Voi ci amazzate ‘sto papa ma noi se ne fa un altro!!
    …ma non ci credo manco io che lo dico…
    sniff
    Frank

  7. Anonimo maggio 31, 2005 a 4:27 pm #

    io l’ho vissuto poco, st’autogrill, siii, vabbè, il gori a volte mi c’ha portato, in gruppo beninteso (!!), ma non l’ho mai sentito mio-mio (come il formaggino).
    però, i vostri discorsi e solamente “l’idea” di autogrill come posto a cui fare riferimento (tramite via nascosta: forse è proprio questo aspetto, il vicolino nascosto che solo quelli delle zone circonvicine conoscono, a farmi impazzire e a proiettarmi nostalgicamente nell’infanzia/adolescenza, con relative scoperte ormonali et similia) danno troppo l’idea di archeoreperto da anni 80 o poco prima e la cosa non può che dilaniarmi (e, si sa [vero clive barker?], nel dolore assoluto c’è anche il piacere assoluto)

  8. Anonimo giugno 2, 2005 a 2:13 pm #

    Non credo che mi mancherà, ma lo ricordo con piacere.
    Il signor Gori mi ci portò con due folli, uno (Cincischielli, mi pare) sembrava un po’ psicopatico, l’altro invece  – porello – era solo un bovaro un po’ troglodita (adorabile, però). Era il 2000, o forse no.
    Dentro all’Autogrill lui (il Gori) flirtava con una commessa, o forse no. Fatto sta che ad Arezzo, con la sua mamma che portava i wurstel, si stava bene. Lui mi faceva la barba con lo stesso rasoio utilizzato per i suoi peli pubici, e il più contadino dei due folli cagava, mangiando patatine fritte, davanti alla di lui cugina un po’ banale e un po’ no. Credo che abbiamo anche dormito insieme nel letto dei suoi, ma forse ricordo male. La mamma era simpatica, lui invece faceva il ruffiano con la nonna che stava tipo due case più in là (tutte sue, neh!). 
    Ad ogni modo lui era gentile, io ingenuo e goffo.
    Poi me ne sono andato perché non ce la facevo più di fare colazione alle 3 di pomeriggio guardando Coming Soon. O forse perché erano finiti i soldi, ma quello dopo. Se tornassi a Milano Marittima lo incontrerei volentieri, a patto che mi dia una mano a conquistare quella vacchetta tedesca della prima fila alla quale piacciono i proto-fighetti.
    Con affetto e stima,
    Raphael
     
     
     

  9. Anonimo giugno 2, 2005 a 9:10 pm #

    “Il Motta”! Quasi non ci credo. Me ne ricordo spesso, e spesso mi ricorda quanto è folle il Gori. Una follia di quelle belle, per carità, di quelle che da leggere sono eccezionali, interessanti, giustamente criptiche. Dal vivo, il Gori rende forse un po’ di meno: la sera che mi portò al Motta, insieme a un altro carissimo amico, s’inviperì per uno scherzetto innocente. C’è da dire, però, che per tutto il resto di quella curiosa vacanza è stato un ospite tanto singolare quanto amabile. Un personaggio di Lynch senza alcun orrore, in grado, anzi, di mostrarti cose belle e mai viste. Da allora l’ho frequentato troppo poco e, soprattutto, l’ho letto ancor meno. Questo blog è quindi un’occasione splendida.
    Spero che il Motta resti aperto, spero di poter continuare a leggerti, caro Gizmogori. Per quanto riguarda, poi, incontrarti dal vivo, tutto può essere: al massimo, quando passo, ti faccio uno squilletto sul telefonino.
    Tuo,
    Papero

  10. Anonimo giugno 3, 2005 a 10:24 am #

    Non facciamo diventare questo magnifico blog, come quella merda dello studio-vit.
    proto-fighetto tornatene dalle tue veline a sniffare coca, oppure scopati qualche maschietto.
     

  11. Anonimo giugno 3, 2005 a 11:26 am #

    Firmati, scimima.
    r.

  12. Anonimo giugno 3, 2005 a 2:45 pm #

    filmati!

  13. acidshampoo giugno 4, 2005 a 3:47 pm #

    Papero, tu mi lusinghi anzichenò! M’hai fatto una rencensione da quattro stelline e mezzo su cinque. E se conti che il Mereghetti ne da due e mezzo a C’Era Una Volta Il West, posso dire di aver surclassato il miglior Leone.
    Inutile dire che se passi per queste lande, pretendo che tu mi ti manifesti. Sarebbe cosa buona e giusta, replicare il mini-raduno che fu. 

  14. acidshampoo giugno 4, 2005 a 4:12 pm #

    Piacca, sappi solo che il Cincischielli (che poi è il Cincinelli) m’ha parlato di sua sponte di te, dopo aver letto il suo post.
    “Che fine ha fatto Piacca? Mi sembra che fosse positivo”.
    Ora, contando che se il Cincinelli è il MALE, e che morisse non lo
    manderebbero all’inferno, ma addirittura in paradiso (per
    sdrammatizzare l’ambiente), il suo interessarsi non è da poco.
    La teutonica Inge in prima fila c’è sempre. La su mammaccia acrotomofila compresa.
    Aho, quando sei fruibile t’attendo per una sortita. Qua o a Milano Marittima che sia.
    Cia’.

  15. Anonimo giugno 5, 2005 a 8:43 pm #

    T’ho scritto e ho provato a chiamarti, invano.
    Se mi mandi il tuo numero di telelefono (ilmondosadideiezioneequina@gmail.com) domani sera, dopo le otto, ti chiamo.Un’ampia cernita di saluti,
    r.

  16. frank settembre 18, 2005 a 11:14 pm #

    Senza la fascinazione che ci mettiamo noi, ma insomma c’è un giro di
    gente che sviluppa tattiche per entrare negli Autogrill passando da
    Detroit (passando da dietro, da dietro). Allora il titolare di questo blog ha anche avuto piccole grane con la Autogrill S.p.A.
    Però va avanti perché è un grande.
    Qualcuno ha censito anche il “nostro” Autogrill, spiegando
    l’inspiegabile, cioè la via per arrivarci, sempre passando da Detroit
    (o da Chicago per i pessimi).
    Ma insomma tutta quest’attenzione intorno a ‘sta cosa, va a pro nostro o a svantaggio?

  17. acidshampoo settembre 19, 2005 a 1:16 am #

    No no, occhio: quello che spiega lui non è come si arriva al nostro autogrill, ma a quello sull’altro lato dell’autostrada, quello grosso, che ci si arrivava anche dal nostro quando in mezzo c’era il ponte.
    Solo che quello ha da tanto tempo il cancello elettrico per i dipendenti, che resta aperto per noantri solo dalle 8 alle 17. Anzi, non mi aggiorno da un bel po’, magari ora resta chiuso regolare.
    Ora mi viene da chiamarlo “l’altro” autogrill, ma fino a tutte le superiori era il mio autogrill di fiducia, e l’altro era il “nostro”. O meglio, era quello ora raso al suolo, accanto alla cui tomba hanno eretto il “nuovo nostro, ancora per poco”. Dio d’un Dio!

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