Arriva Brad Barron!

16 Mag

Eroi classici. Tex, Zagor, Akim. E il Comandante Mark, Capitan Miki, il Grande Black. E poi tanti altri.
Li ho sempre evitati come la peste. Sono i personaggi a farmi leggere le storie, non le storie a farmi sopportare i protagonisti. Se Tex sta male io mi limito a prenderne atto. Ma non mi arriva niente. E non è un dettaglio da poco.
E’ per questo che ho sempre spasimato per Berardi e Sclavi. Ken Parker e Dylan Dog: loro sì! Inutile negarlo: Dylan che piange fa piangere. Il Dylan di Sclavi, beninteso. Solo quello.
E io col Dylan e col Ken mi ci sono sempre trovato bene. Meglio che all’Esselunga. Ma però il tarlo m’è restato: perchè non ho mai avuto un eroe classico? Tutti ce l’hanno avuto, diocristo. Ma da piccolo, mentre i miei amici si dilettavano con Daitan III, a me già Robottino mi pareva se la tirasse troppo.
Ma ecco che, quando ormai tutto sembrava compromesso, mi arriva un Brad Barron fra il lusco e il brusco. Un eroe classico sì: forte, sicuro e onesto. Ma anche vulnerabile e umano. Un eroe classico capace di emozionare. E’ una vita che cercavo quest’uomo!
 
Brad Barron è una miniserie a fumetti scritta da Tito Faraci e pubblicata da Sergio Bonelli. 18 numeri totali, a cadenza mensile. Il primo è già in edicola. Chevvelodicaffare: sarebbe blasfemo perderselo.

Annunci

11 Risposte to “Arriva Brad Barron!”

  1. Anonimo maggio 21, 2005 a 12:18 pm #

    sì, BB è bello (vediamo se ora mi inserisce sto commento!?)

  2. Anonimo maggio 21, 2005 a 3:31 pm #

    caro gori,
    ho letto Brad Barron.Mi è piaciuto.é asciutto nella sceneggiatura,essenziale,per niente logorroico per questo l’ho letto tutto d’un fiato.
    Ha un taglio molto cinematografico,tipo “C’era una volta a New York” e “La morte alla porta”, sia nei dialoghi che nelle ambientazioni.
    Sì,è vero,sembra proprio un eroe classico e l’autore non fa nulla per nasconderlo.è umano e sensibile ma per i miei gusti, troppo forte,risoluto,energico,sia nello spirito che nel corpo.un pò poco “debole” insomma, e questo me lo rende un pò antipatichino.
    la curiosità per i prossimi numeri è cmq altissima.
    aristide1981

  3. Anonimo maggio 22, 2005 a 9:27 am #

    Finalmente un fumetto che mi attira. Dopo anni di astinenza sono tornato in edicola a comprarmi un Bonelli.
    Ad eccezione infatti delle letture a scrocco a casa della cugina del Gori e dei pochi numeri di Dylan Dog sceneggiati dalla Barbato, ho trovato ben poche novità in edicola che mi invogliassero.
    Brad Barron è un personaggio solido e credibile. L’aspetto psicologico deve ancora essere approfondito, ma le basi ci sono tutte. Abbiamo avuto solo qualche flash del suo passato, ed accenni ad un trascorso che giustifica quello che può sembrare, come dice giustamente Aristide, un carattere troppo forte e risoluto.
    Ma non si può giudicare dalle prime 93 pagine di una serie che promette di essere davvero interessante.
    Un eroe anni ’50, che rimanda a quella letteratura noir americana del dopoguerra, tanto cara al nostro Faraci, come si può evincere anche da altre sue sceneggiature; ad esempio nelle storie di Manetta, disegnate dall’ottimo Cavazzani.
    Certo la trama non è originale, e gli alieni sembrano usciti dai manga e dagli anime degli anni ’70, con una certa influenza americana, ma proprio questo dona una connotazione retrò all’intero fumetto. Una connotazione retrò che personalmente apprezzo moltissimo.
    Il disegno di Brindisi è pulito ed essenziale, alternato ad alcuni virtuosismi, come i primissimi piani di Brad a pagina 11 e 37,  o la sequenza di pgg 90-91.
    Non ci resta che attendere il 7 giugno per vedere come si evolverà la storia.
     

  4. Anonimo maggio 24, 2005 a 5:24 pm #

    ecco fatto il gori che c ‘ illumina d’ immenso…brad comprato ma non ancora letto come d’ usanza…..non m aspetto molto….gia’ graficamente dalla copertina pare un personaggio ke sta sulle sue….e , di conseguenza, anke sulle mie…….^^
    ciao granduomo
    marra

  5. Anonimo maggio 25, 2005 a 9:07 pm #

    Brad Barron.
    Promette benissimo, il personaggio, i flashback, questa fantascienza retrò ma attuale… bello.
    Gli alieni li aspettavo diversi, secondo me se gli alieni fossero atterrati sulla terra negli anni cinquanta avrebbero dovuto avere per forza l’aspetto di quelli di Mars Attack.
     
    Ma del resto BB è roba seriosa, Mars Attack per fortuna no (l’ironia è cosa seria ma non seriosa).
    Intelligente la collocazione temporale che evita di pasticciare contrapponendo una tecnologia a noi aliena e fondamentalmente ignota ad un’altra (mi riferisco a quella degli alieni e a quella a noi contemporanea. Chi sa veramente come funziona un microonde? Come interagirebbe con le pistole degli alieni?).
     
    Bello (aggettivo abusato ma genericamente efficace. Oppure efficace a definire genericità abusate.) perché come primo numero dice tutto e niente, si apre completamente al seguito e non lascia intravedere, intrasentire, intrasognare nulla di preciso di ciò che accadrà. Praticamente genera suspence (suspance? Sàspenz?), ovvero in italico idioma: senso di attesa, curiosità verso il dispiegarsi di orizzonti futuri.
     
    Attesa anche della vera identità di quest’uomo, di questo futuro someggiator di popoli, eroico combattente e futuro condottiero dalla smisurata forza di volontà, novello Achille, novello Dartagnan, dannunziano sorvolator d’Istria.
    Sperando che non si riveli poi per quel che pare: un Umile Napoleone.
     
    Bella la grafica, l’inchiostratura, insomma i disegnini (belli, no?).
    In sostanza un bel (ancora) fumetto.
     
    La questione che però voglio porre, e che so portare inevitabilmente fuori tema, è: quanto trascinano il lettore questi personaggi che vestono in maniera sempre uguale? Questi attori sotto troppi aspetti bidimensionali, questi eroi di carta che stoicamente sopportano ogni mese le disgrazie, le sfide, le sventure che impone loro un sadico fato/provvidenza/destino/sceneggiatore e le loro imprese da portare a termine rigorosamente entro un numero limitato di pagine, tiranno conto alla rovescia che da respiro giusto in qualche speciale edizione, accendono sempre e continuativamente il vostro interesse, la vostra curiosità, il vostro desiderio di conoscere nuovi risvolti di una trama, di una personalità? Offrono spunti o sono solo da consumare come spuntini (questa era orribile!)? C’è qualcosa da dire sui fumetti (in effetti c’è sempre qualcosa da dire su tutto) o la loro esistenza è in ultimo finalizzata a passare il tempo sul tram, sulla tazza del cesso, o a dar sfogo a feticistici istinti da collezionista?
    Forse i fumetti sono un terreno d’espressione un po’ meno fertile di quel che pretendono di essere (o forse no).
    Con l’eccezione del sacro terreno dedicato ad Otlymr, il dio dell’umorismo. Unica divinità che si interessa veramente alla nostra felicità.
    Perciò ben vengano Rat Man e le Sturmtruppen, intramontabili come le gag di Stanlio e Ollio e i film di Renato Rascel!
     
    un ex lettore di fumetti
    GB

  6. Anonimo maggio 29, 2005 a 8:40 pm #

    Non sono mai stata un’amante della fantascienza. E’ un genere che non è nelle mie corde.
    Devo dire però che il fumetto di Faraci si è rivelato intrigante fin dalle prime pagine. Mi ha colpito in modo particolare l’umanità del protagonista, che pur con un carattere duro (ma non da supereroe) lascia trasparire la sofferenza e le debolezze di un uomo comune, di un marito e di un padre.
    Questi alieni poi, simili a gerarchi nazisti, non sono poi così alieni nonostante l’apparenza da lucertoloni e le armi futuristiche.
    Il background rimanda ad atmosfere da film di genere anni ’50, che però io conosco solo di riflesso, grazie a i Visitors o Mars Attacks!
    L’atmosfera che si respira nel fumetto è particolare, mi riporta a dei ricordi d’infanzia.
     
    Il primo giudizio è molto positivo, il tempo ci darà ragione. L’attesa per il nuovo è alle stelle.
     
    Laura 

  7. Anonimo maggio 29, 2005 a 10:40 pm #

    Mi è piaciuto BB #1.
    Qui è un’amante della fantascienza che parla, una che quando ha sentito dire last standing man ha pensato a Matheson, quello di “I Am Legend”, e si è fregata le mani [e che quando ha sentito hard-boiled
    ha pensato azz! ogni giorno una parola nuova]… Una che quando ha
    visto quei panzerotti volanti alla Matsumoto, quello di Capitan
    Harlock, ha pensato che bello!! Proprio così li volevo gli ufo!!
    Una che di BB ha apprezzato tantissimo i disegni, l’ambientazione, le caratterizzazioni, il ritmo, il contenuto.
    Una che a questo punto aspetta il prossimo numero per vedere che piega prendono le cose.
    Perché, caro Master G, forse il tuo entusiasmo è troppo e bruciante:
    cos’hai in mano? Un intro, un incipit, un inquadramento, un prologo…
    e chissà quanti altri temi ed elementi devono affiorare strada facendo.
    Un lungo odoroso discorso introduttivo su CHI è BB e perché è così
    incazzato, ma il resto, la ciccia, ha da veni’.
    Perché qui siamo nel 2005, non nel 1950, e abbiamo metabolizzato ogni
    tipo di supereroe fino al più decadente e marcio, e poi quando ci
    troviamo davanti un Buono 100% che fronteggia i Cattivi, beh… insomma
    gli puoi volere bene a Luke Skywalker, ma vuoi mettere quello
    sciacquetto in confronto a quel vissutone di Anakin?
    E infatti a GB vorrei dire questo: c’è quasi sempre un piccolo pegno da
    pagare per entrare nel mondo dei sogni di carta, per lasciarsene
    trasportare fiduciosi: bisogna mettere da parte durante il tempo della
    lettura il vaglio delle verosimiglianze, affidarsi a chi scrive/disegna
    concedendogli di cuore anche – che so – armi aliene ergonomiche anche
    per mani umane, o l’ennesima ambentazione americocentrica, o il parlato
    un po’ di maniera (“sarò lieta di riciueverla”,
    dicevano le doppiatrici del bianco e nero. “giuda ballerino!” e “la
    malora!”, dicevano DD e BB. “dio prete nero!”, diceva il mi’babbo).
    Così la fabbrica dei sogni ci intratterrà, e se ci sarà un contenuto più nobile dell’intrattenimento, potremo goderne.
    Quando quel piccolo dazio da pagare non c’è, è perché hai a che fare con un Asimov o con un suo pari.
    Ad AG un grazie! per avermi fatto conoscere anche questo fumetto, di cui aspetto curiosa i prossimi numeri.
    A GB un quesito: kazzo vuol dire “someggiator di popoli”??Frank

  8. Anonimo maggio 30, 2005 a 12:53 pm #

    BBBB, bello bravo brad barron!!
    sì, ovvio che è il gori ad averlo fatto scoprire, e altrettanto ovvio che non so se lo continuerò. resta il fatto, in tutto questo bailamme, che bb è grande, già da subito, già dalle prime righe (ma lo avete letto l’incipit?!).
    da faraci non mi stupisco (io che lo amo sopratutto per i topolini al nero), e nemmeno da brindisi (che tratto, elegante, pulito, chiaro, ma sotto sotto teso, inquieto…)
    bb cita, omaggia, è fantascienza anni 50. sì, tutto vero, ma a me importa altro, dopo la lettura: è un fumetto che ha un suo perchè e una sua forza immediata, e ciò è cosa rara.
    i primi due terzi sono belli ma introduttivi, di attesa, il terzo atto è sorprendente, veloce, morale, c’è già tutto quello che il perosnaggio e la storia e il fumetto tutto potrebbero promettere in futuro.
    di solito il terzo atto ospita o la risoluzione/scioglimento o qualcosa del genere, non sempre esalta, in bb, nel primo numero almeno, il fumetto INIZIA A VIVERE E CRESCE

  9. Anonimo maggio 30, 2005 a 1:45 pm #

    Ah l’esercizio di Fantasia! Il veleggiar dello spirito oltre i confini imposti dal corpo, lo sberleffo in faccia ai limiti che bramano imporci i Fisici (e i fisici)! Quale sprone alla vita, cara Frank, quale antidoto alle miserie di tutti i giorni, alle piccole e grandi invasioni del nostro spazio più intimo da parte di una realtà inevitabile e sempre più ingombrante!
    Certi succinti pragmatici individui oggi definisco qualsiasi stato d’animo negativo, qualunque ne sia la causa, fruendo del termine STRESS. Stress è la tristezza, stress è la malinconia, stress il momentaneo giramento di coglioni, stress la depressione nera. Stress di… stress da… termine abusatissimo (come “depressione” e una volta “esaurimento nervoso”) e che appiattisce ogni sfumatura dello spirito a un monocromatico grigiore.
    Pensate anche solo all’uso di “stress” nel gergo adolescenziale e sbarazzino che il Gizmo tanto repelle (a ben ragione).
     
    Insomma sono pragmatico anch’io perché dico: la fantasia è utile.
     
    Ma la forma? La forma conta. Bisogna essere in forma, fa bene.
    Premettendo di sostenere un soggettivismo quasi totale nei gusti estetici, ritengo che la forma fumetto presenti dei limiti. Una volta mi piaceva di più, oggi di meno, domani vattelapesca.
    Prima mi pareva che nell’abbinamento immagine-testo i due elementi si valorizzassero enormemente l’un con l’altro, aggiungendo significati nuovi (e questo ritenevo valere per ogni forma di comunicazione multimediale, vedi il cinema), adesso ho invece l’impressione che l’immagine faccia da limite al contenuto.
    E i limiti hanno sempre una doppia faccia, servono a delineare e definire meglio qualcosa ma la qual cosa contemporaneamente in qualche modo “costringono”. Sono limiti, no? Nè con loro, né senza di loro.
    La forma fumetto è per esempio limitata rispetto alla forma letteratura.
    Allora preferisco leggermi un buon libro.
    Trovate un genere che vi appassioni particolarmente e comprate un libro. E leggetelo. E prima di buttarlo riciclatelo. E se avete denaro sporco riciclate anche quello. E poi spendetelo in libri. Et proseguite ad  imperitura continuatione in saecula seculorum et gratis et amore dei riceverete gran conforto et salvatione per l’animaccia vostra nira e fetente.
     
    Campagna promossa dall’unione l’ibrai.
     
    GB
     
    P.s. il someggiatore è colui che trasporta un gran carico tramite bestia da soma, BB si vede che è destinato a guidare genti, a traghettare anime all’anelata libertà come un Caronte invertito (un Caronte invertito, ih ih, una Caronta…).

  10. anfiosso gennaio 4, 2011 a 7:25 pm #

    Ah! Averlo saputo prima.

  11. acidshampoo gennaio 4, 2011 a 10:27 pm #

    Tranquillo Anfiosso, non ti sei perso niente di epocale. Una di quelle serie che non ha mantenuto quanto promesso. Però ti sarebbe piaciuto Volto Nascosto, quello sì.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: